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 "Il governo non chiuderà le Gae"

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AutoreMessaggio
80ILA



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MessaggioOggetto: "Il governo non chiuderà le Gae"   Mar Feb 24, 2015 8:19 am

Promemoria primo messaggio :

ItaliaOggi
Alessandra Ricciardi

A pochi giorni dal varo del decreto legge sulla Buona scuola, arriva il contrordine: le graduatorie ad esaurimento non saranno più tutte chiuse nel 2015 come inizialmente annunciato. I docenti precari che vi sono iscritti non rientreranno, solo perché targati Gae, nel mega piano assunzionale del governo. L'indicazione che emerge tra Palazzo Chigi e viale Trastevere è che (si vedano le anticipazioni di Italia Oggi) le immissioni in ruolo devono rispondere al reale fabbisogno della scuola, seppure misurato non sui parametri ad oggi utilizzati per le assegnazioni ma prevedendo docenti in surplus da utilizzare per le sostituzioni e per l'ampliamento dell'offerta formativa. Cancellati organico di diritto e di fatto, si costituirà così il nuovo organico dell'autonomia. Che alla primaria si tradurrà, per esempio, nel ripristino per alcune ore del doppio maestro. Insomma, sarà fatta una scrematura, in modo da assumere non solo i docenti utili in base alla classe di concorso ma anche quelli che stanno lavorando o hanno lavorato nelle scuole. Una scrematura che si baserà sul punteggio detenuto in graduatoria e che dovrebbe tenere fuori chi è in fondo alla classifica e che aveva aspettative assunzionali del tutto residuali.

Nell'elenco dei docenti delle Gae che non entrano nel piano assunzionale, ci sono i precari delle classi di concorso non più attive, così come i docenti in ampio eccesso rispetto alle disponibilità di cattedre. Per questi le Gae resteranno ancora aperte. Il caso più eclatante è quello della scuola dell'infanzia, dove meno di 10 mila candidati dovrebbero entrare nel piano 2015 rispetto a una platea tripla. Il ragionamento è che comunque si tratta di un tasso assunzionale di quasi dieci volte superiore rispetto alle immissioni che si sarebbero realizzate con il normale turn over.

Secondo le stime che sono state fatte dai tecnici del ministero dell'istruzione, in alcune regioni del Sud per assumere il primo candidato dell'ultimo 40% di una graduatoria a esaurimento dell'infanzia servirebbero in media dai 10 ai 40 anni scorrendo le liste con gli attuali tassi. Immettere in ruolo 10 mila precari subito è comunque una svolta.

Il governo si è deciso al cambio di passo sulle Gae dopo aver verificato che in caso contrario si sarebbero avuti docenti in esubero, assai difficili da impiegare, e al tempo stesso classi di concorso, per cui c'è effettivo fabbisogno, scoperte. Scremando la lista, tra Gae e vincitori /idonei dell'ultimo concorso, il piano assunzionale dovrebbe fermarsi a quota 125mila. Resterebbero coperti finanziariamente dalla legge di stabilità altre 23 mila assunzioni. Tutte da destinare in aggiunta al contingente del prossimo concorso nel quale si prevede una corsia preferenziale per i docenti delle graduatorie di istituto che hanno lavorato con contratti di durata annuale negli ultimi 4-6 anni. Per i precari di istituto sembra dunque sfumata l'ipotesi di un'immissione ope legis, la strada del concorso è ritenuta dai tecnici insuperabile. Seppure con gli accorgimenti del caso.

Il pacchetto scuola non è però ancora chiuso. Sui 36 articoli della bozza di decreto legge resta la verifica del ministero dell'economia e soprattutto il controllo di Palazzo Chigi, chiamato a contemperare le esigenze tecniche con quelle politiche. L'annuncio iniziale di chiudere tutte le Gae può anche essere smentito, non può esserlo l'obiettivo dello stop al precariato. Nel giro di due anni, è l'imperativo, a scuola si dovrà lavorare sui posti vacanti e disponibili solo per concorso.



Assunzioni, incognita mobilità

Per le nuove immissioni, nessun vincolo geografico e trasferimenti bloccati per tre anni. Cambiare scuola sarà necessario anche per gli aumenti

24/02/2015

CArlo Forte

Cambiare sede non più solo per avvicinarsi alla famiglia. La mobilità dell'era Renzi porrà in cima alla classifica la ricerca del posto fisso e degli aumenti di stipendio. Secondo gli annunci fatti dal governo sulle nuove immissioni in ruolo, in attesa di trovare conferma nel testo del decreto legge sulla Buona scuola al consiglio dei ministri di venerdì prossimo, non seguiranno più la logica territoriale delle graduatorie provinciali a esaurimento. Agli aspiranti docenti aventi titolo assunzione a tempo indeterminato, infatti, saranno offerte cattedre lì dove risulteranno ubicate le disponibilità. A prescindere dalle province (e dalle regioni) dove gli aspiranti abbiano presentato la domanda. E non sarà considerato un limite nemmeno la classe di concorso.

