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 Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )

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MessaggioOggetto: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Mar Mar 24, 2015 9:44 am

Promemoria primo messaggio :


ItaliaOggi
Numero 070 pag. 38 del 24/03/2015
AZIENDA SCUOLA

I docenti assunti dal piano Renzi cambieranno sede ogni tre anni su chiamata del preside
Prof in cattedra ma mai titolari
Colpo di spugna sulla mobilità anche per chi è già di ruolo
di Carlo Forte

I docenti che saranno immessi in ruolo dal 1° settembre prossimo non avranno mai una sede di titolarità. Ogni tre anni cambieranno la sede di lavoro, a seconda del luogo dove sarà ubicata la scuola il cui preside conferirà loro l'incarico, traendoli dal albi regionali. La [...]
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Gio Mar 26, 2015 9:52 pm

MMM ha scritto:
gian ha scritto:
MMM ha scritto:
isula. ha scritto:
gian ha scritto:

com'è chiamata la pirite?

L'oro degli stolti???

E questo genere di discorsi - perché di argomenti non si può certo parlare - cosa dovrebbe aggiungere di interessante o di utile alla discussione? Sempre che ci si degni di rispondere da tanta altezza.

Magari ci si potrebbe degnare di verificare se qualcosa, di più o meno utile o più o meno interessante, sia già stato scritto, aggiunto e metabolizzato da giorni, da settimane, da mesi ;-)

Allora, il ddl è uscito da una decina di giorni (non da settimane, tanto meno da mesi), nel corso dei quali ho fatto ampie letture di commenti dalle più varie fonti e ho portaecipato ad intensi dibattiti pubblici e privati. Dunque, mi sono impegnato, non solo degnato. Molto spesso coloro che discutevano non avevano nemmeno letto il ddl e pochi di coloro che lo avevano letto mostravano di averlo capito. Tutto ciò è fisiologico e forse sono io a non aver capito bene come stanno le cose (certamente - come ho già scritto sopra - ci sono dei punti che ancora mi risultano oscuri). O forse ho capito bene e, nell'abbondanza delle parole profuse su questo ddl (spesso in totale libertà - come dimostra anche questa discussione), mi sono perso proprio gli argomenti decisivi contro questa proposta. In entrambi i casi ti sarei grato se volessi essere un po' più circostanziato. Sempre che tu intenda essere preso sul serio. Altrimenti ci facciamo il solito sorrisino compiaciuto che lascia il tempo che trova ;-)

Ok, allora, se la metti in questi termini, entriamo per l'ennesima volta nel merito

MMM ha scritto:
Che poi i ds, nell'avvalersi della possibilità di offrire incarichi, non terranno conto del punteggio - che significa sostanzialmente dell'anzianità di servizio - è una pura illazione che poggia su pregiudizi e generalizzazioni improprie.
Su quale base affermi che il sistema garantisce la neutralità e l'oggettività? L'art. 7 parla genericamente di "pubblicità" dei criteri e degli incarichi e di selezione che tiene conto del curriculum. Parli di punteggio. Quale punteggio? Nella norma, la garanzia è affidata esclusivamente competenza attribuita al dirigente scolastico. Ovvero la norma sancisce l'infallibilità del dirigente scolastico: la selezione è formalmente inopinabile se criteri e procedure sono esplicitati con lo strumento della pubblicità. C'è forse previsto uno strumento tecnico di garanzia che intervenga nella valutazione dei criteri? No, non mi risulta. Mi risulta solo l'esplicitazione di una clausola di sussidiarità attribuita agli uffici scolastici regionali per intervenire in caso di inerzia. Tutto il resto è vuoto normativo.
Se per te questa è una garanzia, non sono assolutamente d'accordo. L'esperienza mi insegna che la sostanza è spesso subordinata alla forma: avviene quotidianamente nelle delibere dei consigli di istituto, nelle delibere dei collegi dei docenti, nelle delibere dei consigli di classe, nelle disposizioni di competenza del dirigente scolastico. I ricorsi nei confronti di delibere e disposizioni dirigenziali, nella maggior parte dei casi, sono accolti in virtù di vizi di forma. In assenza di vizi di forma, nella maggior parte dei casi, i ricorsi sono respinti a prescindere dal merito perché si valuta la correttezza formale della procedura. È sufficiente che la sostanza non sia in antitesi con la norma. Spero di essermi spiegato.

Citazione :
Ammesso che i ds vogliano avvalersi della facoltà che verrà loro data, mi pare chiaro che, in generale, l'anzianità di servizio sarà il criterio principale per il conferimento degli incarichi su cattedra e che i ds tenderanno a chiamare i docenti di cui conoscono la qualità didattica, ossia quelli che già lavorano o hanno lavorato nel loro istituto.
Dai per scontato che l'anzianità di servizio sia il criterio principe. Ammesso che sia così, allora perché istituire la discrezionalità? La norma parla genericamente di "curriculum", non di anzianità di servizio. Il curriculum non si identifica necessariamente con l'anzianità di servizio, in quanto vi concorrono varie componenti. E l'obiettivo del dirigente scolastico, spesso, non coincide necessariamente con la qualità didattica. Se in un sistema che non prevede una esplicita codifica del curriculum, trasformabile in punteggio oggettivo, la discrezionalità offre la possibilità di adottare criteri (ovviamente in regime di pubblicità) che possono includere o escludere in modo mirato. La qualità didattica non è misurabile in modo oggettivo e finirà pertanto per essere un criterio manipolabile. Se il docente "conosciuto" risponde agli obiettivi prefissati del dirigente scolastico, sarà chiamato, altrimenti sarà scartato. Conosco ottimi docenti che sono in conflitto con il dirigente scolastico, così come conosco pessimi docenti che non lo sono, anzi, esattamente il contrario. La qualità didattica è solo un aspetto collaterale. Se è compatibile bene, se non è compatibile è spesso subordinata ad altri obiettivi. Ne conosco parecchi di dirigenti scolastici che si muovono su questa linea. Restando nel pieno rispetto della forma prevista dalle norme.

Citazione :
Se non vorranno avvalersene ci penserà l'USR e su quali altre basi se non innanzitutto l'anzianità? In pratica, cambierà poco o niente su questo versante.
È ovvio che gli uffici scolatici regionali (o provinciali) operano (e opereranno) con procedure più neutrali (sempre in regime di sussidiarità in caso di inerzia del dirigente scolastico). Ma il confronto non è pertinente: il dirigente scolastico è più facilmente coinvolto in un eventuale conflitto d'interesse rispetto ad un ufficio territoriale.

Citazione :
Diverso è il discorso dell'organico funzionale dove sarà possibile valorizzare altre competenze specifiche dei docenti. Per esempio, se voglio attivare un servizio di sostegno psicologico per gli studenti, è più facile che possa farlo con un docente qualificato nelle scienze dell'educazione che magari ha maturato esperienze professionali analoghe, mentre se intendo proporre corsi di eccellenza in fisica avanzata avrò bisogno di altri profili.
In assenza di conflitti d'interesse, sì, questa è la logica su cui si baserebbe una realtà perfetta. Ma ancora una volta stiamo partendo da un assioma: si postula l'infallibilità del dirigente scolastico in quanto garante della sua competenza. E se subentrano un conflitto d'interesse, un'incompetenza de facto, un obiettivo che non collima necessariamente con quello del miglioramento dell'offerta formativa, un libero arbitrio in sede di interpretazione della norma? Scusami, ma nella mia esperienza ho visto anche dirigenti scolastici che hanno conflitti d'interesse, dirigenti che non sono pienamente competenti, dirigenti che si pongono obiettivi divergenti dalla qualità della didattica, dirigenti che interpretano liberamente le norme. Per quale motivo devo perciò confidare ciecamente in una norma generica che istituisce la discrezionalità nell'affidamento degli incarichi?
In passato ho ricoperto incarichi di responsabilità: sono stato funzione obiettivo, coordinatore di plesso, responsabile d'azienda, membro di consiglio d'istituto, attualmente sono coordinatore di plesso. Parlo con cognizione di causa e conosco varie sfumature della vita scolastica anche da dietro le quinte. E proprio per questo motivo sono fortemente critico su questo istituto previsto dal DDL. E te lo dice uno che in genere ha o ha avuto rapporti non conflittuali con i dirigenti scolastici. Al punto da essere stato o essere individuato da diversi dirigenti scolastici nell'attribuzione di incarichi di fiducia. Compreso quello alle cui dipendenze sono tuttora.

