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 L'aberrazione della scuola senza voti.

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Scuola70



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MessaggioOggetto: L'aberrazione della scuola senza voti.   Lun Giu 01, 2015 2:21 pm

Si arriverà alla scuola senza voti? Già nella discussione sul decreto "Buona scuola" c'erano alcuni parlamentari che vaneggiavano di una scuola senza voti per il primo bienno della primaria, affermando che i voti sono diseducativi, creano competizione ed ansia, non aiutano ad apprendere perchè vincolano il sapere al risultato immediato. Ma io mi chiedo: la meritocrazia dove va a finire? E' possibile che per questi signori il ragazzo svogliato e quello studioso debbano essere di fatto equiparati? La scuola deve anche premiare gli sforzi e valutare, l'esigenza di essere valutati è presente negli studenti, è giusto ed umano voler competere per emergere, perchè spegnere tutto questo? Gli psicologi che hanno sostenuto queste teorie hanno infettato il sistema scolastico, hanno distrutto il merito, in nome di astrazioni quali metodo montessoriano, creatività, autonomia, sì, tutte fandonie che stanno rovinando l'istruzione e la conoscenza: andando avanti così saremo sempre il fanalino di coda dell'Europa in quanto a livello di competenze e i nostri ragazzi, usciti dal mondo protetto e dorato di una scuola-ludoteca, dovranno fare i conti con un mondo del lavoro crudele, in cui la competizione raggiunge spesso livelli inumani.
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dami



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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Lun Giu 01, 2015 2:45 pm

I voti nei primi anni della primaria, secondo me, non sono invece necessari.
Devi tener conto che alcuni bambini entrano in prima che sanno già leggere e scrivere, mentre altri non sanno proprio nulla: il primo anno è quindi di assestamento. Alcuni sono già destinati ad avere il 10 in pagella e altri il 6, anche se l'impegno in questo caso non ha avuto alcuna parte nel formare il voto. Infatti, se uno sa già leggere e scrivere, prima dell'ingresso, è normalmente perché ha avuto almeno un genitore che si è dedicato ad istruirlo con una sorta di pre-scuola. Sembra quasi essere più un voto al genitore che al bambino...
L'altro problema attuale della primaria è quello degli alunni che non sono di lingua madre italiana. Fanno molta fatica in più degli altri a padroneggiare struttura e lessico della nostra lingua, ma anche qui: hanno sempre voti bassi, nonostante spesso si impegnino molto...
In generale ho sempre visto che i voti alla primaria non sono per niente oggettivi, dipendono molto dalle simpatie degli insegnanti per i singoli alunni e dalle valutazioni sulle famiglie e la loro propensione alla lamentela...
Francamente sarei d'accordo quindi per l'abolizione del voto numerico, che non significa che non si debba esprimere un giudizio valutativo sull'alunno. Il giudizio tiene più conto dei fattori di contorno e dell'impegno: il voto è invece uno strumento sterile, che non si capisce realmente cosa misuri.
L'insegnante deve far evolvere i bambini, deve portarli a esprimere il loro potenziale al meglio.
Già oggi molti bambini, non risultando sufficienti alle verifiche collettive, dovrebbero avere 5 in pagella (in molte materie), ma siccome non è più possibile dare questo voto, e contemporaneamente promuovere, si portano in automatico i voti a 6, senza merito. Non esiste un'alternativa reale a questa pratica, perché alla primaria la bocciatura può avvenire solo per gravi motivi.
Quindi, dal momento che molti voti che vediamo in pagella sono falsati da vizi di varia natura, io sarei d'accordo a eliminarli del tutto, con buona pace di tutti, per i primi 3 anni di studio. Li introdurrei tranquillamente dalla quarta, per abituare i bambini al successivo sistema di valutazione.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Lun Giu 01, 2015 4:12 pm

Non conosco la situazione della primaria, ma nelle superiori i voti si usano per motivare gli alunni. Ok, è un teatrino, quel che conta è ciò che apprendi, non il voto che hai; ma il gioco serve come spunto per far lavorare i minori, che non hanno certo la maturità per sapere che è necessario apprendere per il futuro... serve insomma una punizione/ricompensa più immediata per fornire una motivazione e una risposta immediata ai risultati ottenuti.

La vera aberrazione non sarà la scuola senza voti, ma quella senza contenuti!
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iaiataf



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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Lun Giu 01, 2015 4:26 pm

La valutazione e' un momento formativo fondamentale. Soprattutto per i bambini delle primarie. Premia l'impegno, forma il carattere porta ad una crescita come individuo inserito nella collettivita'. Aiuta a scoprire i propri talenti. Ma chi ci governa vuole un popolo di rammolliti ignoranti da rigirarsi come vuole. La Buona Scuola e' servita. Io parlo per le medie: classi di oltre 30 ragazzi, aule piccole, mancanza di attrezzature, bullismo, rifiuto verso qualsiasi forma di autorita'. Togliamo i voti anche li, tanto delle note gia' se fregano, arriviamo al caos totale. Un riformatorio senza strumenti correttivi. E non ditemi che sono catastrofista. La situazione e' realmente drammatica.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Lun Giu 01, 2015 6:15 pm

dami ha scritto:
Alcuni sono già destinati ad avere il 10 in pagella e altri il 6, anche se l'impegno in questo caso non ha avuto alcuna parte nel formare il voto. Infatti, se uno sa già leggere e scrivere, prima dell'ingresso, è normalmente perché ha avuto almeno un genitore che si è dedicato ad istruirlo con una sorta di pre-scuola. Sembra quasi essere più un voto al genitore che al bambino...

Sembra ma non è; il voto è legato a quanto uno studente (il fatto che sia bambino è ininfluente) sa; quanto si sia impegnato e come lo abbia imparato non frega niente a nessuno.

L'altro problema attuale della primaria è quello degli alunni che non sono di lingua madre italiana. Fanno molta fatica in più degli altri a padroneggiare struttura e lessico della nostra lingua, ma anche qui: hanno sempre voti bassi, nonostante spesso si impegnino molto...

Non è un problema della primaria, è un problema della scuola; vogliamo togliere i voti anche alle superiori ?

In generale ho sempre visto che i voti alla primaria non sono per niente oggettivi, dipendono molto dalle simpatie degli insegnanti per i singoli alunni e dalle valutazioni sulle famiglie e la loro propensione alla lamentela...

Se è così licenziamo tutti gli insegnanti della primaria; sarebbero il primo cancro della società, la prima causa di quel 42% di disoccupazione giovanile.
Io spero che ti sbagli.


Francamente sarei d'accordo quindi per l'abolizione del voto numerico, che non significa che non si debba esprimere un giudizio valutativo sull'alunno. Il giudizio tiene più conto dei fattori di contorno e dell'impegno: il voto è invece uno strumento sterile, che non si capisce realmente cosa misuri.

