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 valutazione di uno studente rientrato da programma di mobilità internazionale

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marlen



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MessaggioOggetto: valutazione di uno studente rientrato da programma di mobilità internazionale   Dom Giu 05, 2011 9:28 am

ciao a tutti.
Un mio studente è rientrato 2 giorni fa da un soggiorno di 6 mesi negli USA, dove ha frequentato regolarmente la scuola riportando la promozione e una valutazione ottima in tutte le discipline. Il nostro consiglio di classe ha preso atto di tale documentazione ed ha previsto verifiche orali per colmare le lacune legate al fatto che i piani di studio non sono coincidenti. Parte di queste verifiche si svolgerà in questi giorni, prima della chiusura dell'A. S.
Per le tre materie portanti che il ragazzo non ha seguito negli USA (latino, greco e matematica), il CdC ha previsto prove integrative scritte e orali che il ragazzo sosterrà nel mese di settembre prossimo.

Anche se a settembre ci sarà questo 'recupero', io credo che la sua condizione non sia equiparabile a quella di chi riporta debiti formativi, ma non tutti i colleghi sono d'accordo, tanto che qualcuno di loro ha parlato alla famiglia di debiti da colmare, in totale contraddizione con i documenti americani che attestano la promozione dell'alunno.

Come stanno le cose? se qualcuno di voi ha avuto per le mani situazioni simili può darmi delucidazioni e magari qualche riferimento di legge?

Grazie

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Paolo1974
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MessaggioOggetto: Re: valutazione di uno studente rientrato da programma di mobilità internazionale   Dom Giu 05, 2011 9:36 am

marlen ha scritto:
ciao a tutti.
Un mio studente è rientrato 2 giorni fa da un soggiorno di 6 mesi negli USA, dove ha frequentato regolarmente la scuola riportando la promozione e una valutazione ottima in tutte le discipline. Il nostro consiglio di classe ha preso atto di tale documentazione ed ha previsto verifiche orali per colmare le lacune legate al fatto che i piani di studio non sono coincidenti. Parte di queste verifiche si svolgerà in questi giorni, prima della chiusura dell'A. S.
Per le tre materie portanti che il ragazzo non ha seguito negli USA (latino, greco e matematica), il CdC ha previsto prove integrative scritte e orali che il ragazzo sosterrà nel mese di settembre prossimo.

Anche se a settembre ci sarà questo 'recupero', io credo che la sua condizione non sia equiparabile a quella di chi riporta debiti formativi, ma non tutti i colleghi sono d'accordo, tanto che qualcuno di loro ha parlato alla famiglia di debiti da colmare, in totale contraddizione con i documenti americani che attestano la promozione dell'alunno.

Come stanno le cose? se qualcuno di voi ha avuto per le mani situazioni simili può darmi delucidazioni e magari qualche riferimento di legge?

Grazie


Mi dici la classe?
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marlen



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MessaggioOggetto: Re: valutazione di uno studente rientrato da programma di mobilità internazionale   Dom Giu 05, 2011 9:39 am

II liceo classico. Il prossimo anno frequenterà il III liceo
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Paolo1974
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MessaggioOggetto: Re: valutazione di uno studente rientrato da programma di mobilità internazionale   Dom Giu 05, 2011 9:54 am

marlen ha scritto:
II liceo classico. Il prossimo anno frequenterà il III liceo

Il riferimento normativo è la .C.M. 181/97

http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cm181_97.html

La parte che a mio avviso vi interessa è soprattutto questa:

"...le esperienze di studio compiute all'estero da alunni italiani delle scuole secondarie di II grado, attraverso i soggiorni individuali, sono valide per la riammissione nella scuola di provenienza e sono valutate, ai fini degli scrutini, sulla base della loro coerenza con gli obiettivi didattici previsti dai programmi di insegnamento italiani. [...] Al termine del periodo di studi all'estero, che non può avere durata superiore ad un anno scolastico e che in ogni caso si deve concludere prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, il Consiglio di classe competente, visto l'esito degli studi compiuti presso la scuola straniera e il risultato di un'eventuale prova integrativa, delibera circa la riammissione dell’alunno"

Per come la vedo io:

Il Consiglio di classe deve predisporre un piano di lavoro per mettere l'allievo al pari degli altri per le matrerie che non ha studiato (quelle da te indicate e che non erano quindi previste dal piano di studi statunitense);

Dovrà su queste effettuare un colloquio su questo piano di lavoro. Dal tenore però della circolare il colloquio non è un "esame" per cui si deve attestare l'ammissione o la non ammissione alla classe successiva. Ma solo permettere all'allievo un reinserimento adeguato nel gruppo classe.

