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 Un docente deve avere un carattere. ...

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stefy1879



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MessaggioOggetto: Un docente deve avere un carattere. ...   Mar Mar 31, 2015 10:09 pm

Promemoria primo messaggio :

forte....equilibrato. ..carismatico? Oppure ? Nella vostra esperienza che idea vi  siete fatti del carattere e delle caratteristiche dell insegnante?  oppure pensate che semplicemente ognuno debba essere se stesso senza tante maschere ....perché il nostro è principalmente ed essenzialmente un lavoro di relazione,  è la relazione che  media tutto,  anche i contenuti.
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 9:56 pm

isula. ha scritto:
Ecco cosa penso:
meglio una bella discussione in forum confrontando le propre idee e raccontando i propri metodi e le esperienze che tanti pseudo corsi di aggiornamento a ottanta euro ad ora a formatore (venti ore a testa uguale 1600 euro).

Però, ci pensate ad una cosa?
Si parla tanto di come deve essere il docente ideale estrapolandolo dal contesto in cui la fanno da padrona il comportamento e gli usi e costumi del dirigente, delle famiglie e dei colleghi, degli alunni e di una mentalità d'epoca in cui in ogni film e in ogni discorso il ruolo dell'insegnante è raccontato in maniera distorta.
Non si tiene neanche in considerazione il fatto che un docente non è a tempo pieno, per cui viene anche condizionato dalla famiglia di origine, dai propri problemi personali, dall'ambiente, cioè, in cui vive.
Secondo voi tutto il problema si condensa nel docente in classe e come riesce a "tenere" gli alunni piuttosto che ad insegnare?
Il problema è dibattere se il docente deve essere bastardone o meno?

Perchè questo riduttivismo?
Come mai non vengono prese in considerazione altre variabili nei discorsi in forum, nei Collegi dei docenti, nei corsi di aggiornamento, nei semplici discorsi fra colleghi?
Come mai non è stato mai avviato uno studio serio, con relativi libri in proposito, da cui possono scaturire anche corsi di aggiornamento e autoaggiornamento validi?
Dobbiamo lasciare solo a Lodolo D'Oria di trattare una parte dei problemi della "persona" docente?
Esiste solo una "Professoressa Isabella Milani" che parla di "Arte di insegnare"?
La relazione di un docente con la classe è di una specificità tale che qualsiasi tentativo di definire uno standard è destinato miseramente a fallire. Gli stessi modelli che vengono di volta in volta proposti, in letteratura, in un confronto tra colleghi, in una linea guida, ecc. partono da situazioni specifiche, più o meno ripetibili, ma difficilmente estensibili come standard di riferimento.
L'insegnante ha una personalità propria e una sfera relazionale propria, pretendere che si estrapoli una figura riducendola ad uno standard è idiozia. Le procedure si possono inquadrare in uno standard, le personalità no. Gli standard non sono altro che modelli di orientamento, ma come tali vanno presi per quello che sono.
A questo aggiungiamo l'interazione tra docente e classe. Nella classe non c'è solo l'insegnante: ci sono 15-20-30 teste pensanti. Ciascuna con una sua storia, una sua sfera psichica, una sua sfera relazionale, una sua sfera sociale. E tutte queste entità interagiscono reciprocamente all'interno di un ambiente fisico che ha la sua specificità. Anche nella relazione con l'ambiente immediatamente circostante.

