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 Una didattica troppo "trasmissiva"

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ushikawa



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MessaggioOggetto: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 6:14 am

Riporto qui un estratto dell'articolo di Attilio Oliva, presidente della lobby TreeLLLE che dopo essersi tanto speso per l'approvazione della riforma, ne sottolinea la necessità denunciando alcune presunte manchevolezze della scuola pubblica italiana (articolo comparso sul sole24ore scuola).
Tra queste l'accusa esplicita per cui la didattica nella scuola pubblica italiana sia "vecchia", noiosa, poco coinvolgente e interessante e soprattutto troppo "trasmissiva".  

3. Lo sapevate che la nostra è la scuola d’Europa con più abbandoni (circa il 20%) e dove le assenze degli studenti sono oltre il doppio rispetto alla media? Sarà forse perché le attività che vi si svolgono non riescono a coinvolgerli e interessarli?
7. Lo sapevate che da noi la didattica è prevalentemente “trasmissiva” e che buona parte del tempo scuola è impegnato da lezioni ed interrogazioni, senza un coinvolgimento più motivante e interattivo degli studenti? E che le verifiche orali hanno la netta prevalenza su quelle scritte e sui test, al contrario di quanto accade negli altri paesi?


Cosa ne pensate?


Ultima modifica di ushikawa il Ven Lug 17, 2015 3:29 pm, modificato 1 volta
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carletto 2



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 6:36 am

che i test sono una ca*ata pazzesca

e che a quellli di treellle "trasmetterei" velentieri un bel po' di calci nel culllo
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 9:15 am

La nostra scuola ha un alto tasso di abbandoni per vari motivi.

Uno di questi è che la nostra scuola è molto più impegnativa di quelle di gran parte dell'Europa. Ecco perché chi è modesto (eufemismo) abbandona mentre chi ha capacità migliori finisce per diventare "cervello in fuga".

Ma la "B.S." (bullshit scuola) non risolve questo problema, con buona pace di LLL.
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nakamura



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 1:26 pm

Io sono + o - d'accordo con l'osservazione. Ma mi sfugge il legame con il maxi-emendato-ddl-scuola.

Un esempio. A me non piace l'interrogazione. Ma alla fine dei tre anni è richiesto, da disposizioni ministeriali, un colloquio orale. Che cosa faccio? Evito di preparare i ragazzi al colloquio perché l'interrogazione non è di moda nel resto del mondo?

Altro esempio. Non mi piace nemmeno il tema. Non nella forma classica. Eppure è previsto che la prima prova di esame sia un tema e, lo dico per chi non insegna lettere alla medie, ci sono anche indicazioni precise sul tipo di tema da far svolgere e sulla natura delle tre tracce.

Ultimo esempio. Molti, anche alcuni illustri linguisti, ritengono che l'insegnamento della grammatica frastica sia inutile. Ne comprendo le ragioni. Però la prova INVALSI contiene una sezione di quiz grammaticali.

Parte dell'opinione pubblica ritiene che la riforma sia necessaria per "svecchiare" la scuola e perché non apprezza permanenze analoghe a quelle che ho elencato (permanenza=brutto, rottamazione=bello). Ma tutto questo non ha nulla a che fare con i disegni neo-liberisti che costituiscono l'ossatura della riforma.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 3:06 pm

mac67 ha scritto:
La nostra scuola ha un alto tasso di abbandoni per vari motivi.

Uno di questi è che la nostra scuola è molto più impegnativa di quelle di gran parte dell'Europa. Ecco perché chi è modesto (eufemismo) abbandona mentre chi ha capacità migliori finisce per diventare "cervello in fuga".



