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 compito di italiano e discalculia

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puer2



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MessaggioOggetto: compito di italiano e discalculia   Lun Mar 09, 2015 7:58 pm

Un alunno discalculico quali esoneri/vantaggi/dispense o altro potrebbe avere nello svolgimento di una verifica scritta di italiano? Grazie a chi vorrà rispondere.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Lun Mar 09, 2015 8:06 pm

La discalculia nella maggior parte dei casi (se non quasi tutti) è solo un modo per definire capacità cognitive borderline, che si riflettono in tutte, o quasi, le materie. Fosse discalculia vera, sarebbe una difficoltà esclusiva e grave con la matematica: invece, stranamente, quasi tutti i discalculici vanno male anche in italiano, nelle materie scientifiche, nelle lingue ecc.
Teoricamente, a meno di presunte comorbilità, non ci dovrebbero essere strumenti dispensativi e compensativi nelle altre materie; nella pratica invece si è costretti a facilitare, semplificare, alzare il voto.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Lun Mar 09, 2015 8:34 pm

Il DSM V ha eliminato le categorie di dsa riconducendole tutte genericamente a "disturbi specifici di apprendimento" e questo a mio modo di vedere è davvero un passo avanti nella conoscenza del problema.

La caratteristica è il disturbo di apprendimento, la caratteristica è la fatica esagerata, diversa dalla normale fatica, nel concentrarsi sul compito che si sta svolgendo escludendo gli altri stimoli, la caratteristica è l'impegno cognitivo che richiede un qualsiasi compito che per gli altri invece è un automatismo.

Da questo si deduce che anche i discalculici possono avere difficoltà nello svolgimento di una verifica scritta di italiano. Tutti gli strumenti possono essere concessi a tutti i dsa. Per decidere quale sia necessario al tuo alunno discalculico mentre fa una verifica di italiano, o mentre studia per una interrogazione è necessario che tu ne parli con lui, sentendo dove trova difficoltà ed adattando su questo gli strumenti.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Lun Mar 09, 2015 9:08 pm

Ire ha scritto:
La caratteristica è il disturbo di apprendimento, la caratteristica è la fatica esagerata, diversa dalla normale fatica, nel concentrarsi sul compito che si sta svolgendo escludendo gli altri stimoli, la caratteristica è l'impegno  cognitivo che richiede un qualsiasi compito che per gli altri invece è un  automatismo.
Stai a vedere che esiste gente portata per lo studio e gente che non lo è !

Ire, secondo te quelle con le tette piccole hanno il diritto di iscriversi alle selezioni di miss Italia solo che a loro bisogna guardarle negli occhi ?
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Lun Mar 09, 2015 10:22 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
La caratteristica è il disturbo di apprendimento, la caratteristica è la fatica esagerata, diversa dalla normale fatica, nel concentrarsi sul compito che si sta svolgendo escludendo gli altri stimoli, la caratteristica è l'impegno  cognitivo che richiede un qualsiasi compito che per gli altri invece è un  automatismo.
Stai a vedere che esiste gente portata per lo studio e gente che non lo è !

Ire, secondo te quelle con le tette piccole hanno il diritto di iscriversi alle selezioni di miss Italia solo che a loro bisogna guardarle negli occhi ?

Non so l'opinione di Ire. Mi sa però che, fuor di metafora, per la legge, relativamente al contesto scuola, è proprio così.

Il problema grave, IMHO, cmq è un altro: se hai le tette piccole e vinci il concorso perché i giudici ti guardano negli occhi (o perché i giudici ti consentono di gonfiarti il reggiseno con la bambagia quale "misura compensativa", o ti consentono di sfilare con il costume intero al posto del bikini quale "misura dispensativa"), non è che le tette, per il fatto di aver vinto il concorso, ti crescano. E, fatalmente, quando poi vai a proporti in giro, capita che chi ti esamina guardi si gli occhi... ma guardi molto bene anche le tette.

In definitiva quindi, IMHO, la domanda che ci si dovrebbe porre sarebbe: che vantaggio ne trae la signorina con le tette piccole dal vincere il concorso?
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Lun Mar 09, 2015 10:49 pm

Lenar ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
La caratteristica è il disturbo di apprendimento, la caratteristica è la fatica esagerata, diversa dalla normale fatica, nel concentrarsi sul compito che si sta svolgendo escludendo gli altri stimoli, la caratteristica è l'impegno  cognitivo che richiede un qualsiasi compito che per gli altri invece è un  automatismo.
Stai a vedere che esiste gente portata per lo studio e gente che non lo è !

