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 Disorientamento giovanile disarmante

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MessaggioOggetto: Disorientamento giovanile disarmante   Sab Lug 04, 2015 9:16 pm

Abbiamo terminato oggi con l'esame. Con soddisfazione mia, tre ragazzi che avevano un ottimo curriculum hanno avuto punteggi alti e nettamente emergenti rispetto alla media della classe. Ma alla tradizionale domanda di rito ("Cosa vuoi fare da grande?"), due di loro hanno risposto in modo disarmante.
Conoscevo già la risposta perché il loro disorientamento era già emerso durante l'anno, al punto che uno di loro non ha neppure voluto partecipare alla giornata dell'orientamento organizzata dall'Università. In pratica non sanno cosa fare, ma soprattutto sono così disorientati che non vorrebbero neppure proseguire negli studi.

Fin qui potrebbe sembrare ordinaria amministrazione, in fondo capita che un ragazzo si senta arrivato quando arriva al diploma e non voglia proseguire. Peccato che la scuola è un liceo delle scienze applicate, che fino allo scorso anno questi ragazzi erano intenzionati a proseguire gli studi (uno di loro aveva già esplorato, in quarta, i test di ammissione), che, per metodo impegno determinazione e capacità, sono in grado di proseguire all'università con profitto, che hanno il pieno sostegno delle rispettive famiglie, che, sia pure per caratteristiche differenti, sono due gioiellini di studenti, tra i migliori che io abbia mai avuto.

Perché questo atteggiamento rinunciatario? Perché questa demotivazione disarmante?
Ne abbiamo parlato tra i colleghi in commissione. Uno di loro ha detto che è un fenomeno che sta iniziando a farsi strada fra diversi giovani che vedono come esempi negativi i loro fratelli più grandi, neolaureati, che tornano a casa con un titolo ma senza prospettive. Non so quanto sia fondata questa affermazione, ma è verosimile. Già nella quinta dello scorso anno avevo sentito dai genitori di un altro studente, anche se ad un livello inferiore rispetto ai due di quest'anno, aveva manifestato la stessa demotivazione in maniera più esplicita: "che proseguo a fare? non ne vale la pena".

Insomma, ho paura che stiamo passando dalla fase della fuga dei cervelli a quella della resa dei cervelli. E credo che i modelli di riferimento che l'Italia propone, nella sfera sociale, politica ed economica, facciano di tutto per intensificare questo fenomeno. In fondo, quali prospettive riusciamo a dare a questi ragazzi oltre alla mera retorica?
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Sab Lug 04, 2015 9:30 pm

Interessante quesito, anch'io ho osservato il medesimo fenomeno, e mi sono dato alcune spiegazioni, alcune coincidenti con le tue:
1) Il terrorismo mediatico sulla crisi e la disoccupazione ha colto nel segno e questi ragazzi sono demotivati e hanno paura del futuro.
2) Non hanno trovato un riferimento credibile a scuola o a casa che sapesse ascoltare leloro ansie e consiglierli per il meglio.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Sab Lug 04, 2015 9:45 pm

Non riusciamo a far capire a ragazzi che la conoscenza non fornisce più nessuna certezza, mentre l'ignoranza si, nel senso che chi rimane ignorante è sicuro di finir male (tranne rari casi patologici, difficilmente replicabili come Balotelli, Trota, Razzi).
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Sab Lug 04, 2015 9:48 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Non riusciamo a far capire a ragazzi che la conoscenza non fornisce più nessuna certezza, mentre l'ignoranza si, nel senso che chi rimane ignorante è sicuro di finir male (tranne rari casi patologici, difficilmente replicabili come Balotelli, Trota, Razzi).

