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 troppe donne in cattedra?

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filo18



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MessaggioOggetto: troppe donne in cattedra?   Sab Feb 28, 2015 9:56 am

Promemoria primo messaggio :



In una scuola prevalentemente femminile gli allievi, maschi e femmine che siano, non possono apprezzare il sapere poiché quello che le donne insegnano “non è stato né creato né scoperto da loro. Socrate era maschio, Virgilio era maschio, Omero era maschio, Galileo era maschio, Leonardo era maschio, Mozart era maschio, Einstein era maschio… Non si può insegnare nulla di ciò che non si è in grado di pensare, di creare.”

Che ne pensate?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Gio Mar 12, 2015 8:57 pm

Io, da madre, francamente rimango allibita da un tale coacervo di luoghi comuni negativi, e per di più riferiti da una donna.

La gravidanza e il parto come una MALATTIA che richiede mesi o anni di GUARIGIONE o di convalescenza... ma che tristezza!

Ovviamente anche le maternità con gravi complicazioni di salute esistono, ma non sono certo la norma.

Immagino che, nella tua visione, anche l'allattamento sia visto come una sorta di "malattia", ovvero come una situazione anomala e patologica dalla quale bisogna disintossicarsi per ritornare a essere "normale". Io ho allattato entrambi i figli per più di un anno ciascuno, per un totale di 2 anni e 3 mesi, e non mi sono mai sognata di sentirmi "malata" per tutto quel tempo (anzi, avevo già ripreso a lavorare quando ancora allattavo, e almeno uno dei due ha cominciato ad andare anche all'asilo nido quando era ancora allattato - non è che l'allattamento di un bambino di un anno sia uguale a quello di un bambino di un mese e che obblighi la mamma a stare a disposizione assoluta 24 ore su 24, eh!)

Il motivo per cui esiste la maternità obbligatoria, ed eventualmente anche quella facoltativa, dopo il parto, non è quello di permettere alla madre "malata di parto" di riprendersi dalla malattia, ma è tutt'altro: quello di garantire al BAMBINO il diritto al suo personale benessere, avendo la madre a disposizione almeno per i primi mesi. E' soprattutto un diritto del bambino, non della madre. Se poi la madre ha avuto complicazioni sanitarie serie a causa del parto, beh, allora sarà tutelata appunto per malattia, non solo per maternità, che sono due cose diverse...

E comunque, non vedo cosa c'entri con la gestione della famiglia a lungo termine, che era il VERO argomento di cui si stava parlando. Ovvero, per quale motivo la donna, per il fatto di aver partorito, debba essere poi destinata per tutta la vita successiva ad accollarsi la responsabilità quasi totale delle pulizie di casa, della cucina, della spesa, dei bucati, delle commissioni domestiche, mentre l'uomo può disinteressarsene o comunque vederle in maniera più distaccata, anche 10 o 20 anni dopo, quando i figli non sono più allattati da un pezzo, e le eventuali complicazioni fisiche del parto sono un ricordo lontanissimo.

Come se la genitorialità non rappresentasse un grosso cambiamento di vita, di abitudini e di priorità ANCHE per un maschio.

I miei figli, adesso, una ha quasi 11 anni e l'altro 7, e francamente nella mia vita quotidiana non vedo assolutamente nessun impegno concreto di responsabilità domestica e genitoriale che non possa svolgere allo stesso identico modo anche il padre, e che effettivamente non svolga anche il padre alla pari.

A parte qualche dettaglio di abitudine concreta che negli anni si è sedimentato in un certo modo per ragioni di preferenze e di gusti (ovvero, ci sono alcune singole cose che faccio quasi sempre io e altre che fa quasi sempre lui, per esclusiva ragione di praticità e di preferenza, e non perché siano attività da maschi o da femmine)... in general, nella mia famiglia, NON ESISTE alcuna attività pratica della gestione familiare che sia "per natura" destinata alla madre solo perché è madre, e che non possa fare anche il padre allo stesso modo.

Per cui, francamente, non vedo proprio perché uno dei due debba essere biologicamente predisposto a sacrificare il lavoro e le soddisfazioni personali per decenni "per occuparsi della famiglia", mentre l'altro no.

Francamente, mettere in testa a una ragazza intellettualmente promettente che "un giorno di tutte queste cose non gliene importerà più niente perché diventerà madre" (mentre nessuno si sogna di dire la stessa cosa a un ragazzo, perché evidentemente si pensa che, quando diventerà padre, la sua vita non cambierà affatto) lo trovo al limite del criminale.

