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 Un docente deve avere un carattere. ...

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stefy1879



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MessaggioOggetto: Un docente deve avere un carattere. ...   Mar Mar 31, 2015 10:09 pm

Promemoria primo messaggio :

forte....equilibrato. ..carismatico? Oppure ? Nella vostra esperienza che idea vi  siete fatti del carattere e delle caratteristiche dell insegnante?  oppure pensate che semplicemente ognuno debba essere se stesso senza tante maschere ....perché il nostro è principalmente ed essenzialmente un lavoro di relazione,  è la relazione che  media tutto,  anche i contenuti.
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T0ta|rec



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 2:44 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Assolutamente no: al contrario, la legge Gelmini aveva prescritto proprio l'obbligo di fare le ore intere da 60 minuti, eliminando la prassi diffusa di ridurle a 50 senza nessun recupero... che poi sia stata davvero applicata ovunque, non lo so, ma all'epoca anch'io ero in un istituto tecnico (non industriale ma agrario, però il quadto orario era lo stesso) e ricordo benissimo la cosa!

L.  

Mah. Io ricordo che nella legge non si parlasse di impossibilità della riduzione oraria, ma semplicemente di necessità di rispettare il monte ore stabilito dal Ministero sulla base di un'unità oraria di 60 minuti. Comunque è una questione da approfondire.
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T0ta|rec



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 2:48 pm

ufo polemico ha scritto:
L'insegnante migliore è quello che ottiene i migliori risultati didattici

Sono d'accordo, ma, per la mia esperienza, è impossibile ottenere qualsiasi risultato didattico senza l'imposizione preliminare di un certo livello di disciplina. E nell'imposizione della disciplina - che è una precondizione dell'insegnamento - il "bastardone" è certamente più bravo. Dopodiché è chiaro che le precondizioni non sono tutto, occorre anche la preparazione, il saper stare in classe, ecc. ecc. Ma se manca la disciplina non si va da nessun'altra parte.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 3:02 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
isula. ha scritto:
Per prepararsi al ruolo di insegnante (così come per ogni lavoro) sono necessari oltre che la CONOSCENZA DELLA DISCIPLINA che si andrà ad insegnare  anche una sufficiente predisposizione alla professione, e, soprattutto, di molto ADDESTRAMENTO e preparazione psicologica e pedagogica attraverso corsi appositi e autoformazione.

Di questo, mi permetto di dubitare di brutto.

E' proprio l'eccessiva importanza data alle riflessioni teoriche (peraltro, elaborate quasi sempre da persone che hanno studiato l'argomento solo da un punto di vista teorico ma non hanno alcuna esperienza pratica di ciò di cui parlano), perdendo di vista la concretezza dell'impegno nelle situazioni quotidiane della scuola VERA, a peggiorare l'efficiacia dell'insegnamento invece di migliorarla.

L.

Cara Paniscus, mi pare di aver scritto che i corsi di aggiornamento non devono essere come quelli attuali. Ho parlato di donmilanismo apposta come pecca di tanti corsi di aggiornamento.

Io mi pregio il merito di aver fatto fare diverse male figure a presunti formatori che altro non avevano che la laurea in psicologia o assistenza sociale o psichiatria e che per il sol fatto di essere al di dentro di corsi finanziati dal provveditore e docenti universitari, pretendevano di saperne più di noi insegnanti.

L'ultimo corso in cui ho fatto faville di polemica (seguita poi da altri), è andato talmente alla malora che non hanno neanche rilasciato l'attestato a nessuno di noi. Non so se i presunti formatori siano stati pagati o no (penso, per come vanno le cose in Italia, purtroppo di sì).
A tutti i quattro formatori ho chiesto, dopo aver messo in rilievo le loro pecche in informazioni e pedagogia, che diritto avessero loro di venire a farci il corso su come dovevamo insegnare a noi docenti, visto e considerato che nessuno di loro aveva  esperienza di insegnamento nelle scuole dell'obbligo e alle superiori.
Hanno tutti e quattro separatamente davanti a tutti dovuto ammettere che era vero e che il corso era stato organizzato male non prevedendo la presenza di docenti in gamba (che avessero scritto libri di successo in merito) con esperienza pluriennale. Io ho smontato le loro ultime difese dicendo che per parlare di come insegnare agli alunni con diversamente abili (titolo del corso) non ci servivano nè psicologi, nè assistenti sociali, nè psichiatri, bensì di docenti-ricercatori con ampia e documentata esperienza pedagogica. Ho chiesto come mai per insegnare cardiologia all'università sia necessario lavorare in una clinica e anche operare, mentre per svolgere corsi di pedagogia non si prevede, nel contempo, di lavorare in una scuola dell'obbligo.
Ho messo in evidenza come le loro lezioni fossero ognuno la fotocopia dell'altro con elencazioni sulle leggi nazionali e internazionali e che per questo ci serviva un giurista piuttosto che loro.
Ho messo in evidenza come avessi esperienza di un disastroso progetto di aiuto per le classi con problemi vari e anche di borderline in cui il fulcro era uno psicologo. Egli ha dovuto far ricorso a me ed ad altri colleghi per mantenere l'ordine in classe.