Citazione :
Ripeto, a me pare una grande opportunità e non vedo quali siano le ragioni che dovrebbero spingere a rinunciarvi. L'unico timore è che il loro potenziale non venga sfruttato.
O, cosa molto più probabile, che venga sfruttato in modo deviante. E con questo ritorniamo al senso del mio intervento iniziale: non è tutto oro quello che luccica. Anche la pirite, luccica. Il mio commento può sembrare trollesco, ma è il risultato di un'analisi molto più approfondita.
Ovviamente non converrai con la mia analisi, ma da parte mia mi riservo di discernere fra una percezione idealista e una percezione realista degli scenari.

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Ottodoro



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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Gio Mar 26, 2015 9:56 pm

Chi ha un ottimo curriculum verrà scelto, lo vorranno anche più presidi. Io sto preparando il curriculum per bene, per andare in una bella scuola di ruolo.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Gio Mar 26, 2015 9:57 pm

MMM ha scritto:

Secondo me - come ho scritto sopra - sarebbe un'altra cosa perché la procedura diventerebbe trasparente ed il ds controllabile e sanzionabile; a differenza di quanto accade nel sistema attuale, dove tutto è formalmente a posto, ma estremamente opaco (e ciò è vero non solo per i progetti PON, ma anche per il conferimento delle supplenze, per i concorsi e, in una certa misura, anche per le graduatorie).

Siamo in Italia. Le procedure non diventeranno mai trasparenti con l'attuale classe politica e la mentalità liberista e totalitaria.
E ricorda che il loro obiettivo è quello di privatizzare interamente la scuola, per cui certe procedure dirigistiche sono solo alcuni passi previsti di un progetto tanto liberalistico quanto dittatoriale. E' l'apoteosi delle logiche del Capitalismo: da una parte pochi ricchi con tutti i servizi e anche le scuole di eccellenza, dall'altra la gente comune con scuole fatiscenti, alunni senza nessuna prospettiva di miglioramento. In entrambi i tipi di scuole i docenti devono essere sottopagati e tenuti in perenne ricatto di perdere il posto di lavoro se non usano la lingua bene con i loro capi.

MMM ha scritto:

Poi ne facevo una questione di numeri. Pur ammettendo un certo grado di debolezza fisiologico, mi pare assurdo concentrarsi su questo, quando il grosso degli incarichi non potrà essere viziato da logiche amicali, parentali o clientelari. Anche se ogni ds offrisse il 10% degli incarichi ai suoi sodali (una media che mi pare approssimata per eccesso), il 90% verrebbe assegnato su altre basi. Altrimenti detto, la gran parte degli iscritti in albo non saranno amici, parenti o clienti di ds e tutti avranno un incarico da qualche parte.

Le tue percentuali sono completamente sbagliate. Per mia esperienza dei Pon amici e parenti dei Ds che verranno assunti a scuola rappresenteranno dal 99,9 per cento al 100 per cento di presenze. Tutti gli altri fuori anche se meritevoli.

MMM ha scritto:

In ogni caso,  in generale, trovo l'attuale sistema delle graduatorie troppo rigido e gerontocratico (l'anzianità di servizio è correlata all'anzianità anagrafica), mentre i concorsi per abilitati sono un'assurdità in termini di efficacia (se un abilitato ha conoscenze didattiche e competenze disciplinari certificate, che cosa mai dovrebbero valutare e con quali strumenti?) ed efficienza (hanno tempi e costi enormi).

Io sono docente di ruolo e mi sono accorta che l'anzianità è una dote e non un difetto. Per un docente più passano gli anni e più aumenta l'esperienza e quindi la professionalità. E' come un vino che col tempo diventa liquore. Per cui è giusto che si premi questo aumento di qualità con gli scatti di anzianità.
Inoltre nella costituzione italiana è scritto che si accede ai pubblici uffici per pubblico concorso. Infine le commissioni che valutano compiti scritti e l'orale hanno garantito più equità rispetto altre modalità di assunzione.
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Ottodoro



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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Gio Mar 26, 2015 10:00 pm

Per te uno più è vecchio più è bravo...che banalità. Tu quanti anni hai? 60? Vuoi fare la preside?
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Gio Mar 26, 2015 10:05 pm

Per MMM

Riso amaro per questa tavola comica di PAV

http://www.orizzontescuola.it/vignetta-dirigenti-che-chiamano-docenti
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Gio Mar 26, 2015 10:07 pm

Ottodoro ha scritto:
Per te uno più è vecchio più è bravo...che banalità. Tu quanti anni hai? 60? Vuoi fare la preside?

Ne ho quarantacinque. E di meriti certificati ne ho parecchi e non solo per anzianità.
Più che Preside desidero diventare Ispettore.
Chissà perchè...
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MMM



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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 12:36 am

gian ha scritto:
Ok, allora, se la metti in questi termini, entriamo per l'ennesima volta nel merito

Innanzitutto ti ringrazio per esserti impegnato a rispondermi punto su punto. Credo che in molti - ed io per primo - possiamo far tesoro delle tue osservazioni. Dopodiché permettimi di replicare concisamente.


gian ha scritto:
MMM ha scritto:
Che poi i ds, nell'avvalersi della possibilità di offrire incarichi, non terranno conto del punteggio - che significa sostanzialmente dell'anzianità di servizio - è una pura illazione che poggia su pregiudizi e generalizzazioni improprie.
Su quale base affermi che il sistema garantisce la neutralità e l'oggettività? L'art. 7 parla genericamente di "pubblicità" dei criteri e degli incarichi e di selezione che tiene conto del curriculum. Parli di punteggio. Quale punteggio? Nella norma, la garanzia è affidata esclusivamente competenza attribuita al dirigente scolastico. Ovvero la norma sancisce l'infallibilità del dirigente scolastico: la selezione è formalmente inopinabile se criteri e procedure sono esplicitati con lo strumento della pubblicità. C'è forse previsto uno strumento tecnico di garanzia che intervenga nella valutazione dei criteri? No, non mi risulta. Mi risulta solo l'esplicitazione di una clausola di sussidiarità attribuita agli uffici scolastici regionali per intervenire in caso di inerzia. Tutto il resto è vuoto normativo.
Se per te questa è una garanzia, non sono assolutamente d'accordo. L'esperienza mi insegna che la sostanza è spesso subordinata alla forma: avviene quotidianamente nelle delibere dei consigli di istituto, nelle delibere dei collegi dei docenti, nelle delibere dei consigli di classe, nelle disposizioni di competenza del dirigente scolastico. I ricorsi nei confronti di delibere e disposizioni dirigenziali, nella maggior parte dei casi, sono accolti in virtù di vizi di forma. In assenza di vizi di forma, nella maggior parte dei casi, i ricorsi sono respinti a prescindere dal merito perché si valuta la correttezza formale della procedura. È sufficiente che la sostanza non sia in antitesi con la norma. Spero di essermi spiegato.

