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 Collega inetto: cosa fare?

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AutoreMessaggio
mystika



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MessaggioOggetto: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 12, 2015 5:08 pm

Promemoria primo messaggio :

Cari colleghi,
vi chiedo consiglio su una situazione sgradevole e delicata.
Sono docente di sostegno in compresenza con un collega curricolare che non prova neanche a fare lezione. Entra in classe, si siede, e per tutta l'ora si fa i fatti suoi con l'ipad. Gli alunni nella migliore delle ipotesi studiano altre materie, altrimenti bivaccano giocando al cellulare, etc. Quando ci sono anch'io, insisto perché facciano qualcosa e non escano dall'aula, ma a volte mi rispondono candidamente: "se non importa niente a lui, lei non si sbatta troppo".
Durante le verifiche, è il caos e i voti sono tutti positivi, quindi i genitori non si lamentano.
Il suo tutor (è in anno di prova) alza le mani perché dice che tanto l'anno di prova è una farsa e lui non può farci niente, ma io ho paura che torni nella nostra scuola il prossimo anno (i posti ci sono e, se la chiede, è facile che la ottenga).
Secondo voi devo/posso fare qualcosa? Umanamente il collega mi è anche simpatico, ma deontologicamente mi dico che non posso far finta di nulla, per il bene degli alunni e della scuola.
Consigli? Vi è mai capitata una situazione del genere?
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AutoreMessaggio
Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Dom Mag 17, 2015 11:22 am

E' assolutamente ininfluente il fatto che tu ci creda o no.

Stai mettendo in dubbio quello che ha raccontato una altra utente, ne hai assolutamente il diritto ma non discutiamo della tua fede.
Discutiamo di qualcuno che fa così.

Senza poi parlare del fatto che anche io ho testimoniato la presenza (e l'allontanamento da scuola) di un simile personaggio. Ma che tu ci creda o no lascia abbastanza il tempo che trova.
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Dom Mag 17, 2015 4:26 pm

Ire ha scritto:
E' assolutamente ininfluente il fatto che tu ci creda o no.

Stai mettendo in dubbio quello che ha raccontato una altra utente, ne hai assolutamente il diritto ma non discutiamo della tua fede.
Discutiamo di qualcuno che fa così.

Senza poi parlare del fatto che anche io ho testimoniato la presenza (e l'allontanamento da scuola) di un simile personaggio.  Ma che tu ci creda o no lascia abbastanza il tempo che trova.

Tra colleghi è necessario mantenere collaborazione e confronto, la storia del curricolare cattivo fa acqua da tutte le parti (i ragazzi durante le sue ore stanno in silenzio assoluto e non fanno rumore? E se fanno rumore nessuno ancora se n'è accorto?) e la tua visione del mondo mi raggela.

L'unica strategia è risolvere il conflitto confrontandosi, anche perchè indubbiamente anche il curricolare in questione avrà molto da dire...
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Dom Mag 17, 2015 4:40 pm

chicca70 ha scritto:
gugu ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Ire, tu non lavori, vero? Quando si ha un problema serio,  per quanto tu ti possa impegnare, si rende poco. Chi non lo capisce ha come massimo impegno lavorativo il rifare i letti. 
In ogni caso,  questi docenti che non fanno niente appartengono ad una mitologia da uomo della strada, non alla realtà.  Puoi lavorare poco (di solito nelle attività extra aula), puoi lavorare male ma è impossibile non lavorare.


Cioè posso stare tutta l'ora in classe col telefono dicendo ai ragazzi di fare quello che vogliono?
E' inteso comunque come "lavorare"?
Quello non sarebbe lavorare.  Io però non credo minimamente all'esistenza di docenti che passano l'ora a non far niente. Può succedere saltuariamente se i ragazzi stanno facendo un'esercitazione ma è materialmente impossibile che accada in modo regolare. Credo molto di più all'esistenza di docenti che non preparano le lezioni,  che riportano le verifiche dopo mesi, che fanno il minor numero possibile di verifiche per non doverle poi correggere,  che mostrano decine di film e documentari per passare il tempo.  Questi esistono davvero,  e sono molto numerosi.
E questi, Chicca, per te lavorano???
Per me il lavoro di insegnante è altro!
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vota



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 19, 2015 1:36 pm

Ma per favore non tirate fuori l'inesperienza come scusa: ormai è l'anno di prova, quindi presumo che il Tfa o qualsiasi corso corrispondente lo abbia superato e per accederci ci vuole il punteggio di esperienza (private e supplenze) perché uno può fare 30 in tutte e tre le prove ma gli passano davanti quelli che passano con il minimo (21) ma hanno 30 punti aggiuntivi, a me è successo qualcosa di simile.

ufo polemico ha scritto:

Ma ammettiamo pure che il collega sia davvero così inadeguato come racconta mystika: perché lo viene a raccontare in un forum pubblico, se non per sfogo, invece di affrontare in qualche modo, qualsiasi modo, la situazione reale?

Per paura, un collega con atteggiamenti del genere non verrebbe chiamato neppure per una singola supplenza, è da chiamare la Gabanelli.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Mar Mag 19, 2015 1:44 pm

Citazione :
Ma ammettiamo pure che il collega sia davvero così inadeguato come racconta mystika: perché lo viene a raccontare in un forum pubblico, se non per sfogo, invece di affrontare in qualche modo, qualsiasi modo, la situazione reale?


