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 chiamata diretta e sua pratica realizzazione

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senza parole



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MessaggioOggetto: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Lun Mag 18, 2015 9:39 am

Promemoria primo messaggio :

Credo che se anche la chiamata diretta dovesse essere confermata gettera' le scuole nella confusione più totale. Il meccanismo dovrà essere spiegato (ma prima inventato, oserei dire) in termini semplici affinché possa essere operativo. Mi chiedo per esempio se 2 docenti vengono chiamati da un ds ed entrambi volessero accettare, chi avrebbe la precedenza, su quale base? Quale preside avrà la precedenza nella scelta, quello che avrà il dito più veloce? Credo che Renzi dovrà incaricare qualche premio nobel per rendere praticabile un'idea che sembra semplice ma che in realtà è molto complessa.
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nakamura



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Lun Mag 18, 2015 10:32 pm

Gianfranco ha scritto:

La differenza sostanziale tra albi e graduatoria sta proprio nell'assenza del punteggio. La scelta del dirigente sarà totalmente arbitraria

che figata...
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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 9:40 am

e se rimangono in piedi (per fortuna) le gae, cosa succederà agli iscritti? Saranno chiamati da gae (quindi per punteggio) o dal super ds dall'albo (quindi a discrezionalità dello sceriffo)? Presumo infatti che chi è in gae finirà comunque nell'albo, come un tempo una stessa persona figurava in gae e gm.
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unga



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 1:10 pm

Ho una domanda piccola piccola. Tra i presidi, chi sarà il preside più preside di tutti che sceglierà per primo?
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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 1:24 pm

unga ha scritto:
Ho una domanda piccola piccola. Tra i presidi, chi sarà il preside più preside di tutti che sceglierà per primo?

Ha già rispsoto Lalla: tu mandi la tua proposta di assunzione a più ds, loro la esaminano e se gli stai bene ti convocano. Sarai tu a scegliere da chi essere assunto.
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annari



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 1:39 pm

in questo link:
http://www.orizzontescuola.it/news/riforma-poteri-del-preside-art9-approvati-dallaula-della-camera
viene però citato: La scelta dei docenti a cui attribuire gli incarichi rimarrà in capo al solo dirigente scolastico, ma i professori potranno inviare la propria candidatura. Il dirigente, per la copertura dei posti della scuola 'propone' gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all'ambito territoriale di riferimento, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti.


quindi i presidi potranno accettare e vagliare le autocandidature dei docenti, i quali a loro volta potranno proporsi personalmente
Il preside potrà tenere conto della proposta avanzata dal docente, ma non mi pare, leggendo questo punto che sia obbligato a farlo. Io intendo che potrà scegliere chi gli aggrada anche senza che questi si sia autocandidato e contemporaneamente possa invece farlo, solo se lo vorrà.
Mi sembra che il suo potere di scelta sia rimasto immutato
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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 1:48 pm

annari ha scritto:
in questo link:
http://www.orizzontescuola.it/news/riforma-poteri-del-preside-art9-approvati-dallaula-della-camera
viene però citato: La scelta dei docenti a cui attribuire gli incarichi rimarrà in capo al solo dirigente scolastico, ma i professori potranno inviare la propria candidatura. Il dirigente, per la copertura dei posti della scuola 'propone' gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all'ambito territoriale di riferimento, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti.


quindi i presidi potranno accettare e vagliare le autocandidature dei docenti, i quali a loro volta potranno proporsi personalmente
Il preside potrà tenere conto della proposta avanzata dal docente, ma non mi pare, leggendo questo punto che sia obbligato a farlo. Io intendo che potrà scegliere chi gli aggrada anche senza che questi si sia autocandidato e contemporaneamente possa invece farlo, solo se lo vorrà.
Mi sembra che il suo potere di scelta sia rimasto immutato

Questo anche secondo me, cioè può chiamare chi gli pare indipendentemente dalla candidatura (è quell'anche che disturba). Comunque non ci sarà la gara al preside più veloce! Nel senso che poi l'ultima parola è la tua: sei tu a scegliere dove andare, anche ammesso che tu abbia ricevuto più proposte di assunzione.
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 3:08 pm

