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 insegnanti e società

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ushikawa



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MessaggioOggetto: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 7:12 am

Promemoria primo messaggio :

Non passa giorno in cui un giornalista, un sedicente esperto, un politico, un rappresentante del governo, un genitore non sparino a zero sulla categoria degli insegnanti in innumerevoli dibattiti televisivi, articoli sui giornali, discussioni su internet.

Siamo accusati di essere dei retrivi conservatori attaccati al posticino meglio se vicino casa, dei professionisti inadeguati che non preparano a sufficienza i loro figli, dei fannulloni che fanno tre mesi di vacanza e lavorano la metà delle ore di tutti gli altri, i soliti dipendenti pubblici pieni di pretese e privi di ogni slancio, in alcuni casi addirittura la causa della preparazione ahimè oggettivamente insufficiente dei giovani italiani.

Spesso si tende, da parte di noi insegnanti, a giustificare la cattiva opinione che ci accompagna facendo del vittimismo, invocando la cospirazione o semplicemente la complicità corriva di un sistema dell'informazione compiacente rispetto al potere politico: spiegazione tanto vera quanto consolatoria e insufficiente.

In realtà è l'intero sistema scolastico italiano ad essere percepito con sempre maggior fastidio da parte della gente: la promessa costituzionale di una scuola come strumento di elevazione sociale, come luogo di democrazia e pari opportunità, è sempre più smentita dai fatti. L'idea per cui si va a scuola principalmente perché è un obbligo è sempre più diffusa, insieme alla convinzione che non sarà la maggiore preparazione a fornire opportunità ai propri figli, quanto piuttosto la posizione economica e sociale della famiglia, la rendita di una casa ereditata, le conoscenze, le raccomandazioni.

Assistiamo impotenti alla deindustrializzazione del paese e al progressivo smantellamento del settore pubblico: stiamo diventando, come diceva qualcuno, un popolo di camerieri e a un cameriere tutta questa preparazione serve fino ad un certo punto. Una intera nazione si sta rassegnando a un futuro in cui la massima aspirazione è quella di "svangarla".

Le riforme succedutesi da Berlinguer ad oggi invece di contrastare questa tendenza al discredito sull'utilità e la stessa ragion d'essere della scuola la hanno assecondata, trasformando gli studenti in utenti.

Gli stessi insegnanti, pur nel loro quotidiano, forse patetico eroismo di continuare a impegnarsi nell'insegnamento malgrado tutto, si sono resi o complici o hanno subito passivamente quello che veniva deciso per loro. E' mancata soprattutto da parte di una parte di noi insegnanti una capacità complessiva di analisi delle profonde trasformazioni della società e di quotidiano ripensamento del proprio ruolo e della propria azione.

Le stesse divisioni (alimentate ad arte) alle quali assistiamo in questi giorni riflettono l'insufficienza di analisi, di solidarietà reciproca e di coscienza "di classe" di una intera categoria, incapacità che si è manifestata anche nei giorni in cui le sacrosante proteste contro la disgraziata riforma hanno raggiunto il massimo del consenso.
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dubitoergosum



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 2:31 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
dubitoergosum ha scritto:
 paniscus, non mi piace discutere con chi ha l'arroganza di ritenersi illuminato e sempre nella ragione: è proprio inutile.

Liberissimo: nemmeno a me piace discutere con chi evita i punti importanti della discussione, e alla prima argomentazione "forte" che gli viene posta, invece di argomentare in maniera altrettanto forte, preferisce voltare le spallucce indignate e dire "io con te non ci parlo più perché sei cattivo!".

Citazione :
Non ho mai inteso dire che dobbiamo adeguarci, ma che dobbiamo essere adeguati.

Evidentemente tu parti dal presupposto che invece non lo siamo.

Avrai i tuoi motivi, che però non sono i miei.

