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 Collega inetto: cosa fare?

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mystika



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MessaggioOggetto: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 12, 2015 5:08 pm

Promemoria primo messaggio :

Cari colleghi,
vi chiedo consiglio su una situazione sgradevole e delicata.
Sono docente di sostegno in compresenza con un collega curricolare che non prova neanche a fare lezione. Entra in classe, si siede, e per tutta l'ora si fa i fatti suoi con l'ipad. Gli alunni nella migliore delle ipotesi studiano altre materie, altrimenti bivaccano giocando al cellulare, etc. Quando ci sono anch'io, insisto perché facciano qualcosa e non escano dall'aula, ma a volte mi rispondono candidamente: "se non importa niente a lui, lei non si sbatta troppo".
Durante le verifiche, è il caos e i voti sono tutti positivi, quindi i genitori non si lamentano.
Il suo tutor (è in anno di prova) alza le mani perché dice che tanto l'anno di prova è una farsa e lui non può farci niente, ma io ho paura che torni nella nostra scuola il prossimo anno (i posti ci sono e, se la chiede, è facile che la ottenga).
Secondo voi devo/posso fare qualcosa? Umanamente il collega mi è anche simpatico, ma deontologicamente mi dico che non posso far finta di nulla, per il bene degli alunni e della scuola.
Consigli? Vi è mai capitata una situazione del genere?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 5:09 pm

Citazione :
Tutelare i figli non è un lavoro, come non lo è farsi il bidet. Altrimenti tutto è lavoro. Il lavoro è retribuito e richiede una formazione, teorica, pratica o entrambe

Ah, beh, allora...

poveri noi!
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 5:21 pm

Infine, credo che tu debba fare un giro al di fuori del mondo scolastico pubblico.
Il confronto con altre realtà è basilare nella crescita della professionalità.
Sai cosa fanno di norma nelle maggiori aziende leader per formare il proprio personale? Li mandano come consulenti esterni presso altre aziende o in filiali, in modo che possano vedere e lavorare in varie organizzazioni lavorative in modo da poter accrescere il proprio bagaglio professionale.

Uscire dall’uscio, vedere come si organizzano in altre strutture non pubbliche non guasterebbe, indipendentemente da quelle che possono essere le mie idee e i miei consigli. Non trovi?
Ti sei mai posta delle domande del tipo:
come si comportano negli istituti privati?
In un qualsiasi altro paese straniero queste problematiche come sono gestite?

Se non vuoi interfacciarti con me perché non sono un docente e non lavoro nella scuola, fallo almeno con chi questo lavoro lo fa in altri ambienti e situazioni.

Porgersi delle domande oltre che essere gratuito porta solo benefici:
L’insegnante incapace esiste? Si/no
È un problema che necessita attenzione? Si/no
È possibile porre rimedio? Si/no
All’estero come viene gestito? Negli istituti privati?

Potrei andare avanti parecchio…
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 5:26 pm

Citazione :
Ti domando, nel caso in cui la coscienza etica e professionale appare leggermente assente come nel caso di chicca70(che ripeto in un’altra discussione ha affermato che le violenze sui minori accadono solo negli asili privati e non ha avuto ancora l’onestà di correggere il tiro di tale amenità) che dobbiamo fare?
Affidarci al fato? Se va bene i nostri figli avranno un insegnante in gamba, se ci va male dobbiamo inghiottire il boccone e sperare che il danno alla loro istruzione sia ricompensata al grado successivo scolastico quando cambierà insegnante?.

Guarda è cosa nota, purtroppo, che non si cava sangue dalle rape così come si deve per forza di cose prendere atto che non esiste la perfezione.

Grazie al cielo docenti di un certo tipo ne incontri non tantissimi e se hai la fortuna di individuarli e di avere un certo numero di persone che la vedono come te ci sono procedure legittime per cercare di spedirli dove devono stare. Non sempre ci si riesce, ma essendo davvero in numero esiguo, la loro presenza non inficia affatto l'economia generale delle cose.

Quell'anno, o quegli anni, per quella materia si cercherà un supporto esterno, si cercherà di creare gruppi di studio peer to peer, si cercherà una qualche soluzione alternativa.
Questo per quanto riguarda le carenze nell'insegnamento.

Per quanto riguarda carenze morali e stupidità: uno ogni tanto non fa male incontrarlo pwexhè' bene che i ragazzi imparino a cavarsela in queste situazioni. Come sai "la mamma degli inadeguati (diciamo così) è sempre incinta" e non c'è altro da fare che trovare il modo di renderli innocui lasciandoli nel loro brodo.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 5:28 pm



ire ha scritto:
Per quanto riguarda carenze morali e stupidità: uno ogni tanto non fa male incontrarlo pwexhè' bene

edit


perchè è bene
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 6:55 pm

Citazione :
L'opzione che tu citi "fate quel che volete ma in silenzio" viene ampiamente sperimentata quando siamo costretti a fare un'ora di sostituzione in una classe che non è nostra. Se va bene il silenzio dura tre minuti, dopo di che comincia il caos. Praticamente si passa tutta l'ora a riprenderli.
Anch'io leggo articoli sull'isis ma non do consigli sulla lotta al califfato. Leggere è una cosa, vivere è un'altra

in teoria, chicca, quello che tranquillamente dichiari è una violazione del contratto di lavoro.
L'ora di sostituzione nella classe non vostra (non hai detto l'ora in cui si accolgono alunni di altre classi nella nostra) è un'ora di servizio. Andare lì dicendo "fate quello che volete" non è compatibile col servizio (lavoro pagato, con formazione tecnica e pratica).