Mi permetto quindi di suggerire al DS di informarsi bene (magari conll'Ufficio Regionale) su come fare e con quali modalità, perché non vorrei che un debito formativo o una non ammissione alla classe successiva possa poi avere dei vizi di legittimità perché non prevista o conforme alla normativa che regola l'attività di studio internazionale.

Quindi bisognerebbe ammettere l'allievo alla classe successiva, poi prevedere un piano di lavoro che colmi le "distanze" con gli altri allievi per le materie che non ha studiato. Poi un colloquio che attesti la preparazione.

E' una materia però delicata, quindi per quanto io sia informato suggerite al ds di informarsi a sua volta senza commettere errori. Un ricorso potrebbe se no essere "normale".


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marlen



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MessaggioOggetto: Re: valutazione di uno studente rientrato da programma di mobilità internazionale   Dom Giu 05, 2011 10:53 am

Paolo1974 ha scritto:
marlen ha scritto:
II liceo classico. Il prossimo anno frequenterà il III liceo

Il riferimento normativo è la .C.M. 181/97

http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cm181_97.html

La parte che a mio avviso vi interessa è soprattutto questa:

"...le esperienze di studio compiute all'estero da alunni italiani delle scuole secondarie di II grado, attraverso i soggiorni individuali, sono valide per la riammissione nella scuola di provenienza e sono valutate, ai fini degli scrutini, sulla base della loro coerenza con gli obiettivi didattici previsti dai programmi di insegnamento italiani. [...] Al termine del periodo di studi all'estero, che non può avere durata superiore ad un anno scolastico e che in ogni caso si deve concludere prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, il Consiglio di classe competente, visto l'esito degli studi compiuti presso la scuola straniera e il risultato di un'eventuale prova integrativa, delibera circa la riammissione dell’alunno"

Per come la vedo io:

Il Consiglio di classe deve predisporre un piano di lavoro per mettere l'allievo al pari degli altri per le matrerie che non ha studiato (quelle da te indicate e che non erano quindi previste dal piano di studi statunitense);

Dovrà su queste effettuare un colloquio su questo piano di lavoro. Dal tenore però della circolare il colloquio non è un "esame" per cui si deve attestare l'ammissione o la non ammissione alla classe successiva. Ma solo permettere all'allievo un reinserimento adeguato nel gruppo classe.

Mi permetto quindi di suggerire al DS di informarsi bene (magari conll'Ufficio Regionale) su come fare e con quali modalità, perché non vorrei che un debito formativo o una non ammissione alla classe successiva possa poi avere dei vizi di legittimità perché non prevista o conforme alla normativa che regola l'attività di studio internazionale.

Quindi bisognerebbe ammettere l'allievo alla classe successiva, poi prevedere un piano di lavoro che colmi le "distanze" con gli altri allievi per le materie che non ha studiato. Poi un colloquio che attesti la preparazione.

E' una materia però delicata, quindi per quanto io sia informato suggerite al ds di informarsi a sua volta senza commettere errori. Un ricorso potrebbe se no essere "normale".



La circolare che citi è la stessa che è stata presa come riferimento per prevedere le prove integrative di cui parlavo e che è stata anche menzionata nel verbale del CdC con cui abbiamo previsto le modalità di reinserimento.
Le divergenze con alcuni colleghi riguardano la denominazione di questo reinserimento: se per ipotesi il ragazzo dovesse chiedere un certificato di frequenza, o dovesse compilare un CV per seguire corsi di orientamento presso università private (come dice di voler fare), non può vedere certificata una 'sospensione del giudizio' che lo equiparerebbe a chi non ha frequentato con profitto.
Quello che dici a proposito del ricorso è vero, tant'è che il padre ha ventilato un'ipotesi del genere nel caso in cui la scuola si ostini a proseguire su questa strada.
Io avrei una proposta ma non so se è fondata: intanto, alla pubblicazione dei tabelloni coi voti, non userei per lui la dicitura PROMOSSO o SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO, ma una formula diversa, tipo VALUTAZIONE AI SENSI DELLA C.M. 181/97. questo differenzierebbe chiaramente la sua situazione rispetto a quella degli altri alunni con debito. per il resto, il verbale di scrutinio darebbe tutte le altre informazioni sul suo caso.

