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 Noi formiamo o educhiamo?

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MessaggioOggetto: Noi formiamo o educhiamo?   Dom Giu 28, 2015 10:30 pm

Promemoria primo messaggio :

Cosa facciamo noi per "educare"? Quale spazio rimane all'educazione sottratto tutto il tempo delle lezioni e interrogazioni? Ogni volta che finisce l'anno ed escono dal mio campo visivo per l'ultima volta i miei ragazzi me lo chiedo con tristezza. .. avrei potuto fare di più per lui o per lei? Potrò ancora fare qualcosa in futuro? Ho le competenze educative per farlo?
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Gio Lug 02, 2015 5:17 pm

roberto.grieco ha scritto:
Viene lo sconforto, perché son queste le cose che rovinano una categoria, intera. Non è un caso che la stragrande maggioranza degli italiani era favorevole alla chiamata diretta del DS e ci considera scansafatiche e fannulloni.
E' chiaro che quell'insegnante è stato lasciato solo dalla stessa scuola dove insegna. Sentirsi dire che l'insegnante deve saper mantenere la classe mi fa venire l'orticaria. Ci sono classi che si comportano in quel modo perché tutta la scuola non l'ha saputa educare e non solo quel singolo insegnante. Ci sono insegnanti che "godono" nel vedere le difficoltà di qualche collega. Perché giovani docenti, molto spesso donne, devono avere caratteristiche di sergente di giornata, che non di una semplice, educata e preparata professoressa? Che mezzi ha a disposizione, oggi, per educare, se non solo quello della parola?
Purtroppo gli insegnanti si sono messi da parte da soli. Anzi ritengo che gli insegnanti siano i primi ad aver abdicato alla propria dignità, specialmente al sud. Anch'io sono per il merito dei docenti, ma valutato non dagli alunni e i loro genitori (senza strumenti cognitivi ed in perfetto conflitto di interessi), né tanto meno da DS mediocri e attenti solo ad ingraziarsi la "clientela", ma da comitati di valutazione terzi e di grado superiore. Bisogna vedere poi in che cosa consisterebbe questa scuola migliore, scuole così diversificate tra loro. La scuola è fatta di risorse umane e materiali. Quelle materiali sono facilmente verificabili e oggettive: in questo senso la scuola non ha nemmeno i soldi per la carta igienica e le scuole a limite della fatiscenza sono molte. La Buona S(cuo)la non risponde minimamente a queste esigenze. Il merito delle risorse umane (docenti in primis) ha aspetti verificabili (presenza assidua sul posto di lavoro, tempestività nelle consegne della documentazione scolastica, partecipazione a corsi di aggiornamento e formazione, ecc., innovazione didattica, ecc.). e altri opinabili, come il numero di promozioni degli alunni. L'equazione, scuola migliore=maggior numero di promozioni (così concepita dal governo, dai pedagogisti dell'ultima ora e dai DS), ci ha portato al lassismo di moltissimi docenti e al diplomificio di massa.
Siamo in Italia e non in Finlandia, abbiamo l'appartenenza, la sensibilità verso il potere costituito e il familarismo come struttura portante del nostro DNA. Ad un italiano risulta più facile vendere un frigorifero ad un eschimese che applicare la meritocrazia nella pubblica amministrazione.
Questa scuola fatta di bulli è il risultato di una incapacità educativa costruita nel tempo anche con la compiacenza della classe docente.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Ven Lug 03, 2015 10:21 am

avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
mi sono astenuta dal commentare i vostri ultimi interventi perchè sono troppo "elevati" per me.
Ma ora non posso continuare a tacere devo dirvi che dal basso della mia capacità di lettura e di interpretazione sembra proprio che stiate confondendo "educazione" con "formazione"

O forse sono io che ho interpretato male la domanda iniziale
Colpa dei didattofuffologi di scienza dell'informazione, che ricamano sui termini in quanto non hanno alcuna sostanza nelle loro discipline.

Io da bambino vivevo in un mondo semplice ed è a quello che faccio sempre riferimento.

Formazione: sinonimo di istruzione, processo nel quale al ragazzo vengono trasferite delle informazioni eventualmente anche delle pratiche operative (abilità, competenze diremmo oggi)

Educazione: processo nel quale si convince il ragazzo a comportarsi in un certo modo, perchè è il modo corretto, il modo conveniente per tutti.


Quando fai un corso sull'alimentazione e spieghi che è meglio mangiare un frutto a merenda piuttosto che una girella, hai fatto Formazione, ora lo sanno, se li interroghi ti sanno rispondere; se poi nell'intervallo vanno a prendersi una girella significa che non hanno accettato (non recepito) il messaggio, che hanno altre priorità rispetto alla salute di lungo periodo, quali il godimento immediato, e che non hanno ottenuto nulla dal punto di vista educativo.

Molta gente evade le tasse, e lo fa nascondendosi; se beccata nega l'evidenza e se necessario assume eccellenti avvocati.
Costoro sanno che stanno facendo qualcosa che non va, altrimenti non si nasconderebbero, ma non gliene frega nulla, perchè antepongono il loro arricchimento ad una sana redistribuzione del reddito.