Ultima modifica di isula. il Gio Apr 02, 2015 3:07 pm, modificato 2 volte
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 3:03 pm

T0ta|rec ha scritto:
ufo polemico ha scritto:
L'insegnante migliore è quello che ottiene i migliori risultati didattici

Sono d'accordo, ma, per la mia esperienza, è impossibile ottenere qualsiasi risultato didattico senza l'imposizione preliminare di un certo livello di disciplina. E nell'imposizione della disciplina - che è una precondizione dell'insegnamento - il "bastardone" è certamente più bravo. Dopodiché è chiaro che le precondizioni non sono tutto, occorre anche la preparazione, il saper stare in classe, ecc. ecc. Ma se manca la disciplina non si va da nessun'altra parte.  

Total, lavoro alle medie e vedo colleghi (preciso di entrambi i sessi) con i quali in classe non vola una mosca, che riescono a mantenere la disciplina totale senza urlare, senza eccedere in empatia o nel suo opposto, senza minacciare o mettere in atto punizioni o vendette.

Non ci creiamo altri falsi miti.
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T0ta|rec



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 3:09 pm

ufo polemico ha scritto:
Total, lavoro alle medie e vedo colleghi (preciso di entrambi i sessi) con i quali in classe non vola una mosca, che riescono a mantenere la disciplina totale senza urlare, senza eccedere in empatia o nel suo opposto, senza minacciare o mettere in atto punizioni o vendette.

Non ci creiamo altri falsi miti.

Dipende dalle classi. Qui si sta parlando di quelle classi in cui mantenere la disciplina con metodi ordinari è impossibile. In ogni caso, la "disciplina totale" alle medie... quella sì che mi sembra niente male come falso mito.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 3:10 pm

non sarà totale... ma poco ci manca.
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T0ta|rec



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 3:13 pm

Ho avuto anch'io buone classi, in cui entravo e nessuno fiatava. Oppure, se qualcuno fiatava, bastava aggrottare le sopracciglia per farlo tacere. Non è di queste classi che si sta parlando qui, ovviamente.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 3:17 pm

ufo polemico ha scritto:
T0ta|rec ha scritto:
ufo polemico ha scritto:
L'insegnante migliore è quello che ottiene i migliori risultati didattici

Sono d'accordo, ma, per la mia esperienza, è impossibile ottenere qualsiasi risultato didattico senza l'imposizione preliminare di un certo livello di disciplina. E nell'imposizione della disciplina - che è una precondizione dell'insegnamento - il "bastardone" è certamente più bravo. Dopodiché è chiaro che le precondizioni non sono tutto, occorre anche la preparazione, il saper stare in classe, ecc. ecc. Ma se manca la disciplina non si va da nessun'altra parte.  

Total, lavoro alle medie e vedo colleghi (preciso di entrambi i sessi) con i quali in classe non vola una mosca, che riescono a mantenere la disciplina totale senza urlare, senza eccedere in empatia o nel suo opposto, senza minacciare o mettere in atto punizioni o vendette.

Non ci creiamo altri falsi miti.

L'urlo ha lo scopo di bloccare sul momento l'azione dell'alunno. In altri casi è una strategia da me chiamata "Cerbero" per sfinire uno o più alunni che altrimenti continuerebbero a sbagliare. Non trovo nulla di sbagliato: è una strategia ad uso e consumo dell'insegnante che la usa in base alla classe e alla propria esperienza, punto e basta
Nella mia strategia all'urlo deve seguire sempre un immediato altro rinforzo negativo che unisca in sè l'utile con la fatica: io l'ho trovato nell'assegnare da cinque a dieci pagine (cumulabili con altre) di copiato con l'obbligo di portarlo l'indomani con la firma del genitore.
Tante volte questo rinforzo negativo lo uso normalmente senza urlo (ormai da tempo).
Le pagine non devono sostituire i compiti, altrimenti l'indomani assegno ulteriori copiati.
Tutto questo lo scrivo sul diario come comunicazione ai genitori.
Gli alunni dopo la prima strage diventano come cera pongo. I più irriducibili tentano di non portarli l'indomani oppure si assentano. Avendo io una memoria di elefante e il mio diario personale non la scampano.
Questa strategia l'ho trovata miracolosa. Ecco perchè mi faccio un baffo di formatori che non hanno esperienza di scuola dell'obbligo.
Io sono di ruolo alle secondarie di primo grado.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 3:59 pm

ufo polemico ha scritto:

- aderiamo a tutte le campagne volte a diminuire il carico didattico o lo stress emotivo di questi benedetti ragazzi, semplifichiamo le lezioni, ci ammazziamo di lavoro a fare inutili mappe concettuali quando quelli che devono lavorare sono i "poverini" discenti più che gli insegnanti;

Incidentalmente segnalo che, secondo molti che di mappe concettuali se ne intendono, le mappe non fatte in prima persona da chi le deve usare (ovvero dallo studente stesso) non servono ad una beneamata mazza. Inoltre il docente "bastardone" mai fornirebbe una mappa concettuale. Al massimo può sfasciarti in testa un mappamondo o, al limite, chiederti di imparare a memoria tutti i fiumi presenti su una mappa...

ufo polemico ha scritto:

- accettiamo supinamente tutti gli assurdi provvedimenti emanati a livello centrale che ci riguardano (per esempio questa riforma reazionaria di Renzi, come tutte le altre riforme almeno dal 2000 in poi)

Bisognerebbe chiedersi perché. IMHO una delle ragioni di tutto ciò è il fatto che noi insegnanti per primi non consideriamo davvero l'insegnamento un lavoro. Alcuni (i più nefasti) lo considerano una missione. Altri un ripiego. Altri un complemento alla loro vera attività (liberi professionisti e mamme).


Ultima modifica di Lenar il Gio Apr 02, 2015 5:49 pm, modificato 1 volta
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 4:15 pm

Grazie Totalrec per aver risposto alla mia domanda.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 4:19 pm

lenar, sfondi una porta aperta... con le mappe concettuali fatte dal docente gli studenti imparano, anziché le benedette nozioni sul libro, i processi mentali di chi le ha fatte...
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stefy1879



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 9:22 pm

Citazione :






Io mi pregio il merito di aver fatto fare diverse male figure a presunti formatori che altro non avevano che la laurea in psicologia o assistenza sociale o psichiatria e che per il sol fatto di essere al di dentro di corsi finanziati dal provveditore e docenti universitari, pretendevano di saperne più di noi insegnanti.

L'ultimo corso in cui ho fatto faville di polemica (seguita poi da altri), è andato talmente alla malora che non hanno neanche rilasciato l'attestato a nessuno di noi. Non so se i presunti formatori siano stati pagati o no (penso, per come vanno le cose in Italia, purtroppo di sì).
A tutti i quattro formatori ho chiesto, dopo aver messo in rilievo le loro pecche in informazioni e pedagogia, che diritto avessero loro di venire a farci il corso su come dovevamo insegnare a noi docenti, visto e considerato che nessuno di loro aveva  esperienza di insegnamento nelle scuole dell'obbligo e alle superiori.
Hanno tutti e quattro separatamente davanti a tutti dovuto ammettere che era vero e che il corso era stato organizzato male non prevedendo la presenza di docenti in gamba (che avessero scritto libri di successo in merito) con esperienza pluriennale. Io ho smontato le loro ultime difese dicendo che per parlare di come insegnare agli alunni con diversamente abili (titolo del corso) non ci servivano nè psicologi, nè assistenti sociali, nè psichiatri, bensì di docenti-ricercatori con ampia e documentata esperienza pedagogica. Ho chiesto come mai per insegnare cardiologia all'università sia necessario lavorare in una clinica e anche operare, mentre per svolgere corsi di pedagogia non si prevede, nel contempo, di lavorare in una scuola dell'obbligo.
Ho messo in evidenza come le loro lezioni fossero ognuno la fotocopia dell'altro con elencazioni sulle leggi nazionali e internazionali e che per questo ci serviva un giurista piuttosto che loro.
Ho messo in evidenza come avessi esperienza di un disastroso progetto di aiuto per le classi con problemi vari e anche di borderline in cui il fulcro era uno psicologo. Egli ha dovuto far ricorso a me ed ad altri colleghi per mantenere l'ordine in classe.
 Complimenti per il coraggio con il quale hai contestato tali formatori e le loro astrazioni.  Quando gli istituti o i ds promuovono tali corsi o incontri ci vorrebbe la serietà e il coraggio di fare una lettera collettiva,  mettendo nero su bianco che tali formazioni sono inutili , oltre ovviamente a dirlo in faccia come hai fatto tu.
C'è anche il fatto che questi corsi non rientrano nelle ore aggiuntive, non sono obbligatori per legge,  ma spesso ci si va "perché l ha detto il ds", "ci vanno tufti ecc.", poi chiaramente ci si lamenta nei corridoi o peggio ancora si controlla il telefonino annoiati durante il corso. Per essere utili dovrebbero essere molto interattivi e di scambio,  nel senso che i docenti dovrebbero aver la possibilità di raccontare le proprie esperienze,  soprattutto quelle negative, perché è da queste che spesso si impara e si riflette.Invece cosa succede nella realtà? I docenti stanno muti ad ascoltare questi corsi di fuffologia, fatti da persone che non hanno mai messo un unghia nella scuola,  ma pagati con fondi della scuola stessa,  e fingono che vada tutto bene nelle loro classi e nella loro carriera.
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Indomito_2014



