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 Collega inetto: cosa fare?

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mystika



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MessaggioOggetto: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 12, 2015 5:08 pm

Promemoria primo messaggio :

Cari colleghi,
vi chiedo consiglio su una situazione sgradevole e delicata.
Sono docente di sostegno in compresenza con un collega curricolare che non prova neanche a fare lezione. Entra in classe, si siede, e per tutta l'ora si fa i fatti suoi con l'ipad. Gli alunni nella migliore delle ipotesi studiano altre materie, altrimenti bivaccano giocando al cellulare, etc. Quando ci sono anch'io, insisto perché facciano qualcosa e non escano dall'aula, ma a volte mi rispondono candidamente: "se non importa niente a lui, lei non si sbatta troppo".
Durante le verifiche, è il caos e i voti sono tutti positivi, quindi i genitori non si lamentano.
Il suo tutor (è in anno di prova) alza le mani perché dice che tanto l'anno di prova è una farsa e lui non può farci niente, ma io ho paura che torni nella nostra scuola il prossimo anno (i posti ci sono e, se la chiede, è facile che la ottenga).
Secondo voi devo/posso fare qualcosa? Umanamente il collega mi è anche simpatico, ma deontologicamente mi dico che non posso far finta di nulla, per il bene degli alunni e della scuola.
Consigli? Vi è mai capitata una situazione del genere?
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 8:26 pm

kaly ha scritto:
Dec ha scritto:
Premetto che ti darò del tu, come facciamo tutti qui sul forum, e ti chiedo naturalmente di fare altrettanto.
I toni sono stati accesi da entrambe le parti. Le espressioni citate sono sopra le righe, per quanto riguarda la parola "analfabeta" (anche se chicca precisava che eri analfabeta del lavoro scolastico, escludendo quindi un intento offensivo, e tu hai dimenticato di citare proprio quella parte) ed è sicuramente sgradevole il riferimento ai tuoi figli e alla loro educazione. Però è sostanzialmente vero che sul lavoro degli insegnanti tutti credono di poter sindacare ed esprimere giudizi, pur non conoscendo la nostra realtà e il nostro lavoro, mentre noi di solito non lo facciamo su quello degli altri (e quando qualcuno lo ha fatto sono spesso intervenuto per dire che erano osservazioni fuori luogo).
Ho letto i tuoi primi post in cui parlavi delle esperienze negative avute in un asilo nido pubblico con tuo figlio. Non ho ragione di dubitare di quanto hai scritto e sicuramente avevi ragione di lamentarti. Poi però sei passato a disquisire sulle scuole paritarie (e passi, anche in questo caso partivi da un'esperienza personale) e sul personale scolastico inutile, generalizzando una situazione particolare, e ora intervieni anche sulle modalità di controllo del lavoro degli insegnanti. E allora viene spontaneo chiedersi perché la cosa ti appassiona tanto, qual è il tuo lavoro e la tua competenza specifica in questi settori, visto che gli attacchi pretestuosi alla nostra categoria si stanno intensificando a dismisura negli ultimi anni e soprattutto da quando è stato presentato il DDL del governo sulla Buona Scuola. Naturalmente non sei tenuto a rispondermi e sei libero di esprimere le tue opinioni come meglio credi, però poi non puoi stupirti se qualche collega si risente e ti risponde andando un po' oltre le righe.

Dec, prendo in considerazione tutto il tuo intervento e se ho contribuito ad accendere i toni e sono stato presuntuoso me ne scuso e cercherò di porre maggiore attenzione sia nei toni che nelle espressioni, mi auguro che lo stesso avvenga anche per altri utenti del forum e mi auguro che porre domande, riflessioni ed esempi presi da altre realtà non equivalga ad accendere i toni o mancare di rispetto alla vostra categoria, ne tantomeno pretendere di insegnarvi a fare il vostro mestiere.

