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 L'analisi della Fondazione Agnelli

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durbans



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MessaggioOggetto: L'analisi della Fondazione Agnelli   Ven Apr 10, 2015 2:48 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.corriere.it/scuola/medie/15_aprile_09/i-nuovi-prof-due-dieci-verranno-usati-solo-come-tappabuchi-cf7bd18e-de94-11e4-9169-2cdb2836f1f0.shtml
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mirco81



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Dom Apr 12, 2015 11:47 am

catiusciagr ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Francesca, per curiosità: tu hai partecipato al concorso ordinario che si è tenuto non più di due anni fa? Se la risposta è no, per quale motivo non l'hai fatto? Due anni fa non avevi la più pallida idea che ti sarebbe piaciuto insegnare, e hai avuto la rivelazione fulminante soltanto adesso? La scoperta improvvisa della voglia di insegnare ti è venuta soltanto quando si è prospettata la possibilità di rivendicare l'assunzione automatica d'ufficio senza alcuno sforzo personale?


condivido il senso di questa domanda e inoltre descrivo l'idea che mi son fatta leggendo i post di Francesca4.
Un'idea molto "concreta".
Non credo al sogno che finalmente può realizzarsi; non credo al "desiderio di mettersi in gioco".
Probabilmente Francesca è un avvocato che lavora in uno studio legale alle dipendenze di un avvocato affermato...insomma la situazione di tanti...una situazione non facile che spesso non consente di dimostrare il proprio valore, non consente di affermarsi...frequenti le delusioni, le frustrazioni...
lasciare questo lavoro per andare al nord a "fare supplenze" è chiaro che può non essere allettante...molti non lo fanno se già a casa hanno un lavoro per quanto poco soddisfacente...
Col ruolo è diverso....quale che sia il "prezzo".
Ma lasciare un lavoro a casa, soddisfacente in ogni senso, lasciare figli e marito per un RUOLO così POVERO, no, non ci credo...neanche se lo "vedessi".
Francesca, lungi da me critiche o similari; apprezzo la tua dialettica..mi va bene che ti sta a cuore la situazione della II fascia....comprendo il tuo entusiasmo e ti auguro che tutto vada bene.

solo che Francesca pur di ottenere questa suo obiettivo personale si fa promotrice di questo aberrante progetto aziendalista e autoritario che mira a togliere diritti e libertà ai tutti i docenti....diventa così paladina della chiamata diretta, dell' obbligo di accettare il ruolo sul sostegno e dio sa quali altri nefandezze... insomma il classico "posto" costi quel che costi.

lei ovviamente dirà che condivide sinceramente certe innovative e illuminate scelte del governo... cercherà delle credibili argomentazioni...

rivendicherà il rispetto verso opinioni differenti...

ma dove sarà la verità?

ai posteri l' ardua sentenza!

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mirco81



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Dom Apr 12, 2015 11:51 am



c'è modo e modo di lottare per il coronamento dei proprio sogni e desideri....

massimo rispetto a chi lotta insieme agli altri rivendicando  diritti, dignità libertà per se stesso e per gli altri senza svendere se stesso e il sistema.
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francesco.russo



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Dom Apr 12, 2015 12:20 pm

mirco81 ha scritto:
catiusciagr ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Francesca, per curiosità: tu hai partecipato al concorso ordinario che si è tenuto non più di due anni fa? Se la risposta è no, per quale motivo non l'hai fatto? Due anni fa non avevi la più pallida idea che ti sarebbe piaciuto insegnare, e hai avuto la rivelazione fulminante soltanto adesso? La scoperta improvvisa della voglia di insegnare ti è venuta soltanto quando si è prospettata la possibilità di rivendicare l'assunzione automatica d'ufficio senza alcuno sforzo personale?