Che ne pensi?
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MessaggioOggetto: Re: valutazione di uno studente rientrato da programma di mobilità internazionale   Dom Giu 05, 2011 11:17 am

marlen ha scritto:
Paolo1974 ha scritto:
marlen ha scritto:
II liceo classico. Il prossimo anno frequenterà il III liceo

Il riferimento normativo è la .C.M. 181/97

http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cm181_97.html

La parte che a mio avviso vi interessa è soprattutto questa:

"...le esperienze di studio compiute all'estero da alunni italiani delle scuole secondarie di II grado, attraverso i soggiorni individuali, sono valide per la riammissione nella scuola di provenienza e sono valutate, ai fini degli scrutini, sulla base della loro coerenza con gli obiettivi didattici previsti dai programmi di insegnamento italiani. [...] Al termine del periodo di studi all'estero, che non può avere durata superiore ad un anno scolastico e che in ogni caso si deve concludere prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, il Consiglio di classe competente, visto l'esito degli studi compiuti presso la scuola straniera e il risultato di un'eventuale prova integrativa, delibera circa la riammissione dell’alunno"

Per come la vedo io:

Il Consiglio di classe deve predisporre un piano di lavoro per mettere l'allievo al pari degli altri per le matrerie che non ha studiato (quelle da te indicate e che non erano quindi previste dal piano di studi statunitense);

Dovrà su queste effettuare un colloquio su questo piano di lavoro. Dal tenore però della circolare il colloquio non è un "esame" per cui si deve attestare l'ammissione o la non ammissione alla classe successiva. Ma solo permettere all'allievo un reinserimento adeguato nel gruppo classe.

Mi permetto quindi di suggerire al DS di informarsi bene (magari conll'Ufficio Regionale) su come fare e con quali modalità, perché non vorrei che un debito formativo o una non ammissione alla classe successiva possa poi avere dei vizi di legittimità perché non prevista o conforme alla normativa che regola l'attività di studio internazionale.

Quindi bisognerebbe ammettere l'allievo alla classe successiva, poi prevedere un piano di lavoro che colmi le "distanze" con gli altri allievi per le materie che non ha studiato. Poi un colloquio che attesti la preparazione.

E' una materia però delicata, quindi per quanto io sia informato suggerite al ds di informarsi a sua volta senza commettere errori. Un ricorso potrebbe se no essere "normale".



La circolare che citi è la stessa che è stata presa come riferimento per prevedere le prove integrative di cui parlavo e che è stata anche menzionata nel verbale del CdC con cui abbiamo previsto le modalità di reinserimento.
Le divergenze con alcuni colleghi riguardano la denominazione di questo reinserimento: se per ipotesi il ragazzo dovesse chiedere un certificato di frequenza, o dovesse compilare un CV per seguire corsi di orientamento presso università private (come dice di voler fare), non può vedere certificata una 'sospensione del giudizio' che lo equiparerebbe a chi non ha frequentato con profitto.
Quello che dici a proposito del ricorso è vero, tant'è che il padre ha ventilato un'ipotesi del genere nel caso in cui la scuola si ostini a proseguire su questa strada.
Io avrei una proposta ma non so se è fondata: intanto, alla pubblicazione dei tabelloni coi voti, non userei per lui la dicitura PROMOSSO o SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO, ma una formula diversa, tipo VALUTAZIONE AI SENSI DELLA C.M. 181/97. questo differenzierebbe chiaramente la sua situazione rispetto a quella degli altri alunni con debito. per il resto, il verbale di scrutinio darebbe tutte le altre informazioni sul suo caso.

Che ne pensi?

Ho dei dubbi, nel senso che la dicutura da te indicata non è prevista dalla normativa e non so quindi che validità legale possa avere.

Io, se vuoi, posso porre il quesito. Ma non so se facciamo in tempo a ricevere la risposta prima degli scrutini.

