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 Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma

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Francesca4



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MessaggioOggetto: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 8:21 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/news/iononsciopero-5-maggio-e-voglio-migliorare-ddl-scuola

Il link segnalato incarna perfettamente  tutte le potenzialità della riforma, concentrando la nostra attenzione su tutte le occasioni mancate per svecchiare ad oggi il sistema scuola.
Riassume, infatti, mirabilmente tutte le argomentazioni che ho cercato di sviluppare, bene o male, con chi fosse seriamente aperto al confronto e disposto anche a "cambiare idea" senza abbracciare posizioni statiche e sorpassate in maniera aprioristica.
E' vero, lo ammetto, sono questi i dirigenti con cui vorrei lavorare: persone serie e leali che non hanno paura di misurarsi sui risultati, assumendosi le responsabilità delle loro scelte, comunque vada, e stanchi, davvero stanchi, di avere le mani legate e non poter incidere, ad oggi, con le loro condivisibili  iniziative, sull'attuale sistema scolastico.
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AutoreMessaggio
chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 3:28 pm

Francesca 4, ma tu lavori già oggi nella scuola oppure sono tutti discorsi teorici? Guarda che, nella pratica,  ai dirigenti importa ben poco che tu sia preparata o no. Importa molto di più che tu non rompa le scatole. Quindi che tu non dia insufficienze se non in casi estremi,  che tu limiti le pretese nei confronti degli studenti,  che tu non abbia problemi di salute o familiari che ti costringono ad assenze che il dirigente strsso non può non concederti. Se sei bravissima o una capra addormentata per la stragrande maggioranza dei ds è esattamente lo stesso.
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Robert Bruce



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 3:31 pm

chicca70 ha scritto:
Francesca 4, ma tu lavori già oggi nella scuola oppure sono tutti discorsi teorici? Guarda che, nella pratica,  ai dirigenti importa ben poco che tu sia preparata o no. Importa molto di più che tu non rompa le scatole. Quindi che tu non dia insufficienze se non in casi estremi,  che tu limiti le pretese nei confronti degli studenti,  che tu non abbia problemi di salute o familiari che ti costringono ad assenze che il dirigente strsso non può non concederti. Se sei bravissima o una capra addormentata per la stragrande maggioranza dei ds è esattamente lo stesso.

Quoto totalmente.
Tra l'altro, ho sentito un caso dove i genitori si sono recati dal Preside a lamentarsi perché un docente si assentava troppo per malattia, non riuscendo a svolgere tutto il programma. Peccato che la malattia era vera!!!
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 3:32 pm

Robert Bruce ha scritto:
Francesca4 ha scritto:

Mi preme sottolineare, però, che i confronti con te sono sempre molto poco costruttivi ed utili solo a provocare ed infiammare gli animi.
Sarà mica questo il perché del tuo nick name?

A cosa ti riferisci?
Cmq, se non lo sapessi, il mio nick deriva da questo bel personaggio storico:


http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_I_di_Scozia

Hai ragione hai diritto ad un chiarimento: il fatto è che il tuo" cognome" ha una certa assonanza col verbo bruciare, che, per carità, non voglio in alcun modo riferire ad altri utenti sul forum con le stesse abitudini.
Spero di essere stata chiara, ora.
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T0PIS



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 3:33 pm

chicca70 ha scritto:
Francesca 4, ma tu lavori già oggi nella scuola oppure sono tutti discorsi teorici? Guarda che, nella pratica,  ai dirigenti importa ben poco che tu sia preparata o no. Importa molto di più che tu non rompa le scatole. Quindi che tu non dia insufficienze se non in casi estremi,  che tu limiti le pretese nei confronti degli studenti,  che tu non abbia problemi di salute o familiari che ti costringono ad assenze che il dirigente strsso non può non concederti. Se sei bravissima o una capra addormentata per la stragrande maggioranza dei ds è esattamente lo stesso.

pertanto... questo è il dirigente che vogliamo...quello che ci meritiamo. se è così tutti a scioperare!
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 3:41 pm

T0PIS ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Francesca 4, ma tu lavori già oggi nella scuola oppure sono tutti discorsi teorici? Guarda che, nella pratica,  ai dirigenti importa ben poco che tu sia preparata o no. Importa molto di più che tu non rompa le scatole. Quindi che tu non dia insufficienze se non in casi estremi,  che tu limiti le pretese nei confronti degli studenti,  che tu non abbia problemi di salute o familiari che ti costringono ad assenze che il dirigente strsso non può non concederti. Se sei bravissima o una capra addormentata per la stragrande maggioranza dei ds è esattamente lo stesso.

pertanto... questo è il dirigente che vogliamo...quello che ci meritiamo. se è così tutti a scioperare!
Non ho detto che questo sia il dirigente che vogliamo,  questo è il dirigente scolastico medio. Volete veramente mettere in mano il vostro lavoro a questi soggetti?  Vedete voi.
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Babbeus



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 3:49 pm

Francesca4 ha scritto:

Punto 1
Quale sarebbe il meccanismo di scelta dei migliori, quello attuale forse?
Vogliamo parlare, allora, senza false ipocrisie, del punteggio di corsi e corsetti a pagamento, che, guarda caso, superano sempre tutti gli iscritti, perché non c'è una verifica finale seria delle competenze acquisite degna di questo nome?
O vogliamo parlare della collezione punti alle paritarie che può essere spesa per entrare nel ruolo della statale, caso più unico che raro in tutto il mondo?
O preferisci parlare del punteggio sul sostegno che, quello più di tutti, garantisce priorità sui curricolari e sicura competenza sulla materia che magari si è smessa di insegnare dieci anni prima?

a) Il punteggio in graduatoria non serve affatto alla selezione del personale visto che TUTTI gli appartenenti alle graduatorie sono persone che stanno entrando o sono entrate a lavorare nella scuola, serve solo a stabilire le priorità di scelte che sono comunque nelle mani dei docenti.
b) La selezione del personale si fa ed è stata fatta A MONTE: all'atto del reclutamento, una volta che hai assunto è troppo tardi per selezionare, al massimo puoi licenziare ma grazie al cielo il licenziamento discrezionale è un principio che ancora non è passato.
c) La chiamata diretta TOGLIE ai docenti sia la stabilità (rendendoli ricattabili) sia libertà di scelta senza dare alcun contributo positivo alla qualità della scuola: per ogni scuola che ha fatto la "selezione" dei pripri docenti ce ne deve per forza essere un'altra che si è presa i suoi scarti.

