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 Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola

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Francesca4



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MessaggioOggetto: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 9:13 am

Come ho sempre sostenuto il DDL sulla scuola è solo parte di un processo complessivo di riorganizzazione della P.A. che è necessario ed indispensabile se si vuole finalmente uscire dall'impasse attuale.
Certo non lavoro nella scuola, ma forse proprio per questo ritengo sia necessario partire da una visione più ampia del funzionamento della P.A., e di conoscere molte delle cause dei mali che l'affliggono a discapito dei diritti di tutti i cittadini tra cui : la difficoltà ad individuare nei singoli uffici un responsabile del procedimento che si assuma la responsabilità di firmare provvedimenti che pure dovrebbero fare capo a lui, e la impossibilità di chiedere informazioni al personale di riferimento che per mille motivi non è quasi mai presente sul luogo di lavoro.
Sia chiaro non parlo della scuola, anche perché non potrei mai esprimere un giudizio su quello che non conosco, ma la mia esperienza professionale è zeppa di questi cattivi esempi nella P.A..
Mi fa piacere che OS vi abbia dedicato il link che segue, davvero illuminante sulle prospettive future che ci attendono:

http://www.orizzontescuola.it/news/ddl-riorganizzazione-amministrazioni-pubbliche-incider-anche-sulla-scuola-concorsi-assenze-mala
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 9:21 am

E allora se non sai, perché parli?
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 9:25 am

Senza investimenti non ci può essere qualità.
Sottoporre la scuola e gli uffici pubblici ad una continua doccia scozzese non è salutare.
Basti pensare al livello devastante che oramai abbiamo raggiunto come dimensionamenti.

Francesca, come pensi che un Preside possa gestire  a livello di utenza mostri di 120-150 docenti, 28 ata, 1500+ alunni sparsi in 5-6 plessi diversi?

Chiaro che non può..la scuola azienda senza mezzi non porta a nulla.
Un manager nel privato, con gli stessi dipendenti ha uffici legali e quant'altro...
Il paradosso è che la PA va verso una privatizzazione del rapporti dl lavoro, ma poi non si danno dei mezzi per poter lavorare al meglio.
La scuola poi..è quella in cui i lavoratori hanno stipendi più bassi (in tutte le categorie..docenti, collaboratori scolastici, amministrativi, at e pure presidi) e con i tagli agli organici più significativi di tutta la PA.
Infatti ci troviamo in coda tra i paesi OCSE come spesa su pil nel comparto istruzione.


Ultima modifica di mordekayn il Gio Giu 18, 2015 9:34 am, modificato 2 volte
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magma



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 9:32 am

"l'azzeramento assoluto della contrattazione collettiva nazionale" E' IL MALE ASSOLUTO.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 9:33 am

Francesca4 ha scritto:
la difficoltà ad individuare nei singoli uffici un responsabile del procedimento che si assuma la responsabilità di firmare provvedimenti che pure dovrebbero fare capo a lui, e la impossibilità di chiedere informazioni al personale di riferimento che per mille motivi non è quasi mai presente sul luogo di lavoro.


tema che per la scuola nemmeno si pone: il dirigente è unico, gli insegnanti rispondono della propria didattica "esclusiva" in classe, il CdC si prende ogni responsabilità. Le comunicazioni scuola-famiglia sono un'ossessione
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 9:34 am

mordekayn ha scritto:
Senza investimenti non ci può essere qualità.
Sottoporre la scuola e gli uffici pubblici ad una continua doccia scozzese non è salutare.
Basti pensare al livello devastante che oramai abbiamo raggiunto come dimensionamenti.

Francesca, come pensi che un Preside possa gestire  a livello di utenza mostri di 120-150 docenti, 28 ata, 1500+ alunni sparsi in 5-6 plessi diversi?

Chiaro che non può..la scuola azienda senza mezzi non porta a nulla.
Un manager nel privato, con gli stessi dipendenti ha uffici legali e quant'altro...
Il paradosso è che la PA va verso una privatizzazione del rapporti dl lavoro, ma poi non si danno dei mezzi per poter lavorare al meglio.
La scuola poi..è quella in cui i lavoratori hanno stipendi più bassi (in tutte le categorie..docenti, collaboratori scolastici, amministrativi, at e pure presidi) e con i tagli agli organici più significativi di tutta la PA.


noi abbiamo i laboratori senza nemmeno i tecnici!!!!
Prima di buttarci nel calderone della riorganizzazione della PA sarebbe simpatico allinearci alla PA
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 9:38 am

La riorganizzazione sta già avvenendo..ma in modo singolare.
Si decertifica (183/2011) senza che i sistemi informativi comunichino tra loro...quindi alla fine la situazione in alcuni ambiti non è affatto migliorata...anzi è persino peggiorata.