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 9:27 pm

T0ta|rec ha scritto:
Valerie ha scritto:
Questo mi interessa molto. Potresti farmi degli esempi di come hai lavorato su te stessa e in classe? Trovo che recitare un parte sia molto difficile, nel senso che bisogna farlo proprio bene per essere credibili cioè efficaci. Insomma, come ti sei 'preparata'?

Premetto che mi riferisco alle sole classi in cui entro per la prima volta come docente (per quelle in cui già ci si conosce, il problema non sussiste). Impongo a me stessa di non sorridere (cosa a cui sarei propensa) e di non scherzare, né fare battute per i primi quattro-cinque mesi di lezioni. Dopodiché la regola che seguo è: ad ogni azione di disturbo deve corrispondere una reazione dissuasiva drastica. Non importa quanto mi costi in termini d'impegno, di conflitto con le mie pulsioni naturali, di discussioni, di liti con i genitori e coi presidi, perfino (ma finora è accaduto una volta sola, finita bene per me) in termini di denunce. Voi fate gli stronzi, io vi colpisco. Non ci sono santi. Voi fate gli stronzi, io vi levo da terra a suon di urla. Se non bastano le urla, arrivano le note sul registro. Se non bastano le note, arrivano le telefonate a casa, le convocazioni dei genitori ed eventualmente (consiglio di classe e dirigente permettendo, ahimé...) i provvedimenti disciplinari più severi. Di solito, insistendo molto con dirigenti, coordinatori e altri docenti, si riescono ad ottenere provvedimenti di sospensione verso gli alunni più insopportabili o perlomeno convocazioni degli stessi insieme ai genitori, atti a convincere loro e il resto della classe che si fa sul serio. Mi rendo conto che non è cosa da tutti. Occorre un forte dominio su se stessi, saper alternare sfuriate accuratamente recitate con il recupero dell'autocontrollo al momento opportuno. Occorre avere ben chiara l'importanza del ruolo che si sta svolgendo. Occorre avere in mente l'obiettivo e non le difficoltà contingenti. Occorre essere molto competenti nella propria disciplina, altrimenti sarà impossibile ottenere il rispetto che prima o poi si tributa sempre a chi s'impone la durezza in vista di uno scopo significativo. In una parola ci vogliono le palle, che non tutti, mi rendo conto, possiedono (l'appartenenza di genere non è in questo caso una discriminante di rilievo). Dopo tre-quattro mesi di questa solfa, dopo essersi costrette a scatenare e ad attraversare l'inferno, di solito anche la classe più scalmanata diventa malleabile come pongo. Quasi sempre, a fine anno, si viene ricordati da alunni e genitori come uno dei migliori docenti della classe. NON dai dirigenti scolastici, che avranno parecchie grane (del resto, neanche il loro contratto garantiva un mestiere facile). Per imbarcarsi nell'impresa bisogna essere convinti che ne valga la pena. Io lo sono sempre stata.
Unico problema: è una strategia che richiede tempo per dare i suoi frutti. Il che significa che faccio molta difficoltà a gestire, ad esempio, le sostituzioni di un'ora, in cui il tempo di dissuasione è molto limitato. Le mie sostituzioni si risolvono quasi sempre in inutili stragi, con strascichi di processioni genitoriali che  lamentano la mia crudeltà, disumanità e inadeguatezza al ruolo. Vagli a spiegare che è una recita. Su questo sarei grata a chi sapesse offrirmi qualche suggerimento (diverso, per cortesia, dal "fregatene, tanto è solo una sostituzione").

E'molto interessante il tuo intervento e specialmente il finale del tuo intervento, anche perchè il problema del controllo nelle ore di sostituzione è vero e reale, e di solito ho sempre notato che maggiore è il controllo nelle ore curricolari minore è in quello nelle sostituzioni in classi non proprie, come affermi esplicitamente.
Io ho una carriera di 7 anni,di cui uno solo da curricolare, ma ho fatto, fin dal primo anno, un numero spropositato di sostituzioni. Come strategie nelle ore di sostituzioni ho adottato le seguenti:
1) 10minuti circa di "distruggi e terrorizza",con minacce di note.
2) 20minuti di lezione (argomenti leggeri e autonclusivi)
3) concessione di 20 minuti di libertà, senza muoversi dai banchi
4) Utilissimi mi sono stati alcuni bluff, come affermare di avere una verifica da somministrare (garantisco che con questo stratagemma ho tenuto in scacco una classe tremenda con una cartellina VUOTA).

