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 Consigli avviamento all'insegnamento

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Sandra Volo



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MessaggioOggetto: Consigli avviamento all'insegnamento   Mar Ago 04, 2015 2:03 pm

Promemoria primo messaggio :

Ciao a tutti!
A settembre inizierò a insegnare spagnolo in una scuola media paritaria e sarà la mia prima esperienza scolastica vera a propria. Volevo chiedervi se qualcuno ha da consigliarmi un testo o un sito internet dove possa trovare qualche dritta per iniziare. Grazie a chi risponderà!
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Dom Ago 23, 2015 2:50 pm

Una domanda: Secondo voi se un docente ha un basso livello di empatia e ha difficoltà a comprendere effettivamente chi ha davanti e i suoi problemi, può migliorare con il passare del tempo? Oppure è semplicemente inadatto al ruolo?
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Dom Ago 23, 2015 2:57 pm

Scuola70 ha scritto:
Una domanda: Secondo voi se un docente ha un basso livello di empatia e ha difficoltà a comprendere effettivamente chi ha davanti e i suoi problemi, può migliorare con il passare del tempo? Oppure è semplicemente inadatto al ruolo?
Dipende dal grado scolastico.  I miei migliori insegnanti del liceo non erano affatto empatici. In ogni caso credo che, a parte la scuola dell'infanzia,  l'eccessiva empatia causi danni maggiori della scarsa.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Dom Ago 23, 2015 3:46 pm

chicca70 ha scritto:
Scuola70 ha scritto:
Una domanda: Secondo voi se un docente ha un basso livello di empatia e ha difficoltà a comprendere effettivamente chi ha davanti e i suoi problemi, può migliorare con il passare del tempo? Oppure è semplicemente inadatto al ruolo?
Dipende dal grado scolastico.  I miei migliori insegnanti del liceo non erano affatto empatici. In ogni caso credo che, a parte la scuola dell'infanzia,  l'eccessiva empatia causi danni maggiori della scarsa.

E' luogo comune che: "La virtù sta nel mezzo".
Comunque ho notato che a partire dal primo anno della scuola secondaria di primo grado gli alunni hanno un comportamento più corretto e uno studio più serio con gli insegnanti che hanno scarsa empatia.
E' una percezione solo mia?
Conoscevo una collega di matematica che non dava confidenza in classe e otteneva dagli studenti un comportamento ineccepibile e uno studio maggiore. Il contrappasso era di essere criticata alle spalle, ma davanti a lei nessuno (nemmeno i genitori) aveva il coraggio di protestare. Da considerare che gli stessi studenti si scatenavano con altri professori.

Prendendo le parole dell'utente Sandra Volo il mio stile di insegnamento è "una dittatura illuminata". Sono un'insegnante "imponente" che non dà spazio a ribellioni quando si tratta di studio e di comportamento, ma che nei momenti (ritagliati appositamente fra un'ora e l'altra) di pausa piace parlare con gli alunni delle cose che più interessano. Con il tempo e l'esperienza sto affinando sia le strategie relazionali che quelle metodologiche-didattiche. Però la mia convinzione di fondo è che ognuno di noi, come un artigiano, deve crearsi un proprio personale stile di insegnamento e di relazione con gli alunni. Possiamo prendere ad esempio colleghi o nostri vecchi professori, ma di certo noi siamo noi e quindi dobbiamo seguire anche i nostri slanci e le nostre convinzioni.


Ultima modifica di isula. il Dom Ago 23, 2015 4:32 pm, modificato 1 volta
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Dom Ago 23, 2015 4:18 pm

Tra poca empatia e profonda conoscenza della propria disciplina e tanta empatia e scarsa conoscenza, di gran lunga la prima opzione.
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Dom Ago 23, 2015 8:10 pm

mac67 ha scritto:
Tra poca empatia e profonda conoscenza della propria disciplina e tanta empatia e scarsa conoscenza, di gran lunga la prima opzione.