Se TU non lo capisci te lo spiego io: misura quello che sai, quanti e quali obiettivi hai raggiunto, se ne hai raggiunti a sufficienza per passare alla classe successiva o se non ne hai raggiunti abbastanza e passando alla classe successiva avresti lacune incolmabili che pregiudicherebbero ogni apprendimento ulteriore.

L'insegnante deve far evolvere i bambini, deve portarli a esprimere il loro potenziale al meglio.
Già oggi molti bambini, non risultando sufficienti alle verifiche collettive, dovrebbero avere 5 in pagella (in molte materie), ma siccome non è più possibile dare questo voto, e contemporaneamente promuovere, si portano in automatico i voti a 6, senza merito. Non esiste un'alternativa reale a questa pratica, perché alla primaria la bocciatura può avvenire solo per gravi motivi.

Quindi l'alternativa reale è modificare la legge, non abolendo i voti ma consentendo la bocciatura.
O li bocciate voi, consentendogli di ripetere l'anno che non hanno messo a frutto, dandogli una lezione di vita ed offrendogli la possibilità di recuperare in maniera efficace, o li bocciamo noi ripetutamente fino alla loro dispersione (perchè ormai è tardi e le lacune antiche non le recuperano più) o li boccia la vita.
Al momento si sta scegliendo di farli bocciare alla vita (42 % appunto)
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Lun Giu 01, 2015 7:02 pm

avidodinformazioni ha scritto:
dami ha scritto:
(...) Sembra quasi essere più un voto al genitore che al bambino...

Sembra ma non è; il voto è legato a quanto uno studente (il fatto che sia bambino è ininfluente) sa; quanto si sia impegnato e come lo abbia imparato non frega niente a nessuno.

dami ha scritto:
L'insegnante deve far evolvere i bambini, deve portarli a esprimere il loro potenziale al meglio.
Già oggi molti bambini, non risultando sufficienti alle verifiche collettive, dovrebbero avere 5 in pagella (in molte materie), ma siccome non è più possibile dare questo voto, e contemporaneamente promuovere, si portano in automatico i voti a 6, senza merito. Non esiste un'alternativa reale a questa pratica, perché alla primaria la bocciatura può avvenire solo per gravi motivi.

Quindi l'alternativa reale è modificare la legge, non abolendo i voti ma consentendo la bocciatura.
O li bocciate voi, consentendogli di ripetere l'anno che non hanno messo a frutto, dandogli una lezione di vita ed offrendogli la possibilità di recuperare in maniera efficace, o li bocciamo noi ripetutamente fino alla loro dispersione (perchè ormai è tardi e le lacune antiche non le recuperano più) o li boccia la vita.
Al momento si sta scegliendo di farli bocciare alla vita (42 % appunto)

Ecco due punti in cui non sono d'accordo con avidodinformazioni (di cui peraltro condivido molte posizioni qui sul forum)
Non si sta parlando di non insegnare ai bambini di 5 o 6 anni. Ci si sta chiedendo se è possibile fare in modo che i bambini a quell'età imparino per il gusto di imparare, e non per il voto. Esiste una naturale curiosità nei bambini, molto potente, che la scuola deve incoraggiare e nello stesso tempo guidare su percorsi "strutturati". Ciascun bambino è diverso, può seguire anche strade diverse o più lunghe. Dire che ci interessa solo il "quanto" e che non ce ne frega niente del "come" o delle difficoltà incontrate può andar bene con gli studenti di avidodinformazione (liceo?) ma non a 5, 6 o 7 anni. E dubito che il 42% di disoccupazione giovanile dipenda dal fatto che non si bocciano i bambini alla primaria.

PS: Forse le mie considerazioni sono influenzate dal fatto di aver appena finito di leggere "I bambini pensano grande" di Franco Lorenzoni, libro che mi ha colpito molto e che ovviamente vi consiglio :-)
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Lun Giu 01, 2015 7:40 pm

Indurre gli studenti (i bambini più che i ragazzi) a studiare per il piacere d'imparare è l'obiettivo più alto.

Se dare un voto a quanto hanno imparato fosse in contrasto con tale alto obiettivo allora potrei concordare: come investimento per il futuro rinuncio alla valutazione numerica, basta che acquisiscano il piacere dello studio.
Ma non è così, forse riuscirò a trasmettere l'amore per la conoscenza e lo studio o forse no; in maniera scollegata da questo, comunque farò una valutazione.

E' importante anche fornire ai ragazzi (o bambini) un ritorno sul loro livello di apprendimento, anche e soprattutto se si impegnano sarà bene che sappiano se il risultato è in linea con quanto ci si attendeva da loro.

Qualche giorno fa una mia studentessa (ITES) ha detto con genuina convinzione:
"ma ieri ho studiato !"
"Quanto ?"
"un'ora !"

Era convinta di aver fatto il proprio dovere; vogliamo dirglielo chiaro e fin da subito se quello che hanno fatto basta o no oppure vogliamo farli arrivare "alla vita" convinti di essere "forti" salvo poi farli riscoprire deboli ?


La disoccupazione giovanile dipende dall'ignoranza giovanile, che affonda le sue radici nella disabitudine alla fatica, al dovere ed all'impegno.
Non sono in grado di dire se i primi due anni di elementari debbano ancora essere improntati al gioco oppure no, so per certo che inviare alle medie chi ha solo giocato (anche giochi istruttivi ed educativi) fino a quel momento è devastante; il danno fatto è irrimediabile.
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mar Giu 02, 2015 1:55 am

Premesso che sono d'accordo con avidodinformazioni su tutta la linea, volevo solo precisare che i voti alle elementari e alle medie non c'erano neanche quando andavo a scuola io (li ha reintrodotti la Gelmini con il pretesto del merito, salvo poi indurre a valutazioni gonfiate ed irrealistiche, che premiano non so quale merito), ma c'erano i giudizi e tutti sapevamo che ottimo corrispondeva a 10, veramente buono a 9, buono a 8, discreto a 7, sufficiente a 6, insufficiente a 5, gravemente insufficiente a 4; poi c'erano tutte le sfumature intermedie, che magari variavano da un insegnante all'altro, quindi ci voleva un po' per capirle, ma alla fine tutti ci confrontavamo, facevamo le gare (io o una mia compagna alle medie siamo andati avanti tre anni così per capire chi era il primo della classe e ci divertivamo un mondo) e ci facevamo le medie matematiche. Suppongo che, se anche l'emendamento venisse approvato, funzionerebbe in questo modo. In fondo è una questione tutta ideologica e di lana caprina. Non sarà certo questo né a migliorare né a peggiorare la scuola.
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mar Giu 02, 2015 8:30 am

