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 Simulazione di II prova licei scientifici

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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 3:26 pm

Come è andata?

Dunque, per chi non era direttamente coinvolto, la cronistoria è stata questa:

- a qualche punto imprecisato dell'anno scolastico, il ministero comunica che trametterà DUE testi per due prove di simulazione dei compiti d'esame, da tenersi in due date fissate, una in febbraio e una in aprile;

- tali testi, almeno per la prova scritta di matematica del liceo scientifico (per le materie di altri indirizzi di studi, non lo so), avrebbero dovuto essere simulazioni PARZIALI, da svolgersi ognuna in due ore: la prima, in febbraio, solo problemi articolati, e la seconda, in aprile, solo quesiti brevi;

- in febbraio arriva questa prima parte della prova: una pecionata indecorosa, sulla quale si è scritto di tutto e di peggio, linguaggio vergognosamente macchiettistico e infantile, contenuti banali, e anche grossolani errori di forma;

- nelle settimane successive si ripetono episodi imbarazzanti del genere con delle presunte simulazioni di prova d'esame di fisica e di chimica (ancora più surreali e incredibili di quella di matematica, improvvisate con assoluta mancanza di professionalità... tanto era scontato che quasi nessuno l'avrebbe fatta fare davvero alle proprie classi, dato che per quest'anno tali materie in seconda prova non ci sono);

- quasi tutti quelli che erano rimasti delusi dalla prima parte della prova di matematica, erano dell'idea di NON far fare alle proprie classi la seconda, pensando che fosse ancora peggio;

- improvvisamente, a pochissimi giorni dalla data fissata, arriva una comunicazione inaspettata che cambia tutte le carte in tavola, dicendo, no, kontrordine kompagni, ci eravamo sbagliati, la seconda simulazione NON sarà una prova parziale di due ore come la precedente, ma una vera prova generale di un intero compito d'esame per tutta la mattinata. Tutto questo, lo si è saputo solo una settimana fa, con tanto di difficoltà organizzative per i cambiamenti di orario, le sostituzioni e l'interferenza con altri impegni scolastici già fissati.

- ma alla fine, visto che questa veniva presentata come una simulazione "seria", hanno aderito quasi tutti.

Tornando all'esperienza personale:

casualmente, nella mia scuola ieri c'era una riunione di dipartimento per queste materie. E io mi sono permessa di dire ai colleghi:

"Ho l'impressione che abbiano imposto tutte queste novità all'ultimissimo momento solo perché  hanno ricevuto valanghe di proteste, sia per matematica, che per fisica, che per scienze naturali, e perché si sono resi conto di aver fatto una vergognosa figura da peracottari con i primi tentativi, e che quindi stiano tentando disperatamente di correggere il tiro; per cui, esiste qualche possibilità che questo compito sia un po' meno indegno dei precedenti, e che assomigli un pochino di più a un vero compito di esame di quelli consueti."

Incredibilmente ci ho preso, almeno in parte.

Ossia, almeno in parte è stato effettivamente corretto il tiro, rispetto alle porcherie che ci erano state ammannite nei mesi scorsi. E il compito, almeno nella parte di quesiti brevi, era decisamente dignitoso, e sufficientemente simile a quelli degli anni passtai. L'unico appunto critico che va fatto ai quesiti, è che c'era un eccessivo sbilanciamento verso argomenti di programma "marginali" che si fanno solo nelle ultimissime settimane e che molte classi ancora non conoscevano. Ad esempio, l'esercizio sulle serie convergenti, e anche quelli sulle equazioni differenziali, nel loro genere, erano veramente banali... e appunto, le classi che per puro caso hanno trattato l'argomento un mese fa, li hanno fatti in due minuti, mentre le altre (che magari l'avrebbero affrontato comunque, ma la settimana prossima) non sapevano nemmeno di cosa si stese parlando.

