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 Ma la domanda non era facoltativa?

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royalstefano



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MessaggioOggetto: Ma la domanda non era facoltativa?   Lun Ago 17, 2015 10:17 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/news/immissioni-ruolo-docenti-meridionali-al-nord-ed-subito-polemica-ma-nessuno-vuol-partire-perch-n
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Ma la domanda non era facoltativa?   Mar Ago 18, 2015 3:22 pm

tellina ha scritto:
Il problema è che per me... Fosse anche solo un controinteressato a prenderla in quel posto grazie/per colpa di un ricorso (e ribadisco e sottolineo: parlo di ricorsi folli ai miei occhi e anche agli occhi dei più...) fosse anche solo uno e non mille...il problema etico ci sarebbe comunque.
Con questo sistema la legge non è uguale per tutti.
È proprio un punto di vista che non posso accettare, vi dirò... Non vedo nemmeno spazio di manovra e dialogo, qui non ci sento.
Pazienza...sopravviverò come sempre...scavalcata da ricorsisti della domenica, calpestata nei miei diritti da ricorsi prepotenti, immobilizzata dallo stupore davanti a ricorsi da faccia tosta...
Converrai con me che se il MIUR emanasse un bando di concorso aperto ai soli maschi le femmine avrebbero titolo per fare ricorso e non ci sarebbe nulla di male a farlo, non sarebbe una furbata.
I maschi, per quanto avvantaggiati, non avrebbero colpe, e sarebbero controinteressati.
Se una sola femmina fa ricorso e vince per i maschi incolpevoli non è un problema, una più una meno che vuoi che cambi, e comunque mentre faceva ricorso loro potevano accorgersene ed evitare di fare troppo affidamento alla procedura amministrativa; ma se la vittoria viene estesa a tutte le femmine allora i maschi si ritrovano ad aver fatto affidamento su una vittoria (la loro) poi rivelatasi inesistente.
Anche i maschi subirebbero un'ingiustizia.
La normativa prevede che il primo interesse da tutelare sia quello della femmina ricorrente, poi quello dei maschi che hanno fatto affidamento ed ultime le femmine non ricorrenti perchè "a loro andava bene così" (tacitamente).
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royalstefano



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MessaggioOggetto: Re: Ma la domanda non era facoltativa?   Mar Ago 18, 2015 3:24 pm

sparviero. ha scritto:
Babbeus ha scritto:
sparviero. ha scritto:
non fate i fini tondi. scorrete un po più sotto e leggete il topic Appello per la riapertura............

Io non vedo nessun gruppo che tempesta politici, io vedo solo un utente che esorta a farlo, c'è un po' di differenza.
leggi l'articolo sulla home di os.Adesso chiedo ancora se avete intenzione di fare i finti tonti descrivendo la realtà al contrario. Sul forum si vuol fare credere che quelli che hanno presentato domanda siano pentiti mentre nella realtà è vero il contrario. Non è colpa tua ma della maggioranza degli utenti che fuori dal forum diventano minoranza.
A quale scopo? per farli passare per scemi? qui ciascuno di noi ha fatto la propria scelta tenendo in considerazione i propri interessi. Personalmente convincerei chi mi sta davanti in gae a farla la domanda, in caso di riapertura.
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lucylucy



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MessaggioOggetto: Re: Ma la domanda non era facoltativa?   Mar Ago 18, 2015 3:35 pm

Ma è possibile che in questo Paese non si riesca a fissare e rispettare un termine? Io dico: bastava accendere per sbaglio la radio o la TV o aprire un giornale per sapere almeno quanto fosse importante informarsi per ponderare la propria scelta. Le dichiarazioni sono state fatte quasi tutte prima della scadenza prevista.
Gente che dimentica di rinnovare la domanda di permanenza in GAE, gente che inserita in coda vuole stare a pettine e gente che, superata, vuole che i nuovi iscritti siano messi in coda. Insegno da più di dieci anni e avrei potuto partecipare almeno a dieci ricorsi (uno l'anno). Ogni volta avrei speso circa 100 euro (coi sindacati).
Be', sono della stessa pasta di tellina (che dalle mie parti è un must dell'estate:-): non ne ho fatto neanche uno. E mi fa un po' di rabbia sentire colleghi che ai tempi avevano fatto ricorso per la questione code/pettine e ora tuonano contro la procedura nazionale, che di quella vicenda è in qualche modo figlia.
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drifis_