Conosco docenti con forte empatia e scarsa preparazione, molto amati da alunni e genitori. Uno di questi docenti ha avuto come alunna la figlia di una mia collega. Durante una chiacchierata la collega mi disse che il docente in questione (di cui posso testimoniare la scarsa cultura) aveva dato alla classe di sua figlia moltissimo dal punto di vista umano!!! Devo dire che ci sono rimasta anche male, dal momento che mi spacco la testa per tenermi aggiornata.
Conosco poi docenti preparatissimi e con scarsa, o totalmente assente, empatia che  hanno avuto vita durissima in classe.
Per la mia esperienza, non ci sono regole valide in assoluto e proprio per questo motivo ognuno di noi impara "sulla sua pelle" a fare l'insegnante.

Mi colpiscono molto certi giudizi lapidari su come svolgere questa professione....
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Dom Ago 23, 2015 8:36 pm

Da queste parole sembra quasi che empatia e preparazione siano inversamente proporzionali l'una con l'altra! Se potessero invece essere unite sarebbe perfetto.
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Dom Ago 23, 2015 9:20 pm

Scuola70 ha scritto:
Da queste parole sembra quasi che empatia e preparazione siano inversamente proporzionali l'una con l'altra! Se potessero invece essere unite sarebbe perfetto.

Non sto dando giudizi, ma guardando intorno vedo cose che a me sembrano irrazionali. Un docente per essere apprezzato "dovrebbe" essere preparato, secondo me.
Ma a volte mi rendo conto che sono amati anche docenti impreparati e non sono amati docenti preparati ecc.

Certo che bisognerebbe creare quell'equilibrio di cui parli: empatia e preparazione.



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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 8:36 am

Citazione :
Tra poca empatia e profonda conoscenza della propria disciplina e tanta empatia e scarsa conoscenza, di gran lunga la prima opzione.

E' senza dubbio importante conoscere la propria disciplina ma più importante è, nella scuola, che la disciplina la imparino a conoscere gli alunni anche eventualmente superando il docente nella conoscenza della materia.

Se non si è in grado di mettersi in sintonia con i ragazzi, tutta la personale conoscenza di un argomento, la più ampia conoscenza di un argomento, non servirà allo scopo di cui sopra.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 8:51 am

-nina- ha scritto:
mac67 ha scritto:
Tra poca empatia e profonda conoscenza della propria disciplina e tanta empatia e scarsa conoscenza, di gran lunga la prima opzione.

Conosco docenti con forte empatia e scarsa preparazione, molto amati da alunni e genitori.
Sì,  anche io ne conosco.  Sono persone che,  sapendo di non conoscere bene la propria disciplina,  sono di manica molto larga nel concedere, non soltanto in termini di voti. L'apprezzamento di alunni e famiglie è temporaneo. Quando passano al grado di studi superiore o quando all'esame di stato sono interrogati da docenti esterni, tutto cambia. 
Il docente non è un assistente sociale,  né uno psicologo e neppure un amico ma deve trasmettere conoscenze e, se possibile,  far sviluppare capacità. Un docente poco preparato dovrebbe fare un altro lavoro,  che sia o meno empatico.
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costanza15



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 9:27 am

Perchè empatia deve essere inteso come sinonimo di simpatia o scarsa professionalità?! Essere empatici significa essere in grado di capire lo stato mentale di chi ci sta di fronte e, poichè l'aspetto emotivo incide non poco sul processo di apprendimento, tutti noi insegnanti dovremmo avere la capacità di saperlo interpretare. Non si tratta di fare i simpatici con gli alunni o alzare i loro voti per conquistare le simpatie dei genitori, e nemmeno di fare psicologia, ma di utilizzare a scopi didattici informazioni che provengono dai campi scientifici indissolubilmente legati alla pedagogia: Piaget e Vygotskij non erano anche psicolgi? E Gardner? Il processo di apprendimento non avviene per trasmissione di saperi, le conoscenze del docente ( che, ovvio, non devono mancare) sono la base su cui costruire la prassi didattica.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 9:35 am

costanza15 ha scritto:
Citazione :
i utilizzare a scopi didattici informazioni che provengono dai campi scientifici indissolubilmente legati alla pedagogia: Piaget e Vygotskij non erano anche psicolgi? E Gardner? Il processo di apprendimento non avviene per trasmissione di saperi, le conoscenze del docente ( che, ovvio, non devono mancare) sono la base su cui costruire la prassi didattica. 
Parlare di scienza a proposito della pedagogia è un'eresia.  La pedagogia non ha niente a che vedere con la scienza. 
Queste cose le ho studiate alla ssis e subito dimenticate, vedendone la palese inconsistenza. Sono chiacchiere.
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costanza15



