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 Il DS e la riforma

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gugu



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MessaggioOggetto: Il DS e la riforma   Dom Mag 17, 2015 10:51 pm

http://www.orizzontescuola.it/news/cosa-servirebbe-veramente-alla-scuola-contributo-dirigente-scolastico


PRIMO PROBLEMA: il precariato endemico dei docenti e dei presidi. Perché dalla metà degli anni 70 i concorsi non sono più stati emanati con cadenza regolare ( anzi, non sono proprio stati banditi) ? Per risparmiare il tempo e i soldi delle Commissioni? Perché abbiamo lasciato che per decenni si gonfiassero le graduatorie di ogni ordine e grado di scuola conferendo incarichi e supplenze a tutti ,senza un minimo di selezione ma solo in virtù di un diploma e/o di una laurea? Perché i sindacati hanno perseguito
fino allo spasimo una strenua difesa corporativa di docenti palesemente inadeguati ed incapaci, pretendendo diritti che per lo più prescindessero dai doveri?
Perché nel ruolo chiave dei Capi d’Istituto si è progressivamente fatto ricorso in modo sempre più massiccio agli incaricati o ai Reggenti? Senza considerare gli scandali dei ( pochi) concorsi sia riservati che ordinari indetti su base regionale. Stendiamo un velo pietoso. Qualsiasi risposta mette a nudo l’insipienza del nostro Sistema.


[...]

1) Ripristinare una volta per tutte il Concorso, ogni due anni, per il reclutamento del personale docente, ata, dirigente ed ispettivo. Si entra solo per concorso;

2) Riorganizzare il vero anello debole del sistema, ossia la scuola media in un percorso di 5 anni che includa anche il biennio di istruzione obbligatorio; al termine esame finale e, per gli studenti che non vogliono più proseguire negli studi , inserimento immediato nel mondo del lavoro con forme di alternanza scuola –lavoro e percorsi di apprendistato favoriti anche economicamente dallo stato;

3) Riorganizzazione della scuola superiore in percorsi triennali specialistici e propedeutici all’Università;

4) Valutazione dei docenti con incentivi ai migliori attraverso l’azione congiunta del preside, degli ispettori e del nucleo interno di valutazione;

5) Possibilità di licenziamento per gli operatori impreparati, inadatti ed incapaci, con uno snellimento delle procedure farraginose dei procedimenti;
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udl



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MessaggioOggetto: Re: Il DS e la riforma   Dom Mag 17, 2015 11:14 pm

Ho letto la lunga lettera, alcune cose le condivido, altre no, come è normale che sia.

Tuttavia, leggendo il curriculum di questo DS, alcune cose mi hanno colpito: l'essere salito in cattedra a neppure 22 anni nelle scuole elementari, poi diventare DS a 32 anni...

Ho solo una curiosità: visto il grande apprezzamento che questo mio superiore (tale è, infatti) ha per i concorsi, sarei molto curioso di sapere se e quanti ne ha fatti lui stesso.
Oppure se ha usufruito anche lui di uno o più di quei bei percorsi riservati, che sono stati la prassi nel mondo scolastico fino a quando, con l'istituzione dei TFA, si è improvvisamente riscoperto l'art. 97 della Costituzione...

Così, per pura curiosità, per conoscere bene il pulpito da cui uno predica...
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Filosofo80



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MessaggioOggetto: Re: Il DS e la riforma   Dom Mag 17, 2015 11:19 pm

Beh il concorso (esaurite le graduatorie) può andare bene... ma ho seri dubbi sulla valutazione... ci vogliono criteri oggettivi... e poi: CHI GIUDICA IL DIRIGENTE? CHI LICENZIA IL DIRIGENTE SE INCAPACE? (Anche qui mancano i criteri oggettivi no?)
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Laura70



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MessaggioOggetto: Re: Il DS e la riforma   Dom Mag 17, 2015 11:21 pm

udl ha scritto:
Ho letto la lunga lettera, alcune cose le condivido, altre no, come è normale che sia.

Tuttavia, leggendo il curriculum di questo DS, alcune cose mi hanno colpito: l'essere salito in cattedra a neppure 22 anni nelle scuole elementari, ...

questo è possibile, ai tempi si poteva insegnare alle elementari per es. già a 19 anni con il diploma magistrale
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Babbeus



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MessaggioOggetto: Re: Il DS e la riforma   Dom Mag 17, 2015 11:44 pm

gugu ha scritto:
http://www.orizzontescuola.it/news/cosa-servirebbe-veramente-alla-scuola-contributo-dirigente-scolastico

1) Ripristinare una volta per tutte il Concorso, ogni due anni, per il reclutamento del personale docente, ata, dirigente ed ispettivo. Si entra solo per concorso;

E come dovrebbe funzionare con le abilitazioni? Chi vuole entrare deve prima spendere un anno per abilitarsi e poi tentare la sorte col concorso?