Sono perfettamente consapevole del fatto che gli albi non prevedono punteggio (altrimenti non sarebbero albi, ma graduatorie) e mi sono riferito al punteggio perché questi erano i termini usati dal mio interlocutore, avendo cura di precisare che la corretta traduzione del discorso è sostanzialmente in termini di anzianità di servizio. Questa ovviamente non sparirà assieme al punteggio e sarà inevitabile che pesi nei curriculum dei docenti. Inoltre, non ho mai parlato di neutralità ed oggettività e non mi pare che la norma presupponga l'infallibilità del ds. Trovo piuttosto che porre la questione in questi termini travisi il senso delle cose, perché dà per scontato che ci possano essere scelte neutrali, oggettive ed infallibili, mentre è chiaro che ogni scelta, se è davvero tale, non ha nessuna di queste caratteristiche. Paradossalmente, ma neanche troppo, il tipo di scelta che più si avvicina ad averle sarebbe l'assegnazione casuale degli incarichi ai docenti dell'albo. Visto che non si può normare tutto per legge, e in questo caso è bene che sia così perché renderebbe il sistema troppo rigido e centralizzato (vedi sotto). Credo quindi che, giustamente, la norma ponga la questione in termini di trasparenza ed assunzione di responsabilità che verrebbero garantite dalla pubblicità dei criteri adottati per la proposta di ogni incarico. Nulla impedisce al ds di farsi assistere nella scelta dai docenti del suo istituto; procedura che è quasi inevitabile per ragioni pratiche e che comunque potrebbe essere prevista come regola dallo statuto dell'Istituto. Ma è fondamentale che ci sia un unico responsabile ultimo della scelta che sia chiamato a risponderne nel momento in cui venissero sollevati problemi da chi può facilmente controllarne l'operato. La combinazione di trasparenza, controllo e responsabilità certa è la migliore garanzia che si possa avere. Non bisogna poi dimenticare che l'offerta dei ds non è di un'assunzione ma di un incarico. Tutti gli iscritti all'albo sono già assunti e non rischiano di rimanere senza lavoro. Il problema è solo dove andare a lavorare e credo che nessuno voglia lavorare con collaboratori o dirigenti che non stima.


gian ha scritto:
MMM ha scritto:
Ammesso che i ds vogliano avvalersi della facoltà che verrà loro data, mi pare chiaro che, in generale, l'anzianità di servizio sarà il criterio principale per il conferimento degli incarichi su cattedra e che i ds tenderanno a chiamare i docenti di cui conoscono la qualità didattica, ossia quelli che già lavorano o hanno lavorato nel loro istituto.
Dai per scontato che l'anzianità di servizio sia il criterio principe. Ammesso che sia così, allora perché istituire la discrezionalità? La norma parla genericamente di "curriculum", non di anzianità di servizio. Il curriculum non si identifica necessariamente con l'anzianità di servizio, in quanto vi concorrono varie componenti. E l'obiettivo del dirigente scolastico, spesso, non coincide necessariamente con la qualità didattica. Se in un sistema che non prevede una esplicita codifica del curriculum, trasformabile in punteggio oggettivo, la discrezionalità offre la possibilità di adottare criteri (ovviamente in regime di pubblicità) che possono includere o escludere in modo mirato. La qualità didattica non è misurabile in modo oggettivo e finirà pertanto per essere un criterio manipolabile. Se il docente "conosciuto" risponde agli obiettivi prefissati del dirigente scolastico, sarà chiamato, altrimenti sarà scartato. Conosco ottimi docenti che sono in conflitto con il dirigente scolastico, così come conosco pessimi docenti che non lo sono, anzi, esattamente il contrario. La qualità didattica è solo un aspetto collaterale. Se è compatibile bene, se non è compatibile è spesso subordinata ad altri obiettivi. Ne conosco parecchi di dirigenti scolastici che si muovono su questa linea. Restando nel pieno rispetto della forma prevista dalle norme.

Non è che io dia per scontato che l'anzianità di servizio sarà il criterio principe, ma prevedo che sarà così nel caso degli incarichi su cattedra, anche solo per semplicità, abitudine o quieto vivere. La discrezionalità ha senso perché l'anzianità di servizio è un criterio troppo rigido, che ha poco valore quando l'anzianità è limitata e nel caso degli incarichi propri dell'organico funzionale. Questi, non dimentichiamolo, saranno circa la metà di tutti gli incarichi disponibili se dovesse passare la riforma e dovranno essere coperti da docenti che potrebbero anche non avere alcuna anzianità di servizio. A quel punto è necessario essere più flessibili con i criteri. Inoltre, è arcinoto che l'anzianità di servizio, per quanto oggettivamente misurabile, non si traduce direttamente in qualità didattica, per cui anche qui la discrezionalità può fungere da correttivo. Tutt'altra questione è quella degli obiettivi dei ds. L'importante è che, se decidono di subordinare la qualità didattica ad altro, poi siano chiamati a rispondere della decisione. Inoltre, il sistema dell'offerta dell'incarico da parte dei ds permette anche ai docenti di selezionare i ds, non solo ai ds di selezionare i docenti. Sempre che anche i docenti abbiano come priorità la qualità didattica dell'istituto in cui lavorano, piuttosto che altri obiettivi (tipo la minimizzazione dei tempi di percorrenza casa-lavoro).


gian ha scritto:
MMM ha scritto:
Se non vorranno avvalersene ci penserà l'USR e su quali altre basi se non innanzitutto l'anzianità? In pratica, cambierà poco o niente su questo versante.
È ovvio che gli uffici scolatici regionali (o provinciali) operano (e opereranno) con procedure più neutrali (sempre in regime di sussidiarità in caso di inerzia del dirigente scolastico). Ma il confronto non è pertinente: il dirigente scolastico è più facilmente coinvolto in un eventuale conflitto d'interesse rispetto ad un ufficio territoriale.

Questo mio discorso deriva dell'ipotesi che difficilmente,  per una ragione od un'altra e almeno inizialmente, i ds avranno voglia di sobbarcarsi il lavoraccio di trovare un buon candidato per ogni incarico e dunque lasceranno all'USR l'incombenza. Non escludo che ci sarà chi tra i ds non vorrà proprio avvalersi della facoltà che è concessa loro proprio per non prendersi la responsabilità della scelta. Si dà per scontato che i ds non aspettino altro che poter offrire incarichi arbitrariamente, ma ho seri dubbi che sia così è più di una ragione per pensare che molti degli stessi ds vedano in questo un rischio per la propria posizione.


gian ha scritto:
MMM ha scritto:
Diverso è il discorso dell'organico funzionale dove sarà possibile valorizzare altre competenze specifiche dei docenti. Per esempio, se voglio attivare un servizio di sostegno psicologico per gli studenti, è più facile che possa farlo con un docente qualificato nelle scienze dell'educazione che magari ha maturato esperienze professionali analoghe, mentre se intendo proporre corsi di eccellenza in fisica avanzata avrò bisogno di altri profili.
In assenza di conflitti d'interesse, sì, questa è la logica su cui si baserebbe una realtà perfetta. Ma ancora una volta stiamo partendo da un assioma: si postula l'infallibilità del dirigente scolastico in quanto garante della sua competenza. E se subentrano un conflitto d'interesse, un'incompetenza de facto, un obiettivo che non collima necessariamente con quello del miglioramento dell'offerta formativa, un libero arbitrio in sede di interpretazione della norma? Scusami, ma nella mia esperienza ho visto anche dirigenti scolastici che hanno conflitti d'interesse, dirigenti che non sono pienamente competenti, dirigenti che si pongono obiettivi divergenti dalla qualità della didattica, dirigenti che interpretano liberamente le norme. Per quale motivo devo perciò confidare ciecamente in una norma generica che istituisce la discrezionalità nell'affidamento degli incarichi?
In passato ho ricoperto incarichi di responsabilità: sono stato funzione obiettivo, coordinatore di plesso, responsabile d'azienda, membro di consiglio d'istituto, attualmente sono coordinatore di plesso. Parlo con cognizione di causa e conosco varie sfumature della vita scolastica anche da dietro le quinte. E proprio per questo motivo sono fortemente critico su questo istituto previsto dal DDL. E te lo dice uno che in genere ha o ha avuto rapporti non conflittuali con i dirigenti scolastici. Al punto da essere stato o essere individuato da diversi dirigenti scolastici nell'attribuzione di incarichi di fiducia. Compreso quello alle cui dipendenze sono tuttora.