L.
Ma certo!
Non posso stare ore al pc a scrivere polpettoni per replicare a polpettoni, ho poco tempo e cerco di usarlo dove ne vale la pena. Tu la metti sul personale, cerchi di prevaricare e non di ascoltare, non è proprio il tipo di conversazione che trovo utile.
Che dirti, hai ragione, meglio di così!
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francescaverdi



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 3:00 pm

Assolutamente d'accordo con Lenar, questa schizofrenia tra scuola dell'accoglienza e scuola ascensore sociale è uno dei nostri problemi più seri.
Personalmente penso che la scuola dovrebbe essere, senza farsi nessun problema e nessuno scrupolo, scuola dell'accoglienza fino al 14esimo anno, fino alla scuola media; che del resto è uguale per tutti, per chi ha un QI di 85 e per chi ce l'ha di 130. Scuola dell'accoglienza non vuol dire che si debba giocare con il pongo tutto il giorno, ma che non si boccia, non si danno voti, si cerca di dare delle buone competenze di base a tutti, cercando soprattutto di migliorare quelle della fascia più debole (che poi rimane il nostro problema anche nelle varie rilevazioni internazionali, dove si vede che i nostri studenti bravi sono bravi quanto gli altri, ma ne abbiamo un po' troppi di quelli meno bravi).
Poi, dalla scuola superiore in poi, la scuola dovrebbe diventare progressivamente più selettiva e meritocratica (perché non tutti abbiamo le stesse attitudini e perché, come ha detto giustamente Lenar, se la selezione non la fa la scuola la fa comunque la società, che è sicuramente più classista della scuola)
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 3:17 pm

Se non dai voti e non puoi nemmeno minacciare di bocciare...fino ai 14 anni non puoi offrire competenze.
Se credi il contrario...mi sa che non hai mai messo piede in una normale classe della scuola media.
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francescaverdi



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 3:53 pm

Insegno alla scuola media. So che la mia è una posizione di minoranza, ma sono piuttosto convinta di quello che dico. Niente voti e bocciature non vuol dire "nessuna misurazione delle competenze" eh ... Io sono favorevole alle prove INVALSI, per esempio (altra posizione di minoranza)
Se le competenze derivassero dai voti e dalle bocciature, in Svezia e in Finlandia non avrebbero nessuna competenza e non mi pare sia così.
Alla scuola primaria non si boccia e pare sia quella che funziona meglio ...
Comunque l'ho detto tanto per dire, qualcosa mi diceva che non avrei raccolto molti consensi ...;-)
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dubitoergosum



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 3:56 pm

Lenar ha scritto:



Come direbbe mia nonna, chi sostiene che il mondo di oggi sia complicato non ha mai patito la fame in tempo di guerra.

eh ma infatti chiedi a tua nonna di accendere un tablet, che mio figlio di 4 anni non sa leggere ma ci sa smanettare.
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ghirettina



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 4:04 pm

Sommessamente...
... se non valuti, non dai voti fino a 14 anni, ovvero in tutto il periodo in cui si struttura la base forte della personalità degli alunni, come si può credere che si sviluppino volontà, impegno, sacrificio? Caratteristiche non sufficienti, ma innegabilmente correlate a buoni risultati scolastici.

Io insegno in una primaria e riaprirei esami e anche, seppur come ultima ratio, le bocciature, almeno dalla terza in poi. Non come punizione, ma come opportunità di maturare.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 4:11 pm

E secondo te il saper smanettare su un tablet è un valore etico e culturale di per sé, che deve essere riconosciuto superiore a qualsiasi altra abilità e conoscenza?

A me non è mai importato proprio nulla che mio figlio sapesse smanettare su un tablet a 4 anni, se poi la prospettiva è che non sappia usare correttamente il congiuntivo a 9 o non sappia sommare due frazioni a 14.

Quanto a mia nonna, è vero che è morta a 95 anni senza aver mai imparato a smanettare su un tablet, ma sapeva fare certe tagliatelle e ravioli impastati a mano che io mi sogno, e che qualsiasi produzione industriale si sogna ancora di più, oltre a saper fare certi ricami e reti quadrettate all'uncinetto di una precisione geometrica che farebbe invidia a qualsiasi schema programmato informaticamente...