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MessaggioOggetto: Re: Ma la domanda non era facoltativa?   Mar Ago 18, 2015 5:23 pm

Se un tribunale decide che un ricorso apparentemente folle vada accolto evidentemente così folle non era.
Poi mi chiedo con un brivido di paura, queste persone che accettano supinamente le leggi, perchè sono sacre e sfidarle è una furbata cosa avrebbero detto ai tempi delle leggi razziali? Ai tempi in cui per accedere ad alcuni lavori serviva la tessera di partito fascista? Mi si obietterà che quelle erano palesemente leggi "ingiuste" ma se si parte dall'idea che qualunque siano le regole del gioco vadano accettate, anche quelle più assurde rientrano nel novero, anche perchè il concetto di folle o assurdo è personale per questo ci sono i tribunali!
Per altro è mia piena convinzione che sia per questo che facciano leggi assurde, alla fine ricorrono molti meno di quelli che avrebbero diritto, e con i tempi della giustizia a ora che gli si riconosce la ragione molti avranno rinunciato per strada, altri saranno morti alla fine il danno da pagare è minimo e si continua così...
p.s. che poi ci sia una tendenza a ricorrere per qualunque cosa, soprattutto negli ultimi anni, lo riconosco anche io!
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lucylucy



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MessaggioOggetto: Re: Ma la domanda non era facoltativa?   Mar Ago 18, 2015 11:44 pm

Quando una legge è palesemente ingiusta va combattuta, e non certo con ricorsi amministrativi che possono essere portati avanti solo da chi ha un interesse. Tutti i cittadini hanno interesse a far abrogare leggi ingiuste o ritenute tali: ci sono i referendum abrogativi, per questo scopo. La prassi dei ricorsi facili (non mi riferisco a ogni tipo di ricorso) è altra cosa e spesso nasce dal tentativo di aggirare la norma. I sindacati a volte hanno caldeggiato la presentazione di ricorsi infondati, come quello sulla reiterazione dei contratti a td per chi aveva lavorato in modo saltuario: facevano presentare ricorso a gente che aveva lavorato su maternità e supplenze brevi in dieci scuole diverse. Non mi risulta che qualche ricorrente in simile situazione abbia vinto un ricorso. Ma di sicuro hanno tutti sborsato i 100 euro.
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Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Ma la domanda non era facoltativa?   Mer Ago 19, 2015 12:40 am

I referendum abrogativi andrebbero limitati a temi d'interesse generale e quesiti espliciti su aspetti di facile accesso a tutta la popolazione. Non andrebbero usati come grimaldello per quesiti tecnici alquanto specifici ideati per rendere inapplicabile un'intera legge.
In passato ci sono stati ricorsi all'istituto del referendum che ne sposavano in pieno i principi per cui è stato concepito. In seguito è stato sfruttato come strumento di boicottaggio. Fino ad arrivare all'abuso dell'istituto e delle sue norme di funzionamento, da entrambe le parti: da parte di chi ricorreva al referendum, da parte di chi, all'occorrenza, intendeva boicottarne i risultati.
Il risultato è che il referendum è diventato una "cosa" inutile. L'unico strumento vero di democrazia deprecato proprio dalla maggior parte degli italiani. Fino a giustificare le mire di chi, all'occorrenza, aggiunge piccoli paletti per limitare ulteriormente l'incidenza ponderale del referendum sull'impianto legislativo italiano. Con il beneplacito della maggioranza silenziosa, che dei referendum non ne può più.
Un referendum sulla scuola porterebbe a tre soli possibili risultati: la bocciatura da parte della Consulta, l'introduzione di una disposizione normativa fantoccio, l'inutilità per il mancato raggiungimento del quorum. E buona notte ai grandi risultati ottenuti nei referendum sul divorzio e sull'aborto, espressione del più alto livello di democrazia mai visto in Italia.

