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 Consigli avviamento all'insegnamento

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Sandra Volo



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MessaggioOggetto: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 04, 2015 2:03 pm

Promemoria primo messaggio :

Ciao a tutti!
A settembre inizierò a insegnare spagnolo in una scuola media paritaria e sarà la mia prima esperienza scolastica vera a propria. Volevo chiedervi se qualcuno ha da consigliarmi un testo o un sito internet dove possa trovare qualche dritta per iniziare. Grazie a chi risponderà!
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 3:16 pm

-nina- ha scritto:
Scusate, ma io ho qualche difficoltà a paragonare la scuola ad una caserma, proprio per il mio carattere.
In caserma bisogna "obbedir tacendo". A scuola io non ho nessun problema a confrontarmi con gli alunni e a permettere loro di esprimere le loro esigenze. Insegnando al triennio ho a che fare con ragazzi che vanno dai 16 ai 19 anni.
Quest'anno alcuni alunni mi hanno chiesto se potevo commentare in classe il libro di testo di storia perché loro avevano problemi a decodificarlo (i libri di storia danno un sacco di cose per scontate). Io ho chiesto alle classe se quel metodo andava bene  a tutti e mi hanno detto di sì, quindi ho proceduto in quel modo, ottenendo ottimi risultati agli esami di maturità.

Ancora una volta emerge come i vari ragionamenti dipendano dai contesti. Posso capire che un "dialogo" del genere possa avvenire in un liceo. In un IPSIA meccanico una cosa del genere non potrebbe neppure essere immaginata visto che la maggior parte dei ragazzi neppure lo compra il libro di storia. Ma ricordo che il liceo rappresenta, forse, il 30% della popolazione scolastica. Se poi riduciamo il perimetro ai licei "veri" (o, quantomeno, percepiti come tali, ovvero Classico e Scientifico), la percentuale si abbassa ancora.

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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 3:19 pm

-nina- ha scritto:
Dec ha scritto:
Ire ha scritto:
gariel ha scritto:
Io ritengo il docente!


Sono d'accordo con te solo nel caso che, se opportuno, l'ultima parola del docente sia
"va bene, proviamo a fare come dici tu e vediamo se funziona"


Quindi ogni volta che gli studenti (o addirittura un singolo studente) pretendono di decidere cosa si deve fare e come lo si deve fare l'insegnante dovrebbe assecondare questa richiesta perdendo mesi di lavoro solo per dimostrare loro che non funziona? Anche se ha già sperimentato queste proposte in classi diverse (gli studenti ben raramente fanno proposte originali e tendono sempre ad inventarsi strategie per fare meno fatica, come è naturale che sia) e ne ha constatato più volte l'inefficacia? No, mi dispiace, dissento totalmente: per gli studenti è sempre la prima volta, gli insegnanti, se non sono proprio alle prime armi, hanno un'esperienza e si spera anche una competenza che permette loro di porsi su un piano doverso. Naturalmente le scelte vanno sempre motivate (non si può dire "è così perché lo dico io o perché sono io che comando") e a volte si possono trovare dei compromessi, cercando di capire il punto di vista dell'altro, ma alla fine i ruoli sono quelli e vanno rispettati da tutti.

Il docente dovrebbe capire quando gli studenti vanno ascoltati e quando vanno ignorati.
Se gli alunni mi dicono che non capiscono il libro (per esperienza personale posso dire che alcuni testi sembrano fatti per complicare l'esistenza anche ai docenti) posso anche venire loro incontro. Se pretendono di decidere cosa fare o cosa non fare li mando a quel paese.

Siamo d'accordo. Poi sarebbe meglio cambiare il libro, ma capisco che questo probabilmente non dipende da te.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 3:22 pm

iaiataf ha scritto:
Immagino... siamo davvero all'assurdo. Ormai la scuola e' diventata un cumulo di riti svuotati da ogni significato. Si fa finta di interrogare, si forniscono gli argomenti delle verifiche, si gonfiano i voti. Altrimenti poverini, i ragazzi si traumatizzano. Come si sia arrivati a questo non si capisce, ma dovremmo seriamente recuperare un po' di serieta' e fermezza.