condivido il senso di questa domanda e inoltre descrivo l'idea che mi son fatta leggendo i post di Francesca4.
Un'idea molto "concreta".
Non credo al sogno che finalmente può realizzarsi; non credo al "desiderio di mettersi in gioco".
Probabilmente Francesca è un avvocato che lavora in uno studio legale alle dipendenze di un avvocato affermato...insomma la situazione di tanti...una situazione non facile che spesso non consente di dimostrare il proprio valore, non consente di affermarsi...frequenti le delusioni, le frustrazioni...
lasciare questo lavoro per andare al nord a "fare supplenze" è chiaro che può non essere allettante...molti non lo fanno se già a casa hanno un lavoro per quanto poco soddisfacente...
Col ruolo è diverso....quale che sia il "prezzo".
Ma lasciare un lavoro a casa, soddisfacente in ogni senso, lasciare figli e marito per un RUOLO così POVERO, no, non ci credo...neanche se lo "vedessi".
Francesca, lungi da me critiche o similari; apprezzo la tua dialettica..mi va bene che ti sta a cuore la situazione della II fascia....comprendo il tuo entusiasmo e ti auguro che tutto vada bene.

solo che Francesca pur di ottenere questa suo obiettivo personale si fa promotrice di questo aberrante progetto aziendalista    e autoritario che mira a togliere diritti e libertà ai tutti i docenti....diventa così paladina della chiamata diretta, dell' obbligo  di accettare il ruolo sul sostegno e dio sa quali altri nefandezze... insomma il classico "posto" costi quel che costi.

lei ovviamente dirà che condivide sinceramente certe innovative e illuminate scelte del governo... cercherà delle credibili argomentazioni...

rivendicherà il rispetto verso opinioni differenti...

ma dove sarà la verità?

ai posteri l' ardua sentenza!

Non condivido l'assioma secondo cui se uno non è contrario alla riforma necessariamente è un venduto al sistema, un renziano, ecc. La questione è che la riforma della scuola si intreccia con gli scontri parlamentaristici, con la tradizione massimalista della politica italiana che gioca la sua parte. Personalmente sono favoravole al superamento della società capitalista, sono astensionista (quindi non ho votato Renzi); tuttavia tutto il pianeta Terra è immerso nella società capitalistica, tutta la società ne è permeata (strutture statuali incluse, con le relative Costituzioni). La riforma non sposta granchè in questo senso; la chiamata diretta era quella prospettata dall'ipotesi Aprea, in cui le singole scuole (o reti di scuole) avrebbero organizzato "concorsi" per assumere i docenti. Questa si che sarebbe stata davvero una chiamata diretta, perché in questo caso le singole scuole (con i DS aventi poteri rafforzati) avrebbero fatto le assunzioni a TI.... esattamente come avviene da anni nelle Università, con le relative "parentopoli", senza che nessuno lanci verso tale sistema già vigente particolari strali. Ritengo che il sistema degli albi non corrisponda a chiamata diretta; i DS propongono (non chiamano) l'incarico a docenti già assunti a TI. Il bacino dei docenti dell'albo è limitato e quindi si tratterà di una scelta bidirezionale.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Dom Apr 12, 2015 1:50 pm

catiusciagr ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Francesca, per curiosità: tu hai partecipato al concorso ordinario che si è tenuto non più di due anni fa? Se la risposta è no, per quale motivo non l'hai fatto? Due anni fa non avevi la più pallida idea che ti sarebbe piaciuto insegnare, e hai avuto la rivelazione fulminante soltanto adesso? La scoperta improvvisa della voglia di insegnare ti è venuta soltanto quando si è prospettata la possibilità di rivendicare l'assunzione automatica d'ufficio senza alcuno sforzo personale?


condivido il senso di questa domanda e inoltre descrivo l'idea che mi son fatta leggendo i post di Francesca4.
Un'idea molto "concreta".
Non credo al sogno che finalmente può realizzarsi; non credo al "desiderio di mettersi in gioco".
Probabilmente Francesca è un avvocato che lavora in uno studio legale alle dipendenze di un avvocato affermato...insomma la situazione di tanti...una situazione non facile che spesso non consente di dimostrare il proprio valore, non consente di affermarsi...frequenti le delusioni, le frustrazioni...
lasciare questo lavoro per andare al nord a "fare supplenze" è chiaro che può non essere allettante...molti non lo fanno se già a casa hanno un lavoro per quanto poco soddisfacente...
Col ruolo è diverso....quale che sia il "prezzo".
Ma lasciare un lavoro a casa, soddisfacente in ogni senso, lasciare figli e marito per un RUOLO così POVERO, no, non ci credo...neanche se lo "vedessi".
Francesca, lungi da me critiche o similari; apprezzo la tua dialettica..mi va bene che ti sta a cuore la situazione della II fascia....comprendo il tuo entusiasmo e ti auguro che tutto vada bene.

