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 L'analisi della Fondazione Agnelli

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durbans



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MessaggioOggetto: L'analisi della Fondazione Agnelli   Ven Apr 10, 2015 2:48 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.corriere.it/scuola/medie/15_aprile_09/i-nuovi-prof-due-dieci-verranno-usati-solo-come-tappabuchi-cf7bd18e-de94-11e4-9169-2cdb2836f1f0.shtml
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 7:47 am

Magari intendeva dire semplicemente che il figlio sta GIA' studiando ingegneria informatica e che è GIA' prossimo alla laurea. Il che farebbe presumere che la madre sia almeno sui 45 anni e forse abbia anche superato i 50, e che l'altro lavoro che sta facendo, lo stia facendo da più di 20 anni, senza aver MAI avuto a che fare con la scuola prima d'ora...
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 8:39 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Magari intendeva dire semplicemente che il figlio sta GIA' studiando ingegneria informatica e che è GIA' prossimo alla laurea. Il che farebbe presumere che la madre sia almeno sui 45 anni e forse abbia anche superato i 50, e che l'altro lavoro che sta facendo, lo stia facendo da più di 20 anni, senza aver MAI avuto a che fare con la scuola prima d'ora...

E basta con questa storia che avrei cinquanta anni e passa!
Credetemi non è così, mi sono sposata presto e per mia liberissima scelta!
Quanto a mio figlio, ha scelto lui, e solo lui, senza avere alcuna pressione familiare di laurearsi in ingegneria informatica ed ora sta conseguendo la specialistica.
Naturalmente, come sempre, siete liberissimi di non credermi, ma, per me, la libertà di scelta, quando non si contrappone con forza ai diritti altrui, è un valore.
Avrei voluto che mia figlia frequentasse lo scientifico, ma non ho mai visto tanta determinazione nei suoi occhi come quando mi ha detto, non solo che avrebbe frequentato il classico, ma che aveva anche scelto il suo liceo.
E perciò ho assecondato, come impone la Costituzione, le loro naturali inclinazioni!
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mirco81



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 9:10 am

Francesca4 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Magari intendeva dire semplicemente che il figlio sta GIA' studiando ingegneria informatica e che è GIA' prossimo alla laurea. Il che farebbe presumere che la madre sia almeno sui 45 anni e forse abbia anche superato i 50, e che l'altro lavoro che sta facendo, lo stia facendo da più di 20 anni, senza aver MAI avuto a che fare con la scuola prima d'ora...

E basta con questa storia che avrei cinquanta anni e passa!
Credetemi non è così, mi sono sposata presto e per mia liberissima scelta!
Quanto a mio figlio, ha scelto lui, e solo lui, senza avere alcuna pressione familiare di laurearsi in ingegneria informatica ed ora sta conseguendo la specialistica.
Naturalmente, come sempre, siete liberissimi di non credermi, ma, per me, la libertà di scelta, quando non si contrappone con forza ai diritti altrui, è un valore.
Avrei voluto che mia figlia frequentasse lo scientifico, ma non ho mai visto tanta determinazione nei suoi occhi come quando mi ha detto, non solo che avrebbe frequentato il classico, ma che aveva anche scelto il suo liceo.
E perciò ho assecondato, come impone la Costituzione, le loro naturali inclinazioni!

ma la libertà di scelta non è un valore che si può tirare in ballo solo quando ci fa comodo....

la libertà  di scelta passa anche per  la libertà dei docenti di scegliere dove , cosa e come insegnare .

questo DDL , in particolare con la chiamata diretta  dei presidi-padroni, priva i docenti italiani di queste libertà.

chi ha un preside "amico"  se ne avvantaggerà a scapito delle libertà degli altri e a questi "favoriti" interessa poco , in questo caso, salvaguardare la "libertà di scelta".
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 9:45 am

mirco81 ha scritto:

ma la libertà di scelta non è un valore che si può tirare in ballo solo quando ci fa comodo....

la libertà  di scelta passa anche per  la libertà dei docenti di scegliere dove , cosa e come insegnare .

questo DDL , in particolare con la chiamata diretta  dei presidi-padroni, priva i docenti italiani di queste libertà.

chi ha un preside "amico"  se ne avvantaggerà a scapito delle libertà degli altri e a questi "favoriti" interessa poco , in questo caso, salvaguardare la "libertà di scelta".

