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 Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?

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isula.



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MessaggioOggetto: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Mer Set 02, 2015 2:58 pm

Promemoria primo messaggio :

Un tema molto caldo in questo primo periodo della scuola.

Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:20 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Io sono una delle persone più felici del mondo; sai perchè ? Ho l'intelligenza di accontentarmi di quello che ho ....... che non è poco

No, non è per questo che mi ritengo la mia vita felice, sai avido.

Avevo molto più di ora tempo fa ma non mi dava nulla. Ho cercato e trovato il cambiamento e ho finalmente fatto, sto facendo e prevedo di migliorare nel farlo cose diverse che mi danno moltissima soddisfazione.
Faccio ciò che desidero fare e non faccio mai ciò che non voglio fare.  Mi sono concessa questo nella vita. E ne sono felice.

Ho scritto avere non avere oggetti, denaro o possedimenti.

Hai al tuo fianco una persona di valore ? Non è poco !
Hai figli sani ? Non è poco !
Hai una salute non necessariamente perfetta ma decente ? Non è poco !
I tuoi figli mostrano di aver tratto vantaggio dai tuoi insegnamenti ? Non è poco !
Hai un lavoro stabile che ti fa arrivare a fine mese con qualche rimasuglio da accantonare ? Non è poco !
Hai stima di te ? Non è poco !

Molta gente non ha niente di quello che ho scritto sopra e moltissima non ha tutto quello che ho scritto sopra; quel che però è peggio e qualcuno ce l'ha ma non ne è soddisfatto e si rovina la vita per ottenere di più.

Questi ultimi sono stupidi.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:24 pm

lucetta10 ha scritto:
Un giorno qualcuno mi spiegherà perché l'approdo di un confronto acceso e sicuramente polemico su un forum debba sempre essere quello di accusare chi ha l'ultima parola di essere un troll...
Non posso credere che ti capiti spesso una tale accusa !
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:27 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Citazione :
Io sono una delle persone più felici del mondo; sai perchè ? Ho l'intelligenza di accontentarmi di quello che ho ....... che non è poco

No, non è per questo che mi ritengo la mia vita felice, sai avido.

Avevo molto più di ora tempo fa ma non mi dava nulla. Ho cercato e trovato il cambiamento e ho finalmente fatto, sto facendo e prevedo di migliorare nel farlo cose diverse che mi danno moltissima soddisfazione.
Faccio ciò che desidero fare e non faccio mai ciò che non voglio fare.  Mi sono concessa questo nella vita. E ne sono felice.

Ho scritto avere non avere oggetti, denaro o possedimenti.

Hai al tuo fianco una persona di valore ? Non è poco !
Hai figli sani ? Non è poco !
Hai una salute non necessariamente perfetta ma decente ? Non è poco !
I tuoi figli mostrano di aver tratto vantaggio dai tuoi insegnamenti ? Non è poco !
Hai un lavoro stabile che ti fa arrivare a fine mese con qualche rimasuglio da accantonare ? Non è poco !
Hai stima di te ? Non è poco !

Molta gente non ha niente di quello che ho scritto sopra e moltissima non ha tutto quello che ho scritto sopra; quel che però è peggio e qualcuno ce l'ha ma non ne è soddisfatto e si rovina la vita per ottenere di più.

Questi ultimi sono stupidi.


Non ti pare un po' borghese come scala di valori? Freud non sarebbe molto d'accordo.
E perché poi dovrebbero questi, che sono le tue, essere le ragioni di soddisfazione per tutti?
A parità di condizioni, tra persone con famiglia mutuo e "produci, consuma, crepa", chi è più "felice", lo stupido che non sa nemmeno immaginare una alternativa o l'intelligente che non pone limiti alla sua aspirazione personale?
Peccato, qui Leopardi ci starebbe proprio bene!
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:29 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Un giorno qualcuno mi spiegherà perché l'approdo di un confronto acceso e sicuramente polemico su un forum debba sempre essere quello di accusare chi ha l'ultima parola di essere un troll...
Non posso credere che ti capiti spesso una tale accusa !