Cosa può fare l'insegnante?
In primo luogo studiare: sicuramente conoscere esperienze differenti, anche quelle offerte dagli studi in materia, aiuta. Ma il prodotto dello studio personale non deve essere la mera applicazione di altri modelli. Lo studio serve ad ampliare la casistica di sua conoscenza, per individuare la strategia relazionale più adatta.
In secondo luogo affidarsi alle proprie potenzialità in modo critico. È vero che ci sono persone in grado di destreggiarsi nella relazione interpersonale, ma è anche vero che, spesso, l'eccesso di autostima può portare a risultati disastrosi. Quanti insegnanti sono convinti di adottare un approccio relazionale più o meno ineccepibile? Secondo me molti. E spesso è proprio da questo eccesso di autostima (o forse autodifesa) che nascono le conflittualità nei rapporti docente-classe. L'eccesso di sicurezza porta inevitabilmente a commettere degli errori. È vero che in questi casi l'insegnante riesce a tenere il polso di una classe, ma è anche vero anche che si genera una conflittualità latente, che esplode ogni volta che l'insegnante allenta la presa. Non credo sia un'ottima soluzione, a meno che non si voglia entrare nell'ottica di passare una vita lavorativa in trincea.
In terzo luogo maturare in modo costruttivo l'esperienza. Secondo me l'esperienza è fondamentale perché nessun insegnante, tranne poche eccezioni, "nasce imparato". E tanto meno nessun percorso formativo e nessun titolo ti offre questa competenza preconfezionata. Io ho pessime capacità relazionali e infatti i primissimi anni di insegnamento sono stati per me una mezza catastrofe. Ma anno dopo anno ho migliorato i miei approcci, facendo tesoro dei miei errori, della mia esperienza e dell'esperienza altrui. Nel corso degli anni la mia personalità professionale è cambiata notevolmente, nonostante conservi nel tempo una sua specificità legata alla mia personalità. Oggi, a distanza di 25 anni, sono in grado di gestire situazioni differenti in classi diverse o anche nella stessa classe, adattandomi alla variabilità quotidiana. Mi capita anche di commettere errori, ma quasi sempre derivati da un eccesso di sicurezza, come ad esempio mi è capitato alcuni anni fa. Ma in linea di massima, l'esperienza mi permette di individuare i contesti, ridurli ai minimi termini, e adattarmi ad essi scegliendo la strategia più opportuna. Quest'anno ho tre classi, rispettivamente per il secondo, il terzo, il quinto anno. In ciascuna di esse ho una sfera relazionale differente. In ciascuna di esse ho una mia fisionomia che si riconduce alla mia personalità.

Integrare questi tre ingredienti (studio e osservazione, autocritica, esperienza) può portare a buoni risultati, anche gratificanti: il mio lavoro quotidiano in classe per me non è frustrante ed è, anzi, l'aspetto più gratificante del mio mestiere. Questo a prescindere da tutte le considerazioni di bassa lega che quotidianamente faccio a proposito della categoria degli studenti. A prescindere da tutte le volte che mi viene voglia di prenderne uno a calci nel posteriore. A prescindere dagli insulti e dalla franchezza che non lesino in classe, senza guardare in faccia nessuno: dalla ragazza al ragazzo, dalla personalità sensibile a quella scafata, dalla simpatia all'antipatia.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 10:02 pm

Gian il tuo discorso, molto assennato, è integrato con quello mio. Non vedo nessun conflitto.

Per metafora dico che, per esempio, ad ognuno di noi è stato insegnato come scrivere, ma poi ognuno di noi lo fa con la sua specificità e personalizzazione e nel tempo modifica la grafia, il contenuto e la logicità con i propri gusti, esperienze ed esigenze.

Idem per la professione insegnante (come per tutti i mestieri e le professioni): si parte dai modelli e dalle esperienze altrui per avere dei punti di riferimento, per poi avviare i propri studi, osservazioni e migliorie. Le esperienze altrui sbagliate oppure un contesto distorto come è l'attuale mentalità e organizzazione scolastica italiana sono anch'esse utili per riflettere e cambiare.

Anche per cucinare e fare tanto altro si parte dall'esperienza altrui "comunicata" a voce e con esempi o con corsi appositi, ma poi il tutto viene da noi personalizzato nel tempo grazie all'esperienza personale.


Ultima modifica di isula. il Ven Apr 03, 2015 10:14 pm, modificato 2 volte
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 10:10 pm

Total ha ragione da vendere. I discorsi sui massimi sistemi lasciano il tempo che trovano. Il discorso dei corsi di formazione poi mi sembra addirittura grottesco. Come pensare che lo stato (o le sue emanazioni) propongano attività formative efficaci quando è lo stato il primo a NON sapere che modello di scuola vuole?