Ire, secondo te quelle con le tette piccole hanno il diritto di iscriversi alle selezioni di miss Italia solo che a loro bisogna guardarle negli occhi ?

Non so l'opinione di Ire. Mi sa però che, fuor di metafora, per la legge, relativamente al contesto scuola, è proprio così.

Il problema grave, IMHO, cmq è un altro: se hai le tette piccole e vinci il concorso perché i giudici ti guardano negli occhi (o perché i giudici ti consentono di gonfiarti il reggiseno con la bambagia quale "misura compensativa", o ti consentono di sfilare con il costume intero al posto del bikini quale "misura dispensativa"), non è che le tette, per il fatto di aver vinto il concorso, ti crescano. E, fatalmente, quando poi vai a proporti in giro, capita che chi ti esamina guardi si gli occhi... ma guardi molto bene anche le tette.

In definitiva quindi, IMHO, la domanda che ci si dovrebbe porre sarebbe: che vantaggio ne trae la signorina con le tette piccole dal vincere il concorso?
Indubbiamente la legge dice che a scuola siamo tutti uguali, ma poi, come hai fatto notare tu, la scuola finisce.
C'è anche il rischio che uno dei compensati/dispensati si illuda di aver meritato fino in fondo, di aver appreso fino in fondo e di potersi permettere di snobbare quanto la vita gli offrirà che non sia in linea con il titolo di studio che ha conseguito.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 8:55 am

Citazione :
Ire, secondo te quelle con le tette piccole hanno il diritto di iscriversi alle selezioni di miss Italia solo che a loro bisogna guardarle negli occhi ?


Non farei proprio miss italia.
Paradossalmente miss italia somiglia molto al giudizio che voi date qui degli alunni

Avete il diritto di dare qui quei giudizi, sono consapevole che la dislessia sia un atto di fede e sono altresì consapevole che chi la vive solo dall'esterno e solo nel momento della maggiore difficoltà abbia i dubbi che avete voi e abbia bisogno di esternarli così.

Spero, con la mia scarsa capacità comunicativa, con le mie personali sofferenze e prese di coscienza, con il percorso fatto insieme ai miei figli e ai tanti ragazzi e famiglie cui sono vicina, di riuscire almeno a farvi pensare che ci sia qualcosa di diverso da quello.

Miss Italia è così: un giudizio su una persona basato sulle tette. La bellezza di una persona che dura un momento, l'involucro, pur bellissimo, di un qualcosa che non si sa se sia pieno o vuoto.

Cosa porta all'Italia l'ostentazione di quella bellezza mediterranea che dura un attimo?
Andiamo da quella bellissima ragazza dopo dieci anni e vediamo un po' se:
ha saputo mantenere la sua bellezza
ha saputo metterla a frutto
ha saputo mettere al sicuro i frutti che ha saputo cogliere

Qualcuna sì, ma qualcuna no.

E allora? il giudizio su di lei? Era la più bella d'italia perchè aveva le tette grosse.

Un dislessico probabilmente non vincerà mai il premio del migliore, il premio che vi gratificherebbe per aver il miglior lettore, il più veloce pappagallo di tabelline o il miglior grafico manuale.


Messo davanti al dunque, però, il lettore lento saprà capire ciò che gli viene letto dal sintetizzatore vocale e saprà usarlo nel lavoro e nella vita. Saprà usare una calcolatrice per trovare il risultato di una operazione e saprà applicare quel risultato in modo da renderselo utile. Saprà usare l'autocad allo stesso modo di un preciso amanuense che la sua arte amanuense la potrà usare solo per diletto perchè adesso un prospetto tecnico fatto a mano non lo vuole nessuno. Non è utile, non è modificabile, non dialoga con quelli dei milioni di persone che usano la tecnologia per sveltire e rendere più preciso un progetto.

Non sostengo che lo saprà fare meglio degli, ma che lo saprà fare come gli altri assolutamente sì.

