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 Due ragazze.

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 3:26 pm

Promemoria primo messaggio :

Ci sono due ragazze.
La prima si chiama Samantha, ha 14 anni, e ottiene risultati disastrosi a scuola; viene riconosciuta DSA e tutto il cdc si prodiga per aiutarla; dopo significativi e reiterati aiuti Samantha raggiunge la maturità al liceo sociale in 6 anni (con una bocciatura).
Samantha ha quindi il titolo di diploma ma non ha le competenze, o almeno le ha solo in parte.

La seconda ragazza si chiama Carla, ha 14 anni e ottiene risultati disastrosi a scuola; il consiglio di classe prende molto a cuore il suo caso e la riorienta su un centro di formazione professionale regionale triennale (1 +2) dove ottiene la qualifica di estetista.
Appena uscita dal corso trova lavoro come estetista e inizia una vita lavorativa appagante.

Quale delle due ha ottenuto il successo formativo?
P.s. I due nomi sono casuali, ma per entrambe le situazioni sono prese dalla mia esperienza di docente.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 8:19 pm

No, nemmeno questa volta.

Ho detto chiaramente che l'estetista lo può fare chi vuole, ma non possiamo indirizzare NOI i nostri studenti a farlo, come per ogni professione, ho anche specificato. O siamo un centro per l'impiego?

Non è questione di decidere chi debba fare l'estetista, ma quando debba andare a farlo e chi e in base a cosa abbia le competenze per stabilire che sarebbe per lei un risultato soddisfacente viste le sue "capacità manuali".

Se un cdc composto da insegnanti di materie varie (eccetto che estetica visto che la reindirizzato, giusto?) orienta una Carla verso un corso triennale perché non riesce bene a scuola, quale considerazione lo muove? Ha a cuore la valorizzazione delle sue abilità manuali? Quale competenza ha per dirlo?
O piuttosto finge di esprimere un giudizio qualificato ma si basa in realtà su un pregiudizio tanto diffuso da valere ormai come norma per selezionare il percorso di studi (non si sceglie la scuola superiore in base ai propri orientamenti personali ma in base ai propri risultati scolastici, lungo una scala che va dal professionale al liceo)? In assenza evidente di competenze a valutare la capacità di fare l'estetista della nostra, non vedo quale altro motivo possa spingere i colleghi se non la considerazione del fatto che veramente a fare le estetiste ci debbano andare le somare quattordicenni/sedicenni o che, nel migliore dei casi, anche le somare riescono a imparare a fare le estetiste. Oppure non siamo partiti da Carla che "ottiene risultati pessimi a scuola"?
Ragioniamo sulle premesse che ci siamo date o facciamo a gara a chi ama di più chi lavora con le mani?
E li ama di più quelli che pensano che li debba svolgere chi non va bene a scuola, formandosi il prima possibile, o chi li vorrebbe tutti laureati e canuti in cantiere?

Qui non si parla di intraprendere una professione a 22 23 anni, ma a 14/16, che fa una bella differenza. Se considerassimo lo studio come qualcosa che arricchisce la persona e non come uno sbocco professionale, forse non daremmo per scontato che sia ridicolo proporre che chi studia per 15 anni non possa rivolgersi ai lavori manuali.

Consideriamola dal punto di arrivo: gli insegnanti dei professionali sono lusingati del vedere reindirizzare verso di loro le varie Carla? Dal loro punto di vista la situazione speculare sarebbe quella di reindirizzare verso un percorso di studi meno professionalizzante i più bravi: o no?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 8:21 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Citazione :
Se i ragazzi con l'intelligenza nelle mani la avessero avuta anche in testa, nessun insegnante si sarebbe sognato di indirizzarlo verso la cucina: questo non è un implicito riconoscimento che, dovendo scegliere, si sta meglio con il culo al caldo? ditemi sinceramente che sbaglio

Ah, perché adesso si arriva a dire che la cucina è un'attività da persone mentalmente ritardate, o comunque "poco intelligenti"?

