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 insegnanti e società

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ushikawa



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MessaggioOggetto: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 9:12 am

Non passa giorno in cui un giornalista, un sedicente esperto, un politico, un rappresentante del governo, un genitore non sparino a zero sulla categoria degli insegnanti in innumerevoli dibattiti televisivi, articoli sui giornali, discussioni su internet.

Siamo accusati di essere dei retrivi conservatori attaccati al posticino meglio se vicino casa, dei professionisti inadeguati che non preparano a sufficienza i loro figli, dei fannulloni che fanno tre mesi di vacanza e lavorano la metà delle ore di tutti gli altri, i soliti dipendenti pubblici pieni di pretese e privi di ogni slancio, in alcuni casi addirittura la causa della preparazione ahimè oggettivamente insufficiente dei giovani italiani.

Spesso si tende, da parte di noi insegnanti, a giustificare la cattiva opinione che ci accompagna facendo del vittimismo, invocando la cospirazione o semplicemente la complicità corriva di un sistema dell'informazione compiacente rispetto al potere politico: spiegazione tanto vera quanto consolatoria e insufficiente.

In realtà è l'intero sistema scolastico italiano ad essere percepito con sempre maggior fastidio da parte della gente: la promessa costituzionale di una scuola come strumento di elevazione sociale, come luogo di democrazia e pari opportunità, è sempre più smentita dai fatti. L'idea per cui si va a scuola principalmente perché è un obbligo è sempre più diffusa, insieme alla convinzione che non sarà la maggiore preparazione a fornire opportunità ai propri figli, quanto piuttosto la posizione economica e sociale della famiglia, la rendita di una casa ereditata, le conoscenze, le raccomandazioni.

Assistiamo impotenti alla deindustrializzazione del paese e al progressivo smantellamento del settore pubblico: stiamo diventando, come diceva qualcuno, un popolo di camerieri e a un cameriere tutta questa preparazione serve fino ad un certo punto. Una intera nazione si sta rassegnando a un futuro in cui la massima aspirazione è quella di "svangarla".

Le riforme succedutesi da Berlinguer ad oggi invece di contrastare questa tendenza al discredito sull'utilità e la stessa ragion d'essere della scuola la hanno assecondata, trasformando gli studenti in utenti.

Gli stessi insegnanti, pur nel loro quotidiano, forse patetico eroismo di continuare a impegnarsi nell'insegnamento malgrado tutto, si sono resi o complici o hanno subito passivamente quello che veniva deciso per loro. E' mancata soprattutto da parte di una parte di noi insegnanti una capacità complessiva di analisi delle profonde trasformazioni della società e di quotidiano ripensamento del proprio ruolo e della propria azione.

Le stesse divisioni (alimentate ad arte) alle quali assistiamo in questi giorni riflettono l'insufficienza di analisi, di solidarietà reciproca e di coscienza "di classe" di una intera categoria, incapacità che si è manifestata anche nei giorni in cui le sacrosante proteste contro la disgraziata riforma hanno raggiunto il massimo del consenso.
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dubitoergosum



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 10:11 am

Mah, io condivido le tue parole, ma francamente non vedo soluzione. Penso che noi docenti abbiamo un bel po' di responsabilità, riguardo alla pessima opinione che i non addetti hanno di noi.
Fai un giro per il forum e troverai utenti che denigrano i corsi abilitanti degli altri: "eh, le ssis, niente a che vedere coi tfa, noi sì che siamo bravi e loro brutti stupidi cattivi e puzzoni". Chi ha fatto il tfa ce l'ha con chi ha fatto il pas, senza se e senza ma. Il livello è da bambini dell'asilo, senza offesa per i piccoli.
Ora c'è l'astio tra chi ha fatto domanda e chi no. Non abbiamo non dico la capacità, ma nemmeno la voglia di provare a guardare dalla prospettiva dell'altro.
E noi dovremmo insegnare il rispetto, favorire l'integrazione nelle classi multietniche in cui lavoriamo? Abbiamo più pregiudizi che capelli in testa, io, personalmente, credo che il buono di questa riforma sia la prospettiva di ritornare all'assunzione solo attraverso procedure concorsuali.
Ma sospetto che, anche quando, tra un po' di anni, il concorso fosse l'unico canale per le assunzioni, non mancheranno i pretesti per schierarsi uno contro l'altro, sulla base di motivazioni puerili e insignificanti.
Purtroppo, secondo me, siamo una categoria di frustrati.
E questo ci rende deboli e vulnerabili alle critiche esterne, che peraltro rifiutiamo totalmente a priori. Eh, ci mancherebbe, "i giornalisti sono tutti asserviti", "loro non ci capiscono una mazza".
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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 10:18 am

Sinceramente delle corbellerie che sparano i soloni e i saccenti non me ne frega una beneamata mazza. A me interessa l'opinione che hanno su di me i genitori dei miei studenti e guarda caso hanno un'opinione completamente diversa dalle cazzate che sparano al ministero, sui media e nei salotti del fancazzismo politico-intellettual-cazzaro.

