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 POTENZIAMENTO come, dove, quando

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Ciccio.8



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MessaggioOggetto: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Sab Giu 27, 2015 10:15 pm

Promemoria primo messaggio :

Invito gli interessati all'argomento a mettere insieme dati e opinioni, per capire tutti insieme di cosa si tratterà in concreto.

Se ne parla sin dalla pubblicazione della Buona Scuola del settembre 2014. Nel DDL è ribadito il programma, fondamentale per realizzare l'organico dell'autonomia e per rendere possibili le assunzioni nelle fasi che oggi chiamiamo b e c, ma sempre senza dati tecnici a supporto.
Nelle varie tabelle, diffuse in quest'ultimo periodo, abbiamo letto cifre varie relative agli organici e ai pensionamenti.
Nel maxiemendamento tutto si riduce ad una tabella con i numeri suddivisi semplicemente per regione.

Cosa prevedete, in particolare, per quelle discipline da sempre con GaE (e GM) difficili da scorrere ed esaurire?
Ricordo, appunto, che le GaE che non sarà possibile esaurire subito resteranno (fortunatamente?) in vigore, ma per chi (quali cdc) e per quanto tempo? Diventa una grossa incognita a questo punto, una variabile che può ridurre anche di molto le famose 100.000 assunzioni sbandierate come sicure per questo settembre.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Lun Lug 13, 2015 7:09 pm

paola.finocchi ha scritto:
chicca70 ha scritto:
accademia ha scritto:
i PRESIDI NON NE VOGLIONO SAPERE DI POTENZIARE MUSICA, MI SONO PRESA LA BRIGA DI CHIAMARE TUTTI I PRESIDI DELLA MIA ZONA, COME MAI? E COSA SI PUO' FARE?
Come mai? Mi dispiace ma la risposta è evidente. Dalle medie escono tanti alunni con difficoltà linguistiche,  stranieri e non solo. Ragazzi con difficoltà gravi nella comprensione di testi semplici oppure nelle abilità matematiche. Se tu fossi un preside,  preferiresti che i tuoi alunni imparassero italiano e matematica oppure che suonassero bene il flauto rimanendo pressoché analfabeti? La musica è un di più,  si possono fare corsi pomeridiani a libera scelta degli studenti ma solo dopo che l'essenziale (materie di base) è sistemato.

Be', suonare i flauto non fa restare del tutto analfabeti, almeno sette monosillabi si riesce a scriverli: do, re, mi, fa, sol la, si
Io l'ho sempre detto, c'è chi parla di cose che non conosce e pontifica. Io certo non disserto su Socrate del quale so poco, ma mi inchino e ascolto affascinata chi ne parla per assorbire nel profondo cose che non so.
Ora se permetti ti spiego, lo faccio con umiltà.
Sono nella scuola da 28 anni e la mia esperienza musicale, ha permesso ad alunni disgrafici e dislessici di migliorare nel linguaggio anche solo suonando il flauto ( non basta solo soffiare, ma c'è quella che si chiama respirazione diaframmatica che aiuta anche nell'articolazione dei fonemi) poi quando una persona suona, contemporaneamente si ascolta e corregge l'emissione del fiato, l'intonazione ecc... Inoltre non suona da sola, ma in gruppo e sapessi questo quanto aiuta! Per ultimo (non vorrei essere troppo prolissa) contare i tempi musicali significa conoscere le frazioni, usare il punto di valore implica il saper fare la somma tra frazioni   e così via. Se tu comunque ritieni che tutto ciò sia un di più, chi sono io per contraddirti?
Ah, dimenticavo, poi c'è l'anima e il cuore indispensabili per crescere e diventare persone sensibili.
Quale nesso c'è tra l'anima e il cuore e la respirazione diaframmatica? Nessuno. 
Io amo molto l'arte, visito musei e mostre ma sono ben consapevole che,  se da un lato sarebbe bello potenziare le ore di storia dell'arte,  dall'altro è prioritario che gli studenti sappiano leggere a capire un testo. Poi, ma solo poi, viene la storia dell'arte che io amo più della mia disciplina.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Lun Lug 13, 2015 8:59 pm

paola.finocchi ha scritto:


Be', suonare i flauto non fa restare del tutto analfabeti, almeno sette monosillabi si riesce a scriverli: do, re, mi, fa, sol la, si
Io l'ho sempre detto, c'è chi parla di cose che non conosce e pontifica. Io certo non disserto su Socrate del quale so poco, ma mi inchino e ascolto affascinata chi ne parla per assorbire nel profondo cose che non so.
Ora se permetti ti spiego, lo faccio con umiltà.
Sono nella scuola da 28 anni e la mia esperienza musicale, ha permesso ad alunni disgrafici e dislessici di migliorare nel linguaggio anche solo suonando il flauto ( non basta solo soffiare, ma c'è quella che si chiama respirazione diaframmatica che aiuta anche nell'articolazione dei fonemi) poi quando una persona suona, contemporaneamente si ascolta e corregge l'emissione del fiato, l'intonazione ecc... Inoltre non suona da sola, ma in gruppo e sapessi questo quanto aiuta! Per ultimo (non vorrei essere troppo prolissa) contare i tempi musicali significa conoscere le frazioni, usare il punto di valore implica il saper fare la somma tra frazioni   e così via. Se tu comunque ritieni che tutto ciò sia un di più, chi sono io per contraddirti?
Ah, dimenticavo, poi c'è l'anima e il cuore indispensabili per crescere e diventare persone sensibili.