Sono molto ben istruiti e molto male educati.

Viviamo in un mondo semplice, sono i fuffodidattici che lo complicano.

Non trovo altra strada che condividere questa posizione. Del resto se non si parte da considerazioni pratiche non si ha la bussola per agire.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Ven Lug 03, 2015 10:22 am

Idem per quello che ha scritto Giobbe.
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Ven Lug 03, 2015 6:53 pm

avidodinformazioni ha scritto:
geo&geo ha scritto:

insomma si potrebbe sostituire la scuola con wikipedia e un pratico cofanetto con tutti i dvd  di SOS TATA
Sii costruttiva, dai le tue definizioni.

Scusa, leggo solo ora il tuo invito ad essere costruttivo
Avevo trovato le tue definizioni un po' riduttive, anche se certamente efficaci per la loro sintesi.
Premetto che io non sono in grado di dare definizioni, e non ci provo nemmeno.
Penserei alla scuola come ad un ambiente di apprendimento. Di tutto quello che ho sentito e letto sull'argomento insegnamento/apprendimento condivido alcune idee forti del costruttivismo. E' illusorio pensare che l'apprendimento avvenga per "trasferimento di informazioni". Le informazioni sono necessarie, ovviamente, ma chi di noi ha veramente imparato qualcosa in modo duraturo perché un insegnante gli ha correttamente trasmesso delle informazioni? Forse alcuni studenti più grandi, se sono molto motivati già per conto loro. Probabilmente da piccoli (primi anni della primaria) si impara anche per addestramento: a scrivere in corsivo, a mettere in colonna, ... ma l'apprendimento dei concetti avviene nella testa dei bambini, se li costruiscono loro. Sembra che esistano ambienti più stimolanti ed altri meno, sembra che si apprenda meglio insieme agli altri bambini, sembra che l'insegnante sia fondamentale per strutturare i percorsi di apprendimento, ma sempre nella testa del singolo bambino i singoli pezzi devono essere incastrati nel modo giusto per arrivare ad una nuova conoscenza, e devono essere disincastrati se la conoscenza raggiunta è sbagliata (ma non sempre è possibile).
E crescendo le cose non cambiano molto. Per quello che ricordo io personalmente, alle scuole medie e superiori ho imparato solo quello che ho scoperto per conto mio, nella mia testa, agganciandoci via via altre conoscenze se arrivavano nel momento giusto, e con l'aiuto (importantissimo) di quello che veniva fatto in classe. Dei programmi scolastici si dimenticano molte informazioni ma fortunatamente non si dimenticano i concetti che si sono scoperti, quelli che ci hanno fatto pensare Ahahh, ecco come funziona!
Gli insegnanti migliori? Quelli che "forzano" i ragazzi a fare questo percorso, perché a quindici anni non si fa fatica spontaneamente e gli ormoni puntano in tutt'altra direzione :-)
E l'educazione, vuol dire davvero convincere a rispettare le regole? Molti di noi insegnano ad adolescenti, per principio le regole le rifiutano. In attesa che le scoprano per conto loro, le regole le fissano gli adulti, poche e inderogabili, per il bene di tutti.
Però educare voleva dire qualcosa tipo: portar fuori da... . Per me educare potrebbe davvero significare "Tirar fuori il meglio di ognuno".

E dopo tutta questa fuffa, già mi sembra di sentire il rumore di spade che vengono affilate ... Siate clementi, sono sotto stress da esami...
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Ven Lug 03, 2015 7:15 pm

geo&geo ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
geo&geo ha scritto:

insomma si potrebbe sostituire la scuola con wikipedia e un pratico cofanetto con tutti i dvd  di SOS TATA
Sii costruttiva, dai le tue definizioni.

Scusa, leggo solo ora il tuo invito ad essere costruttivo
Avevo trovato le tue definizioni un po' riduttive, anche se certamente efficaci per la loro sintesi.
Premetto che io non sono in grado di dare definizioni, e non ci provo nemmeno.
Penserei alla scuola come ad un ambiente di apprendimento. Di tutto quello che ho sentito e letto sull'argomento insegnamento/apprendimento condivido alcune idee forti del costruttivismo. ......

E dopo tutta questa fuffa, già mi sembra di sentire il rumore di spade che vengono affilate ... Siate clementi, sono sotto stress da esami...
geo&geO nessun affilamento di spade; condivido quanto dici e devo dire che non avevo compreso il vero senso della tua replica.

Io però non ne ho fatto una questione di metodo, costruire l'apprendimento, quando è possibile, è certamente efficace, ma indipendentemente da questo permane la differenza tra sapere (nelle sue tre forme conoscenza, abilità e competenza) e condividere (accettare) quel che sai.

Gli adolescenti sono refrattari alle regole e quindi all'educazione, ecco perchè sarebbe bene completare l'educazione prima dell'adolescenza.
Durante l'adolescenza si può solo smussare, cesellare e spero che ti renda conto cosa questo voglia dire in termini costruttivisti !