Kkimba ha scritto:
Nel senso che poi l'ultima parola è la tua: sei tu a scegliere dove andare, anche ammesso che tu abbia ricevuto più proposte di assunzione.
Se uno vuole andare alla scuola X, il DS di quella scuola può rispondergli che non gli serve. Quindi chi sceglie?
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lurk



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 3:21 pm

giobbe ha scritto:
Kkimba ha scritto:
Nel senso che poi l'ultima parola è la tua: sei tu a scegliere dove andare, anche ammesso che tu abbia ricevuto più proposte di assunzione.
Se uno vuole andare alla scuola X, il DS di quella scuola può rispondergli che non gli serve. Quindi chi sceglie?

È una questione di lana caprina, come quella dell'uovo e della gallina. Portando all'estremo il ragionamento ipotizziamo che tutti i docenti in albo propongano la candidatura a tutte le scuole e tutti i DS esprimano la loro scelta. Alla fine, un esercizio di equilibrismo concettuale sancisce che il sistema è ottimizzato perché permette la convergenza tra domanda e offerta.
Si, va bene, ma chi ha scelto? Il docente che accetta la proposta tra le tante candidature che ha inviato o il dirigente scolastico che ha optato per una tra le tante candidature ricevute?
Tutto questo sarebbe perfetto, come la collocazione del prezzo in un mercato concorrenziale perfetto (leggi libero mercato) si ha in corrispondenza dell'incontro tra domanda e offerta.
Ma chi ha studiato economia sa che nella realtà il mercato concorrenziale perfetto è solo un concetto ideale, come l'araba fenice.
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nakamura



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 3:43 pm

Mandare una lettera per chiedere di essere assunti è quello che fanno i ragazzi che cercano un lavoro. Non è scegliere.

Se finisse realmente così ve lo immaginate il rapporto tra il docente che ha mandato la letterina per supplicare di farsi "assumere" e il preside che lo ha considerato abile e l'ha "arruolato" nel suo istituto?

(OT mi togliete una curiosità: in media, quanti docenti ha sotto di sé un dirigente?)
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 3:45 pm

nakamura ha scritto:
(OT mi togliete una curiosità: in media, quanti docenti ha sotto di sé un dirigente?)

Almeno un centinaio, normalmente di più.
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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 3:57 pm

giobbe ha scritto:
Kkimba ha scritto:
Nel senso che poi l'ultima parola è la tua: sei tu a scegliere dove andare, anche ammesso che tu abbia ricevuto più proposte di assunzione.
Se uno vuole andare alla scuola X, il DS di quella scuola può rispondergli che non gli serve. Quindi chi sceglie?

Non so se gli risponderà o se il silenzio entro un determinato periodo di tempo equivarrà a una non scelta. Certo ci sarà qualcuno, tra quelli che ha indicato, che lo avrà chiamato. Ma potrà anche accadere che sia selezionato da un ds di una scuola non scelta. In ogni caso, l'ultima parola (sempre a fronte di risposte del ds) - resta la sua.
Se un docente non verrà scelto da nessuno, allora sarà collocato d'ufficio in una scuola dall'USR.
Tutti gli scenari sono aperti.
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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 4:00 pm

nakamura ha scritto:
Mandare una lettera per chiedere di essere assunti è quello che fanno i ragazzi che cercano un lavoro. Non è scegliere.

Se finisse realmente così ve lo immaginate il rapporto tra il docente che ha mandato la letterina per supplicare di farsi "assumere" e il preside che lo ha considerato abile e l'ha "arruolato" nel suo istituto?

(OT mi togliete una curiosità: in media, quanti docenti ha sotto di sé un dirigente?)