Concordo preventivamente con le obiezioni di tutti a quanto ho testè affermato, tranne con quelle di Chicca.
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 9:24 pm

Accusate chicca70 di non volersi confrontare e poi le dite che la sua coscienza etica e professionale è leggermente assente e di accettare tutte le obiezioni, tranne che le sue. Proprio una bella disponibilità al dialogo. Personalmente non intendo imbarcarmi in una discussione sterile come questa, proprio perché noi insegnanti siamo pieni di cose da fare, soprattutto in questo periodo dell'anno.
Ti rispondo solo, ire, sulle ore di sostituzione nelle classi non nostre, perché non è vero che queste ore vengano sempre pagate e perché sono ore non dovute in base al nostro contratto di lavoro: se la scuola riesce a risolvere queste situazioni senza chiedere la mia disponibilità a sostituzioni estemporanee, ben venga; non sono certo io (come nessun altro insegnante) a chiederle; di solito ci vengono chieste all'ultimo momento, come un favore personale, quando abbiamo fatto altri programmi: le possibilità sono soltanto due, o ignorare la richiesta e scaricare su altri la patata bollente, o mettersi una mano sulla coscienza e dare una mano per il bene di tutti. Quando si accetta, la classe non è certo disponibile a fare nessun tipo di attività didattica, perciò o ci si dispone ad una guerra inutile con un gruppo di ragazzi che nemmeno si conosce o si trova un compromesso, come quello di cui si parlava. Il Ds può certamente imporre che nelle ore di sostituzione si svolga un'attività didattica (salvo vedersela lui con le lamentele degli studenti, a cui di solito i Ds sono fin troppo sensibili), ma sa benissimo che questo avrebbe come conseguenza un rifiuto di tutte le sostituzioni non dovute. In pratica dovrebbe mettersi conto sia gli studenti sia i docenti e rendere al tempo stesso impossibile esercitare la sua responsabilità di sorveglianza. Strano che la maggior parte di loro faccia finta di niente. Perciò, per favore, lasciamo stare le prediche e guardiamo in faccia la realtà.
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 10:58 pm

Per quanto mi riguarda, ben vengano le obiezioni. A patto che lo siano e che avvengano in un contesto di confronto e di educazione. Fino a quando ci sono state(nonostante il tono sarcastico e arrogante) ho sempre risposto rimanendo nel merito del confronto, ma mi permetta, quando uno si interfaccia a lei usando questa dialettica che riporto pari pari: “Comunque parlare con te è inutile perché sembra di parlare con un analfabeta-Ma se voi, che non siete insegnanti, pensaste al vostro lavoro invece di pensare al nostro?- Spero proprio di non avere mai come studenti i suoi figli, cresciuti a pane e Google.”
Le sembra si tratti di un obiezione consona all’interno di un confronto o è semplicemente una dialettica stizzita e arrogante priva dell’apertura al dialogo?
Giusto per capire quali sono i principi del confronto in questo forum, visto che il “richiamo” arriva da un moderatore.
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 12:41 am

Premetto che ti darò del tu, come facciamo tutti qui sul forum, e ti chiedo naturalmente di fare altrettanto.
I toni sono stati accesi da entrambe le parti. Le espressioni citate sono sopra le righe, per quanto riguarda la parola "analfabeta" (anche se chicca precisava che eri analfabeta del lavoro scolastico, escludendo quindi un intento offensivo, e tu hai dimenticato di citare proprio quella parte) ed è sicuramente sgradevole il riferimento ai tuoi figli e alla loro educazione. Però è sostanzialmente vero che sul lavoro degli insegnanti tutti credono di poter sindacare ed esprimere giudizi, pur non conoscendo la nostra realtà e il nostro lavoro, mentre noi di solito non lo facciamo su quello degli altri (e quando qualcuno lo ha fatto sono spesso intervenuto per dire che erano osservazioni fuori luogo).
Ho letto i tuoi primi post in cui parlavi delle esperienze negative avute in un asilo nido pubblico con tuo figlio. Non ho ragione di dubitare di quanto hai scritto e sicuramente avevi ragione di lamentarti. Poi però sei passato a disquisire sulle scuole paritarie (e passi, anche in questo caso partivi da un'esperienza personale) e sul personale scolastico inutile, generalizzando una situazione particolare, e ora intervieni anche sulle modalità di controllo del lavoro degli insegnanti. E allora viene spontaneo chiedersi perché la cosa ti appassiona tanto, qual è il tuo lavoro e la tua competenza specifica in questi settori, visto che gli attacchi pretestuosi alla nostra categoria si stanno intensificando a dismisura negli ultimi anni e soprattutto da quando è stato presentato il DDL del governo sulla Buona Scuola. Naturalmente non sei tenuto a rispondermi e sei libero di esprimere le tue opinioni come meglio credi, però poi non puoi stupirti se qualche collega si risente e ti risponde andando un po' oltre le righe.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 9:05 am

Dec ha scritto:
Accusate chicca70 di non volersi confrontare e poi le dite che la sua coscienza etica e professionale è leggermente assente e di accettare tutte le obiezioni, tranne che le sue. Proprio una bella disponibilità al dialogo. Personalmente non intendo imbarcarmi in una discussione sterile come questa, proprio perché noi insegnanti siamo pieni di cose da fare, soprattutto in questo periodo dell'anno.
Ti rispondo solo, ire, sulle ore di sostituzione nelle classi non nostre, perché non è vero che queste ore vengano sempre pagate e perché sono ore non dovute in base al .......     cut


Un paio di cose, Dec:

innanzitutto, le discussioni sterili non sono utili mai e so che tu, come me, cerchi di evitarle sempre.