I discorsi che fate qui, avido, sono proprio quelli di una giuria di miss italia: mandiamo avanti nella vita l'apparenza e dubitiamo dell'essenza perchè non è bella da vedere, per chi ha gli occhi foderati di stereotipi.

Credimi, mi arrabbio tanto, e immagino si percepisca, quando sento questi discorsi, perchè nel mio immaginario voi, esperti di didattica e di docimologia dovreste essere i massimi conoscitori di queste dinamiche. Dovreste non essere ancorati a stereotipi di valore, poi ripenso a me stessa e al difficile percorso che ho compiuto per arrivare a smontare i miei di stereotipi e capisco la vostra difficoltà.

La vita non è la scuola, è senz'altro peggio, però nella vita ci si muove, nella scuola si è costretti nei limiti delle tette grosse.
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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 9:24 am

Ire, tu parli di lettore lento ma rarissimamente il problema si limita a questo. Il 90% dei presunti dsa non legge lentamente: per lo più legge (qualunque sia la velocità) senza comprendere anche testi semplici. Spesso non comprende neppure testi orali elementari. Nella scuola siamo spesso costretti a far credere a questi ragazzini di meritare un voto sufficiente, ad accettare come giuste risposte insensate e prive di logica. Ma la vita fuori dalla scuola non finge che tu sia abile: ti esclude. Quando una ragazza di 14 anni non capisce una domanda come "mi mostri sulla cartina le zone colonizzate dai Greci? " il problema non è la lentezza nella lettura. Mi ha chiesto di spiegare la domanda!! Una domanda da scuola elementare!! Nella vita, come farà ad avere un lavoro che necessiti di un minimo uso del cervello? Eppure si illude di essere brava a scuola. Cullandola in una certezza folle, la scuola tutela solo se stessa, non l'alunna.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 9:29 am

lo sai perchè non comprende?
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 11:59 am

Non comprende perché la sua carenza è cognitiva. Dovrebbe avere una programmazione differenziata , un insegnante di sostegno. Non è possibile che raggiunga un diploma valido come quello che ottiene chi è in grado di imparare. Tanto a lei non servirà: appena le faranno svolgere una minima attività, capiranno che non può farcela. Diverso è il caso dei veri, rarissimi, dsa i quali comprendono benissimo tutto ciò che capiscono gli altri, con modalità leggermente diverse.
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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 1:58 pm

Ire ha scritto:
I discorsi che fate qui, avido, sono proprio quelli di una giuria di miss italia: mandiamo avanti nella vita l'apparenza e dubitiamo dell'essenza perchè non è bella da vedere, per chi ha gli occhi foderati di stereotipi.

Guarda che quello che si sta cercando di farti notare da anni è che, semmai, la situazione REALISTICA è esattamente al contrraio: premiare l'apparenza è proprio quello che si fa quando si facilitano indefinitamente i programmi, si abbassano indefinitamente le richieste, e si manipolano indefinitamente i criteri di assegnazione dei voti, e quindi si finisce per certificare delle competenze FALSE, che invece quel ragazzo non ha.

Il fatto che non le abbia "non per colpa sua", non cambia niente: se non ce le ha, non ce le ha e basta, e non è che le acquisisca solo perché qualcuno è riuscito a manipolare i programmi, le richieste e le valutazioni a un punto tale da adattargli gli impegni su misura per assicurargli la sufficienza comunque.

Dq questo punto di vista, è assolutamente VERO, per quanto possa suonare cinico e impopolare, che scrivere sulla pagella o sul diploma lo stesso identico voto per qualcuno che l'ha ottenuto autonomamente e per qualcuno che l'ha ottenuto a forza di faciltazioni, sconti, esoneri, dispensazioni e facilitazioni... di fatto, vuol dire certificare falsamente che tutti e due abbiano le stesse competenze, quando invece non è vero.

Se uno dei seri problemi di debolezza della vista, al di sotto di una certa soglia, la patente non la può prendere. Non parlo di ciechi veri e propri, o di ipovedenti talmente gravi da avere seri problemi anchenel resto della vita normale: parlo di persone che fanno una vita normaleissima, che lavorano, che si muovono senza assistenza, ma che non possono prendere la patente perché hanno una visione troppo debole. Io ne conosco personalmente diversi, che fanno professioni di tutto rispetto e hanno una vita personale normalissima, ma che non hanno potuto prendere la patente perché ci vedevano troppo poco. Non è che tale persona possano rivendicare il diritto a prendere la patente lo stesso perché il fatto di vederci poco "non è colpa sua" : la patente non gliela danno lo stesso, si deve rassegnare a non prenderla. Non è che abbia diritto a prenderla ugualmente facendosi esonerare dall'esame di guida pratico, o sostituendo l'esame vero con una simulazione a computer, o con un'interrogazione orale su come si comporterebbe se fosse per strada. Non la prende, e pace.