E' sotto l'occhio di tutti (spero) che di fatto ci sono solo comprensivi scolastici con dimensione media di 1300 alunni..se non è riorganizzazione questa (per risparmiare sugli organici ovviamente)...
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 9:49 am

Il mio sospetto sta diventanto una certezza: c'è qualcuno, molto vicino ai sostenitori della riforma, che frequenta il forum per saggiare umori, provocare e controllarci. Quale intersse può mai muovere un avvocato, un architetto o, tanto per fare un esempio, un banchiere a discutere con i precari della scuola?
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 9:53 am

Sono comunque "stakeholder" del dibattito. (cit).
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 9:55 am

mordekayn ha scritto:
La riorganizzazione sta già avvenendo..ma in modo singolare.
Si decertifica (183/2011) senza che i sistemi informativi comunichino tra loro...quindi alla fine la situazione in alcuni ambiti non è affatto migliorata...anzi è persino peggiorata.

E' sotto l'occhio di tutti (spero) che di fatto ci sono solo comprensivi scolastici con dimensione media di 1300 alunni..se non è riorganizzazione questa (per risparmiare sugli organici ovviamente)...


anzi, in questo siamo stati dei pionieri, prima ancora della chiusura dei piccoli ospedali
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 10:06 am

E' nell'aria poi la creazione di centri territoriali per il disbrigo delle pratiche seriali..
Voglio dire prima smantellate i provveditorati, date agli esecutivi (sulla carta) dei megacomprensivi pratiche che svolgevano i c3 super se non i funzionari e poi volete ritornare indietro?

E questa gente dovrebbe riformare la PA?

Uno come Faraone?

Faraone non è in grado di riformare manco il suo appartamento..
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udl



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 10:13 am

Francesca4 ha scritto:

.... la mia esperienza professionale è zeppa di questi cattivi esempi nella P.A..


Francesca, tu come avvocato conosci perfettamente alcune disfunzioni della PA relative alla Giustizia: dall'impossibilità di depositare un atto in scadenza perchè il cancelliere è in giro a fare spese, all'udienza rimandata dopo ore di attesa perchè non è stato trovato il fascicolo, alle 30 udienze fissate tutte alle 9,00 e il giudice che dice, alle 14, dopo 10 udienze e 5 ore di attesa, che le altre sono tutte rimandate ecc. ecc.
Tutte queste figure non sono soggette ad alcun “questionario di gradimento” da parte della “clientela”, sono impossibili da criticare (perchè all'udienza successiva te la fanno pagare o il cancelliere non ti accetta l'atto perchè a suo dire qualcosa non va bene...) mentre noi insegnanti siamo, già adesso, soggetti alle critiche dei genitori, con i DS che prendono per oro colato tutto quello che dicono, siamo noi responsabili se i pargoli non studiano (abbiamo l'obbligo del “successo formativo”), siamo noi responsabili se i pargoli non capiscono, se la classe è indisciplinata ecc. ecc.

Con il DDL allo studio saremmo diventati l'unica branca della PA ricattabile dall'utenza, ancora più di quello che siamo ora, oltre che, last but not least, la meno pagata.
Noi non possiamo lasciare la classe neppure per andare in bagno, non possiamo farlo neppure nell'intervallo perchè anche lì dobbiamo fare sorveglianza, vadano invece a vedere chi va a far spese in orario di lavoro, chi si fa timbrare il cartellino dall'amico e va a giocare a tennis, oppure vadano a vedere i giudici che fanno aspettare mezz'ora trenta persone perchè sono a bere il caffè (se noi tardiamo un minuto ad entrare in classe veniamo richiamati dai bidelli) oppure rinviano un'udienza di due anni perchè arrivano all'udienza che non hanno letto neppure un atto...
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barbaZOO



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 10:44 am

Francesca4 ha scritto:
Come ho sempre sostenuto il DDL sulla scuola è solo parte di un processo complessivo di riorganizzazione della P.A. che è necessario ed indispensabile se si vuole finalmente uscire dall'impasse attuale.
Certo non lavoro nella scuola, ma forse proprio per questo ritengo sia necessario partire da una visione più ampia del funzionamento della P.A., e di conoscere molte delle cause dei mali che l'affliggono a discapito dei diritti di tutti i cittadini tra cui : la difficoltà ad individuare nei singoli uffici un responsabile del procedimento che si assuma la responsabilità di firmare provvedimenti che pure dovrebbero fare capo a lui, e la impossibilità di chiedere informazioni al personale di riferimento che per mille motivi non è quasi mai presente sul luogo di lavoro.
Sia chiaro non parlo della scuola, anche perché non potrei mai esprimere un giudizio su quello che non conosco, ma la mia esperienza professionale è zeppa di questi cattivi esempi nella P.A..
Mi fa piacere che OS vi abbia dedicato il link che segue, davvero illuminante sulle prospettive future che ci attendono:

http://www.orizzontescuola.it/news/ddl-riorganizzazione-amministrazioni-pubbliche-incider-anche-sulla-scuola-concorsi-assenze-mala