Paola, quoto interamente il tuo intervento: tra l'altro, lo stretto rapporto tra matematica e musica fu messo in evidenza fin dai tempi della Scuola Pitagorica.
Per non parlare del fatto che la crescita del PIL, in uno Stato con il nostro patrimonio culturale, può passare solo attraverso la valorizzazione delle nostre eccellenze artistiche e musicali, che opportunamente stimolate attraverso investimenti mirati, possono diventare il polo di attrazione della nostra offerta turistica, con ricadute economiche degne di nota.
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chorusline



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Lun Lug 13, 2015 10:25 pm

chicca70 ha scritto:
paola.finocchi ha scritto:
chicca70 ha scritto:
accademia ha scritto:
i PRESIDI NON NE VOGLIONO SAPERE DI POTENZIARE MUSICA, MI SONO PRESA LA BRIGA DI CHIAMARE TUTTI I PRESIDI DELLA MIA ZONA, COME MAI? E COSA SI PUO' FARE?
Come mai? Mi dispiace ma la risposta è evidente. Dalle medie escono tanti alunni con difficoltà linguistiche,  stranieri e non solo. Ragazzi con difficoltà gravi nella comprensione di testi semplici oppure nelle abilità matematiche. Se tu fossi un preside,  preferiresti che i tuoi alunni imparassero italiano e matematica oppure che suonassero bene il flauto rimanendo pressoché analfabeti? La musica è un di più,  si possono fare corsi pomeridiani a libera scelta degli studenti ma solo dopo che l'essenziale (materie di base) è sistemato.

Be', suonare i flauto non fa restare del tutto analfabeti, almeno sette monosillabi si riesce a scriverli: do, re, mi, fa, sol la, si
Io l'ho sempre detto, c'è chi parla di cose che non conosce e pontifica. Io certo non disserto su Socrate del quale so poco, ma mi inchino e ascolto affascinata chi ne parla per assorbire nel profondo cose che non so.
Ora se permetti ti spiego, lo faccio con umiltà.
Sono nella scuola da 28 anni e la mia esperienza musicale, ha permesso ad alunni disgrafici e dislessici di migliorare nel linguaggio anche solo suonando il flauto ( non basta solo soffiare, ma c'è quella che si chiama respirazione diaframmatica che aiuta anche nell'articolazione dei fonemi) poi quando una persona suona, contemporaneamente si ascolta e corregge l'emissione del fiato, l'intonazione ecc... Inoltre non suona da sola, ma in gruppo e sapessi questo quanto aiuta! Per ultimo (non vorrei essere troppo prolissa) contare i tempi musicali significa conoscere le frazioni, usare il punto di valore implica il saper fare la somma tra frazioni   e così via. Se tu comunque ritieni che tutto ciò sia un di più, chi sono io per contraddirti?
Ah, dimenticavo, poi c'è l'anima e il cuore indispensabili per crescere e diventare persone sensibili.
Quale nesso c'è tra l'anima e il cuore e la respirazione diaframmatica? Nessuno. 
Io amo molto l'arte, visito musei e mostre ma sono ben consapevole che,  se da un lato sarebbe bello potenziare le ore di storia dell'arte,  dall'altro è prioritario che gli studenti sappiano leggere a capire un testo. Poi, ma solo poi, viene la storia dell'arte che io amo più della mia disciplina.

Certo che c'è il nesso, dovremmo parlare di swing, di pulsazione, di Om, di liquido amniotico, ma qui il discorso sarebbe troppo lungo.
Ti lascio alle tue certezze, io invee sono una persona che dubita.

Per Francesca4
Grazie, anch'io concordo con te e aggiungo che in Italia non c'è la consapevolezza né tantomeno la volontà politica di diffondere l'arte musicale che fra l'altro da alcuni anni a questa parte viene impiegata anche in ambito medico (musicoteapia).
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Ciccio.8



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Lun Lug 13, 2015 10:26 pm

Francesca4 ha scritto:

Paola, quoto interamente il tuo intervento: tra l'altro, lo stretto rapporto tra matematica e musica fu messo in evidenza fin dai tempi della Scuola Pitagorica.
Per non parlare del fatto che la crescita del PIL, in uno Stato con il nostro patrimonio culturale, può passare solo attraverso la valorizzazione delle nostre eccellenze artistiche e musicali, che opportunamente stimolate attraverso investimenti mirati, possono diventare il polo di attrazione della nostra offerta turistica, con ricadute economiche degne di nota.

Grazie Francè! ^_^
Ovviamente quoto anch'io Paola, che per altro aveva dimostrato equilibrio e grande tatto nell'esporre le proprie osservazioni, tipico atteggiamento di chi l'arte non solo la ama ma la vive quotidianamente e senza la pretesa di imporla agli altri.
Penso che si arrivi anche a stancarsi di spiegare ogni volta il valore fondamentale dell'apprendimento attraverso tutte le arti, in ogni grado d'istruzione (nel giusto rapporto, con le discipline e i metodi più appropriati).

Giustissima la stretta relazione tra matematica, ritmo e composizione musicale ma, se è vero come è vero che resta di fondamentale importanza imparare a comprendere al meglio un testo scritto, proprio le arti visive e coreutico musicali sono propedeutiche e rafforzative per lo sviluppo di questa capacità, ad ogni età.
Gli antichi non solo non separavano nettamente le scienze dalle arti ma sapevano benissimo, prima ancora dei neuroscienziati, che tutta l'esperienza, la comprensione del mondo, parte dalla conoscenza fatta direttamente attraverso i sensi, senza tante mediazioni, e poi dal loro continuo affinamento grazie alle arti, in particolare quelle cosiddette maggiori.
Come si può comprendere, cogliere e sentire profondamente il significato di un testo letterario, di un componimento poetico se non si è avuta questa educazione emozionale? Non a caso le muse erano e restano sorelle in questo processo di scoperta del mondo.
La descrizione di un elemento naturale, un movimento, un paesaggio, un suono, l'evocazione di una sensazione umana, come possono essere comprese senza "visualizzarle", "sentirle" con i sensi e con l'animo, richiamando alla memoria esperienze importanti?