Codice:
.    Qualche giorno fa una mia studentessa (ITES) ha detto con genuina convinzione:
"ma ieri ho studiato !"
"Quanto ?"
"un'ora !" 
Alle medie è anche peggio.
Alcuni ragazzi, serissimi ed onesti, dopo una pessima interrogazione...affranti...ti dicono di aver studiato (ore, non solo un'ora!)... Ed è vero! Gli credo.
Molti ragazzini non sanno studiare.
Leggono e rileggono...dopo tot ore sono, comprensibilmente, certi di sapere.
Solo un giudizio, anche negativo, può far capir loro il giusto metodo di studio...che sta alla base di tutto il loro sapere futuro.
Giudizio o voto per me pari sono...con i numeri l'effetto è solo più immediato.
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dami



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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mar Giu 02, 2015 8:40 am

avidodinformazioni ha scritto:
dami ha scritto:
Alcuni sono già destinati ad avere il 10 in pagella e altri il 6, anche se l'impegno in questo caso non ha avuto alcuna parte nel formare il voto. Infatti, se uno sa già leggere e scrivere, prima dell'ingresso, è normalmente perché ha avuto almeno un genitore che si è dedicato ad istruirlo con una sorta di pre-scuola. Sembra quasi essere più un voto al genitore che al bambino...

Sembra ma non è; il voto è legato a quanto uno studente (il fatto che sia bambino è ininfluente) sa; quanto si sia impegnato e come lo abbia imparato non frega niente a nessuno.

L'altro problema attuale della primaria è quello degli alunni che non sono di lingua madre italiana. Fanno molta fatica in più degli altri a padroneggiare struttura e lessico della nostra lingua, ma anche qui: hanno sempre voti bassi, nonostante spesso si impegnino molto...

Non è un problema della primaria, è un problema della scuola; vogliamo togliere i voti anche alle superiori ?

In generale ho sempre visto che i voti alla primaria non sono per niente oggettivi, dipendono molto dalle simpatie degli insegnanti per i singoli alunni e dalle valutazioni sulle famiglie e la loro propensione alla lamentela...

Se è così licenziamo tutti gli insegnanti della primaria; sarebbero il primo cancro della società, la prima causa di quel 42% di disoccupazione giovanile.
Io spero che ti sbagli.


Francamente sarei d'accordo quindi per l'abolizione del voto numerico, che non significa che non si debba esprimere un giudizio valutativo sull'alunno. Il giudizio tiene più conto dei fattori di contorno e dell'impegno: il voto è invece uno strumento sterile, che non si capisce realmente cosa misuri.

Se TU non lo capisci te lo spiego io: misura quello che sai, quanti e quali obiettivi hai raggiunto, se ne hai raggiunti a sufficienza per passare alla classe successiva o se non ne hai raggiunti abbastanza e passando alla classe successiva avresti lacune incolmabili che pregiudicherebbero ogni apprendimento ulteriore.

L'insegnante deve far evolvere i bambini, deve portarli a esprimere il loro potenziale al meglio.
Già oggi molti bambini, non risultando sufficienti alle verifiche collettive, dovrebbero avere 5 in pagella (in molte materie), ma siccome non è più possibile dare questo voto, e contemporaneamente promuovere, si portano in automatico i voti a 6, senza merito. Non esiste un'alternativa reale a questa pratica, perché alla primaria la bocciatura può avvenire solo per gravi motivi.

Quindi l'alternativa reale è modificare la legge, non abolendo i voti ma consentendo la bocciatura.
O li bocciate voi, consentendogli di ripetere l'anno che non hanno messo a frutto, dandogli una lezione di vita ed offrendogli la possibilità di recuperare in maniera efficace, o li bocciamo noi ripetutamente fino alla loro dispersione (perchè ormai è tardi e le lacune antiche non le recuperano più) o li boccia la vita.
Al momento si sta scegliendo di farli bocciare alla vita (42 % appunto)