Per agevolare ulteriormente l'individuazione delle disponibilità, laddove non sarà possibile assumere i docenti nella classe di concorso per la quale hanno i titoli, sarà loro offerta l'immissione in ruolo in classi affini. Ma per ritornare a casa dovranno comunque seguire le regole previste per la mobilità a domanda. Regole che, giova ricordarlo, non sono state scritte al tavolo negoziale da amministrazione e sindacati, ma direttamente dal legislatore. Si veda a questo proposito l'articolo 15 comma 10 bis del D.L. 104/2013. Che non può essere derogato dalla contrattazione collettiva, perché nel 2009, la legge 15 ha cancellato tale facoltà. Pertanto, chi sarà immesso in ruolo fuori provincia, con effetti a far data dal 1° settembre 2015, non potrà presentare la domanda di trasferimento per ritornare nella provincia di residenza per tre anni. Sempre che, nel frattempo, la legge non subisca ulteriori modifiche (prima il limite di permanenza era di 5 anni). Fin qui la mobilità ai fini delle immissioni in ruolo e la disciplina dei trasferimenti interprovinciali di chi otterrà l'immissione in ruolo dal prossimo 1° settembre.

E poi c'è la mobilità dei docenti di ruolo in generale. Che almeno per quest'anno non dovrebbe subire modifiche. Non fosse altro per il fatto che il ministero dell'istruzione sta già lavorando alle funzioni per consentire agli interessati di presentare le domande. E la relativa ipotesi di contratto è stata sottoscritta il 26 novembre scorso.

Ma dal prossimo anno dovrebbe essere prevista un'ulteriore opzione: il passaggio dall'insegnamento su cattedra all'organico funzionale. Secondo gli annunci del governo, tale passaggio dovrebbe consentire al docente interessato di essere svincolato dall'insegnamento curriculare. La sua funzione, infatti, dovrebbe essere quella di sostituire i colleghi assenti e di svolgere il lavoro al quale si dedicano attualmente i collaboratori del dirigente. A ciò va aggiunta un'ulteriore opzione: il trasferimento finalizzato alla maturazione degli scatti di carriera. Il governo, infatti, ha intenzione di abbassare l'importo dello stipendio dei docenti, cancellando gli adeguamenti retribuitivi legati al crescere dell'anzianità di servizio. Stando a quanto si è saputo, nella nuova progressione di carriera, l'anzianità di servizio dovrebbe assumere un ruolo marginale. Mentre a farla da padrone dovrebbe essere il cosiddetto merito. Ciò determinerà l'attribuzione degli aumenti solo ad alcuni. E quindi chi resterà fuori dovrà necessariamente ritentare cambiando scuola, sperando di essere più fortunato.

Fino ad oggi, non sono stati ancora resi noti i provvedimenti che dovrebbero fissare la nuova disciplina retribuiva dei docenti. Secondo quanto risulta a Italia Oggi, però, le nuove regole non saranno scritte al tavolo negoziale, ma direttamente dal governo.

E dunque, l'esecutivo starebbe sul punto di dare il colpo di grazia al contratto collettivo di lavoro dei docenti. Dopo i colpi micidiali inferti dalla legge 15/2009 e dal decreto Brunetta, infatti, l'unica materia che era rimasta saldamente ancorata al tavolo negoziale era la disciplina delle retribuzioni.

E dunque, se il governo interverrà per legge anche su questo, la contrattazione collettiva andrà in pensione definitivamente
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AutoreMessaggio
catiusciagr



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MessaggioOggetto: Re: "Il governo non chiuderà le Gae"   Mer Feb 25, 2015 11:25 am

Durbans. ci comunichi la fonte di questa "strana" notizia? Grazie!
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durbans



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MessaggioOggetto: Re: "Il governo non chiuderà le Gae"   Mer Feb 25, 2015 11:38 am

catiusciagr ha scritto:
Durbans. ci comunichi la fonte di questa "strana" notizia? Grazie!

http://it.blastingnews.com/lavoro/2015/02/riforma-scuola-miur-2015-ultime-news-assunzioni-precari-dubbi-e-critiche-in-corso-00282697.html
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udl