In secondo luogo, ti prego di non attribuire anche a me l'accusa a chicca di non sapersi confrontare:
non sono stata io a proporla e il fatto che io mi dissoci non significa che desidero scaricare responsabilità, significa che desidero assumermi quelle che ho.

Non sapersi confrontare implica la presenza di contenuti e l'incapacità di declinarli, per come la vedo io non è questo il caso, quindi non mi sento di dire che chicca non accetta il confronto.

Per quanto riguarda la concretezza del tuo discorso, che ho quotato parzialmente solo come richiamo ma che ho letto con attenzione, ti vorrei far notare che sapevo perfettamente di star parlando di "teoria" tant'è che l'ho scritto e che ho anticipatamente convenuto sulla validità di qualsiasi obiezione mi sarebbe inevitabilmente stata presentata.

Detto questo, però, anche se è vero che non esiste la perfezione e che, se non succede spesso, non è in realtà un grosso problema lasciare una classe in silenzioso cazzeggio quando non sia la propria classe ma si stia solo sostituendo un collega, è anche vero che l'insindacabile diritto di un docente di assentarsi per motivi legittimi si traduce alla fin fine nella violazione del diritto allo studio dello studente.
Come se fosse un rapporto a tu per tu e non un servizio inserito in un sistema scolastico statale che dovrebbe avere le risorse e le procedure per superare l'impasse.

Un' ultima cosa: prendo atto di quanto dici in merito a ore di sostituzione non pagate, messe a disposizione pro bono e via dicendo ma ti ricordo che per esigenze di servizio il dirigente ha legalmente la possibilità di "precettare" (non so se precettare sia il termine corretto) il dipendente imponendogli un lavoro extra   - naturalmente questo lavoro extra dovrebbe essere pagato, ma sono problemi a livelli assolutamenti diversi.

In ogni caso, per essere chiara, comprendo il compromesso di permettere il dolce far niente nelle ore di sostituzione.
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drifis_



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 9:43 am

Io in tutta questa discussione non capisco solo l'ostinata convinzione che sia impossibile che un docente non faccia nulla perchè ne deriverebbe un tale chiasso da richiamare l'attenzione e allora... (metto i puntini di sospensione perchè non è mai stato esplicitato cosa avverrebbe in questo caso).
Io ho avuto colleghi che pur lavorando (o cercando di farlo) avevano nelle loro classi l'inferno in terra e non è mai successo nulla a parte qualche sporadica apparizione del preside (per altro non volta a dare una mano al collega ma a cazziarlo perchè non riusciva a "tenere" la classe) e colleghi che pur facendo poco o niente riuscivano ad avere in classe una ragionevole quiete (ragazzi con le cuffiette nelle orecchie che ascoltano musica, che giocano sul cellulare, che chiacchierano, che si copiano i compiti delle ore successive).
Credo sia legittimo da parte di un genitore chiedere cosa si possa fare in questi casi qui, che seppur rari esistono.
Nella mia piccolissima esperienza (che non ho elementi per ritenere sia la norma o quanto in effetti sarebbe possibile ottenere d'altro) in questi casi a parte riunioni fiume, rimbrotti del preside e nei casi più eclatanti l'invito a chiedere trasferimento non ho mai visto succedere niente anche a fronte di lettere dei genitori molto circostanziate
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 11:29 am

Dec ha scritto:
Premetto che ti darò del tu, come facciamo tutti qui sul forum, e ti chiedo naturalmente di fare altrettanto.
I toni sono stati accesi da entrambe le parti. Le espressioni citate sono sopra le righe, per quanto riguarda la parola "analfabeta" (anche se chicca precisava che eri analfabeta del lavoro scolastico, escludendo quindi un intento offensivo, e tu hai dimenticato di citare proprio quella parte) ed è sicuramente sgradevole il riferimento ai tuoi figli e alla loro educazione. Però è sostanzialmente vero che sul lavoro degli insegnanti tutti credono di poter sindacare ed esprimere giudizi, pur non conoscendo la nostra realtà e il nostro lavoro, mentre noi di solito non lo facciamo su quello degli altri (e quando qualcuno lo ha fatto sono spesso intervenuto per dire che erano osservazioni fuori luogo).
Ho letto i tuoi primi post in cui parlavi delle esperienze negative avute in un asilo nido pubblico con tuo figlio. Non ho ragione di dubitare di quanto hai scritto e sicuramente avevi ragione di lamentarti. Poi però sei passato a disquisire sulle scuole paritarie (e passi, anche in questo caso partivi da un'esperienza personale) e sul personale scolastico inutile, generalizzando una situazione particolare, e ora intervieni anche sulle modalità di controllo del lavoro degli insegnanti. E allora viene spontaneo chiedersi perché la cosa ti appassiona tanto, qual è il tuo lavoro e la tua competenza specifica in questi settori, visto che gli attacchi pretestuosi alla nostra categoria si stanno intensificando a dismisura negli ultimi anni e soprattutto da quando è stato presentato il DDL del governo sulla Buona Scuola. Naturalmente non sei tenuto a rispondermi e sei libero di esprimere le tue opinioni come meglio credi, però poi non puoi stupirti se qualche collega si risente e ti risponde andando un po' oltre le righe.