La responsabilità del docente è individuale, a cominciare dalle modalità di relazione con alunni e genitori, per continuare con tutti gli aspetti legati alla mansione: modalità e tempi dell'attività didattica, strategie applicate, risultati degli alunni, insoddisfazione delle famiglie...etc.
Io non sono libero nemmeno di presentare un alunno sfaticato con il 5 (con voti congrui) perchè la prima cosa che mi chiede il DS è se ho attuato tutte le procedure per mettere in condizioni di recuperare l'alunno (e nulla conta l'atteggiamento sfuggevole dell'alunno nell'intero anno scolastico).
A me francamente sembra già eccessiva questa determinazione di responsabilità in capo al docente, perché se il docente è sotto pressione e sotto il tiro incrociato degli altri attori del processo educativo non potrà mai fare il suo lavoro con l'indispensabile serenità intellettuale.
Parliamoci chiaro, chi fa il suo mestiere con passione riesce a capire al volo se l'alunno X sta facendo il "furbo" oppure se ha dei problemi veri, in questo meccanismo di iper-responsabilizzazione del docente siamo costretti a far finta di non vedere e a giustificare tutto, e ciò porta in breve ad una distorsione del processo educativo tutto sbilanciato a vantaggio (vantaggio educativo falso) del discente, il quale interpreta questa sua posizione come una reale possibilità di fare i suoi comodi. L'alunno sarà convinto di essere iper-tutelato nella vita, quando invece il mondo del lavoro non lo è, e soprattutto in futuro lo sarà ancora meno.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 11:42 am

barbaZOO ha scritto:


... L'alunno sarà convinto di essere iper-tutelato nella vita, quando invece il mondo del lavoro non lo è, e soprattutto in futuro lo sarà ancora meno.

E' quello che continuo a sostenere, sia nei cdc che dicendolo direttamente agli studenti in classe: "qualcuno" vuole che voi siate continuamente giustificati e scusati per ogni vostra "carenza", nella vita è l'opposto: correrete il rischio di essere "massacrati" anche se avete fatto perfettamente il vostro dovere, figuriamoci se non lo fate...

Eppure l'impostazione della scuola dell'ultimo ventennio ha portato a questa direzione, e questo ddl è il compimento di questa metodologia
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 2:10 pm

Lo stimolo della discussione era un altro, anche se mi rendo conto che potrei avervi fuorviato con il mio commento personale al link postato.
Perciò chiedo venia e vi invito a riflettere sui seguenti punti.
1) Sul mutamento del ruolo dei sindacati, le cui istanze potranno solamente essere sentite, sic et simpliciter.
2) Sui meccanismi di valutazione nei concorsi finalizzati anche alla valutazione di percorsi professionali dentro, e aggiungo anche fuori, la P.A.
3) Sulla previsione di meccanismi di rilevazione delle competenze nei vari settori della P.A.
4)Sul potenziamento dell'efficacia e dell'effettività del controllo sulle assenze per malattie
5)Sulla necessità della valutazione dei dipendenti pubblici e riconoscimento del merito in termini di premialità.
6) Sulla certezza e concretezza dei provvedimenti disciplinari legati alla responsabilità del dipendente.
In conclusione, a me pare, che in questo contesto, la riforma della scuola così come è stata proposta, sia improntata ad una logica certamente migliore rispetto a quella del provvedimento di cui sopra, e questo proprio in considerazione della specificità del settore, che ha il compito delicatissimo di offrire stimoli formativi quantitativamente e qualitativamente superiori ai nostri ragazzi.
E questo, tacendo del tema relativo alla stabilizzazione di una parte consistente di precari, e senza considerare il fatto che, secondo la mia personalissima visione delle cose, questa stabilizzazione potrebbe aprire le porte anche a quelle successive, se è vero, come è vero, che si potrebbe essere in numero più consistente a chiedere maggiori garanzie per l'assunzione al prossimo concorso di tutti quelli che sono stati per ora, e solo per ora, esclusi dal piano assunzionale.