... e fugge verso questi "altri paesi" che si prendono anche il peggiore dei nostri laureati senza battere ciglio
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 5:51 pm

Nella didattica trasmissiva (= io so le cose e le trasmetto a te che non le sai e che quindi in questo modo le impari) lo studente ascolta quello che diciamo, studia a casa quello che il libro di testo gli trasmette, e riproduce quello che, da buon ricevitore, ha più o meno fedelmente registrato sul supporto di memoria. Riproduce oralmente o per scritto o per crocette: la riproduzione è indipendente dal mezzo usato.
Per valutare l'efficacia di questo tipo di didattica  basterebbe interrogare gli studenti sugli argomenti degli anni precedenti. Non lo si fa quasi mai, per non vessare gli studenti (si dice) o più verosimilmente per non doverci accorgere di quanto poco resta, anche nei più "bravi".
Io sinceramente non credevo che nella scuola (media) italiana le cose funzionassero così, invece ha ragione il tizio delle treelle: la didattica è prevalentemente di questo tipo. Non "qualche volta", o "per certi argomenti", o "per certe materie": prevalentemente.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 6:20 pm

geo&geo ha scritto:

Io sinceramente non credevo che nella scuola (media) italiana le cose funzionassero così, invece ha ragione il tizio delle treelle: la didattica è prevalentemente di questo tipo. Non "qualche volta", o "per certi argomenti", o "per certe materie": prevalentemente.

Non solo la scuola media.

D'altro canto, con programmi bulimici come quelli che abbiamo (per esempio, secondo le Indicazioni Nazionali dei licei scientifici, il liceale deve studiare almeno 25 canti della Divina Commedia), la modalità trasmissiva è la soluzione più adeguata. Non c'è tempo perché l'alunno medio venga posto di fronte a una situazione problematica, la analizzi, ne discuta, anche facendo errori, fino a comprenderne l'essenza.
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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 7:00 pm

mac67 ha scritto:
geo&geo ha scritto:

Io sinceramente non credevo che nella scuola (media) italiana le cose funzionassero così, invece ha ragione il tizio delle treelle: la didattica è prevalentemente di questo tipo. Non "qualche volta", o "per certi argomenti", o "per certe materie": prevalentemente.

Non solo la scuola media.

D'altro canto, con programmi bulimici come quelli che abbiamo (per esempio, secondo le Indicazioni Nazionali dei licei scientifici, il liceale deve studiare almeno 25 canti della Divina Commedia), la modalità trasmissiva è la soluzione più adeguata. Non c'è tempo perché l'alunno medio venga posto di fronte a una situazione problematica, la analizzi, ne discuta, anche facendo errori, fino a comprenderne l'essenza.
E che situazione problematica (test di competenza) ti inventi per la Divina Commedia ?

Prevalentemente interrogazioni orali ? La maggior parte delle materie ha 2 ore settimanali, io non so che voce abbiano i miei studenti.

Da noi ci sono gli abbandoni scolastici perchè andare a scuola non serve a nulla, tanto fai il disoccupato lo stesso e perchè le mamme italiane sono le peggiori, sempre pronte a mettere il pulcino sotto l'ala protettrice invece di sfoderare i calci nel culo.
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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 7:01 pm

mac67 ha scritto:
geo&geo ha scritto:

Io sinceramente non credevo che nella scuola (media) italiana le cose funzionassero così, invece ha ragione il tizio delle treelle: la didattica è prevalentemente di questo tipo. Non "qualche volta", o "per certi argomenti", o "per certe materie": prevalentemente.

Non solo la scuola media.

D'altro canto, con programmi bulimici come quelli che abbiamo (per esempio, secondo le Indicazioni Nazionali dei licei scientifici, il liceale deve studiare almeno 25 canti della Divina Commedia), la modalità trasmissiva è la soluzione più adeguata. Non c'è tempo perché l'alunno medio venga posto di fronte a una situazione problematica, la analizzi, ne discuta, anche facendo errori, fino a comprenderne l'essenza.
E che situazione problematica (test di competenza) ti inventi per la Divina Commedia ?

Prevalentemente interrogazioni orali ? La maggior parte delle materie ha 2 ore settimanali, io non so che voce abbiano i miei studenti.

