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 Due ragazze.

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Due ragazze.   Mar Set 15, 2015 5:26 pm

Promemoria primo messaggio :

Ci sono due ragazze.
La prima si chiama Samantha, ha 14 anni, e ottiene risultati disastrosi a scuola; viene riconosciuta DSA e tutto il cdc si prodiga per aiutarla; dopo significativi e reiterati aiuti Samantha raggiunge la maturità al liceo sociale in 6 anni (con una bocciatura).
Samantha ha quindi il titolo di diploma ma non ha le competenze, o almeno le ha solo in parte.

La seconda ragazza si chiama Carla, ha 14 anni e ottiene risultati disastrosi a scuola; il consiglio di classe prende molto a cuore il suo caso e la riorienta su un centro di formazione professionale regionale triennale (1 +2) dove ottiene la qualifica di estetista.
Appena uscita dal corso trova lavoro come estetista e inizia una vita lavorativa appagante.

Quale delle due ha ottenuto il successo formativo?
P.s. I due nomi sono casuali, ma per entrambe le situazioni sono prese dalla mia esperienza di docente.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mer Set 16, 2015 8:58 am

Citazione :
Eeeeehhhhhhh?????????

Il mondo del lavoro starebbe "studiando" per per fornire sempre più strumenti compensativi e dispensativi a chi ne ha bisogno?

Non ho detto che studia per fornirli a chi ne ha bisogno.
studia per fornirli a tutti.

Trovami per favore un posto dove si usi ancora la penna per scrivere una relazione, dove si facciano i conti a mano, dove il magazzino sia gestito sui libroni di carico e scarico, dove le misure altimetriche siano fatte con la trigonometria su chilometrici brogliacci, dove per spostare un bidone della spazzatura ci siano due operatori ecologici attaccati al camion che scendono in strada e a braccia sollevano e rovesciano, dove si sposti a manoni un oggetto sulla catena di montaggio............. dove si usi ancora la posta cartacea dove.... sono tutti strumenti compensativi e dispensativi forniti a tutti. Qualche posto in qualche landa desolata c'è ancora, ma la strada direi che è proprio tracciata.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mer Set 16, 2015 9:04 am

avidodinformazioni ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Tanto per citare un luogo comune vero:

sia a parità di età che in assoluto l'idraulico guadagna quasi sempre di più dell'ingegnere o architetto che lo ingaggiano... ed è più felice: ha soldi, ha tempo libero, i clienti di solito lo pagano rapidamente, ha una sana attività sessuale, può mettere su famiglia se gli va, oppure darsi alla pazza gioia, fare il nero o pagare tutte le tasse; se vuole può anche leggere libri, andare alle mostre e farsi una cultura...

Non vi piace l'idraulico perché ha troppo a che fare con i nostri prodotti meno nobili? Potete sempre fare gli elettricisti, col vantaggio di poter anche fumare mentre lavorate....
Si, è vero, confermo tutto; ristrutturando casa mia e di mia madre ho rifatto gli impianti elettrici, idraulici, del metano ed ho pure montato 3 condizionatori; ho risparmiato una barca di soldi, ho molto più tempo libero di quando lavoravo alla ThyssenKrupp, che dedico allo sport, alla lettura, al cinema .... ed anche a mia moglie.

Devo confessarvi che anche a me piace occuparmi dei lavoretti di casa, quando ho tempo, perché ritengo soddisfacente riuscire nei lavori materiali, a dispetto di chi voglia relegare le nostre competenze esclusivamente nella sfera intellettuale.
Certo, non so fare gli impianti elettrici od idraulici, però ogni volta che ho affrontato i traslochi ho sempre provveduto da sola a montare i lampadari e le tende,naturalmente con l'ausilio del trapano a percussione, o ad allacciare tutti gli elettrodomestici della cucina all'impianto elettrico, e non ho mai avuto incidenti domestici.
Anche noi ce la possiamo fare!
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mer Set 16, 2015 9:27 am

Ire ha scritto:
Citazione :
Eeeeehhhhhhh?????????

