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 Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione

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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 10th 2015, 14:23

http://it.blastingnews.com/lavoro/2015/06/riforma-scuola-renzi-cosa-cambia-su-assunzione-precari-valutazione-docenti-e-presidi-00432897.html

Nella ridda di voci che si susseguono in questi giorni quelle riguardanti i presidi sembrano essere particolarmente preoccupanti.

La previsione secondo la quale i presidi dovrebbero essere valutati in base al tasso di dispersione e di ripetizione scolastica creerebbe di fatto una catena di comando e di subordinazione dal ministero ai docenti, passando per i presidi, all'insegna del motto "promuoviamo tutti" (ovvero il famoso "successo formativo garantito" di berlingueriana memoria). Il ministero avrebbe il potere di rimuovere i presidi che non promuovono, e così questi ultimi si rivarrebbero rimuovendo i professori severi (oltre a quelli non sufficientemente servili).

In barba agli articoli 3, 4 e 33 della costituzione, verrebbe accentuata la tendenza in atto da un ventennio di rendere la scuola pubblica un immenso asilo nel quale non si acquisiscono le competenze che aiutino a "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana"; una scuola nella quale non verrebbe più garantita, se non formalmente, la libertà di insegnamento dei docenti, costretti a sottostare alle indicazioni del proprio dirigente anche riguardo la valutazione.

La frequenza scolastica garantirebbe un "pezzo di carta" sempre più inutile, perché ancor più distante dall'essere la certificazione di una qualche competenza. A chi giova che le giovani generazioni non ricevano una formazione sufficiente alla propria emancipazione culturale, lavorativa, economica e sociale?

Già oggi, con l'autonomia scolastica, le bocciature vengono effettuate con estrema parsimonia affinché non si diffonda la voce che la tal scuola è selettiva, col rischio di perdere alunni, classi, cattedre e denaro; tale tendenza è una delle cause, forse la principale, del crollo delle competenze in uscita, certificato da qualsiasi statistica internazionale. Figuriamoci cosa potrebbe succedere se venisse approvata una legge che valuta docenti e presidi su parametri fittizi e falsificabili come quelli delle bocciature e della dispersione scolastica. Si profila una scuola basata su una malintesa produttività, in cui invece di misurare le pratiche smaltite o il numero di pezzi lavorati si misurerebbe il numero di promossi, che si può gonfiare artificialmente con estrema facilità.

Esistono ovviamente delle buone pratiche in grado di ridurre il tasso di dispersione e di ripetizione, ma perché mai dovrebbero essere attuate se basterà promuovere chi non dovrebbe esserlo, tanto più che si tratta di pratiche complesse, non sempre premiate da successo e soprattutto costose?

Una scuola che non insegna come può essere definita buona?


Ultima modifica di ufo polemico il Giugno 10th 2015, 14:31, modificato 2 volte
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Stellastellina1975



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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 10th 2015, 14:29

Ti quoto in pieno.
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Filosofo80



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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 10th 2015, 14:34

È evidente che, se i presidi saranno valutati dal numero dei promossi, i prof. severi saranno rimessi negli albi territoriali... quello che mi chiedo è se nel governo sanno cosa vuol dire stare in una scuola del genere
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 10th 2015, 14:38

Sai al governo cosa importa se i professori si dovranno trovare a gestire classi di ragazzi ancora più ignoranti e maleducati di adesso?
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Filosofo80



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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 10th 2015, 14:56

.....hai pienamente ragione, un altro motivo in più per essere contrari al DDL... Spero che colleghi favorevoli lo capiscano
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 10th 2015, 15:20