A questo punto, sarebbe interessante capire per quale motivo si pensa che sia un'attività da stupidi, sì, ma solo se viene svolta professionalmente, a pagamento, e per estranei.

Quando invece i forum e i blog generalisti, e anche la vita reale, sono strapieni di pimpantissime mamme di famiglia, nonché di giovani sfiziosi alternativi...  che si compiacciono di ostentare la loro abilità in cucina e di partecipare a fittissimi scambi di ricette e di foto lussureggianti di tavole imbandite con tutto l'universo mondo, ma quello va bene purché lo si faccia in privato, a livello amatoriale e per i propri amici e parenti.

E soprattutto, sarebbe interessantissimo capire per quale motivo un'orda enorme di gente, compresi laureati, professionisti, e perfino insegnanti, va in delirio davanti a trasmissioni televisive a tema di cucina e di tornei prestigiosi per chef...

L.


se lo estrapoli così sembrerebbe proprio.
Ho molti difetti, ma non quello della semplificazione, anzi, direi che sono anche troppo barocca
Le trasmissioni sulla cucina non le guardo, non guardo nemmeno la tv veramente. Stasera ho cenato a pane e prosciutto... quindi non saprei rispondere
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 8:22 pm

Felipeto ha scritto:
Ennesima riprova che molti insegnanti sono totalmente scollati dal mondo del lavoro.. Tanto è vero che le professioni richiedono sempre più preparazione e specializzazione


... e che molti altri se ne dovrebbero trovare un altro
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 8:24 pm

ushikawa ha scritto:
Tanto per citare un luogo comune vero:

sia a parità di età che in assoluto l'idraulico guadagna quasi sempre di più dell'ingegnere o architetto che lo ingaggiano... ed è più felice: ha soldi, ha tempo libero, i clienti di solito lo pagano rapidamente, ha una sana attività sessuale, può mettere su famiglia se gli va, oppure darsi alla pazza gioia, fare il nero o pagare tutte le tasse; se vuole può anche leggere libri, andare alle mostre e farsi una cultura...

Non vi piace l'idraulico perché ha troppo a che fare con i nostri prodotti meno nobili? Potete sempre fare gli elettricisti, col vantaggio di poter anche fumare mentre lavorate...

Ho un amico che fa il parrucchiere, pur essendo estremamente intelligente e anche coltissimo dal punto di vista cinematografico e musicale. Sprecato? Se a lui va bene così, cosa potrei eccepire io?

Il disprezzo per il lavoro manuale è una delle tante cause del declino del nostro paese.


Il tuo amico ha 14 anni? Si chiama Carla?
Pare adesso che stia suggerendo di non lavorare più!

Sugli idraulici grandi amatori saprai cosa dici... la prendo per buona
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 8:27 pm

Infine,cara lucetta, ti faccio presente che a molte ragazze non frega nulla ne dello studio,ne di Kant,ne dell arricchimento culturale..nulla di nulla eccetto le foto su face,i commenti quanto sei bella,il fidanzato, le foto in discoteca con il bicchiere in mano e,perché no ,un selfie sui binari....per sta gente qualsiasi lavoretto va bene non hanno ambizioni...dopodiché a scuola queste cose non di possono dire,e all'ora,TAC,la diagnosi a pagamento dsa. Molte altre invece hanno ambizioni ma non bastano per riuscire nello studio a volte...scrupoli inutili i tuoi...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 8:32 pm

Felipeto ha scritto:
Infine,cara lucetta, ti faccio presente che a molte ragazze non frega nulla ne dello studio,ne di Kant,ne dell arricchimento culturale..nulla di nulla eccetto le foto su face,i commenti quanto sei bella,il fidanzato, le foto in discoteca con il bicchiere in mano e,perché no ,un selfie sui binari....per sta gente qualsiasi lavoretto va bene non hanno ambizioni...dopodiché a scuola queste cose non di possono dire,e all'ora,TAC,la diagnosi a pagamento dsa. Molte altre invece hanno ambizioni ma non bastano per riuscire nello studio a volte...scrupoli inutili i tuoi...