Rispondendo alla tua legittima domanda, chi sono e perché mi appassiona tanto la discussione:
sono titolare di una ditta che si occupa di servizi di natura prevalentemente informatica ed opero anche in realtà formative, per la stragrande maggioranza dei casi private, in casi sporadici ho avuto modo di intervenire nella scuola pubblica.
Per inteso, ogni giorno devo rispondere del mio operato con il cliente anche quando il lavoro viene svolto da un mio collaboratore, alla sua richiesta rispondo con un preventivo e una tempistica, se non rispetto l’una o l’altra vado incontro ovviamente ad un dissenso del cliente, in quei casi non mi sono mai permesso di dirgli “se credi che sia così facile perché non lo fai tu?” ma ci ho rimesso di tasca mia sia il guadagno, sia il tempo perso, sia il compenso al collaboratore che alla fine devo ugualmente pagare anche se fa il lavoro male. Contestazioni, consigli e proposte sono all’ordine del giorno, gran parte delle volte sono campate in aria, altre volte sono propositive e costruttive perché mi permettono di vedere la mia professione da un'altra prospettiva(quella dell’utenza) e mi permette di migliorare di molto la percezione finale del lavoro.

Mio padre è stato insegnante di lettere in vari istituti, mio fratello ha intrapreso la carriera universitaria e la mia compagna lavora in un asilo paritario, stessa cosa mia cognata.
Sempre mio padre, una volta andato in pensione ha svolto un lavoro enorme prendendo spunto dalla sua esperienza e da quella di tanti docenti interfacciandosi con famiglie e allievi per tracciare un trattato sulla scuola pubblica che purtroppo è rimasto incompiuto.
Quindi l’argomento scuola è stato sempre centrale nella mia vita famigliare nonostante io non ci viva quotidianamente.
Poi sono un padre, di due figli, e come ogni genitore ho a cuore il loro presente e il loro futuro e credo fortemente che il loro percorso scolastico sia fondamentale nella loro crescita e nel loro impatto nel mondo lavorativo, quindi come già anticipato da Drifis, non ci vedo niente di male a preoccuparmi e a domandare a chi lavora nel settore.
Ovviamente, in un momento in cui sta passando una riforma scolastica che di sicuro influenzerà il percorso scolastico dei miei figli, un padre secondo voi come si deve comportare?
Oltre ad aver letto tutto il dll, ascoltato tutte le ragioni di chi è favorevole a questo disegno legge, per certo voglio ascoltare e capire anche le ragioni di chi lo contesta e capire quali sono le controproposte ad alcuni temi che da genitore mi destano preoccupazione.
Quindi parlo e pongo domande, lo faccio con la gente che incontro e conosco che porta i propri figli a scuola, dove ho la possibilità con i docenti o personale. Sono andato pure direttamente dal sindacato a chiedere oltre le ragioni quale era la controproposta, ho letto tutto il documento del Lip
e mi ritrovo anche su questo forum che mi permette di confrontarmi con una realtà più ampia di quella del mio territorio per capire se alcuni problemi che generano preoccupazione in me (ma come ho notato anche in molti genitori) sono presi in considerazione anche dalla vostra categoria oppure no.
Ah, ora è tutto chiaro!  Se compagna e cognata lavorano in un asilo paritario, ecco chiarito lo spot in favore degli asili paritari. Pubblicità gratis.
In ogni caso è molto sospetto l'affollarsi di estranei al mondo della scuola. Proprio in un momento critico per i diritti dei docenti. Sarà un caso ma io non ci credo.
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 8:34 pm

Ma se do fastidio basta dirlo chiaramente e me ne vado come sono venuto.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 8:39 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
L'opzione che tu citi "fate quel che volete ma in silenzio" viene ampiamente sperimentata quando siamo costretti a fare un'ora di sostituzione in una classe che non è nostra. Se va bene il silenzio dura tre minuti,  dopo di che comincia il caos. Praticamente si passa tutta l'ora a riprenderli.
Anch'io leggo articoli sull'isis ma non do consigli sulla lotta al califfato. Leggere è una cosa, vivere è un'altra

in teoria, chicca, quello che tranquillamente dichiari è una violazione del contratto di lavoro.
L'ora di sostituzione nella classe non vostra (non hai detto l'ora in cui si accolgono alunni di altre classi nella nostra) è un'ora di servizio.  Andare lì dicendo "fate quello che volete" non è compatibile col servizio (lavoro pagato, con formazione tecnica e pratica).