L'impianto formale della scuola odierna è ancora quello della scuola degli anni 30. Però, nel contempo, lo stato, senza modificare di una virgola il modello, pretende che esso si trasformi magicamente nella "scuola dell'inclusione", nella "scuola delle competenze", nella scuola dell'alternanza scuola-lavoro e via dicendo...

Il discorso sull'insegnante "bastardone" non è fine a se stesso. Il fatto che unanimamente emerga la maggiore efficacia del "bastardone", mostra il palese fallimento delle politiche scolastiche degli ultimi trent'anni: alla fine il docente più efficace è ancora quello che si comporta come si comportavano i docenti degli anni 70. Cosa se ne deduce? Se ne deduce che il "modello" formale, alla fine, ha prevalso ancora sulle pezze che gli sono state appiccicate sopra nel tempo. Ed è logico che sia così. Non si trasforma una "topolino" in una "grande punto" urlandogli contro con forza "CAMBIA PORCA MISERIA, CAMBIA!!!".

In questo contesto chi invoca i DS decisionisti, pronti a "comminare sanzioni" fa benissimo a farlo. Perché solo con le sanzioni, le bocciature, i "copiati" di cinque pagine dati per compito con la firma del genitore e, in definitiva, con gli insegnanti "bastardoni" il modello può funzionare. Però, a questo punto, sarebbe bene che lo stato si chiarisse le idee e decidesse che scuola vuole...
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 10:13 pm

T0ta|rec ha scritto:
Non è una bella realtà, ma è la realtà, ed è di essa che bisogna discutere. E' già tanto trovare un DS che, di fronte ad un docente dalla nota facile, accetti la sua severità limitandosi a storcere un po' la bocca.
Io la penso in modo differente in merito alle note. Come coordinatore di plesso faccio spesso da catalizzatore dei malumori dei colleghi. Talvolta mi capita anche di ricevere telefonate da colleghi che sono veri e propri sfoghi.
Una cosa che chiedo sempre è di scrivere le note sul registro. Che senso ha lamentarsi del comportamento di uno studente o di una classe a distanza di quattro mesi se poi non risulta nulla agli atti? Un provvedimento disciplinare per un generico "Tizio disturba" riportato nell'arco di tre mesi è difficile da far digerire. Un provvedimento disciplinare per 10 generici "Tizio disturba" riportati nell'arco di due settimane o di un mese non offre alcun appiglio se non quello di arrampicarsi sui vetri.
Le note non hanno alcun effetto sugli studenti, ma ce l'hanno sulla forma.

Citazione :
Allo stesso modo, basterebbe (si fa per dire) la solidarietà tra colleghi di classe di fronte a comportamenti inaccettabili degli studenti per semplificare la vita a tutti. Ma la natura umana è più portata a godere delle sventure dell'altro che a prevenire le proprie, dunque è inutile discutere di astrazioni.
Concordo. Se vedo che un collega in difficoltà non mi faccio scrupoli nel cercare di aiutarlo. Anche se questo può implicare la percezione, da parte degli studenti, che quel collega ha avuto bisogno di un aiuto. Purtroppo, spesso, fra gli insegnanti si sviluppa una sorta di individualismo che ci porta a considerarci come entità individuali in competizione reciproca.
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 10:16 pm

isula. ha scritto:
Gian il tuo discorso, molto assennato, è integrato con quello mio. Non vedo nessun conflitto.
Assolutamente, non era in antitesi! Proprio il tuo messaggio è stato per me uno spunto di riflessione che mi ha portato a sviluppare quelle considerazioni.

Sono stato frainteso: non intendevo replicare, bensì raccordarmi e rafforzare le tue considerazioni :-)
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T0ta|rec



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 10:17 pm

Gian, per curiosità: tu lavori in un liceo, vero?
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 10:22 pm

Lenar ha scritto:
Ed è logico che sia così. Non si trasforma una "topolino" in una "grande punto" urlandogli contro con forza "CAMBIA PORCA MISERIA, CAMBIA!!!".