Discutere ancora della priorità di una disciplina rispetto ad un'altra nei termini posti solitamente, quelli che rimarcano l'utilità immediata di un singolo apprendimento, scisso da tutto il resto, è l'unica vera perdita di tempo.
Naturalmente nella scuola il tempo dedicato alle arti deve essere calibrato in base all'età e al tipo di corso, valutando attentamente quale approfondimento artistico portare avanti, in stretta relazione con tutte le altre discipline, ma da qui a dire che possono essere scartate senza danno alcuno!..
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Lun Lug 13, 2015 11:01 pm

Ciccio.8 ha scritto:

Grazie Francè! ^_^
Ovviamente quoto anch'io Paola, che per altro aveva dimostrato equilibrio e grande tatto nell'esporre le proprie osservazioni, tipico atteggiamento di chi l'arte non solo la ama ma la vive quotidianamente e senza la pretesa di imporla agli altri.
Penso che si arrivi anche a stancarsi di spiegare ogni volta il valore fondamentale dell'apprendimento attraverso tutte le arti, in ogni grado d'istruzione (nel giusto rapporto, con le discipline e i metodi più appropriati).


Allora voglio dirti di più!
Venerdì scorso, quando ho completato l'iscrizione di mia figlia al primo anno di scuola superiore, ho espresso al DS, che premetto di aver conosciuto in quell'occasione, per evitare spiacevoli fraintendimenti, il desiderio di veder potenziato l'insegnamento della musica, che mia figlia apprezza particolarmente, avendo imparato a suonare il flauto già nel ciclo della scuola media inferiore.
Naturalmente, provenendo dal lavoro, avevo con me la borsa portadocumenti ed il fatto di aver confermato, dietro esplicita richiesta, l'esercizio della professione, unito alla circostanza di essere riconosciuta come madre di una futura studentessa, mi ha precluso per sempre, almeno con questo DS, la possibilità di dire che sono in gae e che vorrei insegnare.
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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 1:55 am

Davvero non ti capisco: le scuole sono piene di docenti che fanno anche gli avvocati (o comunque la libera professione) o che hanno i figli che studiano nella stessa scuola; non capisco perché questo dovrebbe averti precluso qualcosa con questo Ds.
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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 8:28 am

Dec ha scritto:
Davvero non ti capisco: le scuole sono piene di docenti che fanno anche gli avvocati (o comunque la libera professione) o che hanno i figli che studiano nella stessa scuola; non capisco perché questo dovrebbe averti precluso qualcosa con questo Ds.

Ok Dec, forse, come dici tu, non c'è niente di male.
Però preferirei insegnare in una scuola diversa da quella che frequenta mia figlia, e questo per vari ordini di motivi:
1) Sarebbe imbarazzante anzitutto per mia figlia sulla quale aleggerebbe sempre il sospetto di essere favorita in quanto figlia di docente che opera nella stessa scuola.
2) Non credo che tra i ragazzi la cosa possa essere accettata volentieri, e sarebbe assolutamente comprensibile se qualcuno glielo facesse pesare.
3) La ragazzina si sentirebbe caricata di una responsabilità ulteriore, reprimendo comportamenti o desideri che non si sentirebbe libera di esprimere fino in fondo, perché eventuali suoi atteggiamenti potrebbero essere immediatamente riportati alla madre.
Naturalmente non mi riferisco a quelli che sfocino nella cattiva educazione, ma a quelli cui vorrebbe dare voce in un elaborato scritto, ad esempio.
4) Sarebbe imbarazzante per i colleghi e anche per me confrontarmi con loro sull'andamento scolastico di mia figlia.
E' chiaro che non esistano incompatibilità in questo caso, si tratta solo di situazioni che vorrei evitare.
5) Sarebbe imbarazzante anche per il Ds spiegare agli altri docenti che, guarda caso, proprio la madre di una studentessa, risponde pienamente alle caratteristiche elaborate nelle linee guida del P.O.F.
E non credo sia educato mettere in questa situazione una persona che si è appena conosciuta per altre vie.

P.S. Comunque sia, mi rendo perfettamente conto che sto facendo un discorso utopico perché non ho praticamente nessuna possibilità, in tempi brevi, di poter accedere all'insegnamento, e se pure ciò accadesse, per puro miracolo, so già che la sede di servizio per la mia c.d.c. sarebbe, almeno per qualche anno, in altra parte d'Italia.


Ultima modifica di Francesca4 il Mar Lug 14, 2015 8:58 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 8:55 am

Ciccio.8 ha scritto:
Francesca4 ha scritto:

Paola, quoto interamente il tuo intervento: tra l'altro, lo stretto rapporto tra matematica e musica fu messo in evidenza fin dai tempi della Scuola Pitagorica.
Per non parlare del fatto che la crescita del PIL, in uno Stato con il nostro patrimonio culturale, può passare solo attraverso la valorizzazione delle nostre eccellenze artistiche e musicali, che opportunamente stimolate attraverso investimenti mirati, possono diventare il polo di attrazione della nostra offerta turistica, con ricadute economiche degne di nota.

Grazie Francè! ^_^
Ovviamente quoto anch'io Paola, che per altro aveva dimostrato equilibrio e grande tatto nell'esporre le proprie osservazioni, tipico atteggiamento di chi l'arte non solo la ama ma la vive quotidianamente e senza la pretesa di imporla agli altri.
Penso che si arrivi anche a stancarsi di spiegare ogni volta il valore fondamentale dell'apprendimento attraverso tutte le arti, in ogni grado d'istruzione (nel giusto rapporto, con le discipline e i metodi più appropriati).