Non ragionar di lor ma guarda e passa.
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francescaverdi



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 10:18 am

ushikawa ha scritto:

Le stesse divisioni (alimentate ad arte) alle quali assistiamo in questi giorni riflettono l'insufficienza di analisi, di solidarietà reciproca e di coscienza "di classe" di una intera categoria, incapacità che si è manifestata anche nei giorni in cui le sacrosante proteste contro la disgraziata riforma hanno raggiunto il massimo del consenso.

Perché dovremmo avere una coscienza di classe? Non siamo una classe. Siamo una categoria di lavoratori, che spesso ha anche al suo interno interessi contrapposti (come si vede spesso dalle discussioni e come ricordava l'utente qui sopra).
Ma soprattutto siamo persone che hanno idee varie e diverse sulla scuola, sulla politica, sulla vita e sul mondo. Abbiamo qualcosa che ci unisce, perché facciamo lo stesso lavoro, ma spesso abbiamo anche molto che ci divide. E non ci vedo niente di strano.
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francescaverdi



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 10:23 am

Giancarlo Dessì ha scritto:
Sinceramente delle corbellerie che sparano i soloni e i saccenti non me ne frega una beneamata mazza. A me interessa l'opinione che hanno su di me i genitori dei miei studenti e guarda caso hanno un'opinione completamente diversa dalle cazzate che sparano al ministero, sui media e nei salotti del fancazzismo politico-intellettual-cazzaro.

Non ragionar di lor ma guarda e passa.

Questo, a parte il linguaggio da grillino quando discute in rete che non è esattamente quello che preferisco (però almeno non c'è svegliaaa!!!! Undici undici), lo condivido del tutto.
La sfiducia e la scarsa considerazione per gli insegnanti in generale spesso non corrisponde affatto all'atteggiamento che poi le persone hanno verso gli insegnanti dei loro figli.
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precious77



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 10:29 am

sono d'accordo con dubitoergosum.
Aggiungo che la quasi totale inamovibilità dei docenti ha trasformato una fetta della categoria (non maggioritaria, neanche lontanamente, ma abbastanza significativa da essere riscontrabile nella vita di ogni studente) in lavoratori poco scrupolosi, quando non del tutto lavativi. Io stessa ho avuto docenti che in classe leggevano il giornale, docenti che urlavano come ossessi o perdevano il controllo, docenti che parlavano per ore dei fatti propri. E continuo a vederne...
E sapere che queste persone possono continuare a ricevere stipendio senza far nulla non giova certo alla nostra categoria.
Il punto non è avere idee diverse, ci mancherebbe, ma la maniera di esprimerle. Siamo persone, d'accordo, umani coi nostri umani difetti, ma ci sono soglie sotto le quali non dovremmo mai scendere. Non è pensabile né accettabile insultarsi apertamente, né metter su discussioni con modalità che non userebbero neanche i bambini delle elementari.
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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 11:06 am

francescaverdi ha scritto:

Questo, a parte il linguaggio da grillino quando discute in rete che non è esattamente quello che preferisco (però almeno non c'è svegliaaa!!!! Undici undici), lo condivido del tutto.

Grillino!? Moi!?

Ohibò!!!1!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 11:44 am

Scusate, ma a me sembra che manchi un elemento di analisi abbastanza ovvio.

A me risulta che questa montata di risentimento collettivo contro la categoria sia piuttosto recente, diciamo degli ultimi 20-25 anni.

Prima non c'era, o almeno non era così marcata e così ossessiva.

Certo che le battutine sarcastiche sui "privilegi degli statali" in generale ci sono sempre state... ma tutto questo accanimento paranoico contro gli insegnanti in particolare, accusati non solo di essere fannulloni e parassiti, ma anche di essere responsabili di qualsiasi problema sociale che incomba sulle generazioni giovani e di tutte le nefandezze della società annesse e connesse, semplicemente non c'era, è stato montato ad arte negli ultimi 20 anni.

