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 Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Dom Mag 10, 2015 2:13 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2015/05/10/ragazzo-in-gita-scolastica-morto-in-hotel-a-milano_862a5af7-8224-4513-aee3-3e6946279448.html
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naneddu



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Lun Mag 18, 2015 3:21 pm

condivido pienamente :-)
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Lun Mag 18, 2015 5:41 pm

Io no!!
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Lun Mag 18, 2015 10:29 pm

Ire ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Purtroppo questa libertà di scelta di alcuni può creare aspettative e quindi ledere la libertà e la dignità professionale degli altri. Se c'è chi paga per lavorare,  come possono gli altri pretendere giustamente di vedere retribuito il proprio lavoro?

questo ragionamento si porta immancabilmente alle situazioni in cui un dipendente di un qualsiasi datore di lavoro, con coscienza e personale senso di responsabilità si approccia al lavoro dando il meglio di se stesso, magari anche dando una mano agli altri:  quante volte viene boicottato dai colleghi, quante volte gli vengono fatti dispetti e quante volte le scarpe?

Perchè?  perchè il suo coscienzioso lavoro mette gli altri in difficoltà. Perchè il suo coscienzioso lavoro evidenzia il non lavoro degli altri...


Il suo "coscenzioso lavoro" svaluta il mio "coscenzioso lavoro". Il suo "coscenzioso lavoro" svaluta la mia professionalità, svendendola a zero euro. Io ho una laurea, due abilitazioni (passate con selezione in ingresso, non regalate) e una terza in fase di lavorazione (sempre con selezione), so destreggiarmi piuttosto bene in Inglese e me la cavicchio in altre due lingue. Il mio lavoro lo faccio volentieri e con impegno. Ma pretendo che la mia professionalità venga riconosciuta. Se uno entra nel mio stesso mercato e si vende a costo zero, per come la vedo io, fa del dumping salariale nei miei confronti.

E fa un pessimo servizio anche alla società, perché scaccia dal mio settore i migliori, che cercano mercati dove non subiscano la concorrenza di gente che è disposta a lavorare gratis.

Trent'anni fa c'erano migliaia di laboratori di sartoria dalle mie parti. Poi è cominciata la concorrenza dei paesi asiatici a basso costo. Ora i laboratori di sartoria non ci sono più... ma le camice che si comprano all'ipermercato oggi non sono le stesse che si compravano in negozio 30 anni fa.

I martiri ed i volontari vanno bene per la Caritas e per le ONG. Se qualcuno ha questa vocazione lo inviterei a presentarsi a questo tipo di organizzazioni. Ma gli insegnanti non sono (o non dovrebbero essere) ne volontari ne martiri. Dovrebbero essere professionisti.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Lun Mag 18, 2015 11:11 pm

Ire, scusa se entro sul personale, ma verrebbe spontaneamente da chiederti se tu abbia mai lavorato in vita tua, o in caso affermativo, a quanti decenni fa risale il tuo ultimo contatto con il concetto di "lavoro". Perché tu....

a) sembri non avere la più pallida idea di cosa significhi il concetto di "lavoro" (e in particolare di cosa significhi il concetto di "rapporto di lavoro formalmente regolato da un contratto";

b) sembri non avere la più pallida idea di cosa significhi "aver bisogno di uno stipendio per vivere", e quindi rivendicare che il proprio lavoro sia ricompensato equamente, e non solo con le soddisfazioni emotive personali.

Se poi non è vero, vuol dire che ho fatto una deduzione sbagliata e mi scuso, ma ti assicuro che quello che traspare dai tuoi scritti è proprio questo: tu parli del lavoro esattamente come se fosse la stessa cosa di un'attività di volontariato o di una missione ideologica, quando invece non è così.

Fattene una ragione.

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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Mar Mag 19, 2015 7:43 am

Mah, paniscus, per come ho avuto modo di sperimentare, tutto dipende dalle qualità personali e professionali di ognuno. Chi si fa sfruttare, chi non rivendica con correttezza e fermezza i propri diritti viene visto malissimo da chiunque e viene sfruttato e calpesato: se non si è capaci di garantire se stessi, figuriamoci se si può essere capaci di fare qualcosa di buono per il lavoro, per l'azienda e per gli altri.



