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 Test d'ingresso Matematica al professionale

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genziana



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MessaggioOggetto: Test d'ingresso Matematica al professionale   Ven Ago 28, 2015 3:56 pm

Promemoria primo messaggio :

Sto leggendo "Difficoltà in matematica" di Rosetta Zan. Un'analisi molto approfondita sulle cause di fallimento legate allo studio della materia matematica, utile per ogni ordine e grado.

Quest'anno sarò in un professionale alberghiero e ho preparato questo test d'ingresso per le classi prime, ispirandomi e scopiazzando dal libro suddetto.

Cosa ne pensate?

TEST D'INGRESSO

1) Tema di matematica: Seguendo la seguente scaletta, raccontami di te e la matematica.

Ti piace la matematica? Perché? Quali emozioni ti suscita?
Ti piaceva alle elementari? Com'era la tua maestra nell'insegnamento della matematica? Conoscevi bene le tabelline? Ti riuscivano le operazioni e i problemi? Come affrontavi interrogazioni e verifiche?
E alle medie, è cambiato qualcosa? E la geometria, ti piaceva?
Ora, ricordi ancora bene le tabelline? Per fare un conto usi la calcolatrice? Ti affascinano gli indovinelli o i giochi di logica?
Vuoi raccontarmi qualche aneddoto particolare?
Che aspettative hai, nei confronti della matematica che verrà affrontata in questa scuola?

2) Ti propongo ora 4 esercizi, che devi cercare di risolvere, secondo le conoscenze acquisite fin'ora. IMPORTANTE!!! Cerca di scrivere tutti i tuoi pensieri, tutti i ragionamenti che fai, le impressioni e le emozioni che provi, le difficoltà che incontri.
E' quello che pensi e che provi che mi interessa in questo test d'ingresso, non il risultato!!

a) Trova l'area di un rettangolo, sapendo che il perimetro è 126 cm e l'altezza è i ¾ della base.

b) Qual è il risultato della seguente espressione? ....espressioncina con numeri relativi...

c) Una ricetta per 4 persone indica che occorrono 10 peperoni; quanti peperoni si devono usare se le persone sono 11 ?

d) Qual è il risultato della seguente espressione? ...espressioncina con potenze risolvibile con uso di proprietà delle potenze....
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 2:39 pm

@melia ha scritto:
mac67 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Ma non ho mica detto che sia colpa loro... ho solo fatto notare che non è vero che il programma sia così simile!

Il programma è simile sulla carta, stando alle indicazioni nazionali.

Mica ho detto che sanno fare le stesse cose, ma che leggendo le indicazioni nazionali DOVREBBERO sapere le stesse cose. Lo so che non è vero, sappiamo tutti che è assolutamente impossibile che ciò avvenga: non si può arrivare allo stesso punto con chi va più piano avendo meno tempo a disposizione.
Se lo sappiamo tutti, se lo sanno anche al MIUR, significa che non sono ignoranti, sono proprio delinquenti.
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 2:51 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Supponi di avere un guasto all'automobile, procede a singhiozzo, si spegne e non supera i 50 Km/h.
Il primo meccanico dice "secondo me è un problema di alimentazione della benzina"; ti sostituisce la pompa della benzina e la macchina continua a fare schifo. Vai da un secondo meccanico, gli racconti tutto e ti dice: bisogna intervenire in un modo completamente diverso da come si è fatto; la sostituzione di quell'organo meccanico nel caso specifico in questione era già stato praticato e si era rivelato fallimentare; noi sostituiremo i sedili.
Non ti sembra una fesseria ?

OK, però siccome la scuola non è un'azienda e neppure un'officina, ed i ragazzi non sono consumatori e neppure macchine, facciamo l'esempio che viene spesso citato nel libro della Zan (vado a memoria):

Dottore, il paziente del letto 13 continua a stare male. Le sue analisi del sangue sono sballate, ma non riusciamo a capire cosa ha.

Gli avete dato la penicillina? La penicillina è sempre una buona cura. Il protocollo prescrive la somministrazione di penicillina due volte al giorno.

Niente da fare, non ci sono miglioramenti.

Non è possibile che non ci siano miglioramenti, finora ha sempre funzionato! E' proprio un cattivo paziente. Però vedo che avete dimesso il paziente del letto 12, che aveva quella febbre alta così preoccupante. Siete riusciti a guarirlo?