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MessaggioOggetto: Re: "Il governo non chiuderà le Gae"   Mer Feb 25, 2015 2:03 pm

A me sembra che questa notizia ripeta quanto anticipato dal Sole 24 Ore, e ritengo che sia la proposta piu' ragionevole e indolore per le casse dello Stato: 120.000 assunzioni, 80-90.000 da GE e 20-30.000 da II GI con piu' di 36 mesi.
Oltretutto in home page c'e' la notizia della sentenza con cui si e' deciso che i contratti al 30/6 dovevano essere fatti al 31/08: a mio avviso il Miur considerera' contratti utili al raggiungimento dei 36 mesi quelli al 30/06 o al 31/08.
Chi non ha mai insegnato ed ha superato un iperselettivo concorso quando c'erano altri programmi e altre normative scolastiche verra' depennato: gli rimane l'abilitazione(che non e' poco), e potra' fare tutti i concorsi che vuole, si spera con commissioni magari estratte a sorte, come quelle per l'abilitazione all'esame di avvocato :-)
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udl



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MessaggioOggetto: Re: "Il governo non chiuderà le Gae"   Mer Feb 25, 2015 2:10 pm

Dimenticavo: nei 36 mesi dovrebbero rientrare solo quelli nelle pubbliche, gli altri vadano a farsi stabilizzare dai diplomifici.
D'altra parte, se c'e' lavoro nei diplomifici perche' tanto interesse alla pubblica?
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AZZ



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MessaggioOggetto: Re: "Il governo non chiuderà le Gae"   Mer Feb 25, 2015 2:30 pm

udl ha scritto:
Dimenticavo: nei 36 mesi dovrebbero rientrare solo quelli nelle pubbliche, gli altri vadano a farsi stabilizzare dai diplomifici.
D'altra parte, se c'e' lavoro nei diplomifici perche' tanto interesse alla pubblica?

caro UDL non dire "gatto se non c'è l'hai nel sacco"
e poi quelli del GE ed idonei hanno sempre l'arma spuntata dei ricorsi
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udl



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MessaggioOggetto: Re: "Il governo non chiuderà le Gae"   Mer Feb 25, 2015 2:35 pm

Dato che il risarcimento in denaro e' ormai scontato (come minimo), tutto sommato potrebbe convenire rimanere precario: mi prendo il risrcimento per gli anni passati di precariato, a settembre nuovo contratto e nuovo risarcimento...
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Enoc



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MessaggioOggetto: Re: "Il governo non chiuderà le Gae"   Mer Feb 25, 2015 2:41 pm

udl ha scritto:

D'altra parte, se c'e' lavoro nei diplomifici perche' tanto interesse alla pubblica?

Perchè la maggioranza di quelli che tu giustamente chiami "diplomifici" - almeno al centro e sud italia - non paga i propri insegnanti "in cambio" del punteggio di graduatoria.
Si tratta spesso di pseudoaziende senza strutture a patrimonio zero, veri e propri contenitori giuridici atti solo a giustificare l'incamerazione delle rette private degli studenti.
Lo stato risparmia miliardi di euro grazie alle scuole private e almeno la metà di queste opera a costo del lavoro praticamente zero in virtù del punteggio di graduatoria.

Per cui, molto semplicemente, per lo stato sarebbe semplicemente stupido sterilizzare completamente le graduatorie o togliere supplenze ai precari, in quanto la chiusura massiva di almeno metà settore privato riporterebbe alunni e oneri a suo carico.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: "Il governo non chiuderà le Gae"   Mer Feb 25, 2015 3:07 pm

Enoc ha scritto:
udl ha scritto:

D'altra parte, se c'e' lavoro nei diplomifici perche' tanto interesse alla pubblica?

Perchè la maggioranza di quelli che tu giustamente chiami "diplomifici" - almeno al centro e sud italia - non paga i propri insegnanti "in cambio" del punteggio di graduatoria.
Si tratta spesso di pseudoaziende senza strutture a patrimonio zero, veri e propri contenitori giuridici atti solo a giustificare l'incamerazione delle rette private degli studenti.
Lo stato risparmia miliardi di euro grazie alle scuole private e almeno la metà di queste opera a costo del lavoro praticamente zero in virtù del punteggio di graduatoria.

Per cui, molto semplicemente, per lo stato sarebbe semplicemente stupido sterilizzare completamente le graduatorie o togliere supplenze ai precari, in quanto la chiusura massiva di almeno metà settore privato riporterebbe alunni e oneri a suo carico.[/

Tutto vero!!!