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 9:57 am

chicca70 ha scritto:
costanza15 ha scritto:
Citazione :
i utilizzare a scopi didattici informazioni che provengono dai campi scientifici indissolubilmente legati alla pedagogia: Piaget e Vygotskij non erano anche psicolgi? E Gardner? Il processo di apprendimento non avviene per trasmissione di saperi, le conoscenze del docente ( che, ovvio, non devono mancare) sono la base su cui costruire la prassi didattica. 
Parlare di scienza a proposito della pedagogia è un'eresia.  La pedagogia non ha niente a che vedere con la scienza. 

La pedagogia ha un suo statuto epistemologico ed è considerata scienza perchè ha un oggetto ( l'educazione ) ed un proprio metodo specifico.

Queste cose le ho studiate alla ssis e subito dimenticate, vedendone la palese inconsistenza. Sono chiacchiere.

Non commento.
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 10:07 am

Precisamente, costanza 15. Empatia spesso è confuso con mammismo, con simpatia o con mancanza di autorevolezza o se vuoi di autorità. E' piuttosto vero il contrario.
Chi sa capire gli altri li sa guidare.
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 10:10 am

-nina- ha scritto:
mac67 ha scritto:
Tra poca empatia e profonda conoscenza della propria disciplina e tanta empatia e scarsa conoscenza, di gran lunga la prima opzione.

Conosco docenti con forte empatia e scarsa preparazione, molto amati da alunni e genitori. Uno di questi docenti ha avuto come alunna la figlia di una mia collega. Durante una chiacchierata la collega mi disse che il docente in questione (di cui posso testimoniare la scarsa cultura) aveva dato alla classe di sua figlia moltissimo dal punto di vista umano!!! Devo dire che ci sono rimasta anche male, dal momento che mi spacco la testa per tenermi aggiornata.
Conosco poi docenti preparatissimi e con scarsa, o totalmente assente, empatia che  hanno avuto vita durissima in classe.
Per la mia esperienza, non ci sono regole valide in assoluto e proprio per questo motivo ognuno di noi impara "sulla sua pelle" a fare l'insegnante.

Mi colpiscono molto certi giudizi lapidari su come svolgere questa professione....

Non ho dato un giudizio su come svolgere il lavoro di docente. Mi sono limitato a dire quale, tra l'empatia e la preparazione, sia, a mio avviso, da preferire (nulla vieta di averle entrambe; alcuni non hanno nessuna delle due, purtroppo).

Se ho un problema di salute, me ne importa poco che il medico sia simpatico, mi prendo Dr. House tutta la vita.

Aggiungo: il docente preparato e bravo i ragazzi lo riconoscono e, empatia o meno, lo stimano.
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 11:00 am

costanza15 ha scritto:
chicca70 ha scritto:
costanza15 ha scritto:
Citazione :
i utilizzare a scopi didattici informazioni che provengono dai campi scientifici indissolubilmente legati alla pedagogia: Piaget e Vygotskij non erano anche psicolgi? E Gardner? Il processo di apprendimento non avviene per trasmissione di saperi, le conoscenze del docente ( che, ovvio, non devono mancare) sono la base su cui costruire la prassi didattica. 
Parlare di scienza a proposito della pedagogia è un'eresia.  La pedagogia non ha niente a che vedere con la scienza. 

La pedagogia ha un suo statuto epistemologico ed è considerata scienza perchè ha un oggetto ( l'educazione ) ed un proprio metodo specifico.

Queste cose le ho studiate alla ssis e subito dimenticate, vedendone la palese inconsistenza. Sono chiacchiere.

Non commento.
Ma tu sai cosa è una scienza?  Basta avere un oggetto perchè una disciplina sia considerata scienza? Basta un metodo? Anche lo studio filologico della letteratura latina ha un oggetto e un metodo.  Eppure,  ti garantisco,  non è una scienza. 
Ci vuole ben altro per definire scienza una disciplina. Si tratta di teorie verificabili e falsificabili?
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 11:07 am

Citazione :
Se ho un problema di salute, me ne importa poco che il medico sia simpatico, mi prendo Dr. House tutta la vita.