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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Mar Mag 19, 2015 8:06 am

Parlate di volontariato come se fosse una cosa che si fa tanto per fare quando se ne ha voglia e questo la dice lunga..

L'impegno di volontariato una volta preso si porta avanti con serietà e rigore professionale (e anche qui tornano fuori le qualità di cui sopra)
Nemmeno nel volontariato i quaquaraquà fanno qualcosa di buono, nemmeno nel volontariato i quaquaraquà hanno soddisfazioni.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Mar Mag 19, 2015 12:36 pm

Infatti non mi sono minimamente sognata di dire che il volontariato sia qualcosa "che si fa tanto per fare quando se ne ha voglia", questo l'hai dedotto TU, ma io non lo dico e non lo penso.

Altrimenti avrei usato la parola "hobby", non la parola "volontariato", visto che conosco benissimo la differenza.

Come non penso affatto che il volontariato debba essere caratterizzato da leggerezza e superficialità, o tantomeno penso che sia un'attività di tutto riposo che non costa fatica (magari ti sembrerà incredibile, ma il volontariato l'ho fatto anch'io, e conosco un'infinità di persone che lo fanno, quindi credo di avere una qualche idea di cosa si tratti).

So benissimo che esistono tante persone che fanno volontariato con impegno serissimo, con fatica e sacrifici, e con responsabilità analoghe a quelle di una professione.

Ma resta il fatto che NON E' una professione, che ha caratteristiche diverse, e che è sbagliato parlare di lavoro e giudicare le situazioni di lavoro con le stesse categorie di pensiero che invece sono adeguate al volontariato. Tutto lì.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Mar Mag 19, 2015 1:01 pm



I medici di emergency o quelli che aprono ambulatori gratuiti per i poveri, i tecnici della protezione civile che prestano la loro opera in caso di calamità, questi non svolgono la loro professione perchè sono volontari? Che fanno, allora, sbagliano gli interventi chirurgici? Sbagliano terapia, impiantano campi per sfollati facendo in modo che le fognature trabocchino?

Lo stipendio non mina in alcuna maniera la professionalità di una persona che, volontaria o meno deve sapersi muovere soprattutto nelle situazioni difficili, conoscere finalità diritti e doveri fronire collaborazuione alle altre figure coinvolte, ai colleghi, mostrare rispetto per ciò che e per chi lo circonda e ottenerlo da loro. A queste condizioni non è difficile, se lo dovesse essere si ritorna da capo: conoscere finalità, diritti e doveri.

Credimi, se qualcuno nella mia attività, viene a dirmi che esercitando un mio diritto di agire metto in difficoltà lui che desidera esercitare il diritto di non agire.. prendo atto e imparo dove collocarlo.


Non gli rispondo certo, perchè non ne vale proprio la pena: che la situazione potrebbe essere tranquillamente capovolta e se io non agissi per assecondare lui, il mio diritto di agire ne verrebbe leso. Questo è un concetto che quella persona difficilmente riuscirebbe a capire.



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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Mar Mag 19, 2015 1:08 pm

Ire ha scritto:
I medici di emergency o quelli che aprono ambulatori gratuiti per i poveri,  i tecnici della protezione civile che prestano la loro opera in caso di calamità, questi non svolgono la loro professione perchè sono volontari?  Che fanno, allora, sbagliano gli interventi chirurgici?  Sbagliano terapia, impiantano campi per sfollati facendo in modo che le fognature trabocchino?

Faccio presente che hai risposto esattamente all'osservazione CONTRARIA rispetto a quella che ho fatto io.

Non so se lo fai apposta o se proprio NON CAPISCI la mia osservazione, magari spiegamelo.

L.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Mar Mag 19, 2015 1:25 pm

La capisco benissimo la tua osservazione ma siccome tu continui a dire che chi è dipendente non ha le stesse caratteristiche di chi svolge un lavoro volontario, cerco di dimostrati che hai una visione sbagliata dei rapporti in qualsivoglia modo regolati.

Nel volontariato, esattamente come nei rapporti di dipendenza, chi riesce a fare qualcosa per gli altri è chi ha la capacità di fare qualcosa per se stesso.