Per quanto riguarda i problemi lunghi, erano sicuramente MEGLIO rispetto a quelli dell'altra volta, sia come contenuti che come linguaggio. Continuo tuttavia a rimanere perplessa riguardo a questa ossessione esagerata per la "modellizzazione di problemi realistici" rispetto alla richiesta di formalismo più teorico. L'unico risultato di tale "innovazione", di fatto, è quello di costringere i ragazzi a perdere un'ora in più per leggere e interpretare il testo, quando poi la sua applicazione strettamente matematica è esattamente dello stesso identico tipo di quelle classiche.

Ma santa pazienza, si sta parlando di un esame finale di un corso di matematica per un liceo scientifico, NON di matematica applicata o di statistica o di cartografia per un istituto tecnico: cosa ci sarebbe di male, se anche la formulazione rimanesse più formale e più teorica?

Quale è il messaggio che deve passare, che studiare la matematica pura è vergogna? E' inutile? E' superato? Che studiare la matematica è "giustificabile" solo se serve a gestire il flusso di entrata e di uscita da uno stadio, o il design di una fioriera, mentre la matematica di per sé non serve a niente?

Non so, sono perplessa davvero, anche se sono piacevolmente sorpresa dal miglioramento rispetto all'altra volta...

L.
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 5:12 pm

Si chiama "prova per competenze" e vuole spingere i docenti a fare una didattica per competenze.
Giusto o sbagliato che sia è quello che le norme prevedono già da un po'; è quello che le prove invalsi fanno già da un po'; è quello che un po' di tempo fa doveva essere rigettato o accettato; non essendo stato rigettato ora è arrivato al traguardo.

Oggi c'è poco da lamentarsi.

PS come sarà la prova d'esame ? Come la prima simulazione o come la seconda ?

Questa è la fregatura più grossa, essendo questo un primo anno post Gelmini c'era da chiarire cosa si sarebbero dovuti aspettare i ragazzi dal vero esame; 3 mesi fa non lo sapevano ed ora .... non lo sanno.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 5:19 pm

Siccome io non attribuisco nessun significato reale al concetto di "didattica per competenze" o di "prova per competenze", ma ritengo sinceramente che si tratti di pura fuffa lessicale, e che le competenze non esistano se PRIMA non si assimilano solidamente i contenuti... francamente non vedo nessuna differenza tra una "prova per competenze" e una prova normalmente e vecchiamente ordinaria.

La prova serve ad accertare se lo studente è preparato o no, e se ha raggiunto determinati livelli di apprendimento o no.

Che la si chiami "preparazione" o che la si chiami "competenze" o che la si chiami "sprkwnfl", proprio non cambia nulla, è puro fumo negli occhi.

L.
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Laura70



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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 5:41 pm

Farò una domanda forse stupida, ma nelle classi terminali della scuola superiore ho fatto poche supplenze e non ho sufficiente esperienza.
Perchè oggi fanno fare le simulazioni delle prove d'esame mentre noi andavamo praticamente allo sbaraglio?
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 5:54 pm

Laura70 ha scritto:
Farò una domanda forse stupida, ma nelle classi terminali della scuola superiore ho fatto poche supplenze e non ho sufficiente esperienza.
Perchè oggi fanno fare le simulazioni delle prove d'esame mentre noi andavamo praticamente allo sbaraglio?
Perchè i giovani di oggi sono stati allevati senza spina dorsale.
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Laura70



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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 5:56 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Laura70 ha scritto:
Farò una domanda forse stupida, ma nelle classi terminali della scuola superiore ho fatto poche supplenze e non ho sufficiente esperienza.
Perchè oggi fanno fare le simulazioni delle prove d'esame mentre noi andavamo praticamente allo sbaraglio?
Perchè i giovani di oggi sono stati allevati senza spina dorsale.

ammetto che qualche anno fa ricordo la simulazione della terza prova e di quella forse posso anche essere d'accordo.
ma matematica allo scientifico è appunto la seconda prova...

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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 6:04 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Siccome io non attribuisco nessun significato reale al concetto di "didattica per competenze" o di "prova per competenze", ma ritengo sinceramente che si tratti di pura fuffa lessicale, e che le competenze non esistano se PRIMA non si assimilano solidamente i contenuti... francamente non vedo nessuna differenza tra una "prova per competenze" e una prova normalmente e vecchiamente ordinaria.