Non è venuta a raccontarlo, detto così sembrerebbe che detto qui Mystica si sentisse sollevata e autorizzata a non fare altro, è venuta a chiedere consiglio su come altri agirebbero per trovare il modo di agire adatto a lei, dopo aver considerato anche altri punti di vista.

Il forum è a questo che serve, soprattutto.
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drifis_



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Dom Mag 24, 2015 9:12 pm

Per coloro che non credono a mystica, posso testimoniare che ho avuto un collega che passava l'ora o facendo i fatti suoi al computer, leggendo poesie proprie o rispondendo a lunghissime telefonate personali, in modo talmente manifesto che ci sono state parecchie lettere di lamentela da parte dei genitori, adesso è meno sfacciato limitandosi a fare pochissimo ma non "nulla". Non so cosa si possa fare, pur essendo la situazione a conoscenza della presidenza a parte rimbrotti verbali non credo siano stati presi ulteriori provvedimenti.
p.s. nei pc di classe a cui possono accedere solo i docenti e dai quali si può accedere a internet solo attraverso id e password personale, in alcuni ho trovato io stessa istallati programmi per il gioco online e di sicuro non sono stati i ragazzi!
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Dom Mag 24, 2015 10:00 pm

Ire ha scritto:
 
Citazione :
Ma ammettiamo pure che il collega sia davvero così inadeguato come racconta mystika: perché lo viene a raccontare in un forum pubblico, se non per sfogo, invece di affrontare in qualche modo, qualsiasi modo, la situazione reale?


Non è venuta a raccontarlo, detto così sembrerebbe che detto qui Mystica si sentisse sollevata e autorizzata a non fare altro,  è venuta a chiedere consiglio su come altri agirebbero per trovare il modo di agire adatto a lei, dopo aver considerato anche altri punti di vista.

Il forum è a questo che serve, soprattutto.

Allora il consiglio è questo: parlare parlare parlare, prima col diretto interessato poi coinvolgendo altre persone. E se si crea conflitto amen.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 8:00 am

Quando parlare è propria competenza.

O, in alternativa, parlare con chi di dovere.
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 2:59 pm

Riassumendo.
Premettendo che non sono un docente, ma semplicemente un padre di due bambini che in futuro andranno in una scuola pubblica.
a) Leggo un post in cui un insegnante di sostegno chiede consigli su come operare dopo aver constatato che un docente in classe non svolge lezione
b) Dalla discussione emerge che per gli stessi allievi tale condizione è accettata, hanno voti alti e tra il loro silenzio e la votazione positiva gli stessi genitori non hanno dubbi nel merito dell’attività del docente
c) Leggo che le soluzioni dei docenti siano sospese tra il rivolgersi direttamente al ds, parlare preventivamente con il docente e poi con il ds, farsi anche gli affari propri e addirittura obiettare sulla reale verità dei fatti(vuoi perché suona di propaganda, vuoi perché è inconcepibile far niente, piuttosto si fa poco, vuoi perché magari il docente in questione ha problemi suoi per la testa e non riesce a rendere come dovrebbe.

Sempre dal mio profilo, di padre, francamente non mi importa tanto se tale notizia sia vera oppure no, mi preoccupa che tale situazione si possa attuare e che la possibilità di porre rimedio debba passare dalla coscienza etica dell’insegnate di sostegno presente in classe e non ci sia un sistema in grado di individuare tale comportamento di inefficienza in maniera non dico immediata ma nel breve periodo.

Apro parentesi, su un altro tema affrontato. Se un docente non è in grado di riuscire per qualsiasi motivo a svolgere la propria professione, visto il ruolo che ricopre, sarebbe opportuno che se ne stesse a casa lasciando ad altri il compito di garantire il diritto allo studio agli studenti.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 3:19 pm

ciao, io sono una mamma, non una docente.

Capisco quello che dici, d'altra parte, quale soluzione diversa rispetto alla coscienza del collega che vede ciò che accade pensi possa esserci?

Il tutor in classe come sembra previsto, ma non è ancora stato attuato il progetto e il problema sarebbe risolto solo per un docente di prova.

Per gli altri? per quelli già confermati?

L'unico modo per migliorare le cose, a mio modo di vedere, è proprio quello di attivare le coscienze.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 3:20 pm

giovanna onnis ha scritto:
chicca70 ha scritto:
gugu ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Ire, tu non lavori, vero? Quando si ha un problema serio,  per quanto tu ti possa impegnare, si rende poco. Chi non lo capisce ha come massimo impegno lavorativo il rifare i letti. 
In ogni caso,  questi docenti che non fanno niente appartengono ad una mitologia da uomo della strada, non alla realtà.  Puoi lavorare poco (di solito nelle attività extra aula), puoi lavorare male ma è impossibile non lavorare.