Il mondo del lavoro starebbe "studiando" per per fornire sempre più strumenti compensativi e dispensativi a chi ne ha bisogno?

Non ho detto che studia per fornirli a chi ne ha bisogno.
studia per fornirli a tutti.

Trovami per favore un posto dove si usi ancora la penna per scrivere una relazione, dove si facciano i conti a mano, dove il magazzino sia gestito sui libroni di carico e scarico, dove le misure altimetriche siano fatte con la trigonometria su chilometrici brogliacci, dove per spostare un bidone della spazzatura ci siano due operatori ecologici attaccati al camion che scendono in strada e a braccia sollevano e rovesciano, dove si sposti a manoni un oggetto sulla catena di montaggio............. dove si usi ancora la posta cartacea dove....  sono tutti strumenti compensativi e dispensativi forniti a tutti. Qualche posto in qualche landa desolata c'è ancora, ma la strada direi che è proprio tracciata.
Le mie dsa fanno errori anche su computer perché non si concentrano. Anche se i conti non vengono fatti a mano, l'impiegato deve sapere quali conti fare, il che non è affatto scontato. Cosa c'entrano gli operatori ecologici? Che il bifone della spazzatura sia vuotato a mano o da un meccanismo,  le difficoltà di apprendimento non hanno alcuna rilevanza.  Lo stesso vale per la catena di montaggio. Quindi gli esempi sono poco centrati.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mer Set 16, 2015 10:04 am

Era un esempio di strumenti compensativi e dispensativi forniti a tutti.

Se l'impiegato non sa quali conti fare, chicca, non è certo colpa del dsa. Forse è colpa di chi ha stabilito che quell'individuo avesse le competenze necessarie per quel particolare titolo di studio, forse è colpa di chi ha regalato o abbassato troppo gli obbiettivi perchè non era formato ad insegnare diversamente.

se un dsa entra in un posto di lavoro in virtù del suo titolo di studio, per quel lavoro è abilitato. Se non lo è non è colpa sua ma di chi non è stato in grado di dire:

no, per me tu non vai bene

o di chi non capendo il capo e la coda di un lavoro un po' diverso ha detto:

sì, piuttosto di mettermi a capire ti promuovo.

DS, docenti, genitori, sant'antonio, ma non certo del dsa e delle sue inesistenti incapacità.

Ripeto e ribadisco perchè tanto tornerebbe fuori, come ho detto a russele, parliamo di dsa non di dsa inventati che se ci sono o meno non ci riguarda in questo contesto.

Conosco, e ne avete qualcuno di molto valido anche qui, docenti che si rimboccano le maniche, che sanno che quello è il loro lavoro e che fanno il possibile, molti fanno anche di più, e che con quelli che possono dare ottengono l'ottenibile. Quindi non è colpa dei dsa.


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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mer Set 16, 2015 12:26 pm

Ma di quali dsa parliamo? Quelli della triade classica o quelli con lievi deficit cognitivi mascherati (escludendo altri casi di abuso della certificazione) ? I primi li compensi, se studiano anche alla grande, e gli accorgimenti del pdp in genere funzionano; per i secondi, in virtù della loro aspecificità, qualunque sia la certificazione allegata non si riuscirà ad ottenere gli stessi obiettivi del resto della classe e l'insegnante avrà a disposizione pochissimi strumenti, neanche tanto efficaci, che conosciamo bene: allungamento tempi, pause durante le spiegazioni, utilizzo libri alternativi, riduzione delle prove, riduzione di programmi e obiettivi, strategie motivazionali e poco altro, fino ad arrivare alla generosità nelle votazioni, specie in quelle finali.
Ire, che cosa dovremmo fare, secondo te, con questi? Certificare le loro reali conoscenze e competenze - quasi sempre insufficienti - o comprendere e accudire e in definitiva alzare i voti e promuovere?
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mer Set 16, 2015 12:44 pm

isula. ha scritto:
Che dire di un laureato in Ingegneria di anni quaranta che non capisce un tubo di pc e di navigazione in internet ed è costretto a farsi aiutare a cercare notizie sul web su come poter fare richiesta per lavorare come postino trimestrale?
Se un laureato degli anni 40 ovvero se va per i 100 anni, non è un problema; se è un laureato di 40 anni ........ no comment.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mer Set 16, 2015 1:09 pm