Citazione :

Punto 2
Perché ad oggi nella scuola lavorano solo i migliori?
Ne sei davvero così sicuro?
Invece ritengo che sia proprio la valutazione a dare nuovi stimoli a coloro che chiamiamo eufemisticamente "quelli meno motivati" che magari difronte alla prospettiva di tornare nell'albo territoriale troverebbero nuovi "perché" al loro lavoro e finalmente si impegnerebbero a svolgerlo meglio e con più assiduità.

Ritieni molto male perchè gli incentivi che crea il ricatto della mobilità coatta sono di tutt'altra natura: quello che devi fare per assicurarti la riconferma NON è "insegnare bene", nel 99% dei casi NON si pone proprio il problema di quanto un docente "insegni bene" nel confronto tra docenti, dirigenti e famiglie, le uniche questioni che si pongono e che possono determinare l'allontanamento sono
1) i conflitti dovuti a diverse filosofie di lavoro (ad esempio riguardo alla severità nei giudizi o nelle valutazioni) che sono assolutamente soggettive
2) i problemi nella didattica dovuti a situazioni familiari del docente (che magari usufruisce di congedi o di permessi speciali)
3) atteggiamenti del docente rispetto all'autorità (magari partecipa ad azioni di protesta o si pone in aperto conflitto con decisioni del preside che ritiene ingiuste o illegali, oppure non ha voluto svolgere una certa mansione che non gli spettava)

Citazione :

Perché non si può, almeno, provare a cambiare?
Sei, forse, un irriducibile sostenitore della sicura bontà di quello attuale?
O avresti una nuova soluzione da proporre?

Cambiare per ottenere QUALE risultato?
Soluzione A QUALE problema?

Che ne dici se quando hai l'automobile che non parte e non sai come farla partire arrivo io con un macete per darle una bella martellata argomentando: "non vuoi provare a CAMBIARE qualcosa? Sei un'irriducibile sostenitrice dello status quo della tua automobile che non parte? Hai soluzioni alternative al colpo di macete?"
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 4:20 pm

[quote="Babbeus"]

a) Il punteggio in graduatoria non serve affatto alla selezione del personale visto che TUTTI gli appartenenti alle graduatorie sono persone che stanno entrando o sono entrate a lavorare nella scuola, serve solo a stabilire le priorità di scelte che sono comunque nelle mani dei docenti.[quote]

Allora il sistema attuale sarebbe il migliore possibile perché la priorità di scelta è nelle mani dei docenti.
Ma hai letto, almeno, le obiezioni che ti ho mosso?
Ti sono chiare le storture di un sistema così congegnato?

[quote="Babbeus"]
b) La selezione del personale si fa ed è stata fatta A MONTE: all'atto del reclutamento, una volta che hai assunto è troppo tardi per selezionare, al massimo puoi licenziare ma grazie al cielo il licenziamento discrezionale è un principio che ancora non è passato.[quote]

Semplicemente non è vero, informati sulle novità dell'anno di prova.


[quote="Babbeus"]
c) La chiamata diretta TOGLIE ai docenti sia la stabilità (rendendoli ricattabili) sia libertà di scelta senza dare alcun contributo positivo alla qualità della scuola: per ogni scuola che ha fatto la "selezione" dei pripri docenti ce ne deve per forza essere un'altra che si è presa i suoi scarti.[quote]

Perché oggi gli "scarti" non "insegnano"?
Quale sarebbe il sistema per arginare questa amara realtà, grazie al cielo, molto più circoscritta di quello che tu vorresti far intendere?

[quote="Babbeus"]
Ritieni molto male perché gli incentivi che crea il ricatto della mobilità coatta sono di tutt'altra natura: quello che devi fare per assicurarti la riconferma NON è "insegnare bene", nel 99% dei casi NON si pone proprio il problema di quanto un docente "insegni bene" nel confronto tra docenti, dirigenti e famiglie, le uniche questioni che si pongono e che possono determinare l'allontanamento sono
1) i conflitti dovuti a diverse filosofie di lavoro (ad esempio riguardo alla severità nei giudizi o nelle valutazioni) che sono assolutamente soggettive
2) i problemi nella didattica dovuti a situazioni familiari del docente (che magari usufruisce di congedi o di permessi speciali)
3) atteggiamenti del docente rispetto all'autorità (magari partecipa ad azioni di protesta o si pone in aperto conflitto con decisioni del preside che ritiene ingiuste o illegali, oppure non ha voluto svolgere una certa mansione che non gli spettava)[quote]

Quella che descrivi tu e che tra l'altro sarebbe la scuola attuale, somiglia molto di più all'inferno che ad un luogo deputato alla formazione della futura classe dirigente di questo Paese.
Allora, ripeto, perché avere paura di cambiare?
Se le cose stanno come dici, che ci sarebbe da perdere ancora?