Se c'è una cosa che mi infastidisce, e non poco, è l'uso strumentale della Costituzione per piegarla ad interpretazioni a proprio uso e consumo, stravolgendo completamente il suo significato.
L'art. 3 Cost. è l'essenza stessa di un paese che voglia definirsi civile e democratico, è un imperativo che i Padri Costituenti hanno dettato al legislatore in termini di promozione del pieno sviluppo della persona umana, partecipazione alla vita democratica, diritto allo studio e diritto di accesso al lavoro che si desidera intraprendere.
Mi emoziona ancora fortemente leggerlo nella sua interezza, perché penso alle grandi passioni che sono alla base della sua genesi : amore smisurato della giustizia sostanziale e ripudio di quella meramente formale e priva di contenuti.
E veniamo alla valutazione del tasso di dispersione del quale la riforma ha giustamente tenuto conto proprio in considerazione dell'attuazione concreta dell'art.3 Cost.
E' innegabile il fatto che il tasso di dispersione sia indissolubilmente legato alle condizioni culturali economiche e sociali di partenza, e allora cosa fa la scuola oggi per arginare il fenomeno, se non fare leva solo sulla buona volontà di alcuni docenti che operano sul territorio in maniera autonoma e scoordinata tra di loro, contando solo sulla propria libera iniziativa e senza alcun merito per l' impegno profuso in tale senso?
Naturalmente la domanda è retorica, conosciamo tutti la risposta!
Allora proviamo a valutare anche queste capacità  da parte dei Ds :stimoliamoli ad elaborare un piano di inclusione per i ragazzi problematici anche attraverso l'apertura pomeridiana delle scuole, e la predisposizione di una strategia dissuasiva dell'abbandono scolastico, coinvolgendo in questo modo tutto il corpo docente che potrebbe, collaborando col DS, proporre ed attuare delle linee guida da seguire per il raggiungimento dell'obiettivo.
Per realizzarlo serve anche l'aumento dell'organico, soprattutto quello funzionale!
Quanto alla valutazione dell'operato dei DS a me sembra lapalissiano il fatto che il Miur, gli ispettori,  o chi per loro, tengano conto, nel loro giudizio, delle condizioni di partenza e quindi del contesto economico sociale e culturale nel quale la scuola operi.
Solo a queste condizioni varrebbe la pena almeno di provare a cambiare!
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 10th 2015, 17:13

La domanda che hai fatto non è per niente retorica e la risposta che "tutti conoscono" non è né così universalmente nota né, soprattutto, condivisa.
Infatti, poichè non vivi dall'interno il mondo scuola, ignori che le scuole operano con varie strategie per arginare il fenomeno della dispersione; tra queste, oltre a quelle meritorie da te indicate, la più diffusa e la più facile consiste in un progressivo e costante abbassamento delle pretese e un concomitante innalzamento dei voti, in maniera tale che le bocciature vengano disposte solo in casi realmente irrecuperabili (e talvolta neanche in quelli).
I piani di inclusione, l'apertura pomeridiana delle scuole, le strategie dissuasive sono tutte belle cose, che però hanno un costo che la scuola attualmente non è in grado di sostenere, a causa dei tagli nei finanziamenti provenienti dal ministero (si pensi ai fondi FIS più che dimezzati nell'ultimo anno scolastico). Certamente non vorrei che si pretendesse dai docenti di fare tutte queste belle cose gratis et amore dei: le attività aggiuntive vanno retribuite, contrariamente all'attuale andazzo. Siamo professionisti e non missionari.
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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 10th 2015, 19:24

Ci sono anche presidi molto intelligenti; la mia precedente Dirigente varò un massiccio piano di antidispersione mantenendo una selezione rigorosa (o comunque rigorosa rispetto alle altre scuole), potenziando l'indirizzo IEFP, cioè il percorso regionale triennale, che non porta a un diploma quinquennale (pur prevedendo, almeno in teoria, un "ponte" con il canale statale). In tal senso gli studenti avevano l'opportunità di assolvere l'obbligo scolastico e formativo senza però "obbligare" i cdc a far loro passare l'anno scolastico; naturalmente in questi percorsi la valutazione deve essere totalmente diversa rispetto a quella statale, avendo come obiettivo una qualifica e non il diploma, con un collegamento sostanziale e non di mera facciata con il mondo del lavoro.

Naturalmente molti colleghi non capirono e inveirono gridando alla "scuola speciale" che non c'entrava assolutamente nulla con questi canali formativi che secondo me sono essenziali.
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Procopio