Bellissima metafora. Se decido di riciclarla all'occorrenza devo pagarti i diritti? Oppure la rilasci con licenza Creative Commons?
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 10:22 pm

gian ha scritto:
isula. ha scritto:
Gian il tuo discorso, molto assennato, è integrato con quello mio. Non vedo nessun conflitto.
Assolutamente, non era in antitesi! Proprio il tuo messaggio è stato per me uno spunto di riflessione che mi ha portato a sviluppare quelle considerazioni.

Sono stato frainteso: non intendevo replicare, bensì raccordarmi e rafforzare le tue considerazioni :-)

:-)
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 10:29 pm

T0ta|rec ha scritto:
Gian, per curiosità: tu lavori in un liceo, vero?
Non è un liceo con la L maiuscola. È un liceo delle scienze applicate sede associata di un istituto tecnico industriale.
Purtroppo è in un contesto sociale e territoriale un po' emarginato, perciò si configura come una realtà che è una via di mezzo tra il tipico professionale e il tecnico o il liceo. Ci sono delle buone individualità ma anche casi decisamente disastrati. Di buono ha che si tratta di un ambiente piccolo e molto tranquillo, per certi versi è un piccolo paradiso: ragazzi facilmente gestibili, anche se un po' vivaci e un po' deresponsabilizzati, ottimi rapporti con i genitori, ottimi rapporti tra colleghi e, soprattutto, quasi 80 km di distanza dalla sede centrale.
Se studiassero un pochino di più sarebbe un gioiellino di scuola :-\
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T0ta|rec



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 11:14 pm

gian ha scritto:
Non è un liceo con la L maiuscola. È un liceo delle scienze applicate sede associata di un istituto tecnico industriale.

Beh, allora siamo quasi nella stessa barca. :-)
Comunque era solo per capire fino a che punto si è sviluppata la mia "telepatia": ormai riesco a capire se un docente lavora in un istituto agitato o tranquillo non solo dai contenuti delle argomentazioni, ma perfino dalla struttura della sintassi.
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Ven Apr 03, 2015 11:32 pm

Lenar ha scritto:
L'impianto formale della scuola odierna è ancora quello della scuola degli anni 30.
E questo è il motivo per cui funziona fare il bastardone!
Tutti i paroloni che ci propinano all'alto (inclusione, personalizzazione, etc.) sarebbero cosa buona e giusta in teoria, ma in pratica richiederebbero un impianto scolastico completamente diverso a partire dai luoghi fisici in cui si fa scuola.
Ma ha ragione Totalrec, lasciamo da parte i massimi sistemi e cerchiamo strategie che ci siano utili a livello pratico.
Mi sta piacendo molto questo topic. O meglio come stiamo affrontando l'argomento. Ne avevamo già parlato altre volte, ma ora mi sembra di percepire più lucidità nei nostri interventi...


Ultima modifica di Valerie il Sab Apr 04, 2015 10:50 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 1:13 am

T0ta|rec ha scritto:
gian ha scritto:
Non è un liceo con la L maiuscola. È un liceo delle scienze applicate sede associata di un istituto tecnico industriale.

Beh, allora siamo quasi nella stessa barca. :-)
Comunque era solo per capire fino a che punto si è sviluppata la mia "telepatia": ormai riesco a capire se un docente lavora in un istituto agitato o tranquillo non solo dai contenuti delle argomentazioni, ma perfino dalla struttura della sintassi.  

C'è da dire anche che ho un regresso di quasi 20 anni in un professionale per l'agricoltura. Ambiente abbastanza tranquillo anche quello anche se più composito di quello attuale.

Comunque diciamo che eventuali argomentazioni sconclusionate sono frutto naturale della mia mente, il burn out non c'entra un piffero, sono già matto di mio :-D
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ipercarmela



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 6:15 am

Quoto totalmente i discorsi di Gian e di Isula.