Citazione :
Ripeto, a me pare una grande opportunità e non vedo quali siano le ragioni che dovrebbero spingere a rinunciarvi. L'unico timore è che il loro potenziale non venga sfruttato.
O, cosa molto più probabile, che venga sfruttato in modo deviante. E con questo ritorniamo al senso del mio intervento iniziale: non è tutto oro quello che luccica. Anche la pirite, luccica. Il mio commento può sembrare trollesco, ma è il risultato di un'analisi molto più approfondita.
Ovviamente non converrai con la mia analisi, ma da parte mia mi riservo di discernere fra una percezione idealista e una percezione realista degli scenari.

Per questa questione di ordine generale credo sia sufficiente fare una valutazione quantitativa. Ci si concentra sulla devianza e la possibilità di abusi quando questi aspetti, in parte fisiologici e inevitabili, non possono costituire la norma per una ragione numerica: i docenti presenti in un albo provinciale sono di gran lunga più numerosi dei possibili "clienti" dei ds degli istituti di una provincia! Rassegnarsi alla mediocrità e rinunciare alle opportunità offerte dalla discrezionalità per paura degli abusi è come rinunciare ai vantaggi dei farmaci per paura degli effetti collaterali e rassegnarsi ai dolori o ad una prematura dipartita.

Avrei voluto essere più breve, ma mi son fatto prendere la mano. Me ne scuso.


Ultima modifica di MMM il Ven Mar 27, 2015 8:09 am, modificato 2 volte
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MMM



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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 12:52 am

aku ha scritto:
Sai MMM, è che io immagino cosa potrebbe succedere se domani, la dirigente che ho in questo plesso in cui lavoro venisse ad avere i poteri di cui sopra. Abbiamo infatti avuto molti scontri con lei quest'anno, soprattutto relativi ad inserimenti frettolosi e dissenati avvenuti nella nostra sezione (infanzia) dove per salvaguardare il numero di alunni si accettano anche bimbi di due anni appena compiuti, anche inseriti a marzo, e se osiamo contrariare i genitori sul fatto che non è corretto pretendere che in una settimana il bambino stia a scuola dalle 7.30 fino alle 6 di sera..apriti cielo!!Di fatto ci ha obbligati a gestire la didattica secondo i suoi principi trascurando completamente gli aspetti educativi. Nel nostro plesso siamo scoperti per un totale di 4 ore dai collaboratori e la situazione oraria è ingestibile.. Questa, nonostante le nostre motivazioni siano assolutamente legittime, ci sposterebbe sicuramente dopo 3 anni, anche perchè se non sei lo zerbino dei genitori e cerchi di far valere le ragioni didattiche ed educative partono in quarta a protestare dal dirigente..e il dirigente non vuole che gli si rompano i cosidetti..
Allora mi chiedo: io faccio il mio mestiere con coscienza professionale e competenza, ma a cosa servirà di fronte a dirigenti che devono mantenere i numeri della scuola e per farlo usano ragionamenti estranei alla scuola stessa? Mi è capitato più volte di partecipare a collegi in cui i dirigenti affermano con sicurezza che  "i nostri clienti sono i genitori" e quest'anno la dirigente ci ha detto che "noi siamo al servizio dei genitori"...devo commentare e spiegare cosa discenda da questo genere di ragionamento? Che genere di personale vorrà assumere questa dirigente? Non certo me, visto che ho sempre ritenuto che i miei "clienti" siano i bambini e ho sempre pensato di essere al loro servizio perciò ragiono in modo differente da lei. Io cerco di fare il mio mestiere bene e per questo vengo preso come un rompib. che non accontenta in tutto e per tutto i genitori..finora potevo andare avanti per la mia strada, ora non potrò più, dato che o ti pieghi o ti lasceranno a casa.

Ti ringrazio per la tua testimonianza, ma non capisco una cosa: non sarebbe meglio anche per te un sistema in cui il dirigente deve rendere conto delle proprie scelte in maniera puntuale e che ti garantisce un incarico e ti consente di scegliere, al limite, di non lavorare più con questo dirigente e di spostarti in un istituto guidato da un ds più saggio?


Ultima modifica di MMM il Ven Mar 27, 2015 7:29 am, modificato 1 volta
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MMM



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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 1:16 am

isula. ha scritto:
MMM ha scritto:

Secondo me - come ho scritto sopra - sarebbe un'altra cosa perché la procedura diventerebbe trasparente ed il ds controllabile e sanzionabile; a differenza di quanto accade nel sistema attuale, dove tutto è formalmente a posto, ma estremamente opaco (e ciò è vero non solo per i progetti PON, ma anche per il conferimento delle supplenze, per i concorsi e, in una certa misura, anche per le graduatorie).

Siamo in Italia. Le procedure non diventeranno mai trasparenti con l'attuale classe politica e la mentalità liberista e totalitaria.
E ricorda che il loro obiettivo è quello di privatizzare interamente la scuola, per cui certe procedure dirigistiche sono solo alcuni passi previsti di un progetto tanto liberalistico quanto dittatoriale. E' l'apoteosi delle logiche del Capitalismo: da una parte pochi ricchi con tutti i servizi e anche le scuole di eccellenza, dall'altra la gente comune con scuole fatiscenti, alunni senza nessuna prospettiva di miglioramento. In entrambi i tipi di scuole i docenti devono essere sottopagati e tenuti in perenne ricatto di perdere il posto di lavoro se non usano la lingua bene con i loro capi.

Soprassiedo sul tentativo di "buttarla in politica".


isula. ha scritto:
MMM ha scritto:

Poi ne facevo una questione di numeri. Pur ammettendo un certo grado di debolezza fisiologico, mi pare assurdo concentrarsi su questo, quando il grosso degli incarichi non potrà essere viziato da logiche amicali, parentali o clientelari. Anche se ogni ds offrisse il 10% degli incarichi ai suoi sodali (una media che mi pare approssimata per eccesso), il 90% verrebbe assegnato su altre basi. Altrimenti detto, la gran parte degli iscritti in albo non saranno amici, parenti o clienti di ds e tutti avranno un incarico da qualche parte.

Le tue percentuali sono completamente sbagliate. Per mia esperienza dei Pon amici e parenti dei Ds che verranno assunti a scuola rappresenteranno dal 99,9 per cento al 100 per cento di presenze. Tutti gli altri fuori anche se meritevoli.

Le tue percentuali avrebbero senso solo se gli albi provinciali fossero composti solamente da parenti e amici di ds, il che vuol dire che non hanno senso. Inoltre, se così fosse, non ci sarebbe problema. E comunque non c'è il problema di essere lasciati fuori (da un qualche incarico) perché tutti gli iscritti all'albo ne avrebbero uno garantito. Al limite il problema è di essere lasciati fuori da un determinato istituto o incarico.


isula. ha scritto:
MMM ha scritto:

In ogni caso,  in generale, trovo l'attuale sistema delle graduatorie troppo rigido e gerontocratico (l'anzianità di servizio è correlata all'anzianità anagrafica), mentre i concorsi per abilitati sono un'assurdità in termini di efficacia (se un abilitato ha conoscenze didattiche e competenze disciplinari certificate, che cosa mai dovrebbero valutare e con quali strumenti?) ed efficienza (hanno tempi e costi enormi).