E' la dimostrazione plastica del fallimento della scuola modello "caserma". Più che recuperare, IMHO, dovremmo "superare". Abolizione del valore legale del titolo di studio, curricoli flessibili, corsi strutturati per livello di competenza invece che per coorti di età, sostituzione del "diploma" finale con un certificato che elenchi le competenze raggiunte etc etc...


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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 3:27 pm

Dec ha scritto:
Siamo d'accordo. Poi sarebbe meglio cambiare il libro, ma capisco che questo probabilmente non dipende da te.
Conosci il De Bernardi- Guarracino? E' stato un ottimo testo in passato. La nuova nuova versione crea problemi ai ragazzi.

PS- Quando si adotta un libro, sai che la scuola ne compra anche per il prestito agli alunni. Non si possono quindi cambiare i testi ogni anno.


Ultima modifica di -nina- il Mar Ago 18, 2015 4:19 pm, modificato 2 volte
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 3:28 pm

Ire ha scritto:


Proprio non vedo il motivo per cui se senza alcuno svantaggio effettivo si possono prendere solo 50 anni di botte, sia necessario prenderne 60 perchè così ci si abitua.  E' una cosa che non capirò mai.l


Perché prendere le botte è anch'essa un'arte che si perfeziona con la pratica. E perché prendendo le botte si apprende anche a schivarle o a minimizzare i danni. Chi ha preso botte per 10 anni parte enormemente avvantaggiato rispetto a chi non ne ha mai prese. E, in termini assoluti, mantiene nel tempo il proprio vantaggio, sebbene, in termini relativi, questo diminuisca progressivamente.
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iaiataf



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 3:29 pm

A Nina ed Ire rispondo dicendo che sinceramente non capisco come viziando i nostri studenti si possa pensare di fare il loro interesse. Certamente la societa' e' cambiata, sì e' diventato tutto più difficile. Ma proprio per questo la scuola dovrebbe recuperare un po' di autorevolezza e disciplina. Non bastonarli perche' la vita li bastonera', ma perlomeno non illuderli che il mondo sia pieno di gente condiscendente che non sa dire di no. Educarli alle sfide, a saper assorbire anche le delusioni oltre che i successi. Far capire che per eccellere bisogna lavorare, duramente. Altrimenti arrivano a 20 anni come dei bambocci e alla prima delusione si perdono.
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 3:31 pm

Lenar ha scritto:
Ire ha scritto:


Proprio non vedo il motivo per cui se senza alcuno svantaggio effettivo si possono prendere solo 50 anni di botte, sia necessario prenderne 60 perchè così ci si abitua.  E' una cosa che non capirò mai.l


Perché prendere le botte è anch'essa un'arte che si perfeziona con la pratica. E perché prendendo le botte si apprende anche a schivarle o a minimizzare i danni. Chi ha preso botte per 10 anni parte enormemente avvantaggiato rispetto a chi non ne ha mai prese. E, in termini assoluti, mantiene nel tempo il proprio vantaggio, sebbene, in termini relativi, questo diminuisca progressivamente.
Non funziona così con tutti...
Le botte a volte portano all'annichilimento della persona.
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 3:43 pm

-nina- ha scritto:
Dec ha scritto:
Siamo d'accordo. Poi sarebbe meglio cambiare il libro, ma capisco che questo probabilmente non dipende da te.
Conosci il De Bernardi- Guarracino? E' stato un ottimo testo in passato. La nuova nuova versione, "Epoche",  crea problemi ai ragazzi.

PS- Quando si adotta un libro, sai che la scuola ne compra anche per il prestito agli alunni. Non si possono quindi cambiare i testi ogni anno.