Mi pare un esempio fantasioso ed estremo...non tutti gli ingegneri realizzano "cose nuove" nel concetto un po leonardesco del termine, ma solitamente quasi tutti hanno la forma mentis, la capacità di problemi solving per aggiornarsi...un ing che non sa cercare una cosa su internet non è fallito, ma ha l alzheimer....
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mer Set 16, 2015 1:37 pm

Citazione :
Ma di quali dsa parliamo? Quelli della triade classica o quelli con lievi deficit cognitivi mascherati (escludendo altri casi di abuso della certificazione)

Io parlo solo dei primi.

Per gli altri non sono competente. Capisco quello che dici, ushi, comprendo lo scoramento, comprendo l'incazzatura, comprendo tutto. Sono convita che sarebbero possibili strade diverse ma l'attuale situazione non le prevede. Io ho a che fare solo con i primi conosco quelli e per quelli lavoro e di quelli parlo. Voi avete a che fare con tutti, conoscete poco (siete poco formati, il vostro percorso formativo prevede poche e spesso scadenti e anacronistiche incursioni in quel mondo a meno che non decidiate di guardarci dentro autonomamente a spese e tempo vostro, e non è detto che abbiate la possibilità di farlo)- La vostra situazione non è semplice di sicuro.

Non ho risposta per la tua domanda se non che purtroppo il mondo non è perfetto, si fa quello che si può ma certamente non si deve penalizzare chi potrebbe perchè ci sono altri che vorrebbero ma non possono.

Altra risposta che non ho dato io ma una tua collega qui sul forum è: faccio, mi sbatto, ci provo così, ci provo cosà, disfo e rifaccio. Se sono veri dsa e se mi seguono escono e sanno. Se non sono veri dsa, se non mi seguono e se sono costretta dalle circorstanze a fare il regalo di fine anno faccio il regalo di fine anno e li lascio andare perchè più di così io non potevo fare. E passo all'alunno successivo con serenità-

@carissima utente che hai pronunciato queste parole, sei un mito per me, lo sai.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mer Set 16, 2015 2:21 pm

Fai il regalo di fine anno! Brava..regali illusioni e carta da culo...tutti insieme nel distribuire i voti... Perché oltre alle macchinette del caffè non mettono quelle dei voti a scuola?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mer Set 16, 2015 3:03 pm

non farlo, Felipeto, se puoi e se ci riesci.

Solo che a quanto mi consta non dipende poi tutto da te.
Immagino che molti di quelli che lo fanno lo facciano a malincuore, obtorto collo e standoci anche male, ma il voto è un voto di consiglio e così vanno le cose.

Mi auguro che quello che fai qui esortando i tuoi colleghi a svecchiarsi e protestare, insultandoli in modo alle volte veramente poco simpatico, tu lo faccia anche nella vita reale e sia innanzitutto tu il leader e il primo attore di una corrente di rinnovamento che in effetti ci vorrebbe.

Se non è così, lascia perdere e vedi la realtà per quello che è facendo i conti con i numeri che ci sono.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mer Set 16, 2015 6:01 pm

Ire ha scritto:
non farlo, Felipeto, se puoi e se ci riesci.

Solo che a quanto mi consta non dipende poi tutto da te.
Immagino che molti di quelli che lo fanno lo facciano a malincuore, obtorto collo e standoci anche male, ma il voto è un voto di consiglio e così vanno le cose.