Ma no?
E io che ci credevo che volessero erudirsi tutte su Kant! Che ingenua!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 8:36 pm

lucetta10 ha scritto:

Le trasmissioni sulla cucina non le guardo, non guardo nemmeno la tv veramente. Stasera ho cenato a pane e prosciutto... quindi non saprei rispondere

Io non ho proprio la televisione in casa, nel senso che da quando si è casualmente scassato l'ultimo televisore, e si parla di sei anni fa, non ne ho mai preso uno nuovo... ed evidentemente anche prima si guardava la televisione così poco da non accorgersi della differenza. Per cui, se mi hai catalogato come una fanatica telespettatrice di programmi di cucina, hai sbagliato di brutto.

Comunque, ripeto la domanda: cosa ci sarebbe di disonorevole nel fare l'estetista, visto che la stragrande maggioranza di noi, chi più chi meno, ogni tanto RICORRE a tali professioniste? Vuoi vedere che le botteghe di estetista o di parrucchiere, dal punto di vista della considerazione sociale, devono diventare come i bordelli di una volta, in cui la gente ci andava, ma disprezzava chi ci lavorava?
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 8:36 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
ushikawa ha scritto:
dipende molto dalle aspirazioni sociali delle ragazze e soprattutto delle loro famiglie: chi siamo noi per tarpare le ali a chi vuole una maturità al liceo?

Cioè, chiunque aspira a una maturità al liceo (o a qualsiasi altro genere di titolo assortito) ha il diritto automatico di ottenerla, e noi siamo obbligati ad accontentarlo?
No, avrebbe il diritto di perseguirla.


Esattamente.
Continuo però a chiedere: quali qualità professionali abbiamo noi per indirizzare qualcuno a una formazione da estetista? Abbiamo valutato le sue capacità pratiche oppure diamo per scontato che tutti (tutti gli studenti di sesso femminile naturalmente!) quelli chi non riescono nello studio possano fare l'estetista?  
Tieni conto che da un po' di tempo a questa parte l'orientamento in uscita e quindi anche il riorientamento per chi non uscirà mai, rientra tra i nostri doveri.

Se io in cuor mio penso (e sono libero di farlo) che per uno studente l'unico sbocco serio è un lavoro dove non serva studiare, dovrò mica mentire ?

Mi limiterò a mettere davanti alla frase un "io penso che...." ed in coda un "..... poi voi fate come vi sentite".

Noi non indirizziamo nessuno, noi suggeriamo secondo scienza e coscienza.
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 8:39 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Le trasmissioni sulla cucina non le guardo, non guardo nemmeno la tv veramente. Stasera ho cenato a pane e prosciutto... quindi non saprei rispondere

Io non ho proprio la televisione in casa, nel senso che da quando si è casualmente scassato l'ultimo televisore, e si parla di sei anni fa, non ne ho mai preso uno nuovo... ed evidentemente anche prima si guardava la televisione così poco da non accorgersi della differenza. Per cui, se mi hai catalogato come una fanatica telespettatrice di programmi di cucina, hai sbagliato di brutto.

Comunque, ripeto la domanda: cosa ci sarebbe di disonorevole nel fare l'estetista, visto che la stragrande maggioranza di noi, chi più chi meno, ogni tanto RICORRE a tali professioniste? Vuoi vedere che le botteghe di estetista o di parrucchiere, dal punto di vista della considerazione sociale, devono diventare come i bordelli di una volta, in cui la gente ci andava, ma disprezzava chi ci lavorava?



La domanda parte dalla premessa che IO ritenga disonorevole questa professione della quale, ti dico sinceramente, non mi interessa niente.
La mia posizione è invece quella di chiedere perché mai si debba reindirizzare verso un corso da estetista chi va male a scuola: si tratta forse di una professione disonorevole o adatta a chi non va bene a scuola? Chi non va bene a scuola in genere eccelle nell'estetica?

Per la televisione, bene. Ho solo risposto a quello che hai scritto dichiarandomi incompetente in materia
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 8:45 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
ushikawa ha scritto:
dipende molto dalle aspirazioni sociali delle ragazze e soprattutto delle loro famiglie: chi siamo noi per tarpare le ali a chi vuole una maturità al liceo?