Io sono docente di ruolo e mi sono accorta che l'anzianità è una dote e non un difetto. Per un docente più passano gli anni e più aumenta l'esperienza e quindi la professionalità. E' come un vino che col tempo diventa liquore. Per cui è giusto che si premi questo aumento di qualità con gli scatti di anzianità.
Inoltre nella costituzione italiana è scritto che si accede ai pubblici uffici per pubblico concorso. Infine le commissioni che valutano compiti scritti e l'orale hanno garantito più equità rispetto altre modalità di assunzione.

L'anzianità può essere una dote o un difetto. Di certo non è garanzia di qualità.
Nella Costituzione è scritto così. Ma ciò non toglie che con "concorso" si possono intendere molte cose e che gli attuali concorsi presentano i problemi che ho sottolineato sopra. Ripeto le domande: che cosa dovrebbe valutare un concorso tra abilitati le cui conoscenze disciplinari e competenze didattiche sono certificate? E come dovrebbe farlo? Non sarebbe molto più equo ed economico un bel sorteggio?
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 8:19 am

MMM ha scritto:
Sono perfettamente consapevole del fatto che gli albi non prevedono punteggio (altrimenti non sarebbero albi, ma graduatorie) e mi sono riferito al punteggio perché questi erano i termini usati dal mio interlocutore, avendo cura di precisare che la corretta traduzione del discorso è sostanzialmente in termini di anzianità di servizio. Questa ovviamente non sparirà assieme al punteggio e sarà inevitabile che pesi nei curriculum dei docenti. Inoltre, non ho mai parlato di neutralità ed oggettività e non mi pare che la norma presupponga l'infallibilità del ds. Trovo piuttosto che porre la questione in questi termini travisi il senso delle cose, perché dà per scontato che ci possano essere scelte neutrali, oggettive ed infallibili, mentre è chiaro che ogni scelta, se è davvero tale, non ha nessuna di queste caratteristiche. Paradossalmente, ma neanche troppo, il tipo di scelta che più si avvicina ad averle sarebbe l'assegnazione casuale degli incarichi. Trovo quindi che, giustamente, la norma ponga la questione in termini di trasparenza ed assunzione di responsabilità che verrebbero garantite dalla pubblicità dei criteri adottati per la proposta di ogni incarico. Nulla impedisce al ds di farsi assistere nella scelta dai docenti del suo istituto - procedura quasi inevitabile - ma è fondamentale che ci sia un unico responsabile ultimo della scelta che sia chiamato a rispondere nel momento in cui venissero sollevati problemi da chi può facilmente controllare. Questa è la migliore garanzia che si possa avere. Non bisogna poi dimenticare che l'offerta dei ds non è di un'assunzione ma di un incarico. Tutti gli iscritti all'albo sono già assunti e non rischiano rimanere senza lavoro. Il problema è solo dove andare a lavorare e credo che nessuno voglia lavorare con un collaboratori o dirigenti che non stima.
La presuppone implicitamente nel momento in cui, al di là del regime di plubblicità, non prevede clausole di garanzia, meccanismi correttivi e, soprattutto, è formulata genericamente senza delineare i contesti operativi. Ma evidentemente i nostri ragionamenti poggiano su premesse diametralmente opposte, dal momento che per te è garanzia proprio ciò che per me non lo è. Credo che non saremo mai d'accordo.
Un chiarimento a margine: io non ne faccio una questione di assunzione. So benissimo che si tratta di attribuzione di incarichi nell'ambito di ruoli precostituiti (anche se ci sono punti piuttosto oscuri che non sono sviluppati nel DDL, ma il discorso si farebbe troppo lungo). Il problema maggiore consiste in un processo di medio termine che subordinerà la libertà d'insegnamento, principio sancito dal diritto in Italia, alle direttive insindacabili del dirigente scolastico. Il collegio dei docenti, organo principe della programmazione didattica, già attualmente egemonizzato dalle direttive del dirigente scolastico, con questo sistema si riduce ad un istituto che deve semplicemente rattificare il contesto operativo in cui potrà liberamente e discrezionalmente muoversi il DS. Nel medio termine (credo che basteranno 2-3 cicli triennali) l'organigramma didattico sarà costituito a immagine e somiglianza del disegno preconfigurato del dirigente scolastico. Ne riparleremo fra una decina d'anni, anche se a quel punto a me resteranno un paio d'anni per finire in pensione e credo che avrò ormai perso del tutto ogni velleità di lottare contro i mulini a vento.

MMM ha scritto:

Non è che io dia per scontato che l'anzianità di servizio sarà il criterio principe, ma prevedo che sarà così nel caso degli incarichi su cattedra, anche solo per semplicità, abitudine o quieto vivere. La discrezionalità ha senso perché l'anzianità di servizio è un criterio troppo rigido, che ha poco valore quando l'anzianità è limitata e nel caso degli incarichi propri dell'organico funzionale.  Questi, non dimentichiamolo, saranno circa la metà di tutti gli incarichi disponibili, se dovesse passare la riforma e dovranno essere coperti da docenti che potrebbero anche non avere alcuna anzianità di servizio. A quel punto è necessario essere più flessibili con i criteri. Inoltre, è arcinoto che l'anzianità di servizio, per quanto oggettivamente misurabile, non si traduce direttamente in qualità didattica, per cui anche qui la discrezionalità può fungere da correttivo. Tutt'altra questione è quella degli obiettivi dei ds. L'importante è che, se decidono di subordinare la qualità didattica ad altro, poi siano chiamati a rispondere della decisione. Inoltre, il sistema dell'offerta dell'incarico da parte dei ds permette anche ai docenti di selezionare i ds, non solo ai ds di selezionare i docenti. Sempre che anche i docenti abbiano come priorità la qualità didattica dell'istituto in cui lavorano, piuttosto che altri obiettivi (tipo la minimizzazione dei tempi di percorrenza casa-lavoro).
Anch'io penso che la maggior parte degli incarichi si svilupperà su criteri generali e omogenei, ma questa è una conseguenza naturale del modo di porsi della nostra categoria. La discrezionalità si usa proprio nella scelta dei tasselli chiave, quelli che condizionano poi la direzione in cui si muoverà l'intero corpo docente di un'istituzione scolastica. Non credo che i presidi si prenderanno la briga di selezionare uno per uno i polli da mettere in batteria: le batterie sono precostituite. Quello su cui un dirigente scolastico opererà è, usando un termine zootecnico, la rimonta. La selezione si attua proprio sui "riproduttori". Scelgo il docente che risponde ai miei disegni e scarto fisicamente quello che rappresenta un ostacolo. Tutto ciò sarebbe logico se l'obiettivo del DS e quello della comunità scolastica (personale, utenza) fossero un tutt'uno, ma non credo ai mondi perfetti, la mia esperienza mi ha sempre dato ragione.
In ogni modo, non ho visto nel DDL meccanismi correttivi che mettano paletti alla discrezionalità e all'autoreferenzialità dei DS nel momento in cui svincolano i propri obiettivi da quello primario della qualità didattica. Allo stato dell'attuale normativa sono generici e poco efficaci, non mi sembra che il DDL si muova in un miglioramento in questo senso. Anzi, sottolinea ulteriormente la responsabilità del corpo docente nel progressivo decadimento della qualità didattica.