Hai ragione, ma purtroppo è così. Non ho elaborato io questo meccanismo perverso e bestiale. Ci stanno umiliando all'inverosimile e stanno trasformando la scuola pubblica in scuola privata. Pensa inoltre a un docente non scelto da nessuno e assegnato d'ufficio: come sarà accolto in una scuola dove il comitato di valutazione comprenderà anche studente e mammina inferocita al seguito?
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lurk



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 4:05 pm

nakamura ha scritto:
(OT mi togliete una curiosità: in media, quanti docenti ha sotto di sé un dirigente?)

'mazza, certe domande ispirano dannatamente la mia vena trollesca. Tiro fuori qualcosa dal mio kit.

Intendi giuridicamente o fisicamente?

Fisicamente in senso gravitazionale o sessuale?

Fisicamente nel senso logistico (posizione dell'ufficio di presidenza e delle aule nello stabile) o biologico (altezza in cm del dirigente e dei docenti)?

Ma poi la moglie del datore di lavoro del ministro dell'istruzione si può ritenere un sottoposto di un dipendente del ministro dell'istruzione? oh cacchio, mi sta venendo il mal di testa, ma è mai possibile che queste amenità si verifichino sempre in Italia e non in Svezia o nel Burkina Faso?
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senza parole



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 4:55 pm

Concordo con annari, leggendo quell articolo ho avuto la stessa impressione..
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nakamura



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 5:44 pm

Kkimba ha scritto:
nakamura ha scritto:
Mandare una lettera per chiedere di essere assunti è quello che fanno i ragazzi che cercano un lavoro. Non è scegliere.

Se finisse realmente così ve lo immaginate il rapporto tra il docente che ha mandato la letterina per supplicare di farsi "assumere" e il preside che lo ha considerato abile e l'ha "arruolato" nel suo istituto?

(OT mi togliete una curiosità: in media, quanti docenti ha sotto di sé un dirigente?)

Hai ragione, ma purtroppo è così. Non ho elaborato io questo meccanismo perverso e bestiale. Ci stanno umiliando all'inverosimile e stanno trasformando la scuola pubblica in scuola privata. Pensa inoltre a un docente non scelto da nessuno e assegnato d'ufficio: come sarà accolto in una scuola dove il comitato di valutazione comprenderà anche studente e mammina inferocita al seguito?

se fosse così significherebbe che ad un criterio oggettivo, per quanto biasimevole, è stato sostituito l'arbitrio. Non farebbero una cosa simile.
I media democratici lo denuncerebbero. L'opinione pubblica non resterebbe indifferente. Il popolo si solleverebbe in un coro di vibrante protesta.
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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 5:46 pm

nakamura ha scritto:
Kkimba ha scritto:
nakamura ha scritto:
Mandare una lettera per chiedere di essere assunti è quello che fanno i ragazzi che cercano un lavoro. Non è scegliere.

Se finisse realmente così ve lo immaginate il rapporto tra il docente che ha mandato la letterina per supplicare di farsi "assumere" e il preside che lo ha considerato abile e l'ha "arruolato" nel suo istituto?

(OT mi togliete una curiosità: in media, quanti docenti ha sotto di sé un dirigente?)

Hai ragione, ma purtroppo è così. Non ho elaborato io questo meccanismo perverso e bestiale. Ci stanno umiliando all'inverosimile e stanno trasformando la scuola pubblica in scuola privata. Pensa inoltre a un docente non scelto da nessuno e assegnato d'ufficio: come sarà accolto in una scuola dove il comitato di valutazione comprenderà anche studente e mammina inferocita al seguito?

se fosse così significherebbe che ad un criterio oggettivo, per quanto biasimevole, è stato sostituito l'arbitrio. Non farebbero una cosa simile.
I media democratici lo denuncerebbero. L'opinione pubblica non resterebbe indifferente. Il popolo si solleverebbe in un coro di vibrante protesta.

Scorri su OS...credo sia già passato :-(
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nakamura



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 5:47 pm

lurk ha scritto:
nakamura ha scritto:
(OT mi togliete una curiosità: in media, quanti docenti ha sotto di sé un dirigente?)

'mazza, certe domande ispirano dannatamente la mia vena trollesca. Tiro fuori qualcosa dal mio kit.