No, non conosco questo testo, però mi rendo conto che capita di fare un'adozione sbagliata e di non poterlo cambiare.
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 3:48 pm

Il Guarracino non è a mio modo di vedere il migliore dei testi disponibili per il biennio. Ce ne sono di molto migliori.
Per il triennio il migliore sempre secondo me è il Desideri-Themelly
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 3:58 pm

Gariel ha scritto:
Il Guarracino non è a mio modo di vedere il migliore dei testi disponibili per il biennio. Ce ne sono di molto migliori.
Per il triennio il migliore sempre secondo me è il Desideri-Themelly

Io mi trovavo molto bene con "La conoscenza storica" (degli stessi autori) e anche gli studenti non avevano problemi. Avrei continuato con quello ma, con i nuovi programmi della riforma, ci hanno imposto di adottare la nuova versione.
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 4:07 pm

iaiataf ha scritto:
A Nina ed Ire rispondo dicendo che sinceramente non capisco come viziando i nostri studenti si possa pensare di fare il loro interesse. Certamente la societa' e' cambiata, sì e' diventato tutto più difficile. Ma proprio per questo la scuola dovrebbe recuperare un po' di autorevolezza e disciplina. Non bastonarli perche' la vita li bastonera', ma perlomeno non illuderli che il mondo sia pieno di gente condiscendente che non sa dire di no. Educarli alle sfide, a saper assorbire anche le delusioni oltre che  i successi. Far capire che per eccellere bisogna lavorare, duramente. Altrimenti arrivano a 20 anni come dei bambocci e alla prima delusione si perdono.

I professori str**zi e bastardi me li ricordo con terrore. Avrò anche imparato la loro materia, ma ti assicuro che l'avrei imparata anche se fossero stati più umani.  Certo io ho studiato al liceo classico non all'IPSIA e quindi i docenti potevano permettersi certi atteggiamenti.
All'IPSIA li avrebbero picchiati....e avrebbero fatto bene.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 4:17 pm


Citazione :
Quindi ogni volta che gli studenti (o addirittura un singolo studente) pretendono di decidere cosa si deve fare e come lo si deve fare l'insegnante dovrebbe assecondare questa richiesta perdendo mesi di lavoro solo per dimostrare loro che non funziona? Anche se ha già sperimentato queste proposte in classi diverse (gli studenti ben raramente fanno proposte originali e tendono sempre ad inventarsi strategie per fare meno fatica, come è naturale che sia) e ne ha constatato più volte l'inefficacia? No, mi dispiace, dissento totalmente: per gli studenti è sempre la prima volta, gli insegnanti, se non sono proprio alle prime armi, hanno un'esperienza e si spera anche una competenza che permette loro di porsi su un piano doverso. Naturalmente le scelte vanno sempre motivate (non si può dire "è così perché lo dico io o perché sono io che comando") e a volte si possono trovare dei compromessi, cercando di capire il punto di vista dell'altro, ma alla fine i ruoli sono quelli e vanno rispettati da tutti

e' evidente, ma lo sai anche tu, che si tratta di una via di mezzo tra quello che dici tu e quello che dico io.
Non ogni volta si chiede come si vuole fare, ma la volta che qualcosa non va è molto più utile cercare di capirne il motivo particolare e specifico e cercare di attivare l'alunno nella scelta del suo metodo.  So che può esserti sfuggito, ma ho scritto   se opportuno.
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 4:31 pm

Ecco, sul "se opportuno" possiamo trovare un compromesso (poi bisognerebbe capire cosa si intende per opportunità e chi decide cos'è opportuno e cosa no), ma non capisco perché, se pensi che la soluzione migliore sia una via di mezzo, tu sostenga una tesi più estrema.
Mi è capitato di avere a che fare con classi che erano guidate da leader negativi (che naturalmente si facevano eleggere rappresentanti o facevano eleggere rappresentante qualcuno della loro cerchia) e che, per ostinata determinazione a non fare niente o perché male abituati dall'insegnante dell'anno precedente o dai colleghi, mi hanno fatto la guerra contestandomi su delle cose ridicole. In quei casi avrei voluto che la posizione del consiglio di classe fosse compatta nello stroncare sul nascere queste pretese, ma naturalmente non è stato così perché se avessero saputo dall'inizio di non trovare una sponda certe pretese non sarebbero neppure state avanzate. In quelle situazioni l'insegnante può solo tirare a campare e ovviamente nessuno imparerà nulla né della disciplina insegnata né tanto meno su come si sta al mondo.
Questo non c'entra nulla con il fatto di avere dei problemi reali, come quelli di cui parlava Nina, e per i quali si possono cercare insieme le soluzioni, nel reciproco rispetto (per fortuna mi è capitato anche questo).
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 4:38 pm