Al massimo, prima, c'era il risentimento contro la categoria degli insegnanti troppo severi e autoritari, ma questo non implicava affatto l'essere accusati di essere "fannulloni" o di "rubarsi uno stipendio immeritato"... anzi, semmai il contrario, ossia quelli accusati di eccessiva severità erano riconosciuti automaticamente come attentissimi, pignoli e quindi lavorativamente instancabili, quelli dalle vite dedicate integralmente alla scuola, che non si assentavano mai, non si concedevano mai una divagazione dalla tabella di marcia, che riempivano i ragazzi di compiti ma poi li controllavano e li correggevano maniacalmente per giornate intere, senza lasciarsi sfuggire un dettaglio che fosse uno.

Io vengo da una famiglia di insegnanti da almeno 4 generazioni, e giuro di non aver sentito mai né mia madre né mio nonno lamentarsi del fatto che gli insegnanti venissero denigrati "perché avevano troppe vacanze" o "perché lavoravano poco". Cosa che oltretutto, all'epoca, sarebbe stata anche un po' più vera di quanto non lo sia adesso, visto che la mole di impegni collegiali, burocratici e accessori è aumentata vertiginosamente PROPRIO in questi ultimi 20 anni.

Magari 40 anni fa poteva essere abbastanza vero, che un insegnante avesse quasi tutti i pomeriggi liberi, e che fosse realmente libero da impegni estivi per quasi tre mesi, mentre adesso sicuramente no... eppure il risentimento contro i presunti "tre mesi di ferie" o contro "quei ladri che sono pagati a stipendio pieno per fare un part time", all'epoca non esisteva, e invece è diventato universale proprio adesso, quando quei presupposti sono diventati completamente falsi.

Oltre a questo, un altro elemento singolare è che il risentimento è riservato, di solito, agli insegnanti attuali, ed è accompagnato da una presunta nostalgia verso gli insegnanti dei bei tempi andati, che "invece" non erano così.

La stessa gente che ci accusa di essere lavativi e profittatori, ci accusa anche di essere ignoranti, impreparati, di non insegnare più niente, di "non preparare i ragazzi per il futuro", e soprattutto di "non rappresentare più un modello educativo per la gioventù", mentre quelli del passato sì che erano bravi, e sì che facevano da modello eccome, e sì che sapevano forgiare generazioni talentuose e validissime.

(e allora come si spiega che questi ex studenti riconoscenti di questi vecchi insegnanti venerabili che li hanno forgiati così bene... adesso, a 40 o 50 anni suonati, si siano ridotti a passare il tempo a inveire su facebook vomitando oscenità, pregiudizi e luoghi comuni, per giunta infarciti di errori grossolani di ortografia e di sintassi?????)

(spezzo in due perché è troppo lungo)
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 11:45 am

seconda parte:


In definitiva: a mio avviso il risentimento di massa contro gli insegnanti è cominciato semplicemente da quando sono cambiati l'ECONOMIA e il LAVORO (e non sono nemmeno cambiati con una certa gradualità, ma molto bruscamente nel corso di pochissimi anni).

Adesso, ad esempio, va molto di moda sostenere che i giovani non trovano occupazione "perché la scuola non li prepara adeguatamente alle richieste del mondo del lavoro", mentre evidentementemente si pensa che in passato invece lo facesse.

Ma a 'sta gente non viene in mente che non trovano lavoro perché il mondo dell'imprenditoria non è interessato ad assumerli, indipendentemente che siano ben preparati o no???? Non se ne accorgono che sostanzialmente non c'è richiesta di personale qualificato, e che gli unici lavori che si trovano oggi sono quelli banali, ripetitivi, e facilmente sostituibili con turnover altissimo? Cosa dovrebbe fare, la scuola, per "preparare adeguatamente i giovani al mondo del lavoro"? Istituire corsi specialistici per distributori di volantini pubblicitari, telefonisti di call center o consegnatori di pizze?

Altro fattore simultaneo (in parte anche quello dovuto alle mutazioni economiche, in parte no): la montata rancorosa di risentimento contro la scuola è cominciata quando si è cominciato a pretendere dalla scuola anche tutta una serie di servizi e di ruoli sociali che non hanno niente a che fare con l'istruzione, e che prima non le si richiedevano affatto, dal babysitteraggio puro e semplice, all'assistenza sociale, al counseling psicologico, all'intrattenimento, al compito di supplire alle carenze economiche delle famiglie. Ma tutto questo, appunto, in passato non c'era mai stato, e nessuno si sognava di richiederlo alla scuola. Non è che "in passato la scuola ci riusciva", a fare tutto questo, perché la scuola del passato era valida, mentre adesso non ci riesce più perché è decaduta... semplicemente non lo faceva, e non ci si aspettava che lo facesse!  

