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 Italiano, questo sconosciuto

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lurk



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MessaggioOggetto: Italiano, questo sconosciuto   Mer Giu 03, 2015 3:15 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.corriere.it/scuola/universita/15_giugno_02/se-l-universita-deve-insegnare-grammatica-futuri-giuristi-59506796-0909-11e5-8a3c-2c409b81767d.shtml

All'università di Pisa, facoltà di giurisprudenza, hanno deciso di attivare dal prossimo anno corsi di sostegno di grammatica italiana per il terzo e quarto anno! La ragione risiede nella presa d'atto di una situazione che ha probabilmente proporzioni drammatiche: ormai neppure chi accede all'università è in grado di formulare un testo in un italiano dignitoso.

Citazione :
A Pisa un’insegnante di diritto, Eleonora Sirsi, in collaborazione con il linguista ed ex presidente della Crusca Francesco Sabatini, ha rotto gli indugi, stanca di leggere le tesi scorrette dei suoi allievi. Non imprecise o lacunose sul piano concettuale, ma deficitarie sul piano della lingua italiana. Anacoluti, distorsioni, pleonasmi, reggenze sbagliate, sviste lessicali, incapacità di usare la punteggiatura. Per non dire del deficit grammaticale e sintattico che emerge dai concorsi pubblici. Un disastro.

L'ho sempre sostenuto: inutile parlare di potenziamenti in mille mila discipline e inventarsi percorsi formativi in tuttologia, quando vengono a mancare i fondamenti propedeutici. Gli obiettivi didattici primari della scuola dovrebbero essere il saper leggere, scrivere e far di conto. Altro che coding, lingue straniere, inprenditorialità imprenditorialità, arte, musica, educazione fisica, diritto, scienze e vattelapesca.


Ultima modifica di lurk il Ven Giu 05, 2015 7:56 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Ven Giu 05, 2015 7:45 pm

geo&geo ha scritto:
Dec ha scritto:
Hai ragione, però anch'io lo segno (senza che per questo mi si drizzino i capelli; leggo sicuramente di peggio); se ragionano un po' su quello che scrivono, male non fa.

tu lo segni perché sei il prof di italiano, io che insegno scienze posso lasciarlo stare ? ;-)

Sì, se non ti dà fastidio leggerlo:-)
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Ven Giu 05, 2015 7:49 pm

avidodinformazioni ha scritto:
geo&geo ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:


prendete il coraggio a 4 mani e dite le cose come stanno

ma anche le tue 4 mani sono una licenza matematica-letteraria.... ?
No, è un atto di insubordinazione (come nè al posto di né).

In una lettera di reclamo alla tua scuola scriveresti che lo scorso mese ti hanno accreditato millequattrocentosettantacinque euro e ventidue centesimi anzichè millequattrocentosettantacinque euro e ventiquattro centesimi o ricorreresti ai numeri ?

4 non è diverso da 1475.22; da futuro prof di matematica reclamo piena dignità per i numeri.

PS Quando si inizia una frase con "4" come lo si mette in maiuscolo ?

Proviamo un po' ...... 4 .... Funziona !

Mi sa che hai frainteso: geo&geo solleva dubbi sul numero delle tue mani ...
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Ven Giu 05, 2015 7:51 pm

avidodinformazioni ha scritto:
geo&geo ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:


prendete il coraggio a 4 mani e dite le cose come stanno

ma anche le tue 4 mani sono una licenza matematica-letteraria.... ?
No, è un atto di insubordinazione (come nè al posto di né).

In una lettera di reclamo alla tua scuola scriveresti che lo scorso mese ti hanno accreditato millequattrocentosettantacinque euro e ventidue centesimi anzichè millequattrocentosettantacinque euro e ventiquattro centesimi o ricorreresti ai numeri ?

4 non è diverso da 1475.22; da futuro prof di matematica reclamo piena dignità per i numeri.

PS Quando si inizia una frase con "4" come lo si mette in maiuscolo ?

Proviamo un po' ...... 4 .... Funziona !

Piena dignità per i numeri! Ma le mani restano 2
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Ven Giu 05, 2015 7:52 pm

avidodinformazioni ha scritto:
geo&geo ha scritto:
giggi ha scritto:
aaaaaaaargh...drifis dio mio!!! ho i capelli tutti dirzzati...
(...) Voi parlate di accordo soggetto/verbo; mercoledì scorso (3 giugno! non inizio anno scolastico eh) ho perso due ore a far capire perchè non si dice "la maggior parte dei ragazzi credono".