Con questo non voglio assolutamente difendere lo strumento del ricorso. Semplicemente dovremmo un po' tutti ragionare meglio nel momento in cui ci accingiamo a mettere una croce quando entriamo nell'urna a votare nelle consultazioni ordinarie. A prescindere dall'idea del simbolo in cui crediamo.
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bubbylil



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MessaggioOggetto: Re: Ma la domanda non era facoltativa?   Mer Ago 19, 2015 1:01 am

tellina ha scritto:
Sarà che son di natura schifiltosa fin da piccina, mamma conferma...
Sarà che son della "vecchia scuola" la legge per me è sacra e prima di metterla in discussione... Ce ne passa (e qui avete ragione voi...con le ultime leggi arraffazzonate da discuterne ce ne sarebbe eccome!)
Sarà che son stata educata a pagare i miei errori in prima persona e non tollero invece chi nel ricoso cerca e trova ahimè, scorciatoie e soluzioni impensabili per chi ragiona come me.
L'esempio del ricorso per bocciatura è troppo incoerente anche per chi lo cita dal relax vacanziero, suvvia.
Gli esempi da me riportati, ivi compreso quello che ha generato questa discussione... Continuano e continueranno a schifarmi.

Già ti hanno già risposto successivamente anche altri per spiegarti perchè questa tesi che tu ritieni sacrosanta in realtà non lo è, e non ''per la contorta legge italiana'' come dici tu in un altro messaggio, ma perchè totalmente impraticabile qui, come nel resto del mondo. Per cui direi che non serve aggiungere altro. Le sentenze, positive o negative dei ricorsi singoli o collettivi che siano, si applicano solo ai ricorrenti stessi.

E il ricorso per bocciatura era un esempio paradossale, credo che lo si sia capito.
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lucylucy



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MessaggioOggetto: Re: Ma la domanda non era facoltativa?   Mer Ago 19, 2015 7:53 am

Concordo con Giancarlo sull'inflazione dell'istituto referendario e mi rendo conto che il mio farvi riferimento poteva indurre a pensare mi stessi riferendo al referendum per abrogare la "Buona Scuola". In realtà parlavo di leggi di interesse più generale e sono pienamente d'accordo sulle conseguenze di un referendum su questa legge prospettate da G.
Capisco anche la necessità di applicare i dispositivi amministrativi al solo ricorrente, ma proprio da questo inevitabile principio, e dal presupposto dell'interesse, continuo a desumere il totale particolarismo cui l'abuso di ricorsi è legato: non si fa ricorso (SPESSO) per combattere una legge ingiusta, ma per approfittare di una pur minima falla. Che questo poi danneggi altri (come nella questione pettine/coda) è un dettaglio.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Ma la domanda non era facoltativa?   Mer Ago 19, 2015 9:44 am

lucylucy ha scritto:
Concordo con Giancarlo sull'inflazione dell'istituto referendario e mi rendo conto che il mio farvi riferimento poteva indurre a pensare mi stessi riferendo al referendum per abrogare la "Buona Scuola". In realtà parlavo di leggi di interesse più generale e sono pienamente d'accordo sulle conseguenze di un referendum su questa legge prospettate da G.
Capisco anche la necessità di applicare i dispositivi amministrativi al solo ricorrente, ma proprio da questo inevitabile principio, e dal presupposto dell'interesse, continuo a desumere il totale particolarismo cui l'abuso di ricorsi è legato: non si fa ricorso (SPESSO) per combattere una legge ingiusta, ma per approfittare di una pur minima falla. Che questo poi danneggi altri (come nella questione pettine/coda) è un dettaglio.
Anni fa ebbi un lieve incidente stradale con colpa, tamponai un'auto che mi precedeva, ma in maniera assolutamente lieve.
L'automobile era nuovissima e gli lasciai un segnetto sul paraurti appena visibile.

Chiesi al proprietario cosa intendesse fare e lui disse che era un peccato che l'auto nuova rimanesse rovinata quindi compilammo il CID.

Era un abuso o era un diritto ?

Io ritengo che fosse un diritto; nella mia mente gli augurai di schiantarsi contro un muro, ma facendo buon viso a cattiva sorte compilai il CID senza dire nulla più.

Tornando ai ricorsi, le "pur minime falle" sono diritti lesi, dietro c'è il poter entrare in ruolo o non poterlo fare, l'entrarci quest'anno o fra 10, andare a lavorare a Milano anzichè a Como, alzarsi ogni mattina alle 6 invece che alle 7.30.
Fosse anche solo quest'ultima, un diritto è un diritto; posso capire che nella nostra mente uno che ci porta via il posto solo per potersi alzare alle 7.30 invece delle 6 ci sta un po' antipatico, posso capire che nella nostra mente gli auguriamo di morire di cancro, ma questo non toglie che stia esercitando un diritto.
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