Eppure, sembra che tanta gente abbia rimosso anche questo, e che vada avanti a ripetere acriticamente il mantra della "scuola di oggi che non è più valida come quella di una volta", perché gli insegnanti di oggi sono lavativi mentre prima non lo erano, e perché sono dei privilegiati sociali mentre prima non lo erano...

Quindi, PERCHE' doversi accollare tutti i sensi di colpa enunciati qui sopra, e perché doversi flagellare di autocritica perché la responsabilità è nostra se la ggente ci odia?


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Gio Ago 20, 2015 11:58 am, modificato 1 volta
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paika



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 11:51 am

Giancarlo Dessì ha scritto:
Sinceramente delle corbellerie che sparano i soloni e i saccenti non me ne frega una beneamata mazza. A me interessa l'opinione che hanno su di me i genitori dei miei studenti e guarda caso hanno un'opinione completamente diversa dalle cazzate che sparano al ministero, sui media e nei salotti del fancazzismo politico-intellettual-cazzaro.

Non ragionar di lor ma guarda e passa.

Quel che scrive Giancarlo è giustissimo. Ciò che filtra attraverso i mass media non per forza equivale a ciò che la maggior parte della gente pensa degli insegnanti. I luoghi comuni da parte dei non addetti ai lavori abbondano in riferimento a qualsiasi professione, ma ci sarebbe da distinguere tra il commento occasionale del cosiddetto uomo della strada e il tentativo di manipolare ad arte l'opinione pubblica. Poi che la categoria degli insegnanti sia composita e che sia difficile da compattare non c'è dubbio, che una sana autocritica non faccia mai male idem, ma non credo che il nostro lavoro sia così generalmente disprezzato come trapela attraverso i media.
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Ciccio.8



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 11:51 am

Quotissimo³ la paniscus.
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catiusciagr



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 12:02 pm

Brava Paniscus! un'analisi lucida e precisissima...raccomanderei a tutti di leggerla con attenzione!

In particolare quella domanda:
(e allora come si spiega che questi ex studenti riconoscenti di questi vecchi insegnanti venerabili che li hanno forgiati così bene... adesso, a 40 o 50 anni suonati, si siano ridotti a passare il tempo a inveire su facebook vomitando oscenità, pregiudizi e luoghi comuni, per giunta infarciti di errori grossolani di ortografia e di sintassi?????)

E poi
...la montata rancorosa di risentimento contro la scuola è cominciata quando si è cominciato a pretendere dalla scuola anche tutta una serie di servizi e di ruoli sociali che non hanno niente a che fare con l'istruzione, e che prima non le si richiedevano affatto,....
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dubitoergosum



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 12:11 pm

paniscus, cerco di risponderti, anche se mi piace molto la tua analisi.
la società, come tu stessa riconosci, è cambiata drasticamente e rapidamente in un ventennio. Prima era meno complessa e a mio avviso anche molto più "omogenea".
la scuola è fatta prima ma prima di tutto dagli insegnanti.
Noi abbiamo il dovere di interpretare e capire i cambiamenti, cogliendo le criticità ma anche i punti di forza.
Se dobbiamo adeguarci non dico a fare consueling, ma a conoscere un po' di psicologia perché il mondo è più complicato per noi ma anche per i nostri ragazzi, che c'è di male?
Era molto più facile e più bello per tutti, 20  o 30 anni fa. Non è più così, nel bene e nel male: il cambiamento capiamolo e cogliamolo, volgiamolo a nostro pro, perché sennò daremo sempre validi argomenti a chi ci critica.
Aggiungo: dare sempre la colpa agli altri senza una riflessione su ciò che potremmo migliorare, è lo stesso atteggiamento puerile di chi "insulta" i docenti in quanto tali.
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catiusciagr



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 12:32 pm

catiusciagr ha scritto:
Brava Paniscus! un'analisi lucida e precisissima...raccomanderei a tutti di leggerla con attenzione!

In particolare quella domanda:
(e allora come si spiega che questi ex studenti riconoscenti di questi vecchi insegnanti venerabili che li hanno forgiati così bene... adesso, a 40 o 50 anni suonati, si siano ridotti a passare il tempo a inveire su facebook vomitando oscenità, pregiudizi e luoghi comuni, per giunta infarciti di errori grossolani di ortografia e di sintassi?????)