Intendi giuridicamente o fisicamente?

Fisicamente in senso gravitazionale o sessuale?

Fisicamente nel senso logistico (posizione dell'ufficio di presidenza e delle aule nello stabile) o biologico (altezza in cm del dirigente e dei docenti)?

Ma poi la moglie del datore di lavoro del ministro dell'istruzione si può ritenere un sottoposto di un dipendente del ministro dell'istruzione? oh cacchio, mi sta venendo il mal di testa, ma è mai possibile che queste amenità si verifichino sempre in Italia e non in Svezia o nel Burkina Faso?

Boh... possiamo dire che, necessariamente, i confini si mescolano... "sotto", in senso lato. Ha sempre a che fare con la valutazione attenta e scrupolosa che il preside dovrà mettere in atto quando si troverà a scegliere una professoressa di latino piuttosto che un'altra (senza conoscere né il latino né la didattica del latino).

Per dirla altrimenti, quanto può esser grande la poltiglia di fannulloni che verrà super-plasmata e super-gestita da ogni singolo super-preside?
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nakamura



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 5:48 pm

Kkimba ha scritto:
nakamura ha scritto:
Kkimba ha scritto:
nakamura ha scritto:
Mandare una lettera per chiedere di essere assunti è quello che fanno i ragazzi che cercano un lavoro. Non è scegliere.

Se finisse realmente così ve lo immaginate il rapporto tra il docente che ha mandato la letterina per supplicare di farsi "assumere" e il preside che lo ha considerato abile e l'ha "arruolato" nel suo istituto?

(OT mi togliete una curiosità: in media, quanti docenti ha sotto di sé un dirigente?)

Hai ragione, ma purtroppo è così. Non ho elaborato io questo meccanismo perverso e bestiale. Ci stanno umiliando all'inverosimile e stanno trasformando la scuola pubblica in scuola privata. Pensa inoltre a un docente non scelto da nessuno e assegnato d'ufficio: come sarà accolto in una scuola dove il comitato di valutazione comprenderà anche studente e mammina inferocita al seguito?

se fosse così significherebbe che ad un criterio oggettivo, per quanto biasimevole, è stato sostituito l'arbitrio. Non farebbero una cosa simile.
I media democratici lo denuncerebbero. L'opinione pubblica non resterebbe indifferente. Il popolo si solleverebbe in un coro di vibrante protesta.

Scorri su OS...credo sia già passato :-(

Sì, ho voluto per un attimo immaginarmi parte di un paese normale
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MariaChiara86



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 8:36 pm

Allora, Lalla, se il dirigente potrà chiamare insegnanti per tre anni.
anche un docente di ruolo già da diversi anni avrebbè il vincolo di tre anni in quella scuola ( così come lo hanno i neoimmessi) e, qualora volesse chiedere trasferimento, non potrà fare trasferimento prima dei tre anni?????Risp!!!!
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 8:44 pm

Il docente di ruolo che l'anno prossimo si trasferisce andrà a finire negli albi. Poi sarà scelto da un DS per 3 anni, come per tutti i neoassunti.
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MariaChiara86



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 8:51 pm

Quindi avrà il vincolo anche questo per non poter chiedere trasferimento....è così??
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lurk



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mar Mag 19, 2015 9:25 pm

nakamura ha scritto:

Boh... possiamo dire che, necessariamente, i confini si mescolano... "sotto", in senso lato. Ha sempre a che fare con la valutazione attenta e scrupolosa che il preside dovrà mettere in atto quando si troverà a scegliere una professoressa di latino piuttosto che un'altra (senza conoscere né il latino né la didattica del latino).