E' vero la libertà di scelta è un valore, ma non è un valore assoluto , nel senso etimologico del termine, ossia sciolto dal rispetto di qualsiasi ordine sovraordinato, come lo è il diritto alla vita ed in un certo senso, anche il diritto all'istruzione, perché credo sia funzionale a quello di svolgere una vita libera e dignitosa.
Per cui, secondo me, il diritto all'istruzione dei disabili prevale mille volte sul diritto di  alcuni docenti specializzati a fare una scelta, tra l'altro pure momentanea, sul sostegno.
Mirco non puoi non capire, proprio tu, paladino dei diritti degli attuali docenti, che la questione disabili è una emergenza nazionale per la strutturale carenza, al momento,  di docenti specializzati.
Perché non ambisci invece a diventare paladino dei diritti di tutti, compresi quelli dei disabili?
Metti le ali, sono convinta che tu sia capace di volare più in alto!


Ultima modifica di Francesca4 il Sab Apr 11, 2015 10:49 am, modificato 1 volta
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 10:42 am

paniscus_2.0 ha scritto:
martuma ha scritto:
Come si può continuare a parlare di imprenditorialità giovanile se il 90% dei diplomati non ricevono nozioni di diritto o di economia?
Basti pensare ai licei!
Non serve il latino per avviare un'attività!

Magari chi sceglie di fare un liceo e preferisce studiare latino piuttosto che economia, è uno che NON HA in testa l'obiettivo di "avviare un'attività", e non è interessato a fare l'imprenditore.

Nella specie umana esistono anche differenze di inclinazioni individuali, eh.

L.
Non per difendere il latino (vade retro Satana) ma gli insegnanti sono le persone meno adatte per spingere gli studenti sulla strada dell'imprenditorialità; il docente standard è una persona che ama il posto fisso ed è così legato ai valori etici che metterebbe su solo imprese destinate al fallimento entro poche settimane.

Il motore dell'impresa è l'avidità; se la famiglia Agnelli (per dirne una) non fosse avida avrebbe chiuso tutte le sue azienda già da un pezzo; voi ve lo figurate un docente che suggerisce ai propri studenti di attuare tutte quelle politiche basate sull'avidità che sono necessarie per vincere la competizione globale ?
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 11:04 am

avidodinformazioni ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
martuma ha scritto:
Come si può continuare a parlare di imprenditorialità giovanile se il 90% dei diplomati non ricevono nozioni di diritto o di economia?
Basti pensare ai licei!
Non serve il latino per avviare un'attività!

Magari chi sceglie di fare un liceo e preferisce studiare latino piuttosto che economia, è uno che NON HA in testa l'obiettivo di "avviare un'attività", e non è interessato a fare l'imprenditore.

Nella specie umana esistono anche differenze di inclinazioni individuali, eh.

L.
Non per difendere il latino (vade retro Satana) ma gli insegnanti sono le persone meno adatte per spingere gli studenti sulla strada dell'imprenditorialità; il docente standard è una persona che ama il posto fisso ed è così legato ai valori etici che metterebbe su solo imprese destinate al fallimento entro poche settimane.

Il motore dell'impresa è l'avidità; se la famiglia Agnelli (per dirne una) non fosse avida avrebbe chiuso tutte le sue azienda già da un pezzo; voi ve lo figurate un docente che suggerisce ai propri studenti di attuare tutte quelle politiche basate sull'avidità che sono necessarie per vincere la competizione globale ?

Non sono proprio d'accordo sul concetto di avidità imprenditoriale, conosco infatti tanti imprenditori illuminati, e tanti altri che, non esito a dirlo, meriterebbero di far visita alla patrie galere.
E questo perché mi occupo anche di consulenza aziendale.
Però, spero tanto che questo post non lo legga anche precariansiosa, potrebbe pensare che voglio provocarla e si lancerebbe ancora di più su di me con le sue molteplici invettive.
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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 2:20 pm

Ma comunque, indipendentemente dal giudizio sull'avidità o meno... qualcuno spiegherebbe per quale motivo si pensa che, tra gli scopi istitutivi di un liceo, dovrebbe esserci quello di formare degli imprenditori, o di avviare esplicitamente i giovani all'imprenditoria?