Tendenzialmente funziona, anche se non esistono formule sicure.
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T0ta|rec



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 11:45 pm

Indomito_2014 ha scritto:
E'molto interessante il tuo intervento e specialmente il finale del tuo intervento, anche perchè il problema del controllo nelle ore di sostituzione è vero e reale, e di solito ho sempre notato che maggiore è il controllo nelle ore curricolari minore è in quello nelle sostituzioni in classi non proprie, come affermi esplicitamente.
Io ho una carriera di 7 anni,di cui uno solo da curricolare, ma ho fatto, fin dal primo anno, un numero spropositato di sostituzioni. Come strategie nelle ore di sostituzioni ho adottato le seguenti:
1) 10minuti circa di "distruggi e terrorizza",con minacce di note.
2) 20minuti di lezione (argomenti leggeri e autonclusivi)
3) concessione di 20 minuti di libertà, senza muoversi dai banchi
4) Utilissimi mi sono stati alcuni bluff, come affermare di avere una verifica da somministrare (garantisco che con questo stratagemma ho tenuto in scacco una classe tremenda con una cartellina VUOTA).

Tendenzialmente funziona, anche se non esistono formule sicure.

Grazie, Indomito. Il punto 4 è una strategia a cui non avevo mai pensato, ne terrò conto sicuramente. I punti 2 e 3 già li utilizzo e risultano utili soltanto con le classi già dotate di un abbozzo di disciplina (ma molte ne sono del tutto prive). Il punto 1, invece, è il cuore del mio problema: anch'io inizio la lezione terrorizzando e minacciando; ma poiché gli studenti "fiutano" che non sono una bastardona naturale, non vengo creduta. Così mi tocca poi mantenere ciò che avevo minacciato, con conseguenti stragi periodiche e piagnistei parentali. Basta anche un solo studente che decida di "vedere" il bluff e mi ritrovo poi costretta a trasformare il bluff, con suo rammarico, in dura realtà. Ciò avviene quasi sempre. Sto appunto cercando una strategia diversa per le ore di sostituzione, prima che diventino un incubo per tutti.
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Gio Apr 02, 2015 11:55 pm

Mi piace l'idea di condividere i nostri sistemi di sopravvivenza durante le supplenze in classi non nostre..ci provo anche io!
1 Entro e sorrido
2 confermo l'impressione generale: sì, vi è andata di lusso, per questi 55 minuti avrete l'onore di avere...me! (Fuochi d'artificio secondo necessità)
3 due chiacchiere con quello che viene immediatamente individuato come rognoso...se riesco a piacergli è fatta.
4 mi adora, solo che a volte ci mette un po' a capirlo...mi limito a spiegargli questo concetto.
5 funziona, funziona sempre, la follia dichiarata li destabilizza
6 facciamo un patto: voi non rompete le scatole a me e io non le romperò a voi.
È stato un piacere, grazie e arrivederci.
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 12:26 am

In 25 anni mi è capitato di fare supplenza in una classe che non conoscevo e non mi conosceva solo in due occasioni.
La prima nel 2003. Si trattava di una scuola in cui mi avevano confinato d'ufficio per fare sostegno (per fortuna per soli 15 giorni, poi sono stato riassorbito). Una volta ho dovuto fare una sostituzione in una classe, ma non avendo ricordi particolari presumo che l'ora si fosse svolta abbastanza tranquillamente.
La seconda nel 2005. Avevo il completamento in una terza di un liceo e un giorno ho fatto una sostituzione in una quinta. Sono stati angioletti: erano tutti impegnati in una immersione totale per risolvere un esercizio un po' machiavellico sui fusi orari che dovevano consegnare all'ora successiva.
In tutte le altre occasioni sempre vita facile, dal momento che le classi in cui andavo a sostituire mi conoscevano bene e si guardavano bene dal tirare la corda. Adesso poi è vita di lusso: quando non ne approfitto per fare lezione (dal momento che sono tutte classi in cui insegno) tirano un sospiro di sollievo e si godono la pausa senza rompere.
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 4:45 pm