Non mi sembra calzante, come esempio: se hai un problema di salute non hai nessun interesse ad imparare come guarire ma te ne stai lì, passivo, ad aspettare la tua diagnosi e a sperare che il medico metta in campo tutte le sue conoscenze, che ti auguri siano le massime, per guarirti.

I ragazzi, invece, devono applicare un processo di apprendimento attivo, imparando ciò che tu sai e possibilmente raggiungendoti in competenza, se sei bravissimo, o superandoti se sei mediocre


Citazione :
Aggiungo: il docente preparato e bravo i ragazzi lo riconoscono e, empatia o meno, lo stimano.

Diciamo la stessa cosa se quel "bravo" significa "bravo ad insegnare"
non concordo con te se quel "bravo" significa professionista competente ed esperto nella sua materia, magari con uno studio professionale avviatissimo nel quale compie meraviglie ma che non è capace di trasmettere.

Averle tutte e due, empatia e conoscenza, sarebbe il massimo, certo ; - )

Se però ci fosse da scegliere: esperto in materia e incapace di sintonizzarsi oppure medio esperto e capace di attivare gli altri, scelgo senza alcun dubbio la seconda opzione.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 11:31 am

Ire ha scritto:


I ragazzi, invece,  devono applicare un processo di apprendimento attivo, imparando ciò che tu sai e possibilmente raggiungendoti in competenza, se sei bravissimo, o superandoti se sei mediocre
Ire, questa è una visione idilliaca non corrispondente al vero. Nella realtà nessun insegnante trasmette agli studenti tutto quello che sa, sia perché gli insegnanti possiedono una formazione universitaria non trasmissibile neppure agli studenti migliori,  sia per mille altri motivi (tempo, prudenza etc). Nel migliore dei casi,  un docente spiega agli alunni metà di ciò che conosce su un argomento. Inoltre,  regola basilare nell'insegnamento e non solo,  è bene non mostrare mai i confini precisi delle proprie conoscenze o, per dirla in un altro modo,  della propria ignoranza.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 12:00 pm

Citazione :
Inoltre, regola basilare nell'insegnamento e non solo, è bene non mostrare mai i confini precisi delle proprie conoscenze o, per dirla in un altro modo, della propria ignoranza.

Non ti preoccupare, anche se non la mostri, si vede senza problemi.
Credo invece che una persona degna direbbe: questa cosa non la so, cerchiamo di capirla, facciamo una ricerca.
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 12:02 pm

Ire ha scritto:

Diciamo la stessa cosa se quel "bravo" significa "bravo ad insegnare"
Quindi diciamo la stessa cosa. Ho un collega molto preparato ma non bravo a insegnare: noioso, pedante, tono di voce stridulo che dopo 2 minuti già ti chiedi "ma quando finisce?", sempre a lamentarsi. Inutile dire che la sua preparazione disciplinare gli serve a poco in un simile contesto.

Ire ha scritto:

I ragazzi, invece, devono applicare un processo di apprendimento attivo, imparando ciò che tu sai e possibilmente raggiungendoti in competenza, se sei bravissimo, o superandoti se sei mediocre

D'accordo: se sono bravo (a insegnare) quel risultato lo raggiungo con buona parte della classe, indipendentemente dall'empatia. L'empatia (di cui non servono dosi elefantiache) serve nella gestione dei rapporti personali e ha naturalmente riflessi di natura didattica; non sottovaluto il ruolo che ha nel processo di apprendimento (ce l'ha) ma non è fondamentale quanto la preparazione, strettamente didattica, del docente.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 12:05 pm

chicca70 ha scritto:

Inoltre,  regola basilare nell'insegnamento e non solo,  è bene non mostrare mai i confini precisi delle proprie conoscenze o, per dirla in un altro modo,  della propria ignoranza.