Cioè, chiunque aspira a una maturità al liceo (o a qualsiasi altro genere di titolo assortito) ha il diritto automatico di ottenerla, e noi siamo obbligati ad accontentarlo?
No, avrebbe il diritto di perseguirla.


Esattamente.
Continuo però a chiedere: quali qualità professionali abbiamo noi per indirizzare qualcuno a una formazione da estetista? Abbiamo valutato le sue capacità pratiche oppure diamo per scontato che tutti (tutti gli studenti di sesso femminile naturalmente!) quelli chi non riescono nello studio possano fare l'estetista?  
Tieni conto che da un po' di tempo a questa parte l'orientamento in uscita e quindi anche il riorientamento per chi non uscirà mai, rientra tra i nostri doveri.

Se io in cuor mio penso (e sono libero di farlo) che per uno studente l'unico sbocco serio è un lavoro dove non serva studiare, dovrò mica mentire ?

Mi limiterò a mettere davanti alla frase un "io penso che...." ed in coda un "..... poi voi fate come vi sentite".

Noi non indirizziamo nessuno, noi suggeriamo secondo scienza e coscienza.


ecco, su questa posizione concordo, ma spero concorderai tu nel dire che non lo si possa considerare un "successo formativo". O no?
Perché qui sembra che orientare un ragazzo che siamo chiamati a valutare nella sua capacità di studiare verso uno sbocco in cui non serva studiare sia una menzione di merito!


Ultima modifica di lucetta10 il Mar Set 15, 2015 8:46 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 8:45 pm

ushikawa ha scritto:
Tanto per citare un luogo comune vero:

sia a parità di età che in assoluto l'idraulico guadagna quasi sempre di più dell'ingegnere o architetto che lo ingaggiano... ed è più felice: ha soldi, ha tempo libero, i clienti di solito lo pagano rapidamente, ha una sana attività sessuale, può mettere su famiglia se gli va, oppure darsi alla pazza gioia, fare il nero o pagare tutte le tasse; se vuole può anche leggere libri, andare alle mostre e farsi una cultura...

Non vi piace l'idraulico perché ha troppo a che fare con i nostri prodotti meno nobili? Potete sempre fare gli elettricisti, col vantaggio di poter anche fumare mentre lavorate....
Si, è vero, confermo tutto; ristrutturando casa mia e di mia madre ho rifatto gli impianti elettrici, idraulici, del metano ed ho pure montato 3 condizionatori; ho risparmiato una barca di soldi, ho molto più tempo libero di quando lavoravo alla ThyssenKrupp, che dedico allo sport, alla lettura, al cinema .... ed anche a mia moglie.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 8:52 pm

lucetta10 ha scritto:
Mi si è detto che il lavoro artigianale ha una enorme dignità: concordo. Allora perché chi fallisce a scuola dovrebbe rivolgersi alla formazione professionale? E' il successo scolastico a essere negativo o comunque a precludere il percorso professionalizzante?  

Il problema sta proprio nel fatto che si pensi che la formazione professionale dovrebbe essere consigliata solo come ultima spiaggia per disperati che falliscono a scuola.

Se si accettasse con meno patemi d'animo l'idea che la strada della formazione professionale possa anche essere una scelta serena e libera, per persone a cui quella strada PIACE, e non solo un ripiego umiliante per chi non è riuscito a fare nient'altro, forse la percezione sarebbe diversa.

Ma santa pazienza, qualcuno può spiegare dove starebbe scritto, che la formazione professionale debba essere AUTOMATICAMENTE destinata solo alle capre, e che quindi debba implicare un marchio indelebile che contrassegna la persona come capra per tutta la vita?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 9:04 pm

lucetta10 ha scritto:
Qui non si parla di intraprendere una professione a 22 23 anni, ma a 14/16, che fa una bella differenza.