La prova serve ad accertare se lo studente è preparato o no, e se ha raggiunto determinati livelli di apprendimento o no.

Che la si chiami "preparazione" o che la si chiami "competenze" o che la si chiami "sprkwnfl", proprio non cambia nulla, è puro fumo negli occhi.

L.
Sebbene io consideri fuffologia pura ogni cosa che appartiene alla fintascienza dell'educazione, la questione "competenze" la condivido.

E' verissimo che prima delle competenze (nel senso che la "didattica" assegna a questo vocabolo) debba essere fornito un adeguato quantitativo di conoscenze ed abilità, ma questo non toglie che alla fine serva fare il salto di qualità, che pomposamente viene chiamato "problem solving".
Il fatto stesso che tu ti sia lamentata della parte applicativa della seconda prova significa che quella parte per te è una novità, un di più che prima non c'era.

PS gli anni scorsi i miei studenti di elettronica spessissimo si rivelavano incapaci di invertire un'equazione di primo grado in "R1"; quando gliela scrivevo in "x" magicamente ci riuscivano.
Evidentemente quello che studiavano in matematica per loro era avulso dal mondo reale, non sapevano fare analogie tra i modelli reali ed i modelli matematici; le competenze richiedono proprio questo passaggio.
Per loro avere studiato matematica era totalmente inutile, nulla di quel che serve fare nella vita ne avrebbe tratto giovamento; e questo è grave.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 6:22 pm

Io invece non sono d'accordo, perché mi pare che la mentalità del "problem solving" si potesse benissimo insegnare anche prima, e che in effetti molti di noi lo facessero già, senza bisogno di alcuna pretesa di "modalità didattica completamente nuova".

In passato, quando ancora la "didattica per competenze" non era stata inventata, gli studenti che avevano REALMENTE imparato cosa fosse un'equazione, dopo averlo imparato non si facevano certo dei problemi sul fatto che l'incognita si chiamasse R piuttosto che x:

- chi sapeva risolvere le equazioni perché le aveva capite, le sapeva risolvere ANCHE se l'incognita si chiamava "pippo";

- quelli che invece non sapevano distinguere che un'equazione fosse comunque la stessa di prima anche se era cambiato il nome della variabile... vuol dire che non la sapevano risolvere perché comunque non avevano capito il concetto di fondo, ossia perché si erano imparati tutto a memoria senza aver mai assimilato bene i contenuti di base, NON certo perché gli mancasse la "didattica per competenze".

E con quelli non c'è innovazione didattica che tenga, anche con la cosidetta didattica per competenze (che appunto, io NON CONSIDERO diversa dalla didattica "normale") continueranno a impararsi tutto a memoria... e a perdersi in un bicchier d'acqua non appena un parametro cambia nome, e non riusciranno più a riconoscere visualmnete al primo colpo la formulina imparata a memoria.

L.
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 6:23 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Siccome io non attribuisco nessun significato reale al concetto di "didattica per competenze" o di "prova per competenze", ma ritengo sinceramente che si tratti di pura fuffa lessicale, e che le competenze non esistano se PRIMA non si assimilano solidamente i contenuti... francamente non vedo nessuna differenza tra una "prova per competenze" e una prova normalmente e vecchiamente ordinaria.

La prova serve ad accertare se lo studente è preparato o no, e se ha raggiunto determinati livelli di apprendimento o no.

Che la si chiami "preparazione" o che la si chiami "competenze" o che la si chiami "sprkwnfl", proprio non cambia nulla, è puro fumo negli occhi.

L.

Parole sante...
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 6:23 pm

Qualche commento (non ho ancora visto i testi) in risposta agli interventi precedenti.

paniscus_2.0 ha scritto:
Come è andata?