iaiataf ha scritto:
A Nina ed Ire rispondo dicendo che sinceramente non capisco come viziando i nostri studenti si possa pensare di fare il loro interesse. Certamente la societa' e' cambiata, sì e' diventato tutto più difficile. Ma proprio per questo la scuola dovrebbe recuperare un po' di autorevolezza e disciplina. Non bastonarli perche' la vita li bastonera', ma perlomeno non illuderli che il mondo sia pieno di gente condiscendente che non sa dire di no. Educarli alle sfide, a saper assorbire anche le delusioni oltre che  i successi. Far capire che per eccellere bisogna lavorare, duramente. Altrimenti arrivano a 20 anni come dei bambocci e alla prima delusione si perdono.
Nessuno qui ha mai parlato di viziare gli studenti e trattarli da bambocci e se rileggi i vari post ti renderai conto che forse hai travisato.
Ciò che dici (non illudere gli studenti, educarli alle sfide, far capire loro che bisogna lavorare) è sacrosanto, ma si può ottenere anche sorridendo e senza fare il comandante di "soldatini sull'attenti".
Gli obiettivi che ci prefiggiamo sono gli stessi, ma cambiano le modalità con le quali cerchiamo di raggiungerli e questo fa parte della nostra autonomia di insegnanti ed è sicuramente legato al nostro bagaglio di esperienza professionale. Io non ho mai fatto il Generale d'armata in classe, sono molto severa, ma non ho mai creato in classe un ambiente militaresco di caserma e con questo non ho assolutamente viziato i miei studenti che però sapevano di poter contare su di me ogni qualvolta ne avessero avuto bisogno, anche all'esterno della classe e anche per problematiche non necessariamente legate alla mia disciplina.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 4:41 pm

Lenar ha scritto:
Ire ha scritto:
La finalità di una caserma non è quella di formare individui.

Qui si potrebbe dissentire. La finalità della caserma è anche formare degli individui. Al limite si può discutere (ed io lo discuto, radicalmente) il fine, il modo e la natura della formazione ma che la caserma sia anche, forse sopratutto, luogo di formazione penso non ci siano dubbi.

Ti posso garantire che le caserme e le accademie militari sono luoghi di formazione e lasciano una impronta notevole sugli individui, condizionando il loro essere.  Lo dico per esperienza diretta (io non sono mai stata in un'accademia ma conosco da vicino,  molto vicino persone che l'hanno frequentata e lavorano nell ambiente)
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 4:46 pm

chicca70 ha scritto:
Lenar ha scritto:
Ire ha scritto:
La finalità di una caserma non è quella di formare individui.

Qui si potrebbe dissentire. La finalità della caserma è anche formare degli individui. Al limite si può discutere (ed io lo discuto, radicalmente) il fine, il modo e la natura della formazione ma che la caserma sia anche, forse sopratutto, luogo di formazione penso non ci siano dubbi.

Ti posso garantire che le caserme e le accademie militari sono luoghi di formazione e lasciano una impronta notevole sugli individui, condizionando il loro essere.  Lo dico per esperienza diretta (io non sono mai stata in un'accademia ma conosco da vicino,  molto vicino persone che l'hanno frequentata e lavorano nell ambiente)

Questa è una tua opinione Chicca. Per me potrebbero anche non esistere.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 4:46 pm

@ dec mi rendo conto che tu possa non avermi compresa, in effetti sono passata un po' all'estremismo per seguire e rispondere ai diversi utenti facendo un po' un mischione.

Le sponde e la sicurezza che alla fine di tutto ci sia qualcuno di fidato cui lasciare la decisione quando non ci si capisce più nulla e si è in balia di troppi stimoli che non sempre sono graditi sono i pilastri su cui si basa una crescita armoniosa e serena di un ragazzo.