La mia domanda era chiaramente capziosa e il senso è stato colto da questo e altri interventi.

Lasciando da parte le motivazioni sentimentali di carattere personale, se Francesca4 vuole entrare nella scuola è inevitabile che abbia deciso di lasciare il suo lavoro attuale.

Se lascia il suo lavoro attuale per entrare nella scuola evidentemente ritiene che, tutto considerato, tra il lavoro attuale e quello nella scuola sia preferibile quest'ultimo, per una serie di motivi che non possono non comprendere gli aspetti lavorativi, contrattuali, retributivi, oltre alla voglia di fare del bene al prossimo, naturalmente!

Ora la contraddizione che scorgo, e che con me scorgono molti altri, è proprio il fatto che Francesca4 appoggi un disegno di legge che limita fortemente quei pochi aspetti positivi rimasti nella professione di insegnante (oltre all'insegnamento in sè), precarizzando il docente di ruolo, costringendolo a continui spostamenti di sede, non aumentando il suo stipendio fermo da anni e tra i più bassi di Europa, tentando surrettiziamente di aumentare il già alto orario di lavoro, assoggettandolo a un DS visto come figura padronale. E che pur di ottenere l'agognato ruolo sia pronta a sgomitare, oggi dialetticamente su questo forum, domani forse anche nelle relazioni con colleghi, affermando quanto siano più forti di quelli altrui i propri diritti, le proprie motivazioni, l'utilità razionale della propria entrata in ruolo.

Sappiamo bene di essere stati nutriti con le due favole del libero professionismo per tutti e della flessibilità come elemento positivo, se non come ragione di vita. Sappiamo anche bene che le due favole, nella realtà, si traducono in precarietà, ansia, ritmi di vita assurdi, lontananza dalla famiglia, sottomissione perenne, essere costretti continuamente a sbattersi per quattro soldi.

In questo senso la scuola, con tutti i suoi enormi limiti, ancora non ha raggiunto un livello così basso di qualità del lavoro, se non altro per chi ha il ruolo; ancora non è un inferno e, se non è proprio il paradiso, almeno rappresenta un tiepido purgatorio. Proprio perché anche la scuola possa invece diventare anch'essa l'inferno del lavoratore sopra descritto, anche per chi è di ruolo, si è pensato al ddl cosiddetto "buona scuola" e si è cercato di raggiungere il massimo consenso possibile promettendo a 100.000 persone che orano vaga tra gironi dell'inferno scolastici e non un posticino in un purgatorio che, nel frattempo, sarà diventato molto più caldo di prima.
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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Dom Apr 12, 2015 3:27 pm

Francesca4 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
gugu ha scritto:
Francesca4 ha scritto:

E scusatemi, ma quando ci vuole, ci vuole ( citando Michetta)!!!


Faccio una domanda più di curiosità che di apporto al post.

Francesca4 hai detto tanto volte di essere inserita nella A019 senza alcun punteggio di servizio; l'altro giorno hai scritto di essere nelle GE di Napoli.
Ti chiedo se tu sia (e come) sicura di essere assunta nella tua provincia visto la situazione disastrosa della tua cdc, soprattutto al sud, e della tua posizione in GE.
Nel caso la proposta di assunzione fosse per Sondrio o Biella cosa faresti?
104 ?

Avido se ti riferisci alla normativa vigente in tema di disabilità, ti informo che mio padre è stato colpito, svariati anni or sono, da una gravissima patologia  invalidante e progressiva  riconosciuta dall'INPS  attraverso non solo l'attribuzione dell'invalidità civile al 100% ma anche attraverso la corresponsione dell'indennità di accompagnamento.
E ti stupirà, ed è chiaro puoi anche non credermi, ma non vi è mai stata alcuna traccia di quella patologia nella mia domanda di aggiornamento, e mai ci sarà.
Ed il motivo è chiaro: non sfrutterò mai la disabilità di nessuno e tanto meno quella di mio padre per raggiungere i miei scopi, anche se questo è legittimo in base alla normativa vigente.
E' dura, vero, improntare la propria vita al rispetto delle idee in cui si crede ?
Ma in questo caso c'è in gioco un valore molto, molto più grande: il rispetto di se stessi !!!