La verità caro Babbeus è che pretendiamo dalle riforme la risoluzione a  problemi che dobbiamo risolvere da soli, perché se non si ha il coraggio di puntare i piedi per terra e far rispettare i nostri diritti, la scuola è già sotto scacco, e non possiamo pensare che sia un DDL a darci motivazioni e coraggio che, evidentemente, non abbiamo ( e chiedo, fin d'ora scusa a tutti se mi ci metto pure io, la marziana).
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mirco81



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 4:31 pm

mirco81 ha scritto:
la rivoluzione "sotto-culturale" espressa da questa riforma è semplicemente un una involuzione, una regressione a condizioni lavorative deprivate dei diritti e delle tutele conquistate con i grossi sacrifici e con le dure lotte dei nostri predecessori...

questi nuovi barbari, portatori di presunte "innovazioni" neo-liberiste, sono semplicemente gli esecutori materiali di politiche che portano a un indebolimento e impoverimento dei lavoratori a favore delle banche e dei grossi poteri economici...

i nuovi barbari mirano a creare masse si lavoratori succubi, licenziabili e a basso costo al servizio dei padroni della "casta", legati a doppio filo con i grossi poteri economici

vi sembra innovativa questa idea o richiama alla mente certe condizioni socio-economiche proto-industriali dei secoli scorsi?

tutto questo è spiegato magistralmente in questo video, una vera chicca degli anni 80, che ci fa amaramente ridere su una tematica che appare quantomai attuale  e che alcuni vorrebbero spacciare per " innovazione culturale":




non è certo per ingenuità che si richiede una scuola azienda...
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 5:11 pm

mirco81 ha scritto:
mirco81 ha scritto:
la rivoluzione "sotto-culturale" espressa da questa riforma è semplicemente un una involuzione, una regressione a condizioni lavorative deprivate dei diritti e delle tutele conquistate con i grossi sacrifici e con le dure lotte dei nostri predecessori...

questi nuovi barbari, portatori di presunte "innovazioni" neo-liberiste, sono semplicemente gli esecutori materiali di politiche che portano a un indebolimento e impoverimento dei lavoratori a favore delle banche e dei grossi poteri economici...

i nuovi barbari mirano a creare masse si lavoratori succubi, licenziabili e a basso costo al servizio dei padroni della "casta", legati a doppio filo con i grossi poteri economici

vi sembra innovativa questa idea o richiama alla mente certe condizioni socio-economiche proto-industriali dei secoli scorsi?

tutto questo è spiegato magistralmente in questo video, una vera chicca degli anni 80, che ci fa amaramente ridere su una tematica che appare quantomai attuale  e che alcuni vorrebbero spacciare per " innovazione culturale":




non è certo per ingenuità che si richiede una scuola azienda...

Ancora tu.
Ma non dovevamo non riferirci più ( parafrasando la celeberrima canzone di Battista).
Hai forse cambiato idea sui riferimenti umoristici?
O credi che la scuola possa essere seriamente come quella prefigurata dal film di Fantozzi?
Spero proprio di no...per te...per me... ma soprattutto per i ragazzi.
Firmato
L'ingenua scaltra come un diavolo.
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Babbeus



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 5:27 pm

Francesca4 ha scritto:
Babbeus ha scritto:


a) Il punteggio in graduatoria non serve affatto alla selezione del personale visto che TUTTI gli appartenenti alle graduatorie sono persone che stanno entrando o sono entrate a lavorare nella scuola, serve solo a stabilire le priorità di scelte che sono comunque nelle mani dei docenti.

Allora il sistema attuale sarebbe il migliore possibile perché la priorità di scelta è nelle mani dei docenti.
Ma hai letto, almeno, le obiezioni che ti ho mosso?
Ti sono chiare le storture di un sistema così congegnato?

Le tue obiezioni partono dal presupposto errato che il sistema serva a selezionare dei docenti, non è così serve solo a stabilire delle priorità nelle scelte in base all'anzianità di servizio, cosa che garantisce stabilità a lungo termine, tutto nella filosofia delle "tutele crescenti" che tanto piace a questo governo.

Citazione :

Babbeus ha scritto:

b) La selezione del personale si fa ed è stata fatta A MONTE: all'atto del reclutamento, una volta che hai assunto è troppo tardi per selezionare, al massimo puoi licenziare ma grazie al cielo il licenziamento discrezionale è un principio che ancora non è passato.

Semplicemente non è vero, informati sulle novità dell'anno di prova.

Stai passando di palo in frasca: si parlava del sistema degli albi e chiamate dirette per docenti in ruolo, non c'entra nulla l'anno di prova, a meno che tu non creda che dopo l'anno di prova si esce dagli albi.

Citazione :

Babbeus ha scritto:

c) La chiamata diretta TOGLIE ai docenti sia la stabilità (rendendoli ricattabili) sia libertà di scelta senza dare alcun contributo positivo alla qualità della scuola: per ogni scuola che ha fatto la "selezione" dei pripri docenti ce ne deve per forza essere un'altra che si è presa i suoi scarti.

Perché oggi gli "scarti" non "insegnano"?
Quale sarebbe il sistema per arginare questa amara realtà, grazie al cielo, molto più circoscritta di quello che tu vorresti far intendere?

La parola "scarti" nel mio discorso designa unicamente le persone che non sono state "scelte" da un qualche dirigente, non ha alcuna accezione negativa. Se per "arginare questa amara realtà" tu intendi dire "impedire a un certo numero di docenti meno graditi ai dirigenti di continuare ad insegnare" allora l'unico modo è istituire il licenziamento discrezionale, cosa che al momento non mi risulta prevista dal ddl (e che contribuirebbe a renderlo politicamente ancora più improponibile).

Citazione :

Babbeus ha scritto:

Ritieni molto male perché gli incentivi che crea il ricatto della mobilità coatta sono di tutt'altra natura: quello che devi fare per assicurarti la riconferma NON è "insegnare bene", nel 99% dei casi NON si pone proprio il problema di quanto un docente "insegni bene" nel confronto tra docenti, dirigenti e famiglie, le uniche questioni che si pongono e che possono determinare l'allontanamento sono
1) i conflitti dovuti a diverse filosofie di lavoro (ad esempio riguardo alla severità nei giudizi o nelle valutazioni) che sono assolutamente soggettive
2) i problemi nella didattica dovuti a situazioni familiari del docente (che magari usufruisce di congedi o di permessi speciali)
3) atteggiamenti del docente rispetto all'autorità (magari partecipa ad azioni di protesta o si pone in aperto conflitto con decisioni del preside che ritiene ingiuste o illegali, oppure non ha voluto svolgere una certa mansione che non gli spettava)

Quella che descrivi tu e che tra l'altro sarebbe la scuola attuale, somiglia molto di più all'inferno che ad un luogo deputato alla formazione della futura classe dirigente di questo Paese.
Allora, ripeto, perché avere paura di cambiare?
Se le cose stanno come dici, che ci sarebbe da perdere ancora?