... e invece si! Quando non si sostiene la polemica di qualcuno puntiglioso come me (che mai cade in insulti gratuiti ma demolisce con cattiveria, lo ammetto), capita che ci si picchi
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:30 pm

Ire ha scritto:
Concordo con Lucetta ancora una volta quando dice che se la felicità è essere in grado di accontentarsi di quello che si ha  (e non vedo perchè non vada bene essere felici per questo), allora non si può dire che noi (dei paesi in pace e pasciuti) siamo più felici di loro (quelli che arrivano qui).
Vorrei che mi spiegassi perchè dall'Africa molta gente, felice di vivere in ristrettezze, felice di non poter assicurare un futuro ai propri figli, felice di doversi sottomettere ai potenti locali, felice di essere bersaglio per cecchini e genocidi, si prenda la briga di salire su un barcone con un centinaio di sconosciuti.

Forse ci sono arrivato da solo: non sono gli italiani ad essere un popolo di navigatori; al richiamo del mare non si può resistere; Moby Dick insegna.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:33 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Concordo con Lucetta ancora una volta quando dice che se la felicità è essere in grado di accontentarsi di quello che si ha  (e non vedo perchè non vada bene essere felici per questo), allora non si può dire che noi (dei paesi in pace e pasciuti) siamo più felici di loro (quelli che arrivano qui).
Vorrei che mi spiegassi perchè dall'Africa molta gente, felice di vivere in ristrettezze, felice di non poter assicurare un futuro ai propri figli, felice di doversi sottomettere ai potenti locali, felici di essere bersaglio per cecchini e genocidi, si prenda la briga di salire su un barcone con un centinaio di sconosciuti.

Forse ci sono arrivato da solo: non sono gli italiani ad essere un popolo di navigatori; al richiamo del mare non si può resistere; Moby Dick insegna.



Il punto è stabilire se sia legittimo discutere le ragioni personali per le quali qualcuno vuole andare a vivere da un'altra parte, solo perché proviene da una parte disagiata del pianeta, oltre a quelle secondo cui la persona "felice" rimarrebbe ferma attaccata allo scoglio


Ultima modifica di lucetta10 il Gio Set 10, 2015 2:36 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:34 pm

lucetta10 ha scritto:
Non ti pare un po' borghese come scala di valori? Freud non sarebbe molto d'accordo.
Con un figlio solo, che mi starà sul groppone almeno fino a 24 anni, non sono un proletario.
Con un nonno pastore non sono un nobile.
Ateo fino al midollo non sono un religioso.

Saranno cazzi miei se sono borghese ?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:38 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Non ti pare un po' borghese come scala di valori? Freud non sarebbe molto d'accordo.
Con un figlio solo, che mi starà sul groppone almeno fino a 24 anni, non sono un proletario.
Con un nonno pastore non sono un nobile.
Ateo fino al midollo non sono un religioso.

Saranno cazzi miei se sono borghese ?



Contento tu... tu che dici? dobbiamo per questo esserlo tutti e cuccarci la tua ricetta di felicità?
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:38 pm

lucetta10 ha scritto:

Il punto è stabilire se sia legittimo discutere le ragioni personali per le quali qualcuno vuole andare a vivere da un'altra parte, solo perché proviene da una parte disagiata del pianeta

In generale non lo è, ma in generale non si chiede di essere presi in carico.

Se uno mi chiede dei soldi la prima cosa che faccio è chiedergli per cosa li vuole, poi gli chiedo perchè non ne abbia di suoi e poi forse glieli presto o regalo, dipenda da quanti ne vuole e dalle risposte che mi ha dato ...... anche dal modo in cui mi ha risposto.
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:43 pm

Vorrei che mi spiegassi perchè dall'Africa molta gente, felice di vivere in ristrettezze, felice di non poter assicurare un futuro ai propri figli, felice di doversi sottomettere ai potenti locali, felice di essere bersaglio per cecchini e genocidi, si prenda la briga di salire su un barcone con un centinaio di sconosciuti.

Prova a pensarla così:

vivo in un posto dove sono bersaglio di cecchini ogni volta che metto fuori la testa.
Questa sera sono felice perchè ho messo fuori la testa e sono qui a raccontarlo.
Sono felice perchè penso che facendo come oggi arriverò al mare e mi imbarcherò con altri sconosciuti cercando di togliermi di qui.
Sono felice perchè vivo nelle ristrettezze ma fino qui ci sono arrivato e i miei figli sono vivi, sono felice perchè in un modo o nell'altro arriverò al mare e cercherò di raggiungere un posto dove i miei figli possano avere un futuro....

