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 Quello che Moretti non sa...

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AutoreMessaggio
Lenar



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MessaggioOggetto: Quello che Moretti non sa...   Mar Ago 25, 2015 8:24 am

... o finge di non sapere, con riferimento all'articolo pubblicato da OS.it relativamente all'intervento dell'AD di FinMeccanica al Meeting di CL, è che la scuola NON sono solo gli insegnanti. La scuola è un sistema che coinvolge, oltre agli insegnanti, gli adolescenti che la frequentano, le famiglie e, last but not least, un sistema di regole e di procedure.

Dire che è possibile valutare l'efficacia dell'azione didattica di un insegnante sulla base delle "conoscenze" (in realtà intendeva "competenze" ma lasciamo perdere... certamente Moretti, da ingegnere che si occupa anche di ferrovie, non si offenderebbe se qualcuno che non conosce neppure la terminologia di base di tale ambito disciplinare si mettesse a discettare di come vadano misurate le performance degli ingegneri ferroviari...) in uscita dei ragazzi è una bestialità, non solo sotto il profilo biecamente scolastico ma, IMHO, sopratutto in un'ottica manageriale. Sarebbe come affermare che la produttuvità di un'azienda dipende solo dalla "voglia di lavorare" degli operai e non dal grado di automazione presente nell'impianto, dall'efficacia e dalla rapidità delle procedure amministrative, dalla lungimiranza del management etc etc...

Misurando le performance dei ragazzi in uscita si misura l'efficenza del "sistema scuola", non degli insegnanti. E per migliorare queste performance si deve migliorare il "sistema scuola" il che comporta non solo e, di certo, non esclusivamente, cercare di migliorare la preparazione e le capacità didattiche dei docenti ma, IMHO, sopratutto:

a) Cambiare le regole e l'organizzazione del sistema scuola, che, in buona sostanza risalgono al Ventennio.
b) Restituire ai ragazzi una prospettiva "di senso" che dia a loro un motivo per impegnarsi a scuola. Per farlo si deve modificare l'offerta formativa per renderla armonica ai veri bisogni dei ragazzi e restituire alla scuola quel minimo di sapore di "sfida" e di "competizione" che serve per rendere desiderabile qualsiasi cosa (il "valore" di un oggetto dipende dall'utilità di quell'oggetto e dalla difficoltà soggettiva che ognuno deve affrontare per ottenere quell'oggetto... restituiamo alla scuola un briciolo di "valore")
c) Ripensare il ruolo delle famiglie che devono smettere di essere il "sindacato" dei figli

... e potrei andare avanti fino alla fine dell'alfabeto e oltre...


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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Quello che Moretti non sa...   Mar Ago 25, 2015 8:50 am

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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Quello che Moretti non sa...   Mar Ago 25, 2015 9:29 am

Rispondo solo al punto b: il fatto che la scuola non riesca più a proporre ai ragazzi una "prospettiva di senso" che li motivi a impegnarsi... dipende quasi esclusivamente dal fatto che siano cambiate le dinamiche dell'economia e del mondo del lavoro.

Siccome il mondo del lavoro, oggi come oggi, non richiede più tecnici e professionisti validi, ma richiede solo figure anonime, generiche, sfruttabili e sostituibili, da pagare il meno possibile e da impiegare in attività che non hanno NIENTE a che fare con il tipo di studi fatti o con il tipo di titolo di studio raggiunto... è una pura illusione pensare che si possa richiedere alla scuola di "motivare" i ragazzi al successo lavorativo adeguandosi a tali richieste e sfornando esplicitamente personale formato apposta per quel genere di attività.

E anche per quanto riguarda i lavori di livello "alto", quelli che una volta potevano risultare appetibili per gli studenti migliori, anche in quel caso la società attuale dà per scontato che possano essere raggiunti solo dopo decenni di precariato sottopagato e senza garanzie... quindi il messaggio che passa è proprio l'opposto: "più studi e più dovrai versare lacrime e sangue per riuscire a vedere, forse, in un futuro lontanissimo, un minimo riconoscimento per il tuo impegno".  Oppure, l'illusione fasulla di lavori innovativi, brillanti e postmoderni, che conquistano qualche mese di popolarità gonfiata dalla propaganda su internet, e con i quali poi sicuramente non si campa.

Quindi, cosa cavolo dovrebbe fare la scuola per "adeguarsi" alle circostanze, e convincere i ragazzi che studiare e impegnarsi PREMIA, se questo oggettivamente non è vero?

Al massimo si riescono a convincere quei pochi che sono GIA' interessati al piacere della cultura e della conoscenza fini a se stesse, che appunto sono pochi, esattamente come erano pochi anche prima.

Tutti gli altri, inevitabilmente, non vedranno più la scuola come opportunità di sviluppo personale e professionale per il futuro, ma solo come un noioso parcheggio dove si insegnano cose che non servono a niente, dove si sta perché deve stare per forza (anche al di fuori dell'età formale dell'obbligo, solo perché "socialmente si usa così"), e dove l'unica strategia ragionevole (dal loro punto di vista) è quella di sopportare per qualche anno, puntando a tenersi a galla facendo il meno possibile.

Francamente, non vedo in che modo la scuola potrebbe trasformarsi per risultare "attraente" per la maggior parte dei giovani, se non svuotandosi ulteriormente di qualunque contenuto culturale (ancora più di quanto non sia avvenuto già) e trasformandosi completamente in un centro generico di intrattenimento e di socializzazione, dove si va solo per trascorrere un po' di tempo con gli amici e per alleggerire i genitori della responsabilità personale di sapere cosa combinano i figli mentre loro sono al lavoro.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Mar Ago 25, 2015 9:34 am, modificato 3 volte
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Quello che Moretti non sa...   Mar Ago 25, 2015 9:30 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Rispondo solo al punto b: il fatto che la scuola non riesca più a proporre ai ragazzi una "prospettiva di senso" che li motivi a impegnarsi... dipende quasi esclusivamente dal fatto che siano cambiate le dinamiche dell'economia e del mondo del lavoro.

Siccome il mondo del lavoro ITALIANO....

Ho fatto una correzione: piccola, ma fondamentale.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Quello che Moretti non sa...   Mar Ago 25, 2015 3:29 pm

e per il punto c. chi stiamo chiamando in causa per intervenire, e come?
La vedo difficile, e soprattutto al di fuori dei compiti della scuola. Se gli insegnanti godessero di maggiore considerazione, questa sindacalizzazione rimarrebbe un rumore di fondo e non esisterebbe una questione sul rapporto con le famiglie.

Probabilmente il punto a. avrebbe una buona ricaduta sul punto b.
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