Ciao, io ho sempre pensato che fosse un peccato veniale, credo che si chiami "concordanza a senso" ed a volte si trova qualcosa di simile anche in letteratura:
"Una piccola folla di uomini, di donne e bambini erano sulla strada" (Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli); "Nell'interno c'erano una decina di persone" (Tabucchi, Notturno indiano)

Questa è una cosa che non sopporto, e non sto scherzando.

Da un carabiniere (lasciamo stare il parlamentare) ci aspettiamo un rispetto della legge maniacale; quel che è vietato a noi a lui deve essere super vietato; Carlo Levi e Tabucchi da chi sono stati autorizzati a storpiare l'italiano ?

Se è un errore per loro lo è di più; prendete il coraggio a 4 mani e dite le cose come stanno: Tabucchi e Carlo Levi sono delle capre !

Oppure l'italiano è una lingua maledetta, come diceva Fantozzi, ed allora prendiamo il machete e sfoltiamolo.

Ragioni proprio da ingegnere:-)
Nelle lingue (tutte, non solo l'italiano; almeno quelle "vive", per tornare ad un altro tuo chiodo fisso) ci sono le varianti linguistiche: non ci sono il giusto e lo sbagliato, ci sono il giusto, l'accettabile e il completamente sbagliato in un determinato contesto. La lingua letteraria gode di una maggiore libertà stilistica. Agli studenti si deve dire (me lo diceva già la maestra delle elementari) che quando saranno scrittori potranno scrivere (più o meno) come vogliono, ma ora devono rispettare certe regole e convenzioni, perché i loro scritti siano almeno accettabili (meglio se completamente corretti) nel contesto scolastico.
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Ven Giu 05, 2015 7:54 pm

clamar79 ha scritto:
giusto, soprattutto per chi scrive iNprenditorialità...quelli sì, di corsa: 250 ore di recupero grammaticale!!! :-)

LOL :-D

capita, eh...
se mi do 10 fustigate col gatto a nove code, prima di coricarmi stanotte, posso sperare in un pietoso perdono?
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Ven Giu 05, 2015 8:16 pm

drifis_ ha scritto:
Il risultato è che nella mia disciplina, in matematica, chimica e diritto il numero di insufficienze è spaventoso (motivato con il fatto che un po' siamo noi troppo esigenti e dall'altro le materie "troppo difficili")
Concordo con quanto hai detto.
Tuttavia credo che spesso l'origine di un'insufficienza si debba cercare almeno in parte in un limite strutturale nell'acquisizione delle informazioni, più che nella capacità espositiva.
Uno studente che ha dei limiti nelle competenze linguistiche trova sicuramente difficoltà nello studio proprio a causa di impedimenti di carattere strutturale. Al di là delle sue esposizioni, le prestazioni sono sicuramente penalizzate anche dalla scarsa padronanza sul contenuto, a meno che non sia riuscito a fare tesoro della lezione prendendo appunti, verificando il contenuto affrontato nella lezione con l'esposizione nel libro, ecc.
Io, ad esempio, tratto in genere lo stesso contenuto in due modi: un'introduzione libera, con un'impostazione diversa da quella del libro, a cui fa seguito la lettura del libro, con le pagine proiettate sulla LIM. Purtroppo molti studenti non sono attenti a questa fase, trovandosi poi in difficoltà.

In sede di verifica privilegio sempre la conoscenza del contenuto. Tuttavia tengo sempre conto della forma e applico una penalizzazione sul voto: lo studente può conoscere alla perfezione l'argomento, ma se non è in grado di esporlo correttamente, pur valutandolo sufficiente, non avrà il voto massimo.

Quando uno studente dice "il prodotto degli ioni idrogeno per gli ioni ossidrile è uguale a dieci alla meno quattordici". Capisco che ha capito. Tuttavia lo correggo: "attento, non è il prodotto degli ioni idrogeno ma il prodotto della concentrazione molare degli ioni idrogeno".
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Ven Giu 05, 2015 8:38 pm

geo&geo ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
geo&geo ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:


prendete il coraggio a 4 mani e dite le cose come stanno

ma anche le tue 4 mani sono una licenza matematica-letteraria.... ?
No, è un atto di insubordinazione (come nè al posto di né).

In una lettera di reclamo alla tua scuola scriveresti che lo scorso mese ti hanno accreditato millequattrocentosettantacinque euro e ventidue centesimi anzichè millequattrocentosettantacinque euro e ventiquattro centesimi o ricorreresti ai numeri ?