E poi
...la montata rancorosa di risentimento contro la scuola è cominciata quando si è cominciato a pretendere dalla scuola anche tutta una serie di servizi e di ruoli sociali che non hanno niente a che fare con l'istruzione, e che prima non le si richiedevano affatto,....

scusate se mi cito, ma "spinta"dall'intervento di dubito, qui sopra, farei qualche precisazione che in questo mio post è un pò "nascosta".

E' vero: i 40/50 enni elogiano la loro vecchia scuola....intanto non fanno analisi degne di questo nome, e in più la loro scrittura lascia molto a desiderare....dunque...dov'è finita quella loro scuola?
E poi:
tutta quella serie di servizi ora richiesta alla scuola non serve a niente...perchè?
è in se stessa inutile
o viene attuata a casaccio tipo la RIFOGNA piovuta dal buon cuore dei ciarlatani di turno?
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 12:59 pm

C'è la crisi.
Il posto di insegnante, prima mediamente schifato, ora è diventato molto appetibile e da questa posizione si pretende molto, moltissimo!
Se prima l'insegnante era quasi sacro ed il suo giudizio insindacabile...ora, in famiglia, i titoli di studio superiori sono aumentati e quindi, almeno sulla carta, lo sono anche le competenze e di sicuro le certezze che permettono ai genitori di "far le pulci" al nostro operato.
Per contro...io lo dico anche a costo di aprir già le braccia per facilitarvi la mia crocifissione, da un lato le varie certificazioni che consentono percorsi differenziati, alleggeriti, quasi selettivi a fronte però di un normalissimo titolo di studio, dall'altro il tempo scuola che va ad integrarsi, a forza, con una vita pomeridiana spesso e meno male, ricca d'altro... Hanno effettivamente portato ad un abbassamento medio delle competenze in uscita, sia dalla scuola dell'obbligo che, troppo spesso, anche da molti percorsi universitari.
Il risultato è sicuramente più evidente nel confronto stridente di chi "è e ha frequentato la vecchia scuola".
Mia madre, over70 terza elementare, inorridisce di fronte ai quaderni dei nipoti (elementari e medie) e spesso...ehmehm rabbrividiamo all'unisono davanti a certi strafalcioni grammaticali che mai ci si aspetterebbe di trovare in un ambiente virtuale frequentato da laureati e abilitati proprio all'insegnamento!
Disoccupati inxazzati, lavoratori sfiduciati, precari del privato (che stan molto peggio di noi, purtroppo va sempre ricordato), ci pagano, ringhiando, lo stipendio e...ci tiran pietre.
Per le ore effettivamente impegnate (il totale rimane sconosciuto ai più), per le vacanze (i soliti " più" non hanno ancora capito che un docente non può prendersi giorni di vacanza nemmeno su stretta necessità... Ma vaglielo a spiegare...)
E ci tiran pietre anche per colpa di quell'esterofilia dilagante che "guarda come funziona bene la scuola americana o inglese o di fantasilandia...".
Ci tocca imparare a scansar le pietre...c'è poco da fare.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 1:46 pm

ushikawa ha scritto:


In realtà è l'intero sistema scolastico italiano ad essere percepito con sempre maggior fastidio da parte della gente: la promessa costituzionale di una scuola come strumento di elevazione sociale, come luogo di democrazia e pari opportunità, è sempre più smentita dai fatti.

Allora, chiariamoci. Se si vuole che la scuola sia strumento di "elevazione sociale" allora bisogna dare alla scuola la possibilità di differenziare tra capaci ed incapaci, studiosi e non studiosi, intelligenti e grulli. Perché, se si parla di "elevazione" è evidente che qualcuno deve rimanere in basso. Se tutti si elevano allo stesso modo non c'è "elevazione" per nessuno. Non c'è elevazione senza differenziazione. Ma se si ammette la possibilità della differenziazione si va contro il dogma della scuola come luogo dell'accoglienza.

E di nuovo, allora, io vado a chiedere a tutti i soloni che predicano dalle colonne dei giornali, agli onorevoli che concionano nei talk show e, sopratutto, ai frequentatori dei bar che, tra un calice e l'altro, discettano di quanto facciano schifo la scuola e gli insegnanti: che minchia di scuola volete? Volete la scuola "ascensore sociale"? volete la scuola "luogo dell'accoglienza" per tutti? A me va bene sia l'una sia l'altra perché credo di essere in grado di adattarmi ad entrambi i modelli. Però non posso essere io a scegliere per gli altri. E' la politica che governa lo stato. Sono i genitori che scelgono come vanno educati i figli. Che, una buona volta, si chiariscano le idee e prendano una posizione, per una volta, magari, scomoda e ci facciano sapere che sistema scuola desiderano.


ushikawa ha scritto:

L'idea per cui si va a scuola principalmente perché è un obbligo è sempre più diffusa, insieme alla convinzione che non sarà la maggiore preparazione a fornire opportunità ai propri figli, quanto piuttosto la posizione economica e sociale della famiglia, la rendita di una casa ereditata, le conoscenze, le raccomandazioni.