Se (io genitore) ti dico quali sono le cavolate che non devi fare e le fai lo stesso (tipo spacciare) poi io lascio che ne paghi interamente le conseguenze (non ti pago il migliore avvocato ma ti faccio avere quello d'ufficio).

In ambito educativo raramente si tende ad essere costruttivisti, regnano le lezioni frontali e forse è questa la causa degli scarsi risultati.
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Sab Lug 04, 2015 4:50 pm

Con la "Buona S(cu)ola" non potrà che andar peggio: addirittura i genitori valuteranno gli insegnanti... E' come se, oltre a dotare carabinieri e polizia di pistole giocattolo (e poco ci manca...), i poveri agenti venissero pure giudicati dai delinquenti arrestati.
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Sab Lug 04, 2015 7:23 pm

giobbe ha scritto:
Bisogna vedere poi in che cosa consisterebbe questa scuola migliore, scuole così diversificate tra loro. La scuola è fatta di risorse umane e materiali. Quelle materiali sono facilmente verificabili e oggettive: in questo senso la scuola non ha nemmeno i soldi per la carta igienica e le scuole a limite della fatiscenza sono molte. La Buona S(cuo)la non risponde minimamente a queste esigenze. Il merito delle risorse umane (docenti in primis) ha aspetti verificabili (presenza assidua sul posto di lavoro, tempestività nelle consegne della documentazione scolastica, partecipazione a corsi di aggiornamento e formazione, ecc., innovazione didattica, ecc.). e altri opinabili, come il numero di promozioni degli alunni. L'equazione, scuola migliore=maggior numero di promozioni (così concepita dal governo, dai pedagogisti dell'ultima ora e dai DS), ci ha portato al lassismo di moltissimi docenti e al diplomificio di massa.

Ecco, sulla parte evidenziata avrei una domanda. A parte le questioni di valutazione del merito dei docenti, sulle quali non ho assolutamente le idee chiare ... Mi chiedo: come si verifica che all'innovazione didattica corrispondano effettivamente risultati positivi nell'apprendimento? Avete qualche esperienza in proposito?
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Sab Lug 04, 2015 7:30 pm

avidodinformazioni ha scritto:

geo&geO nessun affilamento di spade; condivido quanto dici e devo dire che non avevo compreso il vero senso della tua replica.

Io però non ne ho fatto una questione di metodo, costruire l'apprendimento, quando è possibile, è certamente efficace, ma indipendentemente da questo permane la differenza tra sapere (nelle sue tre forme conoscenza, abilità e competenza) e condividere (accettare) quel che sai.

Gli adolescenti sono refrattari alle regole e quindi all'educazione, ecco perchè sarebbe bene completare l'educazione prima dell'adolescenza.
Durante l'adolescenza si può solo smussare, cesellare e spero che ti renda conto cosa questo voglia dire in termini costruttivisti !

Se (io genitore) ti dico quali sono le cavolate che non devi fare e le fai lo stesso (tipo spacciare) poi io lascio che ne paghi interamente le conseguenze (non ti pago il migliore avvocato ma ti faccio avere quello d'ufficio).

In ambito educativo raramente si tende ad essere costruttivisti, regnano le lezioni frontali e forse è questa la causa degli scarsi risultati.

Condivido praticamente tutto.
(Le lezioni frontali hanno alcuni vantaggi, per certi argomenti vanno bene, ma per essere efficaci secondo me andrebbero centellinate...)
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Dom Lug 12, 2015 6:26 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Quel che vorrei dire me lo contestereste di sicuro, quindi non lo dirò chiaro e diretto; dirò la stessa cosa in un modo che nessuno di voi mi contesterà perchè tutti voi sapete che non avete l'autorità per farlo.

Non da docente, ma da genitore: "chi cavolo vi autorizza a voler educare mio figlio ? Ma come vi permettete ? Ma chi vi credete di essere ? Abbassate la cresta ! Mio figlio è mio e nessuno osi educarlo diversamente da come lo voglio educare ed educo io".

Ora sapete quali siano i miei pensieri da insegnante.
Nessuno ha il diritto-dovere-potere di EDUCARE il figlio di un altro in senso lato.
La scuola deve solo far rispettare il REGOLAMENTO di istituto condiviso con gli stessi genitori ed alunni, se scuola secondaria di secondo grado. Quindi EDUCARE al rispetto delle REGOLE. Purtroppo la scuola anche su questo ha abdicato.
Ora sapete qual é il mio pensiero da vecchio insegnante.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Dom Lug 12, 2015 9:48 pm

giobbe ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Quel che vorrei dire me lo contestereste di sicuro, quindi non lo dirò chiaro e diretto; dirò la stessa cosa in un modo che nessuno di voi mi contesterà perchè tutti voi sapete che non avete l'autorità per farlo.