4 non è diverso da 1475.22; da futuro prof di matematica reclamo piena dignità per i numeri.

PS Quando si inizia una frase con "4" come lo si mette in maiuscolo ?

Proviamo un po' ...... 4 .... Funziona !

Piena dignità per i numeri!   Ma le mani restano 2
Sul serio non conoscete il modo di dire "prendere il coraggio a quattro mani" ?
Forse è un modo di dire del mio paese d'origine, significa aggrapparsi saldamente al proprio coraggio, puntare tutto su quello e senza cedimenti.
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Ven Giu 05, 2015 10:00 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Sul serio non conoscete il modo di dire "prendere il coraggio a quattro mani" ?
Forse è un modo di dire del mio paese d'origine, significa aggrapparsi saldamente al proprio coraggio, puntare tutto su quello e senza cedimenti.

Sempre esagerati, dalle tue parti :-)
Dalle mie, il coraggio si prende a DUE mani, si mangia a quattro palmenti e si dà il cinque quando si fa punto.  Ora mi dirai che da voi si dà il dieci ;-)
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raganella



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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Ven Giu 05, 2015 10:08 pm

Io ho conosciuto una signora che, senza dubbi aritmetici, affermava di saper fare ciò che facceva in tre e quatt'otto
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Sab Giu 06, 2015 11:38 am

"minuscole goccioline" non è solo corretto, è anche bello ed efficace nella sua ridondanza rafforzativa.

Constato anche io l'esistenza di un problema di conoscenza della lingua italiana; pur non insegnando discipline letterarie, compongo le verifiche con domande a risposta aperta e correggo gli errori sintattici e grammaticali segnalandoli in rosso, ma senza farli pesare sulla valutazione. Nei casi più gravi, però, pongo il problema all'attenzione del docente di lettere.

Purtroppo tutta la società nel suo complesso ha sviluppato un sentimento tra l'insofferenza e l'indifferenza alle regole; ne risentono anche gli insegnanti del primo ciclo, specie quelli delle elementari, che considerando prioritaria la finalità espressiva della scuola su quella normativa, non pongono sufficiente attenzione nell'educare i ragazzi al rispetto della forma e delle regole, fossero anche quelle grammaticali.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Sab Giu 06, 2015 11:44 am

ufo polemico ha scritto:
"minuscole goccioline" non è solo corretto, è anche bello ed efficace nella sua ridondanza rafforzativa.

Constato anche io l'esistenza di un problema di conoscenza della lingua italiana; pur non insegnando discipline letterarie, compongo  le verifiche con domande a risposta aperta e correggo gli errori sintattici e grammaticali segnalandoli in rosso, ma senza farli pesare sulla valutazione. Nei casi più gravi, però, pongo il problema all'attenzione del docente di lettere.
Finché gli errori non pesano nella valutazione, gli studenti non sono motivati a prestare attenzione a ciò che scrivono ed a come lo scrivono. Nella maggior parte dei casi sono in grado di scrivere testi decorosi ma questo non viene loro spontaneo,  devono esserci obbligati.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Sab Giu 06, 2015 2:47 pm

ufo polemico ha scritto:
"minuscole goccioline" non è solo corretto, è anche bello ed efficace nella sua ridondanza rafforzativa.
Posso anche concordare, ma allora in maniera equivalente accettiamo le espressioni "attimino" e "puntino" (anche il punto non può essere piccolo o grande visto che ha 0 dimensioni).
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giggi



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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Sab Giu 06, 2015 3:21 pm

va bene, ma se giochiamo anche noi alla torre di Babele allora poi di che cosa ci lamentiamo, scusate? i miei capelli si erano drizzati per la frase riportata da drifis...gli errori di cui io parlavo sono per voi errori veniali?...andiamo bene...e poi venite a lamentarvi dell'italiano non conosciuto dai ragazzi? e da chi dovrebbero imparare come si dice o scrive correttamente se gli insegnanti non segnalano la presenza di un errore?
Io la penso come chicca70

chicca70 ha scritto:

Finché gli errori non pesano nella valutazione, gli studenti non sono motivati a prestare attenzione a ciò che scrivono ed a come lo scrivono. Nella maggior parte dei casi sono in grado di scrivere testi decorosi ma questo non viene loro spontaneo,  devono esserci obbligati.