francesca4 io ho 3 figli minori, una dei quali è affetta da una malattia grave,cronica ed irreversibile (ha 7 anni ora). Per lei io ho la 104 art.3 comma 3 e, quando eserciterò i miei diritti in virtù di questa legge, non avrò affatto la sensazione di sfruttare la disabilità di mia figlia per raggiungere i miei scopi ma, proprio per il rispetto che ho verso me stessa come genitore e verso mia figlia, mi sentirò di agire nel giusto.
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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Dom Apr 12, 2015 4:16 pm

catiusciagr ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Francesca, per curiosità: tu hai partecipato al concorso ordinario che si è tenuto non più di due anni fa? Se la risposta è no, per quale motivo non l'hai fatto? Due anni fa non avevi la più pallida idea che ti sarebbe piaciuto insegnare, e hai avuto la rivelazione fulminante soltanto adesso? La scoperta improvvisa della voglia di insegnare ti è venuta soltanto quando si è prospettata la possibilità di rivendicare l'assunzione automatica d'ufficio senza alcuno sforzo personale?


condivido il senso di questa domanda e inoltre descrivo l'idea che mi son fatta leggendo i post di Francesca4.
Un'idea molto "concreta".
Non credo al sogno che finalmente può realizzarsi; non credo al "desiderio di mettersi in gioco".
Probabilmente Francesca è un avvocato che lavora in uno studio legale alle dipendenze di un avvocato affermato...insomma la situazione di tanti...una situazione non facile che spesso non consente di dimostrare il proprio valore, non consente di affermarsi...frequenti le delusioni, le frustrazioni...
lasciare questo lavoro per andare al nord a "fare supplenze" è chiaro che può non essere allettante...molti non lo fanno se già a casa hanno un lavoro per quanto poco soddisfacente...
Col ruolo è diverso....quale che sia il "prezzo".
Ma lasciare un lavoro a casa, soddisfacente in ogni senso, lasciare figli e marito per un RUOLO così POVERO, no, non ci credo...neanche se lo "vedessi".
Francesca, lungi da me critiche o similari; apprezzo la tua dialettica..mi va bene che ti sta a cuore la situazione della II fascia....comprendo il tuo entusiasmo e ti auguro che tutto vada bene.

Mi dispiace deluderti catiusciagr, ma non lavoro sotto gli avvocati negrieri di cui parli ...e naturalmente non ho schiavi alle mie dipendenze!
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Lun Apr 13, 2015 9:58 am

lamannafranca ha scritto:

francesca4 io ho 3 figli minori, una dei quali è affetta da una malattia grave,cronica ed irreversibile (ha 7 anni ora). Per lei io ho la 104 art.3 comma 3 e, quando eserciterò i miei diritti in virtù di questa legge, non avrò affatto la sensazione di  sfruttare la disabilità di mia figlia per raggiungere i miei scopi ma, proprio per il rispetto che ho verso me stessa come genitore e verso mia figlia, mi sentirò di agire nel giusto.

Scusami, e devo chiederti scusa per due ordini di motivi.
Mi dispiace che tu abbia potuto pensare, anche solo per un momento, che non condivida appieno il tuo legittimo diritto dovere, ne sottoscrivo, infatti, tutta la sua pienezza.
E scusami ancora per non averti risposto prima, ma non avrei potuto liquidare con quattro righe un argomento così articolato e complesso.
Da parte mia, posso solo dirti di aver reagito a continue provocazioni, non immaginando neanche lontanamente che le mie parole avessero potuto ferire te, ma questo non mi giustifica, e perciò ho l'obbligo di chiarire, soprattutto con te, la mia posizione.
La tua situazione è oggettivamente molto diversa dalla mia, e questo, non perché si possa fare una gerarchia degli affetti, questo non è possibile, ma semplicemente perché, mio padre, comunque vada, può contare sul fatto di aver potuto vivere, fino a pochi anni fa, un'esistenza piena e libera, e mi rendo, invece, perfettamente conto che questo per tua figlia è un obiettivo tutto da conseguire, con le unghie e con i denti, giorno per giorno e con il tuo immancabile sostegno.
Perciò non posso che augurare a te e a lei tutto il bene possibile!
Quanto alla legge sulla tutela della disabilità, posso solo dirti che mi sono solo difesa da un pregiudizio ricorrente che non ho potuto fare a meno di scorgere  nelle parole di chi mi attaccava, che mi accusava del fatto che non avrei avuto alcuna remora a sfruttare la situazione di disabilità di qualcuno in famiglia per ottenere i benefici di legge, indipendentemente dalle sue reali condizioni, solo per ottenere l'avvicinamento della sede di servizio alla mia residenza.
E ho solo risposto, con la forza sella verità, a queste vergognose insinuazioni, chiarendo al mittente che mai l'avrei fatto, perché, nel mio caso, e lo ripeto, solo nel mio caso, avrei potuto farne a meno.
Mio padre, infatti, oltre a poter contare sull'affetto dei figli, gode di un ottima assistenza, quella di mia madre, sua fedele compagna di vita, che non posso far a meno di sostenere in tutti i modi possibili ed immaginabili, quando leggo nei suoi occhi il dolore di dover assistere al decadimento  fisico e cognitivo della persona che aveva, ed a ragione, scelto di amare: un uomo vero, fiero dei valori di cui era portatore, che questa maledetta malattia sta distruggendo, prima togliendogli la dignità  poi procedendo inesorabilmente col trascorrere tempo, a portargli via anche tutto il resto.