Nella scuola attuale grazie al cielo ciò che descrivo non è accompagnato da ricatti e coercizioni che ledono la libertà e mortificano la funzione del docente, almeno nella scuola pubblica (nella privata purtroppo sì). Tu vorresti invece aggravare la situazione attuale regolando queste problematiche con nuovi poteri coercitivi dei dirigenti. E' esattamente questo quello che c'è da perdere, non ti è ancora chiaro? Vuoi lavorare con la prospettiva di non poter chiedere congedi per maternità e non poter scioperare perchè rischi il trasferimento forzoso? Vuoi lavorare con il rischio di dover cambiare continuamente sede in base a decisioni discrezionali di altri?

Citazione :

La verità caro Babbeus è che pretendiamo dalle riforme la risoluzione a  problemi che dobbiamo risolvere da soli, perché se non si ha il coraggio di puntare i piedi per terra e far rispettare i nostri diritti, la scuola è già sotto scacco, e non possiamo pensare che sia un DDL a darci motivazioni e coraggio che, evidentemente, non abbiamo ( e chiedo, fin d'ora scusa a tutti se mi ci metto pure io, la marziana).

Parla per te: sei tu che non hai il coraggio di lottare per i tuoi diritti nel momento in cui questi sono apertamente minacciati. Anzi, peggio: oltre a non avere questo coraggio scrivi post per demotivare e contestare quelli che questo coraggio lo stanno dimostrando.
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mirco81



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 5:32 pm

Francesca4 ha scritto:
mirco81 ha scritto:
mirco81 ha scritto:
la rivoluzione "sotto-culturale" espressa da questa riforma è semplicemente un una involuzione, una regressione a condizioni lavorative deprivate dei diritti e delle tutele conquistate con i grossi sacrifici e con le dure lotte dei nostri predecessori...

questi nuovi barbari, portatori di presunte "innovazioni" neo-liberiste, sono semplicemente gli esecutori materiali di politiche che portano a un indebolimento e impoverimento dei lavoratori a favore delle banche e dei grossi poteri economici...

i nuovi barbari mirano a creare masse si lavoratori succubi, licenziabili e a basso costo al servizio dei padroni della "casta", legati a doppio filo con i grossi poteri economici

vi sembra innovativa questa idea o richiama alla mente certe condizioni socio-economiche proto-industriali dei secoli scorsi?

tutto questo è spiegato magistralmente in questo video, una vera chicca degli anni 80, che ci fa amaramente ridere su una tematica che appare quantomai attuale  e che alcuni vorrebbero spacciare per " innovazione culturale":




non è certo per ingenuità che si richiede una scuola azienda...

Ancora tu.
Ma non dovevamo non riferirci più ( parafrasando la celeberrima canzone di Battista).
Hai forse cambiato idea sui riferimenti umoristici?
O credi che la scuola possa essere seriamente come quella prefigurata dal film di Fantozzi?
Spero proprio di no...per te...per me... ma soprattutto per i ragazzi.
Firmato
L'ingenua scaltra come un diavolo.
Va bene così!

la lotta dei docenti e lo sciopero del 5 maggio serviranno proprio a scongiurare l' avvento della SCUOLA-AZIENDA e di questa cosiddetta "rivoluzione culturale" i cui risvolti deleteri sono magistralmente evidenziati con la sagace arte del "paradosso" nel "tragico" video che abbiamo potuto ammirare.

qualcuno ha detto:"una risata vi seppellirà"
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ghirettina



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 5:40 pm

Francesca4 ha scritto:



Punto 1
Quale sarebbe il meccanismo di scelta dei migliori, quello attuale forse?
Vogliamo parlare, allora, senza false ipocrisie, del punteggio di corsi e corsetti a pagamento, che, guarda caso, superano sempre tutti gli iscritti, perché non c'è una verifica finale seria delle competenze acquisite degna di questo nome?

E chi ha consentito che corsi e corsetti dessero punti, mago Zurlì?

Francesca4 ha scritto:

O vogliamo parlare della collezione punti alle paritarie che può essere spesa per entrare nel ruolo della statale, caso più unico che raro in tutto il mondo?

come sopra, chi ha consentito che i punteggi nelle paritarie, sempresialodato, valessero? Sempre mago Zurlì, tacciii sua...

Francesca4 ha scritto:

O preferisci parlare del punteggio sul sostegno che, quello più di tutti, garantisce priorità sui curricolari e sicura competenza sulla materia che magari si è smessa di insegnare dieci anni prima?

Norme pure queste inventate da mago Zurlì

Francesca4 ha scritto:

Punto 2
Perché ad oggi nella scuola lavorano solo i migliori?
Ne sei davvero così sicuro?

Sicuramente i migliori sono quelli in fondo a tutte le graduatorie, sicuro al  100 % (ci sei tu!)

Francesca4 ha scritto:

Invece ritengo che sia proprio la valutazione a dare nuovi stimoli a coloro che chiamiamo eufemisticamente "quelli meno motivati" che magari difronte alla prospettiva di tornare nell'albo territoriale troverebbero nuovi "perché" al loro lavoro e finalmente si impegnerebbero a svolgerlo meglio e con più assiduità.
Perché non si può, almeno, provare a cambiare?

Nuovi stimoli? Intendi dire che, nella tua visione dell'universo, precarizzare, rendere succube, mettere un sottoposto in condizione di temere sempre e comunque sia una condizione per ottenere il massimo? Ergo domattina vado dai miei tre bes e li minaccio di brutto, li costringo a due ore in più di esercitazioni, li isolo e così renderanno il meglio sicuramente, avranno nuovi stimoli, perchè si impegneranno a svolgerli meglio e con più assiduità, cavoli non ci avevo pensato...che sciocca, sarà che non ero alla millesima posizione della graduatoria...