MMM ha scritto:
Questo mio discorso deriva dell'ipotesi che difficilmente,  per una ragione od un'altra, i ds avranno voglia di sobbarcarsi il lavoraccio di trovare un buon candidato per ogni incarico e dunque lasceranno all'USR l'incombenza. Non escludo che ci sarà chi tra i ds non vorrà proprio avvalersi della facoltà che è concessa loro proprio per non prendersi la responsabilità della scelta.
Saranno probabilmente proprio quei dirigenti scolastici che credono nel loro lavoro e sentono il peso di una responsabilità eccessiva attribuita al loro arbitrio. Ma la norma favorisce soprattutto quei dirigenti d'assalto, quelli che oggi usano le proprie istituzioni e il proprio ruolo per finalità devianti.


MMM ha scritto:
Per questa questione di ordine generale credo sia sufficiente fare una valutazione quantitativa. Ci si concentra sulla devianza e la possibilità di abusi quando questi aspetti, in parte fisiologici e inevitabili, non possono costituire la norma per una questione numerica: i docenti presenti in un albo provinciale sono di gran lunga più numerosi dei possibili "clienti" dei ds degli istituti di una provincia. Rassegnarsi alla mediocrità e rinunciare alle opportunità offerte dalla discrezionalità per paura degli abusi è come rinunciare ai vantaggi dei farmaci per paura degli effetti collaterali e rassegnarsi ai dolori e ad una prematura dipartita.
Permettimi di sognare un impianto normativo che rasi a zero la devianza fisiologica. Costa molto? Evidentemente sì. La legislazione degli ultimi decenni, in nome dell'innovazione e della lotta alla mediocrità, ha promosso una gestione "d'assalto" del sistema sociale, economico, finanziario e politico, istituendo vulnerabilità alle devianze fisiologiche. Mi sembra evidente che le devianze fisiologiche abbiano dilagato fino a diventare, in molti ambiti, l'ordinarietà. Lo vediamo tutti i giorni.
Se questa è innovazione, preferisco la mediocrità.[/quote]
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 8:33 am

Gian,  a me il punto pare fondamentalmente uno: ci saranno anche dirigenti corrotti e devianti (ed a questi deve pensare il sistema di valutazione dei dirigenti), ma come può il dirigente che si pone come primo obiettivo la qualità didattica essere efficace nel momento in cui non può scegliere coloro che dovrebbero occuparsi della didattica? Da qui non si scappa! E allora io preferisco un sistema che ha le potenzialità di migliorarsi e di tenere sotto controllo gli abusi fisiologici - i quali, in quanto fisiologici, possono essere prevenuti e curati,  ma non eliminati (tu stesso ammetti che l'attuale sistema è men che esente da forzature ed abusi!) - ad un sistema che condanna alla mediocrità.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 1:29 pm

Mmm mi ha convinta comunque almeno su di una cosa: la sua buona fede.
ci crede davvero.
O è un'anima candida o ha davvero conosciuto pochi ds con i quali, buon per lui/lei non ha avuto problemi durante il periodo lavorativo.
Ho perso in po' il conto...troppi anni e troppe scuole girate dal '99...saranno una trentina i presidi che ricordo.
Di quanti potrei fidarmi per quanto riguarda una selezione del personale onesta e basata sul solo fascicoletto privato?
Mah...uno o due...a voler essere ottimisti.
E attenzione...non sto dicendo fossero cattive persone, lavativi, imbroglioni o semplici "fognoni"... Ma erano umani, con amici, famigliari...amici di famigliari...vicini di casa...
Oppure egocentrici con costante necessità di pubblico adorante, ds che non vogliono rogne e quindi via i docenti con 104, quelli con salute cagionevole o con figli piccoli...ds che cercano schiavi factotum a costo zero, docenti signorsì e via dicendo...
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 1:44 pm

MMM=francesca4?
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 2:01 pm

[/quote]

Ti ringrazio per la tua testimonianza, ma non capisco una cosa: non sarebbe meglio anche per te un sistema in cui il dirigente deve rendere conto delle proprie scelte in maniera puntuale e che ti garantisce un incarico e ti consente di scegliere, al limite, di non lavorare più con questo dirigente e di spostarti in un istituto guidato da un ds più saggio?[/quote]

Ma non sta scritto da nessuna parte che con questo sistema il dirigente debba rendere conto di alcunche, questo lo stai presupponendo tu!

Inoltre non mi viene garantito nessun incarico, potrei semplicemente essere costretta ad andarmene o al limite diventare isterica rimanendo in balia di un preside padrone (costretta a chiedere trasferimento per sottrarmi a tale preside) e non trovare più posto da nessun'altra parte (finendo negli albi dovrei essere scelta dai ds..e rientrare nel circolo vizioso di cui sopra, e se nessuno mi sceglie?..del resto non ho amicizie tra i ds)!
Ds più saggi? Un miraggio! Ammesso che ce ne siano anche questi dovranno far conto con i numeri (mantenere le iscrizioni è una priorità, quindi via gli insegnanti che non fanno divertire abbastanza gli alunni o non sono ossequiosi con i genitori) e con i desideri dell'utenza..

Io ho l'impressione che la nostra professione, venendo svuotata della libertà d'insegnamento e venendo vincolata all'indice di gradimento del ds (che è comunque un singolo individuo fallibile), stia andando verso l'impraticabilità..

Beato te che riesci ad essere ottimista.
Voglio ribadire che io non sono contraria alle assunzioni (più volte nel forum si fa questa illazione nei confronti dei colleghi di ruolo) ma all'altra faccia della moneta con cui ci stanno comprando..

Per l'anzianità, ritengo di poter dire dopo 10 anni di preruolo in cui ho girovagato per moltissime scuole che l'esperienza dei colleghi più anziani di me mi ha arricchito sempre ed ha un suo valore. Con questo non si può serto dire che sia automatico che docente anziano=migliore didattica. Però l'anzianità di servizio va riconosciuta e valorizzata insieme ad altre variabili.

Infine toglimi una curiosità, chi sei? Non sei un insegnante (mia supposizione)..cosa ti spinge ad essere così contento della riforma? Lavori davvero a scuola?
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 2:06 pm

tellina ha scritto:
Mmm mi ha convinta comunque almeno su di una cosa: la sua buona fede.
ci crede davvero.
O è un'anima candida o ha davvero conosciuto pochi ds con i quali, buon per lui/lei non ha avuto problemi durante il periodo lavorativo.
Ho perso in po' il conto...troppi anni e troppe scuole girate dal '99...saranno una trentina i presidi che ricordo.
Di quanti potrei fidarmi per quanto riguarda una selezione del personale onesta e basata sul solo fascicoletto privato?
Mah...uno o due...a voler essere ottimisti.
E attenzione...non sto dicendo fossero cattive persone, lavativi, imbroglioni o semplici "fognoni"... Ma erano umani, con amici, famigliari...amici di famigliari...vicini di casa...
Oppure egocentrici con costante necessità di pubblico adorante, ds che non vogliono rogne e quindi via i docenti con 104, quelli con salute cagionevole o con figli piccoli...ds che cercano schiavi factotum a costo zero, docenti signorsì e via dicendo...

Tellina, grazie per il contributo! Conferma al 100% le ragioni del mio pessimismo.
Sarà un caso che siamo due vecchietti che dentro la scuola ci stanno da mezza vita?
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 2:15 pm

tellina ha scritto:
Mmm mi ha convinta comunque almeno su di una cosa: la sua buona fede.
ci crede davvero.
O è un'anima candida o ha davvero conosciuto pochi ds con i quali, buon per lui/lei non ha avuto problemi durante il periodo lavorativo.
Ho perso in po' il conto...troppi anni e troppe scuole girate dal '99...saranno una trentina i presidi che ricordo.
Di quanti potrei fidarmi per quanto riguarda una selezione del personale onesta e basata sul solo fascicoletto privato?
Mah...uno o due...a voler essere ottimisti.
E attenzione...non sto dicendo fossero cattive persone, lavativi, imbroglioni o semplici "fognoni"... Ma erano umani, con amici, famigliari...amici di famigliari...vicini di casa...
Oppure egocentrici con costante necessità di pubblico adorante, ds che non vogliono rogne e quindi via i docenti con 104, quelli con salute cagionevole o con figli piccoli...ds che cercano schiavi factotum a costo zero, docenti signorsì e via dicendo...

