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 Il ricatto della Crisi.

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MessaggioOggetto: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 11:11 am

La Crisi, sulla cui portata non mi pronuncio, non essendo un economista, ha la devastante conseguenza di un imbarbarimento e di una semplificazione dell'interpretazione del vissuto proprio e altrui.

In questo nuovo paradigma non c'è più la possibilità di seguire le proprie inclinazioni, attitudini e passioni, perchè emergerà sempre il discorso "con la crisi che c'è..." a incasellare in scelte obbligate e a obbligare a percorsi stretti e inevitabili.

Da qui sorge il pensiero della Mediocrità (presente anche in noi stessi) che ci fa affermare che ogni nostra scelta deve essere determinato dall'obbligo e dalla non scelta... "fai domanda... con la crisi che c'è rifiuti un posto fisso?".

Naturalmente tutto ciò è determinato e ampliato a dismisura proprio dai governanti che non riuscendo a trovare soluzioni ai problemi, diminuiscono i diritti e incasellano le scelte, impoverendole.

A mio avviso la soluzione può essere solo quella della fuga nel mondo della Cultura e del Sapere (Umanistico o Scientifico) per dimenticare una realtà sempre più povera e triviale; i governi a livello enidiale questo lo compresero e cercarono con la Riforma Gelmini di impoverire tale bagaglio culturale, impedendo la sua trasmissione alle giovani generazioni, tuttavia la Cultura è resistente a ogni oppressione e viene comunque trasmessa alla generazione successiva in tutta la sua sua apertura eternamente dialettica.
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Babbeus



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 11:17 am

precario_acciaio ha scritto:
La Crisi, sulla cui portata non mi pronuncio, non essendo un economista, ha la devastante conseguenza di un imbarbarimento e di una semplificazione dell'interpretazione del vissuto proprio e altrui.

In questo nuovo paradigma non c'è più la possibilità di seguire le proprie inclinazioni, attitudini e passioni, perchè emergerà sempre il discorso "con la crisi che c'è..." a incasellare in scelte obbligate e a obbligare a percorsi stretti e inevitabili.

Da qui sorge il pensiero della Mediocrità (presente anche in noi stessi) che ci fa affermare che ogni nostra scelta deve essere determinato dall'obbligo e dalla non scelta... "fai domanda... con la crisi che c'è rifiuti un posto fisso?".

Naturalmente tutto ciò è determinato e ampliato a dismisura proprio dai governanti che non riuscendo a trovare soluzioni ai problemi, diminuiscono i diritti e incasellano le scelte, impoverendole.

Non credo sia incapacità, le crisi sono una grande opportunità di scatenare guerre tra poveri per dividere e disorientare le classi medio-basse e permettere alle elite di conquistare ulteriori spazi di dominio.
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catella



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 11:19 am

Babbeus ha scritto:
precario_acciaio ha scritto:
La Crisi, sulla cui portata non mi pronuncio, non essendo un economista, ha la devastante conseguenza di un imbarbarimento e di una semplificazione dell'interpretazione del vissuto proprio e altrui.

In questo nuovo paradigma non c'è più la possibilità di seguire le proprie inclinazioni, attitudini e passioni, perchè emergerà sempre il discorso "con la crisi che c'è..." a incasellare in scelte obbligate e a obbligare a percorsi stretti e inevitabili.

Da qui sorge il pensiero della Mediocrità (presente anche in noi stessi) che ci fa affermare che ogni nostra scelta deve essere determinato dall'obbligo e dalla non scelta... "fai domanda... con la crisi che c'è rifiuti un posto fisso?".

Naturalmente tutto ciò è determinato e ampliato a dismisura proprio dai governanti che non riuscendo a trovare soluzioni ai problemi, diminuiscono i diritti e incasellano le scelte, impoverendole.

Non credo sia incapacità, le crisi sono una grande opportunità di scatenare guerre tra poveri per dividere e disorientare le classi medio-basse e permettere alle elite di conquistare ulteriori spazi di dominio.


Condivido pienamente.
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OrizzontePrecario



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 3:16 pm

la mobilità nel campo del lavoro non è necessariamente conseguenza della crisi, in molti paesi c'è la sana abitudine a spostarsi per lavorare.