La felicità. avido, è condizione personale. Tu vedi realizzata la tua felicità nell'elenco che hai stilato pch vivi qui e la tua base di partenza è quella. Loro possono vedere realizzata la loro felicità in modo diverso. Probabilmente anche io nelle loro condizioni, sarei felice di aver portato a sera i miei figli e di avere la forza di cercare di raggiungere il mare. Anche loro, come te, possono essere felici di quello che hanno.
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:44 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Non ti pare un po' borghese come scala di valori? Freud non sarebbe molto d'accordo.
Con un figlio solo, che mi starà sul groppone almeno fino a 24 anni, non sono un proletario.
Con un nonno pastore non sono un nobile.
Ateo fino al midollo non sono un religioso.

Saranno cazzi miei se sono borghese ?



Contento tu... tu che dici? dobbiamo per questo esserlo tutti e cuccarci la tua ricetta di felicità?
No, dobbiamo tutti cuccarci la tua: "chi è felice è stupido"

lucetta10 ha scritto:
penso fermamente che la felicità sia il becero corollario della stupidità.
Se siamo più felici siamo dunque anche, e sensibilmente, più stupidi.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:50 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Non ti pare un po' borghese come scala di valori? Freud non sarebbe molto d'accordo.
Con un figlio solo, che mi starà sul groppone almeno fino a 24 anni, non sono un proletario.
Con un nonno pastore non sono un nobile.
Ateo fino al midollo non sono un religioso.

Saranno cazzi miei se sono borghese ?



Contento tu... tu che dici? dobbiamo per questo esserlo tutti e cuccarci la tua ricetta di felicità?
No, dobbiamo tutti cuccarci la tua: "chi è felice è stupido"

lucetta10 ha scritto:
penso fermamente che la felicità sia il becero corollario della stupidità.
Se siamo più felici siamo dunque anche, e sensibilmente, più stupidi.


E lo sottoscrivo e confermo.
Ti invito a postare anche la parte che precede magari, per completezza, e a paragonare "penso fermamente" con "Questi ultimi sono stupidi".
La differenza sta nel fatto che io non uso le mie categorie mentali per stabilire che dovrebbero essere appannaggio di tutti i diseredati dell'Africa. Tu hai introdotto il tema per argomentare che dovrebbero starsene a casa loro. Qui sta il nodo, non in quanta felicità ti dia o debba dare lo stipendio a fine mese.
Annoto poi che la "ricerca della felicità" è tema veramente illuminista, ma che gli illuministi lo intendevano, appunto, come ricerca, tensione finale, non certo accettazione della propria condizione
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:55 pm

lucetta10 ha scritto:
isula. ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Forse è sfuggito a te che nessuno ha citato aspetti "artistici" dell'Illuminismo.
Si sono fatti i nomi di Montesquieu, Voltaire, Verri, Beccaria, Rousseau: nessun artista . Se non sono questi i tuoi riferimenti sarebbe ora che li tirassi fuori, da bravo emulo dell'Illuminismo.
Per la storia a compartimenti stagni è evidente che la derisione messa in campo nasce proprio da chi ha considerato la storia a compartimenti stagni: qua gli illuministi col tocco, là i medievali col cilicio, 1000 anni di crociate, Leonardo "soli" 27 anni dopo il 1492... non proprio osservazioni brillanti. Se credi invece che siano degne di un insegnante della scuola pubblica, ti basterà leggerle in cdc e guardare le facce dei colleghi
Sul barcone per ora non ci sei tu, ma ti faccio notare che dalla parte della civiltà emergente non ci siamo decisamente noi!
Se non capisci quello che ti si scrive significa che hai un deficit cognitivo e parlare con te è inutile; sei tu che hai citato Leonardo e Petrarca, persone che hanno dedicato la propria vita all'arte proficuamente ed a tutto il resto inutilmente; sei tu che paragoni Voltaire e Beccaria, persone di peso nella storia dell'umanità, che l'hanno condizionata nel suo corso, a disegnatori e poeti ovvero ad intrattenitori (seppur di altissimo livello).

Se hai un deficit cognitivo il tuo insulto (rosso) lo perdono, non sia mai che me la prendo con chi non ce la può fare; se il deficit non ce l'hai allora sei un troll; spero che tu sia sazia perchè ti ho dato molto da mangiare.


Perchè avido? Non te ne eri accorto prima dei difettucci di lucetta?