PS: chiedo a KKimba di evitare le sue fastidiose insinuazioni, invitandolo all'uopo a contattare tutti quelli che su questo forum di me sanno praticamente tutto... compreso il numero delle scarpe, senza considerare il fatto che oltre ad essere una persona, e non un personaggio, avrei, sempre se mi sia consentito, essendo in GAE , anche io un'aspirazione: quella d'insegnare, pur esercitando al momento un'altra professione.
Ti ringrazio anticipatamente.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 2:28 pm

1) sic et simpliciter in base a quale assunto dittatoriale?
2) Tradotto in termini meno burocratesi?
3) Se la pubblica amministrazione volesse rilevare le mie competenze le basterebbe aprire il mio fascicolo personale con relativi titoli di studio, voti, abilitazioni, master... così come per gli altri dipendenti
4) Per il controllo delle assenze per malattia basta assumere medici fiscali che sono in numero risibile
5)  Premialità vuol dire 20 euro ogni tre anni, se la tenessoro, poveri si ma pezzenti anche no
6) vale come per tutta la giustizia, per i poveri sia severa per  i potenti interpretativa.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 2:40 pm

Francesca4 ha scritto:
la difficoltà ad individuare nei singoli uffici un responsabile del procedimento che si assuma la responsabilità di firmare provvedimenti che pure dovrebbero fare capo a lui

Questo non viene minimamente garantito dalla riforma Renzi, che anzi introduce maggiori elementi di arbitrio e discrezionalità con la figura del preside plenipotenziario che decide la sorte dei docenti influenzando l'autonomia didattica e la libertà di insegnamento.
La scuola dell'obbligo ha già un garante-controllore ed è la Costituzione della Repubblica, solo purtroppo in parte attuata.
Chi controlla il preside? a quali standard deve uniformarsi? se non si uniforma a tali standard, cosa accade? chi garantisce che la scelta dei docenti da confermare non sia esercitata per alimentare familismo e corruttela?
Oggi ci sono precise garanzie con selezioni, corsi abilitanti e concorsi, si insegna per titoli e anzianità.
E' poi assolutamente fuorviante indicare del DS una figura di controllo da modello di impresa fordista, con il proprietario padre-padrone del processo produttivo.
Si tratta di un modello superato e non applicabile alla PA, poichè con il dirigente-controllore pubblico in assenza di checks and balances non v'è garanzia di presidio della funzione in quanto non c'è nessun provvedimento di retroazione del sistema (mobilità, emolumento legato alla produttività e rimozione) del pubblico dirigente, che resta legato soltanto in ultima istanza alla nomina politica, con i pro e soprattutto i contro che leggiamo tutti i giorni sui giornali.
Il settore privato può avere questa impostazione in quanto collegato a meccanismi di mercato, nel modello manageriale se il decisore non realizza la mission aziendale (massimizzazione del fatturato, del valore azionario, aumento della quota di mercato) viene sostituito dalla proprietà.
Qui si vuole fare un preside manager a sovranità illimitata e scollegato dalla proprietà (fruitori del servizio ovvero cittadini) che possa rispondere solo a logiche politiche, storicamente mutevoli ed evidentemente slegate dalle finalità intrinseche al sistema formativo.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 2:58 pm

Francesca4 ha scritto:
Lo stimolo della discussione era un altro, anche se mi rendo conto che potrei avervi fuorviato con il mio commento personale al link postato.
Perciò chiedo venia e vi invito a riflettere sui seguenti punti.
1) Sul mutamento del ruolo dei sindacati, le cui istanze potranno solamente essere sentite, sic et simpliciter.
2) Sui meccanismi di valutazione nei concorsi finalizzati anche alla valutazione di percorsi professionali dentro, e aggiungo anche fuori, la P.A.
3) Sulla previsione di meccanismi di rilevazione delle competenze nei vari settori della P.A.
4)Sul potenziamento dell'efficacia e dell'effettività del controllo sulle assenze per malattie
5)Sulla necessità della valutazione dei dipendenti pubblici e riconoscimento del merito in termini di premialità.
6) Sulla certezza e concretezza dei provvedimenti disciplinari legati alla responsabilità del dipendente.
In conclusione, a me pare, che in questo contesto, la riforma della scuola così come è stata proposta, sia improntata ad una logica certamente migliore rispetto a quella del provvedimento di cui sopra, e questo proprio in considerazione della specificità del settore, che ha il compito delicatissimo di offrire stimoli formativi quantitativamente e qualitativamente superiori ai nostri ragazzi.
E questo, tacendo del tema relativo alla stabilizzazione di una parte consistente di precari, e senza considerare il fatto che, secondo la mia personalissima visione delle cose, questa stabilizzazione potrebbe aprire le porte anche a quelle successive, se è vero, come è vero, che si potrebbe essere in numero più consistente a chiedere maggiori garanzie per l'assunzione al prossimo concorso di tutti quelli che sono stati per ora, e solo per ora, esclusi dal piano assunzionale.