Ma la ds com eintende muoversi in proposito?
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marlen



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MessaggioOggetto: Re: valutazione di uno studente rientrato da programma di mobilità internazionale   Dom Giu 05, 2011 11:23 am

Paolo1974 ha scritto:
marlen ha scritto:
Paolo1974 ha scritto:
marlen ha scritto:
II liceo classico. Il prossimo anno frequenterà il III liceo

Il riferimento normativo è la .C.M. 181/97

http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cm181_97.html

La parte che a mio avviso vi interessa è soprattutto questa:

"...le esperienze di studio compiute all'estero da alunni italiani delle scuole secondarie di II grado, attraverso i soggiorni individuali, sono valide per la riammissione nella scuola di provenienza e sono valutate, ai fini degli scrutini, sulla base della loro coerenza con gli obiettivi didattici previsti dai programmi di insegnamento italiani. [...] Al termine del periodo di studi all'estero, che non può avere durata superiore ad un anno scolastico e che in ogni caso si deve concludere prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, il Consiglio di classe competente, visto l'esito degli studi compiuti presso la scuola straniera e il risultato di un'eventuale prova integrativa, delibera circa la riammissione dell’alunno"

Per come la vedo io:

Il Consiglio di classe deve predisporre un piano di lavoro per mettere l'allievo al pari degli altri per le matrerie che non ha studiato (quelle da te indicate e che non erano quindi previste dal piano di studi statunitense);

Dovrà su queste effettuare un colloquio su questo piano di lavoro. Dal tenore però della circolare il colloquio non è un "esame" per cui si deve attestare l'ammissione o la non ammissione alla classe successiva. Ma solo permettere all'allievo un reinserimento adeguato nel gruppo classe.

Mi permetto quindi di suggerire al DS di informarsi bene (magari conll'Ufficio Regionale) su come fare e con quali modalità, perché non vorrei che un debito formativo o una non ammissione alla classe successiva possa poi avere dei vizi di legittimità perché non prevista o conforme alla normativa che regola l'attività di studio internazionale.

Quindi bisognerebbe ammettere l'allievo alla classe successiva, poi prevedere un piano di lavoro che colmi le "distanze" con gli altri allievi per le materie che non ha studiato. Poi un colloquio che attesti la preparazione.

E' una materia però delicata, quindi per quanto io sia informato suggerite al ds di informarsi a sua volta senza commettere errori. Un ricorso potrebbe se no essere "normale".



La circolare che citi è la stessa che è stata presa come riferimento per prevedere le prove integrative di cui parlavo e che è stata anche menzionata nel verbale del CdC con cui abbiamo previsto le modalità di reinserimento.
Le divergenze con alcuni colleghi riguardano la denominazione di questo reinserimento: se per ipotesi il ragazzo dovesse chiedere un certificato di frequenza, o dovesse compilare un CV per seguire corsi di orientamento presso università private (come dice di voler fare), non può vedere certificata una 'sospensione del giudizio' che lo equiparerebbe a chi non ha frequentato con profitto.
Quello che dici a proposito del ricorso è vero, tant'è che il padre ha ventilato un'ipotesi del genere nel caso in cui la scuola si ostini a proseguire su questa strada.
Io avrei una proposta ma non so se è fondata: intanto, alla pubblicazione dei tabelloni coi voti, non userei per lui la dicitura PROMOSSO o SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO, ma una formula diversa, tipo VALUTAZIONE AI SENSI DELLA C.M. 181/97. questo differenzierebbe chiaramente la sua situazione rispetto a quella degli altri alunni con debito. per il resto, il verbale di scrutinio darebbe tutte le altre informazioni sul suo caso.

Che ne pensi?

Ho dei dubbi, nel senso che la dicutura da te indicata non è prevista dalla normativa e non so quindi che validità legale possa avere.

Io, se vuoi, posso porre il quesito. Ma non so se facciamo in tempo a ricevere la risposta prima degli scrutini.

Ma la ds com eintende muoversi in proposito?