Fammi capire. A parte l'insulsaggine in generale dell'intervento, stai forse dicendo che è un mio acclarato difetto quello di avere un deficit cognitivo? Sei a disagio a parlare con me perché sono troppo scema?
Credo proprio tu abbia perso una buona occasione per tacere e che mi debba delle scuse

Le stesse scuse che tu devi a me per esserti comportata in diverse occasioni in modo poco rispettoso nei miei confronti e delle mie idee dimostrando saccenza e anche poca tolleranza del pensiero altrui.
E chi deve tacere sei tu se non sei in grado di capire una cosa così semplice e se sei incapace di saper empatizzare con chi sta non solo di fronte ma anche dall'altra parte di un pc in forum.
Sto avendo l'occasione di farti provare sulla tua pelle quello che spesso, con la tua arroganza, cerchi di infliggere agli altri e sinceramente, sono consapevole di quello che ti sto dicendo e del rimprovero che ti sto facendo.
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:56 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Il punto è stabilire se sia legittimo discutere le ragioni personali per le quali qualcuno vuole andare a vivere da un'altra parte, solo perché proviene da una parte disagiata del pianeta

In generale non lo è, ma in generale non si chiede di essere presi in carico.

Se uno mi chiede dei soldi la prima cosa che faccio è chiedergli per cosa li vuole, poi gli chiedo perchè non ne abbia di suoi e poi forse glieli presto o regalo, dipenda da quanti ne vuole e dalle risposte che mi ha dato ...... anche dal modo in cui mi ha risposto.


un'altro aspetto insopportabile è pensare che gli immigrati non contribuiscano a ricambiare, e profumatamente, l' "ospitalità" (ammesso che debbano, ma questo è un altro conto).
Il rapporto sul PIL in Italia non conferma questo dato, nessuna società si è mai impoverita per la presenza di immigrati (vogliamo parlare degli USA). Si tratta solo di un argomento facile e privo di fondamento per fomentare la diffidenza.
In uno stato sociale, sono in molti a chiedere senza giustificare perché non hanno di loro: fasce deboli varie, ma autoctone, che magari non hanno mai pagato una lira di tasse ma che ricevono (e giustamente aggiungo) assistenza. Cosa cambia in questo caso? Perché non gli si chiede di rimanere "felici" della loro miseria?
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:57 pm

Ire ha scritto:
Vorrei che mi spiegassi perchè dall'Africa molta gente, felice di vivere in ristrettezze, felice di non poter assicurare un futuro ai propri figli, felice di doversi sottomettere ai potenti locali, felice di essere bersaglio per cecchini e genocidi, si prenda la briga di salire su un barcone con un centinaio di sconosciuti.

Prova a pensarla così:

vivo in un posto dove sono bersaglio di cecchini ogni volta che metto fuori la testa.
Questa sera sono felice perchè ho messo fuori la testa e sono qui a raccontarlo.
Sono felice perchè penso che facendo come oggi arriverò al mare e mi imbarcherò con altri sconosciuti cercando di togliermi di qui.
Sono felice perchè vivo nelle ristrettezze ma fino qui ci sono arrivato e i miei figli sono vivi, sono felice perchè in un modo o nell'altro arriverò al mare e cercherò di raggiungere un posto dove i miei figli possano avere un futuro....

La felicità. avido, è condizione personale.  Tu vedi realizzata la tua felicità nell'elenco che hai stilato pch vivi qui e la tua base di partenza è quella.  Loro possono vedere realizzata la loro felicità in modo diverso. Probabilmente anche io nelle loro condizioni, sarei felice di aver portato a sera i miei figli e di avere la forza di cercare di raggiungere il mare. Anche loro, come te, possono essere felici di quello che hanno.
Secondo il lucettapensiero queste persone, così felici, sono certamente stupide.

Comunque non concordo con quanto dici
https://it.wikipedia.org/wiki/Felicit%C3%A0
"La felicità è lo stato d'animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri"

Se uno desidera solo sopravvivere ad una sparatoria può essere felice di averla scampata; se uno desidera anche non morirci il giorno dopo, essere sopravvissuto oggi non può renderlo felice, rimarrà comunque angosciato.

Se quelle persone scappano dall'Africa, qualunque sia il motivo per cui lo fanno, è evidente che che sono infelici, è evidente che qualcosa non li soddisfa.

Tu confondi la felicità con il sollievo.

Stai per subire stupro di gruppo, poi tutti tranne uno dicono "ma oggi non ho voglia", e ti stupra solo l'ultimo, che ne ha voglia.