Riporto la mia esperienza personale. Avendo vinto il concorso 2012, ho iniziato ad insegnare quest'anno. Il 15 settembre 2014, alle 8.00, sono entrato per la prima volta in assoluto in un'aula nelle vesti di professore. Immaginate il panico, le nottate d'insonnia, l'ansia, specie per una persona introversa e riservata come lo sono io. La classe in cui ho fatto il mio battesimo del fuoco è la classe più numerosa della scuola (28) ed una delle più turbolente. Pur avendo preparato una sorta di scaletta della prima lezione, il discorso di presentazione, il questionario, l'attività, pur avendo letto il libro della Milani e altri libri sulla gestione della classe, non sapevo come fare per farli stare in silenzio e per farmi ascoltare: probabilmente mi avevano fiutato, come dice qualcuno. Le classi successive, durante lo stesso giorno, mi hanno dato molti meno problemi; lo stesso sono tornato a casa con l'ugola in fiamme.

Quello che non ho capito e che continuo a non capire è come sia possibile che lo Stato permetta che un vincitore di concorso sia gettato in mare in questo modo: va bene che è tutta esperienza e che oggi, constatando i miei piccoli progressi, sorrido di quel giorno, ma credo che sarebbe utile per tutti, scuola e docenti, che prima di entrare in classe i neoassunti ricevano un minimo di formazione su argomenti concreti, anche banali come la tenuta dei registri. Magari evitando quell'inutile fuffologia che ti presenta un modello idealizzato e del tutto teorico di professore "vincente" che ottiene risultati con strategie di coinvolgimento, inclusione, motivazione, cooperazione che sappiamo bene funzionare solo in alcuni, rari contesti di classe e dopo un paziente lavoro che può durare mesi; perché presuppone una disciplina e un'attitudine all'ascolto e all'impegno che negli studenti attuali non esiste.  

Quelle poche nozioni che ho usato nelle prime settimane di lezione le ho in parte apprese dai libri, in alcuni casi da questo forum e, soprattutto, da colleghi più anziani, un po' diffidenti verso il nuovo arrivato, ai quali andavo ad estorcere qualche raro e succinto consiglio. La frase "devi essere cattivo" è stata una delle più ascoltate in quel periodo.

Esperienze molto simili alla mia le hanno avute alcuni miei amici entrati insieme a me, che hanno trovato difficoltà anche più grandi.

Il 15 aprile, ad esattamente 7 mesi di distanza dalla prima lezione e a meno di 2 mesi dalla fine dell'anno scolastico, inizierò il "corso di formazione" che, tra varie cose più o meno utili, conterrà anche un modulo sulla "gestione della classe", cosa che ormai mi serve al massimo ad affinare alcuni concetti chiave appresi sulla mia pelle.

Non sarebbe il caso di prevedere che il famoso "anno di prova" diventi un "anno di formazione" a tutti gli effetti, in cui il neo-assunto venga addestrato a stare in classe, a preparare una lezione, a collaborare con i colleghi e così via?
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 9:30 am

ipercarmela ha scritto:
Quoto totalmente i discorsi di Gian e di Isula.

Quello che non ho capito e che continuo a non capire è come sia possibile che lo Stato permetta che un vincitore di concorso sia gettato in mare in questo modo:

[...]

Non sarebbe il caso di prevedere che il famoso "anno di prova" diventi un "anno di formazione" a tutti gli effetti, in cui il neo-assunto venga addestrato a stare in classe, a preparare una lezione, a collaborare con i colleghi e così via?

Mi scappa da ridere... quando la Gelmini ha riscritto le regole per la formazione iniziale degli insegnanti ha seguito esattamente il tuo ragionamento: in teoria al concorso dovrebbe poter accedere solo il personale abilitato. Il percorso regolare per ottenere l'abilitazione è il TFA che, nelle idee del legislatore, avrebbe dovuto essere proprio un anno di formazione sul campo affiancato da un tutor di classe (nel DM istitutivo del TFA si parla di quasi 500 ore di tirocinio, un anno intero accanto ad un docente tutor).