Francesca4 ha scritto:

Sei, forse, un irriducibile sostenitore della sicura bontà di quello attuale?
O avresti una nuova soluzione da proporre?

Si si classi da 16/18 alunni,  sostegno vero, non 3 ore o 6 a settimana, niente bes (bisogna eliminare il sostegno) e dsa scoperti e vai di organico di diritto, senza ofu e fuffa varia.
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Perplessa



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 5:55 pm

ghirettina ha scritto:
Francesca4 ha scritto:




Invece ritengo che sia proprio la valutazione a dare nuovi stimoli a coloro che chiamiamo eufemisticamente "quelli meno motivati" che magari difronte alla prospettiva di tornare nell'albo territoriale troverebbero nuovi "perché" al loro lavoro e finalmente si impegnerebbero a svolgerlo meglio e con più assiduità.
Perché non si può, almeno, provare a cambiare?

Nuovi stimoli? Intendi dire che, nella tua visione dell'universo, precarizzare, rendere succube, mettere un sottoposto in condizione di temere sempre e comunque sia una condizione per ottenere il massimo? Ergo domattina vado dai miei tre bes e li minaccio di brutto, li costringo a due ore in più di esercitazioni, li isolo e così renderanno il meglio sicuramente, avranno nuovi stimoli, perchè si impegneranno a svolgerli meglio e con più assiduità, cavoli non ci avevo pensato...che sciocca, sarà che non ero alla millesima posizione della graduatoria...

Francesca4 ha scritto:

Sei, forse, un irriducibile sostenitore della sicura bontà di quello attuale?
O avresti una nuova soluzione da proporre?

Si si classi da 16/18 alunni,  sostegno vero, non 3 ore o 6 a settimana, niente bes (bisogna eliminare il sostegno) e dsa scoperti e vai di organico di diritto, senza ofu e fuffa varia.
Come dice Benigni al minuto 7.51, "vien via, tanto è inutile...."
https://youtu.be/6CyDUZprbTM
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Robert Bruce



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 5:57 pm

ghirettina ha scritto:

Nuovi stimoli? Intendi dire che, nella tua visione dell'universo, precarizzare, rendere succube, mettere un sottoposto in condizione di temere sempre e comunque sia una condizione per ottenere il massimo? Ergo domattina vado dai miei tre bes e li minaccio di brutto, li costringo a due ore in più di esercitazioni, li isolo e così renderanno il meglio sicuramente, avranno nuovi stimoli, perchè si impegneranno a svolgerli meglio e con più assiduità, cavoli non ci avevo pensato...che sciocca, sarà che non ero alla millesima posizione della graduatoria...

Appunto, la tecnica della paura non aiuta, anzi distrugge.
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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 8:02 pm

Francesca4 ha scritto:
http://www.orizzontescuola.it/news/iononsciopero-5-maggio-e-voglio-migliorare-ddl-scuola

Il link segnalato incarna perfettamente  tutte le potenzialità della riforma, concentrando la nostra attenzione su tutte le occasioni mancate per svecchiare ad oggi il sistema scuola.
Riassume, infatti, mirabilmente tutte le argomentazioni che ho cercato di sviluppare, bene o male, con chi fosse seriamente aperto al confronto e disposto anche a "cambiare idea" senza abbracciare posizioni statiche e sorpassate in maniera aprioristica.
E' vero, lo ammetto, sono questi i dirigenti con cui vorrei lavorare: persone serie e leali che non hanno paura di misurarsi sui risultati, assumendosi le responsabilità delle loro scelte, comunque vada, e stanchi, davvero stanchi, di avere le mani legate e non poter incidere, ad oggi, con le loro condivisibili  iniziative, sull'attuale sistema scolastico.

ancora i DS

http://www.orizzontescuola.it/news/anp-passi-indietro-sui-poteri-dei-presidi-svuoterebbero-senso-ddl
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 8:16 pm

lallaorizzonte ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
http://www.orizzontescuola.it/news/iononsciopero-5-maggio-e-voglio-migliorare-ddl-scuola

Il link segnalato incarna perfettamente  tutte le potenzialità della riforma, concentrando la nostra attenzione su tutte le occasioni mancate per svecchiare ad oggi il sistema scuola.
Riassume, infatti, mirabilmente tutte le argomentazioni che ho cercato di sviluppare, bene o male, con chi fosse seriamente aperto al confronto e disposto anche a "cambiare idea" senza abbracciare posizioni statiche e sorpassate in maniera aprioristica.
E' vero, lo ammetto, sono questi i dirigenti con cui vorrei lavorare: persone serie e leali che non hanno paura di misurarsi sui risultati, assumendosi le responsabilità delle loro scelte, comunque vada, e stanchi, davvero stanchi, di avere le mani legate e non poter incidere, ad oggi, con le loro condivisibili  iniziative, sull'attuale sistema scolastico.

ancora i DS

http://www.orizzontescuola.it/news/anp-passi-indietro-sui-poteri-dei-presidi-svuoterebbero-senso-ddl

Grazie Lalla!
Signore e signori, si va dunque verso l'assimilazione, tra l'altro anche economica ( e questo non farà certamente piacere a qualche docente)dei dirigenti scolastici con tutti gli altri dirigenti della pubblica amministrazione.
Dunque avremo: assunzione di responsabilità verso potere di organizzare al meglio le risorse per il buon funzionamento della scuola con conseguente agganciamento della retribuzione ai risultati conseguiti.
Ed è quello che sostengo ormai da mesi su questo forum!
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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 9:20 pm

grazie Lalla!

non per rompere il tuo idillio con quest' ingenua utente francesca4 che ti fa tanta simpatia....