Veramente non si sta parlando di "intraprendere una professione a 14/16 anni", ma di iniziare a 14/16 anni un corso di formazione professionale serio che dura tre anni, più qualche mese di tirocinio vario (e che rientra a tutti gli effetti nel concetto di "obbligo formativo"), e che quindi, nel "peggiore" dei casi, porterebbe semmai gli interessati a cominciare a intraprendere la professione a 18, o 19, o 20 anni.

Età che mi sembra perfettamente ragionevole per cominciare a lavorare, senza che ci sia bisogno di strillare all'abuso e allo sfruttamento del lavoro infantile... cosa che in effetti non penso solo io, ma che è considerata perfettamente ragionevole come età per cominciare a lavorare, per chiunque abbia preso un diploma tecnico o professionale standard, e che non abbia intenzione di fare l'università (oppure è disonorevole anche questo? tutti devono fare l'università?)

Boh...
L.
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 9:07 pm

lucetta10 ha scritto:
La mia posizione è invece quella di chiedere perché mai si debba reindirizzare verso un corso da estetista chi va male a scuola: si tratta forse di una professione disonorevole o adatta a chi non va bene a scuola? Chi non va bene a scuola in genere eccelle nell'estetica?
No, chi non va bene a scuola forse può riuscire in un corso dove non serve studiare, tutto qui.

Sta poi a lui/lei capire se deve indirizzarsi verso l'estetica, il cucito, la cucina o cos'altro; noi gli diciamo solo che esistono percorsi privi di matematica, storia, italiano, filosofia, inglese ecc ecc; percorsi senza libri.

Mi sembra normale che chi di libri vive (noi) guardi dall'alto in basso chi i libri non li tollera.

Noi abbiamo la possibilità, volendolo, di tentare quei percorsi ed abbiamo la stessa probabilità di riuscire a portarli a termine decorosamente (io infatti posso fare impianti idraulici); loro non hanno alcuna possibilità di laurearsi e di fare un lavoro più intellettuale.

Se noi possiamo fare entrambe le cose (che le facciamo o no non ha importanza) e loro solo una, allora noi siamo superiori (più versatili) a loro.

Quando vediamo un ragazzo bravo ci dispiace che getti la spugna e si accontenti di un percorso chiuso; mi pare normale.
Quando vediamo una capretta ci dispiace che non trovi sbocco e gliene proponiamo uno; mi pare normale.
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 9:07 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Mi si è detto che il lavoro artigianale ha una enorme dignità: concordo. Allora perché chi fallisce a scuola dovrebbe rivolgersi alla formazione professionale? E' il successo scolastico a essere negativo o comunque a precludere il percorso professionalizzante?  

Il problema sta proprio nel fatto che si pensi che la formazione professionale dovrebbe essere consigliata solo come ultima spiaggia per disperati che falliscono a scuola.

Se si accettasse con meno patemi d'animo l'idea che la strada della formazione professionale possa anche essere una scelta serena e libera, per persone a cui quella strada PIACE, e non solo un ripiego umiliante per chi non è riuscito a fare nient'altro, forse la percezione sarebbe diversa.

Ma santa pazienza, qualcuno può spiegare dove starebbe scritto, che la formazione professionale debba essere AUTOMATICAMENTE destinata solo alle capre, e che quindi debba implicare un marchio indelebile che contrassegna la persona come capra per tutta la vita?


E non è questo che sto dicendo? Carla era una brillante studentessa?
Un conto è il dover essere, un conto è la realtà dei fatti.
Così com'è, non solo per la percezione dell'utenza ma perché i cdc orientano a seconda del grado di bravura e non delle capacità reali, il sistema scolastico indirizza verso le scuole professionali l'utenza peggiore, e col tempo i nobili lavori manuali saranno fatti solo da chi non ha alcuna capacità di studio, e saranno sempre meno nobili e sempre più appannaggio delle capre.
Se consideriamo un successo formativo il fatto che una ragazzina capra diventi estetista, suggeriamo anche che per fare l'estetista si debba essere capre
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 9:08 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Qui non si parla di intraprendere una professione a 22 23 anni, ma a 14/16, che fa una bella differenza.