Da noi ci sono gli abbandoni scolastici perchè andare a scuola non serve a nulla, tanto fai il disoccupato lo stesso e perchè le mamme italiane sono le peggiori, sempre pronte a mettere il pulcino sotto l'ala protettrice invece di sfoderare i calci nel culo.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 7:05 pm

avidodinformazioni ha scritto:
E che situazione problematica (test di competenza) ti inventi per la Divina Commedia ?

La prova per competenze per eccellenza di italiano si chiama "analisi del testo". Non devi avere studiato prima il testo da analizzare.

avidodinformazioni ha scritto:
E che situazione problematica (test di competenza) ti inventi per la Divina Commedia ?

Prevalentemente interrogazioni orali ? La maggior parte delle materie ha 2 ore settimanali, io non so che voce abbiano i miei studenti.

Da noi ci sono gli abbandoni scolastici perchè andare a scuola non serve a nulla, tanto fai il disoccupato lo stesso e perchè le mamme italiane sono le peggiori, sempre pronte a mettere il pulcino sotto l'ala protettrice invece di sfoderare i calci nel culo.

Questo presidente di 3L mi pare che la scuola la conosca poco, principalmente dall'analisi di dati. Parla di sanatorie (i concorsi riservati) quando l'ultimo l'hanno fatto, se non ricordo male, nel 2000.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 7:15 pm

Mi sembra una questione assurda! Ma lo vogliamo capire che il 99,9% di tutto ciò che sappiamo lo abbiamo appreso con una modalità trasmissiva? Se così non fosse,  ogni generazione ripartirebbe dal paleolitico. Ed è così non solo per gli apprendimenti scolastici ma per tutto. Come ho imparato a fare il risotto? Provando ed elaborando autonomamente una strategia di lavoro?  No,  mia madre mi ha insegnato come fare. Come abbiamo imparato a guidare l'auto?  Per tentativi e schiantandoci su ogni muro oppure facendo ciò che ci veniva detto da altri?
Certo che la maggior parte degli studenti non si ricorda cosa ha studiato l'anno precedente!  Ogni argomento gli è stato richiesto una volta sola! Se avessi fatto il risotto una volta sola in vita mia,  quando me lo spiegò mia mamma,  ora non ricorderei più la ricetta.
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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 7:15 pm

mac67 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
E che situazione problematica (test di competenza) ti inventi per la Divina Commedia ?

La prova per competenze per eccellenza di italiano si chiama "analisi del testo". Non devi avere studiato prima il testo da analizzare.

Prova di competenza può essere la comprensione del testo, utile nella vita o sul lavoro (definizione di competenza); non farei una prova di competenza su un testo in lingua che non è italiano (corrente).
Secondo me Dante partecipa a creare "abilità" e "conoscenze".

mac67 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
E che situazione problematica (test di competenza) ti inventi per la Divina Commedia ?

Prevalentemente interrogazioni orali ? La maggior parte delle materie ha 2 ore settimanali, io non so che voce abbiano i miei studenti.

Da noi ci sono gli abbandoni scolastici perchè andare a scuola non serve a nulla, tanto fai il disoccupato lo stesso e perchè le mamme italiane sono le peggiori, sempre pronte a mettere il pulcino sotto l'ala protettrice invece di sfoderare i calci nel culo.

Questo presidente di 3L mi pare che la scuola la conosca poco, principalmente dall'analisi di dati. Parla di sanatorie (i concorsi riservati) quando l'ultimo l'hanno fatto, se non ricordo male, nel 2000.
PAS ? Per carità, ci ha partecipato tanta gente meritevole, ma anche delle discrete caprette.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 7:18 pm

chicca70 ha scritto:
Mi sembra una questione assurda! Ma lo vogliamo capire che il 99,9% di tutto ciò che sappiamo lo abbiamo appreso con una modalità trasmissiva? Se così non fosse,  ogni generazione ripartirebbe dal paleolitico. Ed è così non solo per gli apprendimenti scolastici ma per tutto. Come ho imparato a fare il risotto? Provando ed elaborando autonomamente una strategia di lavoro?  No,  mia madre mi ha insegnato come fare. Come abbiamo imparato a guidare l'auto?  Per tentativi e schiantandoci su ogni muro oppure facendo ciò che ci veniva detto da altri?
Certo che la maggior parte degli studenti non si ricorda cosa ha studiato l'anno precedente!  Ogni argomento gli è stato richiesto una volta sola! Se avessi fatto il risotto una volta sola in vita mia,  quando me lo spiegò mia mamma,  ora non ricorderei più la ricetta.