Mi auguro che quello che fai qui esortando i tuoi colleghi a svecchiarsi e protestare, insultandoli in modo alle volte veramente poco simpatico, tu lo faccia anche nella vita reale e sia innanzitutto tu il leader e il primo attore di una corrente di rinnovamento che in effetti ci vorrebbe.

Se non è così, lascia perdere e vedi la realtà per quello che è facendo i conti con i numeri che ci sono.

Il punto però ti sfugge: la questione è che l'atteggiamento attuale della scuola (compensazioni, dispensazioni e miracoli di giugno) sta svalutando il titolo che vale sempre di meno; quando non varrà più nulla lo stesso titolo che i DSA hanno preso sarà solo carta straccia.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Mer Set 16, 2015 7:30 pm

Citazione :
il titolo che vale sempre di meno; quando non varrà più nulla lo stesso titolo che i DSA hanno preso sarà solo carta straccia.

Certo, ma si ricasca sempre lì, è un parere che ho già espresso qualche giorno fa in un altro thread: a me pare che nel dibattito sui DSA, ormai da molti anni, le rivendicazioni delle famiglie, dei (presunti) esperti, terapeuti e facilitatori, e in generale di chi si batte per i diritti della "categoria" (scusate il termine improprio) siano improntate molto più a obiettivi emozionali e affettivamente protettivi, piuttosto che a quelli didattici propriamente detti.

Ovvero, la cosa che sta più a cuore non è l'obiettivo che anche questi ragazzi imparino il più possibile, anche a costo di maggior fatica, sbattimento e accettazione di qualche temporaneo fallimento... ma è che siano protetti da qualsiasi frustrazione, da qualsiasi contrarietà e da qualsiasi disagio, che non si sentano diversi dagli altri, e che ottengano gli stessi risultati degli altri.

Per cui è ovvio che se si arriva ad accettare l'idea che gli altri abbiano ormai diritto automatico a prendere un diploma senza nessuno sforzo anche se questo poi non vale nulla, allora è coerente pretendere la stessa cosa anche per i DSA : - )
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 8:47 am

Citazione :
Il punto però ti sfugge: la questione è che l'atteggiamento attuale della scuola (compensazioni, dispensazioni e miracoli di giugno) sta svalutando il titolo che vale sempre di meno; quando non varrà più nulla lo stesso titolo che i DSA hanno preso sarà solo carta straccia.

Non mi sfugge il punto. E' indiscutibilmente una situazione da cambiare ma non a scapito dei dsa.

Anzi, mi viene da dire: è una situazione da cambiare a discapito solo di chi trae profitto personale dai problemi altrui.
I ragazzi con dsa, quelli veri, non hanno assolutamente nessun impedimento a raggiungere obbiettivi altissimi, basta saper lavorare con loro - (semplifico molto per l'economia del discorso)

I ragazzi certificati dsa che invece hanno un lieve ritardo cognitivo dovrebbero essere seguiti adeguatamente per per valorizzare al massimo le possibilità che hanno e per individuare il percorso migliore, meno faticoso, più gratificante e umanamente vincente rispetto ad un titolo di studio non corrispondente alle loro effettive peculiarità.

I ragazzi certificati dsa che invece non hanno voglia di fare un accidenti dovrebbero essere seguiti per vedere il significato di quel non aver voglia ed eventualmente per indirizzarli verso qualcosa anche per loro gratificante e umanamente vincente (non è detto che tutti debbano studiare oltre la necessaria alfabetizzazione, possono esserci persone assolutamente valide e capaci senza conoscere i massimi sistemi).

I ragazzi, tutti, dovrebbero poter esprimere se stessi con l'aiuto di docenti esperti e con l'utilizzo di ciò di cui effettivamente necessitano.

Tutti questi dovrebbero, a mio avviso, sono gli obbiettivi da porsi.
Obbiettivi che difficilmente potranno essere raggiunti.