No, ma lo abbiamo dimesso comunque. Leggendo qualche articolo in letteratura e seguendo quel bel corso di formazione professionale, abbiamo deciso che si poteva considerare grave la febbre sopra 39°, ed il paziente stamani aveva la febbre a 38°.

Perfetto! Un paziente che collabora è un ottimo paziente, e noi siamo quindi ottimi dottori.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 3:55 pm

geo&geo ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Supponi di avere un guasto all'automobile, procede a singhiozzo, si spegne e non supera i 50 Km/h.
Il primo meccanico dice "secondo me è un problema di alimentazione della benzina"; ti sostituisce la pompa della benzina e la macchina continua a fare schifo. Vai da un secondo meccanico, gli racconti tutto e ti dice: bisogna intervenire in un modo completamente diverso da come si è fatto; la sostituzione di quell'organo meccanico nel caso specifico in questione era già stato praticato e si era rivelato fallimentare; noi sostituiremo i sedili.
Non ti sembra una fesseria ?

OK, però siccome la scuola non è un'azienda e neppure un'officina, ed i ragazzi non sono consumatori e neppure macchine, facciamo l'esempio che viene spesso citato nel libro della Zan (vado a memoria):

Dottore, il paziente del letto 13 continua a stare male. Le sue analisi del sangue sono sballate, ma non riusciamo a capire cosa ha.

Gli avete dato la penicillina? La penicillina è sempre una buona cura. Il protocollo prescrive la somministrazione di penicillina due volte al giorno.

Niente da fare, non ci sono miglioramenti.

Non è possibile che non ci siano miglioramenti, finora ha sempre funzionato! E' proprio un cattivo paziente. Però vedo che avete dimesso il paziente del letto 12, che aveva quella febbre alta così preoccupante. Siete riusciti a guarirlo?

No, ma lo abbiamo dimesso comunque. Leggendo qualche articolo in letteratura e seguendo quel bel corso di formazione professionale, abbiamo deciso che si poteva considerare grave la febbre sopra 39°, ed il paziente stamani aveva la febbre a 38°.

Perfetto! Un paziente che collabora è un ottimo paziente, e noi siamo quindi ottimi dottori.
Quindi col paziente refrattario alla penicillina proveresti con la cromoterapia ? E' nuova sai ? C'è chi dice che funzioni; sono soprattutto quelli che vendono apparati cromoterapici, se non lo sanno loro chi dovrebbe saperlo ! Sono pareri autorevoli !
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 5:54 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Quindi col paziente refrattario alla penicillina proveresti con la cromoterapia ?

Certo che no. Il paziente che non risponde ad una cura (fosse anche la migliore del mondo) si tiene sotto osservazione, e si cerca di capire perché non guarisce.
Il questionario di Genziana non serve come terapia catartica agli studenti, serve a lei per capire cosa non va (o potrebbe non andare) tra gli studenti e la sua disciplina.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 5:59 pm

geo&geo ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

Quindi col paziente refrattario alla penicillina proveresti con la cromoterapia ?

Certo che no. Il paziente che non risponde ad una cura (fosse anche la migliore del mondo) si tiene sotto osservazione, e si cerca di capire perché non guarisce.
Il questionario di Genziana non serve come terapia catartica agli studenti, serve a lei per capire cosa non va (o potrebbe non andare) tra gli studenti e la sua disciplina.
Diciamo che è difficile ricevere risposte tipo "amo la matematica anche se non la capisco"; solitamente le risposte si tripolarizzano tra "amo la matematica, sarà anche per quello che vado bene", "la matematica non mi entusiasma ma non mi crea problemi", "non ci capisco nulla, gli venisse un cancro a chi l'ha inventata"
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 8:05 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Diciamo che è difficile ricevere risposte tipo "amo la matematica anche se non la capisco"; solitamente le risposte si tripolarizzano tra "amo la matematica, sarà anche per quello che vado bene", "la matematica non mi entusiasma ma non mi crea problemi", "non ci capisco nulla, gli venisse un cancro a chi l'ha inventata"

Direi che ci si può ragionevolmente aspettare una  forte correlazione tra i "mi piace" ed i "mi riesce" ... Ma potrebbero venir fuori anche delle riflessioni interessanti sul "senso della matematica" ed anche sull'importanza dei docenti :-)

