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 I bravi diventano "cattivi".

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Indomito_2014



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MessaggioOggetto: I bravi diventano "cattivi".   Ven Apr 24, 2015 8:33 pm

Promemoria primo messaggio :

Prendo spunto da un topic recente su un'alunna molto dotata ma sfrontata e poco educata.
Ebbene, vorrei proporre una riflessione: la scuola inclusiva non rischia di far diventare i bravissimi degli alienati annoiati e potenzialmente aggressivi?

Mi spiego. Prendiamo Mario, alunno di 14 anni con alte competenze nella lingua italiana; nonostante i grandi sforzi del suo bravo insegnante, alla fine dell'anno si trova con un 9 che lo differenzia pochissimo da un alunno con obiettivi minimi che ha preso 6 con l'aiuto di tutta la scuola... in cosa troverà la voglia di continuare a fare qualcosa e di non accontentarsi di un 6, disturbando però le lezioni visto che sono deludenti e che non lo stimolano per nulla alla competizione (nemmeno SANA competizione)?
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 4:07 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Citazione :
A nessuno piace studiare; al massimo piace apprendere.

sicuro?

piace apprendere quindi si studia.
Che poi lo si trovi facile o che invece si faccia fatica
che si leggano mille testi o che si vedano mille documentari
in qualche modo a chi piace apprendere piace anche studiare.


Hai visto matrix (il film) ? Se tu potessi infilarti un cavo USB nell'orecchio ed imparare in 5 minuti tutta la matematica non lo faresti ? Preferiresti fare migliaia di esercizi ?
Io preferirei andare al mare.

Lo studio è un male necessario (come la matematica del resto).
Lo studio è bello quanto è bella la chemioterapia per chi ha il cancro.


Continui a ripeterlo ma sei apodittico come la prima volta, generalizzi una tua percezione e una visione stereotipata dei ragazzi.
Io vengo dalla ricerca, dove c'è tanta gente che studia anche gratis, proprio perché non solo è bello studiare, ma è un privilegio.
Ci sono anche adolescenti così, nemmeno in numero tanto residuale, il fatto che tu non ne abbia consociato non significa che non si siano.
Moltissimi vorrebbero essere quello che studiando ha scoperto il cavo di Matrix e che, più intelligente di loro, lo spaccia ai cretini
Temo che tu non abbia capito il senso del discorso; non ne faccio una questione economica, dico che lo studio in se è fatica e non è per nulla bello, quel che è bello è l'apprendimento che ne consegue.
Se fosse possibile imparare le cose senza studiare nessuno studierebbe.
Se fosse possibile guarire dal cancro senza fare la chemio, non la farebbe nessuno; guarire dal cancro è bello, nessuno però dice che sia bella la chemio no ?
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 4:08 pm

lucetta10 ha scritto:
Le classi differenziali sono un abominio. In una società regolata il genio viene stimolato dal lento, il lento viene stimolato dal genio, l'italofono parla con lo straniero e accelera l'apprendimento linguistico come non farebbe in una classe-casba (ricordo che non tutti i livelli A1 provengono dalla stessa L1).
Per chi vuole lasciare i propri figli solo a contatto con i suoi simili esistono molte scelte nelle scuole private. Nella pubblica ci si iscrive senza requisiti culturali o intellettuali minimi.
Questo non significa che il sistema attuale sia efficiente, ma attenti a non buttare via il bambino con l'acqua sporca.
Per quanto riguarda gli indirizzi, mi parrebbe più sensato, invece delle classi per livello, ridurre gli indirizzi: istruzione unica fino ai 16 anni, età in cui termina tra l'altro l'obbligo. In questa fascia non si dovrebbe differenziare il percorso. Ma l'elevazione dell'obbligo scolastico è stata fatta spostando banalmente l'asticella dell'età.
Di alunni che si sentono gratificati o frustrati dai voti se ne vedono sempre meno in giro, mi pare che ci si avvii verso una serena indifferenza verso i propri risultati scolastici. Il mio timore è l'opposto: che lo stimolo del voto (quale che sia) funzioni sempre meno, a prescindere
Il ragazzo geniale e responsabile cos'ha da imparare dal bulletto che gli si affianca ?
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 4:14 pm