"...in media, il 40% degli americani si trasferisce da uno stato ad un altro almeno una volta nella vita..."

attenzione, non da una provincia ad un'altra, ma da uno stato ad un altro (come dire dall'italia alla norvegia) e questo accadeva anche negli anni '80 0 '90 quando non c'era alcuna crisi.

noi ragioniamo come se il mondo del lavoro in italia fosse perfetto e che quindi ogni discostamento da quanto è avvenuto in passato sia necessariamente una breccia pericolosa.

in italia sono tanti quelli che pensano che il lavoro sotto casa sia di gran lunga preferibile rispetto al cercarlo in altra provincia, ad esempio i 27 mila forestali della sicilia, gli oltre 10 mila forestali della calabria o i 18 mila dipendenti della regione sicilia.

mi domando se c'è qualcuno di voi che non si indigna quando legge che ci sono migliaia di persone pagate dalla collettività per non fare nulla!! perché è ovvio che la maggior parte di questi signori non fa nulla, se in canada per 400 mila km quadrati di foreste bastano circa 5000 forestali e in calabria con 6.5 mila km quadrati ne servono 10 mila è matematico che tanti fanno solo delle piacevoli passeggiate all'aria aperta a spese di tutti!

ora che cosa chiedono i docenti restii alla fase b e c, semplicemente di non lasciare le loro province, la legge 107/2015 gli concede questa possibilità (nonostante la propaganda della deportazione), ma neppure questo va bene, perché magari le supplenze in futuro potrebbero non garantire di lavorare.
allora questi docenti dovrebbero avere il coraggio di chiedere di essere assunti nella propria provincia anche se non ci sono posti per la loro classe di concorso. nulla di più semplice! ma nessuno ha il coraggio di fare una richiesta così sfacciata, specie chi magari dice peste e corna di quei poveri forestali con cui condividono la passione per il lavoro sotto casa.

ogni anno milioni di persone nel mondo si spostano per lavorare e non mi riferisco solo ai disperati che arrivano coi barconi, semplicemente perché il lavoro lo si va a prendere dove si trova. qui alcuni pretendono che il lavoro glielo si porti nella propria provincia. ma cosa c'entrerà mai la crisi se c'è uno squilibrio tra domanda (docenti) e offerta (cattedre) che sedimenta da decenni?
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Babbeus



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 3:29 pm

OrizzontePrecario ha scritto:
la mobilità nel campo del lavoro non è necessariamente conseguenza della crisi, in molti paesi c'è la sana abitudine a spostarsi per lavorare.

"...in media, il 40% degli americani si trasferisce da uno stato ad un altro almeno una volta nella vita..."

Si tratta comunque di crisi: deficit di occupazione da una parte e surplus di domande da un altra. Questo è dovuto a politiche interne sbagliate che permettono squilibri. Anche in europa succedono cose analoghe: Spagnoli, Portoghesi, Greci e Italiani stanno migrando verso Germania e Regno Unito (che sono i vincitori di questa guerra economica a nostro danno).

Comunque quello che dici esula completamente dal caso del piano di assunzioni di Renzi: nel caso nostro le migrazioni sono in gran parte gratuite ed imposte dall'alto sotto ricatto e violando tutte le regole consolidate. In molte regioni italiane il lavoro c'è in abbondanza ma in modo del tutto gratuito e insensato si costringono comunque i docenti del posto ad emigrare altrove dopo che in virtù di regole consolidate che esistevano dagli anni 70 i docenti non più giovani ormai si erano costruiti famiglie e comprati case.
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enricat



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 3:36 pm

Per favore basta con questa storia degli americani che si spostano. Il mercato del lavoro americano non è quello italiano.

La "flessibilità" è un male, come la meritocrazia, le competenze, la valutazione e altre atre stronzate contenute in questa riforma.

Tra l'altro sappiamo benissimo che molte migrazioni si potevano evitare, perchè con il potenziamento ci sono molti posti anche al sud, ma hanno deciso di rimescolarci tutti, aggratis proprio. E' un atto di forza, una violenza istituzionale
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MLucia



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 3:38 pm

enricat ha scritto:
Per favore basta con questa storia degli americani che si spostano. Il mercato del lavoro americano non è quello italiano.