Io ovviamente non posso non rivestire la parte della pedante attaccata ad un'idea normativa della lingua; vi riporto però le idee su tolleranza dell'errore e vivacità della lingua che cambia espresse l'altro ieri da una mia alunna che mi ha chiesto "ma prof, visto che le lingue cambiano nel tempo, non potrebbe accadere che l'italiano diventi quello che noi parliamo e scriviamo...cioè questo con gli errori che ci segnalate? perchè se alla fine nessuno più sa come si dice e crediamo tutti che si scriva in un modo, alla fine non diventa quella la nuova lingua?" (credo sia ovvio che si riferisse alla lingua sgrammatica che loro utilizzano nello scritto)
(E riguardo all'italiano degli "autori", in realtà si segnalano sempre le "particolarità" della lingua utilizzata dall'autore che si va  a leggere, anche a costo di dichiararne un uso non propriamente corretto, prendete il caso emblematico di Svevo).
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Sab Giu 06, 2015 3:29 pm

La tua alunna ha ragione: è probabile che l'italiano diventerà almeno in parte quello che usano loro (cioè una forma semplificata); non possiamo farci niente e dobbiamo solo osservare il fenomeno e cercare di tenerci aggiornati. Però, finché questo non accade, è nostro dovere segnalare le forme scorrette e farle pesare nella valutazione nella misura che riteniamo opportuna (penso che tu sia d'accordo sul fatto che esistono errori più o meno gravi). Poi ci sono errori che anche la maggior parte di loro riconoscerebbe come tali e considererebbe inaccettabili; e lì c'è poco da attaccarsi alle teorie sull'evoluzione delle lingue.
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Sab Giu 06, 2015 3:39 pm

giggi ha scritto:
una mia alunna che mi ha chiesto "ma prof, visto che le lingue cambiano nel tempo, non potrebbe accadere che l'italiano diventi quello che noi parliamo e scriviamo...cioè questo con gli errori che ci segnalate? perchè se alla fine nessuno più sa come si dice e crediamo tutti che si scriva in un modo, alla fine non diventa quella la nuova lingua?" (credo sia ovvio che si riferisse alla lingua sgrammatica che loro utilizzano nello scritto)

E in tal caso si risponde così:

"" Sì, certo che è possibile che in futuro avvenga. Ma siccome finora non è ancora avvenuto, per il momento, scrivere "ACCELLERARE" O "DARONO", o "STASSERO", o "DACCORDO" o "IN CINTA", o "INNOQUO", o "AREOPORTO", o"SE LO SAPEVO NON CI VENIVO", o "QUESTA COSA NON CENTRA"... allo stato attuale delle cose resta un errore, ed è giustissimo che sia considerato tale, quindi non vi lamentate se vi abbassa il voto. ""
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Sab Giu 06, 2015 3:55 pm

Ma certo che ha in parte ragione e ovviamente concordo con quel che dici riguardo alla valutazione opportuna dei vari errori, ma non ha avuto da replicare alcunchè quando le ho fatto un parallelo con tutt'altro ambito (sportivo) per spiegarle che anche nel cambiamento continua ad esserci una base (o qualche regola) da cui non si può esulare a meno di non sfociare in una lingua del tutto nuova e diversa. La mia insistenza sulle regole è in realtà legata al fatto che ritengo che più uno ha consapevolezza degli strumenti che utilizza per comunicare, più potrà esprimersi meglio, magari anche scegliendo di infrangere volutamente le regole, perchè no.

(ecco, paniscus ha espresso il concetto meglio di me)
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Sab Giu 06, 2015 4:02 pm

giggi ha scritto:
La mia insistenza sulle regole è in realtà legata al fatto che ritengo che più uno ha consapevolezza degli strumenti che utilizza per comunicare, più potrà esprimersi meglio, magari anche scegliendo di infrangere volutamente le regole, perchè no.

Siamo perfettamente d'accordo.
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Sab Giu 06, 2015 4:35 pm

giggi ha scritto:

Io ovviamente non posso non rivestire la parte della pedante attaccata ad un'idea normativa della lingua; vi riporto però le idee su tolleranza dell'errore e vivacità della lingua che cambia espresse l'altro ieri da una mia alunna che mi ha chiesto "ma prof, visto che le lingue cambiano nel tempo, non potrebbe accadere che l'italiano diventi quello che noi parliamo e scriviamo...cioè questo con gli errori che ci segnalate? perchè se alla fine nessuno più sa come si dice e crediamo tutti che si scriva in un modo, alla fine non diventa quella la nuova lingua?"