Per dirla altrimenti, quanto può esser grande la poltiglia di fannulloni che verrà super-plasmata e super-gestita da ogni singolo super-preside?
Inteso come azienda o (oggi sempre più spesso) come insieme di aziende, un istituto scolastico non è particolarmente grande. Tuttavia la complessità della struttura e delle attività correlate e la semplicità dell'organigramma rende difficile il controllo centralizzato dell'intero processo produttivo.
Forse in passato ciò era possibile, con la vecchia figura del preside-direttore didattico, oggi no. Oggi il dirigente scolastico è chiamato ad assolvere tante di quelle funzioni che ormai si trova spesso obbligato a delegare le funzioni strettamente associate al coordinamento didattico ai suoi collaboratori o alle commissioni: l'elaborazione dell'orario, il coordinamento delle classi, la gestione dei progetti, l'attività collegiale, con esclusione degli scrutini di fine anno, del collegio dei docenti e del consiglio di istituto. Per il resto è ormai quasi completamente estraniato dall'attività didattica di basso livello. Ci sono dirigenti scolastici che vedono sì e no 4-5 volte l'anno un docente, alcuni sono conosciuti a malapena di nome e di vista.
Alcuni mesi fa la mia preside, venuta in visita nel nostro plesso, visto il collega di scienze motorie che si spostava nel corridoio con la classe per andare in palestra, mi chiese chi era perché non si ricordava di averlo mai visto! Siamo a questi livelli, ormai: un docente che ha uno spezzone o un completamento in cattedra orario è quasi uno sconosciuto. Cinque anni fa avevo un completamento di tre ore in un plesso di un altro istituto diretto da una reggente: l'ho vista e incontrata una sola volta, in occasione di una riunione di un consiglio di classe convocato per motivi disciplinari.
Su quali elementi informativi può dunque basarsi la valutazione di un docente da parte di un dirigente che neppure conosce? Sull'esame degli atti prodotti? Ti assicuro che i dirigenti scolastici non hanno più il tempo di leggersi le programmazioni didattiche, le relazioni finali e controllare i registri. Quasi dieci anni fa ero direttore di uno dei sei plessi di un istituto. Ad una riunione dei direttori, il DS ci chiese di leggerci noi le programmazioni e di valutarne la pertinenza perché lui non era in grado di farlo. E nell'attuale istituto di servizio sono delegato fiduciario nel coordinamento di un plesso e posso assicurarti che le relazioni finali allegate al registro personale passano direttamente dalla sede associata all'ufficio magazzino della sede centrale per mano dei docenti interessati. Mere formalità in cui il dirigente scolastico non mette per niente il naso. La scorsa estate, rimettendo in ordine i file archiviati nel corso di quasi un ventennio, mi sono accorto che nella programmazione della classe di un istituto in cui completavo l'orario, avevo incollato un intero modulo di una disciplina di una tipologia scolastica completamente diversa (istituto professionale - liceo scientifico). Era una cosa che solitamente faccio per clonare la formattazione del testo. Peccato che mi fossi dimenticato di rimuovere il blocco di testo incollato, così nella programmazione didattica di un insegnamento di Scienze al liceo scientifico era incluso un modulo dell'insegnamento di Principi di agricoltura all'istituto professionale! Nessuno se ne è mai reso conto e tanto meno fatto notare il refuso. Me ne sono accorto 12 anni dopo per pura casualità!
Insomma, nelle tue relazioni puoi scrivere tranquillamente ricette di cucina o barzellette sconce e nessuno si accorgerà della trollata in un documento ufficiale.

In una condizione del genere è impensabile affidare la valutazione dei docenti ad una figura centrale che si deve occupare di tutto e di più, che non entra mai nelle aule, che non partecipa mai ai consigli di classe ordinari, che non ha idea dei contenuti delle programmazioni didattiche e delle relazioni, che partecipa a scrutini svolti in contemporanea, assistendo solo alla fase in cui il consiglio di classe delibera i voti e gli esiti. Cosa sa il dirigente scolastico del docente Tal dei Tali arrivato neppure un anno prima? praticamente meno di niente. Però si pretende che possa valutarne le competenze professionali e didattiche, la qualità del suo insegnamento, le qualità relazionali, ecc. Se neppure è in grado di verificare se ha firmato regolarmente il registro di classe nel corso dell'anno!