Concordo preventivamente con le obiezioni di tutti a quanto ho testè  affermato, tranne con quelle di Chicca.
Violazione del contratto di lavoro sarebbe se uscissi dalla scuola durante il mio orario di lavoro,  se abbandonassi la classe. Se faccio una sostituzione in una mia classe, faccio lezione normalmente. Se la classe è di un collega,  io sono tenuta solo alla sorveglianza.  Se facessi lezione o interrogassi mi troverei contro studenti e collega e anche il dirigente.  Ti posso garantire che limitarsi alla sorveglianza è molto più stressante di una normale ora di didattica,  tanto che io di solito accetto solo le sostituzioni nelle mie classi.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 8:41 pm

kaly ha scritto:
Ma se do fastidio basta dirlo chiaramente e me ne vado come sono venuto.
Anche le risposte immediate sono molto sospette. È una professione scrivere su questo forum?
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 8:46 pm

No. Avere uno smartphone con la notifica però aiuta ad essere immediati.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 8:48 pm

Ire ha scritto:
Come è possibile che sia dialogo quello fatto per dovere?

Il professionista che per cortesia conversa, offre una sedia e si informa sulla salute del cliente, non ci mette nulla a fare entrare le informazioni da un orecchio e farle uscire dall'altro
dimenticare quello che gli è stato detto non appena il cliente si alza

E' ben difficile apprendere quando non c'è interesse a farlo. Visto che lo stipendio comunque ce l'hai, visto che a meno che tu non esageri non ti sposta nessuno, perchè fai la fatica di apparire disponibile al dialogo?

Dall'esterno si percepisce quando c'è dialogo o c'è infastidito doveroso ascolto.

A volte è proprio fatica sprecata.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 9:33 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
Come è possibile che sia dialogo quello fatto per dovere?

Il professionista che per cortesia conversa, offre una sedia e si informa sulla salute del cliente, non ci mette nulla a fare entrare le informazioni da un orecchio e farle uscire dall'altro
dimenticare quello che gli è stato detto non appena il cliente si alza

E' ben difficile apprendere quando non c'è interesse a farlo. Visto che lo stipendio comunque ce l'hai, visto che a meno che tu non esageri non ti sposta nessuno, perchè fai la fatica di apparire disponibile al dialogo?

Dall'esterno si percepisce quando c'è dialogo o c'è infastidito doveroso ascolto.

A volte è proprio fatica sprecata.
Ogni anno abbiamo come minimo cento studenti,  spesso di più.  Quindi cento genitori che ritengono fondamentale tutto ciò che vogliono comunicarci. Se non dimenticassimo gran parte di ciò che ci viene detto diventeremmo pazzi. Si ricorda l'essenziale ed i casi davvero particolari.  Per molti genitori gli insegnanti dovrebbero curarsi solo del loro figlio e comprenderlo in tutte le sue sfaccettature. Non si rendono conto che quel tipo di dialogo che vorrebbero è irrealizzabile.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 9:37 pm

chicca70 ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
Come è possibile che sia dialogo quello fatto per dovere?

Il professionista che per cortesia conversa, offre una sedia e si informa sulla salute del cliente, non ci mette nulla a fare entrare le informazioni da un orecchio e farle uscire dall'altro
dimenticare quello che gli è stato detto non appena il cliente si alza

E' ben difficile apprendere quando non c'è interesse a farlo. Visto che lo stipendio comunque ce l'hai, visto che a meno che tu non esageri non ti sposta nessuno, perchè fai la fatica di apparire disponibile al dialogo?

Dall'esterno si percepisce quando c'è dialogo o c'è infastidito doveroso ascolto.

A volte è proprio fatica sprecata.
Ogni anno abbiamo come minimo cento studenti,  spesso di più.  Quindi cento genitori che ritengono fondamentale tutto ciò che vogliono comunicarci. Se non dimenticassimo gran parte di ciò che ci viene detto diventeremmo pazzi. Si ricorda l'essenziale ed i casi davvero particolari.  Per molti genitori gli insegnanti dovrebbero curarsi solo del loro figlio e comprenderlo in tutte le sue sfaccettature. Non si rendono conto che quel tipo di dialogo che vorrebbero è irrealizzabile.