lucetta10 ha scritto:
Le classi differenziali sono un abominio. In una società regolata il genio viene stimolato dal lento, il lento viene stimolato dal genio, l'italofono parla con lo straniero e accelera l'apprendimento linguistico come non farebbe in una classe-casba (ricordo che non tutti i livelli A1 provengono dalla stessa L1).
Per chi vuole lasciare i propri figli solo a contatto con i suoi simili esistono molte scelte nelle scuole private. Nella pubblica ci si iscrive senza requisiti culturali o intellettuali minimi.
Questo non significa che il sistema attuale sia efficiente, ma attenti a non buttare via il bambino con l'acqua sporca.
Per quanto riguarda gli indirizzi, mi parrebbe più sensato, invece delle classi per livello, ridurre gli indirizzi: istruzione unica fino ai 16 anni, età in cui termina tra l'altro l'obbligo. In questa fascia non si dovrebbe differenziare il percorso. Ma l'elevazione dell'obbligo scolastico è stata fatta spostando banalmente l'asticella dell'età.
Di alunni che si sentono gratificati o frustrati dai voti se ne vedono sempre meno in giro, mi pare che ci si avvii verso una serena indifferenza verso i propri risultati scolastici. Il mio timore è l'opposto: che lo stimolo del voto (quale che sia) funzioni sempre meno, a prescindere

Io invece ne vedo ancora tantissimi. Sono ossessionati solo dal voto. Che poi ci sia anche qualcuno che ama studiare può essere vero, ma sono eccezioni.
Personalmente sono contrarissimo all'istruzione unica fino ai 16 anni, che significherebbe solo un ulteriore abbassamento del livello (in pratica la scuola secondaria di I grado sarebbe portata a cinque anni e la scuola secondaria di II grado, con le sue materie caratterizzanti, che forse almeno in alcuni casi hanno ancora la capacità di stimolare l'interesse degli studenti, ridotta a tre).
Per quanto riguarda le classi differenziali, quello che tu dici è vero in teoria e prima di cominciare ad insegnare la pensavo esattamente come te (ricordo di aver partecipato su un forum previsto da un corso SSIS ad una discussione con un compagno di corso che le proponeva e di aver risposto con le stesse argomentazioni usate da te e dai compagni di corso - o dai formatori - di avido). Ora però vedo il problema di una scuola che in realtà stimola molto poco e rischia di penalizzare entrambe le categorie. Non so come potrebbe funzionare a livello pratico e penso che probabilmente si creerebbero altri problemi, ma credo che qualche passo in questa direzione sia inevitabile.
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 4:17 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Citazione :
A nessuno piace studiare; al massimo piace apprendere.

sicuro?

piace apprendere quindi si studia.
Che poi lo si trovi facile o che invece si faccia fatica
che si leggano mille testi o che si vedano mille documentari
in qualche modo a chi piace apprendere piace anche studiare.


Hai visto matrix (il film) ? Se tu potessi infilarti un cavo USB nell'orecchio ed imparare in 5 minuti tutta la matematica non lo faresti ? Preferiresti fare migliaia di esercizi ?
Io preferirei andare al mare.

Lo studio è un male necessario (come la matematica del resto).
Lo studio è bello quanto è bella la chemioterapia per chi ha il cancro.


Continui a ripeterlo ma sei apodittico come la prima volta, generalizzi una tua percezione e una visione stereotipata dei ragazzi.
Io vengo dalla ricerca, dove c'è tanta gente che studia anche gratis, proprio perché non solo è bello studiare, ma è un privilegio.
Ci sono anche adolescenti così, nemmeno in numero tanto residuale, il fatto che tu non ne abbia consociato non significa che non si siano.
Moltissimi vorrebbero essere quello che studiando ha scoperto il cavo di Matrix e che, più intelligente di loro, lo spaccia ai cretini
Temo che tu non abbia capito il senso del discorso; non ne faccio una questione economica, dico che lo studio in se è fatica e non è per nulla bello, quel che è bello è l'apprendimento che ne consegue.
Se fosse possibile imparare le cose senza studiare nessuno studierebbe.
Se fosse possibile guarire dal cancro senza fare la chemio, non la farebbe nessuno; guarire dal cancro è bello, nessuno però dice che sia bella la chemio no ?