Cioè posso stare tutta l'ora in classe col telefono dicendo ai ragazzi di fare quello che vogliono?
E' inteso comunque come "lavorare"?
Quello non sarebbe lavorare.  Io però non credo minimamente all'esistenza di docenti che passano l'ora a non far niente. Può succedere saltuariamente se i ragazzi stanno facendo un'esercitazione ma è materialmente impossibile che accada in modo regolare. Credo molto di più all'esistenza di docenti che non preparano le lezioni,  che riportano le verifiche dopo mesi, che fanno il minor numero possibile di verifiche per non doverle poi correggere,  che mostrano decine di film e documentari per passare il tempo.  Questi esistono davvero,  e sono molto numerosi.
E questi, Chicca, per te lavorano???
Per me il lavoro di insegnante è altro!
È ovvio che non lavorano! È proprio quello che stavo dicendo!  Quando un insegnante non lavora, il suo non lavorare si realizza nelle attività extra aula,  non nelle attività in classe,  soggette ad un controllo molto maggiore.  Per questo non credo a docenti che in classe leggono il giornale. Non ho problemi a credere a chi mi parla di insegnanti che riportano le verifiche dopo mesi o che spiegano come viene loro in mente in quel momento.
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 3:28 pm

In considerazione di quanto si è detto, chicca, chi sarebbe che fa il controllo sulle attività di classe nel momento in cui alle famiglie (per incapacità, fiducia o anche convenienza) è sufficiente il voto positivo nelle verifche?

Ci sono famiglie in grado di rendersi conto se un voto corrisponda o meno ad un apprendimento ed in grado di chiedersi il perchè se non c'è corrispondenza.
Ci sono famiglie che non sono in grado di farlo. E non è loro compito primario, a dire la verità.


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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 3:48 pm

Ire ha scritto:
ciao, io sono una mamma, non una docente.

Capisco quello che dici, d'altra parte, quale soluzione diversa rispetto alla coscienza del collega che vede ciò che accade pensi possa esserci?

Il tutor in classe come sembra previsto, ma non è ancora stato attuato il progetto e il problema sarebbe risolto solo per un docente di prova.

Per gli altri? per quelli già confermati?

L'unico modo per migliorare le cose, a mio modo di vedere, è proprio quello di attivare le coscienze.

Un sistema di efficacia indiscutibile sarebbe la presenza in classe delle telecamere 
Ovviamente è una soluzione improponibile sia per questioni di privacy sia per ragioni prettamente di insegnamento, la sensazione di essere sotto l’occhio del grande fratello influirebbe negativamente nella serenità dell’attività dell’insegnamento.

Non lavorando ogni giorno in una scuola non sono in grado di proporre una soluzione o un sistema, credo che chi ci lavora sappia più di me cosa proporre.
Io posso solo ipotizzare varie misure deterrenti o soluzioni applicate in contesti aziendali, dalla presenza di porte vetro o classici oblò (già presenti in molti istituti), un monitoraggio costante delle attività svolte in classe, la presenza del tutor per tutti i docenti(questa soluzione viene adottata in molte aziende che effettuano corsi di formazione e i risultati sono ottimi), relazioni sul metodo di insegnamento da parte degli allievi confrontate con una relazione del proprio operato da parte del docente…


Sul risveglio delle coscienze non posso non condividere con te, ma sul affidarci esclusivamente ad esse ho tanta paura!
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 3:52 pm

Ire ha scritto:
In considerazione di quanto si è detto, chicca, chi sarebbe che fa il controllo sulle attività di classe nel momento in cui alle famiglie (per incapacità, fiducia o anche convenienza) è sufficiente il voto positivo nelle verifche?

Ci sono famiglie in grado di rendersi conto se un voto corrisponda o meno ad un apprendimento ed in grado di chiedersi il perchè se non c'è corrispondenza.
Ci sono famiglie che non sono in grado di farlo. E non è loro compito primario, a dire la verità.


Quanto si vede che non insegni!  Se in classe non lavori,  si scatena una baraonda e le classi vicine vengono disturbate. Chiunque passi nel corridoio se ne accorge. A volte il caos nasce anche quando il docente sta interrogando perché gli alunni non coinvolti si sentono in pausa. Figuriamoci se non si fa nulla!  La classe ti impedisce proprio di leggere il giornale,  anche qualora volessi farlo. Se in classe non mantieni un ritmo serrato è finita. 
Pochissime sono le famiglie che si accorgono dei voti gonfiati. Anche una persona mediamente colta non è in grado di valutare. Io posso capirlo per italiano, storia, latino,  ma non potrò mai capire se i voti di mio figlio in matematica sono rispondenti al vero.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 4:05 pm

kaly ha scritto:
Ire ha scritto:
ciao, io sono una mamma, non una docente.

Capisco quello che dici, d'altra parte, quale soluzione diversa rispetto alla coscienza del collega che vede ciò che accade pensi possa esserci?

Il tutor in classe come sembra previsto, ma non è ancora stato attuato il progetto e il problema sarebbe risolto solo per un docente di prova.

Per gli altri? per quelli già confermati?

L'unico modo per migliorare le cose, a mio modo di vedere, è proprio quello di attivare le coscienze.

Un sistema di efficacia indiscutibile sarebbe la presenza in classe delle telecamere 
Ovviamente è una soluzione improponibile sia per questioni di privacy sia per ragioni prettamente di insegnamento, la sensazione di essere sotto l’occhio del grande fratello influirebbe negativamente nella serenità dell’attività dell’insegnamento.