Su quello non mi sono mai posto problemi: se non so la risposta (in genere, non si tratta di argomenti del programma) lo dico chiaramente. Se abbiamo tempo, cerchiamo insieme qualcosa su Internet.
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 12:44 pm

chicca70 ha scritto:
costanza15 ha scritto:
chicca70 ha scritto:
costanza15 ha scritto:
Citazione :
i utilizzare a scopi didattici informazioni che provengono dai campi scientifici indissolubilmente legati alla pedagogia: Piaget e Vygotskij non erano anche psicolgi? E Gardner? Il processo di apprendimento non avviene per trasmissione di saperi, le conoscenze del docente ( che, ovvio, non devono mancare) sono la base su cui costruire la prassi didattica. 
Parlare di scienza a proposito della pedagogia è un'eresia.  La pedagogia non ha niente a che vedere con la scienza. 

La pedagogia ha un suo statuto epistemologico ed è considerata scienza perchè ha un oggetto ( l'educazione ) ed un proprio metodo specifico.

Queste cose le ho studiate alla ssis e subito dimenticate, vedendone la palese inconsistenza. Sono chiacchiere.

Non commento.
Ma tu sai cosa è una scienza?  Basta avere un oggetto perchè una disciplina sia considerata scienza? Basta un metodo? Anche lo studio filologico della letteratura latina ha un oggetto e un metodo.  Eppure,  ti garantisco,  non è una scienza. 
Ci vuole ben altro per definire scienza una disciplina. Si tratta di teorie verificabili e falsificabili?
Ti informo che nel 1879 venne fondato il primo laboratorio di psicologia sperimentale, a Lipsia; al 1879 risale anche il primo laboratorio pedagogico, ad Anversa; nel 1906 nacque il primo istituto di pedagogia e pedagogia sperimentale. La pedagogia tradizionale, di stampo filosofico, ha lasciato il posto alle scienze dell'educazione più di un secolo fa.
Ma al di là dello statuto della disciplina, tu davvero ritieni inconsistenti e inutili gli studi delle numerose scuole di pensiero e le diverse teorie pedagogiche che si sono succedute in quest'ultimo secolo? E su quali basi teoriche si fondano didattica e metodologia, allora?
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 1:18 pm

costanza15 ha scritto:
chicca70 ha scritto:
costanza15 ha scritto:
chicca70 ha scritto:
costanza15 ha scritto:
Citazione :
i utilizzare a scopi didattici informazioni che provengono dai campi scientifici indissolubilmente legati alla pedagogia: Piaget e Vygotskij non erano anche psicolgi? E Gardner? Il processo di apprendimento non avviene per trasmissione di saperi, le conoscenze del docente ( che, ovvio, non devono mancare) sono la base su cui costruire la prassi didattica. 
Parlare di scienza a proposito della pedagogia è un'eresia.  La pedagogia non ha niente a che vedere con la scienza. 

La pedagogia ha un suo statuto epistemologico ed è considerata scienza perchè ha un oggetto ( l'educazione ) ed un proprio metodo specifico.

Queste cose le ho studiate alla ssis e subito dimenticate, vedendone la palese inconsistenza. Sono chiacchiere.

Non commento.
Ma tu sai cosa è una scienza?  Basta avere un oggetto perchè una disciplina sia considerata scienza? Basta un metodo? Anche lo studio filologico della letteratura latina ha un oggetto e un metodo.  Eppure,  ti garantisco,  non è una scienza. 
Ci vuole ben altro per definire scienza una disciplina. Si tratta di teorie verificabili e falsificabili?
Ti informo che nel 1879 venne fondato il primo laboratorio di psicologia sperimentale, a Lipsia; al 1879 risale anche il primo laboratorio pedagogico, ad Anversa; nel 1906 nacque il primo istituto di pedagogia e pedagogia sperimentale. La pedagogia tradizionale, di stampo filosofico, ha lasciato il posto alle scienze dell'educazione più di un secolo fa.
Ma al di là dello statuto della disciplina, tu davvero ritieni inconsistenti e inutili gli studi delle numerose scuole di pensiero e le diverse teorie pedagogiche che si sono succedute in quest'ultimo secolo? E su quali basi teoriche si fondano didattica e metodologia, allora?
Non basta chiamare qualcosa laboratorio perché la disciplina si trasformi in scienza. Esistono anche corsi universitari di "laboratorio di traduzione", quindi la traduzione diventa una scienza?  Ora è di moda chiamare tutto scienza: scienze umane,  scienze storiche, scienze geografiche. È una moda in quanto le teorie pedagogiche e psicologiche sono solo scuole di pensiero ma non sono verificabili né falsificabili,  quindi non sono scienza. Didattica e metodologia le lascio tranquillamente alle ssis e ai tfa perché i miei studenti comprendono le mie lezioni anche senza bisogno che io mi occupi di tale fuffa parolaia .
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 1:36 pm