(e oltretutto, accettava tranquillamente come normalità che il figlio, a sua volta già anziano, le facesse vedere le foto dei bisnipoti in collegamento a distanza su un computer, e aveva capito lucidamente come funzionasse tale mezzo di comunicazione, pur essendo personalmente disinteressata a imparare a usarlo da sola, per legittimissimi cavoli suoi)
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 4:34 pm

dubitoergosum ha scritto:
Lenar ha scritto:



Come direbbe mia nonna, chi sostiene che il mondo di oggi sia complicato non ha mai patito la fame in tempo di guerra.

eh ma infatti chiedi a tua nonna di accendere un tablet, che mio figlio di 4 anni non sa leggere ma ci sa smanettare.
Povero bambino!  A questa età non dovrebbe nemmeno sapere che esistono i tablet. Dovrebbe giocare e guardare librini adatti alla sua età. Io sono un caso estremo, ho eliminato la televisione, quindi mio figlio a casa non vede nemmeno quella. E, a 13 anni, non usa il computer,  che è uno strumento di lavoro per gli adulti, né smartphone.  Ha da pochi mesi un cellulare che fa solo telefonate ed sms.
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dubitoergosum



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 4:42 pm

chicca70 ha scritto:
dubitoergosum ha scritto:
Lenar ha scritto:



Come direbbe mia nonna, chi sostiene che il mondo di oggi sia complicato non ha mai patito la fame in tempo di guerra.

eh ma infatti chiedi a tua nonna di accendere un tablet, che mio figlio di 4 anni non sa leggere ma ci sa smanettare.
Povero bambino!  A questa età non dovrebbe nemmeno sapere che esistono i tablet. Dovrebbe giocare e guardare librini adatti alla sua età. Io sono un caso estremo, ho eliminato la televisione, quindi mio figlio a casa non vede nemmeno quella. E, a 13 anni, non usa il computer,  che è uno strumento di lavoro per gli adulti, né smartphone.  Ha da pochi mesi un cellulare che fa solo telefonate ed sms.
Ma quanta saccenza tutta insieme!
era solo un modo per spiegare che "complesso" e "difficile" non sono sinonimi.
Ma cosa sto a dirlo a voi che siete i migliori insegnanti, educatori, linguisti, moralisti ecc...
Ma che c'entra tuo figlio chicca, ma io potrei avere un ragazzo che ha sempre la media del 10 ed essere un talento musicale ma non racconto mica i caschi miei in un forum, ma scendete dalla cattedra, và, che le scuole sono chiuse.
Ma io non lo so, ma se dico che sa smanettare col tablet significa che non fa le cose della sua età e ci gioca tutti i giorni?
Ma quanta arroganza in queste conclusioni, ma sei così anche coi tuoi studenti?
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dubitoergosum



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 5:03 pm

e poi povero bambino? ma che ne sai, chi ti conosce! ma sarà povero il tuo, con una madre così arrogante e castrante.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 6:59 pm

Come fai a sapere con certezza che chicca sia una madre "castrante", SCUSA?

Solo perché ha deciso di non avere la televisione in casa?

Ma non ti viene in mente che possa esistere qualcuno che non ha la televisione NON perché ha fatto apposta l'atto di forza per vietarla al figlio, ma semplicemente perché non sono abituati a guardarla nemmeno gli adulti e perchè a tutto il resto della famiglia non interessa proprio, e non la guardavano da anni?

Analogamente, sarebbe una madre castrante perché non ha comprato al figlio lo smartphone, ma un cellulare semplice che serve solo per telefonare?

E allora cosa diresti della mia famiglia, in cui lo smartphone non ce l'ha nessuno, nemmeno noi genitori, e non certo per ideologia militante, ma proprio perché non ne sentiamo la necessità e campiamo benissimo con i telefonini fuori moda risalenti a 15 anni fa, che continuano a funzionare egregiamente? Eppure non mi sembra proprio che siamo fuori dal mondo, io personalmente uso internet in tutte le salse da più di 20 anni, e nel giro delle mie conoscenze personali sono considerata eccezionalmente più informatizzata rispetto alla media.

E paradossalmente ricevo in continuazione richieste di aiuto da amici e conoscenti in base al concetto che "tu sei taaaaantoooooo brava con la rete, mentre io non ci capisco niente!"... e però, di tutti questi conoscenti che vengono a chiedere aiuto a noi, io e mio marito siamo gli unici a non avere lo smartphone, gli unici a non avere facebook e a non avere whatsapp, gli unici a collegarsi a internet da un computer fisso che si utilizza anche per tante altre cose, e gli unici a saper utilizzare un motore di ricerca o una casella di email.
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francescaverdi



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 7:04 pm

ghirettina ha scritto:
Sommessamente...
... se non valuti, non dai voti fino a 14 anni, ovvero in tutto il periodo in cui si struttura la base forte della personalità degli alunni, come si può credere che si sviluppino volontà, impegno, sacrificio? Caratteristiche non sufficienti, ma innegabilmente correlate a buoni risultati scolastici.