--------cut&paste----------
"Secondo me la matematica non sarebbe la stessa se la maestra fosse un’altra." (4a elementare]

“In terza elementare mi piaceva la matematica perché riuscivo a capirla, ma poi sono diventato una frana e vedendo che tutto quello che faccio è sbagliato, non mi piace più e mi fa annoiare.”[3a media]

"Essa mi piace perché è una materia dove bisogna ragionare, e se non lo fai diventa difficile e molto faticosa, per non dire impossibile. (…) Questa è una materia dove bisogna prima capire il problema, cosa chiede e dove vuole arrivare." [3a superiore]

"Per me la matematica è solo una perdita di tempo perché una volta imparati i numeri si può anche smettere, invece no, si continua e le lezioni incominciano a torturarti piano piano ed è una sensazione bruttissima quando scrivo e non capisco, e mi sembra di scendere all’inferno: il sudore scende dalla testa ai piedi, divento tutto rosso e mi sembra di esplodere" [3a elementare]

"Ora me la cavicchio, ma non perché riesco a ragionare sulle formule, ma perché le applico e basta. Sono sicura che se dovessi fare un compito con dei “perché” sulle formule, non sarei in grado nemmeno di scrivere una parola. Andando avanti per la mia strada, le equazioni di primo grado, quelle di secondo grado e i radicali nel campo del turismo non servono, ma queste cose le facciamo per imparare a ragionare giusto…?
Ma se io le faccio perché so le regole ma non le capisco, a cosa mi servono? [scuole superiori]

“A scuola la matematica è alti e bassi. Un po’ più di bassi. Per il resto sono bravetta. Con i problemi alla lavagna divento tutta rossa e mi si sconfusiona la mente”. [10 anni]
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 9:08 pm

Ma cosa avrebbe la matematica di terribilmente più difficile rispetto a tante altre materie?

Solo perché se si va male in matematica si troverà sempre qualcuno che ti giustifica perché "non ti preoccupare, non è colpa tua, se non ci sei portato non ci si può fare niente, andare male in matematica è normale", mentre con le altre materie di solito non succede?

L.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 10:01 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma cosa avrebbe la matematica di terribilmente più difficile rispetto a tante altre materie?

Solo perché se si va male in matematica si troverà sempre qualcuno che ti giustifica perché "non ti preoccupare, non è colpa tua, se non ci sei portato non ci si può fare niente, andare male in matematica è normale", mentre con le altre materie di solito non succede?

L.

Obiettivamente, per chi ha difficoltà, è un montagna insormontabile. La matematica è un linguaggio formale piuttosto rigido e per iniziati ai lavori. Quando mio padre vedeva i miei conti della tesi di laurea (eleneti di matrice e integrali) li chiamava "scarabocchi".

Perché le altre materie sono in italiano, per difficili che possono sembrare, sai che riesci ad afferrare qualcosa, ti fai un'idea almeno di che cosa si parla. In matematica puoi ascoltare 10 minuti di lezione senza avere la più pallida idea di che cosa l'argomento. E le conoscenze in matematica non possono essere separate tra loro: tutto si tiene. La matematica è una materia difficile per un numero significativo di studenti in tutto il mondo, e come fare aumentare la literacy in matematica della popolazione è un tema dibattuto in tutti i paesi sviluppati.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 10:20 pm

mac67 ha scritto:
Perché le altre materie sono in italiano, per difficili che possono sembrare, sai che riesci ad afferrare qualcosa, ti fai un'idea almeno di che cosa si parla. In matematica puoi ascoltare 10 minuti di lezione senza avere la più pallida idea di che cosa l'argomento.

Questo sarebbe vero se portassimo di colpo, per la prima volta, ad assistere a una lezione universitaria qualcuno che non ha nessuna cultura matematica di base. Ma NON E' VERO per un bambino o un preadolescente che è già abituato ad andare a scuola da diversi anni e a seguire lezioni di matematica adeguate al suo livello. A quel livello, scusami, ma non si può proprio dire che "le lezioni non siano in italiano".

Alle elementari e alle medie, ma anche per buona parte delle superiori, non è mica vero che si fa un'intera lezione in linguaggio formale che non sembra nemmeno italiano... la componente discorsiva è altissima, e tutto viene sistematicamente "tradotto" in termini semplici.