- tali testi, almeno per la prova scritta di matematica del liceo scientifico (per le materie di altri indirizzi di studi, non lo so), avrebbero dovuto essere simulazioni PARZIALI, da svolgersi ognuna in due ore: la prima, in febbraio, solo problemi articolati, e la seconda, in aprile, solo quesiti brevi;

Non capisco come sia nata questa leggenda: non era scritto da nessuna parte. Nel mio commento di due mesi fa avevo semplicemente posto una domanda: "la seconda simulazione conterrà i quesiti?" che, ripresa da un altro sito, è diventata "un professore di liceo pensa che nella seconda simulata ci saranno SOLO i quesiti".

paniscus_2.0 ha scritto:
Come è andata?

"Ho l'impressione che abbiano imposto tutte queste novità all'ultimissimo momento solo perché hanno ricevuto valanghe di proteste, sia per matematica, che per fisica, che per scienze naturali, e perché si sono resi conto di aver fatto una vergognosa figura da peracottari con i primi tentativi, e che quindi stiano tentando disperatamente di correggere il tiro; per cui, esiste qualche possibilità che questo compito sia un po' meno indegno dei precedenti, e che assomigli un pochino di più a un vero compito di esame di quelli consueti."


I commenti negativi li hanno visti (lo so per testimonianza diretta), ma la seconda simulazione completa era già prevista, quindi non credo proprio che abbiano modificato granché. Più che altro, la prima simulata è stata elaborata dai colleghi di due progetti MIUR, la seconda non saprei, forse no.


paniscus_2.0 ha scritto:
Come è andata?


Per quanto riguarda i problemi lunghi, erano sicuramente MEGLIO rispetto a quelli dell'altra volta, sia come contenuti che come linguaggio. Continuo tuttavia a rimanere perplessa riguardo a questa ossessione esagerata per la "modellizzazione di problemi realistici" rispetto alla richiesta di formalismo più teorico. L'unico risultato di tale "innovazione", di fatto, è quello di costringere i ragazzi a perdere un'ora in più per leggere e interpretare il testo, quando poi la sua applicazione strettamente matematica è esattamente dello stesso identico tipo di quelle classiche.

Ma santa pazienza, si sta parlando di un esame finale di un corso di matematica per un liceo scientifico, NON di matematica applicata o di statistica o di cartografia per un istituto tecnico: cosa ci sarebbe di male, se anche la formulazione rimanesse più formale e più teorica?

Quale è il messaggio che deve passare, che studiare la matematica pura è vergogna? E' inutile? E' superato? Che studiare la matematica è "giustificabile" solo se serve a gestire il flusso di entrata e di uscita da uno stadio, o il design di una fioriera, mentre la matematica di per sé non serve a niente?

A me i problemi per competenze piacciono, più dei problemi "la matematica per l'amore della matematica". Sarà che sono un fisico.

La matematica nasce per esigenze squisitamente pratiche, contingenti e drammaticamente concrete. Che sia diventata una disciplina altamente astratta (taccio della matematica applicata) è merito della sua forza intrinseca. La questione però è: quale matematica per lo studente liceale medio del 2000? Una sparuta minoranza studia la matematica "per amore della matematica", la maggior parte ci chiede "a che serve?" e rispondere "non deve servire, la sua bellezza basta e avanza" è una risposta di corto respiro.

Non c'è nulla di nuovo rispetto ai problemi tradizionali? Lo pensavo anch'io. O meglio, pensavo "se ho capito la matematica, i concetti, le tecniche, allora so anche usarli in situazioni concrete". Poi ho scoperto, da qualche anno, che anche gli studenti bravi, messi di fronte a una situazione concreta, faticano a vedere il legame tra quanto studiato e il problema concreto sotto esame. E allora mi sono dovuto ricredere e arrendere di fronte ai dati sperimentali: l'applicazione a casi realistici va trattata esplicitamente, se ci aspettiamo che sia una naturale conseguenza dello studio della "Matematica" andiamo incontro a delusioni spiacevoli.