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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 08:18

ufo polemico ha scritto:
la più diffusa e la più facile consiste in un progressivo e costante abbassamento delle pretese e un concomitante innalzamento dei voti, in maniera tale che le bocciature vengano disposte solo in casi realmente irrecuperabili (e talvolta neanche in quelli).
Non posso che confermare l'asserzione: basterebbe leggere i verbali degli scrutini finali (ma anche quelli del primo quadrimestre in cui il DS comincia a lavorare ai fianchi i docenti proponendo l'innalzamento delle valutazioni (per poi candidamente esordire con l'affermazione: "come mai questo alunno che aveva sei al primo quadrimestre, a fine anno ha riportato un quattro o un tre?")) per rendersi conto di quanti alunni entrano con sei ed a volte anche più di sei insufficienze e ne escono con due o al più tre debiti "per voto di consiglio", sempre e comunque (già ora, prima della "Buona sola" di Renzi) sollecitato e proposto dal DS, il cui voto vale doppio in caso di parità. Tra l'altro la maggior parte di questi "miracolati" consegue debiti in materia consistenti e "toste" come latino o matematica, e non si pone realmente il proposito di recuperarli, ma solo quello di attendere pazientemente il mese di settembre per una "promozione in differita".
E' questa la scuola che combatte la dispersione? "Ai posteri l'ardua sentenza".
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Babbeus



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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 08:19

Francesca4 ha scritto:
Se c'è una cosa che mi infastidisce, e non poco, è l'uso strumentale della Costituzione per piegarla ad interpretazioni a proprio uso e consumo, stravolgendo completamente il suo significato.
L'art. 3 Cost. è l'essenza stessa di un paese che voglia definirsi civile e democratico, è un imperativo che i Padri Costituenti hanno dettato al legislatore in termini di promozione del pieno sviluppo della persona umana, partecipazione alla vita democratica, diritto allo studio e diritto di accesso al lavoro che si desidera intraprendere.
Mi emoziona ancora fortemente leggerlo nella sua interezza, perché penso alle grandi passioni che sono alla base della sua genesi : amore smisurato della giustizia sostanziale e ripudio di quella meramente formale e priva di contenuti.
E veniamo alla valutazione del tasso di dispersione del quale la riforma ha giustamente tenuto conto proprio in considerazione dell'attuazione concreta dell'art.3 Cost.
E' innegabile il fatto che il tasso di dispersione sia indissolubilmente legato alle condizioni culturali economiche e sociali di partenza, e allora cosa fa la scuola oggi per arginare il fenomeno, se non fare leva solo sulla buona volontà di alcuni docenti che operano sul territorio in maniera autonoma e scoordinata tra di loro, contando solo sulla propria libera iniziativa e senza alcun merito per l' impegno profuso in tale senso?
Naturalmente la domanda è retorica, conosciamo tutti la risposta!
Allora proviamo a valutare anche queste capacità  da parte dei Ds :stimoliamoli ad elaborare un piano di inclusione per i ragazzi problematici anche attraverso l'apertura pomeridiana delle scuole, e la predisposizione di una strategia dissuasiva dell'abbandono scolastico, coinvolgendo in questo modo tutto il corpo docente che potrebbe, collaborando col DS, proporre ed attuare delle linee guida da seguire per il raggiungimento dell'obiettivo.
Per realizzarlo serve anche l'aumento dell'organico, soprattutto quello funzionale!
Quanto alla valutazione dell'operato dei DS a me sembra lapalissiano il fatto che il Miur, gli ispettori,  o chi per loro, tengano conto, nel loro giudizio, delle condizioni di partenza e quindi del contesto economico sociale e culturale nel quale la scuola operi.
Solo a queste condizioni varrebbe la pena almeno di provare a cambiare!

Stai dicendo che per evitare abbandono scolastico occorre investire denaro e questo è ovvio: se lo stato mettesse a disposizione di ogni studente carente delle ore gratuite di lezioni private i ragazzi più svantaggiati e meno abbienti avrebbero delle opportunità in più.
Ma trascuri alcuni dettagli:
1) Quel denaro extra non c'è e non è previsto alcun incremento da qui a 15 anni.
2) Se il ministero non dà disposizioni sull'utilizzo di risorse extra per la dispersione ma si limita a dire "fate come volete poi io vi valuto in base alla dispersione" allora non c'è motivo di ritenere che le cose debbano andare in modo "virtuoso": il dirigente ha comunque sempre un incentivo molto forte (si gioca la carriera) a garantire promozioni facili per tutti
3) Si è già posta una questione simile con le università: avevamo un'università selettiva, per aumentare il numero di iscritti e laureati abbiamo abbassato il livello
4) L'abbassamento del livello delle richieste per la promozione determinano un abbassamento drastico del livello del servizio: la presenza in classe di un nutrito gruppo di individui che riescono ad andare avanti pur essendo disinteressati e privi di impegno demotiva la classe, crea una situazione più difficoltosa da gestire a livello disciplinare (con conseguente uso inefficiente dei tempi), costringe i docenti a rallentare i tempi di svolgimento del programma e ad omettere le parti maggiormente impegnative quando possibile.
5) E' strana questa asimmetria per cui dal lato dei dipendenti si spinge verso l'ideologia della responsabilizzazione attraverso la punizione con l'idea che questo sia utile a massimizzare l'impegno (anche a costo di creare abusi) mentre dal lato degli utenti si segue l'ideologia della DEresponsabilizzazione totale ignorando il fatto che questo minimizzerà l'impegno (oltre a produrre un peggioramento generale del servizio per tutti quelli che volevano avvalersene seriamente). Già adesso esistono studenti che durante le lezioni non seguono perchè sanno che i loro genitori spenderanno per loro il denaro per far rispiegare gli argomenti tramite lezioni private.
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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 08:25