Tutto molto bello sulla carta. Poi dopo... poi dopo arriva Profumo e bandisce un concorso a cui possono accedere anche i laureati senza esperienza. Se Profumo, uno dei peggiori ministri degli ultimi anni, avesse avuto un minimo di cognizione della realtà della scuola quel concorso non avrebbe proprio dovuto bandirlo o, quantomeno, non avrebbe dovuto bandirlo con quelle modalità.
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 9:33 am

Valerie ha scritto:
Lenar ha scritto:
L'impianto formale della scuola odierna è ancora quello della scuola degli anni 30.
E questo è il motivo per cui funziona fare il bastardone!
Tutti i paroloni che ci propinano all'alto (inclusione, personalizzazione, etc.) sarebbero cosa buona e giusta in teoria, ma in pratica richiederebbe un impianto scolastico completamente diverso a partire dai luoghi fisici in cui si fa scuola.
Ma ha ragione Totalrec, lasciamo da parte i massimi sistemi e cerchiamo strategie che ci siano utili a livello pratico.

Siamo perfettamente sulla stessa linea.
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 10:00 am

Lenar ha scritto:
Siamo perfettamente sulla stessa linea.
Incredibile a dirsi, ma una volta tanto vedo una sostanziale convergenza di idee da parte di chiunque sia intervenuto ad una discussione :-D
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 10:26 am

gian ha scritto:
Lenar ha scritto:
Siamo perfettamente sulla stessa linea.
Incredibile a dirsi, ma una volta tanto vedo una sostanziale convergenza di idee da parte di chiunque sia intervenuto ad una discussione :-D

Forse perchè capiamo che siamo tutti nella stessa barca sia che desideriamo che si parli solo del rapporto fra docente e alunni (pedagogia spicciola), sia che vogliamo andare a discutere sulle strategie relative al come modificare l'ambiente dove lavoriamo oppure di sapere (per esperienza altrui e con studio nostro) come dobbiamo integrarci e adattarci, ossia quali devono essere i nostri rapporti non solo con gli alunni ma anche con i colleghi, i dirigenti, i genitori e tutto il corollario ( discussioni sui "massimi sistemi").

Meglio così! Altrimenti, penso, tutti i nostri apporti sarebbero solo politichese, ossia sterili prese di posizione che non aggiungono nulla al patrimonio professionale di tutti noi.
Ascoltare tutti e prendere quello che vogliamo.
"Impara l'Arte e mettila da parte".
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 11:12 am

Risposa ad Ipercarmela
Lenar ha scritto:

Mi scappa da ridere... quando la Gelmini ha riscritto le regole per la formazione iniziale degli insegnanti ha seguito esattamente il tuo ragionamento: in teoria al concorso dovrebbe poter accedere solo il personale abilitato. Il percorso regolare per ottenere l'abilitazione è il TFA che, nelle idee del legislatore, avrebbe dovuto essere proprio un anno di formazione sul campo affiancato da un tutor di classe (nel DM istitutivo del TFA si parla di quasi 500 ore di tirocinio, un anno intero accanto ad un docente tutor).

Tutto molto bello sulla carta. Poi dopo... poi dopo arriva Profumo e bandisce un concorso a cui possono accedere anche i laureati senza esperienza. Se Profumo, uno dei peggiori ministri degli ultimi anni, avesse avuto un minimo di cognizione della realtà della scuola quel concorso non avrebbe proprio dovuto bandirlo o, quantomeno, non avrebbe dovuto bandirlo con quelle modalità.

Riscontro in tutto l'intervento di Ipercarmela (e non solo in quello messo in evidenza da Lenar) le mie stesse esigenze e dubbi dall'inizio della mia carriera fino ad adesso.

Lenar,
la Gelmini, la Giannini, Renzi e tanti altri io li giustifico in un solo modo: sono "ignoranti" in materia e pertanto prendono cantonate da paura e rovinano (ed hanno rovinato) l'organizzazione nazionale dell'istruzione e soprattutto il ruolo dei docenti.
Sono sempre stata del parere che una buona dose di umiltà che porta all'ascolto VERO dei lavoratori della scuola e dell'università e anche l'esperienza nel settore istruzione siano imprescindibili doti di un Ministro Miur e pertanto la nomina dovrebbe avvenire non per politica, ma per idoneità e merito. Vale per l'istruzione e anche per tutti gli altri ministeri e funzioni.