PS: chiedo a KKimba di evitare le sue fastidiose insinuazioni, invitandolo all'uopo a contattare tutti quelli che su questo forum di me sanno praticamente tutto... compreso il numero delle scarpe, senza considerare il fatto che oltre ad essere una persona, e non un personaggio, avrei, sempre se mi sia consentito, essendo in GAE , anche io un'aspirazione: quella d'insegnare, pur esercitando al momento un'altra professione.
Ti ringrazio anticipatamente.


Il tema che ponevi all'inizio era diverso, comunque:
1. Dobbiamo gioirne? Come al solito si butta via il bambino con l'acqua sporca. I sindacati hanno le loro responsabilità, quindi niente sindacati, nessuno li difende più, nemmeno quei "movimenti" che si dicono vicini ai lavoratori, nemmeno i lavoratori. Si profila un futuro con sindacati per i soli pensionati. Sarà un mondo migliore? Personalmente non credo.
2. Nei concorsi per l'insegnamento la partecipazione alla PA è sempre stata valutata con punteggio. L'aver superato una selezione pubblica è valutato, l'aver svolto servizio con merito nella pubblica amministrazione anche. Per i percorsi professionali fuori, dalla PA, dipende. Benissimo valutare le abilitazioni professionali (vagliandole accuratamente: nessuna abilitazione alla professione forense acquisita in Spagna o Romania!), mi pare sacrosanto, sarei cauta nell'elargire punteggi a chi è comparso praticante di lungo corso nello studio di papà per anni. Anche qui vagliamo bene, non solo per malattie e provvedimenti disciplinari. Non vorremmo che ci si riduca come per le scuole private, dove si sono scoperti insegnanti estemporanei che pagavano alle scuole una fittizia comparsa in organico per ottenere punteggio. Facciamo tesoro delle esperienze già fatte.
3 e 5. Rilevazione delle competenze e valutazione. Non tutte le competenze vanno bene per esercitare la professione. La valutazione è un punto delicatissimo. Mi pare chiaro che anche chi è contrario prima o poi dovrà cedere di fronte a una pressione ormai pluriennale in tal senso, meglio quindi evitare chiusure e far uscire qualche proposta sensata dalla categoria. Ci sia una consultazione ampia, si cerchi condivisione (anche perché stiamo parlando di valutare/valorizzare dei professionisti seri e non di punire dei dipendenti pubblici fannulloni, intenzione nemmeno tanto larvata di chi finora ha parlato di valutazione del merito), ci si affidi a terzi, non si pasticci con gli organi interni, non si pensi di poter far valutare alte professionalità dall'utenza. Chiaro poi che senza il dovuto non si discute del premio di consolazione. Prima si rinnova il contratto poi si valuta il merito. Come per i professionisti: se pago poco non pretendo tanto.
4. Gli insegnanti sono, tra i dipendenti pubblici, quelli con il più basso tasso di assenze per malattia, saranno quindi i primi a appoggiare qualunque inasprimento dei meccanismi di controllo (dici che se ne dibatte? Non mi pare!). Un controllo che non è sui dipendenti, ma sui medici che certificano: bene a maggiore responsabilità dei medici che elargiscono certificati di malattia. Accaniamoci con i veri responsabili.
6. Qui basta applicare la normativa. Si faccia pressione sui dirigenti per non delegare alla propria funzione di controllo.

Quanto alla specificità del provvedimento in esame, sono decenni che gli insegnanti subiscono riforme che non contengono, come questa, nessunissimo provvedimento indirizzato agli studenti e alla didattica. Nonostante tutti si riempiano la bocca di grandi proclami sulla centralità dell'istruzione, la scuola continua a essere vista come comparto della spesa pubblica oneroso con cui fare cassa
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 3:01 pm

Enoc ha scritto:

Qui si vuole fare un preside manager a sovranità illimitata e scollegato dalla proprietà (fruitori del servizio ovvero cittadini) che possa rispondere solo a logiche politiche, storicamente mutevoli ed evidentemente slegate dalle finalità intrinseche al sistema formativo.


infatti. Non c'è niente nella nuova definizione del ruolo del DS a collegarlo a quella sacrosanta specificità del settore di cui parla francesca4
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 3:20 pm