Dec, prendo in considerazione tutto il tuo intervento e se ho contribuito ad accendere i toni e sono stato presuntuoso me ne scuso e cercherò di porre maggiore attenzione sia nei toni che nelle espressioni, mi auguro che lo stesso avvenga anche per altri utenti del forum e mi auguro che porre domande, riflessioni ed esempi presi da altre realtà non equivalga ad accendere i toni o mancare di rispetto alla vostra categoria, ne tantomeno pretendere di insegnarvi a fare il vostro mestiere.

Rispondendo alla tua legittima domanda, chi sono e perché mi appassiona tanto la discussione:
sono titolare di una ditta che si occupa di servizi di natura prevalentemente informatica ed opero anche in realtà formative, per la stragrande maggioranza dei casi private, in casi sporadici ho avuto modo di intervenire nella scuola pubblica.
Per inteso, ogni giorno devo rispondere del mio operato con il cliente anche quando il lavoro viene svolto da un mio collaboratore, alla sua richiesta rispondo con un preventivo e una tempistica, se non rispetto l’una o l’altra vado incontro ovviamente ad un dissenso del cliente, in quei casi non mi sono mai permesso di dirgli “se credi che sia così facile perché non lo fai tu?” ma ci ho rimesso di tasca mia sia il guadagno, sia il tempo perso, sia il compenso al collaboratore che alla fine devo ugualmente pagare anche se fa il lavoro male. Contestazioni, consigli e proposte sono all’ordine del giorno, gran parte delle volte sono campate in aria, altre volte sono propositive e costruttive perché mi permettono di vedere la mia professione da un'altra prospettiva(quella dell’utenza) e mi permette di migliorare di molto la percezione finale del lavoro.

Mio padre è stato insegnante di lettere in vari istituti, mio fratello ha intrapreso la carriera universitaria e la mia compagna lavora in un asilo paritario, stessa cosa mia cognata.
Sempre mio padre, una volta andato in pensione ha svolto un lavoro enorme prendendo spunto dalla sua esperienza e da quella di tanti docenti interfacciandosi con famiglie e allievi per tracciare un trattato sulla scuola pubblica che purtroppo è rimasto incompiuto.
Quindi l’argomento scuola è stato sempre centrale nella mia vita famigliare nonostante io non ci viva quotidianamente.
Poi sono un padre, di due figli, e come ogni genitore ho a cuore il loro presente e il loro futuro e credo fortemente che il loro percorso scolastico sia fondamentale nella loro crescita e nel loro impatto nel mondo lavorativo, quindi come già anticipato da Drifis, non ci vedo niente di male a preoccuparmi e a domandare a chi lavora nel settore.
Ovviamente, in un momento in cui sta passando una riforma scolastica che di sicuro influenzerà il percorso scolastico dei miei figli, un padre secondo voi come si deve comportare?
Oltre ad aver letto tutto il dll, ascoltato tutte le ragioni di chi è favorevole a questo disegno legge, per certo voglio ascoltare e capire anche le ragioni di chi lo contesta e capire quali sono le controproposte ad alcuni temi che da genitore mi destano preoccupazione.
Quindi parlo e pongo domande, lo faccio con la gente che incontro e conosco che porta i propri figli a scuola, dove ho la possibilità con i docenti o personale. Sono andato pure direttamente dal sindacato a chiedere oltre le ragioni quale era la controproposta, ho letto tutto il documento del Lip
e mi ritrovo anche su questo forum che mi permette di confrontarmi con una realtà più ampia di quella del mio territorio per capire se alcuni problemi che generano preoccupazione in me (ma come ho notato anche in molti genitori) sono presi in considerazione anche dalla vostra categoria oppure no.
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 11:36 am

drifis_ ha scritto:
Io in tutta questa discussione non capisco solo l'ostinata convinzione che sia impossibile che un docente non faccia nulla perchè ne deriverebbe un tale chiasso da richiamare l'attenzione e allora... (metto i puntini di sospensione perchè non è mai stato esplicitato cosa avverrebbe in questo caso).
Io ho avuto colleghi che pur lavorando (o cercando di farlo) avevano nelle loro classi l'inferno in terra e non è mai successo nulla a parte qualche sporadica apparizione del preside (per altro non volta a dare una mano al collega ma a cazziarlo perchè non riusciva a "tenere" la classe) e colleghi che pur facendo poco o niente riuscivano ad avere in classe una ragionevole quiete (ragazzi con le cuffiette nelle orecchie che ascoltano musica, che giocano sul cellulare, che chiacchierano, che si copiano i compiti delle ore successive).
Credo sia legittimo da parte di un genitore chiedere cosa si possa fare in questi casi qui, che seppur rari esistono.
Nella mia piccolissima esperienza (che non ho elementi per ritenere sia la norma o quanto in effetti sarebbe possibile ottenere d'altro) in questi casi a parte riunioni fiume, rimbrotti del preside e nei casi più eclatanti l'invito a chiedere trasferimento non ho mai visto succedere niente anche a fronte di lettere dei genitori molto circostanziate