Tu non sei felice di essere stata stuprata da uno solo, sei parzialmente sollevata che non sei stata il giocattolo di tutti e che la tortura dura poco anzichè tanto.
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 2:59 pm

isula. ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
isula. ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Forse è sfuggito a te che nessuno ha citato aspetti "artistici" dell'Illuminismo.
Si sono fatti i nomi di Montesquieu, Voltaire, Verri, Beccaria, Rousseau: nessun artista . Se non sono questi i tuoi riferimenti sarebbe ora che li tirassi fuori, da bravo emulo dell'Illuminismo.
Per la storia a compartimenti stagni è evidente che la derisione messa in campo nasce proprio da chi ha considerato la storia a compartimenti stagni: qua gli illuministi col tocco, là i medievali col cilicio, 1000 anni di crociate, Leonardo "soli" 27 anni dopo il 1492... non proprio osservazioni brillanti. Se credi invece che siano degne di un insegnante della scuola pubblica, ti basterà leggerle in cdc e guardare le facce dei colleghi
Sul barcone per ora non ci sei tu, ma ti faccio notare che dalla parte della civiltà emergente non ci siamo decisamente noi!
Se non capisci quello che ti si scrive significa che hai un deficit cognitivo e parlare con te è inutile; sei tu che hai citato Leonardo e Petrarca, persone che hanno dedicato la propria vita all'arte proficuamente ed a tutto il resto inutilmente; sei tu che paragoni Voltaire e Beccaria, persone di peso nella storia dell'umanità, che l'hanno condizionata nel suo corso, a disegnatori e poeti ovvero ad intrattenitori (seppur di altissimo livello).

Se hai un deficit cognitivo il tuo insulto (rosso) lo perdono, non sia mai che me la prendo con chi non ce la può fare; se il deficit non ce l'hai allora sei un troll; spero che tu sia sazia perchè ti ho dato molto da mangiare.


Perchè avido? Non te ne eri accorto prima dei difettucci di lucetta?


Fammi capire. A parte l'insulsaggine in generale dell'intervento, stai forse dicendo che è un mio acclarato difetto quello di avere un deficit cognitivo? Sei a disagio a parlare con me perché sono troppo scema?
Credo proprio tu abbia perso una buona occasione per tacere e che mi debba delle scuse

Le stesse scuse che tu devi a me per esserti comportata in diverse occasioni in modo poco rispettoso nei miei confronti e delle mie idee dimostrando saccenza e anche poca tolleranza del pensiero altrui.
E chi deve tacere sei tu se non sei in grado di capire una cosa così semplice e se sei incapace di saper empatizzare con chi sta non solo di fronte ma anche dall'altra parte di un pc in forum.
Sto avendo l'occasione di farti provare sulla tua pelle quello che spesso, con la tua arroganza, cerchi di infliggere agli altri e sinceramente, sono consapevole di quello che ti sto dicendo e del rimprovero che ti sto facendo.



Sono a casa che piango ma mi consolo che anche tu abbia pianto a causa mia. Mi domando se tu abbia letto quello che si sta discutendo e in che termini.
Sembri un bambino che balbetta "hai cominciato tu"! Rimane l'insulsaggine, anche in questo intervento
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 3:03 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Vorrei che mi spiegassi perchè dall'Africa molta gente, felice di vivere in ristrettezze, felice di non poter assicurare un futuro ai propri figli, felice di doversi sottomettere ai potenti locali, felice di essere bersaglio per cecchini e genocidi, si prenda la briga di salire su un barcone con un centinaio di sconosciuti.

Prova a pensarla così:

vivo in un posto dove sono bersaglio di cecchini ogni volta che metto fuori la testa.
Questa sera sono felice perchè ho messo fuori la testa e sono qui a raccontarlo.
Sono felice perchè penso che facendo come oggi arriverò al mare e mi imbarcherò con altri sconosciuti cercando di togliermi di qui.
Sono felice perchè vivo nelle ristrettezze ma fino qui ci sono arrivato e i miei figli sono vivi, sono felice perchè in un modo o nell'altro arriverò al mare e cercherò di raggiungere un posto dove i miei figli possano avere un futuro....

La felicità. avido, è condizione personale.  Tu vedi realizzata la tua felicità nell'elenco che hai stilato pch vivi qui e la tua base di partenza è quella.  Loro possono vedere realizzata la loro felicità in modo diverso. Probabilmente anche io nelle loro condizioni, sarei felice di aver portato a sera i miei figli e di avere la forza di cercare di raggiungere il mare. Anche loro, come te, possono essere felici di quello che hanno.
Secondo il lucettapensiero queste persone, così felici, sono certamente stupide.