Enoc ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
la difficoltà ad individuare nei singoli uffici un responsabile del procedimento che si assuma la responsabilità di firmare provvedimenti che pure dovrebbero fare capo a lui

Questo non viene minimamente garantito dalla riforma Renzi, che anzi introduce maggiori elementi di arbitrio e discrezionalità con la figura del preside plenipotenziario che decide la sorte dei docenti influenzando l'autonomia didattica e la libertà di insegnamento.
La scuola dell'obbligo ha già un garante-controllore ed è la Costituzione della Repubblica, solo purtroppo in parte attuata.
Chi controlla il preside? a quali standard deve uniformarsi? se non si uniforma a tali standard, cosa accade? chi garantisce che la scelta dei docenti da confermare non sia esercitata per alimentare familismo e corruttela?
Oggi ci sono precise garanzie con selezioni, corsi abilitanti e concorsi, si insegna per titoli e anzianità.
E' poi assolutamente fuorviante indicare del DS una figura di controllo da modello di impresa fordista, con il proprietario padre-padrone del processo produttivo.
Si tratta di un modello superato e non applicabile alla PA, poichè con il dirigente-controllore  pubblico in assenza di checks and balances non v'è garanzia di presidio della funzione in quanto non c'è nessun provvedimento di retroazione del sistema (mobilità, emolumento legato alla produttività e rimozione) del pubblico dirigente, che resta legato soltanto in ultima istanza alla nomina politica, con i pro e soprattutto i contro che leggiamo tutti i giorni sui giornali.
Il settore privato può avere questa impostazione in quanto collegato a meccanismi di mercato, nel modello manageriale se il decisore non realizza la mission aziendale (massimizzazione del fatturato, del valore azionario, aumento della quota di mercato) viene sostituito dalla proprietà.
Qui si vuole fare un preside manager a sovranità illimitata e scollegato dalla proprietà (fruitori del servizio ovvero cittadini) che possa rispondere solo a logiche politiche, storicamente mutevoli ed evidentemente slegate dalle finalità intrinseche al sistema formativo.

Vorrei solo farti riflettere sul fatto che il preside non è elettivo, quindi non deve dare alcun conto alla politica, a meno che lui non voglia, ma in questo caso risponderebbe personalmente degli illeciti eventualmente consumati per obbedire agli ordini di scuderia, esattamente come vediamo oggi accadere, con o senza l'approvazione della riforma.
Ragion per cui, siccome l'arruolamento del DS avviene oggi, e presumo anche domani, attraverso il superamento di un pubblico concorso, è chiaro come il sole che anche per lui, come per tutti gli altri pubblici dipendenti, saranno rafforzati e previsti, dove non lo siano già , meccanismi di controllo sul suo operato, attraverso l'esame scrupoloso dei suoi atti, e di valutazione complessiva del suo periodo di dirigenza, naturalmente, oltre che in considerazione dei risultati conseguiti, anche in base alle diverse condizioni di partenza della scuola in relazione al contesto economico sociale e culturale del bacino di utenza.
Appare perciò lapalissiano che tali meccanismi non potevano essere previsti nel dettaglio dalla riforma attuale, sarebbe stato pretendere troppo da una riforma generale della scuola, potendosi solo tracciare, al momento, le linee generali entro le quali far muovere poi i provvedimenti attuativi della stessa.
A me pare si faccia invece un processo alle intenzioni, e se permetti, pur non giocando a poker, vorrei vedere, prima di stracciarmi le vesti e gridare: che scandalo!
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 3:29 pm

Francesca4 ha scritto:
Come ho sempre sostenuto il DDL sulla scuola è solo parte di un processo complessivo di riorganizzazione della P.A. che è necessario ed indispensabile se si vuole finalmente uscire dall'impasse attuale.

Certo non lavoro nella scuola, ma forse proprio per questo ritengo sia necessario partire da una visione più ampia del funzionamento della P.A., e di conoscere molte delle cause dei mali che l'affliggono a discapito dei diritti di tutti i cittadini tra cui :

la difficoltà ad individuare nei singoli uffici un responsabile del procedimento che si assuma la responsabilità di firmare provvedimenti che pure dovrebbero fare capo a lui, e la impossibilità di chiedere informazioni al personale di riferimento che per mille motivi non è quasi mai presente sul luogo di lavoro.

Sia chiaro non parlo della scuola, anche perché non potrei mai esprimere un giudizio su quello che non conosco, ma la mia esperienza professionale è zeppa di questi cattivi esempi nella P.A..