Ai miei alunni che inventano nuova matematica e nuova fisica dico: "siete troppo avanti per noi, solo fra 2-300 anni potranno comprendere il vostro alto contributo alla scienza. Per ora, purtroppo, il voto è 4 ( o 3)".
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Dom Giu 07, 2015 11:45 am

drifis_ ha scritto:
Vi lascio con una frase tratta da un ragazzo della stirpe di quelli che "sbracano" solo nelle discipline scientifiche, in quelle letterarie pare si esibisca in elaborati estremamente ricchi ed interessanti, la consegna chiedeva di spiegare cosa fosse la nomenclatura binomia introdotta da Linneo:
"la nomenclatura binoma è quella fase in cui si da un nome all'essere vivente: ogni singolo essere vivente ha una una sua tassonomia cioè quella spiegazione del nome alcui primo sta scritta il nome: poi il genere e poi al terzo poto in genere la famiglia"

Insegnando matematica, certe esperienze sono più rare... ma nelle classi in cui faccio anche fisica, e oltre agli esercizi quantitativi capita di mettere nel compito anche delle domande teoriche discorsive (per non parlare delle relazioni di laboratorio), ogni volta mi si apre un mondo!
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Dom Giu 07, 2015 12:08 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
drifis_ ha scritto:
Vi lascio con una frase tratta da un ragazzo della stirpe di quelli che "sbracano" solo nelle discipline scientifiche, in quelle letterarie pare si esibisca in elaborati estremamente ricchi ed interessanti, la consegna chiedeva di spiegare cosa fosse la nomenclatura binomia introdotta da Linneo:
"la nomenclatura binoma è quella fase in cui si da un nome all'essere vivente: ogni singolo essere vivente ha una una sua tassonomia cioè quella spiegazione del nome alcui primo sta scritta il nome: poi il genere e poi al terzo poto in genere la famiglia"

Insegnando matematica, certe esperienze sono più rare... ma nelle classi in cui faccio anche fisica, e oltre agli esercizi quantitativi capita di mettere nel compito anche delle domande teoriche discorsive (per non parlare delle relazioni di laboratorio), ogni volta mi si apre un mondo!

E ti viene voglia di richiuderlo subito, vero?
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Dom Giu 07, 2015 12:10 pm

giggi ha scritto:

(E riguardo all'italiano degli "autori", in realtà si segnalano sempre le "particolarità" della lingua utilizzata dall'autore che si va  a leggere, anche a costo di dichiararne un uso non propriamente corretto, prendete il caso emblematico di Svevo).
Si vede lontano un chilometro che quello che scrivi è dettato da timore reverenziale.

Nessuno può permettersi di telefonare in questura e chiedere il rilascio di una ragazza straniera solo perchè ha delle splendide labbra, ma se sei il presidente del consiglio puoi telefonare è dire che mandi una con le labbra siliconate a prelevare la nipote di Mubarak.

Perchè in questo caso non hai lo stesso timore reverenziale ?

Non siate pavidi, l'italiano è una lingua complessa, tutti possono sbagliare, anche i mostri sacri; quando lo fanno lo si evidenzia, lo si ammette, si sorride e si passa oltre, senza fare figuracce.
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Dom Giu 07, 2015 2:29 pm

No. Non sono errori, ma scelte stilistiche e linguistiche, che possono piacere o meno ed essere condivise o meno, ma sono certamente volute. Ti rendi conto di quante volte e da quante persone viene riletto un romanzo prima di essere pubblicato? Credi davvero che nessuno si accorgerebbe dell' "errore"? Mi dispiace, avido, ma la tua teoria questa volta non ha nessun fondamento.
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Dom Giu 07, 2015 7:21 pm

avidodinformazioni ha scritto:
giggi ha scritto:

(E riguardo all'italiano degli "autori", in realtà si segnalano sempre le "particolarità" della lingua utilizzata dall'autore che si va  a leggere, anche a costo di dichiararne un uso non propriamente corretto, prendete il caso emblematico di Svevo).
Si vede lontano un chilometro che quello che scrivi è dettato da timore reverenziale.