Non lavorando ogni giorno in una scuola non sono in grado di proporre una soluzione o un sistema, credo che chi ci lavora sappia più di me cosa proporre.
Io posso solo ipotizzare varie misure deterrenti o soluzioni applicate in contesti aziendali, dalla presenza di porte vetro o classici oblò (già presenti in molti istituti), un monitoraggio costante delle attività svolte in classe, la presenza del tutor per tutti i docenti(questa soluzione viene adottata in molte aziende che effettuano corsi di formazione e i risultati sono ottimi), relazioni sul metodo di insegnamento da parte degli allievi confrontate con una relazione del proprio operato da parte del docente…


Sul risveglio delle coscienze non posso non condividere con te, ma sul affidarci esclusivamente ad esse ho tanta paura!
In un laboratorio di aggiornamento,  abbiamo fatto filmati con la telecamera,  dopo aver chiesto il permesso alle famiglie.  Volevamo riprenderci durante la lezione per autovalutare il nostro stile di insegnamento,  guardandoci dall'esterno. La presenza della telecamera ha distratto molto gli alunni, quindi non ne consiglierei l'uso. 
Come fa ad esserci un tutor per ogni docente?  Si pagano due persone per fare il lavoro di una? Assurdo.  Tutt' al più potrà esserci tutoraggio reciproco per alcune ore.  Ma che senso avrebbe ai fini di un controllo?  È ovvio che,  in presenza del tutor, io voglia fare bella figura con il collega. E quando il tutor non c'è?  Poi, quando tocca a me essere l'osservatore, l'altro si impegnerà al massimo. ..Finché sono presente. E chi mi controlla quando correggo i compiti?  La logica del controllo,  nella scuola,  è fallimentare in partenza.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 4:08 pm

quindi convieni anche tu che non ci sia possibilità di controllo da parte delle famiglie che per forza di cose si devono affidare ai docenti e alle loro valutazioni.

La tua collega ha parlato sia di baraonda sia del fatto che tutti a scuola sparlicchiano di quanto accade e che nessuno fa nulla quindi tutto sommato, la pensi come me.

Credi di non credere, ma in realtà non è vero!

@kaly, puoi mettere tutti i controlli che vuoi, se li trovi, ma c'è sempre il modo di aggirarli a proprio esclusivo vantaggio e a dispregio e svantaggio degli altri, se si vuole.

L'unico modo di controllare le situazioni è la coscienza, privata e sociale, di ciascuno di noi.


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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 4:14 pm

kaly ha scritto:
Riassumendo.
Premettendo che non sono un docente, ma semplicemente un padre di due bambini che in futuro andranno in una scuola pubblica.
a) Leggo un post in cui un insegnante di sostegno chiede consigli su come operare dopo aver constatato che un docente in classe non svolge lezione
b) Dalla discussione emerge che per gli stessi allievi tale condizione è accettata, hanno voti alti e tra il loro silenzio e la votazione positiva gli stessi genitori non hanno dubbi nel merito dell’attività del docente
c) Leggo che le soluzioni dei docenti siano sospese tra il rivolgersi direttamente al ds, parlare preventivamente con il docente e poi con il ds, farsi anche gli affari propri e addirittura obiettare sulla reale verità dei fatti(vuoi perché suona di propaganda, vuoi perché è inconcepibile far niente, piuttosto si fa poco, vuoi perché magari il docente in questione ha problemi suoi per la testa e non riesce a rendere come dovrebbe.

Sempre dal mio profilo, di padre, francamente non mi importa tanto se tale notizia sia vera oppure no, mi preoccupa che tale situazione si possa attuare e che la possibilità di porre rimedio debba passare dalla coscienza etica dell’insegnate di sostegno presente in classe e non ci sia un sistema in grado di individuare tale comportamento di inefficienza in maniera non dico immediata ma nel breve periodo.

Apro parentesi, su un altro tema affrontato. Se un docente non è in grado di riuscire per qualsiasi motivo a svolgere la propria professione, visto il ruolo che ricopre, sarebbe opportuno che se ne stesse a casa lasciando ad altri il compito di garantire il diritto allo studio agli studenti.
Non avevo letto la parte in cui si propone che gli alunni facciano una relazione sul metodo dell'insegnante. .. Da morir dal ridere!! Ma se questi ragazzi non sanno fare una relazione decorosa su quello cbe hanno fatto loro, come possono relazionare su un argomento che non conoscono (obiettivi,  competenze,  abilità,  metodologie)?
Ma se voi,  che non siete insegnanti,  pensaste al vostro lavoro invece di pensare al nostro?  Forse noi vi veniamo a dire come dovete lavorare e come vi si può controllare?  Se fare il docente è così facile e così libero da vincoli,  perché non avete intrapreso la stessa strada?
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 4:37 pm

chicca70 ha scritto:
Ire ha scritto:
In considerazione di quanto si è detto, chicca, chi sarebbe che fa il controllo sulle attività di classe nel momento in cui alle famiglie (per incapacità, fiducia o anche convenienza) è sufficiente il voto positivo nelle verifche?