Partiamo dal vecchio proverbio cinese:

Dimmelo e lo dimenticherò
Mostramelo e lo ricorderò
Fammelo fare e lo comprenderò

In teoria, è vero che trasmettere è poco efficace. Nella pratica, hai ragione tu.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 10:55 pm

Scusate in che modo possiamo rendere accattivante le equazioni? La trigonometria?eppure il mondo moderno si basa sulla matematica..in che modi rendere appetibile a un bimbiminchia la partita doppia? O la impari o non la impari..questi personaggi patetici come questo signore dovremmo escluderli dal forum..stronzate su stronzate
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 11:08 pm

Felipeto ha scritto:
Scusate in che modo possiamo rendere accattivante ... la trigonometria? ...

Facendogli vedere che puoi ricavare la distanza tra due punti senza andare a misurarla direttamente.

Se poi risponde "e allora?" vuol dire che l'encefalogramma è piatto e non è il caso di perderci troppo tempo.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Ven Lug 17, 2015 11:35 pm

Appunto mac,oppure sapere in che direzione scavare una galleria senza vedere minimamente il punto di uscita,e millemila altri esempi...ma il tuo ALLORA è fondamentale..nelle materie scientifiche se manca la CURIOSITÀ si perde solo tempo.lo scorso anno in una prima ragionieri una ragazza mi chiese"ma quanto sarà spessa la pala di un elicottero?"dopo lo stupore iniziale le risposi "non sai quanto vale questa tua domanda" la curiosità è vitale
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angie



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Sab Lug 18, 2015 12:14 am

La curiosità nasce dall'empatia che crei, dall' impostazione della lezione, dall'approccio che hai,dal trasferire la teoria sul terreno della pratica, dall'attualizzare quello che sembra vetusto, noioso, dal padroneggiare il mondo dei ragazzi, per farlo proprio, stimolando una partecipazione più viva.Valido è poi non restare ghettizzati nella vecchia lezione, ma usare mezzi e strumenti attuali per rendere tutto più vivo, coinvolgente. Poi, quand'è possibile, uscire fuori e toccare con mano quello di cui si parla, perchè non sia forte il distacco tra studio e realtà.
Così la scuola non è più costrizione, ma piacere!
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Sab Lug 18, 2015 6:47 am

Mi fa piacere di aver sollevato un po' di dibattito.

Provo a dire la mia facendo innanzitutto un po' di chiarezza semantica: "trasmissivo", in lingua italiana, vuol dire semplicemente "atto a trasmettere"; "didattica trasmissiva" vuol dire quindi una didattica basata sulla trasmissione di un contenuto didattico che, come dice giustamente Geo&Geo, va dall'insegnante al discente: questo è quello che succede, con varie sfumature, in ogni scuola di ordine e grado ad ogni latitudine e in ogni tempo, sia che si parli di competenze che di conoscenze o abilità. Il significato letterale dell'espressione "didattica trasmissiva" coincide al 99,99% con quello di "insegnare", cioè "Fornire nozioni o elementi pratici a qualcuno in modo che apprenda qualcosa".

Questa banale definizione differisce sostanzialmente con il significato che "didattica trasmissiva" assume nel gergo didattichese, in cui la d.t. è qualcosa di poco più accettabile del demonio, qualcosa che implica professori-altoparlanti che leggono il libro in classe e studenti-registratori che ascoltano annoiati e che poi ripetono come una radiolina quanto ascoltato. La didattica trasmissiva viene poi posta in conflitto con le varie forme del cosiddetto "attivismo didattico": con la maieutica, con la didattica basata sull'esperienza, con la didattica rogersiana con l'insegnante come facilitatore dell'apprendimento, la didattica laboratoriale, quella ribaltata e così via.