Non da docente, ma da genitore: "chi cavolo vi autorizza a voler educare mio figlio ? Ma come vi permettete ? Ma chi vi credete di essere ? Abbassate la cresta ! Mio figlio è mio e nessuno osi educarlo diversamente da come lo voglio educare ed educo io".

Ora sapete quali siano i miei pensieri da insegnante.
Nessuno ha il diritto-dovere-potere di EDUCARE il figlio di un altro in senso lato.
La scuola deve solo far rispettare il REGOLAMENTO di istituto condiviso con gli stessi genitori ed alunni, se scuola secondaria di secondo grado. Quindi EDUCARE al rispetto delle REGOLE. Purtroppo la scuola anche su questo ha abdicato.
Ora sapete qual é il mio pensiero da vecchio insegnante.


Invece penso proprio il contrario: la scuola ha il diritto anche di contraddire l'educazione della famiglia, quando questa non sia alleata ai principi che la società in cui viviamo si è data. La scuola pubblica è espressione dello stato e ne diffonde le regole.
Se le famiglie trasgrediscono a queste regole sono loro nel torto e non la scuola, e l'educazione GIUSTA è quella della scuola e non quella dei genitori.
Se papà pensa sia bello e giusto evadere le tasse o che i negri puzzino, la maestra ha l'obbligo di dire al pupo che papà è un evasore e un cretino. Se non fossimo i soli a dire a papà queste cose ci sentiremmo tanto inutili.
Naturalmente questo non vale per tutta la sfera del privato: l'igiene personale, il credo religioso, l'educazione sessuale e varie sfere di pertinenza esclusiva della famiglia, ma vale per tanti altri principi, più generali.

Il problema non è che la scuola abbia abdicato alla sua funzione educativa, non capisco dove, salvo casi isolati, la scuola non diffonda le regole del vivere civile (almeno questo lasciatecelo!), ma che la società italiana si sta costruendo sempre più sull'estetica della trasgressione delle regole: è bello e quasi etico trasgredire, forzare, derogare a una norma. La norma è per i noiosi, non è creativa, chi la rispetta è, nel migliore dei casi, un pedante.

Quando c'erano i vecchi insegnanti, il quadro era molto diverso. Un conto è insegnare le regole a chi, almeno formalmente, ne ha il rispetto e il timore; un conto è farlo in un contesto come il nostro


Ultima modifica di lucetta10 il Dom Lug 12, 2015 9:53 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Dom Lug 12, 2015 9:51 pm

lucetta10 ha scritto:
giobbe ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Quel che vorrei dire me lo contestereste di sicuro, quindi non lo dirò chiaro e diretto; dirò la stessa cosa in un modo che nessuno di voi mi contesterà perchè tutti voi sapete che non avete l'autorità per farlo.

Non da docente, ma da genitore: "chi cavolo vi autorizza a voler educare mio figlio ? Ma come vi permettete ? Ma chi vi credete di essere ? Abbassate la cresta ! Mio figlio è mio e nessuno osi educarlo diversamente da come lo voglio educare ed educo io".

Ora sapete quali siano i miei pensieri da insegnante.
Nessuno ha il diritto-dovere-potere di EDUCARE il figlio di un altro in senso lato.
La scuola deve solo far rispettare il REGOLAMENTO di istituto condiviso con gli stessi genitori ed alunni, se scuola secondaria di secondo grado. Quindi EDUCARE al rispetto delle REGOLE. Purtroppo la scuola anche su questo ha abdicato.
Ora sapete qual é il mio pensiero da vecchio insegnante.


Invece penso proprio il contrario: la scuola ha il diritto anche di contraddire l'educazione della famiglia, quando questa non sia alleata ai principi che la società in cui viviamo si è data. La scuola pubblica è espressione dello stato e ne diffonde le regole.
Se le famiglie trasgrediscono a queste regole sono loro nel torto e non la scuola, e l'educazione GIUSTA è quella della scuola e non quella dei genitori.
Se papà pensa sia bello e giusto evadere le tasse o che i negri puzzino, la maestra ha l'obbligo di dire al pupo che papà è un evasore e un cretino. Se non fossimo i soli a dire a papà queste cose ci sentiremmo tanto inutili.
Naturalmente questo non vale per l'igiene personale, il credo religioso e varie sfere di pertinenza esclusiva della famiglia, ma vale per tanti altri principi, più generali.

Il problema non è che la scuola abbia abdicato alla sua funzione educativa, non capisco dove, salvo casi isolati, la scuola non diffonda le regole del vivere civile (almeno questo lasciatecelo!), ma che la società italiana si sta costruendo sempre più sull'estetica della trasgressione delle regole: è bello e quasi etico trasgredire, forzare, derogare a una norma. La norma è per i noiosi, non è creativa, chi la rispetta è, nel migliore dei casi, un pedante.