Torno quindi al discorso iniziale e dico che si deve fare i conti con quello che si ha di nuovo richiamando il discorso onesto e pratico della vostra collega. Faccio ciò che dipende da me, quello che non posso non lo faccio e vivo comunque serena.

Diamo diplomi facili a chi non li merita? Amen, se non li merita la vita lo fermerà. Se la vita non lo fermerà accettiamo che non esiste la perfezione.

Facciamo però il possibile affinchè chi lo merita sia in grado di rendere al meglio e affinchè il suo diploma corrisponda a vera competenza.

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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 10:11 am

precario.acciaio ha scritto:
Ire ha scritto:
.

Il punto però ti sfugge: la questione è che l'atteggiamento attuale della scuola (compensazioni, dispensazioni e miracoli di giugno) sta svalutando il titolo che vale sempre di meno; quando non varrà più nulla lo stesso titolo che i DSA hanno preso sarà solo carta straccia.


Posso però far notare ai colleghi una questione, senza voler entrare in altri aspetti per i quali sono d'accordo con loro (come sul fatto che probabilmente andremo a finire come dice precario.acciaio)?

Non c'è nulla nella legge 170 che obblighi a "miracoli a giugno", non c'è nulla in uno strumento compensativo o in una dispensa che dia garanzia di ottenere un successo formativo.

Chiedo a voi: perché mai la calcolatrice a un discalculico dovrebbe garantirgli di riuscire nell'equazione? Come si "prodigano" i cdc con le varie Samantha?
Non siamo forse stati NOI e la nostra interpretazione della legge ad averne fatto un lasciapassare? La legge è in vigore da pochissimo, e già si è trasformata in un abominio.
Ma la colpa è della legge o di quei colleghi, che sento sempre più spesso dire: "Ha una certificazione per DSA, non si può bocciare"? Alcuni, diciamocelo francamente, lo dicono perché sono impreparati, non si attengono alle regole e non vogliono poi mettersi nella posizione scomoda di dover rendere conto del proprio lavoro.
Come spesso accade siamo stati più realisti del re, e ora ululiamo alla luna e, come spesso accade, abbiamo creato una prassi forzando la legge (perché? genitori aggressivi? DS sempre al fianco di alunni e famiglie? Sono scusanti?) e poi ce ne lamentiamo e vorremmo (paradosso!) che si abolisse la legge dopo averla travisata.

Ci sarebbe lo stesso numero di certificazioni se non ci fosse la prassi attuale? Siamo stati bravi nel comunicare che il disturbo specifico dell'apprendimento non è una malattia ecc... ecc..., non altrettanto bravi nel comunicare che non garantisce la promozione (anzi!).
Ecco allora che alcuni (molti?) genitori hanno pensato di poter salvare capre e cavoli: avere una certificazione che non attesta che il loro figlio ha un disturbo "serio", che si può ritirare quando si vuole e è coperta da privacy (questo è sicuramente un aspetto della legge da correggere, e che cambierebbe molto la prassi), ma che gli dà al contempo un "aiutino"


Ultima modifica di lucetta10 il Ven Set 18, 2015 12:10 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 12:30 pm

concordo abbastanza, lucetta, a parte il discorso sulla privacy che non mi è chiaro.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 4:22 pm

il discorso della privacy, o meglio una interpretazione fantasiosa delle norme, fa sì che in un consiglio di classe se un professore volesse informarsi sulla diagnosi di un alunno dovrebbe domandare a mezza bocca al coordinatore cosa mai c'è scritto in quel documento segretissimo. Ecco uno dei motivi per i quali i PdP sono redatti alla come viene.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 4:28 pm

ma per amor del cielo!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 5:17 pm

Anni fa sono stata anch'io in una scuola in cui le cose funzionavano così, e nella mia ingenuità giovanile mi sono fidata di quello che sostenevano loro, e credevo che fosse normale. Poi me ne sono andata altrove e ho scoperto che non è per niente vero, e che in quella specifica scuola commettevano delle scorrettezze gravi.