Non mi riferivo al dialogo con i genitori.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 9:43 pm

mac67 ha scritto:
chicca70 ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
Come è possibile che sia dialogo quello fatto per dovere?

Il professionista che per cortesia conversa, offre una sedia e si informa sulla salute del cliente, non ci mette nulla a fare entrare le informazioni da un orecchio e farle uscire dall'altro
dimenticare quello che gli è stato detto non appena il cliente si alza

E' ben difficile apprendere quando non c'è interesse a farlo. Visto che lo stipendio comunque ce l'hai, visto che a meno che tu non esageri non ti sposta nessuno, perchè fai la fatica di apparire disponibile al dialogo?

Dall'esterno si percepisce quando c'è dialogo o c'è infastidito doveroso ascolto.

A volte è proprio fatica sprecata.
Ogni anno abbiamo come minimo cento studenti,  spesso di più.  Quindi cento genitori che ritengono fondamentale tutto ciò che vogliono comunicarci. Se non dimenticassimo gran parte di ciò che ci viene detto diventeremmo pazzi. Si ricorda l'essenziale ed i casi davvero particolari.  Per molti genitori gli insegnanti dovrebbero curarsi solo del loro figlio e comprenderlo in tutte le sue sfaccettature. Non si rendono conto che quel tipo di dialogo che vorrebbero è irrealizzabile.

Non mi riferivo al dialogo con i genitori.
Ho capito e sono d'accordo.
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 9:45 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:


...

A  prescindere dalla minor o maggiore formalità di approccio in base all'occasione contingente, la modalità relazionale di una determinata persona non dovrebbe essere sempre quella?

Intendo:  se sono una persona aperta al dialogo, lo sono qui, lo sono in una sessione di lavoro, lo sono in famiglia, ...ovunque.
Non sarei capace di agire diversamente
Immagino che l'idea che si è fatto di te kaly sia un po' nata da questa idea.

Qui torniamo su un punto discusso molte volte e che è uno dei più grossi equivoci riguardo l'insegnamento.

Insegnare non è una missione, è un lavoro professionale. La disponibilità al dialogo con gli studenti e i loro genitori non è una mia gentile concessione perché sono empatico, ma un preciso dovere professionale.

Prendiamo il caso di un libero professionista o lavoratore autonomo alle prese con un cliente: magari nella sua testa penserà (a torto o a ragione, poco importa) di avere di fronte un perfetto imbecille. Nondimeno, gli chiederà come sta, gli offrirà di accomodarsi, farà un po' di conversazione di cortesia.

Nel privato, rivendico la libertà di decidere con chi conversare e discutere. Decisioni che possono cambiare, naturalmente.

Però mac, se mi è concesso… è tua indiscutibile libertà fare quello che vuoi fuori dall’orario di lavoro, puoi anche andare al bar in pantaloncini e canottiera a guardare la partita e bestemmiare contro tutti.
Però, qui in questo forum almeno, ti interfacci ad una comunità virtuale con le vesti di docente in un contesto dove si parla di scuola e lo fai sapendo che altri docenti come altri genitori o magari studenti stanno leggendo quello che un professore sta scrivendo. È vero, lo stai facendo fuori dall’orario di lavoro e non sei retribuito per farlo ma dalla competenza e disponibilità delle tue risposte rischi di screditare anche i tuoi colleghi. Del resto, se tutti fossero della tua stessa idea che immagine credi che trasparirebbe?
È come se dopo avermi fatto il discorso sul non fumare e bere incontrassi il dottore fuori dallo studio con addosso ancora il camice, sbronzo e puzzolente di fumo.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 26, 2015 10:04 pm

kaly ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:


...

A  prescindere dalla minor o maggiore formalità di approccio in base all'occasione contingente, la modalità relazionale di una determinata persona non dovrebbe essere sempre quella?