Quando c'erano i vecchi insegnanti, il quadro era molto diverso. Un conto è insegnare le regole a chi, almeno formalmente, ne ha il rispetto e il timore; un conto è farlo in un contesto come il nostro

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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Dom Lug 12, 2015 10:19 pm

lucetta10 ha scritto:
la scuola ha il diritto anche di contraddire l'educazione della famiglia, quando questa non sia alleata ai principi che la società in cui viviamo si è data. La scuola pubblica è espressione dello stato e ne diffonde le regole.
Se le famiglie trasgrediscono a queste regole sono loro nel torto e non la scuola, e l'educazione GIUSTA è quella della scuola e non quella dei genitori.
Se papà pensa sia bello e giusto evadere le tasse o che i negri puzzino, la maestra ha l'obbligo di dire al pupo che papà è un evasore e un cretino. Se non fossimo i soli a dire a papà queste cose ci sentiremmo tanto inutili.
Naturalmente questo non vale per tutta la sfera del privato: l'igiene personale, il credo religioso, l'educazione sessuale e varie sfere di pertinenza esclusiva della famiglia, ma vale per tanti altri principi, più generali.

L'espressione "indottrinamento" ti dice nulla ?

Lo stato fissa le regole e tutti sono obbligati non solo a seguirle ma anche a condividerle nell'intimo, ad aderirvi interamente, educando le future generazioni a fotocopiare gli stessi comportamenti e le stesse convinzioni.

Ci sarebbe mai stato l'illuminismo applicando questa ideologia ?

Dopo vent'anni di fascismo non sarebbero seguiti altri 20000 anni di fascismo ?

Le regole devono essere messe alla prova giorno per giorno; deve essere chiaro cosa costa trasgredirle e il valore sociale di una regola è correlato alla frequenza della sua trasgressione, che è correlata al costo del trasgredirla.






"Pierino, le merendine fanno ingrassare, non sono ecosolidali nè a chilometro zero; molto meglio una mela bio, come questa tutta raggrinzita".

Istruzione: ad alta voce "si signora maestra ho capito che per il bene della natura e nostro che dobbiamo viverci in armonia è meglio il frutto bio, ho capito che per il mio bene e per il bene della società che paga le cure mediche devo smetterla di mangiare le merendine; stia serena"

Educazione (mancata): nella mente "maestra ci hai rotto i biiiip, ma ficcatela nel biiiiip quella mela del biiiip, che è così piccola che ti ci entra di sicuro; a me piacciono le merendine e quelle mangio; me ne sbatto i biiiiip del km zero dell'ecosolidarietà e di tutte ste biiiiiip che vogliono togliermi il gusto di vivere; appena divento grande mi compro un suv e ti metto sotto biiiiip!"
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Dom Lug 12, 2015 10:26 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
la scuola ha il diritto anche di contraddire l'educazione della famiglia, quando questa non sia alleata ai principi che la società in cui viviamo si è data. La scuola pubblica è espressione dello stato e ne diffonde le regole.
Se le famiglie trasgrediscono a queste regole sono loro nel torto e non la scuola, e l'educazione GIUSTA è quella della scuola e non quella dei genitori.
Se papà pensa sia bello e giusto evadere le tasse o che i negri puzzino, la maestra ha l'obbligo di dire al pupo che papà è un evasore e un cretino. Se non fossimo i soli a dire a papà queste cose ci sentiremmo tanto inutili.
Naturalmente questo non vale per tutta la sfera del privato: l'igiene personale, il credo religioso, l'educazione sessuale e varie sfere di pertinenza esclusiva della famiglia, ma vale per tanti altri principi, più generali.

L'espressione "indottrinamento" ti dice nulla ?

Lo stato fissa le regole e tutti sono obbligati non solo a seguirle ma anche a condividerle nell'intimo, ad aderirvi interamente, educando le future generazioni a fotocopiare gli stessi comportamenti e le stesse convinzioni.

Ci sarebbe mai stato l'illuminismo applicando questa ideologia ?

Dopo vent'anni di fascismo non sarebbero seguiti altri 20000 anni di fascismo ?

Le regole devono essere messe alla prova giorno per giorno; deve essere chiaro cosa costa trasgredirle e il valore sociale di una regola è correlato alla frequenza della sua trasgressione, che è correlata al costo del trasgredirla.






"Pierino, le merendine fanno ingrassare, non sono ecosolidali nè a chilometro zero; molto meglio una mela bio, come questa tutta raggrinzita".

Istruzione: ad alta voce "si signora maestra ho capito che per il bene della natura e nostro che dobbiamo viverci in armonia è meglio il frutto bio, ho capito che per il mio bene e per il bene della società che paga le cure mediche devo smetterla di mangiare le merendine; stia serena"

Educazione (mancata): nella mente "maestra ci hai rotto i biiiip, ma ficcatela nel biiiiip quella mela del biiiip, che è così piccola che ti ci entra di sicuro; a me piacciono le merendine e quelle mangio; me ne sbatto i biiiiip del km zero dell'ecosolidarietà e di tutte ste biiiiiip che vogliono togliermi il gusto di vivere; appena divento grande mi compro un suv e ti metto sotto biiiiip!"