Le materie tecniche utili a chi ha già, fin dall'inizio, l'aspirazione a mettere su un'attività in proprio, si fanno già negli istituti tecnici e professionali.

Se uno sceglie di fare il liceo, si presume che in quel momento abbia altre priorità, che sono ugualmente legittime, e non si vede proprio perché mai debba pensarci la scuola, a tutti i costi, a instradarlo a tutti i costi verso la scelta dell'imprenditoria anche se lui/lei non ci pensa affatto. Se poi, finito il liceo, decide di fare studi economici o giuridici, può tranquillamente farli dopo.

L.
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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 2:26 pm

Non hai capito: il mostro esige il massimo del consenso. E' bene illudere sin dall'inizio le nuove leve di potersi mettere dalla parte di chi comanda e non di chi subisce, un po' come si illudono i ragazzini di poter diventare calciatori miliardari. E' bene anche insegnare loro che devono rischiare del proprio, soprattutto se hanno talmente poco da essere inesorabilmente destinato all'umiliazione e alla sconfitta. Poco male se tanti si improvvisano imprenditori e in un sistema malato come il nostro finiscono o col fallire o con l'essere schiavi delle cordate che li sostengono.
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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 2:45 pm

adesso ascoltiamo pure il parere della fondazione agnelli e tra qualche anno ascolteremo pure la fondazione berlusconi. Francamente di cosa propone la fondazione agnelli non me ne importa un fico secco e credo che avrebbero altro a cui pensare piuttosto che parlare di scuola. Per esempio potrebbero studiare nuove strategie per riportare la produzione delle auto in Italia e pensare ai tanti cassaintegrati della fiat che da tantissimi anni vivono grazie al sussidio(cassaintegrazione)statale. Per finire non accetto lezioni da una fondazione intestata a un miliardario ma preferisco la fondazione Madre Teresa di Calcutta.
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mirco81



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 4:56 pm

Francesca4 ha scritto:
mirco81 ha scritto:

ma la libertà di scelta non è un valore che si può tirare in ballo solo quando ci fa comodo....

la libertà  di scelta passa anche per  la libertà dei docenti di scegliere dove , cosa e come insegnare .

questo DDL , in particolare con la chiamata diretta  dei presidi-padroni, priva i docenti italiani di queste libertà.

chi ha un preside "amico"  se ne avvantaggerà a scapito delle libertà degli altri e a questi "favoriti" interessa poco , in questo caso, salvaguardare la "libertà di scelta".

E' vero la libertà di scelta è un valore, ma non è un valore assoluto , nel senso etimologico del termine, ossia sciolto dal rispetto di qualsiasi ordine sovraordinato, come lo è il diritto alla vita ed in un certo senso, anche il diritto all'istruzione, perché credo sia funzionale a quello di svolgere una vita libera e dignitosa.
Per cui, secondo me, il diritto all'istruzione dei disabili prevale mille volte sul diritto di  alcuni docenti specializzati a fare una scelta, tra l'altro pure momentanea, sul sostegno.
Mirco non puoi non capire, proprio tu, paladino dei diritti degli attuali docenti, che la questione disabili è una emergenza nazionale per la strutturale carenza, al momento,  di docenti specializzati.
Perché non ambisci invece a diventare paladino dei diritti di tutti, compresi quelli dei disabili?
Metti le ali, sono convinta che tu sia capace di volare più in alto!

io capisco benissimo il diritti dei disabili anzi ho una particolare sensibilità proprio per loro...

proprio per questo ritengo che i disabili abbiano il diritto di essere "sostenuti" ed aiutati da personale che abbia una particolare predisposizione ed empatia nei loro confronti,

questi sono requisiti indispensabili in una professione d' aiuto così delicata come quella dell'insegnante di sostegno che non tutti sono in grado di  esercitare,

il requisito del titolo di specializzazione al sostegno non è una condizione sufficiente allo svolgimento di questa nobile professione....