Intendo:  se sono una persona aperta al dialogo, lo sono qui, lo sono in una sessione di lavoro, lo sono in famiglia, ...ovunque.
Non sarei capace di agire diversamente
Immagino che l'idea che si è fatto di te kaly sia un po' nata da questa idea.

Qui torniamo su un punto discusso molte volte e che è uno dei più grossi equivoci riguardo l'insegnamento.

Insegnare non è una missione, è un lavoro professionale. La disponibilità al dialogo con gli studenti e i loro genitori non è una mia gentile concessione perché sono empatico, ma un preciso dovere professionale.

Prendiamo il caso di un libero professionista o lavoratore autonomo alle prese con un cliente: magari nella sua testa penserà (a torto o a ragione, poco importa) di avere di fronte un perfetto imbecille. Nondimeno, gli chiederà come sta, gli offrirà di accomodarsi, farà un po' di conversazione di cortesia.

Nel privato, rivendico la libertà di decidere con chi conversare e discutere. Decisioni che possono cambiare, naturalmente.

Però mac, se mi è concesso… è tua indiscutibile libertà fare quello che vuoi fuori dall’orario di lavoro, puoi anche andare al bar in pantaloncini e canottiera a guardare la partita e bestemmiare contro tutti.
Però, qui in questo forum almeno, ti interfacci ad una comunità virtuale con le vesti di docente in un contesto dove si parla di scuola e lo fai sapendo che altri docenti come altri genitori o magari studenti stanno leggendo quello che un professore sta scrivendo. È vero, lo stai facendo fuori dall’orario di lavoro e non sei retribuito per farlo ma dalla competenza e disponibilità delle tue risposte rischi di screditare anche i tuoi colleghi. Del resto, se tutti fossero della tua stessa idea che immagine credi che trasparirebbe?
È come se dopo avermi fatto il discorso sul non fumare e bere incontrassi il dottore fuori dallo studio con addosso ancora il camice, sbronzo e puzzolente di fumo.
Non capisco cosa mac abbia detto di così strano.  Dobbiamo far credere che l'insegnamento sia una missione? Chi lo sostiene per lo più mente consapevolmente. Il colloquio con i genitori è dovere professionale,  infatti ci sono le ore in cui si riceve e sono tempi appositamente predisposti. Se colloquiassimo con i genitori per amicizia, li inviteremmo a cena.
Se gli studenti leggessero penserebbero male dei docenti?  Spesso pensano male anche dei genitori.  Molte volte mi sono sentita dire: "prof, non ascolti mio padre, lui mi difende sempre perché alla mia età ne combinava di tutti i colori,  ma io lo so di aver sbagliato a comportarmi così"
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 10:34 am

no, mac, non è fatica sprecata :-)

Ho capito perfettamente quello che hai detto e sto solo esprimendo l'auspicio che una persona sia sempre se stessa. Perchè le relazioni si semplificano.

Per onestà devo ammettere che dopo averti risposto ho fatto una passeggiatina con il cane e, interrogandomi sul mio rapporto con gli altri in ambito lavorativo ho dovuto ammettere che alle volte, quando penso che sia fatica sprecata e non ho tempo lascio parlare e poi vado avanti per la mia strada



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 4:02 pm

kaly ha scritto:
No. Avere uno smartphone con la notifica però aiuta ad essere immediati.

Io personalmente troverei molto POCO professionale qualcuno che interrompe continuamente il proprio lavoro quotidiano, qualunque esso sia, per controllare ogni pochi minuti le notifiche sullo smartphone e collegarsi a un forum per rispondere in tempo reale. Io, personalmente (a parte il fatto che lo smartphone nemmeno ce l'ho, e ho un cellulare che serve solo per telefonare, ma questi sono scelte personali), non mi sogno minimamente di controllare il cellulare in continuazione mentre lavoro: lo tengo silenziato, e sto per parecchie ore senza nemmeno ricordarmi se esiste o meno.

Certo che se la persona in questione lavora in proprio e non ha obblighi esterni di cui rendere conto direttamente, è perfettamente legittimo che si comporti così se vuole farlo, e se pensa che questo non danneggi il suo ritmo di lavoro; ma dal punto di vista puramente ideale, qualche dubbio me lo porrei eccome, sul fatto che questa persona abbia il diritto di mettersi a fare le pulci alla professionalità degli altri.