Mi fa piacere che OS vi abbia dedicato il link che segue, davvero illuminante sulle prospettive future che ci attendono:

http://www.orizzontescuola.it/news/ddl-riorganizzazione-amministrazioni-pubbliche-incider-anche-sulla-scuola-concorsi-assenze-mala

La prima fase evidenziata è uno slogan vuoto.

La seconda è la tua esperienza.

In ogni caso mi sembra che, analogamente a quanto tentato di fare con gli insegnanti, si cerchi sempre il capro espiatorio, il fannullone, il dipendente che passa le giornate a fare il solitario al computer, come se il fatto stesso di essere dipendente fosse una colpa; non si parla con altrettanta frequenza del dirigente, spesso di nomina politica, che rende possibile con la sua incapacità di dirigere e organizzare il lavoro che un dipendente passi la giornata a girarsi i pollici, né della disfunzionalità complessiva delle singole amministrazioni; non si parla della pletora di leggi contraddittorie che rendono il lavoro nella pubblica amministrazione farraginoso, inefficiente, pieno di tempi morti, naturalmente predisposto alla corruzione.

L'importante non è migliorare le cose, ma come insegna Brunetta, dare la sensazione di "spezzare le reni" ai fannulloni, con leggi pessime che aumentano la confusione, l'inefficienza, il carico di lavoro inutile degli uffici pubblici.

Oppure l'importante è compiacere dei centri di potere esteri che ritengono utile diminuire e sminuire i dipendenti pubblici italiani e privatizzare tutto ciò che è possibile.


Ultima modifica di ufo polemico il Gio Giu 18, 2015 3:40 pm, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 3:31 pm

Francesca4 ha scritto:

Appare perciò lapalissiano che tali meccanismi non potevano essere previsti nel dettaglio dalla riforma attuale, sarebbe stato pretendere troppo da una riforma generale della scuola, potendosi solo tracciare, al momento, le linee generali entro le quali far muovere poi i provvedimenti attuativi della stessa.
A me pare si faccia invece un processo alle intenzioni, e se permetti, pur non giocando a poker, vorrei vedere, prima di stracciarmi le vesti e gridare: che scandalo!


Tutta questa evidenza non la vedo.
Anzi, il non aver previsto meccanismi di controllo dell'operato del DS di fronte a un così massiccio investimento di responsabilità, e soprattutto di fronte a un tale margine di discrezionalità, ha gettato il discredito sull'intero impianto della valutazione.
Questo aspetto avrebbe dovuto far parte delle linee generali di indirizzo, non basta derubricarla in modo apodittico per rendere superabile questo punto. Più che troppo mi sarebbe parso il minimo sindacale e nel non considerarlo c'è stata una enorme sciatteria (a pensar bene!)
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 5:06 pm

Francesca4 ha scritto:
Lo stimolo della discussione era un altro, anche se mi rendo conto che potrei avervi fuorviato con il mio commento personale al link postato.
Perciò chiedo venia e vi invito a riflettere sui seguenti punti.
1) Sul mutamento del ruolo dei sindacati, le cui istanze potranno solamente essere sentite, sic et simpliciter.
2) Sui meccanismi di valutazione nei concorsi finalizzati anche alla valutazione di percorsi professionali dentro, e aggiungo anche fuori, la P.A.
3) Sulla previsione di meccanismi di rilevazione delle competenze nei vari settori della P.A.
4)Sul potenziamento dell'efficacia e dell'effettività del controllo sulle assenze per malattie
5)Sulla necessità della valutazione dei dipendenti pubblici e riconoscimento del merito in termini di premialità.
6) Sulla certezza e concretezza dei provvedimenti disciplinari legati alla responsabilità del dipendente.
In conclusione, a me pare, che in questo contesto, la riforma della scuola così come è stata proposta, sia improntata ad una logica certamente migliore rispetto a quella del provvedimento di cui sopra, e questo proprio in considerazione della specificità del settore, che ha il compito delicatissimo di offrire stimoli formativi quantitativamente e qualitativamente superiori ai nostri ragazzi.
E questo, tacendo del tema relativo alla stabilizzazione di una parte consistente di precari, e senza considerare il fatto che, secondo la mia personalissima visione delle cose, questa stabilizzazione potrebbe aprire le porte anche a quelle successive, se è vero, come è vero, che si potrebbe essere in numero più consistente a chiedere maggiori garanzie per l'assunzione al prossimo concorso di tutti quelli che sono stati per ora, e solo per ora, esclusi dal piano assunzionale.