sono ancora più importanti la capacità empatica, la sensibilità, la volontà sincera di voler fornire aiuto, la disponibilità a  mettersi in gioco, a lasciarsi coinvolgere ... il farsi carico delle difficoltà e a volte delle sofferenze dell'altro

non si può obbligare all'aiuto

se fossi il genitore di un disabile non vorrei mai mettere  mio figlio nelle mani di un docente che,  anche se specializzato, non abbia scelto volontariamente e con coscienza di voler svolgere questo ruolo di estrema responsabilità e delicatezza.

rimane il vecchio assunto che la libertà dell'individuo finisce dove inizia la libertà degli altri

un docente non può essere coercizzato a una forma d' aiuto così profonda anche se per un motivo nobile...

più pragmaticamente , semplicemente non funzionerebbe... e la prima vittima di questa forzatura sarebbe il disabile stesso....

la violazione di questa libertà di scelta del docente farebbe due vittime:

il docente stesso e il disabile.

la privazione della libertà è sempre un male sia per il singolo che che per la collettività...

e questo in tutti i casi....

nel caso del docente questa visione riformista del governo  attacca le sue libertà fondamentali del DOVE , COSA e COME insegnare

e questo è  inaccettabile e spaventosamente barbarico.

per utilizzare una tua immagine: non si può volare se si hanno catene alle ali.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 5:18 pm

mirco81 ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
mirco81 ha scritto:

ma la libertà di scelta non è un valore che si può tirare in ballo solo quando ci fa comodo....

la libertà  di scelta passa anche per  la libertà dei docenti di scegliere dove , cosa e come insegnare .

questo DDL , in particolare con la chiamata diretta  dei presidi-padroni, priva i docenti italiani di queste libertà.

chi ha un preside "amico"  se ne avvantaggerà a scapito delle libertà degli altri e a questi "favoriti" interessa poco , in questo caso, salvaguardare la "libertà di scelta".

E' vero la libertà di scelta è un valore, ma non è un valore assoluto , nel senso etimologico del termine, ossia sciolto dal rispetto di qualsiasi ordine sovraordinato, come lo è il diritto alla vita ed in un certo senso, anche il diritto all'istruzione, perché credo sia funzionale a quello di svolgere una vita libera e dignitosa.
Per cui, secondo me, il diritto all'istruzione dei disabili prevale mille volte sul diritto di  alcuni docenti specializzati a fare una scelta, tra l'altro pure momentanea, sul sostegno.
Mirco non puoi non capire, proprio tu, paladino dei diritti degli attuali docenti, che la questione disabili è una emergenza nazionale per la strutturale carenza, al momento,  di docenti specializzati.
Perché non ambisci invece a diventare paladino dei diritti di tutti, compresi quelli dei disabili?
Metti le ali, sono convinta che tu sia capace di volare più in alto!

io capisco benissimo il diritti dei disabili anzi ho una particolare sensibilità proprio per loro...

proprio per questo ritengo che i disabili abbiano il diritto di essere "sostenuti" ed aiutati da personale che abbia una particolare predisposizione ed empatia nei loro confronti,

questi sono requisiti indispensabili in una professione d' aiuto così delicata come quella dell'insegnante di sostegno che non tutti sono in grado di  esercitare,

il requisito del titolo di specializzazione al sostegno non è una condizione sufficiente allo svolgimento di questa nobile professione....

sono ancora più importanti la capacità empatica, la sensibilità, la volontà sincera di voler fornire aiuto, la disponibilità a  mettersi in gioco, a lasciarsi coinvolgere ... il farsi carico delle difficoltà e a volte delle sofferenze dell'altro

non si può obbligare all'aiuto

se fossi il genitore di un disabile non vorrei mai mettere  mio figlio nelle mani di un docente che,  anche se specializzato, non abbia scelto volontariamente e con coscienza di voler svolgere questo ruolo di estrema responsabilità e delicatezza.

rimane il vecchio assunto che la libertà dell'individuo finisce dove inizia la libertà degli altri

un docente non può essere coercizzato a una forma d' aiuto così profonda anche se per un motivo nobile...

più pragmaticamente , semplicemente non funzionerebbe... e la prima vittima di questa forzatura sarebbe il disabile stesso....

la violazione di questa libertà di scelta del docente farebbe due vittime:

il docente stesso e il disabile.

la privazione della libertà è sempre un male sia per il singolo che che per la collettività...

e questo in tutti i casi....

nel caso del docente questa visione riformista del governo  attacca le sue libertà fondamentali del DOVE , COSA e COME insegnare

e questo è  inaccettabile e spaventosamente barbarico.