Ma questo non deve "farci buttare l'acqua sporca con il bambino dentro" oppure farci diventare polemici sterilmente e basta.
Bisogna lottare contro di loro soprattutto con la guerriglia (perchè, purtroppo, "non ci sentono affatto" essendo non solo ignoranti in materia ed esperienza, ma pure abbastanza spocchiosi, bugiardi e interessati solo alle Lobby) e chiedere politicamente e tramite tribunali in ogni modo (come di già sappiamo fare noi insegnanti essendo, a differenza di altre categorie di lavoratori, la loro "spina al fianco" indomabile), ed essere noi ad AVERE IDEE CHIARE, a SUGGERIRE o, anzi, AD IMPORRE quello che è giusto. L'unione fa la forza.

Ma ritorniamo alle discussioni della pedagogia spicciola e/o dei massimi sistemi...altrimenti rischiamo di andare in orbita.
Per il resto andiamo a discutere, se vogliamo, in Riforme, altrimenti vi è il rischio di andare fuori topic.
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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 4:23 pm

TittiTitti76 ha scritto:
Quoto il discorso di lenar e di ufopolemico; infatti in molti thread ho espresso il mio dissenso su tutta quella letteratura che ci fanno sorbire, sulle tattiche psicologiche, basate sulla sorpresa, su questo e su quello. Alla fine diventa un gioco delle parti e non è più scuola, a mio modesto parere.
Io so solo che noi ci beccavamo i professori per come erano: dolci, carogne, preparati e non, motivati e demotivati, stanchi e pieni di forze; e a tutti, indipendentemente da, DOVEVAMO rispetto. La riuscita degli studi era una cosa che alla fine dipendeva da noi. Infatti con quegli stessi insegnanti, alcuni alunni sono diventati qualcuno, altri no. Le americanate non mi sono mai piaciute, e non ho mai condiviso molto nemmeno la Montessori, vera pioniera di queste metodologie (per la verità alcune cose le condivido, ma poche). Il bello di quando sei piccolo è la voglia di diventare grandi...adesso si indugia nell'infanzia e nell'immaturità, anche dopo i 50 anni.

Si, ma uno dei requisiti che la Montessori pretendeva delle sue maestre è, tra le altre cose, ad esempio la capacità di riconoscere le "deviazioni" del bambino, era la capacità di mantenere l'ordine ed il silenzio...
Io credo che l'ordine ed il silenzio siano delle condizioni necessarie ma certamente non sufficienti, per avviare qualsiasi attività didattica...capisco anche che spessissimo è davvero molto molto arduo ottenerli.
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eragon



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 4:35 pm

T0ta|rec ha scritto:
Valerie ha scritto:
Questo mi interessa molto. Potresti farmi degli esempi di come hai lavorato su te stessa e in classe? Trovo che recitare un parte sia molto difficile, nel senso che bisogna farlo proprio bene per essere credibili cioè efficaci. Insomma, come ti sei 'preparata'?