Comunque non concordo con quanto dici
https://it.wikipedia.org/wiki/Felicit%C3%A0
"La felicità è lo stato d'animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri"

Se uno desidera solo sopravvivere ad una sparatoria può essere felice di averla scampata; se uno desidera anche non morirci il giorno dopo, essere sopravvissuto oggi non può renderlo felice, rimarrà comunque angosciato.

Se quelle persone scappano dall'Africa, qualunque sia il motivo per cui lo fanno, è evidente che che sono infelici, è evidente che qualcosa non li soddisfa.

Tu confondi la felicità con il sollievo.

Stai per subire stupro di gruppo, poi tutti tranne uno dicono "ma oggi non ho voglia", e ti stupra solo l'ultimo, che ne ha voglia.

Tu non sei felice di essere stata stuprata da uno solo, sei parzialmente sollevata che non sei stata il giocattolo di tutti e che la tortura dura poco anzichè tanto.


Suvvia... Non proporrai, mi auguro, di risolvere la discussione intorno a un tema così complesso con la citazione di un lemma?
Si discute di un nodo filosofico antichissimo: Seneca, Schopenhauer, Leopardi...
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 3:07 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Il punto è stabilire se sia legittimo discutere le ragioni personali per le quali qualcuno vuole andare a vivere da un'altra parte, solo perché proviene da una parte disagiata del pianeta

In generale non lo è, ma in generale non si chiede di essere presi in carico.

Se uno mi chiede dei soldi la prima cosa che faccio è chiedergli per cosa li vuole, poi gli chiedo perchè non ne abbia di suoi e poi forse glieli presto o regalo, dipenda da quanti ne vuole e dalle risposte che mi ha dato ...... anche dal modo in cui mi ha risposto.


un'altro aspetto insopportabile è pensare che gli immigrati non contribuiscano a ricambiare, e profumatamente, l' "ospitalità" (ammesso che debbano, ma questo è un altro conto).
Il rapporto sul PIL in Italia non conferma questo dato, nessuna società si è mai impoverita per la presenza di immigrati (vogliamo parlare degli USA). Si tratta solo di un argomento facile e privo di fondamento per fomentare la diffidenza.
In uno stato sociale, sono in molti a chiedere senza giustificare perché non hanno di loro: fasce deboli varie, ma autoctone, che magari non hanno mai pagato una lira di tasse ma che ricevono (e giustamente aggiungo) assistenza. Cosa cambia in questo caso? Perché non gli si chiede di rimanere "felici" della loro miseria?
Gli immigrati (clandestini o meno, rifugiati o meno) sono una risorsa se rimangono entro limiti opportuni; è notizia dell'altro ieri che la Merkel ha detto "possiamo ospitare 500000 persone all'anno per molti anni".
Questo significa che possono ospitarne molti (moltissimi) ma anche che non possono ospitarli tutti.

I disgraziati di tutto il mondo sono centinaia di milioni.

Lungi da me l'idea di non aiutare nessuno di coloro che hanno bisogno; mi limito a dire che:
1) non posso aiutare tutti
2) se vedo uno col muso lungo ed uno col sorriso stampato e posso aiutare uno solo, aiuto quello col muso lungo; l'altro è già felice così.
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 3:12 pm

lucetta10 ha scritto:
Suvvia... Non proporrai, mi auguro, di risolvere la discussione intorno a un tema così complesso con la citazione di un lemma?
Si discute di un nodo filosofico antichissimo: Seneca, Schopenhauer, Leopardi...
Spesso si affrontano voli pindarici sui massimi sistemi perchè non si padroneggiano quelli minimi.
Dissertare sulla felicità si può, ma solo conoscendone il significato base.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 3:14 pm

Eh, avido, mi sono stufata di questo discorso! troppo wickipediano per me ; - )

magari hai ragione tu, magari ho ragione io. Tanto non cambia niente.


Citazione :
Secondo il lucettapensiero queste persone, così felici, sono certamente stupide

In fin dei conti lo ripeto. Sono felice della mia vita cosa me ne importa se sono stupida? : - )
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 3:17 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Il punto è stabilire se sia legittimo discutere le ragioni personali per le quali qualcuno vuole andare a vivere da un'altra parte, solo perché proviene da una parte disagiata del pianeta

In generale non lo è, ma in generale non si chiede di essere presi in carico.