Del primo non dico nulla, è un giovane calciatore, non un politico... ma il terzo
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Sab Lug 04, 2015 10:58 pm

Sto frequentando un corso di tedesco e ho in aula con me quattro giovani ingegneri...laureatisi lo scorso anno hanno TUTTI trovato impiego entrò tre settimane /un mese dalla laurea..consigliate ai vostri migliori alunni di iscriversi a facoltà scientifiche come ingegneria o fisica..non è vero che con la laurea si puliscono i pavimenti ...le statistiche dicono che alcune facoltà,le più difficili, danno sempre sbocco lavorativo...ovvie che i laureati in SCIENZE DELLA PACE o psicologia oggigiorno sono destinati alla disoccupazione
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 12:19 am

Felipeto ha scritto:
Sto frequentando un corso di tedesco e ho in aula con me quattro giovani ingegneri...laureatisi lo scorso anno hanno TUTTI trovato impiego entrò tre settimane /un mese dalla laurea..consigliate ai vostri migliori alunni di iscriversi a facoltà scientifiche come ingegneria o fisica..non è vero che con la laurea si puliscono i pavimenti ...le statistiche dicono che alcune facoltà,le più difficili, danno sempre sbocco lavorativo...ovvie che i laureati in SCIENZE DELLA PACE  o psicologia oggigiorno sono destinati alla disoccupazione
Subito ho pensato che scherzassi, poi ho avuto un atroce dubbio, e google ha confermato.

A quando una laurea in "grande fratello" o in "champions league dal 2005 al 2010" ?
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 8:06 am

avidodinformazioni ha scritto:
Felipeto ha scritto:
Sto frequentando un corso di tedesco e ho in aula con me quattro giovani ingegneri...laureatisi lo scorso anno hanno TUTTI trovato impiego entrò tre settimane /un mese dalla laurea..consigliate ai vostri migliori alunni di iscriversi a facoltà scientifiche come ingegneria o fisica..non è vero che con la laurea si puliscono i pavimenti ...le statistiche dicono che alcune facoltà,le più difficili, danno sempre sbocco lavorativo...ovvie che i laureati in SCIENZE DELLA PACE  o psicologia oggigiorno sono destinati alla disoccupazione
Subito ho pensato che scherzassi, poi ho avuto un atroce dubbio, e google ha confermato.

A quando una laurea in "grande fratello" o in "champions league dal 2005 al 2010" ?
Più che la laurea in "scienze della pace" è consigliabile quella in " governance dell'emergenza", mi sembra più appropriata.
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 8:51 am

E ha pure una magistrale!!!
Comunque questi corsi di laurea mi lasciano perplesso, evidentemente qualcuno che si iscrive ad essi c'è, oppure non esisterebbero. Io sono sempre stato un sostenitore del numero chiuso anche a filosofia, lettere ecc.. per limitare ai migliori l'effettivo conseguimento della laurea.

Oppure hanno uno sboccolavorativo che nell'immediato è difficile da valutare? Anche questo non voglio escluderlo, in fondo il mondo è in perpetuo cambiamento.
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 9:42 am

Io credo che questi corsi di laurea siano interessantissimi come seconda laurea,  per approfondire argomenti di proprio interesse,  per avere 5 punti nella graduatoria interna d'istituto.  Non penso siano utilissimi per avere rapidamente un lavoro retribuito. Io stessa,  dopo la laurea in lettere (che mi gfa lavorare ormai da 20 anni) ho conseguito ua seconda laurea lavorativamente inutile (storia moderna) e tra un annetto avrò la terza (arti visive). Non escludo la quarta, forse storia medievale.  Però non cerco lavoro,  ce l'ho già.
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 11:34 am

chicca70 ha scritto:
Io credo che questi corsi di laurea siano interessantissimi come seconda laurea,  per approfondire argomenti di proprio interesse,  per avere 5 punti nella graduatoria interna d'istituto.  Non penso siano utilissimi per avere rapidamente un lavoro retribuito. Io stessa,  dopo la laurea in lettere (che mi gfa lavorare ormai da 20 anni) ho conseguito ua seconda laurea lavorativamente inutile (storia moderna) e tra un annetto avrò la terza (arti visive). Non escludo la quarta, forse storia medievale.  Però non cerco lavoro,  ce l'ho già.
Perchè laurearsi ?
Se frequenti di straforo, studi ed impari non è lo stesso ?