Comunque, è vero che rendere la diagnosi accessibile o meno è (almeno in parte) a discrezione della famiglia, per cui la scuola non può diffonderla direttamente a tutti gli insegnanti del CdC se la famiglia ha richiesto esplicitamente di no.

Che la famiglia rifiuti di rendere accessibile la diagnosi, può succedere in caso di situazioni complicatissime, in cui ai disturbi specifici si aggiungono disagi gravi dovuti a più fattori diversi, a problemi di salute delicati, o a situazioni familiari critiche, in cui magari la cosiddetta "diagnosi" non è una relazione di due o tre pagine, ma un faldone massiccio che si è sedimentato per anni. Oppure, in alternativa, può anche succedere in caso di diagnosi semplici, ma di genitori pretenziosi, rompiscatole o ignorantissimi che non hanno capito niente della vera funzione di quella diagnosi.

E comunque, in tali casi, se la famiglia non vuole che sia resa accessibile la diagnosi completa con tutti i dettagli, dovrebbe esserle richiesto di fornire al CdC una versione sintetica della certificazione, scritta dallo stesso professionista, che elimini i dettagli personali ma che lasci in chiaro gli elementi che risultano importanti per l'intervento didattico.

Ma in quella scuola non facevano nemmeno così, semplicemente si limitavano a dire a tutti che le diagnosi erano riservate, senza nemmeno preoccuparsi di chiedere alle famiglie se acconsentivano alla condivisione o no, e se preferivano rilasciare un documento più sintetico o no.

Poi, appunto, sono andata in altre scuole e mi sono resa conto che non funziona affatto così...

L.
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 5:30 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Il punto però ti sfugge: la questione è che l'atteggiamento attuale della scuola (compensazioni, dispensazioni e miracoli di giugno) sta svalutando il titolo che vale sempre di meno; quando non varrà più nulla lo stesso titolo che i DSA hanno preso sarà solo carta straccia.

Non mi sfugge il punto. E' indiscutibilmente una situazione da cambiare ma non a scapito dei dsa.

Anzi, mi viene da dire: è una situazione da cambiare a discapito solo di chi trae profitto personale dai problemi altrui.
I ragazzi con dsa, quelli veri, non hanno assolutamente nessun impedimento a raggiungere obbiettivi altissimi, basta saper lavorare con loro  -  (semplifico molto per l'economia del discorso)

I ragazzi certificati dsa che invece hanno un lieve ritardo cognitivo dovrebbero essere seguiti adeguatamente per per valorizzare al massimo le possibilità che hanno e per individuare il percorso migliore, meno faticoso, più gratificante e umanamente vincente rispetto ad un titolo di studio non corrispondente alle loro effettive peculiarità.

I ragazzi certificati dsa che invece non hanno voglia di fare un accidenti dovrebbero essere seguiti per vedere il significato di quel non aver voglia ed eventualmente per indirizzarli verso qualcosa anche per loro gratificante e umanamente vincente (non è detto che tutti debbano studiare oltre la necessaria alfabetizzazione, possono esserci persone assolutamente valide e capaci senza conoscere i massimi sistemi).

I ragazzi, tutti, dovrebbero poter esprimere se stessi con l'aiuto di docenti esperti e con l'utilizzo di ciò di cui effettivamente necessitano.

Tutti questi dovrebbero, a mio avviso, sono gli obbiettivi da porsi.
Obbiettivi che difficilmente potranno essere raggiunti.

Torno quindi al discorso iniziale e dico che si deve fare i conti con quello che si ha di nuovo richiamando il discorso onesto e pratico della vostra collega. Faccio ciò che dipende da me, quello che non posso non lo faccio e vivo comunque serena.

Diamo diplomi facili a chi non li merita?  Amen, se non li merita la vita lo fermerà. Se la vita non lo fermerà accettiamo che non esiste la perfezione.

Facciamo però il possibile affinchè chi lo merita sia in grado di rendere al meglio e affinchè il suo diploma corrisponda a vera competenza.