Premetto che mi riferisco alle sole classi in cui entro per la prima volta come docente (per quelle in cui già ci si conosce, il problema non sussiste). Impongo a me stessa di non sorridere (cosa a cui sarei propensa) e di non scherzare, né fare battute per i primi quattro-cinque mesi di lezioni. Dopodiché la regola che seguo è: ad ogni azione di disturbo deve corrispondere una reazione dissuasiva drastica. Non importa quanto mi costi in termini d'impegno, di conflitto con le mie pulsioni naturali, di discussioni, di liti con i genitori e coi presidi, perfino (ma finora è accaduto una volta sola, finita bene per me) in termini di denunce. Voi fate gli stronzi, io vi colpisco. Non ci sono santi. Voi fate gli stronzi, io vi levo da terra a suon di urla. Se non bastano le urla, arrivano le note sul registro. Se non bastano le note, arrivano le telefonate a casa, le convocazioni dei genitori ed eventualmente (consiglio di classe e dirigente permettendo, ahimé...) i provvedimenti disciplinari più severi. Di solito, insistendo molto con dirigenti, coordinatori e altri docenti, si riescono ad ottenere provvedimenti di sospensione verso gli alunni più insopportabili o perlomeno convocazioni degli stessi insieme ai genitori, atti a convincere loro e il resto della classe che si fa sul serio. Mi rendo conto che non è cosa da tutti. Occorre un forte dominio su se stessi, saper alternare sfuriate accuratamente recitate con il recupero dell'autocontrollo al momento opportuno. Occorre avere ben chiara l'importanza del ruolo che si sta svolgendo. Occorre avere in mente l'obiettivo e non le difficoltà contingenti. Occorre essere molto competenti nella propria disciplina, altrimenti sarà impossibile ottenere il rispetto che prima o poi si tributa sempre a chi s'impone la durezza in vista di uno scopo significativo. In una parola ci vogliono le palle, che non tutti, mi rendo conto, possiedono (l'appartenenza di genere non è in questo caso una discriminante di rilievo). Dopo tre-quattro mesi di questa solfa, dopo essersi costrette a scatenare e ad attraversare l'inferno, di solito anche la classe più scalmanata diventa malleabile come pongo. Quasi sempre, a fine anno, si viene ricordati da alunni e genitori come uno dei migliori docenti della classe. NON dai dirigenti scolastici, che avranno parecchie grane (del resto, neanche il loro contratto garantiva un mestiere facile). Per imbarcarsi nell'impresa bisogna essere convinti che ne valga la pena. Io lo sono sempre stata.
Unico problema: è una strategia che richiede tempo per dare i suoi frutti. Il che significa che faccio molta difficoltà a gestire, ad esempio, le sostituzioni di un'ora, in cui il tempo di dissuasione è molto limitato. Le mie sostituzioni si risolvono quasi sempre in inutili stragi, con strascichi di processioni genitoriali che  lamentano la mia crudeltà, disumanità e inadeguatezza al ruolo. Vagli a spiegare che è una recita. Su questo sarei grata a chi sapesse offrirmi qualche suggerimento (diverso, per cortesia, dal "fregatene, tanto è solo una sostituzione").
Sottoscrivo in pieno quello che dici. Nel tuo caso le sostituzioni dovrebbero essere fonte di minore stress...di solito tra gli alunni le voci corrono, quindi quando anche come "sostituto" gli alunni sanno di avere quel/quella prof "terribile", di solito ti accolgono già in maniera migliore...
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 8:04 pm

Se i docenti avessero avuto tutti un carattere adesso non sarebbero messi così male.
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stefy1879



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 8:25 pm

giobbe ha scritto:
Se i docenti avessero avuto tutti un carattere adesso non sarebbero messi così male.
Equivale a dire che....?
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raganella



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 10:06 pm

stefy1879 ha scritto:
giobbe ha scritto:
Se i docenti avessero avuto tutti un carattere adesso non sarebbero messi così male.
Equivale a dire che....?

...valiamo quanto il due di picche
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 11:09 pm

stefy1879 ha scritto:
giobbe ha scritto:
Se i docenti avessero avuto tutti un carattere adesso non sarebbero messi così male.
Equivale a dire che....?

Immagino che Giobbe invochi l'avvento del "bastardone" come modello unico dell'insegnante. Il che, oggettivamente, nel contesto attuale non è ne sbagliato ne sorprendente.

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isula.



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Data d'iscrizione : 05.10.14

MessaggioOggetto: Re: Un docente deve avere un carattere. ...   Sab Apr 04, 2015 11:17 pm

Lenar ha scritto:
stefy1879 ha scritto:
giobbe ha scritto:
Se i docenti avessero avuto tutti un carattere adesso non sarebbero messi così male.
Equivale a dire che....?

Immagino che Giobbe invochi l'avvento del "bastardone" come modello unico dell'insegnante. Il che, oggettivamente, nel contesto attuale non è ne sbagliato ne sorprendente.


Mi si trova completamente d'accordo.
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Un docente deve avere un carattere. ...
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