Grazie per il riconoscimento della buona fede. Non credo che i ds siano meno umani dei docenti. Il problema è che spesso l'interesse dei docenti non coincide con l'interesse della scuola che i ds sono delegati a fare (gli obiettivi dei ds non sono arbitrari e devono essere validati). Se non lo fanno vanno sanzionati e allontanati. Ma chi dirige deve essere messo nella condizione di poterlo fare; con le dovute tutele per chi è diretto, naturalmente, ma senza che queste possano pregiudicare la possibilità di conseguire il risultato che ci si propone, come è spesso il caso. Se il prezzo da pagare è l'eventualità di dover cambiare sede all'interno di una provincia o di un'area sub-provinciale, nel peggiore e più estremo dei casi ogni tre anni, o l'assegnazione di un incarico diverso da quello preferito da ognuno, ma comunque certo, non mi pare questa gran tragedia. A meno che i benefici della titolarità della cattedra non siano più importanti, per i docenti, della realizzabilità degli obiettivi comuni. Non vorrei che la visione pessimistica dei ds non fosse che la proiezione della più deteriore umanità dei docenti stessi...
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 2:33 pm

MMM ha scritto:
Gian,  a me il punto pare fondamentalmente uno: ci saranno anche dirigenti corrotti e devianti (ed a questi deve pensare il sistema di valutazione dei dirigenti),  ma come può il dirigente che si pone come primo obiettivo la qualità didattica essere efficace nel momento in cui non può scegliere coloro che dovrebbero occuparsi della didattica? Da qui non si scappa! E allora io preferisco un sistema che ha le potenzialità di migliorarsi e di tenere sotto controllo gli abusi fisiologici - i quali, in quanto fisiologici, possono essere prevenuti e curati,  ma non eliminati (tu stesso ammetti che l'attuale sistema è men che esente da forzature ed abusi!) - ad un sistema che condanna alla mediocrità.

Ok, hai detto la tua ma non sei riuscito a convincermi, come io ho detto la mia ma non sono riuscito a convincerti. Non so se sei mai entrato in una scuola, hai una visione un po' troppo bucolica, idealista e ingenua (?) al punto da sorvolare (inconsciamente?) su alcuni contesti che sono l'ordinarietà nel mondo della scuola. Non tenerne conto mi fa presumere che tu non abbia mai messo piede in una scuola o ci sia passato sporadicamente restandone ai margini e senza conoscere il retroscena (se non ti piace il termine sostituisci con underground o con backstage).

Se entrerai nel "giro" a pieno regime potrai renderti conto di quello che intendo o (buon per te e tanti altri) avere la conferma che sparo cazzate. In ogni modo credo che sia il caso di chiudere qui: potremmo continuare sulla falsariga di questi post per giorni o mesi, non smuoveremmo di un millimetro le nostre reciproche posizioni, perciò non risponderò alla tua prossima replica. Io non devo fare proseliti, non devo convincere nessuno, sinceramente non me ne frega nulla. Tant'è che l'avevo già impostata sulla battuta fin dal principio. Ho solo "approfondito" perché intendevo smentire la tua sentenza sulla serietà della mia battuta sulla pirite. Come vedi, avevo ragione: io ho perso tempo, tu hai perso tempo.
Assivedere in un'altra vita, prima o poi riusciremo ad incontrarci sulla stessa dimensione spazio-temporale ;-)
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 2:36 pm

aku ha scritto:
MMM ha scritto:
Ti ringrazio per la tua testimonianza, ma non capisco una cosa: non sarebbe meglio anche per te un sistema in cui il dirigente deve rendere conto delle proprie scelte in maniera puntuale e che ti garantisce un incarico e ti consente di scegliere, al limite, di non lavorare più con questo dirigente e di spostarti in un istituto guidato da un ds più saggio?

Ma non sta scritto da nessuna parte che con questo sistema il dirigente debba rendere conto di alcunche, questo lo stai presupponendo tu!

Esiste un sistema di valutazione dell'operato dei ds che ne esamina l'operato ogni tre anni e che il ddl prevede di rivedere in modo da renderlo più rigoroso (art. 7, c. 8; art. 21, c. 2d).


aku ha scritto:
Inoltre non mi viene garantito nessun incarico, potrei semplicemente essere costretta ad andarmene o al limite diventare isterica rimanendo in balia di un preside padrone (costretta a chiedere trasferimento per sottrarmi a tale preside) e non trovare più posto da nessun'altra parte (finendo negli albi dovrei essere scelta dai ds..e rientrare nel circolo vizioso di cui sopra, e se nessuno mi sceglie?..del resto non ho amicizie tra i ds)!
Ds più saggi? Un miraggio! Ammesso che ce ne siano anche questi dovranno far conto con i numeri (mantenere le iscrizioni è una priorità, quindi via gli insegnanti che non fanno divertire abbastanza gli alunni o non sono ossequiosi con i genitori) e con i desideri dell'utenza..

Nel nuovo sistema previsto dal ddl è impossibile che un iscritto in albo non abbia un incarico all'interno della sua provincia o dell'area sub-provinciale di appartenenza. Purtroppo molte critiche di questo ddl derivano da una sua scarsa comprensione.


aku ha scritto:
Io ho l'impressione che la nostra professione, venendo svuotata della libertà d'insegnamento e venendo vincolata all'indice di gradimento del ds (che è comunque un singolo individuo fallibile), stia andando verso l'impraticabilità..

Beato te che riesci ad essere ottimista.
Voglio ribadire che io non sono contraria alle assunzioni (più volte nel forum si fa questa illazione nei confronti dei colleghi di ruolo) ma all'altra faccia della moneta con cui ci stanno comprando..

Per l'anzianità, ritengo di poter dire dopo 10 anni di preruolo in cui ho girovagato per moltissime scuole che l'esperienza dei colleghi più anziani di me mi ha arricchito sempre ed ha un suo valore. Con questo non si può serto dire che sia automatico che docente anziano=migliore didattica. Però l'anzianità di servizio va riconosciuta e valorizzata insieme ad altre variabili.

Infine toglimi una curiosità, chi sei? Non sei un insegnante (mia supposizione)..cosa ti spinge ad essere così contento della riforma? Lavori davvero a scuola?

Sono un docente precario che ne ha viste a sufficienza dell'umanità dei ds e, soprattutto, di quella dei colleghi.


Ultima modifica di MMM il Ven Mar 27, 2015 2:47 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 2:44 pm

gian ha scritto:
MMM ha scritto:
Gian,  a me il punto pare fondamentalmente uno: ci saranno anche dirigenti corrotti e devianti (ed a questi deve pensare il sistema di valutazione dei dirigenti),  ma come può il dirigente che si pone come primo obiettivo la qualità didattica essere efficace nel momento in cui non può scegliere coloro che dovrebbero occuparsi della didattica? Da qui non si scappa! E allora io preferisco un sistema che ha le potenzialità di migliorarsi e di tenere sotto controllo gli abusi fisiologici - i quali, in quanto fisiologici, possono essere prevenuti e curati,  ma non eliminati (tu stesso ammetti che l'attuale sistema è men che esente da forzature ed abusi!) - ad un sistema che condanna alla mediocrità.