L.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 4:12 pm

Ire ha scritto:
no, mac, non è fatica sprecata :-)

Ho capito perfettamente quello che hai detto  e sto solo esprimendo l'auspicio che una persona sia sempre se stessa. Perchè le relazioni si semplificano.

Essere se stessi non è un pregio, nè un difetto.

Se fossi me stesso al lavoro, finirei per mandare a quel paese qualche alunno, o qualche collega, o anche il preside, in qualche occasione.

Se fossi me stesso al lavoro, qualche volta direi "sapete che c'è? Oggi proprio non ho voglia di fare nulla".

Se fossi me stesso al lavoro, qualche alunno lo lascerei sbattere, perché se lo meriterebbe per come si comporta.

Ma siccome svolgo un lavoro, la mia personale etica mi impone di farlo al meglio. Senza chiedermi se mi piace o mi dà fastidio (uso la parola fastidio perché l'hai usata tu per prima, non io, in genere le incombenze del mio lavoro non mi infastidiscono, almeno, non in modo tale da essere un problema) perché fa parte delle mie mansioni.
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 4:56 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
kaly ha scritto:
No. Avere uno smartphone con la notifica però aiuta ad essere immediati.

Io personalmente troverei molto POCO professionale qualcuno che interrompe continuamente il proprio lavoro quotidiano, qualunque esso sia, per controllare ogni pochi minuti le notifiche sullo smartphone e collegarsi a un forum per rispondere in tempo reale. Io, personalmente (a parte il fatto che lo smartphone nemmeno ce l'ho, e ho un cellulare che serve solo per telefonare, ma questi sono scelte personali), non mi sogno minimamente di controllare il cellulare in continuazione mentre lavoro: lo tengo silenziato, e sto per parecchie ore senza nemmeno ricordarmi se esiste o meno.

Certo che se la persona in questione lavora in proprio e non ha obblighi esterni di cui rendere conto direttamente, è perfettamente legittimo che si comporti così se vuole farlo, e se pensa che questo non danneggi il suo ritmo di lavoro; ma dal punto di vista puramente ideale, qualche dubbio me lo porrei eccome, sul fatto che questa persona abbia il diritto di mettersi a fare le pulci alla professionalità degli altri.

L.

Caro paniscus, il tuo ragionamento è ineccepibile ma converrai con me che il fatto che io adoperi uno smartphone non è dettato tanto da una scelta personale bensì da una necessità professionale.
Fornendo servizi di natura informatica ho sistemi automatizzati che mi inviano periodicamente notifiche dello stato dei server dei miei clienti ed uno smartphone mi permette una velocità e facilità di lettura migliore rispetto ad un normale cellulare che fa solo telefonate. La possibilità di silenziarlo non mi è concesso anche perché ho una reperibilità di 24 ore su 24 ma ti giuro che ci sono giorni in cui vorrei non silenziarlo ma gettarlo in mare.
Poi che il suo utilizzo sia consono all’attività lavorativa è un conto che sia di puro e mero cazzeggio e un altro conto e non posso darti torto su quanto hai espresso. Potrei dirti che non ho orari precisi e che accade spesso di ritrovarmi alle 10 di mattina a passeggiare in un parco e alle tre di notte a cristonare dietro una macchina. Ma siamo in un forum dove la nostra identità è discutibile e può essere che quanto io scriva sia veritiero quanto un invenzione.
Ma, credo tu sia d’accordo, anche nel caso in cui la mia professionalità sia discutibile non scagiona il fatto che anche quella di qualchedun altro lo sia.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 5:16 pm

Faccio presente che non sei l'unico a "non avere orari" e che anch'io, presunta dipendente statale privilegiata con orario fisso, anch'io passo molte ore al giorno, compresi orari indecenti di notte o giorni festivi, a lavorare per la scuola, oltre alle ore obbligatorie in classe.