Dargliela lo stesso, oltre ad essere pericoloso, sarebbe proprio un FALSO legale. Ossia, certificare che quella persona ha effettivamente le capacità e le competenze richieste per guidare un'automobile, quando invece non ce le ha.

Uno potrebbe obiettare che prendere la patente non è obbligatorio.
Ma nemmeno prendere un titolo di studio superiore è obbligatorio. Anzi, non è obbligatorio nemmeno prendersi un titolo di studio cosiddetto "inferiore"... è obbligatorio solo frequentare un corso di istruzione fino a un certo limite di età. Poi, voler andare avanti o meno, è una scelta, ma non esiste il diritto alla promozione o il diritto al diploma solo per il fatto di "aver dimostrato di essersi impegnati". Se poi ci sono dei percorsi facilitati per chi ha dei problemi oggettivi, ben vengano, ma non vedo perché non debba essere dichiarato cn trasparenza, che quel titolo è stato ottenuto con un percorso speciale.

Se certe competenze non le si hanno (indipendentemente che sia per colpa propria o meno) trovo profondamente ipocrita che si debba per forza certificare che invece ci sono. Questo è esattamente quello che vuol dire "premiare le apparenze", che poi crolleranno miseramente di fronte all'impatto con la realtà del mondo di fuori.

Certo, se si parte dal presupposto che la scuola non debba preparare il ragazzo anche ad affrontare la realtà, ma che abbia solo il compito di "farlo stare più a suo agio possibile", conferirgli la massima gratificazione, e proteggerlo come una campana di vetro contro qualsiasi frustrazione o contrarietà, allora le cose cambiano. E se si parte dal presupposto che la promozione e il diploma siano un diritto assoluto (non l'istruzione, ma la promozione e il diploma), e che la scuola abbia il compito di fungere da distributore automatico di titoli di studio a chiunque li richieda in qualunque condizione, le cose cambiano ancora di più...

L.

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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 3:36 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Ire, secondo te quelle con le tette piccole hanno il diritto di iscriversi alle selezioni di miss Italia solo che a loro bisogna guardarle negli occhi ?


Non farei proprio miss italia.

Miss Italia è così:  un giudizio su una persona basato sulle tette.  La bellezza di una persona   che dura un momento, l'involucro, pur bellissimo, di un qualcosa che non si sa se sia pieno o vuoto.

Cosa porta all'Italia l'ostentazione di quella bellezza mediterranea che dura un attimo?
Andiamo da quella bellissima ragazza dopo dieci anni e vediamo un po' se:
ha saputo mantenere la sua bellezza
ha saputo metterla a frutto
ha saputo mettere al sicuro i frutti che ha saputo cogliere

Qualcuna sì, ma qualcuna no.


Mi spiace ma hai COMPLETAMENTE frainteso la metafora.

Ire ha scritto:

Un dislessico probabilmente non vincerà mai il premio del migliore, il premio che vi gratificherebbe per aver il miglior lettore, il più veloce pappagallo di tabelline o il miglior grafico manuale.


Non sono queste le competenze che vengono richieste ad uno studente della scuola superiore. In particolare non sono queste le competenze che vengono richieste all'ITIS, la scuola rispetto a cui ho maggiore esperienza. All'ITIS si chiede, dato un problema, di elaborare la soluzione tecnica adatta a risolverlo.

Ire ha scritto:

Messo davanti al dunque, però,  il lettore lento saprà capire ciò che gli viene letto dal sintetizzatore vocale e saprà usarlo nel lavoro e nella vita. Saprà usare una calcolatrice per trovare il risultato di una operazione e saprà applicare quel risultato in modo da renderselo utile. Saprà usare l'autocad allo stesso modo di un  preciso amanuense che la sua arte amanuense la potrà usare solo per diletto perchè adesso un prospetto tecnico fatto a mano non lo vuole nessuno.