Giustissima la stretta relazione tra matematica, ritmo e composizione musicale ma, se è vero come è vero che resta di fondamentale importanza imparare a comprendere al meglio un testo scritto, proprio le arti visive e coreutico musicali sono propedeutiche e rafforzative per lo sviluppo di questa capacità, ad ogni età.
Gli antichi non solo non separavano nettamente le scienze dalle arti ma sapevano benissimo, prima ancora dei neuroscienziati, che tutta l'esperienza, la comprensione del mondo, parte dalla conoscenza fatta direttamente attraverso i sensi, senza tante mediazioni, e poi dal loro continuo affinamento grazie alle arti, in particolare quelle cosiddette maggiori.
Come si può comprendere, cogliere e sentire profondamente il significato di un testo letterario, di un componimento poetico se non si è avuta questa educazione emozionale? Non a caso le muse erano e restano sorelle in questo processo di scoperta del mondo.
La descrizione di un elemento naturale, un movimento, un paesaggio, un suono, l'evocazione di una sensazione umana, come possono essere comprese senza "visualizzarle", "sentirle" con i sensi e con l'animo, richiamando alla memoria esperienze importanti?

Discutere ancora della priorità di una disciplina rispetto ad un'altra nei termini posti solitamente, quelli che rimarcano l'utilità immediata di un singolo apprendimento, scisso da tutto il resto, è l'unica vera perdita di tempo.
Naturalmente nella scuola il tempo dedicato alle arti deve essere calibrato in base all'età e al tipo di corso, valutando attentamente quale approfondimento artistico portare avanti, in stretta relazione con tutte le altre discipline, ma da qui a dire che possono essere scartate senza danno alcuno!..

Infatti qui non si discute del fatto che le arti dovrebbero ricoprire le 18 ore settimanali, ma del loro valore universale per la crescita dell'individuo e ti dico di più, io metterei musica sin dalla materna ( logicamente parliamo di propedeutica, psicomotricità e approccio sensoriale) con professionisti specializzati negli ambiti citati. E' fuor di dubbio che l'italiano e la matematica sono basilari, ma se penso alle tante ore che svolgono queste materie, forse il problema di uno svantaggio non risiede nel numero di ore, ma dall'approccio metodologico non sempre idoneo. Io per prima, negli anni iniziali di insegnamento, ho fatto molti errori metodologici che davanti alla mancanza di risultati didattici e formativi, mi hanno fatto prendere coscienza e cambiare strategie didattiche.
Comunque, che "lavoro" meraviglioso facciamo.
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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 2:25 pm

Francesca4 ha scritto:
Dec ha scritto:
Davvero non ti capisco: le scuole sono piene di docenti che fanno anche gli avvocati (o comunque la libera professione) o che hanno i figli che studiano nella stessa scuola; non capisco perché questo dovrebbe averti precluso qualcosa con questo Ds.

Ok Dec, forse, come dici tu, non c'è niente di male.
Però preferirei insegnare in una scuola diversa da quella che frequenta mia figlia, e questo per vari ordini di motivi:
1) Sarebbe imbarazzante anzitutto per mia figlia sulla quale aleggerebbe sempre il sospetto di essere favorita in quanto figlia di docente che opera nella stessa scuola.
2) Non credo che tra i ragazzi la cosa possa essere accettata volentieri, e sarebbe assolutamente comprensibile se qualcuno glielo facesse pesare.
3) La ragazzina si sentirebbe caricata di una responsabilità ulteriore, reprimendo comportamenti o desideri che non si sentirebbe libera di esprimere fino in fondo, perché eventuali suoi atteggiamenti potrebbero essere immediatamente riportati alla madre.
Naturalmente non mi riferisco a quelli che sfocino nella cattiva educazione, ma a quelli cui vorrebbe dare voce in un elaborato scritto, ad esempio.
4) Sarebbe imbarazzante per i colleghi e anche per me confrontarmi con loro sull'andamento scolastico di mia figlia.
E' chiaro che non esistano incompatibilità in questo caso, si tratta solo di situazioni che vorrei evitare.
5) Sarebbe imbarazzante anche per il Ds spiegare agli altri docenti che, guarda caso, proprio la madre di una studentessa, risponde pienamente alle caratteristiche elaborate nelle linee guida del P.O.F.
E non credo sia educato mettere in questa situazione una persona che si è appena conosciuta per altre vie.

P.S. Comunque sia, mi rendo perfettamente conto che sto facendo un discorso utopico perché non ho praticamente nessuna possibilità, in tempi brevi, di poter accedere all'insegnamento, e se pure ciò accadesse, per puro miracolo, so già che la sede di servizio per la mia c.d.c. sarebbe, almeno per qualche anno, in altra parte d'Italia.

Concordo per i punti 1-4, però sono cose che capitano e che a volte sono inevitabili se si lavora nell'unica scuola di quel tipo che si trova ad una distanza ragionevole dalla propria abitazione.
Per quanto riguarda il punto 5, non credo che i Ds si imbarazzino così facilmente:-)
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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 4:27 pm

chicca70 ha scritto:
paola.finocchi ha scritto:
chicca70 ha scritto:
accademia ha scritto:
i PRESIDI NON NE VOGLIONO SAPERE DI POTENZIARE MUSICA, MI SONO PRESA LA BRIGA DI CHIAMARE TUTTI I PRESIDI DELLA MIA ZONA, COME MAI? E COSA SI PUO' FARE?
Come mai? Mi dispiace ma la risposta è evidente. Dalle medie escono tanti alunni con difficoltà linguistiche,  stranieri e non solo. Ragazzi con difficoltà gravi nella comprensione di testi semplici oppure nelle abilità matematiche. Se tu fossi un preside,  preferiresti che i tuoi alunni imparassero italiano e matematica oppure che suonassero bene il flauto rimanendo pressoché analfabeti? La musica è un di più,  si possono fare corsi pomeridiani a libera scelta degli studenti ma solo dopo che l'essenziale (materie di base) è sistemato.