Ci sono famiglie in grado di rendersi conto se un voto corrisponda o meno ad un apprendimento ed in grado di chiedersi il perchè se non c'è corrispondenza.
Ci sono famiglie che non sono in grado di farlo. E non è loro compito primario, a dire la verità.


Quanto si vede che non insegni!  Se in classe non lavori,  si scatena una baraonda e le classi vicine vengono disturbate. Chiunque passi nel corridoio se ne accorge. A volte il caos nasce anche quando il docente sta interrogando perché gli alunni non coinvolti si sentono in pausa. Figuriamoci se non si fa nulla!  La classe ti impedisce proprio di leggere il giornale,  anche qualora volessi farlo. Se in classe non mantieni un ritmo serrato è finita. 
Pochissime sono le famiglie che si accorgono dei voti gonfiati. Anche una persona mediamente colta non è in grado di valutare. Io posso capirlo per italiano, storia, latino,  ma non potrò mai capire se i voti di mio figlio in matematica sono rispondenti al vero.

Quindi mi dici che il metodo migliore e assoluto per constatare che in un aula l’insegnante non stia facendo lezione come dovrebbe sarebbe misurare i decibel generati degli alunni?
L’opzione del “fate pure i cazzi vostri l’importante e che non facciate bordello.” non esiste(tra l’altro leggendo questo post mi sembra che questa sia l’atmosfera descritta, con alunni che facevano altro in silenzio).
è vero non insegno ma leggo e ascolto quello che gli altri dicono e i miei ragionamenti li costruisco su queste nozioni non su logiche provvisorie campate in aria(come quella da te sollevata nell’altro forum sulle violenze perpetuate solo sui nidi privati da parte dei docenti..)
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 4:48 pm

chicca70 ha scritto:
kaly ha scritto:
Ire ha scritto:
ciao, io sono una mamma, non una docente.

Capisco quello che dici, d'altra parte, quale soluzione diversa rispetto alla coscienza del collega che vede ciò che accade pensi possa esserci?

Il tutor in classe come sembra previsto, ma non è ancora stato attuato il progetto e il problema sarebbe risolto solo per un docente di prova.

Per gli altri? per quelli già confermati?

L'unico modo per migliorare le cose, a mio modo di vedere, è proprio quello di attivare le coscienze.

Un sistema di efficacia indiscutibile sarebbe la presenza in classe delle telecamere 
Ovviamente è una soluzione improponibile sia per questioni di privacy sia per ragioni prettamente di insegnamento, la sensazione di essere sotto l’occhio del grande fratello influirebbe negativamente nella serenità dell’attività dell’insegnamento.

Non lavorando ogni giorno in una scuola non sono in grado di proporre una soluzione o un sistema, credo che chi ci lavora sappia più di me cosa proporre.
Io posso solo ipotizzare varie misure deterrenti o soluzioni applicate in contesti aziendali, dalla presenza di porte vetro o classici oblò (già presenti in molti istituti), un monitoraggio costante delle attività svolte in classe, la presenza del tutor per tutti i docenti(questa soluzione viene adottata in molte aziende che effettuano corsi di formazione e i risultati sono ottimi), relazioni sul metodo di insegnamento da parte degli allievi confrontate con una relazione del proprio operato da parte del docente…


Sul risveglio delle coscienze non posso non condividere con te, ma sul affidarci esclusivamente ad esse ho tanta paura!
In un laboratorio di aggiornamento,  abbiamo fatto filmati con la telecamera,  dopo aver chiesto il permesso alle famiglie.  Volevamo riprenderci durante la lezione per autovalutare il nostro stile di insegnamento,  guardandoci dall'esterno. La presenza della telecamera ha distratto molto gli alunni, quindi non ne consiglierei l'uso. 
Come fa ad esserci un tutor per ogni docente?  Si pagano due persone per fare il lavoro di una? Assurdo.  Tutt' al più potrà esserci tutoraggio reciproco per alcune ore.  Ma che senso avrebbe ai fini di un controllo?  È ovvio che,  in presenza del tutor, io voglia fare bella figura con il collega. E quando il tutor non c'è?  Poi, quando tocca a me essere l'osservatore, l'altro si impegnerà al massimo. ..Finché sono presente. E chi mi controlla quando correggo i compiti?  La logica del controllo,  nella scuola,  è fallimentare in partenza.

Come ho subito scritto le telecamere in aula non sono oggettivamente una buona soluzione, per svariati motivi e ci aggiungo pure quello da te menzionato rispetto all’attenzione degli alunni.

Sulla figura del tutor, come viene gestito nella scuola pubblica non lo so. So come viene gestito e utilizzato nei corsi di formazione, specializzazione negli istituti efficienti e il loro utilizzo è effettivamente utile e positivo. A brevi tratti, poi se si vuole si può anche discutere nel dettaglio:
1) Il tutor non controlla un docente, ma uno o più corsi.
2) Lo fa non stazionando in classe ma analizzando il lavoro fatto tramite un doppio riscontro, sia con il docente che con la classe.
3) È presente fisicamente durante i test per aiutare (e anche controllare) che nessuno scopiazzi e che i risultati siano effettivamente autentici.
4) Nei casi in cui il corsista ha un rientro in azienda segue attraverso il datore di lavoro o il responsabile l’effettivo sviluppo di apprendimento a livello operativo del ragazzo.