Non parliamo poi del comitato di valutazione. Nel mio istituto sono a malapena conosciuto io perché sono il coordinatore della sede associata e quindi ho una maggiore visibilità per gli interventi in collegio dei docenti o per le relazioni con gli uffici amministrativi e con gli altri collaboratori del dirigente scolastico. Gli altri colleghi sono pressoché anonimi, conosciuti a malapena dal dirigente scolastico. Cosa possono valutare gli insegnanti del comitato di valutazione, il genitore di uno studente della sede centrale, lo studente della sede centrale, in merito alle competenze e all'operato di uno sconosciuto docente che insegna in una sede associata a 80 km di distanza? Quali elementi d'informazione possono acquisire genitori e studenti che mai hanno contatti con i genitori e gli studenti di un'altra realtà territoriale?

È evidente che il sistema di valutazione interno sarà destinato ad essere relegato ad un organo meramente burocratico e che dovrà per lo più procedere ad istanze meramente formali. Tutte le valutazioni saranno positive d'ufficio per la maggior parte dei docenti. Perché mancherà la materia prima: l'acquisizione degli elementi d'informazione necessari per procedere ad una valutazione effettiva. Con due sole eccezioni:
a) le valutazioni "più positive" per i collaboratori del dirigente scolastico (i cosiddetti "lecchini" o "galoppini", categoria a cui appartengo anch'io), finalizzate all'erogazione dei premi di produzione
b) le valutazioni negative per quegli insegnanti che hanno svolto un ruolo di spina nel fianco nei confronti del dirigente scolastico, che nei limiti del possibile cercherà di scaricare per sbolognarli ad un suo collega

Tutti gli altri, gli anonimi, saranno destinati a portare avanti la manovalanza ordinaria. Saranno tutti valutati positivamente (ma non sufficientemente meritevoli), a prescindere da quello che effettivamente fanno in classe, a prescindere che siano insegnanti bravi, fannulloni o incapaci.

E la scuola, diventata buona scuola, proseguirà nel suo decadente tran tran quotidiano pluridecennale. Con insegnanti più subordinati, più vessati, più attenti a non dispiacere al dirigente scolastico, più impegnati ad assolvere a procedure meramente burocratiche e che non avranno alcuna valenza effettiva ai fini della qualità dell'offerta formativa. Gli italiani sanno che ora la scuola funzionerà meglio, che finalmente i presidi avranno il potere di selezionare i migliori e sbattere fuori a calci nel sedere i fannulloni e gli incapaci, che finalmente cesserà questa boria degli insegnanti e, chissà, ci sarà qualche privilegio in meno. In un prossimo futuro gli italiani si chiederanno come mai, nonostante le riforme attuate, dalla scuola continueranno a uscire asini e semianalfabeti e che cacchio fanno in classe questi professori fannulloni, incapaci, privilegiati e strapagati.
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nakamura



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mer Mag 20, 2015 1:35 am

E a quel punto, ma forse anche prima, subito dopo aver considerato che il tuo punto di vista è sostanzialmente condivisibile, senza tema di dar l'impressione di quello che si è fissato con una domanda del piffero, ti chiederò: nel tuo istituto quanti siete?
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lurk



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mer Mag 20, 2015 1:53 am

nakamura ha scritto:
E a quel punto, ma forse anche prima, subito dopo aver considerato che il tuo punto di vista è sostanzialmente condivisibile, senza tema di dar l'impressione di quello che si è fissato con una domanda del piffero, ti chiederò: nel tuo istituto quanti siete?

Non lo so, nel mio plesso siamo appena undici insegnanti, ma non ho idea di quanto siano nella centrale, che conta circa un migliaio di iscritti. In tutto ci sono una cinquantina di classi, a occhio dovremmo essere poco più di un centinaio di insegnanti.
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Sasha73



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MessaggioOggetto: Re: chiamata diretta e sua pratica realizzazione   Mer Mag 20, 2015 8:54 am

lurk ha scritto:
nakamura ha scritto:

Boh... possiamo dire che, necessariamente, i confini si mescolano... "sotto", in senso lato. Ha sempre a che fare con la valutazione attenta e scrupolosa che il preside dovrà mettere in atto quando si troverà a scegliere una professoressa di latino piuttosto che un'altra (senza conoscere né il latino né la didattica del latino).