Io insegno in una primaria e riaprirei esami e anche, seppur come ultima ratio, le bocciature, almeno dalla terza in poi. Non come punizione, ma come opportunità di maturare.

Non la penso come te. Ma sarebbe un discorso lungo.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 7:42 pm

Comunque, anch'io mi chiederei, con pesantissimo scetticismo, come si farebbe a introdurre ex novo la valutazione e l'eventuale giudizio insufficiente, per la prima volta in assoluto, solo dopo i 14 anni... dopo che i ragazzi hanno già interiorizzato per otto anni una modalità scolastica in cui non si viene mai valutati e non si ha idea di cosa sia la valutazione.

Immagino che in tal caso le direttive diventerebbero identiche a quelle che sono già in uso nei primi anni delle elementari, ossia quelle di introdurre i voti e i giudizi "gradualmente" e "dolcemente", perché i pupi non sono abituati, il che porterebbe all'obbligo di dare la sufficienza a tutti almeno per i primi due o tre anni delle superiori, altrimenti si traumatizzano troppo.

La cosa più incredibile di tutti è che una prposta del genere arrivi da una persona che contemporaneamnete si dichiara favorevole alle prove invalsi. Se NON devono servire a valutare nulla, allora a cosa dovrebbero servire? Solo a far finta di valutare gli insegnanti?

E perché mai dovrebbero essere significative della validità degli insegnanti, se contemporaneamente gli insegnanti non hanno alcun potere valutativo, e sono obbligati a mandare avanti allo stesso modo tutti, anche quelli che non hanno mai imparato niente?

boh.
L.

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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 7:50 pm

dubitoergosum ha scritto:
Lenar ha scritto:



Come direbbe mia nonna, chi sostiene che il mondo di oggi sia complicato non ha mai patito la fame in tempo di guerra.

eh ma infatti chiedi a tua nonna di accendere un tablet, che mio figlio di 4 anni non sa leggere ma ci sa smanettare.

Stai sostenendo che "gestire un tablet" sia un problema più rilevante che "riempire la pancia in tempo di guerra"?
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francescaverdi



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 7:56 pm

Non mettere voti ed escludere le bocciature non vuol dire che non si debba monitorare l'apprendimento e non si debba informare l'alunno e la famiglia del livello raggiunto, anzi, bisogna cercare di farlo nel modo più oggettivo possibile. I voti non servono quasi mai a questo scopo.
(Comunque non volevo entrare in questa discussione, mi scuso e vi lascio ... :-) )
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 8:03 pm

francescaverdi ha scritto:
Insegno alla scuola media. So che la mia è una posizione di minoranza, ma sono piuttosto convinta di quello che dico. Niente voti e bocciature non vuol dire "nessuna misurazione delle competenze" eh ... Io sono favorevole alle prove INVALSI, per esempio (altra posizione di minoranza)
Se le competenze derivassero dai voti e dalle bocciature, in Svezia e in Finlandia  non avrebbero nessuna competenza e non mi pare sia così.
Alla scuola primaria non si boccia e pare sia quella che funziona meglio ...
Comunque l'ho detto tanto per dire, qualcosa mi diceva che non avrei raccolto molti consensi ...;-)

IMHO Francesca solleva una questione chiave e molto interessante.

Però non vorrei andare troppo OT. Per inciso, comunque, anche io sono favorevole alle prove INVALSI.

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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 8:43 pm

Io sono contrarissima alle prove invalsi così come stanno adesso, e finché saranno volutamente lasciate in una forma tanto ambigua, incompleta, raffazzonata e pretestuosa, nonché facilmente utilizzabile per manipolazioni propagandistiche.