chicca70 ha scritto:
-nina- ha scritto:
mac67 ha scritto:
Tra poca empatia e profonda conoscenza della propria disciplina e tanta empatia e scarsa conoscenza, di gran lunga la prima opzione.

Conosco docenti con forte empatia e scarsa preparazione, molto amati da alunni e genitori.
Sì,  anche io ne conosco.  Sono persone che,  sapendo di non conoscere bene la propria disciplina,  sono di manica molto larga nel concedere, non soltanto in termini di voti. L'apprezzamento di alunni e famiglie è temporaneo. Quando passano al grado di studi superiore o quando all'esame di stato sono interrogati da docenti esterni, tutto cambia. 
Il docente non è un assistente sociale,  né uno psicologo e neppure un amico ma deve trasmettere conoscenze e, se possibile,  far sviluppare capacità. Un docente poco preparato dovrebbe fare un altro lavoro,  che sia o meno empatico.

Mi dispiace, ma io insegno al triennio del liceo scientifico. Il grado superiore è l'università, dove pare che ormai la "manica larga" sia abbondantemente diffusa.
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 1:41 pm

costanza15 ha scritto:
Perchè empatia deve essere inteso come sinonimo di simpatia o scarsa professionalità?! Essere empatici significa essere in grado di capire lo stato mentale di chi ci sta di fronte e, poichè l'aspetto emotivo incide non poco sul processo di apprendimento, tutti noi insegnanti dovremmo avere la capacità di saperlo interpretare. Non si tratta di fare i simpatici con gli alunni o alzare i loro voti per conquistare le simpatie dei genitori, e nemmeno di fare psicologia, ma di utilizzare a scopi didattici informazioni che provengono dai campi scientifici indissolubilmente legati alla pedagogia: Piaget e Vygotskij non erano anche psicolgi? E Gardner? Il processo di apprendimento non avviene per trasmissione di saperi, le conoscenze del docente ( che, ovvio, non devono mancare) sono la base su cui costruire la prassi didattica.

Concordo in tutto e non ho fatto la SSIS, ma il concorso ordinario.


Ultima modifica di -nina- il Lun Ago 24, 2015 2:03 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Consigli avviamento all'insegnamento   Lun Ago 24, 2015 1:48 pm

chicca70 ha scritto:
costanza15 ha scritto:
chicca70 ha scritto:
costanza15 ha scritto:
Citazione :
i utilizzare a scopi didattici informazioni che provengono dai campi scientifici indissolubilmente legati alla pedagogia: Piaget e Vygotskij non erano anche psicolgi? E Gardner? Il processo di apprendimento non avviene per trasmissione di saperi, le conoscenze del docente ( che, ovvio, non devono mancare) sono la base su cui costruire la prassi didattica. 
Parlare di scienza a proposito della pedagogia è un'eresia.  La pedagogia non ha niente a che vedere con la scienza. 

La pedagogia ha un suo statuto epistemologico ed è considerata scienza perchè ha un oggetto ( l'educazione ) ed un proprio metodo specifico.

Queste cose le ho studiate alla ssis e subito dimenticate, vedendone la palese inconsistenza. Sono chiacchiere.

Non commento.
Ma tu sai cosa è una scienza?  Basta avere un oggetto perché una disciplina sia considerata scienza? Basta un metodo? Anche lo studio filologico della letteratura latina ha un oggetto e un metodo.  Eppure,  ti garantisco,  non è una scienza. 
Ci vuole ben altro per definire scienza una disciplina. Si tratta di teorie verificabili e falsificabili?

Con te è impossibile dialogare. Consiglio a Costanza di lasciar perdere.
L'empatia si può stabilire anche in un forum, ma tu mi sembri (come molti colleghi) AUTOREFERENZIALE.
Chiudo.




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