L.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Gio Mar 12, 2015 9:05 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Gio Mar 12, 2015 9:00 pm

Se vuoi fare carriera non ti puoi dedicare alla famiglia, non in maniera ampia.
Questo vale per gli uomini e per le donne allo stesso modo, solo che spesso gli uomini accettano questo compromesso e le donne no.

Poi c'è anche il sessismo, ma questo va a selezionare una platea di donne che si è già abbondantemente autoselezionata.

Quando lavoravo nel privato, le donne alle 5 erano in fila davanti alla bollatrice, gli uomini rimanevano, a volte gratis, a leccare il culo al capo fino a tardi, nella speranza di far carriera.
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Gio Mar 12, 2015 9:06 pm

Dal punto di vista dell'azienda che ti deve far fare carriera, la gravidanza E' una malattia, perchè ti allontana dal lavoro, come una chemioterapia.

All'azienda non gliene frega nulla dell'utilità sociale della gravidanza; dipendesse dall'azienda i bambini verrebbero adottati tutti dall'Africa all'età di 18 anni, pronti per essere mandati in catena di montaggio; meglio i neri perchè sono più robusti.

Questo ha delle ripercussioni sulle carriere.

L'assenza di un impiegatuccio da 4 soldi per un semestre non è un problema, lo rimpiazzi facilmente; rimpiazzare un capo ufficio o un quadro o un dirigente è un'altra storia, ecco perchè non lo si vuole fare.

Così è, anche se ingiusto.
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Gio Mar 12, 2015 9:13 pm

Paniscus:

Ho scritto "per certi versi paragonabile a una malattia", nel senso che gravidanze e post-parto hanno certi effetti fisici ed emozionali particolari, la cui gravità ovviamente varia da un caso all'altro. Siamo d'accordo che sono processi naturalissimi, ma comunque hanno un impatto sul lavoro - e tanto di più su lavoro altamente impegnativo.

Infatti non parlavo della gestione della famiglia a lungo termine - forse non mi sono spiegata bene, ma mi riferivo esclusivamente a quegli interventi di Felipezz in cui parlava della mancanza di donne tra le persone molto riuscite professionalmente. Ho cercato di spiegare il perché di questo fenomeno, traendo anche dalla mia esperienza personale e da quella di altre donne che conosco.
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Gio Mar 12, 2015 9:17 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Quando lavoravo nel privato, le donne alle 5 erano in fila davanti alla bollatrice, gli uomini rimanevano, a volte gratis, a leccare il culo al capo fino a tardi, nella speranza di far carriera.

Quelle donne si potevano permettere di trascurare le esigenze di lavoro per pensare solo a scappare a casa, perché avevano compagni che guadagnavano più di loro.

Quegli uomini si potevano permettere di trascurare le esigenze di famiglia per pensare solo alla carriera, perché avevano compagne che facevano loro trovare tutto pronto a casa.

E magari tali categorie di uomini e di donne si erano già felicemente accoppiate tra di loro.

Ma nessuna delle due cose è biologicamente determinata dal fatto di aver partorito e allattato 10 o 15 anni prima : )
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Gio Mar 12, 2015 10:04 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
A parte qualche dettaglio di abitudine concreta che negli anni si è sedimentato in un certo modo per ragioni di preferenze e di gusti (ovvero, ci sono alcune singole cose che faccio quasi sempre io e altre che fa quasi sempre lui, per esclusiva ragione di praticità e di preferenza, e non perché siano attività da maschi o da femmine)... in general, nella mia famiglia, NON ESISTE alcuna attività pratica della gestione familiare che sia "per natura" destinata alla madre solo perché è madre, e che non possa fare anche il padre allo stesso modo.

Per cui, francamente, non vedo proprio perché uno dei due debba essere biologicamente predisposto a sacrificare il lavoro e le soddisfazioni personali per decenni "per occuparsi della famiglia", mentre l'altro no.
Mi pare che tu mi abbia fraintesa: hai letto il mio intervento in prospettiva più ampia di quanto non intendessi.