Per dirla altrimenti, quanto può esser grande la poltiglia di fannulloni che verrà super-plasmata e super-gestita da ogni singolo super-preside?
Inteso come azienda o (oggi sempre più spesso) come insieme di aziende, un istituto scolastico non è particolarmente grande. Tuttavia la complessità della struttura e delle attività correlate e la semplicità dell'organigramma rende difficile il controllo centralizzato dell'intero processo produttivo.
Forse in passato ciò era possibile, con la vecchia figura del preside-direttore didattico, oggi no. Oggi il dirigente scolastico è chiamato ad assolvere tante di quelle funzioni che ormai si trova spesso obbligato a delegare le funzioni strettamente associate al coordinamento didattico ai suoi collaboratori o alle commissioni: l'elaborazione dell'orario, il coordinamento delle classi, la gestione dei progetti, l'attività collegiale, con esclusione degli scrutini di fine anno, del collegio dei docenti e del consiglio di istituto. Per il resto è ormai quasi completamente estraniato dall'attività didattica di basso livello. Ci sono dirigenti scolastici che vedono sì e no 4-5 volte l'anno un docente, alcuni sono conosciuti a malapena di nome e di vista.
Alcuni mesi fa la mia preside, venuta in visita nel nostro plesso, visto il collega di scienze motorie che si spostava nel corridoio con la classe per andare in palestra, mi chiese chi era perché non si ricordava di averlo mai visto! Siamo a questi livelli, ormai: un docente che ha uno spezzone o un completamento in cattedra orario è quasi uno sconosciuto. Cinque anni fa avevo un completamento di tre ore in un plesso di un altro istituto diretto da una reggente: l'ho vista e incontrata una sola volta, in occasione di una riunione di un consiglio di classe convocato per motivi disciplinari.
Su quali elementi informativi può dunque basarsi la valutazione di un docente da parte di un dirigente che neppure conosce? Sull'esame degli atti prodotti? Ti assicuro che i dirigenti scolastici non hanno più il tempo di leggersi le programmazioni didattiche, le relazioni finali e controllare i registri. Quasi dieci anni fa ero direttore di uno dei sei plessi di un istituto. Ad una riunione dei direttori, il DS ci chiese di leggerci noi le programmazioni e di valutarne la pertinenza perché lui non era in grado di farlo. E nell'attuale istituto di servizio sono delegato fiduciario nel coordinamento di un plesso e posso assicurarti che le relazioni finali allegate al registro personale passano direttamente dalla sede associata all'ufficio magazzino della sede centrale per mano dei docenti interessati. Mere formalità in cui il dirigente scolastico non mette per niente il naso. La scorsa estate, rimettendo in ordine i file archiviati nel corso di quasi un ventennio, mi sono accorto che nella programmazione della classe di un istituto in cui completavo l'orario, avevo incollato un intero modulo di una disciplina di una tipologia scolastica completamente diversa (istituto professionale - liceo scientifico). Era una cosa che solitamente faccio per clonare la formattazione del testo. Peccato che mi fossi dimenticato di rimuovere il blocco di testo incollato, così nella programmazione didattica di un insegnamento di Scienze al liceo scientifico era incluso un modulo dell'insegnamento di Principi di agricoltura all'istituto professionale! Nessuno se ne è mai reso conto e tanto meno fatto notare il refuso. Me ne sono accorto 12 anni dopo per pura casualità!
Insomma, nelle tue relazioni puoi scrivere tranquillamente ricette di cucina o barzellette sconce e nessuno si accorgerà della trollata in un documento ufficiale.