@Laura70: si fanno le simulazioni quest'anno per due motivi: il primo è il cambiamento di prospettiva, i problema concreto invece del problema matematico al 100%. Sarebbe stato criminale dare un compito simile a quello di febbraio all'Esame senza avere prima dato qualche esempio. Il secondo è più forte: all'inizio dell'anno, avevano detto che avrebbero cambiato proprio la struttura dell'intera prova in "3 obbligatori + 3 di scelti tra 6", ma poi il ministro si è rimangiato tutto.
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 6:33 pm

Laura70 ha scritto:
Farò una domanda forse stupida, ma nelle classi terminali della scuola superiore ho fatto poche supplenze e non ho sufficiente esperienza.
Perchè oggi fanno fare le simulazioni delle prove d'esame mentre noi andavamo praticamente allo sbaraglio?

Per lo stesso motivo per cui ora ci sono centinaia di iniziative pubblicitarie di presentazione dei corsi di studi successivi, sia alle superiori che all'università, nonché infinite iniziative di "accoglienza" e di "inserimento" dei poveri piccoli pupi che altrimenti sarebbero spauriti e incapaci di cavarsela in un ambiente nuovo... mentre ai tempi nostri riuscivamo ugualmente a fare una scelta ragionevole senza bisogno di open day, di cerimonie di benvenuto e di passerelle propagandistiche.

Oppure, per lo stesso motivo per cui adesso c'è l'ossessione patologica per la necessità di "comunicazioni alla famiglia" continue per tutto l'anno scolastico (e se un genitore non viene messo immediatamente al corrente in tempo reale di ogni singolo voto in ogni singola prova, la colpa è della scuola)... mentre ai tempi nostri, se i genitori volevano venire a colloquio, muovevano le chiappe e ci venivano di propria iniziativa, altrimenti se a loro non interessava farlo, non lo facevano.

L.
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 6:33 pm

avidodinformazioni ha scritto:
E' verissimo che prima delle competenze (nel senso che la "didattica" assegna a questo vocabolo) debba essere fornito un adeguato quantitativo di conoscenze ed abilità, ma questo non toglie che alla fine serva fare il salto di qualità, che pomposamente viene chiamato "problem solving".

Nulla da dire sul fatto che matematica sia anche, e in alcuni contesti soprattutto, risolvere problemi...ma doversi leggere due pagine di uno sciroppone totalmente inventato pretestuosamente per fare quattro conti che, a ben vedere, quasi potrebbe fare anche un bambino delle medie, no...questo è prendere per i fondelli studenti e docenti.

Come sempre importiamo mode cangerogene che gli altri paesi hanno sperimentato e rigettato, a sonore pedate nel deretano (vedi: Francia) perché gli ordinari di sfp e similari devono giustificare la loro esistenza al mondo...loro lo fanno per ideologia (tanto il posto ormai lo hanno...), al ministero (dove, per il menefreghismo degli universitari competenti, i detti loschi figuri imperano) seguono per ossequio alla moda del momento...che schifo. Sull'uso delle "rubric" ci sarebbe poi da tirare giù un mondo, ma lascio perdere tanto è come parlare nel deserto.
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 6:37 pm

mac67 ha scritto:
A me i problemi per competenze piacciono, più dei problemi "la matematica per l'amore della matematica". Sarà che sono un fisico.

Anch'io sono laureata in fisica, credevo di averlo chiarito spesso : - )

Ma questo, fino a prova contraria, era un compito di matematica, non di fisica, e nemmeno di "matematica applicata" per indirizzi tecnici.

Peraltro, da un ragazzo che sceglie di fare il liceo scientifico, un minimo di interesse e di curiosità per il senso della matematica in quanto tale, me l'aspetterei (e specifico bene che questo non vale SOLO per la matematica, ma anche per una buona parte della fisica, e di altre scienze, in cui bisogna pur farsi una certa base generale prima di riuscire a vedere bene le applicazioni concrete). Se uno non trova il minimo fascino nelle "scienze pure" in sé, ma è interessato solo a chiedersi "a che cosa servono", forse sarebbe stato meglio che facesse studi tecnici, non trovi?

Altrimenti, a quale stadio della formazione culturale di una persona dovrebbe essere rinviato un minimo di approccio teorico e di educazione all'astrazione intellettuale? Solo a chi sceglie di fare matematica pura all'università?

L.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Mer Apr 22, 2015 6:45 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 6:44 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
mac67 ha scritto:
A me i problemi per competenze piacciono, più dei problemi "la matematica per l'amore della matematica". Sarà che sono un fisico.