Poi ripeto non sono io il docente, non spetta me indicare il metodo migliore per valutare e individuare il docente scansafatiche da quello in gamba. Non voglio e non sono così presuntuoso ma un confronto su “come fanno gli altri” che siano corsi di formazione o organizzazioni scolastiche straniere non guasterebbe e sarebbe di certo più maturo che affermare: “La logica del controllo, nella scuola, è fallimentare in partenza.”



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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 4:51 pm

L'opzione che tu citi "fate quel che volete ma in silenzio" viene ampiamente sperimentata quando siamo costretti a fare un'ora di sostituzione in una classe che non è nostra. Se va bene il silenzio dura tre minuti,  dopo di che comincia il caos. Praticamente si passa tutta l'ora a riprenderli.
Anch'io leggo articoli sull'isis ma non do consigli sulla lotta al califfato. Leggere è una cosa, vivere è un'altra
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 4:52 pm

Citazione :
Ma se voi, che non siete insegnanti, pensaste al vostro lavoro invece di pensare al nostro? Forse noi vi veniamo a dire come dovete lavorare e come vi si può controllare?

cara chicca, sai qual'è il mio primo lavoro?
tutelare i miei figli crescendoli persone serie e responsabili ma proteggendoli da adulti incapaci cui dovessero avere la ventura di essere affidati

sai qual'è il mio secondo lavoro?

tutelare i figli di chiunque facendo in modo che possano crescere persone serie e responsabili ma proteggendoli da adulti incapaci cui dovessero avere la ventura di essere affidati.

Sai quali sono le persone più verosimilmente affidatarie dei figli, miei e di tutti?
i docenti che li avvicinano da quando cominciano la scuola fino alla maggiore età.

Ti sembra che pensare a come lavorano gli insegnanti (con le liberalità di legge) non sia lavoro mio?


Citazione :
Se fare il docente è così facile e così libero da vincoli, perché non avete intrapreso la stessa strada?

Non ho intrapreso questa strada perchè ho avuto l'intelligenza di capire che fare il docente non era il mio mestiere e non lavrei fatto bene. Cosa indispensabile, invece.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 5:00 pm

kaly ha scritto:
chicca70 ha scritto:
kaly ha scritto:
Ire ha scritto:
ciao, io sono una mamma, non una docente.

Capisco quello che dici, d'altra parte, quale soluzione diversa rispetto alla coscienza del collega che vede ciò che accade pensi possa esserci?

Il tutor in classe come sembra previsto, ma non è ancora stato attuato il progetto e il problema sarebbe risolto solo per un docente di prova.

Per gli altri? per quelli già confermati?

L'unico modo per migliorare le cose, a mio modo di vedere, è proprio quello di attivare le coscienze.

Un sistema di efficacia indiscutibile sarebbe la presenza in classe delle telecamere 
Ovviamente è una soluzione improponibile sia per questioni di privacy sia per ragioni prettamente di insegnamento, la sensazione di essere sotto l’occhio del grande fratello influirebbe negativamente nella serenità dell’attività dell’insegnamento.

Non lavorando ogni giorno in una scuola non sono in grado di proporre una soluzione o un sistema, credo che chi ci lavora sappia più di me cosa proporre.
Io posso solo ipotizzare varie misure deterrenti o soluzioni applicate in contesti aziendali, dalla presenza di porte vetro o classici oblò (già presenti in molti istituti), un monitoraggio costante delle attività svolte in classe, la presenza del tutor per tutti i docenti(questa soluzione viene adottata in molte aziende che effettuano corsi di formazione e i risultati sono ottimi), relazioni sul metodo di insegnamento da parte degli allievi confrontate con una relazione del proprio operato da parte del docente…


Sul risveglio delle coscienze non posso non condividere con te, ma sul affidarci esclusivamente ad esse ho tanta paura!
In un laboratorio di aggiornamento,  abbiamo fatto filmati con la telecamera,  dopo aver chiesto il permesso alle famiglie.  Volevamo riprenderci durante la lezione per autovalutare il nostro stile di insegnamento,  guardandoci dall'esterno. La presenza della telecamera ha distratto molto gli alunni, quindi non ne consiglierei l'uso. 
Come fa ad esserci un tutor per ogni docente?  Si pagano due persone per fare il lavoro di una? Assurdo.  Tutt' al più potrà esserci tutoraggio reciproco per alcune ore.  Ma che senso avrebbe ai fini di un controllo?  È ovvio che,  in presenza del tutor, io voglia fare bella figura con il collega. E quando il tutor non c'è?  Poi, quando tocca a me essere l'osservatore, l'altro si impegnerà al massimo. ..Finché sono presente. E chi mi controlla quando correggo i compiti?  La logica del controllo,  nella scuola,  è fallimentare in partenza.

Come ho subito scritto le telecamere in aula non sono oggettivamente una buona soluzione, per svariati motivi e ci aggiungo pure quello da te menzionato rispetto all’attenzione degli alunni.