Sapevo che con il mio intervento avrei suscitato un dibattito.
Il motivo principale per cui penso che il voto numerico non sia utile all'inizio della propria carriera scolastica è che non misura quanto uno sa, ma da che famiglia vieni.
Quando vedo dare i voti alle mie colleghe mi innervosisco per i seguenti motivi:
- voto più alto perché fa gli interventi a scuola: ci credo, a 7 anni lo hanno portato a vedere Londra, Parigi, l'Egitto... Dopo il suo viaggetto racconta cosa ha visto; di contro, l'altro bambino che non interviene mai, ha passato i fine settimana a casa, se va bene a guardare la televisione (quando ce l'ha);
- voto più alto perché il bambino ha dichiarazione DSA: cosa stranissima, perché legge e scrive bene, senza particolari errori; ma, dato che il bambino ha la certificazione dello psicologo privato, per lui le prove devono essere semplificate; se non gli piacciono le verifiche scritte, verranno sostituite con quelle orali e possibilmente adattate ai suoi interessi, altrimenti la mamma arriva a lamentarsi; se il bambino si attarda in classe a guardare il soffitto e a giocherellare con le matite: pazienza; di contro il bambino di lingua madre non italiana si fa le verifiche come gli altri e poi risulta sempre che ha un lessico povero e limitato: i genitori accettano il giudizio e ringraziano per il fatto che comunque il figlio ha accesso al mondo dell'istruzione;
- voto più alto perché fa i compiti a casa fatti bene, anche se il livello qualitativo di questi compiti non corrisponde a quello di "produzione" dentro le mura scolastiche (ma è veramente il bambino a fare questi compiti? Chi lo sa); di contro i bambini X, Y e Z (ma la mamma va a fare le pulizie anche di sabato?) riescono a sbagliare i compiti a casa e poi tocca di doverglieli pure correggere;
- voto più alto perché, anche se la media delle verifiche fa 8, il giorno X il coccolo di turno non era nel suo giorno migliore, il giorno Y si è confuso perché aveva dormito poco (cena al ristorante!) e il giorno Z non si sa cosa aveva ma, poverino, non è da lui sbagliare il compito; di contro per Gigetto, che è un bambino che dà noia, se ha preso 5, o 6, se l'è proprio meritato, ma quella volta che ha preso 9, o 10, ha avuto tanta fortuna.
Non sto a continuare, posso solo dire che, per come ho visto assegnare i voti alla primaria, ho come l'impressione di trovarmi di fronte a una certificazione della classe sociale di provenienza, niente di più.
Misurare la classe sugli stessi parametri alla primaria non funziona, soprattutto nei primi anni.
I livelli iniziali dei bambini sono molto diversi per vari motivi (nazionalità di provenienza, classe sociale, età di ingresso a scuola, competenze maturate alla scuola dell'infanzia, problemi famigliari di tipo affettivo o socio-economico, condizioni di salute). Si dovrebbero veramente bocciare, allora, quei 5 o 6 bambini che in ogni classe non riescono a tener dietro ai ritmi dei compagni? Perché i numeri visti in questi anni sono questi... E una volta bocciatili, li si dovrebbe ribocciare successivamente, perché magari questo intervento non è bastato a produrre un reale recupero?
Molti insegnanti pensano di essere dei valutatori, più che degli insegnanti. Non riescono a far migliorare i propri alunni più in difficoltà. Non personalizzano i propri interventi e, me lo si conceda, vanno avanti coi loro programmi standardizzati senza mettere in discussione il loro operato. Fanno magari le verifiche su un argomento presentato a scuola e, pur vedendo un insuccesso diffuso nell'acquisizione degli argomenti trattati, non si fermano, procedono, passano oltre.
Ma la valutazione dovrebbe essere anche uno strumento per valutare l'efficacia del modo in cui trattiamo le materie di studio, o no? Per molti consiste invece nel mettere un'etichetta (bravo/cattivo, da 9/da 6), che difficilmente sbiadisce.
Io in questi anni di lavoro nella scuola ho visto molta approssimazione da parte della classe docente, un diffuso lavarsene le mani rispetto alle situazioni più difficili. Credo che con un po' di buona volontà in più e senza lo scarica-barile che ho visto, qualche situazione avrebbe potuto essere migliorata. Ci sono anche insegnanti molto validi, che non lasciano indietro nessuno, ma sono una minoranza.
Parlare di merito rispetto ai bambini di 5, 6 o 7 anni mi sembra eccessivo, anche se è vero che pure alla primaria abbiamo gli studiosi e i lavativi...
Non dare voti, comunque, ribadisco che non significa non valutare. Io per esempio sono a favore della valutazione individuale rispetto ai progressi del singolo. Faccio un semplice esempio: se un bambino a inizio anno inserisce in un dettato ortografico 5 errori a riga e alla fine dell'anno ne mette in media solo 1, per me, rispetto alla sua situazione iniziale, ha raggiunto un risultato ottimo. Se lo stesso bambino dovessimo valutarlo in base a criteri standard, con lo stesso risultato dovremmo dargli al massimo un 6. Il voto standardizzato non rileva i veri progressi del singolo, questo è il punto.
Ad ogni modo, penso che chi è abituato a lavorare alla secondaria per forza di cose debba utilizzare un sistema di valutazione più standardizzato. Adottare lo stesso standard di valutazione alla primaria, però, rischia di creare le famose profezie che si autoavverano e il consolidamento delle situazioni d'ingresso. Ogni volta che ho dovuto dare un 7 (standardizzato) a bambini che ce l'avevano messa tutta, francamente non mi sono sentita a mio agio con la mia coscienza. Avrei preferito mille volte spiegare nel dettaglio i vari progressi e dove stavano annidate le lacune dei soggetti che ero chiamata a valutare.





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dami



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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mar Giu 02, 2015 8:55 am

tellina ha scritto:
Codice:
.    Qualche giorno fa una mia studentessa (ITES) ha detto con genuina convinzione:
"ma ieri ho studiato !"
"Quanto ?"
"un'ora !"  
Alle medie è anche peggio.
Alcuni ragazzi, serissimi ed onesti, dopo una pessima interrogazione...affranti...ti dicono di aver studiato (ore, non solo un'ora!)... Ed è vero! Gli credo.
Molti ragazzini non sanno studiare.
Leggono e rileggono...dopo tot ore sono, comprensibilmente, certi di sapere.
Solo un giudizio, anche negativo, può far capir loro il giusto metodo di studio...che sta alla base di tutto il loro sapere futuro.
Giudizio o voto per me pari sono...con i numeri l'effetto è solo più immediato.

Spero che tu non creda seriamente che, se a uno studente dai 5, la volta dopo si presenta all'interrogazione con un metodo di studio perfetto, che gli farà sicuramente prendere un bel 9.
Se i ragazzi non sanno studiare, siamo noi a dover intervenire affinché imparino, altrimenti a cosa serviamo? Solo per dar voti?
Le statistiche ci dicono che quando uno studente ha insuccessi ripetuti (ed evidentemente i vari 5 si sono accumulati e non si sono magicamente convertiti in 9) arriva a una situazione di stallo (la cosiddetta dispersione scolastica).
Sono contenta di essermi a suo tempo letta vari manuali di psicopedagogia dell'apprendimento, perché almeno alcuni errori ed alcune banalità riesco ad evitarli...
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mar Giu 02, 2015 9:10 am

Sì dami, lo credo seriamente.
Voto 5 o anche 4 e contestualmente spiegazione, anche ripetuta più volte, di come studiare, di cosa studiare, di cosa sottolineare e, se è il caso, riscrivere con appunti semplificati (questo raramente riesco a farlo da quando insegno materia, con sostegno era tra le mie priorità per tutta la classe).

Per il resto invece...
Personalmente mi hai anche convinta!
Non so nulla del mondo della primaria e mi fido della tua esperienza.
Pretendo però, almeno dagli ultimi tre anni di elementari in poi, un voto standardizzato sulle reali competenze (che sono didattiche ma anche umanamente personali tipo autonomia ecc).
E vorrei che fermare un ragazzino alle elementari e alle medie non fosse visto come lo sgarbo peggiore!
In caso contrario, purtroppo, il tuo corretto ragionamento sui progressi personali andrebbe applicato anche alle medie con i tantissimi ragazzini di primo inserimento e lingua differente: salti da gigante in alcuni casi...ma se comunque alla fine la materia non la conosci...questo va certificato...anche per il bene del ragazzino stesso.
Lo vado dicendo da anni...un voto negativo, una bocciatura, non son sempre una punizione...per moltissimi ragazzini son davvero un'opportunità!