Penso che come in ogni cosa ci sia una dose di talento naturale e una di tecnica e professionalità. La professionalità e la tecnica possono alla lunga sopperire a una mancanza di talento che se c'è è comunque una manna dal cielo che facilita tanto la vita almeno agli inizi.
Mio padre e mia madre sono stati due docenti "bastardoni", cosa che se per mio padre l'ho sempre trovata scontata non l'avrei mai creduta di mia madre, che per altro è stata  una "bastardona" inconsapevole, lei era convinta di essere affabile e dolce eppure tutti i suoi ex studenti che ho avuto modo di conoscere mi hanno sempre confessato che pur essendo bravissima e simpatica ispirava puro terrore.
Qualcosa doveva mettermi in sospetto sapendo che era sopravvissuta indenne come insegnante 22enne (altri tempi: ci si laureava, si vinceva un concorso e si era in cattedra nel giro di un anno) in pieno periodo sessantottino in un istituto professionale di Napoli (pare che il preside quando la vide le disse letteralmente "uuuh come sembra giovane, mi dispiace: auguri, sappia che dietro le sue spalle ci sono sempre io").
Sebbene i miei amici siano convinti che abbia ereditato il cipiglio di famiglia, in realtà in classe sarei per la tranquillità e la convivenza pacifica, ma poiché ci sono cose che mi danno sui nervi (maleducazione e scarso rispetto) e in passato un approccio iniziale soft l'ho scontato duramente per tutto l'anno ho imparato anche io la tecnica "sguardo truce e niente sorriso" per le prime settimane di scuola il che mi assicura, assieme a una verifica spezzagambe alle prime intemperanze, di sopravvivere serena fino a fine anno. Di solito sedo i piccoli episodi col sarcasmo, i compagni ridono, il colpevole si sente umiliato, e posso procedere tranquilla. Devo anche dire, che con mio sommo stupore, alcuni meccanismi che funzionano con mio figlio di 3 anni vanno alla grande con i ragazzini di prima e seconda superiore (è tristissimo ma è così!) con i quali è abbastanza facile "spacciarsi" per bastardoni anche quando non lo si è.
Per le supplenze: se si tratta di classi in cui la mia disciplina è insegnata vedo dove sono arrivati e comunico che la collega (con cui siamo d'accordo così) mi ha chiesto di andare avanti nel programma in modo da recuperare tempo e che gli argomenti non verranno ulteriormente spiegati, tuttavia se hanno qualche difficoltà con quanto già studiato sono disponibile a chiarire i loro dubbi. Se possibile li avverto il giorno prima chiedendo che portino il libro (e questo già li mette in allarme) in questi casi la supplenza fila liscia come l'olio. Se la classe non ha la mia disciplina, significa anche che è del triennio, quindi entro tetra, intimando di ripassare o di parlare a voce bassa ma senza alzarsi o usare cellulari, solitamente l'invito viene colto con entusiasmo e stanno tranquilli, se qualcuno inizia a fare il cretino avverto che se non fosse per loro IO sarei felicemente a prendere un caffé mentre loro comunque avrebbero un'ora di lezione e quindi sarò felicissima di sequestrare un cellulare, segnalarli in presidenza o consigliare vivamente al collega successivo i nominativi con cui procedere con una bella interrogazione, giusto per dare un senso al mio tempo perso e questo normalmente è più che sufficiente per evitare incidenti fino a fine ora.
La solidarietà tra colleghi ho scoperto essere l'arma migliore per sopravvivere alle supplenze di un'ora, ovvio che è facile che si instauri dove si ha la fortuna di insegnare da più tempo, quando si è gli ultimi arrivati è decisamente più complicato
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 7:37 pm

tellina ha scritto:

3 due chiacchiere con quello che viene immediatamente individuato come rognoso...se riesco a piacergli è fatta.
4 mi adora, solo che a volte ci mette un po' a capirlo...mi limito a spiegargli questo concetto.
a me capita sempre di essere scelta, e non di scegliere...mah. stranezze della psiche adolescenziale.
... ... ...
p.s. quando entrando in una classe non tua, dove devi sostituire, una titolare di pizzica sotto il mento e ti dice"mi raccomando trattali bene che è una bella classe" e tu di rimando NON puoi darle un mal rovescio con anello diamantato, è ovvio che passerai un'ora a farti prendere sul serio.(perdonatemi se sono sgradevole, ma di queste persone penso che la laurea l'hanno avuta regalata)
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 7:55 pm

Ecco cosa penso:
meglio una bella discussione in forum confrontando le propre idee e raccontando i propri metodi e le esperienze che tanti pseudo corsi di aggiornamento a ottanta euro ad ora a formatore (venti ore a testa uguale 1600 euro).

Però, ci pensate ad una cosa?
Si parla tanto di come deve essere il docente ideale estrapolandolo dal contesto in cui la fanno da padrona il comportamento e gli usi e costumi del dirigente, delle famiglie e dei colleghi, degli alunni e di una mentalità d'epoca in cui in ogni film e in ogni discorso il ruolo dell'insegnante è raccontato in maniera distorta.
Non si tiene neanche in considerazione il fatto che un docente non è a tempo pieno, per cui viene anche condizionato dalla famiglia di origine, dai propri problemi personali, dall'ambiente, cioè, in cui vive.
Secondo voi tutto il problema si condensa nel docente in classe e come riesce a "tenere" gli alunni piuttosto che ad insegnare?
Il problema è dibattere se il docente deve essere bastardone o meno?