Ok, hai detto la tua ma non sei riuscito a convincermi, come io ho detto la mia ma non sono riuscito a convincerti. Non so se sei mai entrato in una scuola, hai una visione un po' troppo bucolica, idealista e ingenua (?) al punto da sorvolare (inconsciamente?) su alcuni contesti che sono l'ordinarietà nel mondo della scuola. Non tenerne conto mi fa presumere che tu non abbia mai messo piede in una scuola o ci sia passato sporadicamente restandone ai margini e senza conoscere il retroscena (se non ti piace il termine sostituisci con underground o con backstage).

Se entrerai nel "giro" a pieno regime potrai renderti conto di quello che intendo o (buon per te e tanti altri) avere la conferma che sparo cazzate. In ogni modo credo che sia il caso di chiudere qui: potremmo continuare sulla falsariga di questi post per giorni o mesi, non smuoveremmo di un millimetro le nostre reciproche posizioni, perciò non risponderò alla tua prossima replica. Io non devo fare proseliti, non devo convincere nessuno, sinceramente non me ne frega nulla. Tant'è che l'avevo già impostata sulla battuta fin dal principio. Ho solo "approfondito" perché intendevo smentire la tua sentenza sulla serietà della mia battuta sulla pirite. Come vedi, avevo ragione: io ho perso tempo, tu hai perso tempo.
Assivedere in un'altra vita, prima o poi riusciremo ad incontrarci sulla stessa dimensione spazio-temporale ;-)

Magari non siamo riusciti a convincerci, magari non subito, ma non credo che si esca mai da un confronto serio come ci si è entrati. Per questo ti ringrazio di nuovo del tuo impegno a condurre un dialogo genuino e mantenere toni adeguati. Di conseguenza, non posso che essere lieto che la mia ipotesi (non era certo una sentenza) sulla possibile mancanza di serietà della tua battuta sia stata smentita.

Ti auguro un'esistenza serena!
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 3:05 pm

MMM ha scritto:
ma non credo che si esca mai da un confronto serio come ci si è entrati.

Per chiarire, mi piace autocitarmi riciclando una frase che anni fa scrissi da un'altra parte sul Web "Non ho alcuna remora a riconoscere un mio torto e non ho nessun interesse a sbattere la testa contro i muri invalicabili quando ritengo di aver ragione"

Ciao :-)
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 3:10 pm

oggi mi diverto a fare la parte di  gugu: dai MMM che tutta questa finta ingenuità e questo "benpensare" nei confronti dei presidi e della possibilità di controllarli è semplicemente finalizzato ad appoggiare una riforma che ti porterebbe ad avere il tuo bel "posto fisso".

non sono io che parlo.. è gugu  ma dall'altra parte :-)

odio utilizzare questa argomentazione .... ma considerando anche i vani sforzi di altri utenti ....quando ci vuole ci vuole....
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MMM



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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 6:02 pm

mirco81 ha scritto:
oggi mi diverto a fare la parte di  gugu: dai MMM che tutta questa finta ingenuità e questo "benpensare" nei confronti dei presidi e della possibilità di controllarli è semplicemente finalizzato ad appoggiare una riforma che ti porterebbe ad avere il tuo bel "posto fisso".

non sono io che parlo.. è gugu  ma dall'altra parte :-)

odio utilizzare questa argomentazione .... ma  considerando anche i vani sforzi di altri utenti ....quando ci vuole ci vuole....

Ti diverti ad utilizzare un'argomentazione che odi... Spero che non ti aspetti anche di essere preso sul serio!
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 6:02 pm

"I benefici della titolarità della cattedra"...non capisco a cosa ti riferisci MMM.
Io vorrei solo aver la possibilità di completare, almeno una volta nella carriera, un ciclo (primaria = 5 anni) per avere quella sensazione di aver costruito un percorso, di aver contribuito alla crescita dei miei alunni, di aver approfondito sufficientemente la didattica della mia disciplina ed esserne diventata esperta, tanto da poterla riproporre con serenità o migliorarla con i cicli successivi, non dover lasciare bambini a cui mi sono affezionata ogni anno o secondo l'aria che tira al ds...sono questi per me gli unici benefici della titolarità della cattedra, il mio è un interesse professionale e umano, un aver voglia di dedicarmi alla scuola come si deve, per farlo bisogna essere messi in condizioni che lo permettano!!Credo che molti colleghi condividano questo.
Non so in che provincia tu viva inoltre, ma sappi che esistono provincie italiane anche molto estese territorialmente nelle quali essere spostati ogni 3 anni non è proprio il massimo..
La questione albi, poi chiudo perchè ho capito ormai come gira la discussione, forse hai ragione a dire che non mi potrebbero lasciare a casa ma forse mi potrebbero costringere a ritornare in una condizione di neo-precariato facendomi fare il tappabuchi, no?
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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 6:30 pm

Renzi: "il preside come un allenatore, avrà la possibilità di individuare chi mettere in cattedra a inizio anno."

Ammettiamo, per assurdo, che esistano soltanto presidi "assolutamente buoni" o "assolutamente cattivi", siamo sicuri che debba essere questo il loro ruolo?
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mirco81



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MessaggioOggetto: Re: Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )   Ven Mar 27, 2015 6:56 pm

MMM ha scritto:
mirco81 ha scritto:
oggi mi diverto a fare la parte di  gugu: dai MMM che tutta questa finta ingenuità e questo "benpensare" nei confronti dei presidi e della possibilità di controllarli è semplicemente finalizzato ad appoggiare una riforma che ti porterebbe ad avere il tuo bel "posto fisso".

non sono io che parlo.. è gugu  ma dall'altra parte :-)

odio utilizzare questa argomentazione .... ma  considerando anche i vani sforzi di altri utenti ....quando ci vuole ci vuole....


Ti diverti ad utilizzare un'argomentazione che odi... Spero che non ti aspetti anche di essere preso sul serio!

allora vediamo se mi prendi sul serio  ora ...

i pochi individui favorevoli alla chiamata diretta farebbero meglio ad accettare che il mondo della scuola, nella sua quasi totalità,sindacati, associazioni di docenti dalla base e singoli docenti aborre questo sistema proposto nel DDL  ; inoltre farebbero bene a riflettere sulle critiche spietate che giungono in tal senso anche dal Presidente della Corte di Cassazione nonchè sulla mancata firma al DDL del Presidente della Repubblica.

e vorrei aggiungere che non si è contro la chiamata diretta per moda o perchè tutti lo sono.... ma semplicemente perchè rappresenta un sistema retrogrado  di stampo "fascista" che concepisce  la scuola con un "uomo forte" al vertice ; un sistema che costituisce un' invouzione rispetto alle conquiste democratiche del passato ; un sistema che lede la dignità dei docenti e ne mina la libertà costituzionale d' insegnamento; un sistema che, senza ombra di dubbio, presta inaccettabilmente il fianco a deviazioni clientelari ed abusi in nessun modo controllabili....

più pragmaticamente questa diabolica e presunta "medicina" proposta da un governo ( EX di sinistra) produce molti più danni ed effetti collaterali che benefici ; andrebbe ad asservire ed umiliare una categoria già storicamente bistrattata....

a chi giova avere una classe docente asservita. frustrata , indignata e indispettita da un perverso accanimento contro di essa?

non certo gioverà al PD alle prossime elezioni!

per quanto riguarda le tue offese nei confronti della redazione di orizzonte scuola a proposito del sondaggio plebiscitario che considera la chiamata diretta fonte di clientelismo, ti invito a leggere il mio intervento e a chiedere scusa alla redazione :

http://www.orizzontescuolaforum.net/t102950-inutile-sondaggio-di-os-dirigenti-che-scelgono-i-docenti-rischio-clientelismo-o-piena-fiducia-nel-tuo-preside
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Prof in cattedra ma mai titolari ( con la "Buona Scuola" )
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