P.s. la collega di lettere ha dato voto 6 al ragazzino straniero che non parla una parola di italiano "perché il suo percorso lo sta facendo"... Verissimo, ma se di fatto è solo all'inizio della strada...mandarlo avanti per la sua buona volontà non fa certo il suo bene. (N.b. il ragazzino non conosce nemmeno i colori in italiano!!!!)
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mar Giu 02, 2015 10:27 am

dami ha scritto:

Sapevo che con il mio intervento avrei suscitato un dibattito.
Il motivo principale per cui penso che il voto numerico non sia utile all'inizio della propria carriera scolastica è che non misura quanto uno sa, ma da che famiglia vieni.
(...)
Misurare la classe sugli stessi parametri alla primaria non funziona, soprattutto nei primi anni.
I livelli iniziali dei bambini sono molto diversi per vari motivi (nazionalità di provenienza, classe sociale, età di ingresso a scuola, competenze maturate alla scuola dell'infanzia, problemi famigliari di tipo affettivo o socio-economico, condizioni di salute).
(...)
Ma la valutazione dovrebbe essere anche uno strumento per valutare l'efficacia del modo in cui trattiamo le materie di studio, o no? Per molti consiste invece nel mettere un'etichetta (bravo/cattivo, da 9/da 6), che difficilmente sbiadisce.
(...)
Non dare voti, comunque, ribadisco che non significa non valutare. Io per esempio sono a favore della valutazione individuale rispetto ai progressi del singolo.
(...)
Ad ogni modo, penso che chi è abituato a lavorare alla secondaria per forza di cose debba utilizzare un sistema di valutazione più standardizzato. Adottare lo stesso standard di valutazione alla primaria, però, rischia di creare le famose profezie che si autoavverano e il consolidamento delle situazioni d'ingresso.
(...)

Non avevo risposto ieri perché, non insegnando alla primaria, non volevo dire sciocchezze. Ma condivido tutto l'intervento di Dami riportato sopra (sforbiciato qua e là, ho scelto le frasi che mi hanno fatto pensare di più).
I problemi della lingua (mi riferisco a quello che riportava Tellina) andrebbero risolti in altro modo. Io non vedo nessun problema a fare lezioni di italiano come L2 a chi non lo conosce, prima di inserire i bambini/ragazzi nella classe curricolare. Lo fanno in altri paesi e funziona. Magari se ci fossero nell'organico funzionale docenti capaci di fare questo in modo intensivo per i primi due mesi di scuola, certi problemi si potrebbero risolvere senza "bocciare" perché i ragazzi non capiscono la lingua in cui viene insegnata una materia.
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mar Giu 02, 2015 11:09 am

dami ha scritto:
Il motivo principale per cui penso che il voto numerico non sia utile all'inizio della propria carriera scolastica è che non misura quanto uno sa, ma da che famiglia vieni.

E' triste che la provenienza abbia delle ripercussioni sui livelli educativi, ma ignorarlo è sbagliato; io misuro quello che sa, se il motivo è la "buona famiglia" pazienza.
Se bisogna scegliere un fantino io (1.70 taglia M) potrei forse andare bene, un uomo alto 2 metri no, non perchè i cavalli non amino le persone alte, ma chi è alto 2 metri (XXL) peserà almeno 100 kg e questo al cavallo non piace; rinunciamo a pesare i fantini perchè l'altezza che hanno non è colpa o merito loro ?


- voto più alto perché il bambino ha dichiarazione DSA: cosa stranissima, perché legge e scrive bene, senza particolari errori; ma, dato che il bambino ha la certificazione dello psicologo privato, per lui le prove devono essere semplificate; se non gli piacciono le verifiche scritte, verranno sostituite con quelle orali e possibilmente adattate ai suoi interessi, altrimenti la mamma arriva a lamentarsi;

Tutti i nodi vengono al pettine, quel bambino diventerà un imbecille ed i genitori lo avranno sul groppone fino alla loro morte.
Peccato per il bambino (comunque il letame qualcuno lo deve spalare) ma i genitori se lo meritano.


il bambino di lingua madre non italiana si fa le verifiche  come gli altri e poi risulta sempre che ha un lessico povero e limitato: i genitori accettano il giudizio e ringraziano per il fatto che comunque il figlio ha accesso al mondo dell'istruzione;

La normativa BES, se ben applicata, dovrebbe metterci una pezza.

- voto più alto perché fa i compiti a casa fatti bene, anche se il livello qualitativo di questi compiti non corrisponde a quello di "produzione" dentro le mura scolastiche (ma è veramente il bambino a fare questi compiti? Chi lo sa); di contro i bambini X, Y e Z (ma la mamma va a fare le pulizie anche di sabato?) riescono a sbagliare i compiti a casa e poi tocca di doverglieli pure correggere;

Che le mamme facciano i compiti ai bambini è una triste realtà; facevano bene gli spartani a togliere i figli alle loro mamme appena grandicelli (facevano male ad addestrarli alla guerra), in natura quando il cucciolo non necessita più del latte si allontana da solo ed in questo gli animali ci sono superiori.
Il mio suggerimento ? Correggere i compiti (rientra nei doveri, non ci si può lamentare) e non chiamare solo chi li ha sbagliati; farli rifare a campione anche a chi li ha fatti giusti; se non sa replicarli si da "1" come punizione per averli copiati, si convocano i genitori e si minaccia la bocciatura se non la smettono.
Si mette in chiaro che chi sbaglia il compito a casa e poi lo risbaglia a scuola non subirà punizioni, bensì verrà corretto, chi invece a scuola fa errori che a casa non aveva fatto verrà "impalato".
Certo bisogna avere l'appoggio della dirigenza.

- voto più alto perché, anche se la media delle verifiche fa 8, il giorno X il coccolo di turno non era nel suo giorno migliore, il giorno Y si è confuso perché aveva dormito poco (cena al ristorante!) e il giorno Z non si sa cosa aveva ma, poverino, non è da lui sbagliare il compito; di contro per Gigetto, che è un bambino che dà noia, se ha preso 5, o 6, se l'è proprio meritato, ma quella volta che ha preso 9, o 10, ha avuto tanta fortuna.

Effetto Pigmalione; anche i docenti sono migliorabili.
Se un alunno parla arabo e non italiano tu gli insegni l'italiano con maggior impegno, non rinunci a farlo vero ?
Se un docente non sa mettere i voti bene tu gli insegni a farlo, non rendi i voti illegali vero ?


Si dovrebbero veramente bocciare, allora, quei 5 o 6 bambini che in ogni classe non riescono a tener dietro ai ritmi dei compagni?

Se si ritene che l'anno dopo riusciranno a farlo SI, SI, SI.
Se si ritiene che la loro difficoltà è incolmabile gli si deve assegnare il sostegno ed a loro non si darà alcun voto (tanto sarebbe una presa in giro).


se un bambino a inizio anno inserisce in un dettato ortografico 5 errori a riga e alla fine dell'anno ne mette in media solo 1, per me, rispetto alla sua situazione iniziale, ha raggiunto un risultato ottimo. Se lo stesso bambino dovessimo valutarlo in base a criteri standard, con lo stesso risultato dovremmo dargli al massimo un 6. Il voto standardizzato non rileva i veri progressi del singolo, questo è il punto.