Be', suonare i flauto non fa restare del tutto analfabeti, almeno sette monosillabi si riesce a scriverli: do, re, mi, fa, sol la, si
Io l'ho sempre detto, c'è chi parla di cose che non conosce e pontifica. Io certo non disserto su Socrate del quale so poco, ma mi inchino e ascolto affascinata chi ne parla per assorbire nel profondo cose che non so.
Ora se permetti ti spiego, lo faccio con umiltà.
Sono nella scuola da 28 anni e la mia esperienza musicale, ha permesso ad alunni disgrafici e dislessici di migliorare nel linguaggio anche solo suonando il flauto ( non basta solo soffiare, ma c'è quella che si chiama respirazione diaframmatica che aiuta anche nell'articolazione dei fonemi) poi quando una persona suona, contemporaneamente si ascolta e corregge l'emissione del fiato, l'intonazione ecc... Inoltre non suona da sola, ma in gruppo e sapessi questo quanto aiuta! Per ultimo (non vorrei essere troppo prolissa) contare i tempi musicali significa conoscere le frazioni, usare il punto di valore implica il saper fare la somma tra frazioni   e così via. Se tu comunque ritieni che tutto ciò sia un di più, chi sono io per contraddirti?
Ah, dimenticavo, poi c'è l'anima e il cuore indispensabili per crescere e diventare persone sensibili.
Quale nesso c'è tra l'anima e il cuore e la respirazione diaframmatica? Nessuno. 
Io amo molto l'arte, visito musei e mostre ma sono ben consapevole che,  se da un lato sarebbe bello potenziare le ore di storia dell'arte,  dall'altro è prioritario che gli studenti sappiano leggere a capire un testo. Poi, ma solo poi, viene la storia dell'arte che io amo più della mia disciplina.

Sei una grandissima ignorante!! Chicca 70, non ti dico altro che ignorante!! E' proprio per colleghi come te che la Scuola sta andando a pezzi.
Non dico altro..
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genziana



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 5:10 pm

Questa interessante discussione sull'opportunità o meno di inserire potenziamento di musica probabilmente si sposterà ai collegi docenti e a quanto pare non è così sicuro che in un istituto non sarà la maggioranza a ritenere utile propio la musica, come materia di potenziamento. L'avevo letto, ma non ricordo bene, erano in media 8 gli inseganti per istituto chiedibili per potenziamento? Penso che 1 di musica ci starebbe. Per fare musica il pomeriggio, però, dato che la mattina le ore saran pur sempre quelle. Mi spiego meglio. Se chiedo potenziamento di matematica o italiano potrei pensare ad affiancare al docente di ruolo di matematica o italiano un docente "di sostegno" per la parte della classe che è indietro e deve recuperare e quindi userei il potenziamento la mattina, durante le ore curricolari. Ma musica, la vedrei meglio come attività aggiuntiva e quindi pomeridiana. Facoltativa per gli alunni? Obbligatoria? Con voto finale o no?
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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 5:36 pm

https://it.m.wikipedia.org/wiki/El_Sistema
La musica serve a tutto, si può usare come terapia, se insegnata fin dalla prima infanzia potenzia le doti linguistiche e lessicali.
Imparare uno strumento ha la stessa difficoltà, e lo stesso valore che imparare una lingua. Ci aiuta a trovare la bellezza anche dove mai ci aspetteremmo di scoprirla, ci insegna a superare anche le barriere all'apparenza insormontabili (penso a Petrucciani).
Se ancora stiamo a ragionare su quanto sia più importante l'italiano o la matematica, siamo messi male.
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vinz



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 7:05 pm

Alle medie abbiamo già 10 ore a settimana di Lettere (addirittura dodici in alcuni istituti ad orario prolungato), c'è poco da potenziare ulteriormente, semmai sarebbe necessaria una vera rivoluzione nella didattica, perché quasi tutto quello che facciamo non sembra scalfire le ben note difficoltà di comprensione.

Se si pensa che la capacità di comprendere un testo possa aumentare passando le ore a distinguere tra il complemento di stima e quello di prezzo o svolgendo e correggendo gli incredibili esercizi di cui le antologie più in voga sono corredate, credo che potenziare le ore di italiano sia inutile e perfino controproducente. In sintesi: spero che potenzino musica e arte e che sia possibile avviare una riflessione seria sull'insegnamento linguistico-letterario alle medie.
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Ciccio.8



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 7:35 pm


Così andiamo sul concreto:

http://www.brunomunari.it/index2.htm

Chi vuole approfondire basandosi su dati reali, ampiamente collaudati e verificati... legga, per favore!
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chorusline



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 7:57 pm

Con me sfondi una porta aperta.
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lepre73



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 8:14 pm

è chiamato potenziamento ma gli insegnanti destinati al potenziamento faranno la spola tra le scuole degli ambiti territoriali per coprire le assenze dei colleghi TITOLARI di cattedra. Naturalmente con mezzo proprio e a proprie spese.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 8:47 pm

vinz ha scritto:
Alle medie abbiamo già 10 ore a settimana di Lettere (addirittura dodici in alcuni istituti ad orario prolungato), c'è poco da potenziare ulteriormente, semmai sarebbe necessaria una vera rivoluzione nella didattica, perché quasi tutto quello che facciamo non sembra scalfire le ben note difficoltà di comprensione.