Come dicevo, l'estetica della trasgressione della regole: trasgredire le norme è creativo e dalla trasgressione delle regole nasce il germe dell'innovazione.

A parte che si tratta di una banalizzazione bella e buona (confondi il pensiero critico con il rispetto delle regole), non mi risulta nessun illuminista finito al rogo per aver proposto nuove regole. Mi risulta invece che Voltaire fosse amico di Caterina di Russia...
Io continuo a preferire Socrate e mi bevo la mia cicuta.

Fattene una ragione: la scuola è il regno del conformismo sociale, Pasolini lo diceva 40 anni fa
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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Dom Lug 12, 2015 10:33 pm

lucetta10 ha scritto:
Fattene una ragione: la scuola è il regno del conformismo sociale, Pasolini lo diceva 40 anni fa
la scuola vorrebbe essere il regno del conformismo sociale, 40 anni fa gli anticonformisti c'erano ed erano numerosi quanto oggi, solo che si nascondevano come dei carbonari; oggi non più.
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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Dom Lug 12, 2015 10:43 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Fattene una ragione: la scuola è il regno del conformismo sociale, Pasolini lo diceva 40 anni fa
la scuola vorrebbe essere il regno del conformismo sociale, 40 anni fa gli anticonformisti c'erano ed erano numerosi quanto oggi, solo che si nascondevano come dei carbonari; oggi non più.



Cioè negli anni '70 l'anticonformismo non era di moda e alla ribalta e oggi invece si?
Questa mi pare più grossa anche di quella degli illuministi!
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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Dom Lug 12, 2015 11:16 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Fattene una ragione: la scuola è il regno del conformismo sociale, Pasolini lo diceva 40 anni fa
la scuola vorrebbe essere il regno del conformismo sociale, 40 anni fa gli anticonformisti c'erano ed erano numerosi quanto oggi, solo che si nascondevano come dei carbonari; oggi non più.



Cioè negli anni '70 l'anticonformismo non era di moda e alla ribalta e oggi invece si?
Questa mi pare più grossa anche di quella degli illuministi!  
Pasolini ha detto che negli anni 70 A SCUOLA l'anticonformismo non era di moda; lo hai detto tu, io so poco di illuminismo e nulla di Pasolini.

Per quel poco che so di illuminismo, mi risulta che prima ci fosse Dio con la sua verità rivelata ed il Re con il potere del suo esercito, coalizzati per importi comportamenti e pensieri; poi gli illuministi hanno promosso il pensiero critico, l'idea che le affermazioni andassero dimostrate e possibilmente messe alla prova.

Io, ti ripeto, di illuminismo so poco, ma mi rifiuto di credere che Reologi e Teologi non abbiano mai preso nessun illuminista della prima ora a calci nel culo; in effetti restando nel mio ambito, Galileo e Giordano Bruno, che possiamo considerare illuministi per l'approccio che avevano, un po' di calci nel culo li hanno presi.
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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Lun Lug 13, 2015 11:27 am

Non confondete il rispetto delle regole (scolastiche, stradali, dei codici civili e penali...) con l'educazione.
Sono due cose diverse. La scuola deve educare al rispetto delle regole non allo stile di vita.
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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Lun Lug 13, 2015 2:24 pm

giobbe ha scritto:
Non confondete il rispetto delle regole (scolastiche, stradali, dei codici civili e penali...) con l'educazione.
Sono due cose diverse. La scuola deve educare al rispetto delle regole non allo stile di vita.
A me piacerebbe non confonderli ma qualcuno ha inventato espressioni come "educazione alimentare", "educazione all'affettività", "educazione ambientale".
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Lun Lug 13, 2015 3:58 pm

avidodinformazioni ha scritto:
giobbe ha scritto:
Non confondete il rispetto delle regole (scolastiche, stradali, dei codici civili e penali...) con l'educazione.
Sono due cose diverse. La scuola deve educare al rispetto delle regole non allo stile di vita.
A me piacerebbe non confonderli ma qualcuno ha inventato espressioni come "educazione alimentare", "educazione all'affettività", "educazione ambientale".

Perché, presumo, l'hanno importato dal mondo anglosassone, dove "education" sta per "istruzione".
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Lun Lug 13, 2015 5:13 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Fattene una ragione: la scuola è il regno del conformismo sociale, Pasolini lo diceva 40 anni fa
la scuola vorrebbe essere il regno del conformismo sociale, 40 anni fa gli anticonformisti c'erano ed erano numerosi quanto oggi, solo che si nascondevano come dei carbonari; oggi non più.



Cioè negli anni '70 l'anticonformismo non era di moda e alla ribalta e oggi invece si?
Questa mi pare più grossa anche di quella degli illuministi!  
Pasolini ha detto che negli anni 70 A SCUOLA l'anticonformismo non era di moda; lo hai detto tu, io so poco di illuminismo e nulla di Pasolini.

Per quel poco che so di illuminismo, mi risulta che prima ci fosse Dio con la sua verità rivelata ed il Re con il potere del suo esercito, coalizzati per importi comportamenti e pensieri; poi gli illuministi hanno promosso il pensiero critico, l'idea che le affermazioni andassero dimostrate e possibilmente messe alla prova.