Vedi sopra. Se si decide che la scuola non deve "fare da filtro" è ovvio che la selezione sociale si esercita in maniera alternativa rispetto alla scuola. Questo è un ovvio "side effect" della scuola dell'accoglienza. Se si vuole la scuola dell'accoglienza (che, personalmente, ripeto, mi sta benissimo) si deve essere consapevoli che poi la selezione sociale avverrà comunque ma su criteri che prescindono dalla scuola.


ushikawa ha scritto:

Assistiamo impotenti alla deindustrializzazione del paese e al progressivo smantellamento del settore pubblico: stiamo diventando, come diceva qualcuno, un popolo di camerieri e a un cameriere tutta questa preparazione serve fino ad un certo punto. Una intera nazione si sta rassegnando a un futuro in cui la massima aspirazione è quella di "svangarla".

Si ok, ma, anche dato per vero quanto affermi, non credo che la "colpa" possa essere buttata sulle spalle della scuola. Ad esempio non è certamente colpa della scuola se l'industria manifatturiera subisce il damping cinese.

ushikawa ha scritto:

Le riforme succedutesi da Berlinguer ad oggi invece di contrastare questa tendenza al discredito sull'utilità e la stessa ragion d'essere della scuola la hanno assecondata, trasformando gli studenti in utenti.

Perché le riforme non hanno risolto il nodo fondamentale: quale scuola si vuole?

ushikawa ha scritto:

Gli stessi insegnanti, pur nel loro quotidiano, forse patetico eroismo di continuare a impegnarsi nell'insegnamento malgrado tutto, si sono resi o complici o hanno subito passivamente quello che veniva deciso per loro. E' mancata soprattutto da parte di una parte di noi insegnanti una capacità complessiva di analisi delle profonde trasformazioni della società e di quotidiano ripensamento del proprio ruolo e della propria azione.

Non è compito degli insegnanti pensare alla politica scolastica. Toccherebbe alla politica ed alla società ragionare CON gli insegnanti per stabilire i principi di politica scolastica e le conseguenti e coerenti disposizioni applicative. Se la scuola è contraddittoria ed incasinata non è colpa degli insegnanti ma di una politica scolastica schizofrenica.
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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 2:07 pm

tanto di cappello alle considerazioni fatte da Lenar!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 2:17 pm

dubitoergosum ha scritto:
Noi abbiamo il dovere di interpretare e capire i cambiamenti, cogliendo le criticità ma anche i punti di forza.
Se dobbiamo adeguarci non dico a fare consueling, ma a conoscere un po' di psicologia perché il mondo è più complicato per noi ma anche per i nostri ragazzi, che c'è di male?
Era molto più facile e più bello per tutti, 20  o 30 anni fa. Non è più così, nel bene e nel male: il cambiamento capiamolo e cogliamolo, volgiamolo a nostro pro, perché sennò daremo sempre validi argomenti a chi ci critica.

Il punto che volevo sottolineare è proprio quello, ossia che la scuola è GIA' cambiata, è cambiata enormemente in questi anni, è cambiata proprio nella direzione che dici tu (anche TROPPO, a mio avviso, nel senso che si rischia di perdere di vista l'obiettivo principale dell'insegnamento per inseguirne infiniti altri)... eppure le lamentele sulla scuola che "non fa abbastanza per adeguarsi alle nuove richieste della società" sono aumentate a dismisura proprio da quando la scuola di cambiamenti e di adeguamenti ne ha attraversati anche troppi.

Inoltre, non riesco proprio ad accettare l'idea che, siccome "adesso il mondo è più complicato", allora ci sarebbe un aumento travolgente dei disagi e dei turbamenti giovanili, che prima non c'erano.