Per l'idea che ti ho dato mi devi la metà delle tasse d'iscrizione della prossima laurea.
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 11:37 am

Giancarlo Dessì ha scritto:
....In pratica non sanno cosa fare, ma soprattutto sono così disorientati che non vorrebbero neppure proseguire negli studi....
Perché questo atteggiamento rinunciatario? Perché questa demotivazione disarmante?
….un altro studente…….aveva manifestato la stessa demotivazione in maniera più esplicita: "che proseguo a fare? non ne vale la pena"....
....Insomma, ho paura che stiamo passando dalla fase della fuga dei cervelli a quella della resa dei cervelli. E credo che i modelli di riferimento che l'Italia propone, nella sfera sociale, politica ed economica, facciano di tutto per intensificare questo fenomeno. In fondo, quali prospettive riusciamo a dare a questi ragazzi oltre alla mera retorica?
Già, quali prospettive riusciamo a dare come scuola? Quali prospettive garantisce loro la società e il mondo del lavoro?
Io combatto ogni giorno durante l’anno scolastico con i miei studenti per evitare quella che tu chiami tristemente “resa dei cervelli” e che corrisponde purtroppo a molte realtà, anzi a moltissime…..e spesso è una guerra contro i mulini a vento che mi vede sconfitta.
Ora questo combattimento lo sto intraprendendo a livello familiare con un figlio che ha appena concluso l’esame al Liceo Scientifico. Le considerazioni dei tui studenti Giancarlo sono le stesse che fa mio figlio e non sempre trovo le giuste risposte per tranquillizzarlo.

Non sono d’accordo con le spiegazioni che ipotizza Precario acciaio
precario_acciaio ha scritto:
1) Il terrorismo mediatico sulla crisi e la disoccupazione ha colto nel segno e questi ragazzi sono demotivati e hanno paura del futuro.
Non si tratta di “terrorismo mediatico” , ma di pura realtà!!
I nostri ragazzi non sono sordi e neanche ciechi, hanno modo di vedere e capire la società che li circonda e i dati relativi alla disoccupazione intellettuale non sono numeri estratti per il superenalotto, ma sono purtroppo dati reali.
Il mercato del lavoro giovanile italiano soffre, paragonata agli altri paesi europei, di un tasso di disoccupazione intellettuale decisamente preoccupante. Infatti, mentre la maggioranza dei paesi europei registra i tassi di disoccupazione più alti fra le persone con i più bassi livelli d’istruzione, l'Italia, in controtendenza, mostra tassi di disoccupazione dei laureati più alti rispetto a quelli a quelli dei diplomati e persino di coloro che hanno conseguito solo la licenza media.
Questo i nostri ragazzi lo sanno, ne sono consapevoli e da qui deriva la loro “resa” che noi, come insegnanti e come genitori, cerchiamo di fare in modo che non sia definitiva
precario_acciaio ha scritto:
2) Non hanno trovato un riferimento credibile a scuola o a casa che sapesse ascoltare le loro ansie e consigliarli per il meglio.
Questo potrebbe essere vero in alcuni casi, ma non migliora comunque i messaggi che arrivano loro dalla società e che comunque rende sempre più difficile renderci credibili ai loro occhi, come scuola e come famiglia
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 12:12 pm

avidodinformazioni ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Io credo che questi corsi di laurea siano interessantissimi come seconda laurea,  per approfondire argomenti di proprio interesse,  per avere 5 punti nella graduatoria interna d'istituto.  Non penso siano utilissimi per avere rapidamente un lavoro retribuito. Io stessa,  dopo la laurea in lettere (che mi gfa lavorare ormai da 20 anni) ho conseguito ua seconda laurea lavorativamente inutile (storia moderna) e tra un annetto avrò la terza (arti visive). Non escludo la quarta, forse storia medievale.  Però non cerco lavoro,  ce l'ho già.
Perchè laurearsi ?
Se frequenti di straforo, studi ed impari non è lo stesso ?

Per l'idea che ti ho dato mi devi la metà delle tasse d'iscrizione della prossima laurea.
Per la soddisfazione di aver iniziato,  proseguito e portato a termine ufficialmente un percorso.  Quando mi iscrissi alla seconda laurea mio padre, docente universitario di una disciplina scientifica,   mi disse che pochissimi laureati che lavorano riescono a finire il corso di studi. Come molti figli,  per spirito di contraddizione,  mi misi in testa di smentire le parole di mio padre e di potergli dire "hai visto?  Avevo ragione io"
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 12:51 pm

chicca70 ha scritto:
Io credo che questi corsi di laurea siano interessantissimi come seconda laurea,  per approfondire argomenti di proprio interesse,  per avere 5 punti nella graduatoria interna d'istituto.  Non penso siano utilissimi per avere rapidamente un lavoro retribuito. Io stessa,  dopo la laurea in lettere (che mi gfa lavorare ormai da 20 anni) ho conseguito ua seconda laurea lavorativamente inutile (storia moderna) e tra un annetto avrò la terza (arti visive). Non escludo la quarta, forse storia medievale.  Però non cerco lavoro,  ce l'ho già.