Certo che lo spiazzamento può capitare nello studio individuale, ovvero se uno apre il libro e prova direttamente ad affrontare una pagina di esercizi senza aver seguito la spiegazione e senza aver provato a guardarsi prima le pagine di teoria. Magari se lo fai con una pagina discorsiva di storia, anche se non hai capito niente della spiegazione o se non eri presente, l'impatto con la pagina del libro è meno spiazzante. Ma appunto, sto parlando della fase di studio autonomo, NON dell'insegnamento a scuola.

Che il fatto stesso di capire direttamente una spiegazione in classe sia così drammaticamente tanto più difficile che per altre materie, non mi torna proprio.

L.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Lun Ago 31, 2015 10:25 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 10:24 pm

paniscus_2.0 ha scritto:

Questo sarebbe vero se portassimo di colpo, per la prima volta, ad assistere a una lezione universitaria qualcuno che non ha nessuna cultura matematica di base. Ma NON E' VERO per un bambino o un preadolescente che è già abituato ad andare a scuola da diversi anni e a seguire lezioni di matematica adeguate al suo livello. A quel livello, scusami, ma non si può proprio dire che "le lezioni non siano in italiano".

L.

Prendi uno studente che non ha capito le prime 3 lezioni sui logaritmi, ma proprio niente, e fagli seguire la quarta. Non capirà nulla di nulla.

Una decina di anni fa: inizio la lezione e dopo un po' un alunno: "ma com'è che la lezione è iniziata da 5 minuti e io già non capisco più nulla?"

C'è una difficoltà intrinseca (non per tutti) che è la stessa in ogni periodo storico e a ogni latitudine.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 10:30 pm

E allora non dovrebbe essere ancora peggio con le lingue straniere? Oppure, con materie tecniche molto specialistiche (che però, invece, sono considerate ampiamente alla portata di chi sceglie di fare una scuola tecnica proprio perché l'approccio del liceo è "troppo difficile")?

Eppure le materie applicative derivanti direttamente dalla matematica non hanno questa fama così terribile...
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 10:53 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
E allora non dovrebbe essere ancora peggio con le lingue straniere? Oppure, con materie tecniche molto specialistiche (che però, invece, sono considerate ampiamente alla portata di chi sceglie di fare una scuola tecnica proprio perché l'approccio del liceo è "troppo difficile")?

Eppure le materie applicative derivanti direttamente dalla matematica non hanno questa fama così terribile...

I nostri bisbisnonni analfabeti che emigravano, dovevano imparare una lingua straniera, e la imparavano (bene o male). Le lingue si imparano, il nostro cervello è naturalmente strutturato per parlare.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 11:05 pm

Mi riferisco alla lingua straniera imparata come "materia scolastica" come succede oggi ai nostri alunni, non a quella imparata per immersione diretta e completa. Se emigrassero e fossero inseriti direttamente in una classe di madrelingua, o in una comunità già strutturata in cui nessuno si mette lì a insegnargliela apposta, anche loro la imparerebbero come hanno fatto i loro bisnonni.

Ma a scuola non funziona così, e infatti i ragazzi tendono a considerarla una normalissima materia da studiare, come tutte le altre, e non come un canale di comunicazione spontaneo che esiste in natura.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 11:13 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Mi riferisco alla lingua straniera imparata come "materia scolastica" come succede oggi ai nostri alunni, non a quella imparata per immersione diretta e completa. Se emigrassero e fossero inseriti direttamente in una classe di madrelingua, o in una comunità già strutturata in cui nessuno si mette lì a insegnargliela apposta, anche loro la imparerebbero come hanno fatto i loro bisnonni.

Ma a scuola non funziona così, e infatti i ragazzi tendono a considerarla una normalissima materia da studiare, come tutte le altre, e non come un canale di comunicazione spontaneo che esiste in natura.

Torna a fare la "fisica" per un momento: i dati sperimentali sono inequivocabili, ovunque nel mondo.

Parti da lì: sono veri, indicano una difficoltà reale.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 11:22 pm

geo&geo ha scritto:

“A scuola la matematica è alti e bassi. Un po’ più di bassi. Per il resto sono bravetta. Con i problemi alla lavagna divento tutta rossa e mi si sconfusiona la mente”. [10 anni]
Mi sono guardato tutti e 5 i video di Daniela Lucangeli che hai linkato; è grandiosa ! E' quello che dovrebbe essere una docente di TFA.
Grazie; li consiglio vivamente.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 11:25 pm

mac67 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Ma cosa avrebbe la matematica di terribilmente più difficile rispetto a tante altre materie?