Sulla figura del tutor, come viene gestito nella scuola pubblica non lo so. So come viene gestito e utilizzato nei corsi di formazione, specializzazione negli istituti efficienti e il loro utilizzo è effettivamente utile e positivo. A brevi tratti, poi se si vuole si può anche discutere nel dettaglio:
1) Il tutor non controlla un docente, ma uno o più corsi.
2) Lo fa non stazionando in classe ma analizzando il lavoro fatto tramite un doppio riscontro, sia con il docente che con la classe.
3) È presente fisicamente durante i test per aiutare (e anche controllare) che nessuno scopiazzi e che i risultati siano effettivamente autentici.
4) Nei casi in cui il corsista ha un rientro in azienda segue attraverso il datore di lavoro o il responsabile l’effettivo sviluppo di apprendimento a livello operativo del ragazzo.


Poi ripeto non sono io il docente, non spetta me indicare il metodo migliore per valutare e individuare il docente scansafatiche da quello in gamba. Non voglio e non sono così presuntuoso ma un confronto su “come fanno gli altri” che siano corsi di formazione o organizzazioni scolastiche straniere non guasterebbe e sarebbe di certo più maturo che affermare: “La logica del controllo,  nella scuola,  è fallimentare in partenza.”



Il tutor controlla che lo studente non scopiazzi. Benissimo.  Poi il tutor corregge anche le verifiche? In quel caso io voglio 20 tutor che mi correggano i compiti!  Se invece le verifiche le corregge l'insegnante,  ognuno valuta con i propri parametri,  soprattutto le verifiche che hanno un margine maggiore di soggettività ( ad esempio i temi). Comunque parlare con te è inutile perché sembra di parlare con un analfabeta (analfabeta del lavoro scolastico). Infatti ti seguono solo coloro che non sono insegnanti,  ire e francesca4
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 5:02 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Ma se voi,  che non siete insegnanti,  pensaste al vostro lavoro invece di pensare al nostro?  Forse noi vi veniamo a dire come dovete lavorare e come vi si può controllare?  

cara chicca, sai qual'è il mio primo lavoro?
tutelare i miei figli crescendoli persone serie e responsabili ma proteggendoli da adulti incapaci cui dovessero avere la ventura di essere affidati

sai qual'è il mio secondo lavoro?

tutelare i figli di chiunque facendo in modo che possano crescere persone serie e responsabili ma proteggendoli da adulti incapaci cui dovessero avere la ventura di essere affidati.

Sai quali sono le persone più verosimilmente affidatarie dei figli, miei e di tutti?
i docenti che li avvicinano da quando cominciano la scuola fino alla maggiore età.

Ti sembra che pensare a come lavorano gli insegnanti (con le liberalità di legge) non sia lavoro mio?


Citazione :
Se fare il docente è così facile e così libero da vincoli,  perché non avete intrapreso la stessa strada?

Non ho intrapreso questa strada perchè ho avuto l'intelligenza di capire che fare il docente non era il mio mestiere e non lavrei fatto bene. Cosa indispensabile, invece.

Ok, oltre ad avermi preceduto nella risposta, perfetta e che condivido.

Ti domando, nel caso in cui la coscienza etica e professionale appare leggermente assente come nel caso di chicca70(che ripeto in un’altra discussione ha affermato che le violenze sui minori accadono solo negli asili privati e non ha avuto ancora l’onestà di correggere il tiro di tale amenità) che dobbiamo fare?
Affidarci al fato? Se va bene i nostri figli avranno un insegnante in gamba, se ci va male dobbiamo inghiottire il boccone e sperare che il danno alla loro istruzione sia ricompensata al grado successivo scolastico quando cambierà insegnante?.

Poi capisco che ci sarà sempre un metodo per aggirare i controlli, ma rendere la strada per il cazzeggio o il mal insegnamento il più possibile difficoltosa non credo guasti.
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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 5:04 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Ma se voi,  che non siete insegnanti,  pensaste al vostro lavoro invece di pensare al nostro?  Forse noi vi veniamo a dire come dovete lavorare e come vi si può controllare?  

cara chicca, sai qual'è il mio primo lavoro?
tutelare i miei figli crescendoli persone serie e responsabili ma proteggendoli da adulti incapaci cui dovessero avere la ventura di essere affidati

sai qual'è il mio secondo lavoro?

tutelare i figli di chiunque facendo in modo che possano crescere persone serie e responsabili ma proteggendoli da adulti incapaci cui dovessero avere la ventura di essere affidati.

Sai quali sono le persone più verosimilmente affidatarie dei figli, miei e di tutti?
i docenti che li avvicinano da quando cominciano la scuola fino alla maggiore età.

Ti sembra che pensare a come lavorano gli insegnanti (con le liberalità di legge) non sia lavoro mio?


Citazione :
Se fare il docente è così facile e così libero da vincoli,  perché non avete intrapreso la stessa strada?