non per contrastare queste incalzanti notizie circa i "4 presidi" cosi entusiasti verso la riforma e una dichiarazione dell' ANP

ma giusto per completezza d' informazione,

vorrei aggiungere altre news più "fresche" :





Dirigenti scolastici Lazio: ferma presa di posizione sul DDL scuola



Per la Struttura di comparto regionale della FLC CGIL, “La Buona Scuola” è una proposta che non risponde ai reali bisogni e alle effettive esigenze di miglioramento della scuola italiana.

http://www.flcgil.it/regioni/lazio/dirigenti-scolastici-lazio-ferma-presa-di-posizione-sul-ddl-scuola.flc

Il 16 aprile 2015 presso l’istituto Tecnico “Duca degli Abruzzi” di Roma si è svolta una assemblea regionale dei dirigenti scolastici indetta dalla FLC CGIL di Roma e del Lazio, con la partecipazione di Giovanni Carlini, responsabile nazionale dei dirigenti scolastici della FLC CGIL, candidato alle elezioni del CSPI del 28 aprile per la componente dirigenti scolastici. Al termine dell’assemblea la nuova ​struttura regionale di comparto dei dirigenti scolastici del Lazio​, riunitasi per l'insediamento e la designazione del responsabile, ​ha approvato all’unanimità il seguente ordine del giorno.

_____________________

Ordine del giorno della Struttura di comparto regionale dei dirigenti scolastici del Lazio

La struttura di comparto regionale dei dirigenti scolastici del Lazio condivide e fa proprie le valutazioni sul disegno di legge del Governo ”La Buona scuola” espresse dai colleghi nell'affollata assemblea dei dirigenti scolastici svoltasi a Roma il 16 aprile.

La struttura di comparto, pur riconoscendo positiva la presenza nel disegno di legge dell'incremento dei fondi per il funzionamento delle istituzioni scolastiche e pur ritenendo necessario giungere in tempi più brevi possibili alle misure, seppur contraddittoriamente presenti nel ddl, quali le assunzioni del personale precario e l’intenzione di introdurre l'organico funzionale per il potenziamento dell'offerta formativa,

esprime forte preoccupazione in merito alle nuove responsabilità attribuite ai dirigenti scolastici attraverso strumenti inutili, sbagliati e persino controproducenti.

Con l'attribuzione ai dirigenti scolastici di compiti impropri, estranei al loro profilo e al loro ruolo di gestione, coordinamento e garanzia delineato dal Decreto Legislativo 165/2001 verrebbe totalmente stravolta la natura stessa della dirigenza scolastica della scuola autonoma.

In particolare, la struttura di comparto regionale ritiene che affidare al ds, al di fuori di un percorso condiviso e contrattuale, la scelta dei docenti da utilizzare nelle scuole, la valutazione e il riconoscimento del merito e l’attribuzione di incrementi retributivi, possa incidere sulla libertà di insegnamento e sull’autonomia professionale dei docenti costituzionalmente tutelate, e sta già alimentando all'interno delle scuole un immotivato clima conflittuale che getta discredito sull'intera categoria dei dirigenti scolastici.

La struttura di comparto regionale ritiene lesiva dell’autonomia scolastica, che il ddl dichiara di voler potenziare, e dell’autonomia della funzione gestionale propria della dirigenza scolastica la valutazione da parte dell’USR e del MIUR del piano triennale dell’offerta formativa, in termini di una generica coerenza con gli obiettivi declinati dall’art. 2 del ddl; esprime inoltre preoccupazione per la delega in bianco al Governo sulle modalità di assunzione dei dirigenti scolastici e sulla valutazione e valorizzazione del merito, al di fuori del perimetro e delle prerogative contrattuali.

I dirigenti scolastici considerano il ddl “Buona Scuola” una proposta non rispondente ai reali bisogni e alle effettive esigenze di miglioramento della scuola, poiché disattende del tutto le richieste, più volte avanzate dai dirigenti scolastici, di liberare la scuola dalle “molestie burocratiche" che ne appesantiscono inutilmente il lavoro, ostacolando il raggiungimento di soddisfacenti standard di qualità e il miglioramento dei processi di insegnamento e apprendimento.

Mancano inoltre nel ddl soluzioni ai problemi che dal primo settembre avranno tutte le scuole per le conseguenze della legge di stabilità 2015: ulteriore riduzione del personale amministrativo e tecnico, impossibilità di sostituire i docenti assenti per un giorno nella scuola dell’infanzia e primaria, i collaboratori scolastici per periodi inferiori a 7 gg, gli assistenti amministrativi e tecnici, eliminazione degli esoneri dei collaboratori del ds.

Si tratta di misure già prese che contraddicono palesemente le intenzioni dichiarate di voler migliorare la scuola e che debbono essere ritirate.

Anche la presenza dei 35 milioni annui (lordo stato) a partire dal 2015/16 appare una misura assolutamente insufficiente per restituire ai dirigenti scolastici quanto sottratto dal blocco Tremonti e si rivela volutamente ingannevole perché fa passare per incentivo legato alle nuove responsabilità la restituzione di fondi contrattuali appartenenti alla categoria.

Infatti il Governo già nel dicembre 2014 si era impegnato a reperire i fondi necessari a sanare gli effetti paradossali dell’applicazione del blocco della retribuzioni al Fondo Unico Nazionale: il Mef ha contestato la corretta applicazione della legge fatta dal MIUR, ricalcolando al ribasso gli importi spettanti alle Regioni addirittura dopo che i relativi contratti integrativi erano stati registrati dalla Corte dei Conti.

E ora nella relazione tecnica al ddl i dirigenti scolastici leggono che il Governo, con un disinvolto voltafaccia, dopo l’impegno a trovare una soluzione al problema, aderisce all’interpretazione del MEF non restituendo ai dirigenti le somme sottratte per tre anni e prevedendo che una parte di esse (25 milioni lordo dipendente annui contro i 58 milioni anni sottratti) vadano a incrementare dal 2015/2016 il fondo così depauperato.