Se si pensa che la capacità di comprendere un testo possa aumentare passando le ore a distinguere tra il complemento di stima e quello di prezzo o svolgendo e correggendo gli incredibili esercizi di cui le antologie più in voga sono corredate, credo che potenziare le ore di italiano sia inutile e perfino controproducente. In sintesi: spero che potenzino musica e arte e che sia possibile avviare una riflessione seria sull'insegnamento linguistico-letterario alle medie.
Le ore di italiano sono 6, le altre sono ore di storia e geografia. Io non insegno alle medie ma al liceo e molti alunni hanno difficoltà in latino proprio perché hanno fatto male analisi logica. 
Non so come sceglieranno i potenziamenti alle medie, ma slle superiori certamente si guarderà al numero di insufficienze: le materie che ne hanno di più devono essere potenziate con corsi pomeridiani. Semprr tenendo presente che il maggior compito dell'organico funzionale sarà la copertura delle supplenze orarie.  Questo è pragmatismo e solo chi ha un interesse personale può scambiarlo per ignoranza.  Io non ho interessi personali,  essendo in ruolo da anni.
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francesco.russo



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 9:24 pm

Da quanto ho capito leggendo da varie fonti, per quanto riguarda il piano straordinario di assunzioni, non saranno i collegi docenti a decidere effettivamente la tipologia delle assunzioni. Ci sarà un palleggio tra USR e scuole circa le risorse disponibili; le scuole faranno delle proposte sulla base delle indicazioni degli USR sulle aree di potenziamento.... quando gli USR le riceveranno le adegueranno alle risorse effettivamente disponibili.... quindi le scuole dovranno prendersi quanto c'è a disposizione, facendolo rientrare nelle aree di potenziamento.... che infatti, non a caso, sono particolarmente mirate arte, cittadinanza e costituzione, ovvero sulle cdc più sofferenti. Se non facessero in questo modo non assumerebbero quasi nessuno sul potenziamento. Hanno stanziato denaro per assumere i numeri indicati.... non credo proprio che lascieranno tali numeri alle lotterie dei collegi docenti.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 10:13 pm

francesco.russo ha scritto:
Da quanto ho capito leggendo da varie fonti, per quanto riguarda il piano straordinario di assunzioni, non saranno i collegi docenti a decidere effettivamente la tipologia delle assunzioni. Ci sarà un palleggio tra USR e scuole circa le risorse disponibili; le scuole faranno delle proposte sulla base delle indicazioni degli USR sulle aree di potenziamento.... quando gli USR le riceveranno le adegueranno alle risorse effettivamente disponibili.... quindi le scuole dovranno prendersi quanto c'è a disposizione, facendolo rientrare nelle aree di potenziamento.... che infatti, non a caso, sono particolarmente mirate arte, cittadinanza e costituzione, ovvero sulle cdc più sofferenti. Se non facessero in questo modo non assumerebbero quasi nessuno sul potenziamento. Hanno stanziato denaro per assumere i numeri indicati.... non credo proprio che lascieranno tali numeri alle lotterie dei collegi docenti.
È anche possibile che finisca così ma ho molti dubbi. Infatti non si può obbligare un collegio docenti ad attivare un progetto che non ottiene la maggioranza.  Si può costringere una scuola ad accettare docenti di una cdc non desiderata ma niente di più. Quindi si prospetta per tanti un futuro da tappabuchi.
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francesco.russo



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MessaggioOggetto: Certo..... fare i tappabuchi è un destino piuttosto probabile, soprattutto in talune cdc   Mar Lug 14, 2015 10:36 pm

chicca70 ha scritto:
francesco.russo ha scritto:
Da quanto ho capito leggendo da varie fonti, per quanto riguarda il piano straordinario di assunzioni, non saranno i collegi docenti a decidere effettivamente la tipologia delle assunzioni. Ci sarà un palleggio tra USR e scuole circa le risorse disponibili; le scuole faranno delle proposte sulla base delle indicazioni degli USR sulle aree di potenziamento.... quando gli USR le riceveranno le adegueranno alle risorse effettivamente disponibili.... quindi le scuole dovranno prendersi quanto c'è a disposizione, facendolo rientrare nelle aree di potenziamento.... che infatti, non a caso, sono particolarmente mirate arte, cittadinanza e costituzione, ovvero sulle cdc più sofferenti. Se non facessero in questo modo non assumerebbero quasi nessuno sul potenziamento. Hanno stanziato denaro per assumere i numeri indicati.... non credo proprio che lascieranno tali numeri alle lotterie dei collegi docenti.
È anche possibile che finisca così ma ho molti dubbi. Infatti non si può obbligare un collegio docenti ad attivare un progetto che non ottiene la maggioranza.  Si può costringere una scuola ad accettare docenti di una cdc non desiderata ma niente di più. Quindi si prospetta per tanti un futuro da tappabuchi.
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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mar Lug 14, 2015 10:47 pm

chicca70 ha scritto:
vinz ha scritto:
Alle medie abbiamo già 10 ore a settimana di Lettere (addirittura dodici in alcuni istituti ad orario prolungato), c'è poco da potenziare ulteriormente, semmai sarebbe necessaria una vera rivoluzione nella didattica, perché quasi tutto quello che facciamo non sembra scalfire le ben note difficoltà di comprensione.