Però ti faccio notare una cosa... io sono da 9 anni nel sistema scuola e ho sempre sentito da parte delle associazioni dei genitori o da genitori in general per i DSA... ho visto raramente l'accetazione dei giudizi dell'istituzione (che è composta da personale che è stato ritenuto qualificato).
A questo punto si cade in una contraddizione: il personale non ritenuto qualificato (nulla attesta che un genitore sia qualificato nella didattica) indica la strada a quello qualificato (i docenti)... a mio avviso così facendo si crea un corto circuito e l'istituzione si inceppa.

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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 5:35 pm

La didattica che finalità ha?

Mi rendo conto che può sembrarti strano che io che sono una persona di una certa ignoranza venga a chiacchierare con te di come insegnare a mio figlio. Ma conosco mio figlio, so cosa gli serve e sarebbe buona cosa che tu ci mettessi la materia da insegnare e ti fidassi di me per quanto a modo di farla entrare in testa ad un ragazzo con porte di ingresso non convenzionali.
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 5:38 pm

Citazione :
Anni fa sono stata anch'io in una scuola in cui le cose funzionavano così, e nella mia ingenuità giovanile mi sono fidata di quello che sostenevano loro, e credevo che fosse normale. Poi me ne sono andata altrove e ho scoperto che non è per niente vero, e che in quella specifica scuola commettevano delle scorrettezze cut

Posso chiedere, così per curiosità, chi è, secondo voi, la figura nella scuola che mette in giro simili baggianate?


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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 5:42 pm

Ire ha scritto:
La didattica che finalità ha?

Mi rendo conto che può sembrarti strano che io che sono una persona di una certa ignoranza venga a chiacchierare con te di come insegnare a mio figlio.  Ma conosco mio figlio, so cosa gli serve e sarebbe buona cosa che tu ci mettessi la materia da insegnare e ti fidassi di me per quanto a modo di farla entrare in testa ad un ragazzo con porte di ingresso non convenzionali.

No assolutamente hai frainteso, mi fa piacere confrontarmi con te e mai mi permetterei di considerarti ignorante.
Il punto è che, nonostante sia molto importante il confronto con tutti i genitori e nonostante ci si possa spesso affidare a loro per molte questioni, purtroppo occorerebbe mettere un freno all'apertura nel mondo della scuola... uniformandosi ai pareri di tutti, la scuola sta perdendo la propria identità e il risultato non può che essere disastroso per tutti: tu vorresti per i tuoi figli un titolo a cui nessuno più tiene perchè tanto ormai lo si assegna d'ufficio?
Avrebbe valore una medaglia al valore militare se tutti i soldati la prendessero solo perchè militano nell'esercito?
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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 6:02 pm

mi sono spiegata male io. : -) (non parlavo di me come Ire, parlavo di me come quel genitore o, se vuoi, come le associazione di genitori che hai richiamato tu)

Non preoccuparti, sono una persona ignorante in molti campi e ho fatto una gran fatica ad affiancare i miei figli nei loro studi perchè io quello che conoscevano loro non lo conoscevo.

Perchè ti dico questo? Perchè la mia ignoranza della materia di studio non ha assolutamente impedito che io grazie alla profonda conoscenza dei miei ragazzi, comprendessi la loro modalità di apprendimento, i loro bisogni e le loro difficoltà materiali e grazie a questa conoscenza approfondita riuscissi ad aiutarli a trovare il loro modo.

In linea di massima vale per tutti i genitori, o almeno per quelli un po' caparbi, e il loro riunirsi in associazione è proprio perchè da loro possono venire indicazioni su modalità che ad un docente potrebbero non venire in mente (quante volte è stato chiesto dai tuoi colleghi: vorrei una indicazione pratica?) E' necessaria collaborazione in questi casi, collaborazione, fiducia reciproca e voglia di sperimentare.