Anch'io solo laureata in fisica, credevo di averlo detto e stradetto da tempo.

Ma questo, fino a prova contraria, era un compito di matematica, non di fisica, e nemmeno di "matematica applicata" per indirizzi tecnici.

L.

Non lo dicevo mica in contrapposizione a te. La matematica, in particolare il calcolo differenziale e integrale, si presta a una grande varietà di problemi. Quelli "realistici" sono una possibilità. Ognuno ha diritto a suoi gusti. Non avrei nulla in contrario a quelli tradizionali, anche se questi realistici mi piacciono di più.

Piuttosto, un errore grave nel quesito 2: le Indicazioni Nazionali parlano di concetto di equazione differenziale, non di metodi: il quesito è invece metodo brutale.
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 6:45 pm

alege76 ha scritto:


Come sempre importiamo mode cangerogene che gli altri paesi hanno sperimentato e rigettato, a sonore pedate nel deretano (vedi: Francia) perché gli ordinari di sfp e similari devono giustificare la loro esistenza al mondo...loro lo fanno per ideologia (tanto il posto ormai lo hanno...), al ministero (dove, per il menefreghismo degli universitari competenti, i detti loschi figuri imperano) seguono per ossequio alla moda del momento...che schifo. Sull'uso delle "rubric" ci sarebbe poi da tirare giù un mondo, ma lascio perdere tanto è come parlare nel deserto.

In diversi Laender tedeschi, le prove d'esame sono realistiche e non le hanno affatto rigettate.
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 6:53 pm

mac67 ha scritto:
alege76 ha scritto:


Come sempre importiamo mode cangerogene che gli altri paesi hanno sperimentato e rigettato, a sonore pedate nel deretano (vedi: Francia) perché gli ordinari di sfp e similari devono giustificare la loro esistenza al mondo...loro lo fanno per ideologia (tanto il posto ormai lo hanno...), al ministero (dove, per il menefreghismo degli universitari competenti, i detti loschi figuri imperano) seguono per ossequio alla moda del momento...che schifo. Sull'uso delle "rubric" ci sarebbe poi da tirare giù un mondo, ma lascio perdere tanto è come parlare nel deserto.

In diversi Laender tedeschi, le prove d'esame sono realistiche e non le hanno affatto rigettate.

Nulla contro le prove realistiche (e quelle che citi sono formulate abbastanza bene).
Ci sono anche, pochi (in effetti ne conosco solo uno...), libri di matematica per le superiori che ne propongono di molto belle,
ma 1) non artificiali e 2) non lunghe due pagine.

Ho citato il sistema scolastico francese perché, pur diverso dal nostro, mi sembra ancora paragonabile al nostro...quello tedesco è ancora più distante. In particolare su quest'ultimo non posso fornire statistiche "oggettive" sull' "apprezzamento" in uscita, posso dirti però, lavorando con matematici tedeschi, che almeno da una parte della società i risultati non sono ritenuti così rosei...
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 6:58 pm

Citazione :
Piuttosto, un errore grave nel quesito 2: le Indicazioni Nazionali parlano di concetto di equazione differenziale, non di metodi: il quesito è invece metodo brutale.

Beh, in quello non ci vedo poi un errore così grave, nel senso che i quesiti, in totale, sono il DOPPIO di quelli richiesti, proprio per permettere a ogni studente di scegliere liberamente tra gli argomenti che ha trattato meglio e in cui si sente più sicuro. Per esempio, la mia classe è stata l'unica in cui TUTTI si sono buttati per primi a capofitto sul quesito della serie convergente, perché le avevamo fatte abbastanza bene in tempi molto recenti (e casualmente, quell'esercizio, essendo molto standard, era anche quasi identico a uno che avevo proposto io in una verifica scritta poche settimane fa), mentre nelle altre classi quasi tutti l'hanno saltato e ne hanno preferiti altri.