Perchè questo riduttivismo?
Come mai non vengono prese in considerazione altre variabili nei discorsi in forum, nei Collegi dei docenti, nei corsi di aggiornamento, nei semplici discorsi fra colleghi?
Come mai non è stato mai avviato uno studio serio, con relativi libri in proposito, da cui possono scaturire anche corsi di aggiornamento e autoaggiornamento validi?
Dobbiamo lasciare solo a Lodolo D'Oria di trattare una parte dei problemi della "persona" docente?
Esiste solo una "Professoressa Isabella Milani" che parla di "Arte di insegnare"?
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 8:17 pm

Questo diibattito discute su un tema che ha un problema di fondo. Non è tanto stabilire come deve essere un docente ma come deve essere un Consiglio di classe.
Infatti già è venuto fuori "io sono così, tu sei così, mi rispettano perché ci so fare".....Cioé i docenti che si misurano tra loro.
E' quello che dicevo in altri post, la rovina della scuola è la sua classe docente. Non tutti i docenti devono necessariamanete essere empatici, piacere ai ragazzi, saperci fare, essere bastardi. I docenti sono persone, con tutti i pregi e i difetti che contraddistinguono appunto ogni persona. Quello invece che devono avere in comune i docenti sono la serietà, la coerenza, l'impegno e la professionalità non disgiunti da un minimo di elasticità mentale. Con queste caratteristiche comuni i docenti devono essere coesi tra loro. Guai a dimostrare agli altri, e soprattutto agli alunni, che uno è più bravo dell'altro. Purtroppo questo succede troppo spesso nella scuola, e questo dibattito è inutile e fuorviante perché vuole dare improbabili ricette al fine di diventare il docente "che ci sa fare".
E si, che ne ho visti a decine e decine di docenti che si lamentavano dei propri alunni ma che davanti al DS, in consiglio, invece di tenere la bocca chiusa, la prima cosa che dicevano era: "no, io non mi posso lamentare, con me la classe è corretta". La scuola è piena di docenti ipocriti.
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 8:26 pm

Appunto per questo, Giobbe, dico che parlare di docente bastardone  e di carismatico è insufficiente e il discorso deve, invece, seriamente avviarsi sui confronti fra i lavoratori-docenti e sui corsi di aggiornamento e autoaggiornamento validi (sia all'inizio della carriera che durante) che costruiscano una "mentalità docente" diversa a partire dai confronti di esperienze e dal "condivisibile" e "coerente" in ragione di comportamenti da tenere con gli alunni e con l'istituzione e il ruolo e con sè stessi?
Come fai ad avere una classe docente diversa se non la formi diversamente a partire dagli sbagli attuali e se non prevedi un analisi e intervento delle altre variabili di cui ho già parlato?
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T0ta|rec



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 8:59 pm

isula. ha scritto:
Perchè questo riduttivismo?
Come mai non vengono prese in considerazione altre variabili nei discorsi in forum, nei Collegi dei docenti, nei corsi di aggiornamento, nei semplici discorsi fra colleghi?

Per quanto mi riguarda, amo discutere di realtà tangibili, non di universi ideali. E purtroppo, la realtà tangibile, per quanto inospitale essa sia, è che ciascun insegnante è totalmente solo nell'affrontare i problemi che l'insegnamento comporta. Sappiamo tutti che i problemi potrebbero essere dimezzati o eliminati avendo, ad esempio, un DS che abbia a cuore - nei fatti e non nelle chiacchiere a vanvera dei collegi docenti - la disciplina dell'Istituto e si preoccupi di garantirla e/o di appoggiare gli insegnanti che la garantiscono comminando o incentivando la comminazione degli opportuni provvedimenti disciplinari. Ma la realtà è che il 98% dei DS passa il tempo a pararsi il sedere e a dribblare i possibili contenziosi, anche a costo di lasciare che l'Istituto diventi un canile. Non è una bella realtà, ma è la realtà, ed è di essa che bisogna discutere. E' già tanto trovare un DS che, di fronte ad un docente dalla nota facile, accetti la sua severità limitandosi a storcere un po' la bocca.
Allo stesso modo, basterebbe (si fa per dire) la solidarietà tra colleghi di classe di fronte a comportamenti inaccettabili degli studenti per semplificare la vita a tutti. Ma la natura umana è più portata a godere delle sventure dell'altro che a prevenire le proprie, dunque è inutile discutere di astrazioni. Ben prima di iniziare a fare l'insegnante sapevo che sarebbe stato più proficuo indurire il mio carattere (o almeno indossare una corazza dall'aspetto coriaceo) piuttosto che piagnucolare sull'insensatezza e l'irragionevolezza degli uomini. E naturalmente così è stato.
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 9:03 pm

giobbe ha scritto:
...
E' quello che dicevo in altri post, la rovina della scuola è la sua classe docente. Non tutti i docenti devono necessariamanete essere empatici, piacere ai ragazzi, saperci fare, essere bastardi.