Se poi in futuro diventeranno una cosa seria, mi riserverò tranquillamente di cambiare idea, ma adesso rimango contraria proprio perché non le ritengo affatto una cosa seria.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 9:04 pm

dubitoergosum ha scritto:
chicca70 ha scritto:
dubitoergosum ha scritto:
Lenar ha scritto:



Come direbbe mia nonna, chi sostiene che il mondo di oggi sia complicato non ha mai patito la fame in tempo di guerra.

eh ma infatti chiedi a tua nonna di accendere un tablet, che mio figlio di 4 anni non sa leggere ma ci sa smanettare.
Povero bambino!  A questa età non dovrebbe nemmeno sapere che esistono i tablet. Dovrebbe giocare e guardare librini adatti alla sua età. Io sono un caso estremo, ho eliminato la televisione, quindi mio figlio a casa non vede nemmeno quella. E, a 13 anni, non usa il computer,  che è uno strumento di lavoro per gli adulti, né smartphone.  Ha da pochi mesi un cellulare che fa solo telefonate ed sms.
Ma quanta saccenza tutta insieme!
era solo un modo per spiegare che "complesso" e "difficile" non sono sinonimi.
Ma cosa sto a dirlo a voi che siete i migliori insegnanti, educatori, linguisti, moralisti ecc...
Ma che c'entra tuo figlio chicca, ma io potrei avere un ragazzo che ha sempre la media del 10 ed essere un talento musicale ma non racconto mica i caschi miei in un forum, ma scendete dalla cattedra, và, che le scuole sono chiuse.
Ma io non lo so, ma se dico che sa smanettare col tablet significa che non fa le cose della sua età e ci gioca tutti i giorni?
Ma quanta arroganza in queste conclusioni, ma sei così anche coi tuoi studenti?
Sei tu che hai parlato di tuo figlio,  vantandoti di qualcosa di cui invece c'è ben poco di che vantarsi. La tecnologia si usa quando serve e ad un bambino di 4 anni non serve. Così come ad un bambino non serve lo smartphone,  non gli serve nemmeno il tablet. Della tv nessuno in casa sente la necessità,  quindi. ..
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dubitoergosum



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 9:12 pm

paniscus, io veramente non ti capisco.
chicca fa delle insinuazioni sui miei figli, sulla base di una frase assolutamente generica, e dici a me che non mi dovrei permettere etc etc. Capisci perché mi rifiuto di discutere con chi non ascolta! Anni fa sinceramente avevo una certa stima di te, ma la 2.0 mi sembra una persona che ha solo voglia di attaccarsi a qualcuno che ha un'opinione divergente.

lenar, davvero forse sono sintetica e rischio il fraintendimento, ma purtroppo sono in un periodo impegnativo, non ho tempo.
Ma perché sempre questo tono di sfida, o supponenza.
L'esempio di tua nonna per me era perfetto per dimostrare il mio punto di vista, che per te è ridicolo, ma se ti può consolare io trovo ridicolo il tuo.
Tua nonna è vissuta in un periodo indubbiamente difficile, ma non complicato. I miei figli crescono in un mondo complicato, ma non difficile.
Non sono migliori o peggiori, sono solo diversi. E compito nostro è stare al passo coi tempi, perché questi ragazzi cambiano ben più velocemente di noi.

Con la paniscus di un tempo parlerei volentieri della rivoluzione digitale, che cambia anche le menti, il modo di pensare ed elaborare le informazioni. Un evento di simile portata avvenne, millenni fa, nel passaggio dalla tradizione orale alla scrittura.
Ma davvero, ora sarebbe proprio tempo inutilmente sottratto ai miei figli.
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dubitoergosum



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Gio Ago 20, 2015 9:17 pm

chicca70 ha scritto:
dubitoergosum ha scritto:
chicca70 ha scritto:
dubitoergosum ha scritto:
Lenar ha scritto:



Come direbbe mia nonna, chi sostiene che il mondo di oggi sia complicato non ha mai patito la fame in tempo di guerra.