Non esagerare, se non altro per rispetto ai malati di cancro. Lo studio è fatica, ma quando si capisce qualcosa grazie a questa fatica è anche gratificante. E poi alcune cose danno davvero piacere. Magari vorremmo avere meno scadenze, allungare i tempi, ma non rinuncerei del tutto allo studio, nemmeno se potessi sapere le stesse cose senza fare fatica. La chemioterapia invece penso che sia una cosa terribile, a cui nessuno si sottoporrebbe, se non per la speranza di guarire dalla malattia.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 4:34 pm

alege76 ha scritto:
Lenar ha scritto:

Se metti Kasparov a giocare a scacchi con me, Kasparov si annoia per forza. Se poi lo obblighi a prolungare la partita per un pomeriggio intero quando lui potrebbe liquidarmi in 10 minuti credo che Kasparov sia perfettamente autorizzato ad incazzarsi. Ora, uno come Kasparov può anche portare pazienza un pomeriggio. Ma immagina di prenderlo ogni santa mattina e di metterlo a giocare con tizi come me per un anno intero...  

Efficacissima metafora...

Lenar ha scritto:

La verità è che la vera "scuola dell'inclusione" dovrebbe essere organizzata per "gruppi di competenza" invece che per "classi di età". Non ha senso mettere un "gran maestro" con un gruppo di dilettanti così come non ha senso tenere nello stesso gruppo chi ha una competenza linguistica C1/C2 con chi traccheggia tra A2 e B1. Se lo si fa, si fa un torto ad entrambi.

Non so se svincolarsi completamente dall'età sia veramente una buona idea;
ma a parte questo, credo sarebbe il caos organizzativo se applicato sistematicamente
a tutte le scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio nazionale. O conosci situazioni
che vengono già gestite così e funzionano?

Ammetto che, per mia colpa, sono stato impreciso. Avrei dovuto specificare che le classi organizzate per livelli di competenza funzionano solo alle superiori. Fino alle medie (e, probabilmente, anche al primo/secondo anno di superiori IMHO), invece, va bene il discorso delle classi di età.

In Finlandia (ma anche altrove) i gruppi di competenza ci sono e funzionano.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 4:43 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

Hai visto matrix (il film) ? Se tu potessi infilarti un cavo USB nell'orecchio ed imparare in 5 minuti tutta la matematica non lo faresti ? Preferiresti fare migliaia di esercizi ?
Io preferirei andare al mare.

Lo studio è un male necessario (come la matematica del resto).
Lo studio è bello quanto è bella la chemioterapia per chi ha il cancro.


Continui a ripeterlo ma sei apodittico come la prima volta, generalizzi una tua percezione e una visione stereotipata dei ragazzi.
Io vengo dalla ricerca, dove c'è tanta gente che studia anche gratis, proprio perché non solo è bello studiare, ma è un privilegio.

Il fatto che esista una certa minoranza di persone che ami il sesso violento non autorizza ad esaltare come "bella" l'azione del vicendevole schiaffeggiamento delle chiappe tra i partner.

Io la penso come Avido. E' piacevole apprendere, non studiare. A me piace andare in bici per gli effetti che ottengo praticando il ciclismo, non per il sadico piacere di scalare una salita. Se mi offrissero una pillola priva di controindicazioni per star bene e restare in forma probabilmente smetterei di sfacchinare su e giù per le montagne.


Ultima modifica di Lenar il Sab Apr 25, 2015 5:18 pm, modificato 1 volta
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 4:50 pm

lucetta10 ha scritto:
In una società regolata il genio viene stimolato dal lento, il lento viene stimolato dal genio, l'italofono parla con lo straniero e accelera l'apprendimento linguistico come non farebbe in una classe-casba (ricordo che non tutti i livelli A1 provengono dalla stessa L1).

Mi spieghi come si sposa questo dogma con quello che, invece, vorrebbe che la scuola fornisse una didattica attenta ai singoli bisogni educativi della persona? Come la strutturo una didattica orientata alla persona se mi ritrovo di fronte una classe completamente eterogenea dal punto di vista dei bisogni educativi?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 5:09 pm

lucetta10 ha scritto:
Per quanto riguarda gli indirizzi, mi parrebbe più sensato, invece delle classi per livello, ridurre gli indirizzi: istruzione unica fino ai 16 anni, età in cui termina tra l'altro l'obbligo. In questa fascia non si dovrebbe differenziare il percorso.

Questo distruggerebbe completamente quel poco che è rimasto di possibilità di trasmettere dei veri CONTENUTI.