Se si pensa che la capacità di comprendere un testo possa aumentare passando le ore a distinguere tra il complemento di stima e quello di prezzo o svolgendo e correggendo gli incredibili esercizi di cui le antologie più in voga sono corredate, credo che potenziare le ore di italiano sia inutile e perfino controproducente. In sintesi: spero che potenzino musica e arte e che sia possibile avviare una riflessione seria sull'insegnamento linguistico-letterario alle medie.
Le ore di italiano sono 6, le altre sono ore di storia e geografia. Io non insegno alle medie ma al liceo e molti alunni hanno difficoltà in latino proprio perché hanno fatto male analisi logica. 
Non so come sceglieranno i potenziamenti alle medie, ma slle superiori certamente si guarderà al numero di insufficienze: le materie che ne hanno di più devono essere potenziate con corsi pomeridiani. Semprr tenendo presente che il maggior compito dell'organico funzionale sarà la copertura delle supplenze orarie.  Questo è pragmatismo e solo chi ha un interesse personale può scambiarlo per ignoranza.  Io non ho interessi personali,  essendo in ruolo da anni.

Essendo anche io di ruolo, posso parlare spassionatamente. Ed essendo di ruolo su Lettere alle medie, anche con qualche cognizione di causa.

È vero che le ore di Italiano sono sei, ma con Storia e Geografia si arriva a dieci e, in alcuni casi, a dodici. Le ore di Storia e Geografia, per come queste discipline vengono prevalentemente insegnate (lettura e riassunto orale del testo in adozione), sono delle ore di Italiano spacciate per altro. Quindi ribadisco: c’è già molto Italiano alle medie. Che poi qualcosa (anzi più di qualcosa) non funzioni è sotto gli occhi di tutti, dal momento che la capacità di comprensione del testo  crolla sempre di più.
Non si tratta allora di incrementare le ore di qualcosa che non funziona, perché continuerebbe a non funzionare, ma semmai di ripensarne i fondamenti.

L’apprensione per l’analisi logica è comprensibile solo se ci si pone, magari con un po’ di albagia, dal punto di vista esclusivo di chi insegna il latino e vorrebbe giustamente avere in classe solo gente che distingue il soggetto dal predicato. In realtà la mia terza (25 alunni) quest’anno ha prodotto soltanto due aspiranti latinisti; la terza che ho portato agli esami l’anno scorso (24 alunni) ne ha prodotti zero. L’analisi logica – che beninteso affronto con tutta la diligenza del caso, visto che libri di testo, prove INVALSI, indicazioni programmatiche ministeriali ne sono impregnati – non è certo la soluzione ma, alle medie, è forse parte del problema. Cincischiare con quest’armamentario obsoleto e contraddittorio di complementi davanti a classi impastate di extracomunitari con problemi di alfabetizzazione, alunni con DSA, alunni (italiani) provenienti dalle elementari in condizioni di semianalfabetismo significa trastullarsi col nulla mentre attorno il mondo comincia a franare. È del tutto evidente che ci vuole altro. E "altro" non può essere un’ora in più di analisi logica o di epica da fare nel pomeriggio. "Altro" significa un ripensamento radicale delle strategie didattiche, dei programmi, dell’ambiente di apprendimento. Ci vorrebbe insomma una vera riforma che mettesse sul tappeto tutto quello che la "buona scuola", per insipienza o semplice disinteresse, ha ignorato.
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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mer Lug 15, 2015 8:01 am

chicca70 ha scritto:

Le ore di italiano sono 6, le altre sono ore di storia e geografia. Io non insegno alle medie ma al liceo e molti alunni hanno difficoltà in latino proprio perché hanno fatto male analisi logica. 
Non so come sceglieranno i potenziamenti alle medie, ma slle superiori certamente si guarderà al numero di insufficienze: le materie che ne hanno di più devono essere potenziate con corsi pomeridiani. Semprr tenendo presente che il maggior compito dell'organico funzionale sarà la copertura delle supplenze orarie.  Questo è pragmatismo e solo chi ha un interesse personale può scambiarlo per ignoranza.  Io non ho interessi personali,  essendo in ruolo da anni.

Beh io ammetto di avere moooooolti interessi personali: sono mamma!
Se il potenziamento fosse il primo passo verso un liceo, ad esempio, in cui anziché studiare una lingua morta i miei ora piccoli potessero studiare una lingua vivissima, compresa da tutti senza distinzione di età o di cultura o di origine, una lingua adattissima ad incoraggiare la socializzazione, che ti costringe ad accendere tutto il cervello, anche parti che altrimenti non avresti mai usato in vita tua (pensa a cosa significa leggere uno spartito, e coordinare i movimenti del corpo di conseguenza, più altre complicazioni: per il flauto traverso ci vogliono mesi solo per imparare a fargli emettere dei suoni accettabili...). Che stimola per sua stessa natura quell'intelligenza così sottovalutata dal nostro sistema scolastico, ma che è il sigillo della genialità: la creatività.
Io parlo della musica perché è ciò che conosco meglio, ma sono certa che si possa dire lo stesso per ogni forma d'arte.
Ebbene, sono convinta che l'arte nella scuola porterebbe immensi benefici a qualunque altra disciplina.
P.S., giusto per chiarire il mio interesse, io sono ingegnere, e potrei insegnare quelle materie considerate "superiori" quali matematica e fisica.
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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mer Lug 15, 2015 10:02 am

vinz ha scritto:

Essendo anche io di ruolo, posso parlare spassionatamente. Ed essendo di ruolo su Lettere alle medie, anche con qualche cognizione di causa.

È vero che le ore di Italiano sono sei, ma con Storia e Geografia si arriva a dieci e, in alcuni casi, a dodici. Le ore di Storia e Geografia, per come queste discipline vengono prevalentemente insegnate (lettura e riassunto orale del testo in adozione), sono delle ore di Italiano spacciate per altro. Quindi ribadisco: c’è già molto Italiano alle medie. Che poi qualcosa (anzi più di qualcosa) non funzioni è sotto gli occhi di tutti, dal momento che la capacità di comprensione del testo  crolla sempre di più.
Non si tratta allora di incrementare le ore di qualcosa che non funziona, perché continuerebbe a non funzionare, ma semmai di ripensarne i fondamenti.