Babbeus ha scritto:
Già adesso esistono studenti che durante le lezioni non seguono perchè sanno che i loro genitori spenderanno per loro il denaro per far rispiegare gli argomenti tramite lezioni private.
Magari: per esperienza personale la tecnica più utilizzata dagli alunni è quella di mandare i genitori a parlare col DS per ottenere una "promozione per raccomandazione", promozione che il DS non lesina, come tutti sappiamo.
Nei casi più aberranti, poi, alla richiesta di raccomandazione si accompagna, quando il docente è troppo severo ed esigente a loro modo di vedere, l'accusa di non sapere spiegare né coinvolgere i propri cari fligliuoli!
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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 09:31

In definitiva si sta andando verso una progressiva svalutazione di qualsiasi titolo di studio, non più in grado di certificare niente: in tal senso, a dispetto della lettera e dello spirito della costituzione, chi ha più possibilità economiche e culturali di base riuscirà ad acquisire delle competenze e quindi a trovare più facilmente la propria strada lavorativa e non; chi invece parte da situazioni di svantaggio le manterrà per tutta la vita e andrà al massimo a costituire manodopera dequalificata a basso prezzo.
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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 09:46

ufo polemico ha scritto:

I piani di inclusione, l'apertura pomeridiana delle scuole, le strategie dissuasive sono tutte belle cose, che però hanno un costo che la scuola attualmente non è in grado di sostenere, a causa dei tagli nei finanziamenti provenienti dal ministero (si pensi ai fondi FIS più che dimezzati nell'ultimo anno scolastico). Certamente non vorrei che si pretendesse dai docenti di fare tutte queste belle cose gratis et amore dei: le attività aggiuntive vanno retribuite, contrariamente all'attuale andazzo. Siamo professionisti e non missionari.

Magari l'aumento dell'organico potrebbe servire anche a questo...
Io poi, con i contratti al 30/6, non vedo molti colleghi a scuola alla fine di giugno. Magari quelle ore pagate e non lavorate (perché obiettivamente non c'è molto da fare, in quel periodo) potrebbero essere meglio utilizzate per i corsi di recupero o la formazione durante l'anno?
E ora aspetto la lapidazione.
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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 09:55

ufo polemico ha scritto:
In definitiva si sta andando verso una progressiva svalutazione di qualsiasi titolo di studio, non più in grado di certificare niente: in tal senso, a dispetto della lettera e dello spirito della costituzione, chi ha più possibilità economiche e culturali di base riuscirà ad acquisire delle competenze e quindi a trovare più facilmente la propria strada lavorativa e non; chi invece parte da situazioni di svantaggio le manterrà per tutta la vita e andrà al massimo a costituire manodopera dequalificata a basso prezzo.
Così stanno realmente le cose e non potranno che peggiorare con la "Buona sola" di Renzi.
Se quello che ho descritto è vero, e lo è, quale docente assunto per colloquio dal ds oserà mai sollevare la proposta di debito nella sua materia: tutti i neo-assunti (ma anche quelli a tempo indeterminato, fidatevi!) saranno pronti al solo cenno del capo del ds a promuovere, promuovere, fortissimamente promuovere e non più solo per la difesa del posto di lavoro proprio ma soprattutto per la difesa del posto di lavoro del ds (come già avviene, ahimè)!
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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 09:55

scaglio la prima pietra.
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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 09:56