Il fatto di essere costretti a lavorare per portare a casa lo stipendio non significa avere il dovere di rinunciare ai propri diritti.

Il fatto di lavorare per motivi diversi dallo stipendio, lavorare tanto e in modo altamente professionale, a favore di qualcun altro non significa affatto avere il dovere di farsi sfruttare.


Non è la qualità del rapporto è la qualità delle persone che in quel rapporto si muovono.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Mar Mag 19, 2015 3:21 pm

Ire ha scritto:


I medici di emergency o quelli che aprono ambulatori gratuiti per i poveri,  i tecnici della protezione civile che prestano la loro opera in caso di calamità, questi non svolgono la loro professione perchè sono volontari?  Che fanno, allora, sbagliano gli interventi chirurgici?  Sbagliano terapia, impiantano campi per sfollati facendo in modo che le fognature trabocchino?


Sono sante persone. Ammirabili e che meritano rispetto. Ma lo fanno in un contesto diverso rispetto a quello della scuola. Il volontariato fatto nelle ONG, nella protezione civile etc etc... è sacrosanto. Il volontariato fatto a scuola a danno degli altri, di quelli che fanno gli insegnanti per campare, no.

Se vogliono fare gli insegnanti volontari aprano un doposcuola gratuito a casa loro.



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Perplessa



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Mar Mag 19, 2015 3:57 pm

Ire ha scritto:


I medici di emergency o quelli che aprono ambulatori gratuiti per i poveri,  i tecnici della protezione civile che prestano la loro opera in caso di calamità, questi non svolgono la loro professione perchè sono volontari?  Che fanno, allora, sbagliano gli interventi chirurgici?  Sbagliano terapia, impiantano campi per sfollati facendo in modo che le fognature trabocchino?



Scusate se vado un po' in OT, ma i medici di Emergency li pagano, almeno quelli in pianta stabile (se ci vai un mese, avrai giusto i rimborsi, vitto e alloggio, immagino). Così come quelli delle altre ONG. E gli operatori della Protezione Civile sono in gran parte dipendenti pubblici che fanno capo a quella struttura (poi ci sono quelli che si uniscono in caso di calamità naturale, che sono i volontari delle varie Misericordie, croci rosse verdi e gialle etc). L'opera di volontariato, per i medici di Emergency, consiste nell'andare ad operare in zone difficili. Ma credo non sia difficile immaginare che non sarebber in molti a potersi permettere di partire per l'Afghanistan per un anno, per lavorare senza stipendio.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Mar Mag 19, 2015 4:47 pm

Tutto quello che hai detto tu e molto altro nel mondo del volontariato : - )

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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Dom Mag 24, 2015 10:06 am

Rispondo a Lenar e mac67 in relazione a

http://www.orizzontescuolaforum.net/t105091-colpevoli

Non so quanto si possa parlare di colpevolezza in questo ed in tutti gli altri casi; certo che le riflessioni di Lenar sono pienamente condivisibili, a prescindere dalla dinamica di quest'evento.

Vorrei solo aggiungere: non esitiamo a chiedere ai nostri ragazzi 2 - 300 € per la visita d'istruzione, e loro non esitano (se ne hanno la disponibilità) ad aderire.
Quanti di loro sarebbero disposti a spendere la stessa cifra per pagare un docente madrelingua che faccia delle lezioni pomeridiane aggiuntive ?
Quanti contribuirebbero ad inizio anno per l'acquisto di una LIM (pari importo) che li aiuterebbe per il resto del percorso ?
Quanti spenderebbero gli stessi soldi per arricchire la biblioteca scolastica, per consentirgli di approfondire quanto appena accennato nei testi adottati ?
Quanti di loro sarebbero disposti a finanziare un'azienda, pagando del personale che si dedicherebbe a loro (rinunciando ad essere produttivo) in un tutoraggio come Dio comanda, durante i periodi di alternanza scuola lavoro ?