Ma ti pare leale che i docenti in questione abbiano usato il sostegno come mezzo per raggiungere uno scopo?
Come devono sentirsi i disabili e soprattutto i loro genitori, difronte a persone che evidentemente usano la disabilità quando serve, per poi fuggire via alla prima occasione.
Mi domando se possano queste persone considerarsi docenti .... e poi di cosa?
Effettivamente non li vorrei come insegnanti di nessuno, nemmeno dei normodotati.
Quali principi e quali insegnamenti potrebbero dare a chiunque, se alla prima occasione, quando il giocattolo si rompe, ammettono candidamente di voler scegliere a qualsiasi costo la materia!
Al diavolo i disabili che resterebbero, perché( non nascondiamoci ipocritamente dietro un dito), ci resisterebbero sicuramente, senza docenti, e al diavolo gli insegnanti in gae che in questa maniera verrebbero definitivamente esclusi, sì me compresa.
Mi dispiace, ma io non ci sto!!!
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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 6:49 pm

Ok, mi pare di capire che il principio (costituzionale ?) da seguire sia: fin ora i disabili hanno avuto docenti di merda che li hanno usati, per coerenza da ora in poi gli stessi disabili dovranno continuare ad avere gli stessi docenti di merda.

La coerenza è indubbiamente un valore.

Vorrei però sommessamente fare notare che molte volte nella mia vita mi sono trovato a dover fare qualcosa che non avevo voglia di fare; alcune volte è stato un ripiego che ho scelto io, altre volte è stato una pura imposizione dall'alto; indovinate in quale dei due casi mi sono impegnato di più ed in quale ho operato in modo da non subire danni io e fregandomene del risultato della mia opera ?

Vi do un aiutino: ho fatto il militare di leva, costretto altrimenti andavo in galera, in quell'ambito ho fatto delle guardie, teoricamente dovevo guardare verso il muro di cinta (da dove sarebbe arrivato l'ipotetico nemico), io però guardavo sempre e solo verso l'interno, da dove sapevo che prima o poi sarebbe arrivato l'ufficiale di picchetto che mi avrebbe punito se non lo avessi fermato in un tempo ragionevolmente breve.

Ci sono tanti modi per fare l'insegnante di sostegno, immagino che al governo non gliene freghi nulla del modo in cui lo faranno i neoassunti.
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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 7:37 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ok, mi pare di capire che il principio (costituzionale ?) da seguire sia: fin ora i disabili hanno avuto docenti di merda che li hanno usati, per coerenza da ora in poi gli stessi disabili dovranno continuare ad avere gli stessi docenti di merda.

La coerenza è indubbiamente un valore.

Vorrei però sommessamente fare notare che molte volte nella mia vita mi sono trovato a dover fare qualcosa che non avevo voglia di fare; alcune volte è stato un ripiego che ho scelto io, altre volte è stato una pura imposizione dall'alto; indovinate in quale dei due casi mi sono impegnato di più ed in quale ho operato in modo da non subire danni io e fregandomene del risultato della mia opera ?

Vi do un aiutino: ho fatto il militare di leva, costretto altrimenti andavo in galera, in quell'ambito ho fatto delle guardie, teoricamente dovevo guardare verso il muro di cinta (da dove sarebbe arrivato l'ipotetico nemico), io però guardavo sempre e solo verso l'interno, da dove sapevo che prima o poi sarebbe arrivato l'ufficiale di picchetto che mi avrebbe punito se non lo avessi fermato in un tempo ragionevolmente breve.

Ci sono tanti modi per fare l'insegnante di sostegno, immagino che al governo non gliene freghi nulla del modo in cui lo faranno i neoassunti.