Veramente non si sta parlando di "intraprendere una professione a 14/16 anni", ma di iniziare a 14/16 anni un corso di formazione professionale serio che dura tre anni, più qualche mese di tirocinio vario (e che rientra a tutti gli effetti nel concetto di "obbligo formativo"), e che quindi, nel "peggiore" dei casi, porterebbe semmai gli interessati a cominciare a intraprendere la professione a 18, o 19, o 20 anni.

Età che mi sembra perfettamente ragionevole per cominciare a lavorare, senza che ci sia bisogno di strillare all'abuso e allo sfruttamento del lavoro infantile... cosa che in effetti non penso solo io, ma che è considerata perfettamente ragionevole come età per cominciare a lavorare, per chiunque abbia preso un diploma tecnico o professionale standard, e che non abbia intenzione di fare l'università (oppure è disonorevole anche questo? tutti devono fare l'università?)

Boh...
L.


Ma dai! Tirocinio! Lavoro non retribuito semmai
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 9:10 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
La mia posizione è invece quella di chiedere perché mai si debba reindirizzare verso un corso da estetista chi va male a scuola: si tratta forse di una professione disonorevole o adatta a chi non va bene a scuola? Chi non va bene a scuola in genere eccelle nell'estetica?
No, chi non va bene a scuola forse può riuscire in un corso dove non serve studiare, tutto qui.

Sta poi a lui/lei capire se deve indirizzarsi verso l'estetica, il cucito, la cucina o cos'altro; noi gli diciamo solo che esistono percorsi privi di matematica, storia, italiano, filosofia, inglese ecc ecc; percorsi senza libri.

Mi sembra normale che chi di libri vive (noi) guardi dall'alto in basso chi i libri non li tollera.

Noi abbiamo la possibilità, volendolo, di tentare quei percorsi ed abbiamo la stessa probabilità di riuscire a portarli a termine decorosamente (io infatti posso fare impianti idraulici); loro non hanno alcuna possibilità di laurearsi e di fare un lavoro più intellettuale.

Se noi possiamo fare entrambe le cose (che le facciamo o no non ha importanza) e loro solo una, allora noi siamo superiori (più versatili) a loro.

Quando vediamo un ragazzo bravo ci dispiace che getti la spugna e si accontenti di un percorso chiuso; mi pare normale.
Quando vediamo una capretta ci dispiace che non trovi sbocco e gliene proponiamo uno; mi pare normale.


Non dico che non sia normale, ma non facciamo finta che non sia così! Discuto il fatto che si possa parlare di successo formativo!
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 9:11 pm

lucetta10 ha scritto:
....spero concorderai tu nel dire che non lo si possa considerare un "successo formativo". O no?
Perché qui sembra che orientare un ragazzo che siamo chiamati a valutare nella sua capacità di studiare verso uno sbocco in cui non serva studiare sia una menzione di merito!
Certo che non è cosa di cui vantarsi, è una resa.

A volte però la vittoria è impossibile e rimangono solo due alternative:

1) lottare fino alla morte (dello studente)
2) arrendersi.

Di arrendersi non c'è da andare fieri, della morte (dello studente) c'è da vergognarsi.
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 9:17 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
....spero concorderai tu nel dire che non lo si possa considerare un "successo formativo". O no?
Perché qui sembra che orientare un ragazzo che siamo chiamati a valutare nella sua capacità di studiare verso uno sbocco in cui non serva studiare sia una menzione di merito!
Certo che non è cosa di cui vantarsi, è una resa.

A volte però la vittoria è impossibile e rimangono solo due alternative:

1) lottare fino alla morte (dello studente)
2) arrendersi.

Di arrendersi non c'è da andare fieri, della morte (dello studente) c'è da vergognarsi.


Guarda che siamo perfettamente d'accordo.
Non vedo proprio come il "caso Carla" possa considerarsi un successo formativo della scuola: le abbiamo insegnato noi a fare la ceretta? Avevamo elementi per dire che sarebbe stata brava a farla? L'abbiamo mandata banalmente dove non si studiava (con la ferma convinzione che le sue aspirazioni andassero ridimensionate, vogliamo dire reindirizzate? Va bene!): poteva prendere l'attestato ma anche essere allergica al profumo, ci è andata bene!
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 9:29 pm

Lucetta, ma per quale motivo consideri un "fallimento del successo formativo" il caso di una ragazza che prenda una qualifica di estetista e che poi riesca effettivamente con successo a fare l'estetista, trovando lavoro in regola quasi subito, e guadagnando bene con tale qualifica?