L.
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raganella



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 5:35 pm


Signor Kaly, avendo a cuore la sua voglia di... non mi viene il termine... le offro un giro gratuito in tre promettenti forum che sicuramente troverà di suo gradimento.
Buon divertimento


http://www.overlex.com/forumstanze.asp


http://www.giovanimedici.com/index.php?option=com_kunena&view=home&defaultmenu=217&Itemid=191



http://www.energeticambiente.it/index.php
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 5:51 pm

Certo che puoi farlo presente e non l'ho metto in dubbio. Ho affermato forse di essere l'unico o di aver fatto riferimento ai tuoi orari?
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kaly



Messaggi : 55
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 5:53 pm

Grazie raganella. Lo prenderò in considerazione. Se ne ha altri ancora da consigliare le sarei grato.
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lurk



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 10:12 pm

È singolare che, negli ultimi mesi, persone che apparentemente non hanno alcun legame con il mondo della Scuola e che sono peraltro sommerse dal lavoro (quello vero, eh) trovino il tempo per dibattere assiduamente in un forum frequentato prevalentemente da lavoratori della scuola.

Com'è che la Scuola sta riscuotendo così tanto interesse? Eppure gli argomenti d'interesse generale non mancano: la Grecia, l'IS, la stampa di moneta sovrana, il buco dell'azoto e il raffreddamento globale, i diritti dei ghei e il diritto agli sghei, i vitalizi, la fame nel mondo, papa francesco, gli sbarchi a Lampedusa e dintorni, il fracking e i terremoti, il fotovoltaico e le pale eoliche, evvai che ce n'è ancora.

No, sembra che l'argomento più di moda della primavera 2015 sia questa sQuola gestita da insegnanti fancazzisti e privilegiati che non vogliono essere controllati e tanto meno valutati.
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 11:06 pm

La mia risposta l'ho giá data. Quindi non credo sia necessario ripetermi. Però se qualcuno vuole rispondere alle mie domande non sarebbe neanche cosí assurdo.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 11:24 pm

kaly ha scritto:
La mia risposta l'ho giá data. Quindi non credo sia necessario ripetermi. Però se qualcuno vuole rispondere alle mie domande  non sarebbe neanche cosí assurdo.
Tu non domandi, tu fai affermazioni con tono supponente su questioni di cui non conosci un beato cavolo. Il tutto per uno spot pubblicitario in favore degli asili paritari,  verso i quali hai ammesso di avere personali e familiari interessi economici.
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lurk



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 11:38 pm

kaly ha scritto:
La mia risposta l'ho giá data. Quindi non credo sia necessario ripetermi. Però se qualcuno vuole rispondere alle mie domande  non sarebbe neanche cosí assurdo.

Bastava chiedere senza fare troppi contorsionismi, la risposta è una sola: 42.
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mer Mag 27, 2015 11:47 pm

Cara chicca, Io ho fatto un sacco di domande. Qualcuno ha avuto il buonsenso, l'onestà e l'educazione per rispondere. . I miei interessi personali, sempre che ci siano, se hai letto correttamente sono distribuiti al 50% tra paritaria e statale avendo due menbri familiari da una parte e due dall'altra. Infine chiedo a dec o qualsiasi moderatore che sta leggendo se alla luce degli ultimi post chi sta usando un tono arrogante, chi sta continuando ad avere un atteggiamento provocatorio, chi sta alzando i toni, chi sta provando in tutti i modi di escludere l'altro da questo forum, chi sta provando platealmente a prendere per il culo l'altro e se il mio atteggiamento non è sufficientemente pacifico e educato o devo rimodularlo ulteriormente.
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giggi



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Gio Mag 28, 2015 1:15 am

lurk ha scritto:
kaly ha scritto:
La mia risposta l'ho giá data. Quindi non credo sia necessario ripetermi. Però se qualcuno vuole rispondere alle mie domande  non sarebbe neanche cosí assurdo.

Bastava chiedere senza fare troppi contorsionismi, la risposta è una sola: 42.

:-) ho finalmente capito cosa mi ricordava il tuo linguaggio e il tuo modo di interagire. Tanta stima
(e mi hai fatto venire voglia di rileggerli :-)
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Collega inetto: cosa fare?
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