Se uno mi chiede dei soldi la prima cosa che faccio è chiedergli per cosa li vuole, poi gli chiedo perchè non ne abbia di suoi e poi forse glieli presto o regalo, dipenda da quanti ne vuole e dalle risposte che mi ha dato ...... anche dal modo in cui mi ha risposto.


un'altro aspetto insopportabile è pensare che gli immigrati non contribuiscano a ricambiare, e profumatamente, l' "ospitalità" (ammesso che debbano, ma questo è un altro conto).
Il rapporto sul PIL in Italia non conferma questo dato, nessuna società si è mai impoverita per la presenza di immigrati (vogliamo parlare degli USA). Si tratta solo di un argomento facile e privo di fondamento per fomentare la diffidenza.
In uno stato sociale, sono in molti a chiedere senza giustificare perché non hanno di loro: fasce deboli varie, ma autoctone, che magari non hanno mai pagato una lira di tasse ma che ricevono (e giustamente aggiungo) assistenza. Cosa cambia in questo caso? Perché non gli si chiede di rimanere "felici" della loro miseria?
Gli immigrati (clandestini o meno, rifugiati o meno) sono una risorsa se rimangono entro limiti opportuni; è notizia dell'altro ieri che la Merkel ha detto "possiamo ospitare 500000 persone all'anno per molti anni".
Questo significa che possono ospitarne molti (moltissimi) ma anche che non possono ospitarli tutti.

I disgraziati di tutto il mondo sono centinaia di milioni.

Lungi da me l'idea di non aiutare nessuno di coloro che hanno bisogno; mi limito a dire che:
1) non posso aiutare tutti
2) se vedo uno col muso lungo ed uno col sorriso stampato e posso aiutare uno solo, aiuto quello col muso lungo; l'altro è già felice così.


risus adbundat in ore stultorum.

Dunque secondo questa interpretazione chi viene dovrebbe cercare di sembrare più dimesso possibile per soddisfare l'onnipotenza di chi "dà" e lo faccia sentire soddisfatto che in nessun caso sta dando a chi può dimostrare pari dignità.
Il nodo è proprio questo: l'accoglienza mette le persone su una scala gerarchica e siamo disposti ad aiutare qualcuno solo per soddisfare la nostra voglia di "bontà", che mai verrebbe soddisfatta se aiutassimo qualcuno che potrebbe gareggiare con noi in dignità. E' la ragione della rabbia verso le famose "cuffiette" (e il motivo per cui questa baggianata viene diffusa da chi ci tiene a fomentare certe situazioni): non sia aiuta qualcuno con il cellulare come il mio!
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 3:32 pm

Ire ha scritto:
Eh, avido, mi sono stufata di questo discorso!   troppo wickipediano  per me  ; - )

magari hai ragione tu, magari ho ragione io. Tanto non cambia niente.


Citazione :
Secondo il lucettapensiero queste persone, così felici, sono certamente stupide

In fin dei conti lo ripeto. Sono felice della mia vita cosa me ne importa se sono stupida?  : - )
Non so se sei felice ma so che non sei stupida
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 3:38 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Il punto è stabilire se sia legittimo discutere le ragioni personali per le quali qualcuno vuole andare a vivere da un'altra parte, solo perché proviene da una parte disagiata del pianeta

In generale non lo è, ma in generale non si chiede di essere presi in carico.

Se uno mi chiede dei soldi la prima cosa che faccio è chiedergli per cosa li vuole, poi gli chiedo perchè non ne abbia di suoi e poi forse glieli presto o regalo, dipenda da quanti ne vuole e dalle risposte che mi ha dato ...... anche dal modo in cui mi ha risposto.


un'altro aspetto insopportabile è pensare che gli immigrati non contribuiscano a ricambiare, e profumatamente, l' "ospitalità" (ammesso che debbano, ma questo è un altro conto).
Il rapporto sul PIL in Italia non conferma questo dato, nessuna società si è mai impoverita per la presenza di immigrati (vogliamo parlare degli USA). Si tratta solo di un argomento facile e privo di fondamento per fomentare la diffidenza.
In uno stato sociale, sono in molti a chiedere senza giustificare perché non hanno di loro: fasce deboli varie, ma autoctone, che magari non hanno mai pagato una lira di tasse ma che ricevono (e giustamente aggiungo) assistenza. Cosa cambia in questo caso? Perché non gli si chiede di rimanere "felici" della loro miseria?
Gli immigrati (clandestini o meno, rifugiati o meno) sono una risorsa se rimangono entro limiti opportuni; è notizia dell'altro ieri che la Merkel ha detto "possiamo ospitare 500000 persone all'anno per molti anni".
Questo significa che possono ospitarne molti (moltissimi) ma anche che non possono ospitarli tutti.