Stai descrivendo una situazione fuori dalla realtà. Come ti è stato fatto notare la stragrande maggioranza dei ragazzi con diagnosi di DSA non ha i problemi che descrivi. Non si tratta di lasciare usare la calcolatrice o meno. Si tratta del fatto che non sanno elaborare l'algoritmo risolutivo di un problema. Se non conosci l'algoritmo puoi avere anche per le mani un supercomputer ma la soluzione non la tiri fuori. Se i problemi si limitassero alla disgrafia, agli errori ortografici ed all'uso della calcolatrice non ci sarebbero sostanzialmente problemi.

Per inciso, non esiste in natura un insegnante di disegno tecnico al triennio terminale di perito Meccanico o di Geometra che ti richieda il disegno a mano. Al triennio si fa solo CAD. Il problema di chi va male in disegno meccanico non è la disgrafia. Il problema è, ad esempio, che, alla domanda dove andresti a mettere i fori per le viti di collegamento di una placca ad una trave ad H, capita che ci sia gente che di foro ne metta solo uno e, per di più, lo piazzi pure AL CENTRO. Qui non è questione di CAD o di disegno a mano... è questione di cervello acceso o spento.


Ire ha scritto:

La vita non è la scuola, è senz'altro peggio, però nella vita ci si muove, nella scuola si è costretti nei limiti delle tette grosse.

L'obbligo scolastico è fino a 16 anni. Poi uno può scegliere. Non necessariamente si deve diventare tutti periti Informatici o prendere tutti il diploma di maturità scientifica.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 3:52 pm

chicca ha scritto:
Non comprende perché la sua carenza è cognitiva. Dovrebbe avere una programmazione differenziata , un insegnante di sostegno. Non è possibile che raggiunga un diploma valido come quello che ottiene chi è in grado di imparare. Tanto a lei non servirà: appena le faranno svolgere una minima attività, capiranno che non può farcela. Diverso è il caso dei veri, rarissimi, dsa i quali comprendono benissimo tutto ciò che capiscono gli altri, con modalità leggermente diverse.

Ci possono essere ragazzi con ritardi cognitivi diagnosticati come dsa, per alcune ragioni è possibile, sì.
Ma, come dici tu, questo non ha nulla a che vedere con i dsa. Che non sono affatto rarissimi.

La ragione per la quale la tua ragazza non comprende il testo anche se legge benissimo io non la so, ti posso dire perchè un ragazzo con dsa, anche se legge benissimo, può non comprendere il testo.

Nessun essere umano può svolgere contemporaneamente due compiti cognitivi, nessuno, nemmeno tu e nemmeno io. La lettura per un dsa è un grosso impegno cognitivo e se il cervello è impegnato nella decodifica dei segni non può essere impegnato anche a capire il significato di quei segni.
Ma non perchè ha un ritardo cognitivo, semplicemente perchè non ha acuisito l'automatismo della lettura.

Ad un dsa che non capisca ciò che legge, basta che qualcuno o qualcosa legga in modo da permettergli di concentrarsi sul significato e il problema è risolto. Ad un dsa, non ad altri.

Non so perchè la tua ragazza abbia bisogno di una spiegazione su una semplice richiesta, posso dirti perchè può succedere che ne abbia bisogno un dsa: può essere ansia, può essere che ancora non sia concentrato su quello che sta facendo perchè magari sta ancora ricevendo stimoli che non riesce ad isolare e in qualche modo riceve pressione sul tempo di risposta e va completamente nel pallone (a tutti viene da fare pressione con il tempo se non si ha la consapevolezza che quello che serve è solo tempo)

Non lo so chicca, non posso dirti nulla non conoscendo il fatto specifico, i fattori che influenzano la comprensione sono tanti e non sempre sono dati da ritardo cognitivo (anche sì, però).

quello che so è che non si può fare di tutta l'erba un fascio, come purtroppo alle volte accade, un dsa ha bisogno di tanto, ma quando questo tanto gli viene dato il successo è possibile esattamente come per un non dsa.