Non è questo il trattamento che meritano i dirigenti scolastici per il loro quotidiano impegno a far funzionare le scuole assicurando la qualità del servizio di istruzione in tutte le scuole della repubblica.

La struttura di comparto dei dirigenti scolastici FLC CGIL del Lazio ritiene che sia necessario che la dirigenza scolastica, reclutata con pubblici concorsi e non designata attraverso incarichi fiduciari dei direttori regionali - come sembrano far pensare alcune dichiarazioni del presidente del consiglio e del ministro Giannini e i ritardi incomprensibili nell’emanazione del Bando per il nuovo concorso - sia valorizzata nelle sue funzioni di garanzia, promozione e coordinamento della didattica e dello sviluppo dell’autonomia per il miglioramento della scuola pubblica; ottenga il rinnovo del contratto di lavoro, il raggiungimento degli obiettivi dell’equiparazione retributiva interna ed esterna con le altre dirigenze pubbliche e la restituzione delle risorse contrattuali tagliate.
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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 9:36 pm

Babbeus ha scritto:

Le tue obiezioni partono dal presupposto errato che il sistema serva a selezionare dei docenti, non è così serve solo a stabilire delle priorità nelle scelte in base all'anzianità di servizio, cosa che garantisce stabilità a lungo termine, tutto nella filosofia delle "tutele crescenti" che tanto piace a questo governo.

Un sistema che non selezioni docenti è da respingere a priori.
Per cui ben vengano i futuri concorsi.
Il fatto che sia in Gae non mi può spingere fino al punto di dire che quello fosse il sistema migliore per selezionare gli insegnanti dei miei figli.
Sostenere il contrario vorrebbe dire essere degli opportunisti senza scrupoli.
Ma prevengo anche la tua possibile obiezione, dicendoti che personalmente non mi ritengo tale, pur essendo in gae, perché questo sistema degenerato  di selezione non l'ho voluto io, ed è giusto che lo Stato che ne ha permesso la creazione, ora tuteli chi è dentro quella graduatoria e ponga fine per sempre a questo stato di cose inserendo gli aventi diritto in ruolo e voltando definitivamente pagina con i futuri concorsi.



Babbeus ha scritto:

Stai passando di palo in frasca: si parlava del sistema degli albi e chiamate dirette per docenti in ruolo, non c'entra nulla l'anno di prova, a meno che tu non creda che dopo l'anno di prova si esce dagli albi.

Tu parlavi del sistema degli albi, io parlavo del fatto che il mancato superamento dell'anno di prova costituisce comunque, piaccia o meno, un sistema di selezione del corpo docente

Babbeus ha scritto:

La parola "scarti" nel mio discorso designa unicamente le persone che non sono state "scelte" da un qualche dirigente, non ha alcuna accezione negativa. Se per "arginare questa amara realtà" tu intendi dire "impedire a un certo numero di docenti meno graditi ai dirigenti di continuare ad insegnare" allora l'unico modo è istituire il licenziamento discrezionale, cosa che al momento non mi risulta prevista dal ddl (e che contribuirebbe a renderlo politicamente ancora più improponibile).

Ed è a questo punto che confondi le acque, perché io parlavo invece di docenti obiettivamente non motivati e poco inclini a lavorare, che sono e rimangono tali anche agli occhi dei loro colleghi non solo a quelli del DS
Cosa dovremo fare premiarli?

Babbeus ha scritto:

Nella scuola attuale grazie al cielo ciò che descrivo non è accompagnato da ricatti e coercizioni che ledono la libertà e mortificano la funzione del docente, almeno nella scuola pubblica (nella privata purtroppo sì). Tu vorresti invece aggravare la situazione attuale regolando queste problematiche con nuovi poteri coercitivi dei dirigenti. E' esattamente questo quello che c'è da perdere, non ti è ancora chiaro? Vuoi lavorare con la prospettiva di non poter chiedere congedi per maternità e non poter scioperare perché rischi il trasferimento forzoso? Vuoi lavorare con il rischio di dover cambiare continuamente sede in base a decisioni discrezionali di altri?

Quelle di cui mi parli e che ti ho evidenziato, si chiamano violazioni di diritti costituzionalmente garantiti, concedimelo, ma non credo affatto che il l'esercizio di questi diritti potrebbe essere limitato dai DS, per quanto spregiudicati possano essere.
Ti ricordo sommessamente, infatti che potrebbero configurarsi gli estremi per la contestazione di veri e propri reati.
Se poi i docenti ignorano i loro diritti o evitino, per quieto vivere,  di attivare le tutele che gli spettano, allora ben meritano questi DS.

Babbeus ha scritto:

Parla per te: sei tu che non hai il coraggio di lottare per i tuoi diritti nel momento in cui questi sono apertamente minacciati. Anzi, peggio: oltre a non avere questo coraggio scrivi post per demotivare e contestare quelli che questo coraggio lo stanno dimostrando.

Non venirmi a parlare di coraggio, per favore!
Sono settimane che lotto contro chi vorrebbe ridurmi al silenzio, ma il fatto è che le mie idee non sono uguali alle tue, ed evidentemente io sostengo le mie ragioni e non inseguo le fantasie di DS sanguinari pronti a sbranare i docenti indifesi.[/quote]
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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 9:49 pm

mirco81 ha scritto:
grazie Lalla!

non per rompere il tuo idillio con quest' ingenua utente francesca4 che ti fa tanta simpatia....

non per contrastare queste incalzanti notizie circa i "4 presidi" cosi entusiasti verso la riforma e una  dichiarazione dell' ANP

ma giusto per completezza d' informazione,

vorrei aggiungere altre news più "fresche" :





Dirigenti scolastici Lazio: ferma presa di posizione sul DDL scuola

.

diciamo quindi che ci sono entrambe le posizioni. questo non vuol dire che la prima non esista o che quella indicata da te debba necessariamente essere corretta. indicare un altro punto di vista significa solo invitare alla lettura (il tuo link lo avevamo già letto, dato che non ci fai mancare nulla!)
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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 9:53 pm