La stragrande maggioranza di ciò che sappiamo ci è stata insegnata in una modalità didattica trasmissiva intesa in entrambe le accezioni; la conoscenza è stata attivata dai contenuti anche semplicemente letti in classe e poi, una volta "stabilizzato il neurone", approfonditi autonomamente prima per la scuola (con lo studio a casa) poi per le proprie esigenze (leggendo qualcosa sull'argomento).

Le polemiche intorno alla didattica trasmissiva (tra educatori) e al nozionismo (tra famiglie e studenti) rivelano in realtà l'insofferenza verso i contenuti e, in generale, verso la conoscenza. Si vogliono "competenze" perché, come vulgata neoliberista vuole, come ci insegna ogni giorno il nostro presidente del consiglio, l'importante non è "pensare", l'importante è IL "fare" (rigorosamente con l'articolo sostantivante innanzi). Nei vari documenti ufficiali ogni tanto si parla anche di "pensiero critico", però banalizzato nella sua accezione più operativa: ad esempio il pensiero critico che permette a chiunque di svolgere il proprio compito, elaborando una strategia differente qualora quella consolidata non risultasse efficace.

L'insofferenza verso i contenuti accomuna chi ha il potere e chi non lo ha: i primi pensano che l'indisponibilità di solide basi culturali possa contribuire al mantenimento di status quo e potere personale, i secondi sono ormai convinti che lo studio sia praticamente inutile in un paese che non lo valorizza e nel quale, più che una laurea brillantemente conseguita, sia utile la conoscenza di qualcuno che il potere ce l'ha e che sia disposto a raccomandare.

Quindi ritengo che noi insegnanti dovremmo stare attenti al fatto che quando rifiutiamo la d.t., sia pure intesa nel senso deleterio, rischiamo con essa di rifiutare una didattica fatta di contenuti e di conoscenze e di gettarci nell'abbraccio di chi, da fuori del mondo educativo, promuove una didattica basata sulle competenze, di chi vuole la manodopera per i propri fast-food o call-center.

La didattica motivante o la tecnologia, su cui Oliva e molti altri insistono, spingono oltre le aspettative dell'utenza riguardo l'istruzione scolastica, diventano diritti pretesi e allo stesso tempo alibi per i propri insoddisfacenti risultati scolastici, spostano il problema dell'apprendimento tutto dal lato dell'insegnante e della scuola che "non sono stati capaci di spiegare"; riducendo la responsabilità personale e il necessario impegno passivizzano il processo di apprendimento che, al contrario, vorrebbero rendere attivo.

Inoltre con la costante riduzione degli investimenti dello Stato nel settore istruzione e il conseguente aumento del numero degli alunni (o la riduzione delle ore di alcune discipline) la attuazione di una didattica attivista ed individualizzata diventa praticamente impossibile ed è necessario ricorrere alla cara, vecchia lezione frontale: distruggere la lezione frontale nel contesto italiano equivale un po' al rimuovere la vecchia lavagna di ardesia per far posto di una nuovissima LIM per la quale probabilmente non ci saranno mai i fondi. La lezione frontale può essere motivante, come ben sanno tutti quelli che nei vari gradi di istruzione sono rimasti affascinati dalla voce e degli argomenti dei propri professori; ma se vogliamo che sia motivante la prima cosa da fare è quella di evitare di delegittimare la didattica agli occhi dei discenti e degli stessi docenti.
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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Sab Lug 18, 2015 7:58 am

francamente non capisco quale sia il problema con le interrogazioni orali. Secondo me è importantissimo che i ragazzi imparino ad articolare i pensieri e ad esporre seguendo una logica.
Se non lo sanno fare a voce, tanto meno lo sapranno fare per iscritto. E' inutile lamentarsi che non sanno mettere insieme due parole in modo comprensibile se non li facciamo parlare mai.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Sab Lug 18, 2015 8:46 am

ushikawa ha scritto:
Mi fa piacere di aver sollevato un po' di dibattito.