Ultima modifica di Francesca4 il Lun Apr 13, 2015 8:52 pm, modificato 1 volta
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lamannafranca



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Lun Apr 13, 2015 3:52 pm

Francesca4 ha scritto:
lamannafranca ha scritto:

francesca4 io ho 3 figli minori, una dei quali è affetta da una malattia grave,cronica ed irreversibile (ha 7 anni ora). Per lei io ho la 104 art.3 comma 3 e, quando eserciterò i miei diritti in virtù di questa legge, non avrò affatto la sensazione di  sfruttare la disabilità di mia figlia per raggiungere i miei scopi ma, proprio per il rispetto che ho verso me stessa come genitore e verso mia figlia, mi sentirò di agire nel giusto.

Scusami, e devo chiederti scusa per due ordini di motivi.
Mi dispiace che tu abbia potuto pensare, anche solo per un momento, che non condivida appieno il tuo legittimo diritto dovere, ne sottoscrivo, infatti, tutta la sua pienezza.
E scusami ancora per non averti risposto prima, ma non avrei potuto liquidare con quattro righe un argomento così articolato e complesso.
Da parte mia, posso solo dirti di aver reagito a continue provocazioni, non immaginando neanche lontanamente che le mie parole avessero potuto ferire te, ma questo non mi giustifica, e perciò ho l'obbligo di chiarire, soprattutto con te, la mia posizione.
La tua situazione è oggettivamente molto diversa dalla mia, e questo, non perché si possa fare una gerarchia degli affetti, questo non è possibile, ma semplicemente perché, mio padre, comunque vada, può contare sul fatto di aver potuto vivere, fino a pochi anni fa, un'esistenza piena e libera, e mi rendo, invece, perfettamente conto che questo per tua figlia è un obiettivo tutto da conseguire, con le unghie e con i denti, giorno per giorno e con il tuo immancabile sostegno.
Perciò non posso che augurare a te e a lei tutto il bene possibile!
Quanto alla legge sulla tutela della disabilità, posso solo dirti che mi sono solo difesa da un pregiudizio ricorrente che non ho potuto fare a meno di scorgere  nelle parole di chi mi attaccava, che mi accusava del fatto che non avrei avuto alcuna remora a sfruttare la situazione di disabilità di qualcuno in famiglia per ottenere i benefici di legge, indipendentemente dalle sue reali condizioni, solo per ottenere l'avvicinamento della sede di servizio alla mia residenza.
E ho solo risposto, con la forza sella verità, a queste vergognose insinuazioni, chiarendo al mittente che mai l'avrei fatto, perché, nel mio caso, e lo ripeto, solo nel mio caso, avrei potuto farne a meno.
Mio padre, infatti, oltre a poter contare sull'affetto dei figli, gode di un ottima assistenza, quella di mia madre, sua fedele compagna di vita, che non posso far a meno di sostenere in tutti i modi possibili ed immaginabili, quando leggo nei suoi occhi il dolore di dover assistere al decadimento  fisico e cognitivo della persona che aveva, ed a ragione, scelto di amare: un uomo vero, fiero dei valori di cui era potatore, che questa maledetta malattia sta distruggendo, prima togliendogli la dignità  poi procedendo inesorabilmente col trascorrere tempo, a portargli via anche tutto il resto.