Per me, uno degli indicatori principali del cosiddetto "successo formativo" consiste proprio nel fatto di riuscire effettivamente a lavorare in un campo attinente a quello che si è studiato.

Per cui, la bocciata a ragioneria che poi fa il corso di estetista, e che finisce con il fare davvero l'estetista, essendo contenta di fare l'estetista, ha raggiunto un "successo formativo" molto più elevato...

...rispetto alla sua ex compagna di classe sempre promossa, diplomata in ragioneria con un voto modesto, poi laureata in scienza della comunicazione con una tesi più vaga possibile, che fa la magazziniera all'ikea o la commessa al pennymarket, passando il tempo a imprecare su quanto sia ingiusto che non riesca a trovare un lavoro adeguato ai suoi studi.

L.
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 9:42 pm

lucetta10 ha scritto:
La mia posizione è invece quella di chiedere perché mai si debba reindirizzare verso un corso da estetista chi va male a scuola: si tratta forse di una professione disonorevole o adatta a chi non va bene a scuola?

Guarda che fin qui sei stata TU a sostenere che lasciare il liceo per andare a fare una scuola per estetista sia una sconfitta o un fallimento formativo...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 9:49 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Lucetta, ma per quale motivo consideri un "fallimento del successo formativo" il caso di una ragazza che prenda una qualifica di estetista e che poi riesca effettivamente con successo a fare l'estetista, trovando lavoro in regola quasi subito, e guadagnando bene con tale qualifica?

Per me, uno degli indicatori principali del cosiddetto "successo formativo" consiste proprio nel fatto di riuscire effettivamente a lavorare in un campo attinente a quello che si è studiato.

Per cui, la bocciata a ragioneria che poi fa il corso di estetista, e che finisce con il fare davvero l'estetista, essendo contenta di fare l'estetista, ha raggiunto un "successo formativo" molto più elevato...

...rispetto alla sua ex compagna di classe sempre promossa, diplomata in ragioneria con un voto modesto, poi laureata in scienza della comunicazione con una tesi più vaga possibile, che fa la magazziniera all'ikea o la commessa al pennymarket, passando il tempo a imprecare su quanto sia ingiusto che non riesca a trovare un lavoro adeguato ai suoi studi.

L.


Perché ho chiara la differenza tra la formazione professionale di un corso regionale e la scuola.
Se Carla è diventata estetista il successo formativo è del corso regionale che ha insegnamenti coerenti con quello che fa, non della scuola che non porta a casa nessun risultato. Come dice Avido: è una resa.
Per quanto riguarda Carla, non è dato sapere quale sia il suo grado di soddisfazione, ma non diamo per scontato che l'aver dovuto constatare la sua incapacità nello studio e essersi dovuta orientare nuovamente verso un percorso professionale che l'ha portata a lavorare prima di quanto avesse programmato dall'inizio, rappresenti per lei un successo formativo e una "vita lavorativa appagante"
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 9:51 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
La mia posizione è invece quella di chiedere perché mai si debba reindirizzare verso un corso da estetista chi va male a scuola: si tratta forse di una professione disonorevole o adatta a chi non va bene a scuola?

Guarda che fin qui sei stata TU a sostenere che lasciare il liceo per andare a fare una scuola per estetista sia una sconfitta o un fallimento formativo...



No, non è quello che ho sostenuto. Basta rileggere. Ho sostenuto e sostengo che chi l'ha riorientata per le sue scarse capacità scolastiche lo faceva con ogni evidenza per indirizzarla verso un percorso che riteneva meno impegnativo, più adatto a chi non riesce a scuola. Ho parlato anche di pregiudizio!
Sarebbe un sconfitta anche il contrario: vorrei fare l'estetista, ma riesco solo al liceo!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 10:39 pm

lucetta10 ha scritto:
Perché ho chiara la differenza tra la formazione professionale di un corso regionale e la scuola.
Se Carla è diventata estetista il successo formativo è del corso regionale che ha insegnamenti coerenti con quello che fa, non della scuola che non porta a casa nessun risultato. Come dice Avido: è una resa.