...

Questa banale definizione differisce sostanzialmente con il significato che "didattica trasmissiva" assume nel gergo didattichese, in cui la d.t. è qualcosa di poco più accettabile del demonio, qualcosa che implica professori-altoparlanti che leggono il libro in classe e studenti-registratori che ascoltano annoiati e che poi ripetono come una radiolina quanto ascoltato. La didattica trasmissiva viene poi posta in conflitto con le varie forme del cosiddetto "attivismo didattico": con la maieutica, con la didattica basata sull'esperienza, con la didattica rogersiana con l'insegnante come facilitatore dell'apprendimento, la didattica laboratoriale, quella ribaltata e così via.

Magari non proprio in quei termini: anche un docente, pur bravo e affascinante nel parlare, che però non interpella gli alunni su quanto sta spiegando.

ushikawa ha scritto:

Le polemiche intorno alla didattica trasmissiva (tra educatori) e al nozionismo (tra famiglie e studenti) rivelano in realtà l'insofferenza verso i contenuti e, in generale, verso la conoscenza. Si vogliono "competenze" perché...

Non esiste competenza senza conoscenze e abilità. Solo chi ha un'idea distorta delle competenze può pensare il contrario (non mi riferisco a te, ovviamente).

Il problema è che, dopo decenni di discussione sull'insegnamento perfetto, non ne siamo ancora venuti a capo, e il motivo è che non esiste LA soluzione. Se non altro perché il processo insegnamento-apprendimento richiede che all'altro capo ci sia qualcuno disponibile e disposto.

Ecco che entra in gioco il ruolo dell'insegnante: sapere presentare gli argomenti, sapere coinvolgere gli studenti durante la spiegazione (una mia alunna, una volta chiese "ma perché ci fa tutte queste domande?!?", povera stella), sapere mescolare metodologie scegliendo quelle più adatte al contesto (argomento, studenti).
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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Sab Lug 18, 2015 8:53 am

La LIM può essere un modo "moderno" di fare didattica trasmissiva, ancora più di quanto lo sia una lavagna di ardesia. Spesso la LIM serve solo per proiettare il Power point, in cui i contenuti sono graziosamente spezzettati per essere comunque sempre travasati dal docente (recipiente grande) ai discenti (recipienti piccoli). Non ne farei quindi una questione di strumenti ma di obiettivi.

Qualcuno di noi ha una risposta al problema dei problemi: come è possibile che siamo geneticamente fatti per scoprire il mondo, che a 2 anni per curiosità ci butteremmo nel fuoco se qualcuno non ce lo impedisse , che a 5 anni siamo insopportabili per la nostra insistenza a chiedere il perché delle cose, che i bambini delle elementari si interessino di TUTTO, e che poi tutto questo SVANISCA per la maggioranza dei nostri studenti? Che dobbiamo registrare come un evento eccezionale il fatto che una nostra studentessa si chieda come diamine sono fatte le pale di un elicottero? Che i problemi principali siano la disciplina (non gliene frega un accidente della scuola e lo dimostrano in modo maleducato) e le classi apatiche (non gliene frega un accidente della scuola e lo dimostrano in modo educato)?

Facciamo spesso riferimento a come NOI abbiamo imparato, per esempio:

ushikawa ha scritto:
La stragrande maggioranza di ciò che sappiamo ci è stata insegnata in una modalità didattica trasmissiva intesa in entrambe le accezioni; la conoscenza è stata attivata dai contenuti anche semplicemente letti in classe e poi, una volta "stabilizzato il neurone", approfonditi autonomamente prima per la scuola (con lo studio a casa) poi per le proprie esigenze (leggendo qualcosa sull'argomento).