La "flessibilità" è un male, come la meritocrazia, le competenze, la valutazione e altre atre stronzate contenute in questa riforma.

Tra l'altro sappiamo benissimo che molte migrazioni si potevano evitare, perchè con il potenziamento ci sono molti posti anche al sud, ma hanno deciso di rimescolarci tutti, aggratis proprio. E' un atto di forza, una violenza istituzionale

sono d'accordo. E' evidente che Orizzonteprecario non ha genitori anziani da assistere
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iononmisposto



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 3:42 pm

OrizzontePrecario ha scritto:


ora che cosa chiedono i docenti restii alla fase b e c, semplicemente di non lasciare le loro province, la legge 107/2015 gli concede questa possibilità (nonostante la propaganda della deportazione), ma neppure questo va bene, perché magari le supplenze in futuro potrebbero non garantire di lavorare.
allora questi docenti dovrebbero avere il coraggio di chiedere di essere assunti nella propria provincia anche se non ci sono posti per la loro classe di concorso. nulla di più semplice! ma nessuno ha il coraggio di fare una richiesta così sfacciata, specie chi magari dice peste e corna di quei poveri forestali con cui condividono la passione per il lavoro sotto casa.


Si vede che tu delle fasi B,C non hai letto nulla. Oppure mentre leggevi i commi stavi guardando qualche cartone animato alla TV.
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Babbeus



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 3:49 pm

OrizzontePrecario ha scritto:

ora che cosa chiedono i docenti restii alla fase b e c, semplicemente di non lasciare le loro province, la legge 107/2015 gli concede questa possibilità (nonostante la propaganda della deportazione), ma neppure questo va bene, perché magari le supplenze in futuro potrebbero non garantire di lavorare.

I docenti vogliono essere immessi in ruolo secondo le regole, le regole prevedono che le graduatorie provinciali scorrano per i posti nella provincia fino a esaurimento posti o esaurimento graduatoria. Quale è il problema a seguire le regole?

Citazione :

allora questi docenti dovrebbero avere il coraggio di chiedere di essere assunti nella propria provincia anche se non ci sono posti

1) I posti vengono creati dal nulla nella fase C
2) E' ovvio che una volta esauriti i posti della provincia non puoi assumere oltre da graduatoria provinciale, ma il governo potrebbe bandire quei posti per chi è rimasto senza posto e vuole emigrare, nessuno si potrebbe lamentare, nessuno avrebbe danno alcuno o diritti violati


Ultima modifica di Babbeus il Dom Ago 09, 2015 3:56 pm, modificato 2 volte
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OrizzontePrecario



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 3:52 pm

enricat ha scritto:


La "flessibilità" è un male, come la meritocrazia, le competenze, la valutazione

siamo su due mondi distanti anni luce

enricat ha scritto:

Tra l'altro sappiamo benissimo che molte migrazioni si potevano evitare, perchè con il potenziamento ci sono molti posti anche al sud, ma hanno deciso di rimescolarci tutti, aggratis proprio. E' un atto di forza, una violenza istituzionale

l'obiettivo è quello di ottimizzare l'uso delle risorse umane, se anche piazzavano i docenti da subito nel potenziamento secondo la provincia delle gae, questa modalità avrebbe lasciato i buchi nell'organico al nord.
secondo me il governo doveva prima di cominciare questa procedura di immissioni in ruolo, cercare di dialogare per rendere questo sistema a fasi più accettabile e non calarlo dall'alto come ha fatto.
doveva dire, io sono disposto a fare 102 mila assunzioni (nessuno può negare che è più delle assunzioni fatte negli ultimi 5 anni) ma come contropartita ho necessità di riempire tutti i posti sia al sud che al nord.
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Babbeus



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 3:58 pm

OrizzontePrecario ha scritto:
enricat ha scritto:


La "flessibilità" è un male, come la meritocrazia, le competenze, la valutazione

siamo su due mondi distanti anni luce


Quindi abbiamo un difensore accanito della legge di Renzi, feroce contestatore di chi è critico e che anche sposa in pieno tutta l'ideologia della destra neoliberista del PD e delle lobby che lo finanziano. Ma guarda un po'. Cosa potrebbe volere di più il governo?
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iononmisposto



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 4:01 pm

OrizzontePrecario ha scritto:

doveva dire, io sono disposto a fare 102 mila assunzioni (nessuno può negare che è più delle assunzioni fatte negli ultimi 5 anni) ma come contropartita ho necessità di riempire tutti i posti sia al sud che al nord.