I disgraziati di tutto il mondo sono centinaia di milioni.

Lungi da me l'idea di non aiutare nessuno di coloro che hanno bisogno; mi limito a dire che:
1) non posso aiutare tutti
2) se vedo uno col muso lungo ed uno col sorriso stampato e posso aiutare uno solo, aiuto quello col muso lungo; l'altro è già felice così.


risus adbundat in ore stultorum.

Dunque secondo questa interpretazione chi viene dovrebbe cercare di sembrare più dimesso possibile per soddisfare l'onnipotenza di chi "dà" e lo faccia sentire soddisfatto che in nessun caso sta dando a chi può dimostrare pari dignità.
Il nodo è proprio questo: l'accoglienza mette le persone su una scala gerarchica e siamo disposti ad aiutare qualcuno solo per soddisfare la nostra voglia di "bontà", che mai verrebbe soddisfatta se aiutassimo qualcuno che potrebbe gareggiare con noi in dignità. E' la ragione della rabbia verso le famose "cuffiette" (e il motivo per cui questa baggianata viene diffusa da chi ci tiene a fomentare certe situazioni): non sia aiuta qualcuno con il cellulare come il mio!  
Proviamo con i colori; concentrati sulle zone blu; non le ho evidenziate in rosso perchè alcune teorie fuffodidattiche sostengono che il rosso sia di ostacolo all'apprendimento.

Le zone blu non sono inutili orpelli al mio discorso, ma preamboli che ne definiscono i casi di applicabilità; implicitamente comunicano che quanto sta per essere detto non ha validità generale; sostengono che assegnargli validità generale è errato e causerebbe (in questo caso) mostruosità che non si intendono causare.
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 4:32 pm

Avido, però sei d'accordo sul fatto che anche la tua ipotesi (ovvero, limitare la concentrazione di sforzi su meno obiettivi, e aiutare chi sembra stare veramente peggio), verrebbe sistematicamente massacrata da chi invece sostiene che "bisogna aiutare prima i nostri", che è un altro dei luoghi comuni più diffusamente propagandati?

Perché mi sembra abbastanza ovvio che "i nostri", qualunque cosa significhi, anche quelli ridotti in stato di povertà e di emarginazione grave, stiano mediamente meglio, rispetto a chi arriva sul barcone da un paese del terzo mondo. Se non altro perché hanno accesso agli ospedali, ai vaccini, agli antibiotici, all'assistenza sociale, alle pensioni (per quanto ridotte al minimo) e a diritti civili che in altre parti del mondo si sognano.

Per cui, se tu dici "io scelgo di aiutare quello che sta peggio", allora stai sicuro che salta su qualcuno che ti aggredisce strillando che devi vergognarti.

Perché invece di preoccuparti del profugo somalo invalido che bivacca nel parco tra gli scatoloni di cartone, devi preoccuparti PRIMA della vecchietta italiana con la pensione minima, o di suo nipote che non trova lavoro.

Eppure, tecnicamente, il profugo somalo sta sicuramente peggio, visto che la nonna la pensione statale ce l'ha, e il nipote, oltre ad avere un comodo letto in una casa normale, ha di sicuro anche lo smartphone...
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MessaggioOggetto: Re: Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?   Gio Set 10, 2015 4:57 pm

lucetta10 ha scritto:


Sono a casa che piango ma mi consolo che anche tu abbia pianto a causa mia. Mi domando se tu abbia letto quello che si sta discutendo e in che termini.
Sembri un bambino che balbetta "hai cominciato tu"! Rimane l'insulsaggine, anche in questo intervento

Una persona normale non si esprimerebbe come te.
Per cui mi associo ad Avido nel ripetere la sua frase:
Se hai un deficit cognitivo il tuo insulto lo perdono, non sia mai che me la prendo con chi non ce la può fare; se il deficit non ce l'hai allora sei un troll; spero che tu sia sazia perchè ti ho dato molto da mangiare.
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Immigrazione, accoglienza, respingimenti. Come ti approcci a queste problematiche ? Come ne parleresti in classe ?
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