Un voto no, due voti si; un 4 nella prima verifica ed un 6 nell'ultima sono chiaro indice di miglioramento e dovrebbero portare alla promozione.
Un 4 nella prima verifica ed un 5 nell'ultima sono chiaro indice di miglioramento e dovrebbero portare alla bocciatura nella consapevolezza che l'anno successivo si passerà da 5 a 6 ed essendosi riallineati si proseguirà a gonfie vele fino alla laurea.
Un 4 nella prima verifica ed un 4 nell'ultima sono chiaro indice di un problema che va affrontato in maniera personalizzata e senza pregiudizi.
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mar Giu 02, 2015 11:25 am

tellina ha scritto:

P.s. la collega di lettere ha dato voto 6 al ragazzino straniero che non parla una parola di italiano "perché il suo percorso lo sta facendo"... Verissimo, ma se di fatto è solo all'inizio della strada...mandarlo avanti per la sua buona volontà non fa certo il suo bene. (N.b. il ragazzino non conosce nemmeno i colori in italiano!!!!)

Queste sono le cose che non capisco.

I bambini imparano le lingue con una facilità disarmante per un adulto. E le imparano "nonostante": basta che interagiscono con il mondo che gli sta intorno.

Possibile che questo ragazzino non ha un compagno di banco? Non gioca con gli altri? E' semplicemente "incredibile" (cioè, non ci posso credere) che non impari l'italiano, per quanto sgrammaticato possa essere.
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mar Giu 02, 2015 11:35 am

cari colleghi, non posso non intervenire. Leggendo questo thread non sapevo se piangere o mettermi a ridere per l'ignoranza spaventosa in materia di legislazione scolastica che traspare in alcuni interventi: ma nessuno vi ha spiegato che dal 2003, ossia da 13 anni (!) PER LEGGE - non solo italiana, ma anche europea, vedi EQF 2008 - il docente in qualsiasi ordine di scuola non deve più misurare ciò che sa lo studente, ma valutare le COMPETENZE maturate? In questa prospettiva è ovvio che il voto numerico perde ogni significato.
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mar Giu 02, 2015 12:13 pm

cerbero97 ha scritto:
cari colleghi, non posso non intervenire. Leggendo questo thread non sapevo se piangere o mettermi a ridere per l'ignoranza spaventosa in materia di legislazione scolastica che traspare in alcuni interventi: ma nessuno vi ha spiegato che dal 2003, ossia da 13 anni (!) PER LEGGE - non solo italiana, ma anche europea, vedi EQF 2008 - il docente in qualsiasi ordine di scuola non deve più misurare ciò che sa lo studente, ma valutare le COMPETENZE maturate? In questa prospettiva è ovvio che il voto numerico perde ogni significato.


Che sono notoriamente avulse da ciò che una persona sa o sa fare in un determinato ambito....
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mar Giu 02, 2015 12:47 pm

cerbero97 ha scritto:
cari colleghi, non posso non intervenire. Leggendo questo thread non sapevo se piangere o mettermi a ridere per l'ignoranza spaventosa in materia di legislazione scolastica che traspare in alcuni interventi: ma nessuno vi ha spiegato che dal 2003, ossia da 13 anni (!) PER LEGGE - non solo italiana, ma anche europea, vedi EQF 2008 - il docente in qualsiasi ordine di scuola non deve più misurare ciò che sa lo studente, ma valutare le COMPETENZE maturate? In questa prospettiva è ovvio che il voto numerico perde ogni significato.

Non sono d'accordo Cerbero e non per questo mi metto a ridere o a piangere come dici di fare tu, dopo aver constatato "l'ignoranza spaventosa in materia di legislazione scolastica che traspare in alcuni interventi"!
Si può intervenire con modalità differenti e vorrei dimostrarti che l'ignoranza di cui parli non sempre è a senso unico

L'EQF 2008 nell'Allegato II mette in evidenza i descrittori che definiscono i Livelli del Quadro europeo delle qualifiche, distinguendo 8 Livelli, che vanno analizzati tenendo a mente quanto chiarito nell'Allegato I in relazione alle Definizioni.
Molto interessante è la definizione di QUALIFICA che viene data alla lettera a):
a) «qualifica»: risultato formale di un processo di valutazione e convalida, acquisito quando l'autorità competente stabilisce che i risultati dell'apprendimento di una persona corrispondono a standard definiti


Dove sta scritto che i voti numerici, ai fini della valutazione delle competenze perdono ogni significato?
In base a quali elementi, se non il voto numerico espresso per la valutazione in termini di conoscenze, abilità e competenze, utilizzi i descrittori che si riferiscono ai diversi Livelli dell'EQF e valuti uno studente inserendolo nel Livello 1 piuttosto che nel Livello 3 o nel Livello 7 ?

Se prendiamo in considerazione la certificazione delle competenze che ogni cdc è tenuto a predisporre per ogni studente una volta assolto l'obbligo d'istruzione nella scuola secondaria superiore e le indicazioni ministeriali in merito è chiaro che i voti numerici non hanno perso la loro validità e il loro significato.
Nelle Indicazioni ministeriali si chiarisce quanto segue:

La valutazione delle competenze da certificare in esito all’obbligo di istruzione, «è espressione dell'autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell'autonomia didattica delle istituzioni scolastiche» (articolo 1, comma 2, del D.P.R. 22 giugno 2009, n. 122) ed è effettuata dai consigli di classe per tutte le competenze elencate nel modello di certificato, allo scopo di garantirne la confrontabilità


e ancora, sempre nelle indicazioni del MIUR:

Il modello adottato costituisce una prima risposta alle esigenze di trasparenza e comparabilità dei risultati conseguiti dagli studenti, a seguito della valutazione condotta collegialmente dai consigli di classe sulla base delle proposte dei singoli insegnanti e dei risultati di misurazioni valide e affidabili.

I consigli di classe utilizzano le valutazioni effettuate nel percorso di istruzione di ogni studente in modo che la certificazione descriva compiutamente l’avvenuta acquisizione delle competenze di base, che si traduce nella capacità dello studente di utilizzare conoscenze e abilità personali e sociali in contesti reali, con riferimento alle discipline/ambiti disciplinari che caratterizzano ciascun asse culturale.



Allo scopo di evitare l’automatica corrispondenza tra livelli di competenza e voti numerici, i consigli di classe rendono coerenti, nella loro autonomia, i risultati delle predette valutazioni con la valutazione finale espressa in decimi di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto ministeriale n. 9/2010 soprarichiamato.


Per chiarire meglio riporto quanto stabilisce il DM citato nell'art. 1 comma 3:
I consigli di classe, al termine delle operazioni di scrutinio finale, per ogni studente che ha assolto l'obbligo di istruzione della durata di 10 anni, compilano una scheda.......Le schede riportano le attribuzioni dei che, per livelli raggiunti, da individuare in coerenza con la valutazione finale degli apprendimenti che, per quanto riguarda il sistema scolastico, è espressa in decimi ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n.122 del 22 giugno 2009, art. 4 - 5 e 8.