PS: chiedo a KKimba di evitare le sue fastidiose insinuazioni, invitandolo all'uopo a contattare tutti quelli che su questo forum di me sanno praticamente tutto... compreso il numero delle scarpe, senza considerare il fatto che oltre ad essere una persona, e non un personaggio, avrei, sempre se mi sia consentito, essendo in GAE , anche io un'aspirazione: quella d'insegnare, pur esercitando al momento un'altra professione.
Ti ringrazio anticipatamente.


1) il diritto dei lavoratori ad essere rappresentati diventerebbe così inutile, bell'esempio da parte di un governo che si definisce democratico!
2) e 3) troppo generico, senza dettagli non posso che essere scettico. Valutare le competenze è auspicabile ma bisognerebbe discutere concretamente nel merito delle strategie attuative. I discorsi politici di opportunità consentono troppo "margine di manovra" senza possibilità di confronto e di eventuale critica.
4) no problem: più medici assunti (buon per loro)
5) il premio viene percepito come una "gentile concessione" mentre l'elasticità sulla mansione (vedi incarichi aggiuntivi che il DS potrà assegnare senza possibilità di rifiuto da parte del docente) un tempo erano oggetto di contrattazione sindacale (parlo già al passato!)
6) A leggere le sentenze in merito alle sanzioni irrogate dai DS mi pare che già ora vi è una elevata certezza che il dipendente possa essere sanzionato, meno certezza (sempre leggendo le sentenze) vi è sulla corretta interpretazione e applicazione delle norme da parte dei DS.
Diverso il discorso nei confronti di coloro che usufruiscono impropriamente di benefici di legge per vantaggi personali: un maggior controllo penso non dia fastidio a nessuno (o quasi).

Mi permetto di aggiungere un punto di riflessione:
a) come risolvere l'importante questione dello stipendio e soprattutto dell'adeguamento all'inflazione? Le altre categorie di professionisti hanno la possibilità di detrarre l'IVA oppure di acquistare beni necessari allo svolgimento della professione con modalità vantaggiose. Se non si vuole adeguare lo stipendio all'aumento dell'inflazione perché non pensare alla possibilità di compensare in altro modo: recupero IVA sul carburante consumato per raggiungere la sede di servizio (determinabile molto facilmente e anche in anticipo), acquisto di computer o di libri, oppure ai DPI in uso nei laboratori che nessuna scuola acquista ai dipendenti, etc.
Credo che molti di noi durante l'anno facciano acquisti necessari allo svolgimento del proprio lavoro e che queste spese contribuiscono a rendere il docente più competitivo (nella logica del merito) rispetto a chi ha l'atteggiamento della superficialità nel suo lavoro: andrebbero così a contribuire alla valutazione della dedizione al lavoro.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 5:17 pm

lucetta10 ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
la difficoltà ad individuare nei singoli uffici un responsabile del procedimento che si assuma la responsabilità di firmare provvedimenti che pure dovrebbero fare capo a lui, e la impossibilità di chiedere informazioni al personale di riferimento che per mille motivi non è quasi mai presente sul luogo di lavoro.


tema che per la scuola nemmeno si pone: il dirigente è unico, gli insegnanti rispondono della propria didattica "esclusiva" in classe, il CdC si prende ogni responsabilità. Le comunicazioni scuola-famiglia sono un'ossessione

Stavo per scriverlo dopo aver letto il messaggio di apertura, poi mi sono fermato dicendomi: "no, non posso crederci che nessuno ci abbia pensato".
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione su quanto la riorganizzazione della P.A. inciderà sulla scuola   Gio Giu 18, 2015 5:25 pm

mordekayn ha scritto:
La riorganizzazione sta già avvenendo..ma in modo singolare.
Si decertifica (183/2011) senza che i sistemi informativi comunichino tra loro...quindi alla fine la situazione in alcuni ambiti non è affatto migliorata...anzi è persino peggiorata.

E' sotto l'occhio di tutti (spero) che di fatto ci sono solo comprensivi scolastici con dimensione media di 1300 alunni..se non è riorganizzazione questa (per risparmiare sugli organici ovviamente)...

Nella mia scuola il DSGA e un collega si stanno occupando direttamente, con un altro applicato "prestato" all'ufficio didattica, di espletare le procedure correlate agli scrutini finali. Effetti dell'autonomia. La cosa più grottesca è che la piattaforma SIDI venga messa in ibernazione in occasione del weekend. Come se nelle scuole non si lavorasse di sabato.
Questo è uno dei tanti esempi di come pubblica amministrazione e scuola vivano in universi paralleli. Nei ministeri e negli uffici periferici dei ministeri il sabato è un giorno festivo, nelle scuole è un giorno come un altro. Con qualche intoppo in più.
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