Se tutti fanno indifferentemente tutto e tutti fanno tutto allo stesso livello, finisce che di fatto nessuno fa nulla, e che il livello complessivo diventa ancora più basso di quanto non lo sia già.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 5:22 pm

mac67 ha scritto:
Se il bravo è bravo, si suppone che studiare gli piace. Studierà comunque.
A volte Mac, il bravo si perde per strada e lo perdiamo per strada a causa delle dinamiche scolastiche totalmente sballate che credo conosca bene anche tu.
Non è sempre vero che "studierà comunque"!
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jeppo1



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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 5:24 pm

Dec ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Citazione :
A nessuno piace studiare; al massimo piace apprendere.

sicuro?

piace apprendere quindi si studia.
Che poi lo si trovi facile o che invece si faccia fatica
che si leggano mille testi o che si vedano mille documentari
in qualche modo a chi piace apprendere piace anche studiare.


Hai visto matrix (il film) ? Se tu potessi infilarti un cavo USB nell'orecchio ed imparare in 5 minuti tutta la matematica non lo faresti ? Preferiresti fare migliaia di esercizi ?
Io preferirei andare al mare.

Lo studio è un male necessario (come la matematica del resto).
Lo studio è bello quanto è bella la chemioterapia per chi ha il cancro.


Continui a ripeterlo ma sei apodittico come la prima volta, generalizzi una tua percezione e una visione stereotipata dei ragazzi.
Io vengo dalla ricerca, dove c'è tanta gente che studia anche gratis, proprio perché non solo è bello studiare, ma è un privilegio.
Ci sono anche adolescenti così, nemmeno in numero tanto residuale, il fatto che tu non ne abbia consociato non significa che non si siano.
Moltissimi vorrebbero essere quello che studiando ha scoperto il cavo di Matrix e che, più intelligente di loro, lo spaccia ai cretini
Temo che tu non abbia capito il senso del discorso; non ne faccio una questione economica, dico che lo studio in se è fatica e non è per nulla bello, quel che è bello è l'apprendimento che ne consegue.
Se fosse possibile imparare le cose senza studiare nessuno studierebbe.
Se fosse possibile guarire dal cancro senza fare la chemio, non la farebbe nessuno; guarire dal cancro è bello, nessuno però dice che sia bella la chemio no ?

Non esagerare, se non altro per rispetto ai malati di cancro. Lo studio è fatica, ma quando si capisce qualcosa grazie a questa fatica è anche gratificante. E poi alcune cose danno davvero piacere. Magari vorremmo avere meno scadenze, allungare i tempi, ma non rinuncerei del tutto allo studio, nemmeno se potessi sapere le stesse cose senza fare fatica. La chemioterapia invece penso che sia una cosa terribile, a cui nessuno si sottoporrebbe, se non per la speranza di guarire dalla malattia.
Credo che avido volesse solo fare un esempio forte. Non penso che intendesse la cosa in modo lettrale. secondo me non è una esagerazione, ma rende bene l'idea.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 5:25 pm

Indomito_2014 ha scritto:
ProfessoressaIpsia ha scritto:
Se è davvero intelligente capirà che i voti dei suoi compagni non hanno niente a che vedere con lui e che uscito da scuola lui si ritroverà con il suo 100 sul diploma (o quello che sia) indipendentemente dalla valutazione finale dei suoi compagni.
Il problema sono quei professori (e lo facevano nella mia classe, quando andavo a scuola io!) "parto dal 4 e arrivo al 7 così nessuno rimane troppo penalizzato", per evitare che qualcuno prendesse un voto irrimediabile.
Quando in tre abbiamo fatto la verifica che matematicamente meritava il 10, lei non si è sentita di metterci il 7 allora ha cambiato valutazione usando la classica e giusta dal 0 al 10. Una mia compagna si è così trovata a passare dal 4 al "zero e mezzo" e me la ricordo ancora a implorare la professoressa di metterle almeno 1.
Il problema è quando per aiutare i deboli si penalizzano i forti. Ma se a chi merita il 9 viene dato il 9 poco gli importa di chi ha avuto il 6 con gli aiutini.
Secondo la mia esperienza, chi è da 9 e 10, il 6 lo vede come un'insufficienza.
Piuttosto, la mia intelligentissima e sgarbata alunna quando prende il 9 mi chiede dove ha sbagliato per non meritare il 10.