Massima stima, è un bel modo di mettersi alla prova; fossi in te (ma anche in me, infatti lo farò) proverei anche antropologia.
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 12:56 pm

E' vero Giovanna Omnis,è realtà, ma la realtà è fatta anche delle nostre visioni su di essa; il ritenere che ci si troverà in difficoltà con il lavoro e di conseguenza non scegliere portano a un peggioramento esponenziale della situazione... secondo me bisogna continuare a combattere questa situazione dando maggiore fiducia ai ragazzi, evitando che lo schema del Fallimento continui a radicalizzarsi nella nostra nazione.
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 2:33 pm

Sono d'accordo Precario_acciaio, infatto ho scritto:
"Questo i nostri ragazzi lo sanno, ne sono consapevoli e da qui deriva la loro “resa” che noi, come insegnanti e come genitori, cerchiamo di fare in modo che non sia definitiva" aggiungendo ".....i messaggi che arrivano loro dalla società e che comunque rendono sempre più difficile renderci credibili ai loro occhi, come scuola e come famiglia"...ma mai arrendersi e fare in modo che lo "schema del Fallimento continui a radicalizzarsi .....", come giustamente sostieni tu
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 2:40 pm

Però scusami, Giovanna, magari abbiamo letto statistiche diverse, ma io non ho mai letto che i giovani laureati facciano più fatica a trovare un lavoro rispetto ai diplomati o a chi ha solo la terza media, anzi il contrario. Magari non è il lavoro per cui hanno studiato e che vorrebbero fare e devono accontentarsi, ma il pezzo di carta mi pare che conti ancora qualcosa, se non altro perché chi abbandona dopo la terza media (escludendo i casi di disagio familiare) spesso è un ragazzo che non ha voglia né di studiare né di lavorare e perciò viene scartato anche dai datori di lavoro.
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 3:05 pm

Si, Dec, mi sono espressa male, parlando di tasso di disoccupazione intellettuale mi riferivo ai laureati che non riescono a mettere a frutto la loro laurea e risultano occupati (molti dei quali precari) in attività per le quali non è richiesta la laurea, ma sarebbe stata sufficiente in molti casi, solo la licenza media o, al massimo, il diploma.
Questa cosapevolezza porta i nostri ragazzi a dire con rassegnazione "Chi me lo fa fare?" .... rassegnazione che io, chiaramente, combatto, ma è sempre più difficile :-(
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 3:14 pm

Diciamo che, se uno ha un progetto chiaro (magari già un'offerta di lavoro allettante), scegliere di rinunciare all'università può essere una decisione sensata, anche se magari i genitori ci rimangono male (ma la vita è loro ed è giusto che siano loro a decidere). Se è perchè si pensa che non serva a niente e poi qualcosa si troverà lo stesso (ma senza sapere né cosa né quando), è una mentalità che va combattuta e che è molto triste, come diceva Giancarlo.
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 3:15 pm

la scuola come ascensore sociale non funziona più, se ne sono accorti famiglie e studenti.
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 4:51 pm

Dec ha scritto:
Diciamo che, se uno ha un progetto chiaro (magari già un'offerta di lavoro allettante), scegliere di rinunciare all'università può essere una decisione sensata, anche se magari i genitori ci rimangono male (ma la vita è loro ed è giusto che siano loro a decidere). Se è perchè si pensa che non serva a niente e poi qualcosa si troverà lo stesso (ma senza sapere né cosa né quando), è una mentalità che va combattuta e che è molto triste, come diceva Giancarlo.