Chi le equazioni differenziali non le ha proprio mai fatte, quel quesito l'avrà saltato a piè pari, e ne avrà scelti altri... mi auguro che TUTTE le quinte classi di liceo scientifico, a sei settimane dalla fine dei corsi, abbiano trattato un numero decente di argomenti diversi, tanto da permettere a chiunque di sceglierne cinque, sapendo di cosa si sta parlando.

Magari è stata esagerata la scelta di mettercene DUE diversi sullo stesso argomento (il 2 e il 4, credo), questo sì... ma il chiedere la risoluzione di quell'equazione non mi sembra poi una cosa fuori dal mondo, per chi l'argomento un po' lo conosce. In fondo si trattava solo di svolgere un integrale, su cui TUTTE le quinte stanno lavorando da mesi, non di applicare chissà quale concetto nuovo e misterioso.

E poi, comunque, mi pare che tu ti contraddica rispetto a prima: a mio avviso, è totalmente impossibile spiegare il "concetto di equazione differenziale" senza averlo mai accompagnato con qualche esempio di esercizio concreto. Per cui, i casi sono due: o in una classe l'argomento non lo si fa proprio, e amen... oppure SE lo si fa, sia pure all'acqua di rose, non è materialmente possibile farlo solo con gli enunciati, senza aver mai proposto agli alunni la risoluzione concreta di un esercizio. E quell'esercizio specifico era veramente banale, per chi conoscesse il CONCETTO...

L.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Mer Apr 22, 2015 7:07 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 6:58 pm

mac67 ha scritto:

Piuttosto, un errore grave nel quesito 2: le Indicazioni Nazionali parlano di concetto di equazione differenziale, non di metodi: il quesito è invece metodo brutale.

Beh...se manco il concetto di primitiva devono aver capito andiamo bene...devono fare 2+2...ma forse riconoscere un problema vecchio formulato in linguaggio "nuovo" (poi quato...Cauchy c'e' giusto per impaurirli...) non deve esser loro richiesto...molto competenti...very good...
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 7:01 pm

Tra l'altro, ci vuol poco, introducendo le primitive, a far notare che si sta risolvendo il più semplice tipo di EDO...e credo che molti lo facciano
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 7:01 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Beh, in quello non ci vedo poi un errore così grave, nel senso che i quesiti sono il DOPPIO di quelli richiesti, proprio per permettere a ogni studente di scegliere liberamente tra gli argomenti che ha trattao meglio e in cui si sente più sicuro.

Chi le equazioni differenziali non le ha proprio mai fatte, quel quesito l'avrà saltato a piè pari, e ne avrà scelti altri... mi auguro che TUTTE le quinte classi di liceo scientifico, a sei settimane dalla fine dei corsi, abbiano trattato un numero decente di argomenti diversi, tanto da permettere a chiunque di sceglierne cinque, sapendo di cosa si sta parlando.

Magari è stata esagerata la scelta di mettercene DUE diversi sullo stesso argomento (il 2 e il 4, credo), questo sì... ma il chiedere la risoluzione di quell'equazione non mi sembra poi una cosa fuori dal mondo, per chi l'argomento un po' lo conosce. In fondo si trattava solo di svolgere un integrale, su cui TUTTE le quinte stanno lavorando da mesi, non di applicare chissà quale concetto nuovo e misterioso.

E poi, comunque, mi pare che tu ti contraddica rispetto a prima: a mio avviso, è totalmente impossibile spiegare il "concetto di equazione differenziale" senza averlo mai accompagnato con qualche esempio di esercizio concreto. Per cui, i casi sono due: o in una classe l'argomento non lo si fa proprio, e amen... oppure SE lo si fa, sia pure all'acqua di rose, non è materialmente possibile farlo solo con gli enunciati, senza aver mai proposto agli alunni la risoluzione concreta di un esercizio. E quell'esercizio specifico era veramente banale, per chi conoscesse il CONCETTO...

L.

Qualche settimana fa ho partecipato a un incontro con un alto funzionario del MIUR che si occupa proprio del nostro settore. Ha sottolineato che le Indicazioni Nazionali parlano di concetto di equazione differenziale, ma non di metodi. Rileggile con attenzione alla luce di questo commento e ti sarà più chiaro, come lo è diventato a me, quel che c'è scritto.