E cosa c'è di diverso da quello che sta facendo?

Se lo avesse fatto mettendo in TV Renzi e la Giannini con un lecca-lecca con scritto "ruolo" tutti sarebbe stati contenti di fare domanda ed essere spediti sui monti di Belluno?
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minacalcio



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 4:09 pm

era sottinteso che l'intenzione era quella di coprire il più possibile i buchi dell'organico del nord...non a caso al nord si lavora da seconda e terza fascia d'istituto nonché  messe a disposizione che, in alcuni casi, erano totalmente sprovviste di alcun titolo.
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OrizzontePrecario



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 4:14 pm

Babbeus ha scritto:
OrizzontePrecario ha scritto:
enricat ha scritto:


La "flessibilità" è un male, come la meritocrazia, le competenze, la valutazione

siamo su due mondi distanti anni luce


Quindi abbiamo un difensore accanito della legge di Renzi, feroce contestatore di chi è critico e che anche sposa in pieno tutta l'ideologia della destra neoliberista del PD e delle lobby che lo finanziano. Ma guarda un po'. Cosa potrebbe volere di più il governo?

copio e incollo la risposta che ha inserito un mio amico nella mia bacheca facebook in merito ad una discussione sul tema valutazione, poi libero di restare della tua opinione

"Credo che l' errore fondamentale sia pensare che la scuola sia dei professori. E non ditemi che non sia così: nei post, nei commenti, nei tweet, nelle stesse rivendicazioni dei sindacati, alla fine esce fuori il Leif motivo " La riforma della scuola deve essere fatta dai professori!" .
Non voglio offendere l' intelligenza di nessuno se ricordo che questo tipo di atteggiamento sia prettamente corporativo, fatto e pensato per fare della scuola il luogo comodo che già è per una splendida vacanza. E mi interessa particolarmente il processo logico che porta persone dotate di una cultura ( anche se a volte ne dubito) a sostenere la validità di simili tesi per negarla ad altri: se qualcuno dicesse che la riforma delle pensioni la devono fare i pensionati, oppure che la riforma del mercato del lavoro gli occupati, oppure che quella dell' università i professori ordinari, ci alzeremmo in piedi ed andremmo a manifestare contro una simile ipotesi. Ma il riflesso pavloviano, alimentato da decenni di complicità tra potere centrale e potere locale ( sindacati ) fa fare agli insegnanti lo stesso errore dei tassisti che vorrebbero scrivere loro le norme sulla categoria! Non c'è ombra di dubbio che sarebbero norme volte alla loro tutela e poco rispettose per i clienti, la concorrenza, l' interesse pubblico! Quando xxxxx yyyyyy parla dei risultati OCSE /PISA, non si rende conto che stiamo parlando si di miglioramenti, ma a partire da situazioni veramente penose, stiamo,sopratutto parlando di un materiale umano,e lo si vede dalle classifiche sul problemi solving,tra i migliori al mondo! Anche quello calabrese! E ci dovremmo accontentare della mediocrità per non svegliare dal sonno indolente una classe di insegnanti che ha scambiato il proprio valore, la propria importanza sociale e culturale con la tranquillità del posto di lavoro senza dover dimostrare niente nel concreto? Sicuramente ci sono cose che andrebbero migliorate, ma se non si introduciamo il concetto di valore e merito, se non si lascia libera una certa competizione tra scuole, se non le si lascia migliorare e se non si riesce a trovare il modo di premiare tali miglioramenti, il concetto di responsabilità e merito andrà nella malora definitivamente!"