Bah...scusate se vi faccio una domanda, ma perchè state ancora rispondendo?
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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 9:57 pm

Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Dei linotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Babbo, che eri un gran cacciatore
Di quaglie e di fagiani
Caccia via queste mosche
Che non mi fanno dormire
Che mi fanno arrabbiare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

E' inutile
Non c'è più lavoro
Non c'è più decoro
Dio o chi per lui
Sta cercando di dividerci
Di farci del male
Di farci annegare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Con la forza di un ricatto
L'uomo diventò qualcuno
Resuscitò anche i morti
Spalancò prigioni
Bloccò sei treni
Con relativi vagoni
Innalzò per un attimo il povero
Ad un ruolo difficile da mantenere
Poi lo lasciò cadere
A piangere e a urlare
Solo in mezzo al mare
Com'è profondo il mare

Poi da solo l'urlo
Diventò un tamburo
E il povero come un lampo
Nel cielo sicuro
Cominciò una guerra
Per conquistare
Quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore
Doveva coltivare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Ma la terra
Gli fu portata via
Compresa quella rimasta addosso
Fu scaraventato
In un palazzo,in un fosso
Non ricordo bene
Poi una storia di catene
Bastonate
E chirurgia sperimentale
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Intanto un mistico
Forse un'aviatore
Inventò la commozione
E rimise d'accordo tutti
I belli con i brutti
Con qualche danno per i brutti
Che si videro consegnare
Un pezzo di specchio
Così da potersi guardare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo
Di questo mondo
Che a loro indubbiamente
Doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare

E' chiaro
Che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa
E' muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perchè lo protegge il mare
Com'è profondo il mare

Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l'oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare
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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 10:01 pm

lallaorizzonte ha scritto:
mirco81 ha scritto:
grazie Lalla!

non per rompere il tuo idillio con quest' ingenua utente francesca4 che ti fa tanta simpatia....

non per contrastare queste incalzanti notizie circa i "4 presidi" cosi entusiasti verso la riforma e una  dichiarazione dell' ANP

ma giusto per completezza d' informazione,

vorrei aggiungere altre news più "fresche" :





Dirigenti scolastici Lazio: ferma presa di posizione sul DDL scuola

.

diciamo quindi che ci sono entrambe le posizioni. questo non vuol dire che la prima non esista o che quella indicata da te debba necessariamente essere corretta. indicare un altro punto di vista significa solo invitare alla lettura (il tuo link lo avevamo già letto, dato che non ci fai mancare nulla!)
o
si però il mio link non è in prima pagina di orizzntescuola come quelli che hai indicato tu.... anche uno sulla posizione di 4 presidi (mah)....

e allora direi... meno male che ci sono io che non vi faccio mancare nulla ... sai com'è sempre per "completezza d' informazione"....

Lalla ma tu da che parte stai? x chi ti batte il cuore ?

ogni volta sembri propendere dall' altra parte sia per le tue "simpatie" che per i link che ci tieni a mettere in evidenza...


Ultima modifica di mirco81 il Lun Apr 27, 2015 10:07 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 10:05 pm

mirco81 ha scritto:


Lalla ma tu da che parte stai? x chi ti batte il cuore ?

ogni volta sembri propendere dall' altra parte sia per le tue "simpatie" che per i link che ci tieni a mettere in evidenza...

io sto dalla parte del forum e quanto accaduto in questi giorni in queste pagine è assolutamente grave. io voglio che ognuno possa esprimere la propria idea, giusta o sbagliata che sia, condivisibile o meno. questo a qualcuno non piace.

Per rispondere al tuo appunto: quante sono in proporzione le notizie su OS contro la riforma rispetto a quelle a favore? ritengo quindi l'appunto fuori luogo. D'altronde non mi risulta che i DS di cui parli abbiano fatto richiesta di pubblicazione su OS.
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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 10:09 pm

io però mi riferivo ai link che stimolano la tua personale sensibilità... e che tu hai personalmente linkato...


se fossi contro la riforma che problemi avresti a dichiararlo Lalla?

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MessaggioOggetto: Re: Rivoluzione culturale e potenzialità della riforma   Lun Apr 27, 2015 10:09 pm

Mi dispiace, ma nonostante ti sia grata per aver evocato i miei ricordi di bimba legati allo zecchino d'oro, le uniche tue affermazioni degne di replica sono solo le due che seguono

ghirettina ha scritto:


Nuovi stimoli? Intendi dire che, nella tua visione dell'universo, precarizzare, rendere succube, mettere un sottoposto in condizione di temere sempre e comunque sia una condizione per ottenere il massimo? Ergo domattina vado dai miei tre bes e li minaccio di brutto, li costringo a due ore in più di esercitazioni, li isolo e così renderanno il meglio sicuramente, avranno nuovi stimoli, perchè si impegneranno a svolgerli meglio e con più assiduità, cavoli non ci avevo pensato...che sciocca, sarà che non ero alla millesima posizione della graduatoria...

Non mi sono mai riferita a queste situazioni, parlavo di altro.
Non ho mai creduto nella coercizione di nessuno.
Non ho neanche mai dato schiaffi o percosso i miei figli, figuriamoci se posso solo pensare di maltrattare, minacciare o costringere qualcun altro.
Sulla evidente provocazione, sorvolo!

ghirettina ha scritto:

Si si classi da 16/18 alunni,  sostegno vero, non 3 ore o 6 a settimana, niente bes (bisogna eliminare il sostegno) e dsa scoperti e vai di organico di diritto, senza ofu e fuffa varia.

Peccato che in tutto l'occidente si pensi invece di potenziare l'offerta didattica con personale in organico funzionale che svolgerebbe anche altre attività complementari alla didattica e funzionali alla formazione completa dei ragazzi.
Ma naturalmente, sei tu l'unica fonte della verità assoluta!
Come mai non ci avevo pensato?
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