Non ho intrapreso questa strada perchè ho avuto l'intelligenza di capire che fare il docente non era il mio mestiere e non lavrei fatto bene. Cosa indispensabile, invece.
Tutelare i figli non è un lavoro,  come non lo è farsi il bidet. Altrimenti tutto è lavoro.  Il lavoro è retribuito e richiede una formazione, teorica, pratica o entrambe.
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kaly



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MessaggioOggetto: Re: Collega inetto: cosa fare?   Lun Mag 25, 2015 5:05 pm

chicca70 ha scritto:
kaly ha scritto:
chicca70 ha scritto:
kaly ha scritto:
Ire ha scritto:
ciao, io sono una mamma, non una docente.

Capisco quello che dici, d'altra parte, quale soluzione diversa rispetto alla coscienza del collega che vede ciò che accade pensi possa esserci?

Il tutor in classe come sembra previsto, ma non è ancora stato attuato il progetto e il problema sarebbe risolto solo per un docente di prova.

Per gli altri? per quelli già confermati?

L'unico modo per migliorare le cose, a mio modo di vedere, è proprio quello di attivare le coscienze.

Un sistema di efficacia indiscutibile sarebbe la presenza in classe delle telecamere 
Ovviamente è una soluzione improponibile sia per questioni di privacy sia per ragioni prettamente di insegnamento, la sensazione di essere sotto l’occhio del grande fratello influirebbe negativamente nella serenità dell’attività dell’insegnamento.

Non lavorando ogni giorno in una scuola non sono in grado di proporre una soluzione o un sistema, credo che chi ci lavora sappia più di me cosa proporre.
Io posso solo ipotizzare varie misure deterrenti o soluzioni applicate in contesti aziendali, dalla presenza di porte vetro o classici oblò (già presenti in molti istituti), un monitoraggio costante delle attività svolte in classe, la presenza del tutor per tutti i docenti(questa soluzione viene adottata in molte aziende che effettuano corsi di formazione e i risultati sono ottimi), relazioni sul metodo di insegnamento da parte degli allievi confrontate con una relazione del proprio operato da parte del docente…


Sul risveglio delle coscienze non posso non condividere con te, ma sul affidarci esclusivamente ad esse ho tanta paura!
In un laboratorio di aggiornamento,  abbiamo fatto filmati con la telecamera,  dopo aver chiesto il permesso alle famiglie.  Volevamo riprenderci durante la lezione per autovalutare il nostro stile di insegnamento,  guardandoci dall'esterno. La presenza della telecamera ha distratto molto gli alunni, quindi non ne consiglierei l'uso. 
Come fa ad esserci un tutor per ogni docente?  Si pagano due persone per fare il lavoro di una? Assurdo.  Tutt' al più potrà esserci tutoraggio reciproco per alcune ore.  Ma che senso avrebbe ai fini di un controllo?  È ovvio che,  in presenza del tutor, io voglia fare bella figura con il collega. E quando il tutor non c'è?  Poi, quando tocca a me essere l'osservatore, l'altro si impegnerà al massimo. ..Finché sono presente. E chi mi controlla quando correggo i compiti?  La logica del controllo,  nella scuola,  è fallimentare in partenza.

Come ho subito scritto le telecamere in aula non sono oggettivamente una buona soluzione, per svariati motivi e ci aggiungo pure quello da te menzionato rispetto all’attenzione degli alunni.

Sulla figura del tutor, come viene gestito nella scuola pubblica non lo so. So come viene gestito e utilizzato nei corsi di formazione, specializzazione negli istituti efficienti e il loro utilizzo è effettivamente utile e positivo. A brevi tratti, poi se si vuole si può anche discutere nel dettaglio:
1) Il tutor non controlla un docente, ma uno o più corsi.
2) Lo fa non stazionando in classe ma analizzando il lavoro fatto tramite un doppio riscontro, sia con il docente che con la classe.
3) È presente fisicamente durante i test per aiutare (e anche controllare) che nessuno scopiazzi e che i risultati siano effettivamente autentici.
4) Nei casi in cui il corsista ha un rientro in azienda segue attraverso il datore di lavoro o il responsabile l’effettivo sviluppo di apprendimento a livello operativo del ragazzo.


Poi ripeto non sono io il docente, non spetta me indicare il metodo migliore per valutare e individuare il docente scansafatiche da quello in gamba. Non voglio e non sono così presuntuoso ma un confronto su “come fanno gli altri” che siano corsi di formazione o organizzazioni scolastiche straniere non guasterebbe e sarebbe di certo più maturo che affermare: “La logica del controllo,  nella scuola,  è fallimentare in partenza.”



Il tutor controlla che lo studente non scopiazzi. Benissimo.  Poi il tutor corregge anche le verifiche? In quel caso io voglio 20 tutor che mi correggano i compiti!  Se invece le verifiche le corregge l'insegnante,  ognuno valuta con i propri parametri,  soprattutto le verifiche che hanno un margine maggiore di soggettività ( ad esempio i temi). Comunque parlare con te è inutile perché sembra di parlare con un analfabeta (analfabeta del lavoro scolastico). Infatti ti seguono solo coloro che non sono insegnanti,  ire e francesca4

Rispondo in maniera semplice:
è allarmante come tu non sappia interagire con chi la pensa diversamente da te. Il tuo mestiere che difendi a denti stretti è in primo luogo basato sulla capacità relazionale e di confronto oltre che di conoscenza. Ed hai un’assenza notevole quanto allarmante di ogni sua componente.

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