Sponde che sorridano e possibilità di dire la propria perchè magari al docente qualcosa è sfuggito  e non è detto che non sia importante.
Solo questo volevo dire.

Ripeto, contestavo solo con forza la bruttissima uscita di chicca sul non sorridere fino a natale perchè così capiscono chi comanda.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 4:48 pm

Citazione :
Ti posso garantire che le caserme e le accademie militari sono luoghi di formazione e lasciano una impronta notevole sugli individui

tutto quello che avviciniamo ci forma.

Tutto lascia su di noi una impronta, ma di quella che lascia la caserma non interessa a nessuno, o meglio, non è quella la sua finalità-
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 4:52 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Ti posso garantire che le caserme e le accademie militari sono luoghi di formazione e lasciano una impronta notevole sugli individui

tutto quello che avviciniamo ci forma.

Tutto lascia su di noi una impronta, ma di quella che lascia la caserma non interessa a nessuno, o meglio, non è quella la sua finalità-
Invece quella è,  in gran parte,  la sua finalità.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 5:00 pm

forse parliamo di diverso tipo di caserma.
In ogni caso, anche pensando a quella che mi sembra stia considerando tu, si tratta di ragazzi pià grandi di quelli che invece "trattate" tutti i giorni.
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 5:13 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Ti posso garantire che le caserme e le accademie militari sono luoghi di formazione e lasciano una impronta notevole sugli individui

tutto quello che avviciniamo ci forma.

Tutto lascia su di noi una impronta, ma di quella che lascia la caserma non interessa a nessuno, o meglio, non è quella la sua finalità-

Come fai a sostenere un'assurdità del genere? Capisco che uno possa essere antimilitarista, che si possa considerare eticamente sbagliate le armi, la guerra e la violenza, che si possano disprezzare radicalmente alcuni dei "valori" trasmessi dalla "caserma". Io stesso, personalmente, trovo le caserme dei luoghi odiosi, disprezzo la violenza e reputo falsi e miopi i "valori" tipicamente associati alla vita militare (l' "onore", la "patria",l' "obbedienza" sono, IMHO, dei "dis-valori").

Però le caserme e le accademie sono luoghi di formazione sia spirituale che materiale sin dai tempi dell' agoghè. Non si può negare la natura di una cosa solo perché "non è bello".

E non si può negare che le nostre scuole siano state costruite secondo il modello della caserma: ad esempio fu, se non erro, già con la legge Casati che si spedirono gli ufficiali congedati dell'esercito a fare i maestri.
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 18, 2015 5:28 pm

Ire ha scritto:
Ripeto, contestavo solo con forza la bruttissima uscita di chicca sul non sorridere fino a natale perchè così capiscono chi comanda.

Io non ci riuscirei perché non sono così, non mi piacerebbe esserlo, non credo che sia giusto esserlo e non sono capace di fingere. Però ho conosciuto colleghi che lo facevano e con certe classi è l'approccio più efficace; in alcuni casi (non tutti, certo, alcuni erano semplicemente odiati) mi sono sorpreso di constatare che erano davvero gli insegnanti più stimati e più apprezzati dagli alunni. Evidentemente, al di là della durezza che appariva al primo approccio, erano riusciti a lasciare qualcosa, probabilmente anche sul piano umano.
Perciò, nonostante la mia premessa, non è poi un suggerimento così sbagliato, almeno non a prescindere, soprattutto per un giovane insegnante che può essere percepito come debole e troppo amico dei ragazzi. Poi con gli anni e con l'esperienza le strategie possono cambiare e quello che scrive Giovanna è certamente l'approccio auspicabile. Dipende anche molto dalle classi e all'interno delle classi dai singoli alunni: se un insegnante ha un po' di sensibilità, capisce in poco tempo con chi deve essere duro per rimetterlo in riga, con chi si può provare la via del dialogo e chi ha bisogno di essere rassicurato perché ha un basso livello di autostima.
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Gio Ago 20, 2015 5:48 pm