Grazie per avermi tolto la sensazione di essere un alieno..
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 1:54 pm

kaly ha scritto:
Dec ha scritto:
Premetto che ti darò del tu, come facciamo tutti qui sul forum, e ti chiedo naturalmente di fare altrettanto.
I toni sono stati accesi da entrambe le parti. Le espressioni citate sono sopra le righe, per quanto riguarda la parola "analfabeta" (anche se chicca precisava che eri analfabeta del lavoro scolastico, escludendo quindi un intento offensivo, e tu hai dimenticato di citare proprio quella parte) ed è sicuramente sgradevole il riferimento ai tuoi figli e alla loro educazione. Però è sostanzialmente vero che sul lavoro degli insegnanti tutti credono di poter sindacare ed esprimere giudizi, pur non conoscendo la nostra realtà e il nostro lavoro, mentre noi di solito non lo facciamo su quello degli altri (e quando qualcuno lo ha fatto sono spesso intervenuto per dire che erano osservazioni fuori luogo).
Ho letto i tuoi primi post in cui parlavi delle esperienze negative avute in un asilo nido pubblico con tuo figlio. Non ho ragione di dubitare di quanto hai scritto e sicuramente avevi ragione di lamentarti. Poi però sei passato a disquisire sulle scuole paritarie (e passi, anche in questo caso partivi da un'esperienza personale) e sul personale scolastico inutile, generalizzando una situazione particolare, e ora intervieni anche sulle modalità di controllo del lavoro degli insegnanti. E allora viene spontaneo chiedersi perché la cosa ti appassiona tanto, qual è il tuo lavoro e la tua competenza specifica in questi settori, visto che gli attacchi pretestuosi alla nostra categoria si stanno intensificando a dismisura negli ultimi anni e soprattutto da quando è stato presentato il DDL del governo sulla Buona Scuola. Naturalmente non sei tenuto a rispondermi e sei libero di esprimere le tue opinioni come meglio credi, però poi non puoi stupirti se qualche collega si risente e ti risponde andando un po' oltre le righe.

Dec, prendo in considerazione tutto il tuo intervento e se ho contribuito ad accendere i toni e sono stato presuntuoso me ne scuso e cercherò di porre maggiore attenzione sia nei toni che nelle espressioni, mi auguro che lo stesso avvenga anche per altri utenti del forum e mi auguro che porre domande, riflessioni ed esempi presi da altre realtà non equivalga ad accendere i toni o mancare di rispetto alla vostra categoria, ne tantomeno pretendere di insegnarvi a fare il vostro mestiere.

Rispondendo alla tua legittima domanda, chi sono e perché mi appassiona tanto la discussione:
sono titolare di una ditta che si occupa di servizi di natura prevalentemente informatica ed opero anche in realtà formative, per la stragrande maggioranza dei casi private, in casi sporadici ho avuto modo di intervenire nella scuola pubblica.
Per inteso, ogni giorno devo rispondere del mio operato con il cliente anche quando il lavoro viene svolto da un mio collaboratore, alla sua richiesta rispondo con un preventivo e una tempistica, se non rispetto l’una o l’altra vado incontro ovviamente ad un dissenso del cliente, in quei casi non mi sono mai permesso di dirgli “se credi che sia così facile perché non lo fai tu?” ma ci ho rimesso di tasca mia sia il guadagno, sia il tempo perso, sia il compenso al collaboratore che alla fine devo ugualmente pagare anche se fa il lavoro male. Contestazioni, consigli e proposte sono all’ordine del giorno, gran parte delle volte sono campate in aria, altre volte sono propositive e costruttive perché mi permettono di vedere la mia professione da un'altra prospettiva(quella dell’utenza) e mi permette di migliorare di molto la percezione finale del lavoro.
Il confronto è sempre utile, però pretendere di applicare questa logica aziendale alla realtà scolastica continua a convincermi poco. E' chiaro che, quando viene a parlarci un genitore, non rispondiamo così (anche se capita di pensarlo); su un forum le dinamiche sono un po' diverse. Tra l'altro tu parli di scuole dell'infanzia o addirittura di asili nido, sia io sia chicca70 sia mac67, per parlare dei colleghi con cui mi sembra che tu abbia dialogato di più, insegniamo alle superiori, che sono realtà completamente diverse. Per questo credo che sia difficile capirsi. Quando penso al mio lavoro, non penso affatto di svolgere un servizio per le famiglie, che non sono la mia clientela, ma un servizio per la collettività. Naturalmente le famiglie sono l'altra parte (la principale) dell'educazione dei giovani e non possono essere lasciate fuori, ma nella distinzione e nel rispetto dei ruoli.

kaly ha scritto:
Mio padre è stato insegnante di lettere in vari istituti, mio fratello ha intrapreso la carriera universitaria e la mia compagna lavora in un asilo paritario, stessa cosa mia cognata.
Sempre mio padre, una volta andato in pensione ha svolto un lavoro enorme prendendo spunto dalla sua esperienza e da quella di tanti docenti interfacciandosi con famiglie e allievi per tracciare un trattato sulla scuola pubblica che purtroppo è rimasto incompiuto.
Quindi l’argomento scuola è stato sempre centrale nella mia vita famigliare nonostante io non ci viva quotidianamente.
Poi sono un padre, di due figli, e come ogni genitore ho a cuore il loro presente e il loro futuro e credo fortemente che il loro percorso scolastico sia fondamentale nella loro crescita e nel loro impatto nel mondo lavorativo, quindi come già anticipato da Drifis, non ci vedo niente di male a preoccuparmi e a domandare a chi lavora nel settore.
Ovviamente, in un momento in cui sta passando una riforma scolastica che di sicuro influenzerà il percorso scolastico dei miei figli, un padre secondo voi come si deve comportare?
Oltre ad aver letto tutto il dll, ascoltato tutte le ragioni di chi è favorevole a questo disegno legge, per certo voglio ascoltare e capire anche le ragioni di chi lo contesta e capire quali sono le controproposte ad alcuni temi che da genitore mi destano preoccupazione.
Quindi parlo e pongo domande, lo faccio con la gente che incontro e conosco che porta i propri figli a scuola, dove ho la possibilità con i docenti o personale. Sono andato pure direttamente dal sindacato a chiedere oltre le ragioni quale era la controproposta, ho letto tutto il documento del Lip
e mi ritrovo anche su questo forum che mi permette di confrontarmi con una realtà più ampia di quella del mio territorio per capire se alcuni problemi che generano preoccupazione in me (ma come ho notato anche in molti genitori) sono presi in considerazione anche dalla vostra categoria oppure no.
Cosa vuoi che ti dica? Non credo che siano in molti ad aver fatto tutto questo. Se veramente non hai altri interessi in gioco, non posso che ammirarti per l'interesse che manifesti per il futuro scolastico dei tuoi figli e aspettare i tuoi prossimi contributi. Personalmente sono convinto che questo DDL non risolverà nessuno dei problemi che poni, ma staremo a vedere. Troppe volte ho visto che gli insegnanti che hanno problemi con i genitori e con i dirigenti sono quelli che lavorano con maggior scrupolo e che pretendono di più dagli studenti, mentre quelli che fanno lo stretto necessario (e a volte nemmeno quello) sono generalmente lasciati tranquilli. Non vedo come attribuire maggiori poteri ai dirigenti o inserire un rappresentante dei genitori e degli studenti nel comitato di valutazione possa migliorare la qualità del corpo docente e della scuola italiana.
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 1:58 pm