Tu parli della condivisione di compiti all'interno di una famiglia. Questa è la solita storia dei compromessi e delle concessioni vincendevoli dove ogni coppia deve trovare il proprio equilibrio. Si potrebbe parlare di perché certi tipi di equilibri sono più diffusi rispetto ad altri (per es. la donna che contribuisce di più nella sfera domestica + l'uomo che contribuisce di più nella sfera economica), considerando l'insieme dei fattori che contribuiscono a quella scelta, ma in fin dei conti è un trade-off e lo è tanto per l'uomo quanto per la donna. Se antepongo la famiglia alla carriera, non solo rinuncio a qualcosa (più soldi, più adrenalina, riuscita professionale), ma anche ottengo qualcosa (più tempo, più flessibilità, compiti più leggeri o comunque preferibili dal mio punto di vista); se mio marito di conseguenza lavora di più, non solo ottiene qualcosa (la moglie che si può assumere tutti quei compiti che abbisognano di flessibilità che lui non avrà, meno compiti domestici, più cibo e migliore :D), ma anche sacrifica qualcosa (in primis del tempo con i figli; e poi anche vive lo stress elevato perché la maggior parte del contributo economico spetta a lui). Infatti, trovo profondamente sbagliata l'ottica che presenta questa scelta unicamente come una "rinuncia" per la donna e un "guadagno" per l'uomo - di solito è un mix di rinuncia e di guadagno per entrambi, ma in ambiti diversi.

La mia esperienza è quella che, nella stragrande maggioranza di matrimoni che vedo intorno a me, si è deciso che l'uomo e la donna avrebbero dato contributi più significativi in ambiti diversi, ma comunque bilanciati tra di loro. E la gente è felice e le donne non mi pare che soffrino per la scelta di non avere carriere intense. Questo è il trade-off che hanno fatto; avrebbero potuto anche fare altrimenti, ma ovviamente gli uomini e le donne hanno comunque, mediamente, inclinazioni diverse.
Citazione :
Francamente, mettere in testa a una ragazza intellettualmente promettente che "un giorno di tutte queste cose non gliene importerà più niente perché diventerà madre" (mentre nessuno si sogna di dire la stessa cosa a un ragazzo, perché evidentemente si pensa che, quando diventerà padre, la sua vita non cambierà affatto) lo trovo al limite del criminale.
Anch'io trovo che non avrebbe dovuto esternare questa considerazione, per quanto confermata dalle sue esperienze precedenti.
L'ho riportato a titolo di aneddoto, parlando della quasi-universalità della scelta, da parte delle donne, di anteporre contributi in altri ambiti della vita a quegli accademici.
E comunque non ha rinunciato a me. Io ho rinunciato, ma non credo che la mia rinuncia avesse a che fare con quello che mi aveva detto.
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Gio Mar 12, 2015 11:10 pm

Chocolate ha scritto:

Citazione :
Francamente, mettere in testa a una ragazza intellettualmente promettente che "un giorno di tutte queste cose non gliene importerà più niente perché diventerà madre" (mentre nessuno si sogna di dire la stessa cosa a un ragazzo, perché evidentemente si pensa che, quando diventerà padre, la sua vita non cambierà affatto) lo trovo al limite del criminale.
Anch'io trovo che non avrebbe dovuto esternare questa considerazione, per quanto confermata dalle sue esperienze precedenti.
L'ho riportato a titolo di aneddoto, parlando della quasi-universalità della scelta, da parte delle donne, di anteporre contributi in altri ambiti della vita a quegli accademici.

Ma non pensi che questa presunta quasi-universalità della scelta possa avere anche delle cause non spontanee, ma dovute PROPRIO a un feedback culturale ricevuto in tal senso?

Ovvero, indipendentemente da quello che è successo a te come singola persona... non ti viene in mente che se TANTE donne privilegiano la scelta della famiglia rispetto al lavoro, e TANTI uomini no, possa essere anche perché TANTE ragazzine si sono sentite martellare in testa da altri, per tutta la vita, proprio quella "sentenza" che hai riferito tu, mentre i maschi no?

E non parlo certo di una battuta episodica infelicemente sfuggita a un solo insegnante una sola volta, ma parlo proprio dei modelli totalizzanti e continui che vengono loro proposti come esempio pratico, per anni e anni di seguito, dai loro stessi genitori, o dagli stimoli mediatici, culturali e pubblicitari.