la valutazione dei docenti non è un'invenzione recente di renzi

http://www.orizzontescuola.it/news/berlinguer-lanciai-idea-valutazione-docenti-15-anni-fa-accolto-urla



e pare che in queste dittature dove governa renziron, renzande, renzoy, renzhelo, la progressione di carriera dei docenti è legata anche alla valutazione e non ad automatismi sugli anni di servizio


Portogallo
La progressione di carriera avviene secondo due criteri:

la formazione (occorre aver frequentato un certo numero di ore d'aggiornamento)

la presentazione del proprio curriculum relativo agli anni precedenti al passaggio stipendiale. Tale curriculum è predisposto in conformità a una griglia nazionale e si considerano diverse voci, quali le esperienze didattiche, le particolari attività svolte, la partecipazione all'attività della scuola et.

Il comitato di valutazione, formato da un rappresentante del ministero, un rappresentante dell'istituto designato dal consigliere pedagogico (una sorta di coordinatore della didattica) e da un insegnante scelto dal candidato, esprime un giudizio positivo o negativo.

Un giudizio negativo produce un arresto della progressione di carriera. Un secondo voto negativo una riconversione di carriera. E', comunque, possibile presentare ricorso ad una commissione esterna alla scuola.


Spagna
Il passaggio da un livello stipendiale all'altro avviene tramite la frequenza di un determinato numero di ore di aggiornamento.


Inghilterra e Galles
In Gran Bretagna esiste una lunga tradizione di valutazione di sistema, necessaria a dare omogeneità ad un sistema scolastico frantumato in numerose autonomie.


Francia
La progressione di carriera di un insegnante di scuola secondaria dipende dal numero di anni di lavoro, ma anche dalle notazioni di merito. I docenti, infatti, sono sottoposti a due tipi di valutazione: da parte del capo di istituto che stende la nota amministrativa (valutando gli aspetti più formali) e da parte di ispettori che stendono la nota pedagogica con visita in classe, valutando le competenze pedagogiche didattiche.


Ultima modifica di OrizzontePrecario il Dom Ago 09, 2015 4:30 pm, modificato 2 volte
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Babbeus



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 4:14 pm

minacalcio ha scritto:
era sottinteso che l'intenzione era quella di coprire il più possibile i buchi dell'organico del nord...non a caso al nord si lavora da seconda e terza fascia d'istituto nonché  messe a disposizione che, in alcuni casi, erano totalmente sprovviste di alcun titolo.

Si ma per coprire quei buchi c'era bisogno di far emigrare tutta italia inclusi quelli del nord?
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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 5:27 pm

Precario_acciaio ha detto una cosa molto vera e molto intelligente nel topic iniziale, talmente vera che qualcuno si è preso la briga di sviare il discorso, buttandoci dentro i forestali, l'America, la Norvegia e stronzate simili.
Ai politici italiani interessa che la gente viva per lavorare e lavori per vivere, ecco dove si concretizza il ricatto della "crisi", senza pensare, senza riflettere, senza farsi domande e senza, ovviamente, alimentare la cultura, perchè possedere una certa cultura porta inevitabilmente l'individuo a porsi quelle domande di cui sopra; quello che occorre sono solo "panem et circenses", dove il circo moderno sono: il calcio, i talent show, l'Isola dei famosi, il Segreto e Maria De Filippi, tutto intrattenimento che ha come unica finalità quella di scimunire le persone, di allontanarli ancora di più dalla ricerca della qualità, dalla maturazione di un proprio gusto personale, dalla possibilità di scegliere.
Una volta resi tutti ebeti, gli Italiani-automi saranno più facilmente governabili (in larga misura ciò avviene già) e prima o poi la smetteranno di riflettere e fare domande scomode....a questo punto perchè non iniziare da subito, dalla scuola? Li abituiamo già alla mentalità di Maria De Filippi così cresceranno sani, forti e coglioni....
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OrizzontePrecario