Il 100 per i bravi non è così scontato... conosco molti ragazzi che nonostante un costante impegno quinquennale si sono poi visti negare il 100 perun punticino mentre hanno visto i loro compagni iper aiutati avere un generoso (e assolutamente inesistente) 75...
Anche io, Indomito, ho avuto modo di vederne situazioni di questo tipo
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 5:28 pm

giovanna onnis ha scritto:
mac67 ha scritto:
Se il bravo è bravo, si suppone che studiare gli piace. Studierà comunque.
A volte Mac, il bravo si perde per strada e lo perdiamo per strada a causa delle dinamiche scolastiche totalmente sballate che credo conosca bene anche tu.
Non è sempre vero che "studierà comunque"!

Mi riferivo a quel che si diceva, in particolare che il bravo dovrebbe sentirsi demotivato a studiare perché i suoi compagni "diversamente bravi" alla fine prendono comunque 6.

A scuola avevo compagni che alla fine dell'anno erano rimandati a settembre invece che bocciati e non me ne capacitavo, ma studiavo lo stesso. Credo che certi discorsi ("se a Ciccio danno 6 anche senza studiare, chi me lo fa fare?") li faccia chi studia e arriva al 6, massimo 7, motu proprio. Questi li capisco.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 5:38 pm

Non è proprio così Mac. Certi discorsi li fanno anche studenti bravi che nel corso degli anni non ricevono le giuste gratificazioni e vedono "cani e porci" passare senza nessuna fatica e allora dicono "Prof mica sono fesso...chi me lo fa fare!".....e così li perdiamo per strada.
Si tratta di messaggi educativi sbagliati che diamo agli studenti (stiamo parlando di adolescenti e non di adulti con maturità consolidata), che la scuola dà agli studenti promuovendo tutti, regalando i 6, pur di garantire la formazione della classe l'anno successivo
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 6:47 pm

giovanna onnis ha scritto:
Non è proprio così Mac. Certi discorsi li fanno anche studenti bravi che nel corso degli anni non ricevono le giuste gratificazioni e vedono "cani e porci" passare senza nessuna fatica e allora dicono "Prof mica sono fesso...chi me lo fa fare!".....e così li perdiamo per strada.
Si tratta di messaggi educativi sbagliati che diamo agli studenti (stiamo parlando di adolescenti e non di adulti con maturità consolidata), che la scuola dà agli studenti promuovendo tutti, regalando i 6, pur di garantire la formazione della classe l'anno successivo

Vero, ed è anche vero che quando vedono la politica contraria ("premiare il merito" e "valutazioni corrette") i bravi (magari anche quelli solo un po' secchioni) si impegnano, le schiene dritte invece cambiano scuola (o cercano di defenestrare gli insegnanti rompic....i).
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 10:48 pm

comunque "cattivi" non è contrario di "bravi".

I bravi diventano cattivi perchè si annoiano e disturbano?
Possono anche decidere che non vale la pena di studiare tanto perchè comunque sono promossi anche non studiando. Diventano somari non cattivi.

Non lo si deve permettere, e qui, sì, torniamo alla discussione già fatta altrove, indomito: ti annoi? ti basta fare nulla per arrivare al 6? non mi preoccupo perchè se vuoi e quando vuoi puoi fare molto di più, leggiti il giornale e lasciami fare lezione a chi non ha "i doni" che hai avuto tu.

Una persona con buone capacità intellettive non si perde perchè è indispettita dal fatto che altri ce la facciano facendo meno di lui. Se si perde è per altri motivi.
Può decidere di fare poco per qualche tempo, ma poi riprende la sua corsa e tranquillamente ce la fa.
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 11:04 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Citazione :
A nessuno piace studiare; al massimo piace apprendere.

sicuro?

piace apprendere quindi si studia.
Che poi lo si trovi facile o che invece si faccia fatica
che si leggano mille testi o che si vedano mille documentari
in qualche modo a chi piace apprendere piace anche studiare.


Hai visto matrix (il film) ? Se tu potessi infilarti un cavo USB nell'orecchio ed imparare in 5 minuti tutta la matematica non lo faresti ? Preferiresti fare migliaia di esercizi ?
Io preferirei andare al mare.

Lo studio è un male necessario (come la matematica del resto).
Lo studio è bello quanto è bella la chemioterapia per chi ha il cancro.