Mi ha detto che stava studiando la normativa e che non c'è troppa chiarezza sull'argomento. In altre sedi però sia lui che il vicepreside (che è un prof del ragazzo) si erano espressi nel senso di una sospensione del giudizio. Nel verbale del CdC, invece, si parla solo di verifiche integrative...
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MessaggioOggetto: Re: valutazione di uno studente rientrato da programma di mobilità internazionale   Dom Giu 05, 2011 11:51 am

marlen ha scritto:
Paolo1974 ha scritto:
marlen ha scritto:
Paolo1974 ha scritto:
marlen ha scritto:
II liceo classico. Il prossimo anno frequenterà il III liceo

Il riferimento normativo è la .C.M. 181/97

http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cm181_97.html

La parte che a mio avviso vi interessa è soprattutto questa:

"...le esperienze di studio compiute all'estero da alunni italiani delle scuole secondarie di II grado, attraverso i soggiorni individuali, sono valide per la riammissione nella scuola di provenienza e sono valutate, ai fini degli scrutini, sulla base della loro coerenza con gli obiettivi didattici previsti dai programmi di insegnamento italiani. [...] Al termine del periodo di studi all'estero, che non può avere durata superiore ad un anno scolastico e che in ogni caso si deve concludere prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, il Consiglio di classe competente, visto l'esito degli studi compiuti presso la scuola straniera e il risultato di un'eventuale prova integrativa, delibera circa la riammissione dell’alunno"

Per come la vedo io:

Il Consiglio di classe deve predisporre un piano di lavoro per mettere l'allievo al pari degli altri per le matrerie che non ha studiato (quelle da te indicate e che non erano quindi previste dal piano di studi statunitense);

Dovrà su queste effettuare un colloquio su questo piano di lavoro. Dal tenore però della circolare il colloquio non è un "esame" per cui si deve attestare l'ammissione o la non ammissione alla classe successiva. Ma solo permettere all'allievo un reinserimento adeguato nel gruppo classe.

Mi permetto quindi di suggerire al DS di informarsi bene (magari conll'Ufficio Regionale) su come fare e con quali modalità, perché non vorrei che un debito formativo o una non ammissione alla classe successiva possa poi avere dei vizi di legittimità perché non prevista o conforme alla normativa che regola l'attività di studio internazionale.

Quindi bisognerebbe ammettere l'allievo alla classe successiva, poi prevedere un piano di lavoro che colmi le "distanze" con gli altri allievi per le materie che non ha studiato. Poi un colloquio che attesti la preparazione.

E' una materia però delicata, quindi per quanto io sia informato suggerite al ds di informarsi a sua volta senza commettere errori. Un ricorso potrebbe se no essere "normale".



La circolare che citi è la stessa che è stata presa come riferimento per prevedere le prove integrative di cui parlavo e che è stata anche menzionata nel verbale del CdC con cui abbiamo previsto le modalità di reinserimento.
Le divergenze con alcuni colleghi riguardano la denominazione di questo reinserimento: se per ipotesi il ragazzo dovesse chiedere un certificato di frequenza, o dovesse compilare un CV per seguire corsi di orientamento presso università private (come dice di voler fare), non può vedere certificata una 'sospensione del giudizio' che lo equiparerebbe a chi non ha frequentato con profitto.
Quello che dici a proposito del ricorso è vero, tant'è che il padre ha ventilato un'ipotesi del genere nel caso in cui la scuola si ostini a proseguire su questa strada.
Io avrei una proposta ma non so se è fondata: intanto, alla pubblicazione dei tabelloni coi voti, non userei per lui la dicitura PROMOSSO o SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO, ma una formula diversa, tipo VALUTAZIONE AI SENSI DELLA C.M. 181/97. questo differenzierebbe chiaramente la sua situazione rispetto a quella degli altri alunni con debito. per il resto, il verbale di scrutinio darebbe tutte le altre informazioni sul suo caso.

Che ne pensi?

Ho dei dubbi, nel senso che la dicutura da te indicata non è prevista dalla normativa e non so quindi che validità legale possa avere.

Io, se vuoi, posso porre il quesito. Ma non so se facciamo in tempo a ricevere la risposta prima degli scrutini.

Ma la ds com eintende muoversi in proposito?

Mi ha detto che stava studiando la normativa e che non c'è troppa chiarezza sull'argomento. In altre sedi però sia lui che il vicepreside (che è un prof del ragazzo) si erano espressi nel senso di una sospensione del giudizio. Nel verbale del CdC, invece, si parla solo di verifiche integrative...

Io dico che non potete dare la sospensione del giudizio. Poi ovviamente è ancora più rilevante l'incongruenza tra ciò che avete scritto nel verbale e la sospensione del giudizio che attuerete. Il ricorso secondo me sarà inevitabile.
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