Solo perché se si va male in matematica si troverà sempre qualcuno che ti giustifica perché "non ti preoccupare, non è colpa tua, se non ci sei portato non ci si può fare niente, andare male in matematica è normale", mentre con le altre materie di solito non succede?

L.

Obiettivamente, per chi ha difficoltà, è un montagna insormontabile. La matematica è un linguaggio formale piuttosto rigido e per iniziati ai lavori. Quando mio padre vedeva i miei conti della tesi di laurea (eleneti di matrice e integrali) li chiamava "scarabocchi".

Perché le altre materie sono in italiano, per difficili che possono sembrare, sai che riesci ad afferrare qualcosa, ti fai un'idea almeno di che cosa si parla. In matematica puoi ascoltare 10 minuti di lezione senza avere la più pallida idea di che cosa l'argomento. E le conoscenze in matematica non possono essere separate tra loro: tutto si tiene. La matematica è una materia difficile per un numero significativo di studenti in tutto il mondo, e come fare aumentare la literacy in matematica della popolazione è un tema dibattuto in tutti i paesi sviluppati.
No, non è questo.
Le difficoltà iniziano alle elementari quando la matematica non ha nulla di scarabocchiato; guardati i video di cui ho parlato sopra; due ore ben spese; lei poi e simpatica e fluiscono senza che te ne accorga.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 11:26 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
mac67 ha scritto:
Perché le altre materie sono in italiano, per difficili che possono sembrare, sai che riesci ad afferrare qualcosa, ti fai un'idea almeno di che cosa si parla. In matematica puoi ascoltare 10 minuti di lezione senza avere la più pallida idea di che cosa l'argomento.

Questo sarebbe vero se portassimo di colpo, per la prima volta, ad assistere a una lezione universitaria qualcuno che non ha nessuna cultura matematica di base. Ma NON E' VERO per un bambino o un preadolescente che è già abituato ad andare a scuola da diversi anni e a seguire lezioni di matematica adeguate al suo livello. A quel livello, scusami, ma non si può proprio dire che "le lezioni non siano in italiano".

Alle elementari e alle medie, ma anche per buona parte delle superiori, non è mica vero che si fa un'intera lezione in linguaggio formale che non sembra nemmeno italiano... la componente discorsiva è altissima, e tutto viene sistematicamente "tradotto" in termini semplici.

Certo che lo spiazzamento può capitare nello studio individuale, ovvero se uno apre il libro e prova direttamente ad affrontare una pagina di esercizi senza aver seguito la spiegazione e senza aver provato a guardarsi prima le pagine di teoria. Magari se lo fai con una pagina discorsiva di storia, anche se non hai capito niente della spiegazione o se non eri presente, l'impatto con la pagina del libro è meno spiazzante.  Ma appunto, sto parlando della fase di studio autonomo, NON dell'insegnamento a scuola.

Che il fatto stesso di capire direttamente una spiegazione in classe sia così drammaticamente tanto più difficile che per altre materie, non mi torna proprio.

L.
Dammi retta, guarda i video.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Lun Ago 31, 2015 11:32 pm

mac67 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:

Questo sarebbe vero se portassimo di colpo, per la prima volta, ad assistere a una lezione universitaria qualcuno che non ha nessuna cultura matematica di base. Ma NON E' VERO per un bambino o un preadolescente che è già abituato ad andare a scuola da diversi anni e a seguire lezioni di matematica adeguate al suo livello. A quel livello, scusami, ma non si può proprio dire che "le lezioni non siano in italiano".

L.

Prendi uno studente che non ha capito le prime 3 lezioni sui logaritmi, ma proprio niente, e fagli seguire la quarta. Non capirà nulla di nulla.

Una decina di anni fa: inizio la lezione e dopo un po' un alunno: "ma com'è che la lezione è iniziata da 5 minuti e io già non capisco più nulla?"

C'è una difficoltà intrinseca (non per tutti) che è la stessa in ogni periodo storico e a ogni latitudine.
Io dico che la letteratura o la geografia o la storia sono villette a schiera, la matematica è un palazzo.

Se sei stupido puoi decidere di costruire una villetta a schiera utilizzando cemento scadente, poi a lato costruisci una splendida seconda unità; a lato puoi usare legno marcio e ancora oltre un'altra splendida unità.