Ma scherziamo? Ma la piaga della tossicodipendenza negli anni settanta e ottanta, non se la ricorda nessuno? O l'attrazione per l'estremismo politico e per le organizzazioni settarie? O il livello di prepotenza e di violenza fisica che esisteva nella vita quotidiana di masse enormi di popolazione, ragazzini compresi, quasi a livello di normalità? Invece no, a sentire gli opinionisti illuminati, sembra che il bullismo sia una novità inventata l'altro ieri che prima non esisteva, che le dipendenze fisiche o psicologiche siano tutta colpa di internet mentre ai tempi del telefono fisso non c'erano, e che una volta erano tutti sereni e si volevano tutti bene mentre adesso, allarme, perché "c'è il disagio".

Ma un minimo di memoria storica (anzi, non dico "storica", proprio di memoria diretta), proprio no?

L.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 2:25 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
dubitoergosum ha scritto:
Noi abbiamo il dovere di interpretare e capire i cambiamenti, cogliendo le criticità ma anche i punti di forza.
Se dobbiamo adeguarci non dico a fare consueling, ma a conoscere un po' di psicologia perché il mondo è più complicato per noi ma anche per i nostri ragazzi, che c'è di male?
Era molto più facile e più bello per tutti, 20  o 30 anni fa. Non è più così, nel bene e nel male: il cambiamento capiamolo e cogliamolo, volgiamolo a nostro pro, perché sennò daremo sempre validi argomenti a chi ci critica.

Inoltre, non riesco proprio ad accettare l'idea che, siccome "adesso il mondo è più complicato", allora ci sarebbe un aumento travolgente dei disagi e dei turbamenti giovanili, che prima non c'erano.

Ma un minimo di memoria storica (anzi, non dico "storica", proprio di memoria diretta), proprio no?

L.

Come direbbe mia nonna, chi sostiene che il mondo di oggi sia complicato non ha mai patito la fame in tempo di guerra.

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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 2:26 pm

tellina ha scritto:

Disoccupati inxazzati, lavoratori sfiduciati, precari del privato (che stan molto peggio di noi, purtroppo va sempre ricordato), ci pagano, ringhiando, lo stipendio e...ci tiran pietre.

Scusa, ma anche questo (di doversi sentire riconoscenti verso i lavoratori del privato, o direttamente verso le famiglie dei nostri alunni, perché "sono loro che ci pagano lo stipendio"), è un luogo comune che proprio non accetto.

Io sono dipendente dello stato, non certo dell'impiegato privato, o tantomeno della mamma rabbiosa del mio alunno.

Se qualcuno pensa di essere il mio datore di lavoro, e quindi pretende di avere voce in capitolo direttamente sul mio lavoro, e pretende che io debba rendere conto direttamente a lui, solo "perché paga le tasse"... beh, gli ricordo che le tasse le paghiamo anche noi, e che anzi siamo tra i pochi che le pagano di sicuro TUTTE fino all'ultimo centesimo e senza possibilità di evasione.
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dubitoergosum



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 2:37 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
dubitoergosum ha scritto:
Noi abbiamo il dovere di interpretare e capire i cambiamenti, cogliendo le criticità ma anche i punti di forza.
Se dobbiamo adeguarci non dico a fare consueling, ma a conoscere un po' di psicologia perché il mondo è più complicato per noi ma anche per i nostri ragazzi, che c'è di male?
Era molto più facile e più bello per tutti, 20  o 30 anni fa. Non è più così, nel bene e nel male: il cambiamento capiamolo e cogliamolo, volgiamolo a nostro pro, perché sennò daremo sempre validi argomenti a chi ci critica.

Il punto che volevo sottolineare è proprio quello, ossia che la scuola è GIA' cambiata, è cambiata enormemente in questi anni, è cambiata proprio nella direzione che dici tu (anche TROPPO, a mio avviso, nel senso che si rischia di perdere di vista l'obiettivo principale dell'insegnamento per inseguirne infiniti altri)... eppure le lamentele sulla scuola che "non fa abbastanza per adeguarsi alle nuove richieste della società" sono aumentate a dismisura proprio da quando la scuola di cambiamenti e di adeguamenti ne ha attraversati anche troppi.

Inoltre, non riesco proprio ad accettare l'idea che, siccome "adesso il mondo è più complicato", allora ci sarebbe un aumento travolgente dei disagi e dei turbamenti giovanili, che prima non c'erano.

Ma scherziamo? Ma la piaga della tossicodipendenza negli anni settanta e ottanta, non se la ricorda nessuno? O l'attrazione per l'estremismo politico e per le organizzazioni settarie? O il livello di prepotenza e di violenza fisica che esisteva nella vita quotidiana di masse enormi di popolazione, ragazzini compresi, quasi a livello di normalità? Invece no, a sentire gli opinionisti illuminati, sembra che il bullismo sia una novità inventata l'altro ieri che prima non esisteva, che le dipendenze fisiche o psicologiche siano tutta colpa di internet mentre ai tempi del telefono fisso non c'erano, e che una volta erano tutti sereni e si volevano tutti bene mentre adesso, allarme, perché "c'è il disagio".