Se mai abbia davvero funzionato così per noi (io non lo credo, ma è un'opinione), sicuramente non funziona così per la maggioranza dei nostri studenti (o almeno, per quelli che ho visto io).
Diciamo più realisticamente che ci sono alcuni ragazzi con cui il sistema funziona. In altri casi non possiamo farne a meno. In altri casi ancora abbiamo poco tempo e la sequenza spiegazione in classe + studio individuale + verifica è l'unica possibile.

chicca70 ha scritto:
Mi sembra una questione assurda! Ma lo vogliamo capire che il 99,9% di tutto ciò che sappiamo lo abbiamo appreso con una modalità trasmissiva? Se così non fosse,  ogni generazione ripartirebbe dal paleolitico. Ed è così non solo per gli apprendimenti scolastici ma per tutto. Come ho imparato a fare il risotto? Provando ed elaborando autonomamente una strategia di lavoro?  No,  mia madre mi ha insegnato come fare. Come abbiamo imparato a guidare l'auto?  Per tentativi e schiantandoci su ogni muro oppure facendo ciò che ci veniva detto da altri?
Certo che la maggior parte degli studenti non si ricorda cosa ha studiato l'anno precedente!  Ogni argomento gli è stato richiesto una volta sola! Se avessi fatto il risotto una volta sola in vita mia,  quando me lo spiegò mia mamma,  ora non ricorderei più la ricetta.

Chicca70 pensa di aver imparato a fare il risotto in modalità trasmissiva. Ma non è così (almeno se lo ha imparato da bambina). Lo ha fatto insieme ad una persona per lei significativa (mamma), che immagino non le abbia fatto una lezione frontale, ma abbia fatto un "laboratorio sul risotto": la prima volta guardi come si fa, poi provi a fare da te. Infine, la verifica si è svolta a tavola, insieme ai suoi pari che hanno trovato pregi e difetti del suo risotto, motivandola a migliorare le sue prestazioni culinarie.
Così si impara da ragazzi la maggior parte delle cose: guardando gli altri che le fanno, e provando a farle.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Sab Lug 18, 2015 2:38 pm

Il motivo per cui dalla infanzia all adolescenza crolli la curiosità verso il mondo circostante è dovuta prevalentemente ad alienazione totale verso social,foto,cellulari,relazioni amorose ossessive e totalizzanti,del tutto fuori luogo per l età,ossessione verso l esibizione e l aspetto fisico.il mondo scompare e viene sostituito da amici e fidanzati vari
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Sab Lug 18, 2015 3:42 pm

Io non credo che il problema sia la tecnologia (che non è neanche la soluzione), né gli amorazzi giovanili: credo piuttosto che il problema sia che che la scuola venga vissuta con apatia perché la successione impegno/buoni voti a scuola - impegno/buoni risultati nella vita non viene vissuta più come realistica da nessuno.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Sab Lug 18, 2015 5:30 pm

geo&geo ha scritto:

Qualcuno di noi ha una risposta al problema dei problemi: come è possibile che siamo geneticamente fatti per scoprire il mondo, che a 2 anni per curiosità ci butteremmo nel fuoco se qualcuno non ce lo impedisse , che a 5 anni siamo insopportabili per la nostra insistenza a chiedere il perché delle cose, che i bambini delle elementari si interessino di TUTTO, e che poi tutto questo SVANISCA per la maggioranza dei nostri studenti?

In parte è fisiologico: il cervello del bambino è altaente plastico, pronto ad apprendere, e nella crescita questa plasticità diminuisce rapidamente.

Aggiungici le mille distrazioni, che noi non avevamo, e il quadro si completa.
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MessaggioOggetto: Re: Una didattica troppo "trasmissiva"   Sab Lug 18, 2015 8:19 pm

Comunque: io mi faccio tanti problemi sulla didattica, su cosa insegnare, come farlo, quanto approfondire, e come si potrebbe insegnare meglio, e perché, e percome ecc ecc
L'omino delle treelle (Attilio Oliva), che probabilmente non ha mai visto una classe di quattordicenni in vita sua, invece, ha scritto allegramente un sacco di str****e. Alcune le avete elencate voi, altre le trovate qui:
http://www.roars.it/online/treellle-una-lobby-con-le-gambe-corte/
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Una didattica troppo "trasmissiva"
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