ufo polemico ha scritto:
scaglio la prima pietra.
ahi :-)
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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 10:05

ufo polemico ha scritto:
scaglio la prima pietra.
Io invece no: è vero che a giugno tutti si defilano, ma è anche vero che i primi a farlo sono gli alunni!
Basta guardare le reazioni che hanno quando vengono inseriti nei corsi di recupero: per noi docenti, o meglio per me, una occasione fornita (a titolo gratuito per le famiglie) ai ragazzi per riprendere ed apprendere ciò che non si è saputo né voluto imparare, una punizione per gli alunni che dicono di essere stanchi. Per non parlare poi dell'insana proposta di far loro sostenere a luglio gli esami per la verifica del superamento del debito, senza nemmeno un attimo di tregua e, soprattutto, di studio autonomo!
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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 10:28

Babbeus ha scritto:

Stai dicendo che per evitare abbandono scolastico occorre investire denaro e questo è ovvio: se lo stato mettesse a disposizione di ogni studente carente delle ore gratuite di lezioni private i ragazzi più svantaggiati e meno abbienti avrebbero delle opportunità in più.
Ma trascuri alcuni dettagli:
1) Quel denaro extra non c'è e non è previsto alcun incremento da qui a 15 anni.
2) Se il ministero non dà disposizioni sull'utilizzo di risorse extra per la dispersione ma si limita a dire "fate come volete poi io vi valuto in base alla dispersione" allora non c'è motivo di ritenere che le cose debbano andare in modo "virtuoso": il dirigente ha comunque sempre un incentivo molto forte (si gioca la carriera) a garantire promozioni facili per tutti
3) Si è già posta una questione simile con le università: avevamo un'università selettiva, per aumentare il numero di iscritti e laureati abbiamo abbassato il livello
4) L'abbassamento del livello delle richieste per la promozione determinano un abbassamento drastico del livello del servizio: la presenza in classe di un nutrito gruppo di individui che riescono ad andare avanti pur essendo disinteressati e privi di impegno demotiva la classe, crea una situazione più difficoltosa da gestire a livello disciplinare (con conseguente uso inefficiente dei tempi), costringe i docenti a rallentare i tempi di svolgimento del programma e ad omettere le parti maggiormente impegnative quando possibile.
5) E' strana questa asimmetria per cui dal lato dei dipendenti si spinge verso l'ideologia della responsabilizzazione attraverso la punizione con l'idea che questo sia utile a massimizzare l'impegno (anche a costo di creare abusi) mentre dal lato degli utenti si segue l'ideologia della DEresponsabilizzazione totale ignorando il fatto che questo minimizzerà l'impegno (oltre a produrre un peggioramento generale del servizio per tutti quelli che volevano avvalersene seriamente). Già adesso esistono studenti che durante le lezioni non seguono perchè sanno che i loro genitori spenderanno per loro il denaro per far rispiegare gli argomenti tramite lezioni private.

Le obiezioni che vorrei fare al tuo discorso sono di due ordini:
1) Non vedo per quale motivo ometta di considerare l'apporto dell'organico funzionale al potenziamento dell'offerta formativa con contestuale aumento delle ore a disposizione anche per le attività di recupero.
2) Inoltre ritengo che tu possa sbagliare ad identificare la valutazione del tasso di dispersione sulla base di un unico parametro: la promozione a tutti i costi, persino al prezzo di abbassare il livello delle richieste da parte dei docenti.
Quest'ultimo argomento è davvero estremamente complesso perché contrapponi, secondo me a torto, la libertà d'insegnamento dei docenti ed il diritto ad una adeguata formazione da parte dei ragazzi.
Secondo me le due cose devono coincidere, anche se ammetto che un ostacolo fondamentale alla realizzazione di quest'obiettivo sia l'atteggiamento di alcuni genitori, ed è inutile negarlo.
In questo senso la famiglia, ed il suo esempio, sono più potenti del messaggio formativo della scuola.
Personalmente ho sempre sostenuto l'autorevolezza degli insegnanti agli occhi dei miei figli, non tollerando alcun atteggiamento di disfattismo, o peggio di scherno, nei loro confronti,riprendendo anche i loro compagni, ed invitandoli a rispettare i ruoli e le decisioni sulla loro valutazione che sono, e restano, di esclusivo appannaggio della classe docente.
Troppe volte ho dovuto assistere, mio malgrado, a scene nelle quali i genitori pretendevano di convincere i docenti ad aver sbagliato la valutazione dei loro figli, ed alcune volte sono anche intervenuta a difendere le ragioni degli insegnanti, mettendo in conto anche le malevole insinuazioni,naturalmente solo verbali e solo lievi, puntualmente consumate a danno dei miei figli, da parte di alcuni compagni, quando rientravano in classe.
Il ruolo della famiglia è essenziale nel progetto formativo di un essere umano, è inutile nascondersi dietro un dito e pretendere che questo possa essere superato da maggiori stanziamenti di carattere economico, che certo rivestono la loro importanza, ma non sono la panacea di tutti i mali che affliggono i ragazzi e la loro impreparazione ad affrontare la vita.
Ci vuole una rivoluzione culturale nella quale ci sia un ripensamento generale al ruolo della famiglia, quello della scuola, quello dell'ambiente di lavoro che dovrebbero essere improntati ad altre logiche.
Ma qui il discorso diventa ancora più complesso e coinvolge altri ambiti di discussione.