Continui a ripeterlo ma sei apodittico come la prima volta, generalizzi una tua percezione e una visione stereotipata dei ragazzi.
Io vengo dalla ricerca, dove c'è tanta gente che studia anche gratis, proprio perché non solo è bello studiare, ma è un privilegio.
Ci sono anche adolescenti così, nemmeno in numero tanto residuale, il fatto che tu non ne abbia consociato non significa che non si siano.
Moltissimi vorrebbero essere quello che studiando ha scoperto il cavo di Matrix e che, più intelligente di loro, lo spaccia ai cretini
Temo che tu non abbia capito il senso del discorso; non ne faccio una questione economica, dico che lo studio in se è fatica e non è per nulla bello, quel che è bello è l'apprendimento che ne consegue.
Se fosse possibile imparare le cose senza studiare nessuno studierebbe.
Se fosse possibile guarire dal cancro senza fare la chemio, non la farebbe nessuno; guarire dal cancro è bello, nessuno però dice che sia bella la chemio no ?


il senso era chiaro, ma ancora apodittico. Per te studiare non è bello lo accosti arbitrariamente alla chemio e generalizzi. Per me studiare è in sé, intrinsecamente bello e sono certa di non essere sola. Mi viene in mente Sant'Agostino o Petrarca che si sentivano addirittura in colpa per quanto erano sedotti dallo studio. Mi viene in mente Canetti.
Ammetto che non sia così per tutti, ma non è assolutamente vero che non lo sia per nessuno e il privilegio di poter studiare (non apprendere) è quello che cerco di trasmettere ai mie alunni, immersi nella volgarità di insegnanti e famiglie che consigliano la materia "utile", lo sbocco professionale.
Quindi no, lo studio seduce a prescindere, come gratuito esercizio dell'intelletto. Che poi studiando si imparino cose mi pare un'ovvietà
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 11:06 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Le classi differenziali sono un abominio. In una società regolata il genio viene stimolato dal lento, il lento viene stimolato dal genio, l'italofono parla con lo straniero e accelera l'apprendimento linguistico come non farebbe in una classe-casba (ricordo che non tutti i livelli A1 provengono dalla stessa L1).
Per chi vuole lasciare i propri figli solo a contatto con i suoi simili esistono molte scelte nelle scuole private. Nella pubblica ci si iscrive senza requisiti culturali o intellettuali minimi.
Questo non significa che il sistema attuale sia efficiente, ma attenti a non buttare via il bambino con l'acqua sporca.
Per quanto riguarda gli indirizzi, mi parrebbe più sensato, invece delle classi per livello, ridurre gli indirizzi: istruzione unica fino ai 16 anni, età in cui termina tra l'altro l'obbligo. In questa fascia non si dovrebbe differenziare il percorso. Ma l'elevazione dell'obbligo scolastico è stata fatta spostando banalmente l'asticella dell'età.
Di alunni che si sentono gratificati o frustrati dai voti se ne vedono sempre meno in giro, mi pare che ci si avvii verso una serena indifferenza verso i propri risultati scolastici. Il mio timore è l'opposto: che lo stimolo del voto (quale che sia) funzioni sempre meno, a prescindere
Il ragazzo geniale e responsabile cos'ha da imparare dal bulletto che gli si affianca ?


intanto non è detto che il genietto sia responsabile come non è detto che quello più debole nello studio sia bulletto. Differenziamo per fasce di livello o per doti morali?
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Sab Apr 25, 2015 11:37 pm

Premesso che il fancazzista ed il bullo tanto intelligenti non sono, altrimenti terrebbero comportamenti più costruttivi per loro stessi, cambio comunque domanda/e

Il geniale cos'ha da imparare dal limitato ?
Il responsabile cos'ha da imparare dal fancazzista ?
Il rispettoso cos'ha da imparare dal bullo ?