Io, ti ripeto, di illuminismo so poco, ma mi rifiuto di credere che Reologi e Teologi non abbiano mai preso nessun illuminista della prima ora a calci nel culo; in effetti restando nel mio ambito, Galileo e Giordano Bruno, che possiamo considerare illuministi per l'approccio che avevano, un po' di calci nel culo li hanno presi.



... e non c'entrano nulla con l'illuminismo. Gli illuministi contestano il principio di autorità ma teorizzano anche il dispotismo illuminato

Stai parlando della rivoluzione scientifica e del metodo sperimentale: Copernico e Newton, non Voltaire e Montesquieu.

Tutti comunque non c'entrano nulla con quello di cui si discute, ma c'entrano molto con quello che dicevo a proposito dell'estetica che si vorrebbe costruire attorno alla trasgressione delle regole, ora anche imbarcandosi un pantheon di glorie patrie!

Anche Galilei cercò l'accordo col potere costituito e comunque agì dall'interno di un sistema che non contestava.
Non si può far passare chi, nella scuola pubblica, promuove il rispetto delle regole, per il Tribunale dell'Inquisizione. E soprattutto non mi piace la raffigurazione del prof che si fuma la sigaretta in cortile in barba al divieto o ammicca ai ragazzi con qualche parolaccia, come il vero ribelle, il "Giordano Bruno".

Ha ragione giobbe, la scuola educa al rispetto delle regole, e, aggiungo, al rispetto anche di "diversi" stili di vita, al pensiero critico, che non è assolutamente in contraddizione con il rispetto delle regole (di nuovo: W Socrate, che se vogliamo palare di calci in culo ne ha presi parecchi).

Sul fatto invece che ormai si voglia delegare alla scuola l'educazione all'affettività e simili, ma, torno a quello che dicevo all'inizio, per incapacità manifesta delle famiglie che dovrebbero esserne titolari, lì siamo perfettamente d'accordo.
Ormai a qualunque fatto di cronaca più o meno efferato non si può fare a meno di sentire il commento finale: "a scuola dovrebbero insegnare a..."
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Lun Lug 13, 2015 11:32 pm

avidodinformazioni ha scritto:
giobbe ha scritto:
Non confondete il rispetto delle regole (scolastiche, stradali, dei codici civili e penali...) con l'educazione.
Sono due cose diverse. La scuola deve educare al rispetto delle regole non allo stile di vita.
A me piacerebbe non confonderli ma qualcuno ha inventato espressioni come "educazione alimentare", "educazione all'affettività", "educazione ambientale".
Quei qualcuno sono i riformisti della scuola nostrani ovvero massa di coglioni.
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Mar Lug 14, 2015 5:11 pm

Succede spesso negli ultimi tempi che dei ragazzi mettano in rete dei video girati a scuola con i telefonini: abbiamo visto dell'incredibile.  A volta degli handicappati vengono presi in giro, a una professoressa viene chiesto se non avesse guadagnato di più se avesse fatta la puttana, a un'altra addirittura mettono le mani addosso. Scene di ordinaria maleducazione  in quei luoghi che dovrebbero essere i luoghi dell'educazione.
Ci si chiede: dove sono arrivati i professori?
Se un alunno 50 anni fa avesse dato della "puttana" a una professoressa sarebbe stato almeno escluso per un anno "da tutte le scuole del Regno" (come recitava il vecchio regolamento scolastico). Ma pensate ora che accadrebbe se fosse riferito un fatto del genere. Pedagogisti e psicologi improvvisati subito avrebbero voluto cercare le cause profonde di un tale atteggiamento: la prof non era abbastanza qualificata  professionalmente? Non aveva una personalità da ispirare rispetto? Forse era vestita o parlava in modo non adeguato?
Ma le cause poi sono tante, e così ogni cosa finisce in un “tutto” indistinto in cui si  mescola di tutto: dal perdurante mammismo, al ritrovamento dell'alibi ad ogni costo che "giustifichi" tale comportamento, al gap generazionale. In questo "tutto" la maleducazione dell'alunno si dimentica e invece si staglia netta  la incapacità della professoressa. Meglio allora far finta di non aver capito
Ecco dove sono arrivati i professori

Ricordo alcuni anni fa il caso di una professoressa di scuola media che avendo un alunno eccessivamente "vivace" scrisse relazioni e note informative adeguate. La famiglia si mise a difesa del caro ragazzo con ricorsi e proteste a tutti. La professoressa per un mese perse la propria pace, divenne irascibile anche in famiglia. Poi alla fine arrivò un ispettore: non sembrò molto interessato al fatto in sé ma disse che la prof poteva avere tutte le ragioni ma che se la famiglia avesse presentata denuncia al magistrato (come era decisa a fare), avrebbe dovuto assumere un avvocato a proprie spese e non si sapeva che cosa avrebbe deciso il giudice e cosa avrebbero riferito i media. Allora la maestra strappò tutte le relazioni, scrisse quello che volavano i genitori,  e tutti furono felici e contenti: il ragazzo, i genitori, l'ispettore, il preside, la famiglia della professoressa.  Se non si può dire la verità si scriva pure che è un santo e un genio: chi se ne importa?
Ecco dove sono arrivati i professori  