In una condizione del genere è impensabile affidare la valutazione dei docenti ad una figura centrale che si deve occupare di tutto e di più, che non entra mai nelle aule, che non partecipa mai ai consigli di classe ordinari, che non ha idea dei contenuti delle programmazioni didattiche e delle relazioni, che partecipa a scrutini svolti in contemporanea, assistendo solo alla fase in cui il consiglio di classe delibera i voti e gli esiti. Cosa sa il dirigente scolastico del docente Tal dei Tali arrivato neppure un anno prima? praticamente meno di niente. Però si pretende che possa valutarne le competenze professionali e didattiche, la qualità del suo insegnamento, le qualità relazionali, ecc. Se neppure è in grado di verificare se ha firmato regolarmente il registro di classe nel corso dell'anno!

Non parliamo poi del comitato di valutazione. Nel mio istituto sono a malapena conosciuto io perché sono il coordinatore della sede associata e quindi ho una maggiore visibilità per gli interventi in collegio dei docenti o per le relazioni con gli uffici amministrativi e con gli altri collaboratori del dirigente scolastico. Gli altri colleghi sono pressoché anonimi, conosciuti a malapena dal dirigente scolastico. Cosa possono valutare gli insegnanti del comitato di valutazione, il genitore di uno studente della sede centrale, lo studente della sede centrale, in merito alle competenze e all'operato di uno sconosciuto docente che insegna in una sede associata a 80 km di distanza? Quali elementi d'informazione possono acquisire genitori e studenti che mai hanno contatti con i genitori e gli studenti di un'altra realtà territoriale?

È evidente che il sistema di valutazione interno sarà destinato ad essere relegato ad un organo meramente burocratico e che dovrà per lo più procedere ad istanze meramente formali. Tutte le valutazioni saranno positive d'ufficio per la maggior parte dei docenti. Perché mancherà la materia prima: l'acquisizione degli elementi d'informazione necessari per procedere ad una valutazione effettiva. Con due sole eccezioni:
a) le valutazioni "più positive" per i collaboratori del dirigente scolastico (i cosiddetti "lecchini" o "galoppini", categoria a cui appartengo anch'io), finalizzate all'erogazione dei premi di produzione
b) le valutazioni negative per quegli insegnanti che hanno svolto un ruolo di spina nel fianco nei confronti del dirigente scolastico, che nei limiti del possibile cercherà di scaricare per sbolognarli ad un suo collega

Tutti gli altri, gli anonimi, saranno destinati a portare avanti la manovalanza ordinaria. Saranno tutti valutati positivamente (ma non sufficientemente meritevoli), a prescindere da quello che effettivamente fanno in classe, a prescindere che siano insegnanti bravi, fannulloni o incapaci.

E la scuola, diventata buona scuola, proseguirà nel suo decadente tran tran quotidiano pluridecennale. Con insegnanti più subordinati, più vessati, più attenti a non dispiacere al dirigente scolastico, più impegnati ad assolvere a procedure meramente burocratiche e che non avranno alcuna valenza effettiva ai fini della qualità dell'offerta formativa. Gli italiani sanno che ora la scuola funzionerà meglio, che finalmente i presidi avranno il potere di selezionare i migliori e sbattere fuori a calci nel sedere i fannulloni e gli incapaci, che finalmente cesserà questa boria degli insegnanti e, chissà, ci sarà qualche privilegio in meno. In un prossimo futuro gli italiani si chiederanno come mai, nonostante le riforme attuate, dalla scuola continueranno a uscire asini e semianalfabeti e che cacchio fanno in classe questi professori fannulloni, incapaci, privilegiati e strapagati.
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Perfetto ritratto della realtà scolastica, Gian :-) Occorrerebbe farlo leggere ai nostri rappresentanti politici, ma dubito che ne farebbero tesoro. Fino a quando la scuola pubblica sarà riformata dai baroni universitari, dai parolai più o meno ideologizzati di qualsiasi schieramento politico e non da chi ha maturato anni e anni di esperienza sul campo, e per questo in grado di cogliere le reali criticità del sistema e di proporre seri interventi di rimedio, non si farà un passo in avanti verso il reale obiettivo a cui la scuola dovrebbe tendere: "licenziare" giovani quanto più colti possibile, più intellettualmente liberi, più curiosi e più rispettosi delle regole democratiche.
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