Ci sarebbe però solo un particolare relativo alla mancata copertura previdenziale di chi ha insegnato nelle private.
Giova infatti ricordare che nelle imprese private se non esibisci il certificato di regolarità contributiva non puoi nè partecipare ad appalti pubblici, nè riscuotere compensi per lavori prestati a favore di enti pubblici.
Ora mi domando perchè lo Stato dovrebbe addirittura assumere a tempo indeterminato coloro che avrebbero, e sottolineo avrebbero, prestato servizio nelle private e contro la legge non avrebbero neanche mai chiesto alle scuole private la relativa copertura previdenziale ?
Forse a casa del patto scellerato punteggio senza retribuzione in cambio di servizio?
O peggio scambio di utilità in assenza di servizio effettivamente svolto?
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Enoc



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MessaggioOggetto: Re: "Il governo non chiuderà le Gae"   Mer Feb 25, 2015 3:20 pm

Francesca4 ha scritto:

Ci sarebbe però solo un particolare relativo alla mancata copertura previdenziale di chi ha insegnato nelle private.
Giova infatti ricordare che nelle imprese private se non esibisci il certificato di regolarità contributiva non puoi nè partecipare ad appalti pubblici, nè riscuotere compensi per lavori prestati a favore di enti pubblici.
Ora mi domando perchè lo Stato dovrebbe addirittura assumere a tempo indeterminato coloro che avrebbero, e sottolineo avrebbero, prestato servizio nelle private e contro la legge non avrebbero neanche mai chiesto alle scuole private la relativa copertura previdenziale ?
Forse a casa del patto scellerato punteggio senza retribuzione in cambio di servizio?
O peggio scambio di utilità in assenza di servizio effettivamente svolto?
[/quote]


Allora facciamo chiarezza.
Io non ho mai parlato di assunzioni nella scuola pubblica per chi ha maturato servizio e punteggio alla privata.
E' infatti qui in considerazione la diversa natura del rapporto contrattuale: una scuola privata è azienda privata, per cui anche alla luce del diritto europeo del lavoro il dipendente della privata ben potrebbe dopo i 36 mesi richiedere soltanto l'assunzione a tempo indeterminato da parte del suo datore di lavoro privato.

Vengo quindi alla questione contributiva: se il padroncino privato da rivoluzione industriale (questi imprenditori non sono, ma prenditori) è stato così stupido da non aver mai pagato nemmeno i contributi previdenziali, allora è giusto che chiuda per elevato contenuto di illegalità la sua farsesca attività e chi è stato danneggiato si faccia da lui risarcire.

Il punto fondamentale che ho sollevato io è il seguente: come fai a chiudere le graduatorie senza chiudere le scuole private? quali benefit dai come merce di scambio al padroncino della scuoletta per costringere gli insegnanti a lavorare gratis e impedire che quegli alunni si reimmettano nella scuola pubblica?
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udl



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MessaggioOggetto: Re: "Il governo non chiuderà le Gae"   Mer Feb 25, 2015 4:49 pm

Mi sembra che quello che ho scritto oggi, nel primo pomeriggio (ripreso dal Sole), trovi conferma nelle ultime dichiarazioni: chi ha fatto il concorso all'indomani della caduta del Muro di Berlino e ha fatto tutt'altro non verra' immesso in ruolo, ci sara' rispetto della sentenza europea a mio avviso considerando utili anche i contratti al 30/06.
Altrimenti lo Stato pagherebbe molto, molto di piu' di quello che spenderebbe stabilizzando
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: "Il governo non chiuderà le Gae"   Mer Feb 25, 2015 6:03 pm

Enoc ha scritto:

Il punto fondamentale che ho sollevato io è il seguente: come fai a chiudere le graduatorie senza chiudere le scuole private? quali benefit dai come merce di scambio al padroncino della scuoletta per costringere gli insegnanti a lavorare gratis e impedire che quegli alunni si reimmettano nella scuola pubblica?

Il fatto che chiudano scuole private che si basano su questi artifizi truffaldini e meschini non può che essere un bene per tutti, ripeto, compreso il nostro sistema previdenziale.
Ma le scuole private non sono tutte così e invece che demonizzarle dovremo pensare ad innalzarne la qualità in concorrenza leale con la pubblica.
In un Paese democratico la presenza di scuole private, oltre che a garantire un sistema scolastico pluralistico, competitivo e liberale, libera lo stato dall'onere di pagare fior di miliardi di euro ( si stima 6 miliardi di euro) per assorbire tutta quella platea scolastica che è assorbita attualmente dalle private.

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