quale timore reverenziale scusa? se ho citato l'esempio di Svevo è proprio perchè riguardo a quest'autore si riconosce la non piena padronanza della lingua italiana dovuta al fatto che non è la sua lingua madre e infatti si fanno notare proprio i costrutti non corretti che talvolta utilizza ecc Questo per dirti che la critica letteraria negli anni non ha avuto (nè ha) alcuna reverenza, se errore c'è lo si evidenzia eccome! Diverso è il caso in cui un autore, ad esempio, utilizza volutamente e consapevolmente un anacoluto, ma appunto ritorniamo alla questione della piena padronanza degli strumenti del mestiere (la lingua) che vengono utilizzati in modo espressivo.
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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Dom Giu 07, 2015 7:58 pm

Dec ha scritto:
No. Non sono errori, ma scelte stilistiche e linguistiche, che possono piacere o meno ed essere condivise o meno, ma sono certamente volute. Ti rendi conto di quante volte e da quante persone viene riletto un romanzo prima di essere pubblicato? Credi davvero che nessuno si accorgerebbe dell' "errore"? Mi dispiace, avido, ma la tua teoria questa volta non ha nessun fondamento.
Non insisto perchè non ho titolo e competenza per farlo nè conosco nei dettagli "le libertà" che si sono prese (però avevo già sentito dire che cose simili esistevano); voglio solo farti pensare ad un editore che si ritrova per le mani un manoscritto di Leopardi, con una di quelle libertà che magari sono solo errori; secondo te ha il coraggio di correggere Leopardi ?

Voi stimatori dei mostri sacri della letteratura, leggendo "M'illumino d'immenso." siete capaci di commentarlo così:

"Fa parte dell'ermetismo e con questa poesia Ungaretti ha voluto esprimere tutto l'entusiasmo del nuovo giorno, la sua gioia nel vedere il mondo al mattino. Ciò che produce la sensazione di magia non può  essere spiegato, altrimenti perderebbe il suo fascino e secondo molti esperti in letteratura questa poesia è più vera e piena di significati che alcuni romanzi. Bisogna tenere conto che a quanto pare l'ispirazione per questa poesia Ungaretti l'ebbe durante il servizio militare, quando un mattino scorse dalla sua postazione nei pressi di Trieste in montagna il sole riflesso nel mare adriatico che diventa così un annuncio di speranza, e volge il pensiero dalle brutture della guerra alle bellezze del creato."

Ma anche così

"l’io assoluto attorno al quale ruota la concretizzazione del momento poetico, attraverso la trasfigurazione dell’attimo autobiografico in lirico. Il soggettivismo, in forma espressionistica, che si fa punto di partenza per elaborare il mondo esterno e transarlo interiormente, creando una poesia di rimando compiuta come un quadro o una fotografia. Una fotografia poetica tutta interiore, in cui la realtà del momento, i raggi del sole, un cielo limpido, una stanza con una grande finestra, un paesaggio che si allarga al sorgere del sole, rimangono tutti in sottofondo, nell’angolo del non detto. Una poesia quasi muta, seppur sensoriale. Una poesia costituita di riverberi, per rimanere in tema. Lo stato d’animo del poeta che si sente forte, anche perché forse all’inizio di un’impresa da lui (e da molti altri italiani) ritenuta eroica come la guerra. Forte come il sole che dona vita ed energia. Ma anche uno stato d’animo straniato, forse per l’incertezza e le incognite dell’immediato futuro."

Se fosse semplicemente che il vecchio marpione si era reso conto che poesie e romanzi stimolano la fantasia del lettore e che meno si scrive più la fantasia può spaziare liberamente ed accontentare il lettore stesso ?

Se avesse scritto “W la pasta col pomodoro” sono sicuro che qualcuno avrebbe commentato: "Ungaretti affronta lo strazio della guerra, accostando il rosso del sangue al rosso del pomodoro, cercando una giustificazione a tante atrocità; la trova nella spinta interiore che tutti gli esseri umani hanno verso il benessere e la stabilità; con un virtuosismo simbolico accosta la pasta, nutrimento per antonomasia, indissolubilmente al pomodoro, che ne esalta il valore; quasi a significare che il benessere conquistato senza sacrificio non è altrettanto nobile”.

Quant’è bella la matematica: 2+2= 4 ...... perchè si.
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giggi



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MessaggioOggetto: Re: Italiano, questo sconosciuto   Dom Giu 07, 2015 8:12 pm

che tristezza T_T
non ho il senso dell'umorismo riguardo ad Ungaretti purtroppo...e dopo questa vado a "consolarmi" col correggere le belle prove similinvalsi delle mie terze.. che anche loro quanto a comicità sono veri campioni.
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Italiano, questo sconosciuto
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