I media, ad esempio, anche quelli più aperti, progressisti, egualitari, e più attenti alle problematiche di parità e di equità, sono strapieni di di servizi, inchieste e testimonianze su "come possano fare le donne moderne a riuscire nell'impresa difficilissima di conciliare lavoro e famiglia", mentre non si trova praticamente MAI un approfondimento analogo riguardante gli uomini.

Le interviste edificanti alle "mamme lavoratrici che fanno i salti mortali per riuscire a fare tutto" o alle "donne di successo professionale che riescono perfino a fare anche le mamme", si sprecano...

...mentre francamente di servizi analoghi sui "babbi lavoratori che fanno i salti mortali per riuscire a fare tutto" o sugli "uomini di successo professionale che riescono perfino a fare anche i padri" , non ne vedo quasi nessuno.

Cosa deve pensare, una ragazzina che si affaccia all'età adulta e che legge tali articoli o visiona tali documentari?

Ma è ovvio: pensa che sia normale che a doversi porre quel problema saranno solo le femmine, mentre i maschi il problema non ce l'hanno proprio, perché a loro NON E' RICHIESTO di "trovare una conciliazione tra il lavoro e la famiglia", ma possono tranquillamente fregarsene...

E con un martellamento sociale e mediatico così, non venitemi a dire che le scelte sono sempre indipendenti e spontanee...

L.
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Gio Mar 12, 2015 11:42 pm

Chocolate!!! Guarigione dal parto????????? Esperienza fisica estrema? ????????. Per me un'esperienza estrema è una traversata oceanica in solitaria. Sarà perché ho partorito con l'epidurale,ma ho passato gran parte del tempo leggendo un libro e sinceramente dopo una settimana non ci pensavo più. E cosa c'entrano le poche ore del parto con la carriera? Mistero! Ad un insegnante come il tuo dovrebbe essere impedito di avvicinare bambini, anche maschi, senza la supervisione di un adulto.
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Gio Mar 12, 2015 11:43 pm

chicca70 ha scritto:
Chocolate!!! Guarigione dal parto????????? Esperienza fisica estrema? ????????. Per me un'esperienza estrema è una traversata oceanica in solitaria. Sarà perché ho partorito con l'epidurale,ma ho passato gran parte del tempo leggendo un libro e sinceramente dopo una settimana non ci pensavo più.

Figurati che io penso esattamente la stessa cosa pur NON avendo fatto l'epidurale...
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Ven Mar 13, 2015 12:17 am

chicca70 ha scritto:
Chocolate!!! Guarigione dal parto????????? Esperienza fisica estrema? ????????. Per me un'esperienza estrema è una traversata oceanica in solitaria. Sarà perché ho partorito con l'epidurale,ma ho passato gran parte del tempo leggendo un libro e sinceramente dopo una settimana non ci pensavo più. E cosa c'entrano le poche ore del parto con la carriera?  Mistero! Ad un insegnante come il tuo dovrebbe essere impedito di avvicinare bambini, anche maschi, senza la supervisione di un adulto.
OK. OK. Peace. :-)

Guarigione, intendevo recovery, io penso in inglese e dico normalmente recovery in quel contesto.
Esperienza fisica estrema - sarà molto individuale, ma io non conosco praticamente nessuno che non aveva bisogno di un bel mesetto, come minimo, solo per recuperare le forze. E fino a un anno per tornare veramente in forma fisica e mentale pre-gravidanza. Forse questo dipende anche dal livello di forma in cui si era. Ma non avete avuto l'esperienza di un abbassamento notevole di chiarezza mentale e di stabilità emozionale durante quel periodo, soprattutto dopo il primo figlio? E anche quanto al dolore, conosco donne che hanno avuto infortuni, fratture ossee e sim., che possono fare paragoni (io non posso), e che comunque sostengono che il parto era peggio. E forse il recovery è peggio dopo i cesarei. O forse sono io a essere viziata e ad associarmi con altre donne viziate, tra cui ho sentito parlare di praticamente ogni complicazione possibile. Non so. Non scandalizzarti tanto :-) Un po' mi esprimo male, un po' donne diverse hanno esperienze diverse.