Un diagnosticato dsa che in realtà ha altri problemi ha bisogno di qualcosa di diverso. Ma qui si parla di dsa.
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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 3:58 pm

Citazione :
L'obbligo scolastico è fino a 16 anni. Poi uno può scegliere. Non necessariamente si deve diventare tutti periti Informatici o prendere tutti il diploma di maturità scientifica.

mi sembrava di aver capito, lenar, che il contrasto alla piaga sociale dell'abbandono scolastico fosse una priorità per il welfare state

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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 4:10 pm

Invito gli esimi colleghi che qui si sono espressi ad informarsi bene prima di parlare a vanvera ed esprimere opinioni prive di qualunque fondamento scientifico.
I DSA danno fastidio a molti perché implicano un diverso approccio didattico che non tutti (anzi pochi) hanno voglia o sono in grado di applicare.
Mi stupisco che al giorno d'oggi, dopo una legge e diversi decreti attuativi, ci siano ancora insegnanti così ignoranti in materia.
Sarei dell'opinione di non certificare assolutamente le loro competenze. Se non sono in grado di fare gli insegnanti che non lo facciano...ci sono molti altri mestieri...per esempio quello di Miss Italia.
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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 4:18 pm

chicca70 ha scritto:
Non comprende perché la sua carenza è cognitiva. Dovrebbe avere una programmazione differenziata , un insegnante di sostegno. Non è possibile che raggiunga un diploma valido come quello che ottiene chi è in grado di imparare. Tanto a lei non servirà: appena le faranno svolgere una minima attività,  capiranno che non può farcela. Diverso è il caso dei veri,  rarissimi, dsa i quali comprendono benissimo tutto ciò che capiscono gli altri,  con modalità leggermente diverse.

Cara la mia Chicca70 forse non sei stata messa al corrente del fatto che i DSA non hanno carenza cognitiva e non hanno bisogno di una programmazione differenziata. Quelli sono i titolari di legge 104.
Sostieni che nella città in cui vivi siano stati certificati 90 falsi DSA su 100? quali competenze hai per sostenere questo? Se ne sei veramente convinta dovresti denunciare la situazione alla tua ASL perché vuol dire che c'è qualcosa che non funziona a dovere e allora potresti rendere un servizio a tutta la comunità.

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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 4:36 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
L'obbligo scolastico è fino a 16 anni. Poi uno può scegliere. Non necessariamente si deve diventare tutti periti Informatici o prendere tutti il diploma di maturità scientifica.

mi sembrava di aver capito, lenar, che il contrasto alla piaga sociale dell'abbandono scolastico fosse una priorità per il welfare state


Se per questo anche il pareggio di bilancio è addirittura un principio costituzionale... non per questo si auspica che si chiudano le scuole o si privatizzino gli ospedali.
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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 4:41 pm

Lenar ha scritto:
Ire ha scritto:
Citazione :
L'obbligo scolastico è fino a 16 anni. Poi uno può scegliere. Non necessariamente si deve diventare tutti periti Informatici o prendere tutti il diploma di maturità scientifica.

mi sembrava di aver capito, lenar, che il contrasto alla piaga sociale dell'abbandono scolastico fosse una priorità per il welfare state

Se per questo anche il pareggio di bilancio è addirittura un principio costituzionale... non per questo si auspica che si chiudano le scuole o si privatizzino gli ospedali.

E comunque per "abbandono scolastico" si intende l'abbandono della frequenza di corsi di istruzione obbligatoria, PRIMA di aver raggiouno l'età dell'obbligo.

NON si intende "chiunque non finisca le superiori", a qualsiasi età.

Se qualcuno smette di andare a scuola quando non è più in età di obbligo (o perché ripetutamente bocciato, oppure anche senza essere mai stato bocciato, ma semplicemente perché non ne ha più voglia) NON E' AFFATTO "abbandono scolastico", ma è una normale scelta individuale perfettamente legittima.

L.
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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 4:57 pm

Citazione :
Se qualcuno smette di andare a scuola quando non è più in età di obbligo (o perché ripetutamente bocciato, oppure anche senza essere mai stato bocciato, ma semplicemente perché non ne ha più voglia) NON E' AFFATTO "abbandono scolastico", ma è una normale scelta individuale perfettamente legittima.



Quando si smette di andare a scuola perchè il docente dice che non è necessario che tutti ottengano il diploma solo perchè per ottenerlo è necessaria una calcolatrice per fare i conti. Allora non è una scelta individuale perfettamente legittima. E' un condizionamento esterno assolutamente illegale, visto che la legge invece riconosce l'idoneità al diploma anche per chi abbia bisogno di strumenti compensativi.