In geografia puoi dormire quando parlano della Francia e svegliarti per la Germania; andare al bar con la Polonia e tornare per la Russia; saprai tutto della Germania e della Russia.

Prova a fare lo stesso con un palazzo; prova a fare lo stesso con la matematica; entrambi si costruiscono piano dopo piano ed è inutile passare al piano successivo se il precedente non è ben fatto.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Dom Set 06, 2015 11:13 am

Riporto su, perché ho appena visto una citazione che più omeno esprime in maniera più dettagliata e più scientifica la stessa esatta sensazione a cui mi riferivo io:

http://www.repubblica.it/scienze/2015/09/04/news/dai_padri_ai_figli_la_paura_per_la_matematica_e_ereditaria-122218515/

Come si diceva: ma voi pensate realmente che NON CI SIA anche un fortissimo condizionamento culturale e sociale, che non c'entra molto con le difficoltà intrinseche, e che spinge verso la paura o l'avversione verso la matematica per tutt'altre ragioni?

Poi, che ci siano differenze individuali e che questa pressione su qualcuno faccia effetto e su qualcun altro no, è un altro discorso, ma mi sembra indubbio che ci sia.

Se il ragazzino, alla prima difficoltà casuale in matematica, la prima cosa che si sente dire in famiglia è: "Oh, povero cucciolo mio, che deve fare queste cose così brutte e così difficili... come ti capisco, povera stella, anch'io non ci ho mai capito niente di matematica, è normale!" mentre questo non succede, o succede molto meno, con le altre materie (anzi, spesso c'è la tendenza a negare la difficoltà, ossia, ad esempio, "non è possibile andare male in storia, perché la storia è FACILE, basta studiarla"), mi sembra inevitabile che il pregiudizio si trasmetta.

Oltretutto, ci aggiungo anche un'altra osservazione su un effetto ancora più deleterio: ossia, spesso questo pregiudizio non viene trasmesso solo in famiglia, ma anche dalla scuola stessa, ad opera di moltissimi insegnanti di qualsiasi altra materia, che a loro volta hanno in antipatia la matematica e che, consapevolmente o meno, ce la mettono tutta per affossare gli sforzi dei loro colleghi che la insegnano.

Non l'avete mai conosciuta quella sottocategoria devastante di colleghesse coccolose di materie umanistiche, quelle che a loro volta si vantano (davanti agli studenti o davanti al resto del consiglio di classe) di non aver mai capito nulla di matematica, e che distribuiscono a man bassa frecciatine velenose contro i cattivoni come noi, che abbiamo la colpa imperdonabile di tormentare i ragazzi con materie troppo difficili? Io sì, purtroppo...

L.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Dom Set 06, 2015 11:24 am

paniscus_2.0 ha scritto:

Come si diceva: ma voi pensate realmente che NON CI SIA anche un fortissimo condizionamento culturale e sociale, che non c'entra molto con le difficoltà intrinseche, e che spinge verso la paura o l'avversione verso la matematica per tutt'altre ragioni?

Poi, che ci siano differenze individuali e che questa pressione su qualcuno faccia effetto e su qualcun altro no, è un altro discorso, ma mi sembra indubbio che ci sia.


Si, lo penso, mica l'ho negato.

paniscus_2.0 ha scritto:


Se il ragazzino, alla prima difficoltà casuale in matematica, la prima cosa che si sente dire in famiglia è: "Oh, povero cucciolo mio, che deve fare queste cose così brutte e così difficili... come ti capisco, povera stella, anch'io non ci ho mai capito niente di matematica, è normale!" mentre questo non succede, o succede molto meno, con le altre materie (anzi, spesso c'è la tendenza a negare la difficoltà, ossia, ad esempio, "non è possibile andare male in storia, perché la storia è FACILE, basta studiarla"), mi sembra inevitabile che il pregiudizio si trasmetta.

Oltretutto, ci aggiungo anche un'altra osservazione su un effetto ancora più deleterio: ossia, spesso questo pregiudizio non viene trasmesso solo in famiglia, ma anche dalla scuola stessa, ad opera di moltissimi insegnanti di qualsiasi altra materia, che a loro volta hanno in antipatia la matematica e che, consapevolmente o meno, ce la mettono tutta per affossare gli sforzi dei loro colleghi che la insegnano.