Grazie francesca,mi aspettavo una risposta così. Avevo capito che la tua era più che altro una reazione alle provocazioni e,in un certo senso,ho voluto darti man forte: Grazie per l'augurio che mi fai che,ovviamente,faccio anche a te!
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Ciccio.8



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Lun Apr 13, 2015 5:09 pm

Grande stima per lamannafranca e Francesca4.

Ho vissuto la situazione di Francesca, per alcuni lunghissimi anni fino alla scorsa estate... "specializzandomi" in cose che non avrei mai voluto imparare......................

Mi permetto quindi di aggiungere questo breve commento solo per fare un grosso "in bocca al lupo" ad antrambe!
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sparviero.



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Mer Mag 27, 2015 8:16 pm

ECCOLO QUA.
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sparviero.



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Mer Mag 27, 2015 8:46 pm

Lalla ma questo topic è invisibile?
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sparviero.



Messaggi : 977
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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Mer Mag 27, 2015 9:31 pm

Avete riletto cosa pensavate della fondazione Agnelli fino a qualche giorno fa?
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Mer Mag 27, 2015 9:35 pm

In genere è più facile concordare sulle analisi che sulle sintesi...
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giggi



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Gio Mag 28, 2015 1:07 am

sparviero. ha scritto:
Avete riletto cosa pensavate della fondazione Agnelli fino a qualche giorno fa?

ho riletto tutto il topic da cima a fondo per capire a cosa alludessi: ho trovato inizialmente qualche critica seppur blanda (ma di certo nessun accordo con quanto detto dalla fondazione agnelli, anzi) e poi il discorso è del tutto scivolato su un altro piano, completamente scollegato dall'articolo citato all'inizio.
La discussione che si è generata nel topic non c'entra niente con quanto sostenuto dalla fondazione agnelli...quindi per quale motivo dici che alcuni utenti hanno qui, in questa discussione, sostenuto le parole della fondazione e invece adesso (in un altro topic) si scaglierebbero contro in maniera poco coerente?
Probabilmente qualcuno che ti ha risposto che non aveva mai scritto in questo topic non lo ha fatto per disonestà o incoerenza (vergognandosi di aver cambiato opinione riguardo alla fondazione), ma perchè non ricorda affatto di aver partecipato ad una discussione riguardo a ciò che la fondazione agnelli aveva sostenuto, visto che dopo pochissimi post la discussione - in cui tutti poi sono intervenuti- è diventata ben altra.
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sparviero.



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MessaggioOggetto: Re: L'analisi della Fondazione Agnelli   Gio Mag 28, 2015 8:11 am

giggi ha scritto:
sparviero. ha scritto:
Avete riletto cosa pensavate della fondazione Agnelli fino a qualche giorno fa?

ho riletto tutto il topic da cima a fondo per capire a cosa alludessi: ho trovato inizialmente qualche critica seppur blanda (ma di certo nessun accordo con quanto detto dalla fondazione agnelli, anzi) e poi il discorso è del tutto scivolato su un altro piano, completamente scollegato dall'articolo citato all'inizio.
La discussione che si è generata nel topic non c'entra niente con quanto sostenuto dalla fondazione agnelli...quindi per quale motivo dici che alcuni utenti hanno qui, in questa discussione, sostenuto le parole della fondazione e invece adesso (in un altro topic) si scaglierebbero contro in maniera poco coerente?
Probabilmente qualcuno che ti ha risposto che non aveva mai scritto in questo topic non lo ha fatto per disonestà o incoerenza (vergognandosi di aver cambiato opinione riguardo alla fondazione), ma perchè non ricorda affatto di aver partecipato ad una discussione riguardo a ciò che la fondazione agnelli aveva sostenuto, visto che dopo pochissimi post la discussione - in cui tutti poi sono intervenuti- è diventata ben altra.
accetto volentieri questo tentativo parziale di giustificare il comportamento di altri utenti. Certo che toccava ad altri dire queste cose. Comunque quello che volevo fare notare è come cambia facilmente il giudizio verso una persona, un ente,un sindacato a secondo se questi si schierano a favore o contro le nostre aspettative. Non esiste una giusta posizione ma solo quella che più ci conviene. Prima tutti a osannare la fondazione Agnelli ora tutti a darle addosso. Grazie del tuo intervento.
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L'analisi della Fondazione Agnelli
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