Hahaha Giobbe se non erro la tua frase esatta fu: non devono fare breccia nel cuore dei carciofi! :)))))))) ^_^
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 9:12 pm

giobbe ha scritto:
Quello invece che devono avere in comune i docenti sono la serietà, la coerenza, l'impegno e la professionalità non disgiunti da un minimo di elasticità mentale.

Certo, come no. Scusa, giobbe, ma questo è esattamente ciò che intendo per "astrazioni". Amo le speculazioni filosofiche, ma solo quando sono opera dei grandi filosofi.
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 9:39 pm

T0ta|rec ha scritto:
isula. ha scritto:
Perchè questo riduttivismo?
Come mai non vengono prese in considerazione altre variabili nei discorsi in forum, nei Collegi dei docenti, nei corsi di aggiornamento, nei semplici discorsi fra colleghi?

Per quanto mi riguarda, amo discutere di realtà tangibili, non di universi ideali. E purtroppo, la realtà tangibile, per quanto inospitale essa sia, è che ciascun insegnante è totalmente solo nell'affrontare i problemi che l'insegnamento comporta. Sappiamo tutti che i problemi potrebbero essere dimezzati o eliminati avendo, ad esempio, un DS che abbia a cuore - nei fatti e non nelle chiacchiere a vanvera dei collegi docenti - la disciplina dell'Istituto e si preoccupi di garantirla e/o di appoggiare gli insegnanti che la garantiscono comminando o incentivando la comminazione degli opportuni provvedimenti disciplinari. Ma la realtà è che il 98% dei DS passa il tempo a pararsi il sedere e a dribblare i possibili contenziosi, anche a costo di lasciare che l'Istituto diventi un canile. Non è una bella realtà, ma è la realtà, ed è di essa che bisogna discutere. E' già tanto trovare un DS che, di fronte ad un docente dalla nota facile, accetti la sua severità limitandosi a storcere un po' la bocca.
Allo stesso modo, basterebbe (si fa per dire) la solidarietà tra colleghi di classe di fronte a comportamenti inaccettabili degli studenti per semplificare la vita a tutti. Ma la natura umana è più portata a godere delle sventure dell'altro che a prevenire le proprie, dunque è inutile discutere di astrazioni. Ben prima di iniziare a fare l'insegnante sapevo che sarebbe stato più proficuo indurire il mio carattere (o almeno indossare una corazza dall'aspetto coriaceo) piuttosto che piagnucolare sull'insensatezza e l'irragionevolezza degli uomini. E naturalmente così è stato.  

La tua è ragione sacrosanta di fronte allo sfacelo attuale.
Ma io sono una rompiscatole, per cui non posso fermarmi di fronte alla cruda realtà. Non sto parlando di massimi sistemi, bensì di quello che ognuno può fare nel proprio ambiente per migliorare le proprie condizioni di lavoro e anche per essere coerente con il ruolo di formatori. Avere una bussola (ossia scopi) è importante per qualunque persona, figurati per un lavoratore docente (perchè tali siamo). E pretendere dallo Stato (o da un Dirigente, che è la sua emanazione gerarchica), che ci assume e ci paga per insegnare, la formazione adeguata a sue spese e una organizzazione interna buona e non deficiente, non è assurdità: ogni datore di lavoro ha interesse a formare adeguatamente i propri dipendenti per essere efficaci ed efficienti ed a fornire un servizio ottimale agli alunni. Il fatto che in Italia lo Stato non lo faccia perchè se ne strafrega non è una condizione necessaria e sufficiente perchè io come lavoratrice e cittadina non lo pretenda e mi tiri altri colleghi, alunni e genitori a pensarla come me.
Sto sempre a lanciare il sasso oltre il muro e ti dico che in questo modo ho ottenuto tante di quelle cose che altri con l'accettazione passiva del reale non hanno potuto e non potranno (penso) mai sperare di avere.

L'appellativo di "dolce carogna" è relativo ad un comportamento assertivo e vale sia nei confronti degli alunni che degli adulti.


Ultima modifica di isula. il Ven Apr 03, 2015 9:57 pm, modificato 1 volta
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Un docente deve avere un carattere. ...
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