Ricordo un episodio riferito dalla TV con tono melodrammatico: si stigmatizzava un preside che aveva sospeso un ragazzo che cosi non poteva andare alla "sua" scuola, fra i "suoi " compagni, a  cui veniva niente meno che impedito l’accesso ai luoghi dell'educazione: ma perchè, sembrava suggerire, non si cacciava un tale mostro di preside? Alla fine che cosa aveva fatto il discoletto: aveva solo cercato di accecare dei compagni con un coltellino, ma un coltellino piccolo, piccolo: e che sarà mai, si sa, i ragazzi sono un pò vivaci, specie i maschietti poi.

Certo, non che la scuola, i professori,  non abbiano le proprie colpe e gravi anche, ma questo non può essere invocato come una scusante generale per tutto quello che fanno gli alunni. D’altra parte se non diamo i mezzi alla scuola per intervenire come pensiamo che essa possa poi intervenire?  

Il problema è che l'insegnate non ha mezzi per intervenire e allora spesso preferisce  girare la faccia dall'altra parte. Un tempo c'era il timore della  sospensione del  “Signor Preside “ e soprattutto della bocciatura: ma ora la scuola appare disarmata: tutti sono promossi e ogni punizione è caduta in disuso: quando qualche scuola adotta ancora qualche punizione allora viene additata al pubblico ludibrio: si dice che se  l'alunno  non si comporta  bene o  non impara è sempre colpa della scuola. E allora la scuola finge che tutti imparano e che tutti sono educati.  Gli insegnanti lodando gli alunni lodano se stessi, biasimando gli alunni, biasimano se stessi. Per questo se uno legge le montagne di inutili relazioni che gli insegnanti scrivono vede una mondo di fantasia in cui “gli alunni sono vivamente interessati e partecipi al dialogo educativo e culturale”.

Ma l'ipocrisia appartiene al genere umano e da essa molti professori non ne sono indenni. Non diranno MAI che si sono piegati alla paura; che hanno scelto il quieto vivere; che per proteggere la propria inettitudine (perché di fatto hanno tirato i remi in barca) la via migliore è quella del promuovere tutti. Allora, alla fine dell'anno, dopo essersi lamentati per un anno intero con i colleghi sul rendimento e sulla discplina dei propri alunni, non troveranno di meglio che promuoverli tutti, e anche con bei voti. Allora in Consiglio di classe diranno qualsiasi bugia pur di giustificare la loro contraddizione.

Mentiranno sapendo di mentire.
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Gio Lug 16, 2015 4:54 pm

Ecco dove sono arrivati i professori.
Solo pochi minuti ho ascoltato qualcosa di sconcertante alla TV, si tratta della trasmissione Estate in Diretta. Due genitori si presentano in studio ed invocano che il loro figlio (disabile) venga bocciato a scuola. Trasecolo: vuoi vedere che questi genitori ritengono che il loro figlio non possiede i minimi strumentali per seguire la classe successiva? Genitori controcorrente, illuminati e consapevoli dell'importanza dell'istruzione? Purtroppo non si tratta di questo, visto che l'alunno è all'esame di maturità e, a questo punto, tale richiesta sembra piuttosto tardiva. E allora?
Allora vogliono semplicemente che il figlio, disabile, continui a stare a scuola dove potrà comunque continuare a socializzare con i nuovi compagni. Insomma, cosa farà a casa, con chi interagirà e chi si occuperà in futuro di lui? Quali servizi potrà in futuro offrire lo stato a loro?
La soluzione c'è: LA SCUOLA ovvero GLI INSEGNANTI.
Ecco dove sono arrivati i professori . Non sono più i formatori e i valutatori di una volta. Non sono essi che decidono, "nell'interesse dell'alunno" (mi si passi la sfumatura linguistica...) la ripetizione dell'anno scolastico. Lo decidono, com'è nei fatti, le famiglie, secondo le loro esigenze, non esclusivamente didattiche ma anche di tipo di mènage familiare.
Quindi alla fine oggi a cosa servono veramente gli insegnanti se non a fare da custodi dei pargoli altrui. Se riescono anche ad istruirli un pochino tanto di guadagnato. Ma la loro funzione è diventata soprattutto di assistenza, come una qualsiasi baby sitter o badante. Perché a decidere, nel bene e nel male, sulla promozione o bocciatura del proprio figlio, alla fine, sono rimasti solo i genitori.
Ecco dove sono arrivati i professori
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Dulcamara



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MessaggioOggetto: Re: Noi formiamo o educhiamo?   Mer Ago 05, 2015 11:17 pm

Io insegno. Le famiglie educhino e i discenti si formino da soli.
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