E quanto alla carriera, ho cercato di spiegarmi, inizialmente parlavo degli apici professionali. Di carriere tipo ricerca scientifica hardcore (dove spesso se perdi un anno sei PERSO, l'aggiornamento da fare è enorme), posizioni manageriali, che so. La maternità in questi casi è veramente poco compatibile con questo tipo di carriere intense.
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Ven Mar 13, 2015 12:41 am

Chocolate ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Chocolate!!! Guarigione dal parto????????? Esperienza fisica estrema? ????????. Per me un'esperienza estrema è una traversata oceanica in solitaria. Sarà perché ho partorito con l'epidurale,ma ho passato gran parte del tempo leggendo un libro e sinceramente dopo una settimana non ci pensavo più. E cosa c'entrano le poche ore del parto con la carriera?  Mistero! Ad un insegnante come il tuo dovrebbe essere impedito di avvicinare bambini, anche maschi, senza la supervisione di un adulto.
OK. OK. Peace. :-)

Guarigione, intendevo recovery, io penso in inglese e dico normalmente recovery in quel contesto.
Esperienza fisica estrema - sarà molto individuale, ma io non conosco praticamente nessuno che non aveva bisogno di un bel mesetto, come minimo, solo per recuperare le forze.

Ma non sarebbe meglio pensare di ridimensionare un po' (sia per le donne che per gli uomini) questa ossessione per "le carriere" come percorsi assolutamente totalizzanti, in cui si deve stare a disposizione 24 ore su 24 per tutto l'anno, in cui per decenni di seguito non può essere consentita nessuna pausa per motivi personali, e in cui cui pochi mesi di efficienza ridotta costituiscono una tragedia insormontabile?????

In altri paesi (e non parlo di pianeti extraterrestri, eh, parlo di paesi a due passi da noi, tipo l'Austria) è considerato perfettamente normale che una madre si prenda un anno di congedo parentale e poi ricominci a lavorare come prima, senza per questo essere deprecata, discriminata o demansionata... ed è anche considerato normale che una parte del congedo parentale se lo prenda anche il padre, senza per questo essere considerato una schifezza-di-rammollito-che-non-è-un-vero-uomo e che non sa cosa significhi lavorare davvero.

Perché solo in Italia deve essere considerato impossibile?

Per quanto riguarda la ricerca scientifica, francamente, penso che sia uno degli ambiti in cui si può benissimo provare a tenersi aggiornati anche in periodi di pausa o di efficienza ridotta.

Magari nelle posizioni manageriali delle grandi aziende, molto meno...

...ma siccome oggi tutto viaggia su canali virtuali, se fai di mestiere l'astrofisica solare o la filologa classica, in un'istituzione accademica pubblica, puoi benissimo mantenerti aggiornata sugli sviluppi specialistici della tua disciplina, anche se stai per qualche mese a casa, o se vai in dipartimento solo una volta alla settimana.

Di sicuro, per un certo periodo non PRODUCI contenuti originali di tua iniziativa, o ne produci meno del solito... ma l'aggiornamento su cosa sia successo nel frattempo, e i contatti con i progressi dei colleghi, non li perdi.

E' molto più a rischio una cassiera precaria del supermercato, piuttosto che una ricercatrice accademica, questo è poco ma sicuro!

L.
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Ven Mar 13, 2015 12:56 am

paniscus_2.0 ha scritto:

Ma nessuna delle due cose è biologicamente determinata dal fatto di aver partorito e allattato 10 o 15 anni prima : )
Concordo, ma uomini e donne non sono solo biologia, sono anche mente e la mente è anche condizionamento culturale.
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Ven Mar 13, 2015 1:03 am

chicca70 ha scritto:
Chocolate!!! Guarigione dal parto????????? Esperienza fisica estrema? ????????. Per me un'esperienza estrema è una traversata oceanica in solitaria. Sarà perché ho partorito con l'epidurale,ma ho passato gran parte del tempo leggendo un libro e sinceramente dopo una settimana non ci pensavo più. E cosa c'entrano le poche ore del parto con la carriera?  Mistero! Ad un insegnante come il tuo dovrebbe essere impedito di avvicinare bambini, anche maschi, senza la supervisione di un adulto.
Sono d'accordo con Chocolate, per me il parto sarebbe un'esperienza fisica estrema e poi necessiterei di taaaanto tempo per guarire.
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Ven Mar 13, 2015 1:06 am

Seeeh, vabbè, buonanotte... per me sarebbe un ostacolo insostenibile e insormontabile l'idea di dovermi fare la barba tutti i giorni! Eppure quasi tutti gli uomini ci riescono senza fare troppe storie, no?