Ma un minimo di memoria storica (anzi, non dico "storica", proprio di memoria diretta), proprio no?

L.
paniscus, non mi piace discutere con chi ha l'arroganza di ritenersi illuminato e sempre nella ragione: è proprio inutile.
Solo questo, giusto per chiarire ad altri lettori.
Non ho mai inteso dire che dobbiamo adeguarci, ma che dobbiamo essere adeguati.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 2:54 pm

dubitoergosum ha scritto:
paniscus, non mi piace discutere con chi ha l'arroganza di ritenersi illuminato e sempre nella ragione: è proprio inutile.

Liberissimo: nemmeno a me piace discutere con chi evita i punti importanti della discussione, e alla prima argomentazione "forte" che gli viene posta, invece di argomentare in maniera altrettanto forte, preferisce voltare le spallucce indignate e dire "io con te non ci parlo più perché sei cattivo!".

Citazione :
Non ho mai inteso dire che dobbiamo adeguarci, ma che dobbiamo essere adeguati.

Evidentemente tu parti dal presupposto che invece non lo siamo.

Avrai i tuoi motivi, che però non sono i miei.

L.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 3:02 pm

tellina ha scritto:
C'è la crisi.
Il posto di insegnante, prima mediamente schifato, ora è diventato molto appetibile e da questa posizione si pretende molto, moltissimo!

Ah, ecco un'altra osservazione interessante.

Francamente, tu ti senti davvero in dovere di rispondere a gente talmente meschina e ottusa da farsi forte di questa argomentazione, e addirittura ti senti in obbligo di "giustificarti" con loro?

Ovvero, a persone che fino a 10 anni fa ti schifavano e ti guardavano dall'alto in basso perché ti consideravano una fallita che si era abbassata a fare un mestiere da pezzenti, mentre loro ostentavano successi, carriere, benefit aziendali e cotillon... e che adesso, improvvisamente, si sono dimenticate tutto, e inveiscono contro la straordinaria fortuna che tu hai avuto e contro i tuoi intollerabili privilegi?

Io personalmente no, li lascio parlare e via...

Al massimo, se proprio mi girasse di fare la malevola, risponderei che mi dispiace per le loro difficoltà attuali, ma che negli anni precedenti (quando magnificavano le loro scelte tanto lungimiranti e tanto vantaggiose rispetto alle mie, e ostentavano disprezzo e commiserazione per i miei orizzonti professionali così limitati rispetto ai loro), avranno sicuramente avuto modo di mettersi da parte tanti di quei soldi, da essersi assicurati una rete di salvataggio efficace anche per cavarsela in questi tempi di crisi.

L.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 4:04 pm

Infatti paniscus...questo significa "scansar le pietre".
Ma questo lo puoi fare solo se sei inattaccabile.
Preparata nel tuo lavoro, seria, puntuale, nessuna finta malattia e nessun tentativo di imboscarsi.
Alla prima mancanza..la pietra in fronte arriva...e a quel punto non posso nemmeno dire "'...stardi!".
Ma...ottima mira!
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 4:06 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
tellina ha scritto:
C'è la crisi.
Il posto di insegnante, prima mediamente schifato, ora è diventato molto appetibile e da questa posizione si pretende molto, moltissimo!

Francamente, tu ti senti davvero in dovere di rispondere a gente talmente meschina e ottusa da farsi forte di questa argomentazione, e addirittura ti senti in obbligo di "giustificarti" con loro?

Ovvero, a persone che fino a 10 anni fa ti schifavano e ti guardavano dall'alto in basso perché ti consideravano una fallita che si era abbassata a fare un mestiere da pezzenti, mentre loro ostentavano successi, carriere, benefit aziendali e cotillon...

Tranquilla. Non hanno minimamente cambiato opinione: ti considerano ancora una fallita.

paniscus_2.0 ha scritto:

e che adesso, improvvisamente, si sono dimenticate tutto, e inveiscono contro la straordinaria fortuna che tu hai avuto e contro i tuoi intollerabili privilegi?

Ti pare giusto che un ingnorante, raccomandato e, incidentalmente, fallito, per le avverse sorti del destino, si trovi a passarsela relativamente meglio degli altri? E no, caspita. Se crisi deve essere i primi a passarsela male devono essere i più deboli!!
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