Ultima modifica di Francesca4 il Giugno 11th 2015, 11:57, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 11:27

Francesca4 ha scritto:

Ci vuole una rivoluzione culturale nella quale ci sia un ripensamento generale al ruolo della famiglia, quello della scuola, quello dell'ambiente di lavoro che dovrebbero essere improntati ad altre logiche.
Ma qui il discorso diventa ancora più complesso e coinvolge altri ambiti di discussione.
Ed è questo il discorso serio che noi docenti dovremmo davvero affrontare.
Mi capita spesso di pensare che tutti, nessuno escluso, hanno usufruito di questo servizio indispensabile che è l'Educazione Scolastica, quella con la "E" e la "S" maiuscole non i diplomatici fatti per non scomparire.
Mi piacerebbe avviare una discussione pacata sul ruolo che la Scuola, quella con la "S" maiuscola, può e probabilmente deve ancora svolgere per la crescita della Nazione.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 11:32

L'organico funzionale ha possibilità molto limitate di potenziare realmente l'offerta formativa: sono stati fatti dei calcoli per cui in un istituto medio con 100 docenti l'O.F. si ridurrebbe in media a 2-5 docenti, che avranno il loro bel da fare a tappare buchi, fare supplenze brevi, occuparsi di aspetti gestionali secondo i desiderata dei loro dirigenti. Chi vive la scuola dal di dentro sa che le cose da fare sono sempre troppe per le risorse umane ed economiche a disposizione.
In tale prevedibilissima situazione e senza un concreto aumento dei fondi a disposizione delle scuole, le buone pratiche sulle quali credo tutti siamo d'accordo non possono essere concretamente attuate; molto più facile per tutti, DS insegnanti studenti e genitori, avallare l'abbassamento delle richieste dei docenti e l'innalzamento generalizzato dei voti.
Concordo sul fatto che la libertà di insegnamento coincide con l'esigenza di una adeguata formazione da parte dei ragazzi, esigenza che viene totalmente contraddetta dalla attuale "scuola facile" e ancor più da quella che risulterà dopo l'apporvazione del DDL.
Per evitare pratiche lassiste, in ogni campo, il rimedio più efficace consiste nel trasparente conflitto di interessi contrapposti: come lo scontrino detraibile sarebbe utile a contenere l'evasione fiscale, così andrebbe immaginato un meccanismo per cui siano le famiglie a chiedere agli insegnanti rigore ed efficacia didattica, e gli insegnanti a chiedere alle famiglie collaborazione. La soluzione "zero a zero" dell'abbassamento dei livelli di competenze mette tutti d'accordo solo nel brevissimo periodo, ma nel lungo si ritorce contro gli interessi sia della scuola che dei discenti e famiglie.
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MessaggioOggetto: Re: Valutare il preside in base all'abbattimento del tasso di dispersione   Giugno 11th 2015, 12:58

ufo polemico ha scritto:
La soluzione "zero a zero" dell'abbassamento dei livelli di competenze mette tutti d'accordo solo nel brevissimo periodo, ma nel lungo si ritorce contro gli interessi sia della scuola che dei discenti e famiglie.
Ben detto: è inutile nascondere la polvere sotto il tappeto!
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