L.
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Ven Mar 13, 2015 1:21 am

Vabbè rimuovo l'intervento incriminato per non "fare troppe storie". Veramente non pensavo di esprimermi tanto male.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Ven Mar 13, 2015 1:37 am

Io non ho avvertito nessun deficit di chiarezza mentale e, ti dirò, la frattura al bacino che ho subito, con immobilità totale per un mese intero, è molto più dolorosa e frustrante di 5 gravidanze.
il problema non è quello di essere o meno viziate, ma di essere più o meno piagnone. Molte donne si autosuggestionano e finiscono con lo stare peggio di quanto preveda la situazione. Anche ascoltare donne che rievocano i disturbi della gravidanza e del parto è deleterio: tante donne, che nella vita non hanno combinato nulla, vantano tali disturbi come fossero medaglie al valor militare, guadagnate con supremo sprezzo del pericolo.


e"]
chicca70 ha scritto:
Chocolate!!! Guarigione dal parto????????? Esperienza fisica estrema? ????????. Per me un'esperienza estrema è una traversata oceanica in solitaria. Sarà perché ho partorito con l'epidurale,ma ho passato gran parte del tempo leggendo un libro e sinceramente dopo una settimana non ci pensavo più. E cosa c'entrano le poche ore del parto con la carriera?  Mistero! Ad un insegnante come il tuo dovrebbe essere impedito di avvicinare bambini, anche maschi, senza la supervisione di un adulto.
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Guarigione, intendevo recovery, io
Esperienza fisica estrema - sarà molto individuale, ma io non conosco praticamente nessuno che non aveva bisogno di un bel mesetto, come minimo, solo per recuperare le forze. E fino a un anno per tornare veramente in forma fisica e mentale pre-gravidanza. Forse questo dipende anche dal livello di forma in cui si era. Ma non avete avuto l'esperienza di un abbassamento notevole di chiarezza mentale e di stabilità emozionale durante quel periodo, soprattutto dopo il primo figlio? E anche quanto al dolore, conosco donne che hanno avuto infortuni, fratture ossee e sim., che possono fare paragoni (io non posso), e che comunque sostengono che il parto era peggio. E forse il recovery è peggio dopo i cesarei. O forse sono io a essere viziata e ad associarmi con altre donne viziate, tra cui ho sentito parlare di praticamente ogni complicazione possibile. Non so. Non scandalizzarti tanto :-) Un po' mi esprimo male, un po' donne diverse hanno esperienze diverse.

E quanto alla carriera, ho cercato di spiegarmi, inizialmente parlavo degli apici professionali. Di carriere tipo ricerca scientifica hardcore (dove spesso se perdi un anno sei PERSO, l'aggiornamento da fare è enorme), posizioni manageriali, che so. La maternità in questi casi è veramente poco compatibile con questo tipo di carriere intense.[/quote]

Io non ho avvert
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Sab Mar 14, 2015 8:25 am

filo18 ha scritto:


In una scuola prevalentemente femminile gli allievi, maschi e femmine che siano, non possono apprezzare il sapere poiché quello che le donne insegnano “non è stato né creato né scoperto da loro. Socrate era maschio, Virgilio era maschio, Omero era maschio, Galileo era maschio, Leonardo era maschio, Mozart era maschio, Einstein era maschio… Non si può insegnare nulla di ciò che non si è in grado di pensare, di creare.”

Che ne pensate?

Che non si possa insegnare nulla di ciò che non si è in grado di pensare... non ci piove.
Che non si possa insegnare nulla di ciò che non si è in grado di creare... è una sonora cazzata.

Io non so creare le equazioni di Maxwell nè tantomeno il teorema di Torricelli-Barrow, però posso insegnarli.
Gianandrea Gavazzeni non è stato in grado di creare "Le nozze di Figaro" però ha diretto tale opera.

Inoltre c'è un fatto:
http://www.infn.it/index.php?option=com_content&view=article&id=601:e-l-italiana-fabiola-gianotti-direttore-generale-del-cern&catid=21:news&Itemid=453&lang=it
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MessaggioOggetto: Re: troppe donne in cattedra?   Sab Mar 14, 2015 1:05 pm

AndreaOdi ha scritto:
Inoltre c'è un fatto:
http://www.infn.it/index.php?option=com_content&view=article&id=601:e-l-italiana-fabiola-gianotti-direttore-generale-del-cern&catid=21:news&Itemid=453&lang=it
Sarà un trans.
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