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 Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"

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AutoreMessaggio
ufo polemico



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MessaggioOggetto: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Dom Mag 17, 2015 7:42 am

Promemoria primo messaggio :

Pubblico l'articolo di Corrado Zunino su Repubblica di Oggi, che occupa più di metà della pagina 4 (in alto un articolo su Cobas e Blocco scrutini, a firma dello stesso autore)

Corrado Zunino

Sui social la voce dei prof che vogliono la riforma
“Merito e assunzioni, ecco perché a noi piace”

ROMA

Sono minoritari nel grande mare della contestazione docente, sono determinati nel sostenere la Buona scuola renziana. C'è un gruppo- minoritario, appunto, ma ostinato-che via Twitter e Facebook sta cercando di bucare il video per spiegare che il "no" alla riforma non rappresenta «la voce unitaria e corale del mondo della scuola». Sarà prevalente, ma non è la sola: «Noi siamo più defilati e meno rumorosi». La minoranza ha scelto di mostrarsi e platealmente applaudire «le novità didattiche che si trovano nel provvedimento del governo». Quindi, ha iniziato a far circolare il suo testo-manifesto, "A un passo dalla giusta Riforma".
I firmatari dell'articolo cardine sono due insegnanti delle medie, quattro delle superiori e un preside radunati attorno al gruppo Twitter #HubDocet, che ospita docenti precari e di ruolo, nonché “numerose personalità della scena culturale e politica in comunione dintenti”.
Altri gruppi social si radunano attorno a questo pensiero, e spesso sono solo categorie di insegnanti che il disegno di legge assumerà a settimane: "#gaeinruolo", "Superamento immediato del precariato Gae della scuola", "Ora Basta!!!#vogliamosapere", "#iononsciopero", "#ballespaziali" e, ancora, "#labuonascuola".

I favorevoli smitizzano, in principio, uno dei pensieri forti dei contestatori: “Noi abbiamo partecipato sin dalle prime battute alla consultazione online, i detrattori chiedono adesso un confronto, ma per mesi non hanno risposto all'appello del governo”. I "pro" hanno offerto contributi intervenendo come singoli docenti, come scuole di appartenenza, come partito politico di militanza e ora auspicano che il provvedimento diventi legge “al più presto”. Cos'è che, allora, piace del ddl 2294 ai docenti che non hanno scioperato il 5 maggio? Innanzitutto, “rafforza la cultura della responsabilità, della valutazione, della trasparenza e del merito”. Poi realizza l'incompiuta autonomia scolastica. Il primo imperativo categorico dell'istruzione, dicono, è “cambiare l'impianto educativo alle radici superando il dominio della trasmissione esclusiva e spostando l'accento sull'apprendimento e le nuove metodologie”.

Gli Hub docet, la comunità che insegna, sostengono il Piano straordinario di assunzioni ( 101.701 in ruolo) e i 3 miliardi messi in legge di stabilità, ma anche i poteri del preside, “bilanciati con una valutazione rigorosa del suo operato”, e la formazione “finalmente obbligatoria”.
Chi continua a manifestare è “rivolto al passato e alla vocazione del nulla cambi” in nome di un “immobilismo militante”. I filo-riforma non si risparmiano sul tema più conflittuale: le assunzioni. E definiscono corretta e costituzionale “la scelta di non contemplare nel piano la seconda e la terza fascia delle graduatorie di istituto, da sempre destinate alle supplenze temporanee Brevi”. Per loro ci sarà “l'esperienza del concorso 2015”.

Tra gli animatori del pensiero favorevole - che cita Jean Monnet ma anche Renato Brunetta - c'è il professor Maurizio Nastasi, da 16 anni docente di Storia dell'arte a Torino e provincia. Nei suoi tweet pubblica torte di sondaggi che dicono che il sindacato non rappresenta più i lavoratori e gli interventi della deputata renziana Simona Malpezzi. Nicola Morello è docente, pianista, poeta. Fabrizio Toneatto scrive: “Chi racconta balle sono quelli di seconda fascia che non vogliono far assumere i meritevoli delle graduatorie a esaurimento”. Vincenzo Terramagra così si presenta: “Potete chiamarmi Professor Keating ... Oh Capitano! Mio Capitano!”. Tutti dicono: “il merito non è il privilegio dei ricchi, ma la carta che hanno i poveri per riscattarsi”.


Ultima modifica di ufo polemico il Dom Mag 17, 2015 7:55 am, modificato 1 volta
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AutoreMessaggio
Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Lun Mag 18, 2015 7:53 pm

ufo polemico ha scritto:
gugu ha scritto:
ufo polemico ha scritto:
che vogliono la valutazione dei docenti ma rifiutano quella dei discenti, che propugnano le "nuove metodologie" didattiche che consistono in un continuo piegarsi dell'istituzione-scuola alle esigenze del singolo, con facilitazioni di ogni tipo, ludicizzazione dell'apprendimento e così via.