Per il cazzeggio i soldi si trovano (quasi) sempre e con gioia, per l'istruzione un po' meno.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Dom Mag 24, 2015 10:31 am

Beh... ora che l'uscita didattica sia cazzeggio mi pare grossa.
Posso anche condividere il fatto che vista la situazione sarebbe forse opportuno valutare bene l'opportunità di accompagnare le classi, ma che un viaggio per visitare i Fori romani piuttosto che la Torre di Pisa o il Salone del libro o quello che volete sia cazzeggio...
A me non risultano viaggi per partecipare a rave party o svaligiare centri commerciali
Se le condizioni non fossero quelle che sono la didattica fatta fuori dall'aula sarebbe utilissima
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eli.edo



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Dom Mag 24, 2015 12:55 pm

Condivido in pieno le parole di Lucetta 10
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Dom Mag 24, 2015 2:23 pm

eli.edo ha scritto:
Condivido in pieno le parole di Lucetta 10
Io no.
Quattro anni fa lavoravo in un professionale ed ebbi modo di stupirmi dell'interesse dimostrato dai miei alunni di prima verso il salone del libro; erano loro a chiedere di essere portati.
Chiedendone spiegazione mi risposero che la loro intenzione era entrare con la docente, poi non avrebbero certo girato tutti insieme e quindi ne avrebbero approfittato per uscire e farsi un giro tranquilli in Torino.
Tutto mi sembrò più normale.

Pensi veramente che i ragazzi che spingono per andare a Parigi lo facciano con l'ansia di vedere il Louvre ?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Dom Mag 24, 2015 2:46 pm

Questa osservazione basata su un racconto di quanto ti ha riferito un alunno una volta non ha molto valore.
Come al solito poi si dà per scontato che i ragazzi siano tutti degli imbecilli
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Dom Mag 24, 2015 6:08 pm

lucetta10 ha scritto:
Questa osservazione basata su un racconto di quanto ti ha riferito un alunno una volta non ha molto valore.
Come al solito poi si dà per scontato che i ragazzi siano tutti degli imbecilli
Non serve essere degli imbecilli per non prendere sul serio il salone del libro.

Ci sono andato una volta; una grande libreria, tanti stand dove venivano esposti i vari libri delle varie case editrici; un biglietto d'ingresso e nessuno sconto fiera per acquistare i libri.

Quando voglio acquistare un libro so già quale, vado dove c'è (magari su Amazon) e me lo compro; se devo spendere soldi per entrare in una libreria allora mi aspetto che a compensazione quella libreria pratichi prezzi più bassi.

Ma forse tu volevi dire che i ragazzi che vanno al salone del libro desiderano partecipare alle varie conferenze che in libreria di solito non ci sono.

Sono sfortunato io che non ho mai incontrato studenti così appassionati.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Dom Mag 24, 2015 7:16 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Questa osservazione basata su un racconto di quanto ti ha riferito un alunno una volta non ha molto valore.
Come al solito poi si dà per scontato che i ragazzi siano tutti degli imbecilli
Non serve essere degli imbecilli per non prendere sul serio il salone del libro.

Ci sono andato una volta; una grande libreria, tanti stand dove venivano esposti i vari libri delle varie case editrici; un biglietto d'ingresso e nessuno sconto fiera per acquistare i libri.

Quando voglio acquistare un libro so già quale, vado dove c'è (magari su Amazon) e me lo compro; se devo spendere soldi per entrare in una libreria allora mi aspetto che a compensazione quella libreria pratichi prezzi più bassi.

Ma forse tu volevi dire che i ragazzi che vanno al salone del libro desiderano partecipare alle varie conferenze che in libreria di solito non ci sono.

Sono sfortunato io che non ho mai incontrato studenti così appassionati.


I non "appassionati" se ne fregano anche (soprattutto) delle quattro chiacchiere in classe, e come non vanno al Louvre per la Gioconda (dici tu!) non vengono certo a scuola per ascoltare la nostra brillante retorica.
E non è che per dare un'occhiata leggermente interessata al Louvre si debba proprio essere degli appassionati d'arte (in epoca di turismo di massa!).
La premessa ci impedisce di trovarci: se credi veramente che di fronte alla Reggia di Caserta o al Colosseo ragazzi che non escono nemmeno dal loro quartiere se ne stiano tutti con le dita nel naso, che siano tutti indifferentemente delle proto-scimmie (con rispetto delle proto-scimmie) non concepirai non solo un'uscita didattica, ma nemmeno una bella lettura, una chiacchierata, uno scambio di fazzoletti di carta. E allora non parliamo neanche più del rischio che si corre a portare i ragazzi in gita o della mancanza di garanzie e supporto che vengono date agli insegnanti accompagnatori: se l'uscita è inutile in sé, meglio che la situazione rimanga com'è, non capisco perché te ne lagni.
Per il resto, mi si deve dimostrare che si possa essere più efficaci a descrivere una domus romana piuttosto che l'orto botanico che non a farli vedere (che d'altra parte è la stessa differenza che corre tra "frequentare" una libreria e "cercare" un libro su Amazon)
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MessaggioOggetto: Re: Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.   Dom Mag 24, 2015 7:41 pm