giovanna onnis ha scritto:
iaiataf ha scritto:
A Nina ed Ire rispondo dicendo che sinceramente non capisco come viziando i nostri studenti si possa pensare di fare il loro interesse. Certamente la societa' e' cambiata, sì e' diventato tutto più difficile. Ma proprio per questo la scuola dovrebbe recuperare un po' di autorevolezza e disciplina. Non bastonarli perche' la vita li bastonera', ma perlomeno non illuderli che il mondo sia pieno di gente condiscendente che non sa dire di no. Educarli alle sfide, a saper assorbire anche le delusioni oltre che  i successi. Far capire che per eccellere bisogna lavorare, duramente. Altrimenti arrivano a 20 anni come dei bambocci e alla prima delusione si perdono.
Nessuno qui ha mai parlato di viziare gli studenti e trattarli da bambocci e se rileggi i vari post ti renderai conto che forse hai travisato.
Ciò che dici (non illudere gli studenti, educarli alle sfide, far capire loro che bisogna lavorare) è sacrosanto, ma si può ottenere anche sorridendo e senza fare il comandante di "soldatini sull'attenti".
Gli obiettivi che ci prefiggiamo sono gli stessi, ma cambiano le modalità con le quali cerchiamo di raggiungerli e questo fa parte della nostra autonomia di insegnanti ed è sicuramente legato al nostro bagaglio di esperienza professionale. Io non ho mai fatto il Generale d'armata in classe, sono molto severa, ma non ho mai creato in classe un ambiente militaresco di caserma e con questo non ho assolutamente viziato i miei studenti che però sapevano di poter contare su di me ogni qualvolta ne avessero avuto bisogno, anche all'esterno della classe e anche per problematiche non necessariamente legate alla mia disciplina.

Non si poteva dire meglio: severità e rigore è una cosa, caserma un'altra.
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Sandra Volo



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Ven Ago 21, 2015 11:15 am

Ringrazio tutti per avere espresso il proprio punto di vista!
Personalmente sono d'accordo con l'idea di dittatura illuminata: credo che il docente debba "dirigere i lavori" e nei limiti del possibile andare incontro agli studenti, però il fatto di regalare un sorriso in più e rendere lo studio meno penoso di quello che può essere per dei ragazzini che preferirebbero fare tutt'altro non mi sembra che significhi essere troppo morbidi e accomodanti. Insomma io propenderei per una via di mezzo: far valere le proprie decisioni e farsi rispettare, ma non vedo come un sorriso possa incrinare la propria autorevolezza. In sostanza non credo che la capacità di farsi rispettare dipenda da un sorriso in più o in meno (molto probabilmente la mia è una visione utopistica dovuta al fatto che sono ancora una novellina, forse cambierò idea appena entrerò in classe!). Comunque premetto che conoscendomi per quanto mi possa sforzare non sarò capace di entrare in classe senza sorridere, e nemmeno fare finta di essere diversa da come sono (non perchè non lo voglia fare ma perchè proprio non ci riesco!). Inoltre come qualcuno ha giustamente osservato bisogna tenere in considerazione l'orientamento della scuola, che, essendo privata, da quello che ho capito predilige una linea molto accomodante e tollerante verso gli studenti.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Ven Ago 21, 2015 5:31 pm

Sandra Volo ha scritto:
Insomma io propenderei per una via di mezzo: far valere le proprie decisioni e farsi rispettare, ma non vedo come un sorriso possa incrinare la propria autorevolezza. In sostanza non credo che la capacità di farsi rispettare dipenda da un sorriso in più o in meno (molto probabilmente la mia è una visione utopistica dovuta al fatto che sono ancora una novellina, forse cambierò idea appena entrerò in classe!). Comunque premetto che conoscendomi per quanto mi possa sforzare non sarò capace di entrare in classe senza sorridere, e nemmeno fare finta di essere diversa da come sono (non perchè non lo voglia fare ma perchè proprio non ci riesco!).
No, Sandra non è una visione utopistica e se posso permettermi un consiglio, non sforzarti di cercare di essere ciò che non sei
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