A me non pare che qualcuno chieda che non vengano valutati i discenti; ma i docenti, sì. E, ripeto, tutti non sono quelli che entrano in ruolo dal 2015. Che non sia il DS ma siano gli ispettori, i poteri sanzionatori devono essere aumentati.
Proprio tu dici che la scuola non dovrebbe fare attenzione all'esigenza del singolo? E cosa siamo? Robot che fanno bulloni tutti uguali? Sei ingegnere?

Nei miei interventi, specie sul forum didattica, ho sempre espresso la mia posizione contraria a una eccessiva personalizzazione dell'insegnamento, constatando di persona e dalle statistiche cosa abbia comportato questa impostazione anti-trasmissiva e intergalmente centrata sul discente, con un crollo verticale delle competenze negli ultimi venti anni, certificato da tutte le statistiche.
Sappiamo tutti che studenti, famiglie e società nel suo complesso ci chiedono di non valutare, ma di intrattenere senza provocare troppe frustrazioni ai pargoli, gettando al massimo qualche seme di cultura qua e là: la cosa è ancora più evidente in questo periodo dell'anno in cui si tirano le somme e ci si prepara a scrutini ed esami, in cui si rendono ancora più palesi le pressioni per aumentare i voti e "salvare" dalla bocciatura i ciucci. Proprio perché non siamo robot che fanno bulloni ogni individuo deve avere una valigia di competenze sufficiente ad affrontare la vita, e non essere blandito e portato comunque avanti come avviene sempre più di frequente oggi.
L'ideologia anti-scolastica e anti-trasmissiva è una ideologia di destra, che quindi non mi appartiene.
Ma non è questo lo spazio per questa discussione.

Ufo, se mai venissi assunta, mi piacerebbe approfondire i contenuti dell'ideologia che propugni nella sezione didattica.
In linea generale posso però già anticiparti di essere d'accordo con te, anche se per dovere deontologico si imporrebbe la necessità di un mio aggiornamento professionale su questa materia.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Mar Mag 19, 2015 4:09 am

Allora Francesca quando verrai assunta ti faranno dei bei corsetti in cui ti diranno di fare tante belle cosette, però abbastanza difficili in classi vere di 25-30 alunni; poi ti daranno tanti bei modulini da riempire e ti diranno di fare tante altre belle cosine e tutto ciò in nome di una Visione Unica dell'Insegnamento, quella riconosciuta dallo Stato. Poi per fortuna ti accorgerai che nelle scuole non va affatto così e ci sono i famosi "professori vecchio stampo" che rompono le uova nel paniere: sono quelli che "non vogliono il merito", che "sono ideologizzati e ipersindacalizzati", quelli che "resistono a ogni riforma", quelli che "vogliono il posto sotto casa"; sono quelli che riescono ad insegnare davvero qualcosa ai loro alunni.
Non so se mi sono spiegato.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Mar Mag 19, 2015 6:30 am

ufo polemico ha scritto:
Allora Francesca quando verrai assunta ti faranno dei bei corsetti in cui ti diranno di fare tante belle cosette, però abbastanza difficili in classi vere di 25-30 alunni; poi ti daranno tanti bei modulini da riempire e ti diranno di fare tante altre belle cosine e tutto ciò in nome di una Visione Unica dell'Insegnamento, quella riconosciuta dallo Stato. Poi per fortuna ti accorgerai che nelle scuole non va affatto così e ci sono i famosi "professori vecchio stampo" che rompono le uova nel paniere: sono quelli che "non vogliono il merito", che "sono ideologizzati e ipersindacalizzati", quelli che "resistono a ogni riforma", quelli che "vogliono il posto sotto casa"; sono quelli che riescono ad insegnare davvero qualcosa ai loro alunni.
Non so se mi sono spiegato.

Ti sei spiegato benissimo.
Questa faccenda dei modulini da riempire mi ricorda un prof. di latino, greco e aggiungerei anche sanscrito, perché era da lì che si partiva quando c'era lezione.
Una volta, entrando in classe promise di mettere 8 a chi avesse saputo rispondere alla seguente domanda : "cos'è quello che chiede l'amministrazione scolastica ad un prof. prima di ogni altra cosa?"
Naturalmente sapeva benissimo che nessuno avrebbe saputo rispondere, perché la risposta era: compilare scartoffie.
Ma questo non gli ha impedito di essere un insegnante coi fiocchi, un modello di riferimento ancora oggi.
Aggiungo un piccolo particolare: aveva 33 anni ed aveva difronte una classe esclusivamente femminile, naturalmente non ha mai "sbagliato", neanche una sola volta in due anni.

OT Ti prego di non inviare più messaggi subliminali.
Te lo chiedo per favore.
Grazie anticipatamente.

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samuelescuola



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MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Mar Mag 19, 2015 6:38 am

Ora corro in bagno a vomitare
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samuelescuola



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MessaggioOggetto: Re: Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"   Mar Mag 19, 2015 6:38 am

Sinceramente se davvero questi docenti esistono e non sono pagati dal pd e da renzi stesso provo immensa vergogna per loro
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Repubblica: mezza pagina per i "prof che vogliono la riforma"
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