Non l'avete mai conosciuta quella sottocategoria devastante di colleghesse coccolose di materie umanistiche, quelle che a loro volta si vantano (davanti agli studenti o davanti al resto del consiglio di classe) di non aver mai capito nulla di matematica, e che distribuiscono a man bassa frecciatine velenose contro i cattivoni come noi, che abbiamo la colpa imperdonabile di tormentare i ragazzi con materie troppo difficili? Io sì, purtroppo...

L.

Anche qua: non lo nego, né l'ho negato. Solo che una difficoltà intrinseca per una buona fetta della popolazione mondiale esiste a prescindere da questo. Ho avuto figli di professori di matematica o di fisici, l'ambiente familiare non giustificava un bel nulla, ma la matematica non era il loro mestiere.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Dom Set 06, 2015 2:34 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Riporto su, perché ho appena visto una citazione che più omeno esprime in maniera più dettagliata e più scientifica la stessa esatta sensazione a cui mi riferivo io:

http://www.repubblica.it/scienze/2015/09/04/news/dai_padri_ai_figli_la_paura_per_la_matematica_e_ereditaria-122218515/

Come si diceva: ma voi pensate realmente che NON CI SIA anche un fortissimo condizionamento culturale e sociale, che non c'entra molto con le difficoltà intrinseche, e che spinge verso la paura o l'avversione verso la matematica per tutt'altre ragioni?

Poi, che ci siano differenze individuali e che questa pressione su qualcuno faccia effetto e su qualcun altro no, è un altro discorso, ma mi sembra indubbio che ci sia.

Se il ragazzino, alla prima difficoltà casuale in matematica, la prima cosa che si sente dire in famiglia è: "Oh, povero cucciolo mio, che deve fare queste cose così brutte e così difficili... come ti capisco, povera stella, anch'io non ci ho mai capito niente di matematica, è normale!" mentre questo non succede, o succede molto meno, con le altre materie (anzi, spesso c'è la tendenza a negare la difficoltà, ossia, ad esempio, "non è possibile andare male in storia, perché la storia è FACILE, basta studiarla"), mi sembra inevitabile che il pregiudizio si trasmetta.

Oltretutto, ci aggiungo anche un'altra osservazione su un effetto ancora più deleterio: ossia, spesso questo pregiudizio non viene trasmesso solo in famiglia, ma anche dalla scuola stessa, ad opera di moltissimi insegnanti di qualsiasi altra materia, che a loro volta hanno in antipatia la matematica e che, consapevolmente o meno, ce la mettono tutta per affossare gli sforzi dei loro colleghi che la insegnano.

Non l'avete mai conosciuta quella sottocategoria devastante di colleghesse coccolose di materie umanistiche, quelle che a loro volta si vantano (davanti agli studenti o davanti al resto del consiglio di classe) di non aver mai capito nulla di matematica, e che distribuiscono a man bassa frecciatine velenose contro i cattivoni come noi, che abbiamo la colpa imperdonabile di tormentare i ragazzi con materie troppo difficili? Io sì, purtroppo...

L.

Io credo che chi insegna latino viva esattamente nella stessa condizione, con l'aggravante che è ritenuta dai più una materia inutile, oltre che troppo difficile. Pensa che a me piacevano sia matematica sia latino... Quindi da parte mia massima solidarietà agli insegnanti di matematica, ma ti chiedo di correggere quel "materie umanistiche" con un più generico altre materie. E poi, da uomo (quindi non direttamente colpito dalla tua osservazione), ti dico che questa di essere insegnanti coccolosi non è una prerogativa solo femminile, ma è trasversale ai due sessi.
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Dom Set 06, 2015 3:19 pm

Vedi a volte le diverse sfumature di un problema...
I ragazzi di Paniscus che vanno male a matematica trovano genitori ed insegnanti coccolosi che li giustificano perché la matematica è tanto tanto difficile. Quelli che vedo io vivono l'insuccesso in matematica come una continua conferma che non sono abbastanza "intelligenti". Io sto cercando strategie per scalfire questo circolo vizioso e far amare un pochino la matematica (come dice Emma Castelnuovo) se non per la sua bellezza, almeno per la sua utilità. In questo, l'integrazione matematica-scienze mi sembra utile.
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draghetto



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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Dom Set 06, 2015 3:28 pm

Dec ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Riporto su, perché ho appena visto una citazione che più omeno esprime in maniera più dettagliata e più scientifica la stessa esatta sensazione a cui mi riferivo io:

http://www.repubblica.it/scienze/2015/09/04/news/dai_padri_ai_figli_la_paura_per_la_matematica_e_ereditaria-122218515/

Come si diceva: ma voi pensate realmente che NON CI SIA anche un fortissimo condizionamento culturale e sociale, che non c'entra molto con le difficoltà intrinseche, e che spinge verso la paura o l'avversione verso la matematica per tutt'altre ragioni?