eh ma infatti chiedi a tua nonna di accendere un tablet, che mio figlio di 4 anni non sa leggere ma ci sa smanettare.
Povero bambino!  A questa età non dovrebbe nemmeno sapere che esistono i tablet. Dovrebbe giocare e guardare librini adatti alla sua età. Io sono un caso estremo, ho eliminato la televisione, quindi mio figlio a casa non vede nemmeno quella. E, a 13 anni, non usa il computer,  che è uno strumento di lavoro per gli adulti, né smartphone.  Ha da pochi mesi un cellulare che fa solo telefonate ed sms.
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Ma quanta saccenza tutta insieme!
era solo un modo per spiegare che "complesso" e "difficile" non sono sinonimi.
Ma cosa sto a dirlo a voi che siete i migliori insegnanti, educatori, linguisti, moralisti ecc...
Ma che c'entra tuo figlio chicca, ma io potrei avere un ragazzo che ha sempre la media del 10 ed essere un talento musicale ma non racconto mica i caschi miei in un forum, ma scendete dalla cattedra, và, che le scuole sono chiuse.
Ma io non lo so, ma se dico che sa smanettare col tablet significa che non fa le cose della sua età e ci gioca tutti i giorni?
Ma quanta arroganza in queste conclusioni, ma sei così anche coi tuoi studenti?
Sei tu che hai parlato di tuo figlio,  vantandoti di qualcosa di cui invece c'è ben poco di che vantarsi. La tecnologia si usa quando serve e ad un bambino di 4 anni non serve. Così come ad un bambino non serve lo smartphone,  non gli serve nemmeno il tablet. Della tv nessuno in casa sente la necessità,  quindi. ..
Ma non hai ancora capito che era un esempio ASTRATTO per spiegare un'altra cosa.
che m'importa di cosa fai a casa tua, ma non me ne può fregar di meno ma anche meno, se possibile. Ma tu cosa giudichi, che ne sai di cosa faccio io! ti ho risposto male perché hai fatto delle sgradevolissime supposizioni sulla base di una mia affermazione generica e che serviva a tutt'altro scopo che parlare di mio figlio, che magari manco ce l'ho in casa un quattrenne!
Non penso certo che tu sia castrante, e che ne so, soprattutto non me ne importa, ma di ciò di cui non puoi parlare, taci, perché offendere a vanvera riesce a tutti non solo a te.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: insegnanti e società   Ven Ago 21, 2015 6:05 am

Personalmente non credo affatto che il mondo di oggi sia "più complicato" o più difficile o più complesso di venti, trenta o quaranta anni fa: credo invece che molti siano convinti di questa affermazione che mi permetto di definire superstiziosa.

Alla base c'è una idea di progresso per cui quello che viene dopo è sempre meglio di quello che è stato prima. Oggi, ad esempio, abbiamo bambini iperprotetti ai quali difficilmente si osa rivolgere un rimprovero, men che mai dare una sberla, per evitargli presunti traumi.

Peccato che il rimprovero di quaranta anni fa, quando nessuno osava metterne in dubbio l'utilità, provoca nel bambino lo stesso identico trauma che provocava allora, così come i voti e quant'altro: eppure la generazione dei quaranta-cinquantenni di oggi non presenta particolari anomalie psichiatriche. I bambini giocano con il tablet oggi come sessant'anni fa a ruzzica (certo con meno socializzazione e meno vita all'aria aperta): probabilmente le distrazioni dallo studio e le complicazioni erano più forti decenni fa che oggi.

Ma molti genitori hanno motivo di orgoglio nella capacità di un bambino di pochi anni di smanettare con un tablet, pratica da cui diversi studi scientifici mettono in guardia.

Nel frattempo i tassi di natalità sono ai minimi storici, e con essi la fiducia nel futuro da parte dei giovani in età di fare figli e, casualmente, la fiducia nella scuola come fattore di integrazione e di crescita; quei pochi figli che si fanno sono iperprotetti e, piuttosto che lasciarli andare nel mondo, si cerca di offrir loro protezione fino all'età più alta possibile, tentando di eliminare tutte le possibili cause di frustrazione o di disagio (compresa la scuola).

In questa realtà, che non è affatto migliore nè più complessa della precedente, che non è neanche una condanna del fato perché "così vanno i tempi", ma è qualcosa che ci siamo costruiti noi giorno dopo giorno con il nostro comportamento economico, politico e sociale, alla scuola vengono chieste "prestazioni" molto più complicate di prima e in larga parte fuorvianti e distraenti  rispetto al suo scopo istituzionale, che è quello di istruire: prestazioni che vanno dal counseling psicologico all'educazione all'affettività o alla legalità per ragazzi visti più come utenti di cui misurare l'immediata soddisfazione che come futuri adulti alle prese con le durezze dell'esistenza.

In tutto ciò ci si sta sempre di più allontanando dall'idea costituzionale di scuola come fattore di promozione sociale e personale e si sta sempre più passivamente accettando l'idea di una scuola come servizio molto generico ad una utenza altrettanto generica e che aumenta, invece di livellare, le differenze sociali ed economiche.
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