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 5:57 pm

sono stato bravo? ha scritto:
Precario_acciaio ha detto una cosa molto vera e molto intelligente nel topic iniziale, talmente vera che qualcuno si è preso la briga di sviare il discorso, buttandoci dentro i forestali, l'America, la Norvegia e stronzate simili.
Ai politici italiani interessa che la gente viva per lavorare e lavori per vivere, ecco dove si concretizza il ricatto della "crisi", senza pensare, senza riflettere, senza farsi domande e senza, ovviamente, alimentare la cultura, perchè possedere una certa cultura porta inevitabilmente l'individuo a porsi quelle domande di cui sopra; quello che occorre sono solo "panem et circenses", dove il circo moderno sono: il calcio, i talent show, l'Isola dei famosi, il Segreto e Maria De Filippi, tutto intrattenimento che ha come unica finalità quella di scimunire le persone, di allontanarli ancora di più dalla ricerca della qualità, dalla maturazione di un proprio gusto personale, dalla possibilità di scegliere.
Una volta resi tutti ebeti, gli Italiani-automi saranno più facilmente governabili (in larga misura ciò avviene già) e prima o poi la smetteranno di riflettere e fare domande scomode....a questo punto perchè non iniziare da subito, dalla scuola? Li abituiamo già alla mentalità di Maria De Filippi così cresceranno sani, forti e coglioni....

e il bilderberg e la commissione trilaterale non ce li vogliamo mettere?

complottismo allo stato puro, tipico di questa epoca grillidiota.

ma invece di leggere solo i forum di orizzontescuola, qualcuno si è mai andato a guardare gli studi sul lavoro dell'università di oxford o della london school of economics? il mondo del lavoro sta profondamente cambiando e qui si discute di panem et circenses e di cambio di provincia.
nella classe docente ci sono troppi dinosauri.
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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 5:59 pm

Babbeus ha scritto:
minacalcio ha scritto:
era sottinteso che l'intenzione era quella di coprire il più possibile i buchi dell'organico del nord...non a caso al nord si lavora da seconda e terza fascia d'istituto nonché  messe a disposizione che, in alcuni casi, erano totalmente sprovviste di alcun titolo.

Si ma per coprire quei buchi c'era bisogno di far emigrare tutta italia inclusi quelli del nord?

Bhe...sai per rendere l'idea cito un' affermazione di Claudia Cardinale nel film con Alberto Sordi dal titolo. .. Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata....."a qualcuno ce la dovevo dare la fregatura”
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sono stato bravo?



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 6:01 pm

Mi dici una cosa: chi sei? Sei un precario, uno di ruolo, uno che non c'entra niente con la scuola, uno che andrà in culonia grazie alla fase B, un troll...chi sei?
Io sono uno che ha appena firmato l'immissione in ruolo in fase 0, almeno in parte alla faccia di renzie e dei suoi.
Appena si parla di qualcosa di "serio", drizzi le antenne per difendere il governicchio, ma chi sei?
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Babbeus



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 6:04 pm

minacalcio ha scritto:
Babbeus ha scritto:
minacalcio ha scritto:
era sottinteso che l'intenzione era quella di coprire il più possibile i buchi dell'organico del nord...non a caso al nord si lavora da seconda e terza fascia d'istituto nonché  messe a disposizione che, in alcuni casi, erano totalmente sprovviste di alcun titolo.

Si ma per coprire quei buchi c'era bisogno di far emigrare tutta italia inclusi quelli del nord?

Bhe...sai per rendere l'idea cito un' affermazione di Claudia Cardinale nel film con Alberto Sordi dal titolo. .. Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata....."a qualcuno ce la dovevo dare la fregatura”

Non è assolutamente vero come è stato già spiegato più e più volte: se assumevi da graduatoria provinciale per scorrimento e poi in caso di posti vuoti permettevi a chi era rimasto fuori di coprirli (emigrando consapevolmente) non si poteva lamentare nessuno. Nessuno era scavalcato, nessuno andava alla cieca, nessuno era costretto a correre il rischio deportazione col ricatto,quelli che NON avevano un lavoro neanche come precari (gli ultimi delle graduatorie del sud) avevano l'opportunità, facoltativa, di avere il ruolo a Nord. Chi rimane fregato così? Nessuno.
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minacalcio



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 6:29 pm

sono stato bravo? ha scritto:
Mi dici una cosa: chi sei? Sei un precario, uno di ruolo, uno che non c'entra niente con la scuola, uno che andrà in culonia grazie alla fase B, un troll...chi sei?
Io sono uno che ha appena firmato l'immissione in ruolo in fase 0, almeno in parte alla faccia di renzie e dei suoi.
Appena si parla di qualcosa di "serio", drizzi le antenne per difendere il governicchio, ma chi sei?