Citazione :

4) Valutazione dei docenti con incentivi ai migliori attraverso l’azione congiunta del preside, degli ispettori e del nucleo interno di valutazione;

Che vuol dire "migliori"? Migliore rispetto a quali parametri? Attività extracurriculari gratuite? Attività extracurriculari retribuite? Titoli? Gradimento degli studenti? Risultati dei test invalsi delle classi? Che strumenti avrebbero il preside e i soggetti coinvolti per valutare a parte la verifica degli adempimenti burocratici, il completamento del programma e la puntualità?

Citazione :

5) Possibilità di licenziamento per gli operatori impreparati, inadatti ed incapaci, con uno snellimento delle procedure farraginose dei procedimenti;


Quale strumento permetterebbe di individuare gli "inadatti" senza lasciare spazio all'arbitrio?
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Il DS e la riforma   Lun Mag 18, 2015 6:02 am

gugu ha scritto:
http://www.orizzontescuola.it/news/cosa-servirebbe-veramente-alla-scuola-contributo-dirigente-scolastico

1) Ripristinare una volta per tutte il Concorso, ogni due anni, per il reclutamento del personale docente, ata, dirigente ed ispettivo. Si entra solo per concorso;

2) Riorganizzare il vero anello debole del sistema, ossia la scuola media in un percorso di 5 anni che includa anche il biennio di istruzione obbligatorio; al termine esame finale e, per gli studenti che non vogliono più proseguire negli studi , inserimento immediato nel mondo del lavoro con forme di alternanza scuola –lavoro e percorsi di apprendistato favoriti anche economicamente dallo stato;

3) Riorganizzazione della scuola superiore in percorsi triennali specialistici e propedeutici all’Università;

4) Valutazione dei docenti con incentivi ai migliori attraverso l’azione congiunta del preside, degli ispettori e del nucleo interno di valutazione;

5) Possibilità di licenziamento per gli operatori impreparati, inadatti ed incapaci, con uno snellimento delle procedure farraginose dei procedimenti;

1) aggiungerei anche per il personale docente, cercando nel contempo di trovare una soluzione alla situazione di chi il concorso non l'ha potuto fare e ha egualmente lavorato e accumulato esperienza
2) la scuola media in sé non è l'anello debole del sistema, ma è quello in cui trovano piena espressione i problemi che la scuola elementare non riesce a risolvere e che si riverberano alle superiori. Il biennio obbligatorio non sta funzionando; un quinquennio comune 11-16 anni potrebbe avere degli aspetti positivi
3) mi pare che la scuola superiore abbia bisogno di ben altro
4) d'accordo, ma prima bisogna capire chi valuta sulla base di che cosa valuta. Le indicazioni nazionali sono estremamente nebulose nella specificazione delle competenze da raggiungere (ad esempio è davvero sottile la differenza tra traguardi e obiettivi), pongono obiettivi o irrealistici (troppe cose, troppo difficili in troppo poco tempo) o eccessivamente banali oppure, nel caso più frequente, liberamente interpretabili. Per esempio nella mia disciplina gli obiettivi sono contemporaneamente troppo confusi e troppo ambiziosi: la confusione aiuta il povero docente a bilanciare l'ambizione di trattare una quantità di argomenti / raggiungere una quantità di obiettivi esagerata e poco realistica. Una attività ispettiva seria si può ipotizzare solo se si torna a dei programmi nazionali veri e propri, con un elenco chiaro degli obiettivi da raggiungere declinabile in base alla situazioni, per cui una classe con 6 alunni con DSA e 10 stranieri dovrà avere obiettivi diversi da una con solo 3-4 bes.
Inoltre c'è il serissimo pericolo che un corpo ispettivo verifichi la rispondenza del metodo di insegnamento del docente ai criteri costruttivisti che il ministero cerca di imporre da anni e (fortunatamente) senza troppo successo. Bisogna stare molto attenti a calibrare la facoltà ispettiva a livello centrale e la libertà di insegnamento del singolo docente (che, ovviamente, non può essere la libertà di lavorare poco).
Ancora: se la valutazione è fatta sull'insegnamento, bene. Se invece viene fatta su attività extracurricolari fatte gratis o quasi no. Non voglio essere costretto da un ispettore o dal DS a fare del lavoro non retribuito.
4 e 5) qualunque valutazione per premi o sanzioni va effettuata sulla base di un protocollo estremamente chiaro e trasparente, a differenza di quanto previsto dal DDL che assegna ai presidi un potere assolutamente arbitrario, opaco e impossibile da sottoporre a controlli.
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aku



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MessaggioOggetto: Re: Il DS e la riforma   Lun Mag 18, 2015 8:21 pm

Mi interessa molto il punto 2 ufo, potresti esplicitare, anche in topic apposito magari in sezione didattica se qui è ot, quali sono secondo te i problemi che l'elementare non riesce a risolvere e poi sfociano nelle medie?
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