A 15-19 anni le offerte allettanti ci sono, eccome. Lavori saltuari o stagionali, più o meno in nero. L'aiuto in officina o al bar, il manovale nel cantiere edile, il lavapiatti o il facchino o la cameriera in albergo, ecc. Alcuni dei miei ragazzi che nei giorni scorsi hanno sostenuto il colloquio oggi (domenica 5 luglio) sono già al lavoro. La zona dove ho insegnato in questi anni è in una località isolata, piuttosto emarginata e con ampie fasce di disoccupazione e inoccupazione, ma già da maggio, ma soprattutto da giugno fino a settembre esplode. Lavoro al bar, nelle pizzerie, nei ristoranti, negli alberghi, nelle spiagge, nei campeggi. Quei 700-1200 euro che metti insieme in un mese fanno gola. E ancora di più fanno gola quando in famiglia si tira avanti, con i genitori che vivono anch'essi nel precariato.
Chi si laurea e torna in paese non ha grosse prospettive, a meno che non decida di esportare all'estero il suo cervello. Le poche prospettive che ci sono si limitano a tentativi di intraprendere una libera professione, sbarcare il lunario con qualche lezione privata, cercare di entrare nel mondo della scuola. Se tornano appena laureati sono un brutto modello, perché i loro coetanei che hanno mollato gli studi anche prima del diploma, pur vivendo nella precarietà, scorrazzano con l'auto nuova, si spendono i loro guadagni al bar, ecc., mentre loro sono ancora a caccia di un'identità professionale. Se poi, per disperazione, vanno a raccattare qualche risparmio facendo lavoretti che i loro coetanei hanno iniziato a fare 5-10 anni prima, diventano automaticamente l'emblema del fallimento agli occhi dei più giovani.

Inoltre, tieni presente che un laureato, soprattutto del settore tecnico o scientifico, difficilmente tende ad esternare la sua condizione. Un ingegnere difficilmente afferma di essere un disoccupato, dirà di essere un ingegnere. Che poi vada a fare praticantato quasi gratuito presso uno studio avviato oppure si riduca a firmare la certificazione di un impianto elettrico per 50 euro è un altro paio di maniche. Sorvolando che quell'impianto elettrico, magari, l'ha installato in due giorni di lavoro in nero un suo coetaneo per la modica spesa di 500 euro più il materiale. Un coetaneo senza titolo che ha avuto la pensata di mollare la scuola a 16 anni per andare a fare l'aiutante del cugino che andava a installare impianti elettrici in nero.
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 5:18 pm

Non dico che non si possano fare anche questi lavori, soprattutto se in famiglia si tira avanti. Ma a settembre cosa si fa? Non mi sembra una prospettiva di vita e spendere i propri guadagni al bar nemmeno.
E' chiaro che vediamo le cose da un punto di vista diverso, perché io non vivo in un piccolo paese e in una regione che vive solo di turismo (anche se la crisi economica c'è per tutti).
A questo punto, se la situazione è quella che descrivi, forse la cosa migliore è lasciare il paese (non l'Italia, ma almeno il piccolo paese) o mettersi in proprio, ammesso di riuscirci.
Poi non mi sento nemmeno nella condizione di dare consigli, perché anch'io in fondo nella vita ho fatto solo l'insegnante.
Tu cosa hai consigliato o consiglieresti a quei due studenti meritevoli che ti hanno spinto ad aprire questo topic?
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 5:24 pm

ipercarmela ha scritto:
la scuola come ascensore sociale non funziona più, se ne sono accorti famiglie e studenti.

nemmeno il lavoro (quando si trova) funziona più ....

tra job acts / co.pro / itinerali NON si fa MAI carriera e si resta sempre in basso indipendentemente dalle capacità dimostrate....
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 6:00 pm

Dec ha scritto:
Tu cosa hai consigliato o consiglieresti a quei due studenti meritevoli che ti hanno spinto ad aprire questo topic?
Innanzitutto proseguire gli studi. Poi ho sempre consigliato di andare fuori, anche all'estero, se le prospettive a breve termine tardano a configurarsi.
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 6:09 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
Dec ha scritto:
Diciamo che, se uno ha un progetto chiaro (magari già un'offerta di lavoro allettante), scegliere di rinunciare all'università può essere una decisione sensata, anche se magari i genitori ci rimangono male (ma la vita è loro ed è giusto che siano loro a decidere). Se è perchè si pensa che non serva a niente e poi qualcosa si troverà lo stesso (ma senza sapere né cosa né quando), è una mentalità che va combattuta e che è molto triste, come diceva Giancarlo.