E se invece il Governo avesse capito il loro gioco e avesse pensato di romperglielo, finalmente, formando docenti a motivazione permanente?
E' chiaro che gli effetti  positivi di una scelta non si possono avere dall'oggi al domani, ma necessitano, soprattutto quando manchino valide alternative, di alcuni anni per andare a regime.
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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 7:41 pm

Francesca4 ha scritto:
Mi domando se possano queste persone considerarsi docenti .... e poi di cosa?
Effettivamente non li vorrei come insegnanti di nessuno, nemmeno dei normodotati.

Certo che per essere una che si lamenta ogni tre post degli attacchi ricevuti, ci vai leggera nell'esprimere la tua considerazione nei confronti altrui, eh :-D
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mirco81



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 7:52 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ok, mi pare di capire che il principio (costituzionale ?) da seguire sia: fin ora i disabili hanno avuto docenti di merda che li hanno usati, per coerenza da ora in poi gli stessi disabili dovranno continuare ad avere gli stessi docenti di merda.

La coerenza è indubbiamente un valore.

Vorrei però sommessamente fare notare che molte volte nella mia vita mi sono trovato a dover fare qualcosa che non avevo voglia di fare; alcune volte è stato un ripiego che ho scelto io, altre volte è stato una pura imposizione dall'alto; indovinate in quale dei due casi mi sono impegnato di più ed in quale ho operato in modo da non subire danni io e fregandomene del risultato della mia opera ?

Vi do un aiutino: ho fatto il militare di leva, costretto altrimenti andavo in galera, in quell'ambito ho fatto delle guardie, teoricamente dovevo guardare verso il muro di cinta (da dove sarebbe arrivato l'ipotetico nemico), io però guardavo sempre e solo verso l'interno, da dove sapevo che prima o poi sarebbe arrivato l'ufficiale di picchetto che mi avrebbe punito se non lo avessi fermato in un tempo ragionevolmente breve.

Ci sono tanti modi per fare l'insegnante di sostegno, immagino che al governo non gliene freghi nulla del modo in cui lo faranno i neoassunti.

d' accordo questa volta con avidodinformazioni .... salvo però l' abuso di generalizzazioni , errore in cui incorre anche francesca4...

alcuni di questi docenti precari di sostegno potrebbero essere persone coscienziose che hanno fatto l' esperienza di lavorare sul sostegno e hanno valutato di non essere adatti a quel tipo di professione...nella vita si ha anche il diritto a cambiare strada;

altri invece potrebbero essere persone  che davvero approfittano di certe situazioni...

ma quello che di sicuro dobbiamo salvare è il principio: la libertà di scelta.

i principi e i valori non si manipolano a nostro piacimento o peggio in base alla convenienza personale

per questo motivo non possiamo venir meno al valore  e al rispetto della libertà di scelta solo perchè alcune persone sbagliano o ancor peggio perchè c'è in ballo un nostro tornaconto personale ( in questo caso l' assunzione)...

non stimo un insegnante di sostegno che sfrutta questa specializzazione per ottenere esclusivamente dei vantaggi personali senza curarsi di ragazzi disabili che avrebbero invece diritto e bisogno di essere aiutati... non credo  che i ragazzini disabili debbano essere lasciati nelle loro mani,,,

ma allo stesso modo non stimo  coloro che rinnegano i valori e i diritti pur di ottenere un vantaggio.... e in particolare coloro che pur di ottenere l' assunzione immediata sono disposti a togliere diritti e libertà  a tutti indiscriminatamente.


Ultima modifica di mirco81 il Dom Apr 12, 2015 4:22 am, modificato 2 volte
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michetta



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 7:59 pm

Qui si sta parlando a vanvera. Francamente mi sono stancata.
Il Governo deve capire il gioco degli insegnanti di sostegno? E allora comprenda anche quello di chi non ha mai varcato le porte di un'aula (se non da studente) e sta facendo il proprio gioco, in ogni post su questo forum, screditando sia i docenti specalizzati che gli alunni con disabilità.
Mi pare chiaro che senza vincolo sulle nomine su sostegno, chi non ha punti non entrerà in ruolo.
E mi pare chiaro che a settembre chi ha il mero punteggio di abilitazione entrerà in ruolo. Quindi tranquilla. Gioisci della manna caduta dal cielo. Non ci vorresti come docenti?
Pazienza. Io non ti vorrei nè come avvocato, nè come giudice ausiliario. Vieni pure con noi, in classe
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 8:15 pm

gian ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
Mi domando se possano queste persone considerarsi docenti .... e poi di cosa?
Effettivamente non li vorrei come insegnanti di nessuno, nemmeno dei normodotati.