Non si chiede allo studente di conoscere le tecniche di risoluzione delle equazioni differenziali.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 7:04 pm

alege76 ha scritto:
Tra l'altro, ci vuol poco, introducendo le primitive, a far notare che si sta risolvendo il più semplice tipo di EDO...e credo che molti lo facciano

Ma su questo sono d'accordo: non avrebbero dovuto scrivere "problema di Cauchy".
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 7:05 pm

mac67 ha scritto:
alege76 ha scritto:
Tra l'altro, ci vuol poco, introducendo le primitive, a far notare che si sta risolvendo il più semplice tipo di EDO...e credo che molti lo facciano

Ma su questo sono d'accordo: non avrebbero dovuto scrivere "problema di Cauchy".

Sì, sono carogne...ma d'altra parte...non lo fossero non starebbero dove stanno...(un po' scherzo ; ) )


Ultima modifica di alege76 il Mer Apr 22, 2015 7:06 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 7:05 pm

mac67 ha scritto:
alege76 ha scritto:
Tra l'altro, ci vuol poco, introducendo le primitive, a far notare che si sta risolvendo il più semplice tipo di EDO...e credo che molti lo facciano

Ma su questo sono d'accordo: non avrebbero dovuto scrivere "problema di Cauchy".

Sì, sono carogne...ma d'altra parte...non lo fossero non starebbero dove stanno...(un po' scherzo ; ) )
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 7:17 pm

mac67 ha scritto:

Qualche settimana fa ho partecipato a un incontro con un alto funzionario del MIUR che si occupa proprio del nostro settore. Ha sottolineato che le Indicazioni Nazionali parlano di concetto di equazione differenziale, ma non di metodi. Rileggile con attenzione alla luce di questo commento e ti sarà più chiaro, come lo è diventato a me, quel che c'è scritto.

Non si chiede allo studente di conoscere le tecniche di risoluzione delle equazioni differenziali.

Immagino sia lo stesso che è venuto ad "aggiornarci" in vista della "nuova" seconda prova (ciclo di tre incontri, lui ha tenuto il secondo...); può essere?

Alla fine, io l'ho presa in ridere...si contraddiceva ogni due per tre ("questo non è un programma, sono indicazioni", "e ma dovete insegnare queste cose qui, così"...e vabbè, fai pace col cervello, amico)...un paio di colleghe invece sono andate giù di gocce tranquillanti (e questa volta non scherzo)...se la platea avesse avuto a portata di mano pomodori e uova ne sarebbe uscito sotto forma di pizza Bismark!
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MessaggioOggetto: Re: Simulazione di II prova licei scientifici   Mer Apr 22, 2015 7:24 pm

Scusa un attimo, eh: quell'esercizio non richiedeva "la conoscenza delle diverse tecniche di risoluzione delle equazioni differenziali", e tantomeno di saper scegliere appropriatamente tra una tecnica e l'altra: richiedeva solo di saper risolvere un integrale, e anche particolarmente banale.

Se uno studente di quinta liceo scientifico, nel mese di aprile, quell'integrale non lo sa fare, e non sa nemmeno riconoscere che la soluzione è una famiglia parametrica di funzioni di cui poi bisogna individuarne una... i casi sono due, o il suo insegnante è un cialtrone che non ha fatto nulla, oppure lo studente non avrebbe dovuto stare in quinta.

E' vero che si potevano risparmiare di scrivere esplicitamente la denominazione di "problema di Cauchy", su questo concordo... ma se lo stesso identico quesito fosse stato formulato, che so, così: "tra tutte le possibili primitive di questa funzione, trovare quella il cui grafico passa per il punto P(1; 0)", l'avresti considerato ugualmente un problema insormontabile, e al di fuori delle indicazioni nazionali?

Se si pensa che la difficoltà gravissima stia solo nel fatto di non saper riconoscere un problema stranoto solo perché viene presentato con un altro NOME tecnico rispetto al solito, allora si sta caldeggiando l'esatto opposto della didattica per competenze!

L.
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