Poi, che ci siano differenze individuali e che questa pressione su qualcuno faccia effetto e su qualcun altro no, è un altro discorso, ma mi sembra indubbio che ci sia.

Se il ragazzino, alla prima difficoltà casuale in matematica, la prima cosa che si sente dire in famiglia è: "Oh, povero cucciolo mio, che deve fare queste cose così brutte e così difficili... come ti capisco, povera stella, anch'io non ci ho mai capito niente di matematica, è normale!" mentre questo non succede, o succede molto meno, con le altre materie (anzi, spesso c'è la tendenza a negare la difficoltà, ossia, ad esempio, "non è possibile andare male in storia, perché la storia è FACILE, basta studiarla"), mi sembra inevitabile che il pregiudizio si trasmetta.

Oltretutto, ci aggiungo anche un'altra osservazione su un effetto ancora più deleterio: ossia, spesso questo pregiudizio non viene trasmesso solo in famiglia, ma anche dalla scuola stessa, ad opera di moltissimi insegnanti di qualsiasi altra materia, che a loro volta hanno in antipatia la matematica e che, consapevolmente o meno, ce la mettono tutta per affossare gli sforzi dei loro colleghi che la insegnano.



Non l'avete mai conosciuta quella sottocategoria devastante di colleghesse coccolose di materie umanistiche, quelle che a loro volta si vantano (davanti agli studenti o davanti al resto del consiglio di classe) di non aver mai capito nulla di matematica, e che distribuiscono a man bassa frecciatine velenose contro i cattivoni come noi, che abbiamo la colpa imperdonabile di tormentare i ragazzi con materie troppo difficili? Io sì, purtroppo...

L.

Io credo che chi insegna latino viva esattamente nella stessa condizione, con l'aggravante che è ritenuta dai più una materia inutile, oltre che troppo difficile. Pensa che a me piacevano sia matematica sia latino... Quindi da parte mia massima solidarietà agli insegnanti di matematica, ma ti chiedo di correggere quel "materie umanistiche" con un più generico altre materie. E poi, da uomo (quindi non direttamente colpito dalla tua osservazione), ti dico che questa di essere insegnanti coccolosi non è una prerogativa solo femminile, ma è trasversale ai due sessi.

La persona da cui ho imparato di più: il mio prof di latino! :-)
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Annaangelaelvira



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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Dom Set 06, 2015 3:50 pm

Scusate, ma secondo me il problema sta proprio nell' approccio iniziale dalle medie in avanti: ma xche' accidenti devo imparare ad eseguire espressioni intere, fratte , numeri relativi,..., e poi, apriti cielo, perché' mai devo moltiplicare (a+b)x(a_b)??????? Anch'io ero brava, alle medie, e la matematica mi riusciva bene, ma fino a che non ho affrontato la chim e la fis e non ho dovuto applicare le leggi che le governano non ho capito affatto a che accidenti servisse quella roba. Questo nei favolosi '60, ma nei magnifici '90 e 2000 alle mie figlie la materia è stata "propinata" allo stesso modo. Ma non si può' approcciare il tutto a partire dagli esempi pratici? Dare un'epifania di quegli a e di quei b?
Grazie
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MessaggioOggetto: Re: Test d'ingresso Matematica al professionale   Dom Set 06, 2015 4:44 pm

Ma non ci si può una volta tanto fidare degli adulti, che siano professori o politici (sì, lo so, è difficile), e credere che, se ci fanno studiare qualcosa, magari a qualcosa servirà? Perché in classe si deve passare il tempo a giustificarsi e a chiedere scusa se si fa una qualsiasi richiesta invece che a fare lezione? Noi lo accettavamo, anche se magari non capivamo perché; perché ora gli adolescenti sono diventati così saccenti da pretendere di saperne di più di tutti? Chi li ha fatti diventare così?
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