Certo che per essere una che si lamenta ogni tre post degli attacchi ricevuti, ci vai leggera nell'esprimere la tua considerazione nei confronti altrui, eh :-D

Che poi, scusate, eh...

una persona che lavora da anni come insegnante della sua materia ma che ha anche una specializzazione per il sostegno, solo che potendo scegliere preferisce lavorare sulla materia, non sarebbe nemmeno degna di essere considerata docente e non dovrebbe insegnare a nessuno... mentre una che non ha mai avuto niente a che fare con la scuola, e che per tutta la vita ha fatto altri lavori, quella invece può considerarsi docente e ha diritto al posto?

Ma boh...

L.
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Ottodoro



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 8:18 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
gian ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
Mi domando se possano queste persone considerarsi docenti .... e poi di cosa?
Effettivamente non li vorrei come insegnanti di nessuno, nemmeno dei normodotati.

Certo che per essere una che si lamenta ogni tre post degli attacchi ricevuti, ci vai leggera nell'esprimere la tua considerazione nei confronti altrui, eh :-D

Che poi, scusate, eh...

una persona che lavora da anni come insegnante della sua materia ma che ha anche una specializzazione per il sostegno, solo che potendo scegliere preferisce lavorare sulla materia, non sarebbe nemmeno degna di essere considerata docente e non dovrebbe insegnare a nessuno... mentre una che non ha mai avuto niente a che fare con la scuola, e che per tutta la vita ha fatto altri lavori, quella invece può considerarsi docente e ha diritto al posto?

Ma boh...

L.


ma cara, se tutti 90.000 passanno sulla materia, la materia non possono più insegnarla chi la insegna già da 20 anni, mentre la insegnerà chi è entrato in fretta sul sostegno e la materia non l'ha mai insegnata. pensaci.
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michetta



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 8:22 pm

Ottodoro, sei straniero/a?
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michetta



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 8:23 pm

Ottodoro ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
gian ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
Mi domando se possano queste persone considerarsi docenti .... e poi di cosa?
Effettivamente non li vorrei come insegnanti di nessuno, nemmeno dei normodotati.

Certo che per essere una che si lamenta ogni tre post degli attacchi ricevuti, ci vai leggera nell'esprimere la tua considerazione nei confronti altrui, eh :-D

Che poi, scusate, eh...

una persona che lavora da anni come insegnante della sua materia ma che ha anche una specializzazione per il sostegno, solo che potendo scegliere preferisce lavorare sulla materia, non sarebbe nemmeno degna di essere considerata docente e non dovrebbe insegnare a nessuno... mentre una che non ha mai avuto niente a che fare con la scuola, e che per tutta la vita ha fatto altri lavori, quella invece può considerarsi docente e ha diritto al posto?

Ma boh...

L.


ma cara, se tutti 90.000 passanno sulla materia, la materia non possono più insegnarla chi la insegna già da 20 anni, mentre la insegnerà chi è entrato in fretta sul sostegno e la materia non l'ha mai insegnata. pensaci.

chi la insegna da 20 anni ha almeno 240 punti in gae. Mi sembra strano che non riuscirà ad entrare in ruolo. pensaci.
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Ottodoro



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 8:25 pm

io spero che il ddl passa così come è, non è giusto lasciare disoccupati decine di migliaia di docenti.
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ghirettina



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 8:36 pm

Ottodoro ha scritto:
io spero che il ddl passa così come è, non è giusto lasciare disoccupati decine di migliaia di docenti.


che...passa... docente sigh!
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Tah-Dah!



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 8:41 pm

he he he... le comiche! :-)
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ghirettina



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 8:44 pm

Io spero davvero sia una macchietta, per carità nessuno è perfetto, ma il suo italiano è francamente imbarazzante
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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Sab Apr 11, 2015 9:01 pm

ghirettina ha scritto:
Io spero davvero sia una macchietta, per carità nessuno è perfetto, ma il suo italiano è francamente imbarazzante
fin troppo; ci prende in giro.
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