A 15-19 anni le offerte allettanti ci sono, eccome. Lavori saltuari o stagionali, più o meno in nero. L'aiuto in officina o al bar, il manovale nel cantiere edile, il lavapiatti o il facchino o la cameriera in albergo, ecc. Alcuni dei miei ragazzi che nei giorni scorsi hanno sostenuto il colloquio oggi (domenica 5 luglio) sono già al lavoro. La zona dove ho insegnato in questi anni è in una località isolata, piuttosto emarginata e con ampie fasce di disoccupazione e inoccupazione, ma già da maggio, ma soprattutto da giugno fino a settembre esplode. Lavoro al bar, nelle pizzerie, nei ristoranti, negli alberghi, nelle spiagge, nei campeggi. Quei 700-1200 euro che metti insieme in un mese fanno gola. E ancora di più fanno gola quando in famiglia si tira avanti, con i genitori che vivono anch'essi nel precariato.
Chi si laurea e torna in paese non ha grosse prospettive, a meno che non decida di esportare all'estero il suo cervello. Le poche prospettive che ci sono si limitano a tentativi di intraprendere una libera professione, sbarcare il lunario con qualche lezione privata, cercare di entrare nel mondo della scuola. Se tornano appena laureati sono un brutto modello, perché i loro coetanei che hanno mollato gli studi anche prima del diploma, pur vivendo nella precarietà, scorrazzano con l'auto nuova, si spendono i loro guadagni al bar, ecc., mentre loro sono ancora a caccia di un'identità professionale. Se poi, per disperazione, vanno a raccattare qualche risparmio facendo lavoretti che i loro coetanei hanno iniziato a fare 5-10 anni prima, diventano automaticamente l'emblema del fallimento agli occhi dei più giovani.

Inoltre, tieni presente che un laureato, soprattutto del settore tecnico o scientifico, difficilmente tende ad esternare la sua condizione. Un ingegnere difficilmente afferma di essere un disoccupato, dirà di essere un ingegnere. Che poi vada a fare praticantato quasi gratuito presso uno studio avviato oppure si riduca a firmare la certificazione di un impianto elettrico per 50 euro è un altro paio di maniche. Sorvolando che quell'impianto elettrico, magari, l'ha installato in due giorni di lavoro in nero un suo coetaneo per la modica spesa di 500 euro più il materiale. Un coetaneo senza titolo che ha avuto la pensata di mollare la scuola a 16 anni per andare a fare l'aiutante del cugino che andava a installare impianti elettrici in nero.
Quanto è vero ciò che dici Giancarlo!
Ti capisco molto bene perchè anche io vivo in una realtà come quella che descrivi.
Vedo giovani frustrati, infelici, sbandati. giovani che diplomati o laureati distribuiscono curriculum da tutte le parti, ma non ricevono chiamate da nessuna parte, forse qualche colloquio che si rivela una sonora fregatura, quindi devono stare con gli occhi ben aperti, anche se non sempre dispongono dei giusti strumenti "accecati" dalla voglia di lavorare e guadagnare qualche cosa per non dipendere sempre dalla famiglia. Giovani, cervelli pensanti e di valore, che vanno via, partono per lavorare, bar, pizzerie, ristoranti, per "fare la stagione" come si dice dalle nostre parti, per poi tornare con un pugno di mosche e con una frustrazione ancora maggiore.
E' una tristezza che tocco con mano e mi riempie di angoscia: Quale sarà il futuro dei giovani? Quale sarà il futuro dei nostri figli?
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MessaggioOggetto: Re: Disorientamento giovanile disarmante   Dom Lug 05, 2015 6:56 pm

Io.lo ripeto perché ho frequentato il politecnico di Torino e conosco neolaureati presso il medesimo...a fronte di anni durissimi,io dodici anni fa e loro oggi e le statistiche confermano sui grandi numeri,abbiamo trovato lavoro..non a tremila euro al mese come in germania a in ambito tecnologico..nessuno o una minima parte fa il cameriere o le stagioni..con questi non sminuiso certi lavori ma è ora di scegliere facoltà utili nel i mondo del lavori,anche all estero, e non piacevoli acculturamenti culturali senza sbocco.
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