A questo punto ti chiedo di rivedere quanto affermi, che ritieni ovvio, mentre è spaventosamente ignorante che sostiene il contrario
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mar Giu 02, 2015 12:57 pm

Aggiungo: questo thread sarebbe centrato sui primi due anni della primaria; le competenze sono il punto di arrivo del processo di apprendimento, prima si forniscono conoscenze ed abilità, si sviluppano le capacità personali, poi si condensa tutto questo in competenze.
Se fosse vero che le competenze non necessitano di voti e se fosse vero che i voti sono relegati alle conoscenze ed alle abilità, allora ne dedurremmo che i primi due anni delle elementari sono il posto giusto dove usare i voti, che poi andrebbero progressivamente dismessi.

Ma come dice Giovanna, non è così.
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mer Giu 03, 2015 1:57 pm

Dami:

Il problema è che potresti facilmente estendere la logica del "privilege" ad altre fasce d'età. Si potrebbe fare anche un ragionamento sul perché queste disparità iniziali aumentino qualche anno dopo - per certi versi i bambini sono più vicini l'uno all'esperienza dell'altro quando sono piccoli. Non so se mai si arrivi al punto in cui si può parlare di un "merito puro", divorziato dal contesto di provenienza e dai suoi meccanismi protettivi.

Un altro problema è che, se vogliamo essere proprio pignoli, possiamo parlare anche del "privilege" genetico legato alle personalità dei bambini. Cose come inclinazione allo studio, attenzione ai dettagli, capacità di trascorrere lunghi periodi concentrati su un lavoro, compostezza psicologica nel farlo, orientamento mentale positivo, motivazione intrinseca... sono tutte cose un po' apprendibili, ma un po' anche innate, più naturali per un bambino che per un altro. A uno viene intellettualmente e psicologicamente facile studiare; un altro magari non ha quell'inclinazione, quel drive interno. E cosa facciamo, ne premiamo uno, sostanzialmente, per una specie di vantaggio neuro-psicologico, cioè per la miglior base genetica, chiamandolo sforzo ("si è impegnato ed è dunque moralmente giusto che sia premiato")? Una sola ora di studio di quell'altro bambino costa a quel bambino magari più autoregolazione rispetto a venti ore di studio spontaneo del primo bambino. Spesso si parla di sforzo come se fosse qualcosa di "puro", divorziato da qualsiasi altro parametro - ma in realtà, perché uno ha il drive psicologico per "sforzarsi" e l'altro no? Non è anche questo, come del resto la famigerata intelligenza, un dato solo parzialmente modificabile? Anche considerando gli adulti a pari intelligenza e opportunità sociali, si nota lo stesso fenomeno, non tutti hanno lo stesso drive né la stessa inclinazione ad applicarsi a fare... qualsiasi cosa. Anche la pigrizia potrebbe essere interpretata un po' così come l'abbiamo sempre interpretata, come il problema morale e una scelta (sbagliata), ma un po' forse anche come un limite personale. Un po' da condannare - ma un po' anche da capire e da prendere in considerazione con una certa rassegnazione quando si sceglie il lavoro, lo stile di vita ecc. Non si evitano queste conclusioni se si estende, coerentemente, la logica del "privilege".

In realtà siamo prodotto un po' di tutto - contesti di provenienza, make-up genetico, scelte consapevoli. A 6 anni così come a 16 così come a 36. E forse l'unica cosa davvero giusta è quella di vincolare valutazioni a prestazioni oggettive (quanto più possibili) piuttosto che cercare di correggere tutti i "privilege" che si incontrano nella vita.

Alle medie e alle superiori si incontrano fenomeni analoghi a quelli descritti da te. Il madrelingua lavativo che comunque avrà voti migliori rispetto a uno che ce la mette tutta (e sarà inoltre pluripremiato nella vita per quella circostanza della nascita)... anche quei ragazzi che hanno avuto opportunità di viaggiare. Non è "giusto", umanamente, ma il loro rendimento superiore è un dato di fatto. Infine, parlando anche un po' dall'altro lato, non sarebbe giusto penalizzarli per questi vantaggi che sono stati conferiti loro. Non è colpa loro essere nati in famiglie borghesi o aver fatto uso di tutte le opportunità che hanno avuto. Non per questo si deve diminuire il valore del loro voto o pretendere che facciano cose oggettivamente più difficili per lo stesso voto di un altro alunno.

Quando parli di valutazione personalizzata che tenga presente il livello iniziale, ricordati che più grandi i bambini più facilmente tutto questo diventerà un teatrino. I soliti furbetti faranno gli errori strategici alla prima prova di riferimento per poter "migliorare" in modo più vistoso, magari anche con l'approvazione di qualche genitore furbetto. : ) L'idea di fondo è buona, ma la realizzazione sarebbe problematica.


Ultima modifica di Chocolate il Mer Giu 03, 2015 3:41 pm, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mer Giu 03, 2015 2:25 pm

E non dimentichiamo che a scuola dobbiamo abituarli gradualmente alla vita (credo si chiami educazione); al capo del personale della Pirelli sai quanto gliene frega se sei di famiglia povera, straniera, madre alcolizzata, padre violento, abusato dal prete o vessato dai compagni di classe ?
Sai fare 2+2 ? "Assunto"; no ? "Le faremo sapere !"
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mer Giu 03, 2015 2:55 pm

avidodinformazioni ha scritto:
E non dimentichiamo che a scuola dobbiamo abituarli gradualmente alla vita (credo si chiami educazione); al capo del personale della Pirelli sai quanto gliene frega se sei di famiglia povera, straniera, madre alcolizzata, padre violento, abusato dal prete o vessato dai compagni di classe ?

ma no, poi quando faranno i colloqui diranno che sono BES ;-)


Ultima modifica di Laura70 il Mer Giu 03, 2015 3:19 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Mer Giu 03, 2015 3:14 pm

dami ha scritto:

Il motivo principale per cui penso che il voto numerico non sia utile all'inizio della propria carriera scolastica è che non misura quanto uno sa, ma da che famiglia vieni.
Quando vedo dare i voti alle mie colleghe mi innervosisco per i seguenti motivi:
- voto più alto perché fa gli interventi a scuola: ci credo, a 7 anni lo hanno portato a vedere Londra, Parigi, l'Egitto... Dopo il suo viaggetto racconta cosa ha visto; di contro, l'altro bambino che non interviene mai, ha passato i fine settimana a casa, se va bene a guardare la televisione (quando ce l'ha);
- voto più alto perché il bambino ha dichiarazione DSA: cosa stranissima, perché legge e scrive bene, senza particolari errori; ma, dato che il bambino ha la certificazione dello psicologo privato, per lui le prove devono essere semplificate; se non gli piacciono le verifiche scritte, verranno sostituite con quelle orali e possibilmente adattate ai suoi interessi, altrimenti la mamma arriva a lamentarsi; se il bambino si attarda in classe a guardare il soffitto e a giocherellare con le matite: pazienza; di contro il bambino di lingua madre non italiana si fa le verifiche  come gli altri e poi risulta sempre che ha un lessico povero e limitato: i genitori accettano il giudizio e ringraziano per il fatto che comunque il figlio ha accesso al mondo dell'istruzione;
- voto più alto perché fa i compiti a casa fatti bene, anche se il livello qualitativo di questi compiti non corrisponde a quello di "produzione" dentro le mura scolastiche (ma è veramente il bambino a fare questi compiti? Chi lo sa); di contro i bambini X, Y e Z (ma la mamma va a fare le pulizie anche di sabato?) riescono a sbagliare i compiti a casa e poi tocca di doverglieli pure correggere;
- voto più alto perché, anche se la media delle verifiche fa 8, il giorno X il coccolo di turno non era nel suo giorno migliore, il giorno Y si è confuso perché aveva dormito poco (cena al ristorante!) e il giorno Z non si sa cosa aveva ma, poverino, non è da lui sbagliare il compito; di contro per Gigetto, che è un bambino che dà noia, se ha preso 5, o 6, se l'è proprio meritato, ma quella volta che ha preso 9, o 10, ha avuto tanta fortuna.
Non sto a continuare, posso solo dire che, per come ho visto assegnare i voti alla primaria, ho come l'impressione di trovarmi di fronte a una certificazione della classe sociale di provenienza, niente di più.

Giuro che non ho nessuna intenzione di apparire aggressiva e che non ho nulla di personale contro chi ha scritto, ma sinceramente, era da 30 anni, ossia da quando ero ancora nella scuola dell'obbligo io come studentessa, che non sentivo sciorinare un tale pozzo di luoghi comuni semplicistici:

quello che prende voti alti solo perché è il cocchino della maestra,

o quello che li prende solo perché fa i viaggi con la famiglia mentre l'altro no,

i genitori che fanno i compiti al posto dei figli,

o la mamma povera che è costretta ad andare a fare le pulizie invece di seguire il figlio nei compiti (come se invece la mamma "borghese" stesse a casa a tempo pieno a risentire amorevolmente la lezione ai figli mentre cuce, stira e cucina, come veniva dipinta nei libri di testo delle elementari degli anni settanta e ottanta).

L'unica differenza è che all'epoca non c'era l'ansia patologica per le certificazioni di DSA e di BES, e non c'era l'ossessione politicamente corretta per il diritto individuale alla personalizzazione dei programmi per tutti.

Ma il resto è rigorosamente identico.

L.
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Gio Giu 04, 2015 7:35 am

Insegno alle medie e osservo che il livello in ingresso è sempre più basso: gli alunni della prima media, oltre a difettare di nozioni o conoscenze e ad usare un italiano troppo elementare e scorretto anche per la loro età, dimostrano una scarsa educazione allo studio e al rispetto delle regole disciplinari e di convivenza civile in classe. Gli alunni inoltre presentano dei livelli molti diversi sia sugli aspetti propriamente didattici che sulla scolarizzazione e il grado di maturità.

Dal mio punto di vista è abbastanza ovvio che una grossa responsabilità vada attribuita alla scuola elementare: in parte per delle indicazioni nazionali a mio avviso troppo generiche e poco prescrittive in termini di livelli minimi in uscita, di metodi e di progressione, cosicché a seconda della maggiore o minore "bravura" della maestra usciranno alunno notevolmente più o meno "bravi", al di là delle doti individuali.

Inoltre non tutti gli alunni ricevono abbastanza nelle scuole elementari perché, come constato in forum e social, ci sono alcune maestre che vedono l'aspetto didattico finalizzato all'accoglienza e la socializzazione e non il contrario, cioè che soffrono terribilmente all'idea di dover portare i propri "cuccioli" al raggiungimento di risultati attraverso studio, impegno e responsabilizzazione e che preferiscono invece privilegiare l'aspetto affettivo e ludico. Pur capendo le difficoltà legate alle diverse provenienze familiari e sociali e alla presenza massiccia di bambini stranieri o con bisogni educativi speciali ritengo che la mentalità diffusa che evita qualsiasi frustrazione agli alunni e per la quale viene prima il bambino, poi gli obiettivi sia controproducente in primis per gli scolari stessi e per il raggiungimento, in futuro, di una buona inclusione sociale.

Ciò detto, sarei personalmente favorevole al ritorno ai giudizi almeno nei primi due anni delle elementari, in cui la scuola effettivamente deve occuparsi di livellare le differenze degli alunni, fornendo anche a quelli più svantaggiati un bagaglio minimo di strumenti per affrontare i successivi anni di formazione. Per i restanti tre anni delle elementari ritengo poco rilevante che si usino i giudizi (cosa che preferirei, per evitare confusione con i sistemi di valutazione successivi), o che si usino i voti numerici; l'importante sarebbe, in un caso o nell'altro, tornare alla valutazione come misurazione, come sistema di responsabilizzazione dell'alunno, di segnalazione delle sue lacune, di aiuto alla auto-correzione.

Purtroppo invece alle medie arrivano alunni abituati ad avere tutti 10, magari attribuiti loro per premiarli rispetto a un contesto-classe scarso (consentitemi il termine); questi alunni si ritrovano improvvisamente a dover gestire la frustrazione di un 6 o di una insufficienza alla quale non sono abituati. Anche se mi rendo conto che ciò possa destare scandalo, preferirei che la valutazione avesse una stretta attinenza con le competenze acquisite e non con l'impegno, il contesto familiare o la bontà d'animo dell'alunno.
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MessaggioOggetto: Re: L'aberrazione della scuola senza voti.   Gio Giu 04, 2015 3:26 pm

Ma ancora con questa storia del voto sì e del voto no? E deciso da chi? Da politici ossia DA INCOMPETENTI!

Ma noi insegnanti elettori non siamo ancora capaci di dire loro di NON SENTENZIARE e di starci a sentire?
Evidentemente no. E per giunta noi insegnanti li premiamo continuando a VOTARLI e mettendoci nelle loro liste come nelle ultime elezioni.
Cinque regioni su sette al Pd sono troppe. E le altre due? Ad altri incompetenti.

Scriviamo e continuamo a scrivere loro per dire COSA DEVONO LEGIFERARE.
Speriamo che Renzi affondi con tutta la sua Buona scuola.
Speriamo che tolgano le manacce anche dai voti a scuola.


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L'aberrazione della scuola senza voti.
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