Citazione :
Grazie per avermi tolto la sensazione di essere un alieno.

No, ma che alieno?

Semplicemente una persona che ha domande e desidera risposte.

E' vero quello che dice drifis cioè che sia difficile ottenere la soluzione di un problema di inadeguatezza del docente. Quando però la cosa sia incontestabile ed oggettiva (e ci sono situazioni in cui lo è) e quando ci siano persone disposte a presentare segnalazione mettendoci la firma, ti garantisco, per esperienza, che è possibile fare qualcosa.

Magari non il massimo, magari non quello che sarebbe giusto, ma quel tanto che basta per ripristinare l'andamento del servizio.

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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 2:33 pm

Dec ha scritto:
Premetto che ti darò del tu, come facciamo tutti qui sul forum, e ti chiedo naturalmente di fare altrettanto.
I toni sono stati accesi da entrambe le parti. Le espressioni citate sono sopra le righe, per quanto riguarda la parola "analfabeta" (anche se chicca precisava che eri analfabeta del lavoro scolastico, escludendo quindi un intento offensivo, e tu hai dimenticato di citare proprio quella parte) ed è sicuramente sgradevole il riferimento ai tuoi figli e alla loro educazione. Però è sostanzialmente vero che sul lavoro degli insegnanti tutti credono di poter sindacare ed esprimere giudizi, pur non conoscendo la nostra realtà e il nostro lavoro, mentre noi di solito non lo facciamo su quello degli altri (e quando qualcuno lo ha fatto sono spesso intervenuto per dire che erano osservazioni fuori luogo).
Ho letto i tuoi primi post in cui parlavi delle esperienze negative avute in un asilo nido pubblico con tuo figlio. Non ho ragione di dubitare di quanto hai scritto e sicuramente avevi ragione di lamentarti. Poi però sei passato a disquisire sulle scuole paritarie (e passi, anche in questo caso partivi da un'esperienza personale) e sul personale scolastico inutile, generalizzando una situazione particolare, e ora intervieni anche sulle modalità di controllo del lavoro degli insegnanti. E allora viene spontaneo chiedersi perché la cosa ti appassiona tanto, qual è il tuo lavoro e la tua competenza specifica in questi settori, visto che gli attacchi pretestuosi alla nostra categoria si stanno intensificando a dismisura negli ultimi anni e soprattutto da quando è stato presentato il DDL del governo sulla Buona Scuola. Naturalmente non sei tenuto a rispondermi e sei libero di esprimere le tue opinioni come meglio credi, però poi non puoi stupirti se qualche collega si risente e ti risponde andando un po' oltre le righe.

Scusa Dec se approfitto del tuo intervento per qualche ulteriore puntualizzazione. Serenamente e costruttivamente.

Dopo avere ricordato che l'art.33 della Costituzione italiana è netta sull'argomento "finanziamento delle scuole private", l'utente kaly mi ha invitato a essere "serio e costruttivo". Implicitamente, non ero serio, nè costruttivo. Pensando poi di attenuare l'effetto del suo intervento, ha precisato che diceva a tutti (quindi, non sono il solo a non essere serio e costruttivo). Infine, si è augurato che io sia più predisposto al dialogo con i miei alunni. Mezzo retorico di scarso spessore per sminuirmi. Come se il mio comportamento sul lavoro fosse uguale a quello che tengo sul forum.