Ti riferisci a me? La mia era pura ironia....se non la comprendi non prendertela con me.
Sono precaria e del governicchio non me ne frega un cavolo era per sdrammatizzare le varie ingiustizie che da tempo siamo costretti a subire e ti posso garantire che i predecessori del cosiddetto governicchio, come lo definisci, hanno fatto cose ben peggiori e di fregature ne abbiamo prese a valanghe.....e poi a te è concesso fare ironia agli altri no? Ma chi ti credi di essere per offendere le persone. Forse in culonia ci sarai andato tu nel piano 0. Complimenti e figli maschi !!!!!

Chiedo scusa agli amministratori e agli altri utenti del forum per la parola scurrile e boccaccesca.
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OrizzontePrecario



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 6:29 pm

sono stato bravo? ha scritto:
Mi dici una cosa: chi sei? Sei un precario, uno di ruolo, uno che non c'entra niente con la scuola, uno che andrà in culonia grazie alla fase B, un troll...chi sei?
Io sono uno che ha appena firmato l'immissione in ruolo in fase 0, almeno in parte alla faccia di renzie e dei suoi.
Appena si parla di qualcosa di "serio", drizzi le antenne per difendere il governicchio, ma chi sei?

Perdonami se mi permetto di scrivere su un forum pubblico e soprattutto di scrivere cose che evidentemente sono a te sgradite.
Quando si parla di cose "serie" mi piace dare il mio contributo altrettanto serio, o avrei raccontato barzellette secondo te?
Sono consapevole di non essere allineato al coro che si sente sul forum,
ma "I punti di vista eretici sorgono quando la verità è incerta, ed è solo quando la verità è incerta che si invoca la censura" (B. Russel)

P.s. se vuoi fare una gara di gne gne gne
... sono in ruolo da 5 anni.
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mimì68



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 6:40 pm

Cosa vuoi che importi chi sia uno/a che confronta l'Inghilterra, l'America, la Norvegia con paesi infrastrutturalmente decenni luce lontani. La flessibilità di cui tanto parla è basata su quei criteri di grilloidiotismo che tanto critica, su uffici del lavoro efficenti e non su passacarte burocratici che sono solo serviti al voto di scambio, su regole certe e non dettate dalla troika di turno o da leggi ad persona anche nel mondo della scuola (vedi la legge che permetteva ai geometri di diventare insegnanti di ed.fisica, per esempio) . La spada tratta per difendere cosa? ...il tuo posto a seconda quante risposte ricevi?
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mimì68



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 6:41 pm

....e assoldato dal ministero...
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OrizzontePrecario



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MessaggioOggetto: Re: Il ricatto della Crisi.   Dom Ago 09, 2015 6:46 pm

mimì68 ha scritto:
Cosa vuoi che importi chi sia uno/a che confronta l'Inghilterra,  l'America,  la Norvegia con paesi infrastrutturalmente  decenni luce lontani. La flessibilità di cui tanto parla è basata su quei criteri di grilloidiotismo che tanto critica,  su uffici del lavoro efficenti e non su passacarte burocratici  che sono solo serviti al voto di scambio, su  regole certe e non dettate dalla troika di turno o da leggi ad persona anche nel mondo della scuola (vedi la legge che permetteva ai geometri di diventare insegnanti di ed.fisica, per esempio) . La spada tratta per difendere cosa? ...il tuo posto a seconda quante risposte ricevi?

Aperto al confronto....

Sarai certamente un ottimo esempio per i tuoi studenti!
Screditare me insinuando che avrei qualcosa da guadagnare dall' esprimere la mia opinione, ti fa davvero onore.
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Il ricatto della Crisi.
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