Io ho partecipato solo una volta a un viaggio d'istruzione "lungo", ho portato una terza classe di un liceo classico in Umbria. Mi avevano "incastrato" chiedendomi in classe una generica disponibilità io ingenuamente dissi di sì convinta si trattasse di una possibilità "remotissima" ovviamente mi trovai coinvolta prima che me ne rendessi conto. Ero alle prime esperienze (prima avevo insegnato alle scuole private dove "viaggi" non se ne organizzavano) e tutti a farmi le "condoglianze" per quello che mi avrebbe aspettato essendo una classe non molto amata dal consiglio di classe per lo scarso rendimento e una certa indisciplina (io che lo stesso anno avevo anche un ITG di provincia di mezzi delinquenti e un serale li trovavo paradisiaci :D).
Insegnando scienze ma avendo a suo tempo frequentato un istituto d'arte prima di partire ripassai o meglio studiai di impegno dal mio vecchio testo di storia dell'arte (il mitico Argan) quello che avremmo visto e comprai una guida sui luoghi che avremmo visitato. L'esperienza fu stancantissima ma molto bella. I ragazzi per la maggior parte era interessata a ciò che vedevamo, ovvio che c'era anche del divertimento ma quando aggiungevo due parole su quanto visitavamo alcuni ragazzi facevano domande interessate, chiedevano altri particolari (anche se la lunghissima introduzione all'ingresso fatta dalla collega di storia in piedi, all'aperto in cui si sentiva poco o niente era obiettivamente seguita da pochissimi, forse sarebbe stato meglio fornire qualche dispensa) si incuriosirono al tema del restauro conservativo VS restauro falsificante etc.
Avevo portato un gioco di carte di società e con lo spirito di contraddizione tipico dei ragazzi non vollero assolutamente andare alla discoteca prenotata dalla collega accompagnatrice dell'altra classe e preferirono rimanere nella hall dell'albergo a giocare tutti insieme con me. L'unica bravata furono due ragazzi che comprarono sottobanco una bottiglia di vino per berla una sera in stanza, una bottiglia di vino divisa tra una decina di ragazzi, ne saranno riusciti a bere meno di un bicchiere a testa. Eppure fu una faticaccia pazzesca, rimasi in tensione tutti e cinque i giorni, andando a letto tardissimo per svegliarmi presto. L'albergo ci fece i complimenti per il comportamento dei ragazzi ma vista la fortuna avuta (mi sono resa conto che è davvero impossibile sorvegliarli sul serio SEMPRE!) giurai a me stessa di non partecipare mai più.
Tuttavia non mi sento di dire che si tratta sempre di una perdita di tempo, molto dipende dalla classe, da come viene preparata l'uscita e dalla ricaduta successiva nella didattica ordinaria...
p.s. le uscite di una sola giornata le organizzo, incastrate nella didattica ordinaria (mostra sul cibo e l'arte a Brescia, quest anno nelle seconde in cui faccio Biologia e abbiamo affrontato il tema dell'alimentazione da diversi punti di vista, museo di scienze Naturali con riconoscimento sul campo delle rocce dopo aver già affrontato l'argomento in classe etc.) e devo dire che mediamente partecipano in modo attivo con alcune "sorprese" (ragazzi di solito passivi che mostrano insperati guizzi di interesse e ragazzi bravini più amorfi e disinteressati) ma è sempre qualcosa di strettamente legato a quanto si fa in classe, valuto e "premio" la partecipazione attiva e successivamente faccio sì che nelle valutazioni rientri in qualche modo quanto fatto.
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Povero ragazzo ..... e poveri insegnanti.
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