Dal momento che gli interventi dell'utente kaly (utente da soli 6 giorni) mi sono apparsi arroganti e pretestuosi (noto solo io il fiorire di iscrizioni di non docenti su questo forum in questo particolare periodo?), ho deciso di non rispondere, per evitare inutili flame. Posso avere avuto l'impressione sbagliata. Il tempo ce lo dirà. Nel frattempo (che può durare giorni, ma anche mesi) credo che continuerò a fare uso della libertà di interloquire con chi mi pare.
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 2:48 pm

Nessuno ti può certamente negare questa libertà.
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 2:55 pm

mac67 ha scritto:
Dec ha scritto:
Premetto che ti darò del tu, come facciamo tutti qui sul forum, e ti chiedo naturalmente di fare altrettanto.
I toni sono stati accesi da entrambe le parti. Le espressioni citate sono sopra le righe, per quanto riguarda la parola "analfabeta" (anche se chicca precisava che eri analfabeta del lavoro scolastico, escludendo quindi un intento offensivo, e tu hai dimenticato di citare proprio quella parte) ed è sicuramente sgradevole il riferimento ai tuoi figli e alla loro educazione. Però è sostanzialmente vero che sul lavoro degli insegnanti tutti credono di poter sindacare ed esprimere giudizi, pur non conoscendo la nostra realtà e il nostro lavoro, mentre noi di solito non lo facciamo su quello degli altri (e quando qualcuno lo ha fatto sono spesso intervenuto per dire che erano osservazioni fuori luogo).
Ho letto i tuoi primi post in cui parlavi delle esperienze negative avute in un asilo nido pubblico con tuo figlio. Non ho ragione di dubitare di quanto hai scritto e sicuramente avevi ragione di lamentarti. Poi però sei passato a disquisire sulle scuole paritarie (e passi, anche in questo caso partivi da un'esperienza personale) e sul personale scolastico inutile, generalizzando una situazione particolare, e ora intervieni anche sulle modalità di controllo del lavoro degli insegnanti. E allora viene spontaneo chiedersi perché la cosa ti appassiona tanto, qual è il tuo lavoro e la tua competenza specifica in questi settori, visto che gli attacchi pretestuosi alla nostra categoria si stanno intensificando a dismisura negli ultimi anni e soprattutto da quando è stato presentato il DDL del governo sulla Buona Scuola. Naturalmente non sei tenuto a rispondermi e sei libero di esprimere le tue opinioni come meglio credi, però poi non puoi stupirti se qualche collega si risente e ti risponde andando un po' oltre le righe.

Scusa Dec se approfitto del tuo intervento per qualche ulteriore puntualizzazione. Serenamente e costruttivamente.

Dopo avere ricordato che l'art.33 della Costituzione italiana è netta sull'argomento "finanziamento delle scuole private", l'utente kaly mi ha invitato a essere "serio e costruttivo". Implicitamente, non ero serio, nè costruttivo. Pensando poi di attenuare l'effetto del suo intervento, ha precisato che diceva a tutti (quindi, non sono il solo a non essere serio e costruttivo). Infine, si è augurato che io sia più predisposto al dialogo con i miei alunni. Mezzo retorico di scarso spessore per sminuirmi. Come se il mio comportamento sul lavoro fosse uguale a quello che tengo sul forum.

Dal momento che gli interventi dell'utente kaly (utente da soli 6 giorni) mi sono apparsi arroganti e pretestuosi (noto solo io il fiorire di iscrizioni di non docenti su questo forum in questo particolare periodo?), ho deciso di non rispondere, per evitare inutili flame. Posso avere avuto l'impressione sbagliata. Il tempo ce lo dirà. Nel frattempo (che può durare giorni, ma anche mesi) credo che continuerò a fare uso della libertà di interloquire con chi mi pare.

Rispetto la tua decisione ed evito di entrare nel merito della tua ricostruzione.
Ci sentiamo quando vorrai tornare a parlare.
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lurk



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 3:10 pm

Trovo tutto ciò molto pittoresco.

(Scusate l'amenità, ma la mia mente povera povera non riesce a partorire altro)
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 3:37 pm

@lurk

abbastanza pittoresco, sì.



mac67 ha scritto:
Infine, si è augurato che io sia più predisposto al dialogo con i miei alunni. Mezzo retorico di scarso spessore per sminuirmi. Come se il mio comportamento sul lavoro fosse uguale a quello che tengo sul forum.


1) ciò significa che quello che tieni sul forum non è particolarmente costruttivo?

2) come può fare, un utente che ti legge, a sapere che tu hai modalità relazionali diverse a seconda dell'ambiente in cui ti trovi?

A prescindere dalla minor o maggiore formalità di approccio in base all'occasione contingente, la modalità relazionale di una determinata persona non dovrebbe essere sempre quella?

Intendo: se sono una persona aperta al dialogo, lo sono qui, lo sono in una sessione di lavoro, lo sono in famiglia, ...ovunque.
Non sarei capace di agire diversamente
Immagino che l'idea che si è fatto di te kaly sia un po' nata da questa idea.
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lurk



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 4:08 pm

Ire ha scritto:
@lurk

abbastanza pittoresco, sì.

Mi spiace ma non ho alcuna intenzione di farmi coinvolgere nella pittoresca tenzone.

Comunque da come sta sviluppando il forum di questi ultimi tempi forse dovrebbero chiamarlo oltrelorizzontescuolaforum.net

E qui mi fermo perché sono troppo bastardo dentro per resistere alla tentazione :-)
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 4:11 pm

Nessuno ti avrebbe coinvolto se tu non fossi intervenuto. Ti sei un po' coinvolto da te, o sbaglio ; -)

Hai detto una cosa, ti ho dato ragione, e non va bene? e beh, allora ditelo....... : - D


oltre l'orizzonte c'è l'immensità
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 4:16 pm

Ire ha scritto:
Nessuno ti avrebbe coinvolto se tu non fossi intervenuto.  Ti sei un po' coinvolto da te, o sbaglio  ; -)

Hai detto una cosa, ti ho dato ragione, e non va bene?   e beh, allora ditelo.......    : - D


oltre l'orizzonte c'è l'immensità

Tutto tu stai facendo, eh ;-)
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 4:18 pm

dec ha scritto:

Il confronto è sempre utile, però pretendere di applicare questa logica aziendale alla realtà scolastica continua a convincermi poco. E' chiaro che, quando viene a parlarci un genitore, non rispondiamo così (anche se capita di pensarlo); su un forum le dinamiche sono un po' diverse. Tra l'altro tu parli di scuole dell'infanzia o addirittura di asili nido, sia io sia chicca70 sia mac67, per parlare dei colleghi con cui mi sembra che tu abbia dialogato di più, insegniamo alle superiori, che sono realtà completamente diverse. Per questo credo che sia difficile capirsi. Quando penso al mio lavoro, non penso affatto di svolgere un servizio per le famiglie, che non sono la mia clientela, ma un servizio per la collettività. Naturalmente le famiglie sono l'altra parte (la principale) dell'educazione dei giovani e non possono essere lasciate fuori, ma nella distinzione e nel rispetto dei ruoli.

Che fosse stato difficile comprendersi con i colleghi da te menzionati me ne sono accorto pure io e apprezzo l’onestà con cui metti le mani avanti, un’altra persona è uscita fuori con un luogo comune terrificante se mi permetti.

Quando scrivi “pretendere di applicare questa logica aziendale…” mi accorgo che forse si è creato un alone sbagliato attorno a me. Non sono qui per promuovere il ddl della buona scuola tentando un’impresa impossibile di convertirvi in massa, tantomeno sono un sostenitore della riforma o del governo attuale.
Ho un metodo di apportarmi agli avvenimenti poco concettuale e più pratico:
Individuiamo un problema e cerchiamo una soluzione ad esso.
Nel confronto e nella ricerca della soluzione credo sia importante anche il rapporto con le altre realtà.
Quali sono le misure che hanno preso gli istituti privati(mi focalizzo sul nido e infanzia) per garantire maggior efficienza del proprio personale?
Queste misure hanno portato risultati oggettivamente positivi?
Quanto queste misure possono essere applicate anche nella scuola pubblica?
Vale la pena ledere qualche diritto a dei professionisti se poi il servizio finale risulta migliore?
All’estero il problema viene percepito?
Se si, come viene gestito?

Alla fine come vedi e come avrai notato anche negli altri post che ho scritto non pretendo di applicare una logica aziendale ma pongo semplicemente delle domande. Almeno questa è la mia intenzione, poi posso, anzi sicuramente mi sarò espresso malamente da essere percepito diversamente.


dec ha scritto:
Cosa vuoi che ti dica? Non credo che siano in molti ad aver fatto tutto questo. Se veramente non hai altri interessi in gioco, non posso che ammirarti per l'interesse che manifesti per il futuro scolastico dei tuoi figli e aspettare i tuoi prossimi contributi. Personalmente sono convinto che questo DDL non risolverà nessuno dei problemi che poni, ma staremo a vedere. Troppe volte ho visto che gli insegnanti che hanno problemi con i genitori e con i dirigenti sono quelli che lavorano con maggior scrupolo e che pretendono di più dagli studenti, mentre quelli che fanno lo stretto necessario (e a volte nemmeno quello) sono generalmente lasciati tranquilli. Non vedo come attribuire maggiori poteri ai dirigenti o inserire un rappresentante dei genitori e degli studenti nel comitato di valutazione possa migliorare la qualità del corpo docente e della scuola italiana.
[/quote]

Non capisco quali altri interessi in gioco potrei avere. Sono pure io dell’idea che questo ddl non risolverà molto, ho perso da anni la fiducia nella politica ma non posso permettermi di perderla anche nei confronti di un’istituzione come quella scolastica. Per questo motivo cerco qui le risposte che il mondo politico non credo riuscirà a fornirmi.


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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 6:44 pm

Ire ha scritto:


...

A  prescindere dalla minor o maggiore formalità di approccio in base all'occasione contingente, la modalità relazionale di una determinata persona non dovrebbe essere sempre quella?

Intendo:  se sono una persona aperta al dialogo, lo sono qui, lo sono in una sessione di lavoro, lo sono in famiglia, ...ovunque.
Non sarei capace di agire diversamente
Immagino che l'idea che si è fatto di te kaly sia un po' nata da questa idea.

Qui torniamo su un punto discusso molte volte e che è uno dei più grossi equivoci riguardo l'insegnamento.

Insegnare non è una missione, è un lavoro professionale. La disponibilità al dialogo con gli studenti e i loro genitori non è una mia gentile concessione perché sono empatico, ma un preciso dovere professionale.

Prendiamo il caso di un libero professionista o lavoratore autonomo alle prese con un cliente: magari nella sua testa penserà (a torto o a ragione, poco importa) di avere di fronte un perfetto imbecille. Nondimeno, gli chiederà come sta, gli offrirà di accomodarsi, farà un po' di conversazione di cortesia.

Nel privato, rivendico la libertà di decidere con chi conversare e discutere. Decisioni che possono cambiare, naturalmente.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 8:24 pm

Come è possibile che sia dialogo quello fatto per dovere?

Il professionista che per cortesia conversa, offre una sedia e si informa sulla salute del cliente, non ci mette nulla a fare entrare le informazioni da un orecchio e farle uscire dall'altro
dimenticare quello che gli è stato detto non appena il cliente si alza

E' ben difficile apprendere quando non c'è interesse a farlo. Visto che lo stipendio comunque ce l'hai, visto che a meno che tu non esageri non ti sposta nessuno, perchè fai la fatica di apparire disponibile al dialogo?

Dall'esterno si percepisce quando c'è dialogo o c'è infastidito doveroso ascolto.
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