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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 5:12 pm

befeca ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Non comprende perché la sua carenza è cognitiva. Dovrebbe avere una programmazione differenziata , un insegnante di sostegno. Non è possibile che raggiunga un diploma valido come quello che ottiene chi è in grado di imparare. Tanto a

Sostieni che nella città in cui vivi siano stati certificati 90 falsi DSA su 100? quali competenze hai per sostenere questo? Se ne sei veramente convinta dovresti denunciare la situazione alla tua ASL perché vuol dire che c'è qualcosa che non funziona a dovere e allora potresti rendere un servizio a tutta la comunità.


Mi immagino proprio le grasse risate dei funzionari dell'ASL quando leggeranno la denuncia di Chicca... Se io fossi un funzionario dell' ASL a cui mi viene richiesta una certificazione di DSA, mi spiegate per quale ragione dovrei NON rilasciare tale certificazione? Se NON la rilascio mi espongo a delle possibile grane. Se la rilascio non rischio nulla. Ergo...
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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 5:25 pm

Citazione :
Mi immagino proprio le grasse risate dei funzionari dell'ASL quando leggeranno la denuncia di Chicca... Se io fossi un funzionario dell' ASL a cui mi viene richiesta una certificazione di DSA, mi spiegate per quale ragione dovrei NON rilasciare tale certificazione? Se NON la rilascio mi espongo a delle possibile grane. Se la rilascio non rischio nulla. Ergo.
.


Ma tu stai scherzando, vero?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 5:43 pm





paniscus 2.0 ha scritto:
E comunque per "abbandono scolastico" si intende l'abbandono della frequenza di corsi di istruzione obbligatoria, PRIMA di aver raggiouno l'età dell'obbligo.

NON si intende "chiunque non finisca le superiori", a qualsiasi età.

siccome non mi risultava preciso quello che hai scritto, ti ho risposto di getto circa la non scelta di lasciare la scuola indotta dall'esterno

poi per essere sicura sono andata a vedere.
magari fa bene anche a te dare una occhiata, alle volte abbiamo convinzioni che non corrispondono
e il confronto sul forum può essere utile proprio per quello.
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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 5:47 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Mi immagino proprio le grasse risate dei funzionari dell'ASL quando leggeranno la denuncia di Chicca... Se io fossi un funzionario dell' ASL a cui mi viene richiesta una certificazione di DSA, mi spiegate per quale ragione dovrei NON rilasciare tale certificazione? Se NON la rilascio mi espongo a delle possibile grane. Se la rilascio non rischio nulla. Ergo.
.


Ma tu stai scherzando, vero?
E' il motivo per cui si fanno tanti parti cesarei.
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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 5:52 pm

Dispersione scolastica comprende tutti quelli che fanno una libera scelta di non studiare, quelli che fanno la scelta non libera li vanno a prendere a casa i carabinieri.

Bisogna chiedersi se sia giusto perseguire il "diploma per tutti", non se sia dispersione o no.

Lo stato giustamente auspica il diploma per tutti e la laurea per il 40% ed io giustamente auspico di vincere la lotteria; io e lo stato non ci impegniamo gran che per raggiungere l'obiettivo; io non compro mai i biglietti della lotteria e lo stato fa le classi pollaio.
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MessaggioOggetto: Re: compito di italiano e discalculia   Mar Mar 10, 2015 5:58 pm

Ire, aiutare un DSA ad imparare è un dovere per noi tutti, facilitarlo ad esporre quanto ha imparato no.

Il DSA vero ha difficoltà ad apprendere, ma quando ha appreso non ha problemi ad esporre; se gli concediamo l'uso delle mappe concettuali nelle interrogazioni, se gli semplifichiamo le verifiche, se gli spezzettiamo l'unità in 5 parti, non è perchè fanno fatica ad apprendere ma perchè fanno fatica a capire, memorizzare, correlare, applicare ed estendere.
In questo caso non sono DSA, sono H nella migliore delle ipotesi o fancazzisti nella peggiore; comunque è sbagliato fargli credere che possono continuare così ed avere successo nella vita (nel lavoro per cui studiano).
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