Se tu avessi un figlio geniale E responsabile E rispettoso, avendo la possibilità di mandarlo in una scuola pubblica priva di limitati, fancazzisti, bulli, la coglieresti o cercheresti una scuola più comune ?
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Dom Apr 26, 2015 7:19 am

Avido, ha da imparare che nella vita esistono persone di tutti i tipi, e qualcosa su come relazionarsi con loro: e non è poco.
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Dom Apr 26, 2015 8:27 am

Con tutta la mia sincerità,in base all'esperienza quarantennale nella scuola primaria,vi dico che ,se avessi avuto figli molto studiosi inseriti in classi problematiche per qualsiasi motivo,li avrei ritirati e portati altrove ,magari cambiando scuola.Avrebbero imparato a relazionarsi,afferma Ufopolemico. E' vero,ma che altro?O quanto altro?
Mio figlio,invece,amava(ed ama) apprendere,ma non studiare.Forse è per questo che è iscritto solo al primo anno della magistrale di fisica pur avendo quasi 27 anni :).
Comunque ,ringrazio tutti voi del forum di Orizzonte.Mi piacete,anche nella polemica.
Vi confesso che mi avete anche strappato qualche risata con le vostre sagaci battute in momenti per me difficili.Grazie
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Dom Apr 26, 2015 8:28 am

ufo polemico ha scritto:
Avido, ha da imparare che nella vita esistono persone di tutti i tipi, e qualcosa su come relazionarsi con loro: e non è poco.
Lo può fare a calcio, all'oratorio, in spiaggia ed in mille altri posti.
Poi se questo è il problema, se esiste la materia "relazionarsi con i problematici" allora si può prevedere di "seguirla" in un anno scolastico; non è che bisogna portarsi dietro i freni a mano tirati per tutti i 13 anni di scuola.
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Dom Apr 26, 2015 8:35 am

pulsar ha scritto:
Vi confesso che mi avete anche strappato qualche risata con le vostre sagaci battute in  momenti per me difficili.Grazie
Prego, spero siano passati.
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Dom Apr 26, 2015 9:37 am

Non credo che uno studente veramente bravo ed impegnato si demotivi perché al compagno viene regalato il 6. Per chi ha ambizioni,  il 6 è un votaccio ed anche il 7 rappresenta un mezzo fallimento. Talvolta persino l'8 se il ragazzo è abituato a ricevere il massimo. 
Non è vero che studiare non sia bello come attività in sé.  Dipende dalla materia.  Sarebbe bello saper parlare tante lingue senza aver bisogno di studiarle ma, se c'è una materia che appassiona veramente,  un argomento che ti prende in modo particolare, anche il momento stesso in cui lo studi è piacevole.
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Dom Apr 26, 2015 9:42 am

Personalmente sono d'accordo con avido e indomito. Ma il fatto è che è sempre una questione di sincerità: per la facciata diciamo che i ragazzi problematici devono essere aiutati, inclusi e bla bla bla, ma in famiglia come ci comportiamo?
Vi siete informati prima di iscrivere vostro figlio vero? avete chiesto come metterlo nella classe di...? siete andate ad accertarvi che sia seguito...? ah no, lo avete iscritto ad occhi chiusi, certi che sarebbe stato bene in qualsiasi sezione!
Un pò come quando hai lavorato in ristorante e SAI PERFETTAMENTE cosa succede in cucina, e quindi quando vai da avventore ti accerti che quello che hai fatto tu non sia fatto a te stesso!

Questo è un mio pensiero personale, o meglio un'esperienza personale: quando in una classe, abbastanza omogenea si trovano uno/due ragazzi problematici, che disturbano e fanno confusione, le cose si riescono a superare agevolmente e la classe traina e mette sui binari anche questi due.
Se in un'altra classe di ragazzini vivaci e poco interessati allo studio, "ci capita" il ragazzo serio e volenteroso, quest'ultimo inevitabilmente si perde.
Ha dei modelli sbagliati di riferimento, da parte dei compagni, ma soprattutto da parte dei docenti, che devono abbassare per forza di cose le proprie aspettative e aggiustare il tiro per gestire una classe del genere.
Un minimo di previsione prima delle iscrizioni alle prime classi si dovrebbe fare, cercando di variegare e BILANCIARE accuratamente "il gruppo classe".
Infatti una cosa che non va bene è la scelta ai genitori e agli alunni della sezione di iscrizione:
spesso ci si ritrova con alunni che hanno scelto la stessa sezione per restare insieme, e si creano quei gruppetti gang che sono quanto di più deleterio per la vita scolastica, figuriamoci per l'apprendimento!
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MessaggioOggetto: Re: I bravi diventano "cattivi".   Dom Apr 26, 2015 10:20 am

Nella mia scuola non è possibile scegliere la sezione e neanche in quella di mio figlio.  Sono le commissioni per la formazione delle classi che tendono a mettere insieme chi viene dalla stessa classe delle elementari o delle medie.
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I bravi diventano "cattivi".
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