L’apprensione per l’analisi logica è comprensibile solo se ci si pone, magari con un po’ di albagia, dal punto di vista esclusivo di chi insegna il latino e vorrebbe giustamente avere in classe solo gente che distingue il soggetto dal predicato. In realtà la mia terza (25 alunni) quest’anno ha prodotto soltanto due aspiranti latinisti; la terza che ho portato agli esami l’anno scorso (24 alunni) ne ha prodotti zero. L’analisi logica – che beninteso affronto con tutta la diligenza del caso, visto che libri di testo, prove INVALSI, indicazioni programmatiche ministeriali ne sono impregnati – non è certo la soluzione ma, alle medie, è forse parte del problema. Cincischiare con quest’armamentario obsoleto e contraddittorio di complementi davanti a classi impastate di extracomunitari con problemi di alfabetizzazione, alunni con DSA, alunni (italiani) provenienti dalle elementari in condizioni di semianalfabetismo significa trastullarsi col nulla mentre attorno il mondo comincia a franare. È del tutto evidente che ci vuole altro. E "altro" non può essere un’ora in più di analisi logica o di epica da fare nel pomeriggio. "Altro" significa un ripensamento radicale delle strategie didattiche, dei programmi, dell’ambiente di apprendimento. Ci vorrebbe insomma una vera riforma che mettesse sul tappeto tutto quello che la "buona scuola", per insipienza o semplice disinteresse, ha ignorato.

Mammamia quanto ti quoto! È amore proprio! ^_^
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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mer Lug 15, 2015 10:05 am

dubitoergosum ha scritto:


Beh io ammetto di avere moooooolti interessi personali: sono mamma!
Se il potenziamento fosse il primo passo verso un liceo, ad esempio, in cui anziché studiare una lingua morta i miei ora piccoli potessero studiare una lingua vivissima, compresa da tutti senza distinzione di età o di cultura o di origine, una lingua adattissima ad incoraggiare la socializzazione, che ti costringe ad accendere tutto il cervello, anche parti che altrimenti non avresti mai usato in vita tua (pensa a cosa significa leggere uno spartito, e coordinare i movimenti del corpo di conseguenza, più altre complicazioni: per il flauto traverso ci vogliono mesi solo per imparare a fargli emettere dei suoni accettabili...). Che stimola per sua stessa natura quell'intelligenza così sottovalutata dal nostro sistema scolastico, ma che è il sigillo della genialità: la creatività.
Io parlo della musica perché è ciò che conosco meglio, ma sono certa che si possa dire lo stesso per ogni forma d'arte.
Ebbene, sono convinta che l'arte nella scuola porterebbe immensi benefici a qualunque altra disciplina.
P.S., giusto per chiarire il mio interesse, io sono ingegnere, e potrei insegnare quelle materie considerate "superiori" quali matematica e fisica.

Smack! ♥
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MessaggioOggetto: Re: POTENZIAMENTO come, dove, quando   Mer Lug 15, 2015 10:59 am

dubitoergosum ha scritto:
chicca70 ha scritto:

Le ore di italiano sono 6, le altre sono ore di storia e geografia. Io non insegno alle medie ma al liceo e molti alunni hanno difficoltà in latino proprio perché hanno fatto male analisi logica. 
Non so come sceglieranno i potenziamenti alle medie, ma slle superiori certamente si guarderà al numero di insufficienze: le materie che ne hanno di più devono essere potenziate con corsi pomeridiani. Semprr tenendo presente che il maggior compito dell'organico funzionale sarà la copertura delle supplenze orarie.  Questo è pragmatismo e solo chi ha un interesse personale può scambiarlo per ignoranza.  Io non ho interessi personali,  essendo in ruolo da anni.

Beh io ammetto di avere moooooolti interessi personali: sono mamma!
Se il potenziamento fosse il primo passo verso un liceo, ad esempio, in cui anziché studiare una lingua morta i miei ora piccoli potessero studiare una lingua vivissima, compresa da tutti senza distinzione di età o di cultura o di origine, una lingua adattissima ad incoraggiare la socializzazione, che ti costringe ad accendere tutto il cervello, anche parti che altrimenti non avresti mai usato in vita tua (pensa a cosa significa leggere uno spartito, e coordinare i movimenti del corpo di conseguenza, più altre complicazioni: per il flauto traverso ci vogliono mesi solo per imparare a fargli emettere dei suoni accettabili...). Che stimola per sua stessa natura quell'intelligenza così sottovalutata dal nostro sistema scolastico, ma che è il sigillo della genialità: la creatività.
Io parlo della musica perché è ciò che conosco meglio, ma sono certa che si possa dire lo stesso per ogni forma d'arte.
Ebbene, sono convinta che l'arte nella scuola porterebbe immensi benefici a qualunque altra disciplina.
P.S., giusto per chiarire il mio interesse, io sono ingegnere, e potrei insegnare quelle materie considerate "superiori" quali matematica e fisica.
Essere madre (anch'io lo sono) non dà alcun titolo per parlare di questo argomento con maggiore competenza. 
Il liceo che tu auspichi esiste: è il liceo musicale e ce n'è uno in ogni provincia. Si tratta della migliore fabbrica di disoccupati esistente in circolazione. Gli stessi insegnanti sono sottoccupati, figuriamoci quali luminose prospettive si apriranno ai loro studenti. 
La pratica delle arti (suonare uno strumento,  disegnare) non può essere imposta, pena la nascita di un odio feroce in chi riesce male non per carenza di impegno ma per mancanza di alcune caratteristiche necessarie come la manualità e la coordinazione.  Puoi rendere obbligatorio lo studio della storia della musica o della storia dell'arte ma non uno strumento o il disegno.
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