Quindi per te il concetto di "successo formativo" non consiste nella realizzazione effettiva delle aspirazioni del giovane che deve imparare... ma consiste nella soddisfazione della scuola che segna punteggio nel riuscire a convincere il giovane a rimanere il più possibile dentro a quella stessa scuola, e a concludere il percorso proprio lì dentro invece che altrove?

Per cui, se qualche ragazzo si rivela più adatto a un percorso di formazione professionale, e più soddisfatto da quello, e in seguito più professionalmente realizzato da quello... allora questa situazione, per principio, rappresenta un fallimento della scuola e NON una manifestazione di libera volontà dell'individuo e un suo successo formativo personale?

A me sembra che tu veda la formazione professionale come ANTAGONISTA della scuola, in uno scenario in cui ognuna delle due debba fare punteggio dimostrando di aver strappato più seguaci possibile all'altra, manco fossero due tifoserie o due sette religiose.

Ma sul serio pensi che se una persona molla il liceo per andare a imparare a fare l'estetista (ed è CONTENTA di fare quello, e le piace di più, e magari ha anche più prospettive concrete), sia da considerare una sconfitta della scuola? Non può essere una manifestazione della normale variabilità individuale della specie umana?

Boh...

L.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 11:55 pm

La licealizzazione di tutta l'istruzione ha rovinato la scuola rendendola una bella cosa inutile, ossia avulsa dalla società.
Ma oggi la scuola non la si può che definire inutile perchè ha perso pure l'appellativo di bella.

Preferisco una scuola utile che formi l'uomo (da un punto di vista umano e culturale) e il cittadino (lavoratore e anche ligio alla legge). Per cui istruzione professionale non è antagonista a quella liceale o tecnica, bensì solo un altro percorso di pari dignità ed importanza.
Chi dice il contrario ha rovinato interere generazioni di cittadini che sono diventati degli inutili disoccupati con diploma e laurea, ma completamente inetti a qualsiasi lavoro che non sia quello garantito del posto per raccomandazione (e non per meriti personali) al Comune, alla Regione e al Parlamento italiano.

Per quanto mi riguarda non ho mai consigliato le scuole professionali o tecniche ai meno bravi e assolutamente i licei agli studenti con ottime capacità.
Per me un ragionamento del genere, come docente che deve orientare lo studente, rasenta l'irresponsabilità.
Piuttosto cerco sempre di "tirar fuori" i desiderata degli studenti.
Piuttosto che un bravo indirizzato controvoglia al liceo preferisco che uno (o una) vada al professionale o al tecnico per fare quello verso cui è portato ed ha passione. Per inteso: anni fa ho consigliato a un mio alunno bravissimo di seguire la sua passione: l'agricoltura.
Quest'anno scolastico passato si è diplomato con 100 centesimi e ultimamente si sta iscrivendo all'università in Scienze agrarie.
Di già si è guardato attorno e con finanziamenti pubblici da questa estate sta avviando una sua attività imprenditoriale di tipo agricolo su un terreno comprato dal padre.

Se altri bravi o meno bravi desiderano studiare e prepararsi per poter intraprendere il lavoro di estetista, di parrucchiere, di falegname, di meccanico e altro ancora di pratico, chi siamo noi per impedirlo?
E perchè trincerarsi dietro i giudizi di valore che chi è idraulico è fallito come studi mentre il disoccupato laureato in Giurisprudenza o Lettere è riuscito nella vita?

A proposito! Che dire di un laureato in Ingegneria di anni quaranta che non capisce un tubo di pc e di navigazione in internet ed è costretto a farsi aiutare a cercare notizie sul web su come poter fare richiesta per lavorare come postino trimestrale?
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Due ragazze.
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