Che poi qualche volta le associazioni o qualche genitore esagerino in nome di "solo io sono capace e tu non capisci un cappero per definizione" è purtroppo vero. Problema superabile, a mio parere e per mia esperienza, parlando, confrontandosi, smusandosi pure ma sempre tenendo presente che quello che si vuole ottenere è un obbiettivo comune: il successo formativo del ragazzo.

Citazione :
tu vorresti per i tuoi figli un titolo a cui nessuno più tiene perchè tanto ormai lo si assegna d'ufficio?

I nostri diplomi, per dsa o no, hanno davvero un valore sempre più scarso. Lavoriamo affinchè non sia più così, io ci sto, nella direzione che ho indicato prima.
Nel frattempo voglio che i miei figli siano in grado di dimostrare che non hanno ottenuto niente d'ufficio e che quel diploma che hanno in mano loro lo hanno meritato. La prova è la vita.

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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 6:12 pm

Ire ha scritto:
mi sono spiegata male io.  : -) (non parlavo di me come Ire, parlavo di me come quel genitore o, se vuoi, come le associazione di genitori che hai richiamato tu)

Non preoccuparti, sono una persona ignorante in molti campi e ho fatto una gran fatica ad affiancare i miei figli nei loro studi perchè io quello che conoscevano loro non lo conoscevo.

Perchè ti dico questo?  Perchè la mia ignoranza della materia di studio non ha assolutamente impedito che io grazie alla profonda conoscenza dei miei ragazzi, comprendessi la loro modalità di apprendimento, i loro bisogni e le loro difficoltà materiali e grazie a questa conoscenza approfondita riuscissi ad aiutarli a trovare il loro modo.

In linea di massima vale per tutti i genitori, o almeno per quelli un po' caparbi, e il loro riunirsi in associazione è proprio perchè da loro possono venire indicazioni su modalità che ad un docente potrebbero non venire in mente (quante volte è stato chiesto dai tuoi colleghi: vorrei una indicazione pratica?)  E' necessaria collaborazione in questi casi, collaborazione, fiducia reciproca e voglia di sperimentare.

Che poi qualche volta  le associazioni o qualche genitore esagerino in nome di "solo io sono capace e tu non capisci un cappero per definizione" è purtroppo vero. Problema superabile, a mio parere e per mia esperienza, parlando, confrontandosi, smusandosi pure ma sempre tenendo presente che quello che si vuole ottenere è un obbiettivo comune: il successo formativo del ragazzo.

Citazione :
tu vorresti per i tuoi figli un titolo a cui nessuno più tiene perchè tanto ormai lo si assegna d'ufficio?

I nostri diplomi, per dsa o no, hanno davvero un valore sempre più scarso. Lavoriamo affinchè non sia più così, io ci sto, nella direzione che ho indicato prima.
Nel frattempo voglio che i miei figli siano in grado di dimostrare che non hanno ottenuto niente d'ufficio e che quel diploma che hanno in mano loro lo hanno meritato.  La prova è la vita.


La prova è la vita, è vero, ma anche la scuola (in quanto istituzione che occupa una parte della nostra esistenza) fa parte della vita e secondo me si deve autoalimentare e diventare essa stessa contesto, precedente e preparatoria a quella del lavoro... in tale contesto ci sono delle regole, che devono a mio avviso essere imposte da coloro che rappresentano l'istituzione stessa; non so se mi sono spiegato.
La mia idea di scuola è comunque molto diversa da quella attuale, secondo me deve diventare ben più invasiva e in grado di controllare a fondo i propri utenti, diventando per ciò stesso necessaria e in parte autoreferenziale (così come è autoreferenziale, in parte, una religione, che basta a sè e non è succedanea ad altro).
L'istituzione stessa è quindi superiori alle sue parti e provvede ad autoalimentarsi... in tal senso sono contrarissimo che dei ragazzi straordinari come spesso possono essere i DSA e i certificati vengano lasciati a sè stessi, lasciando che prendano titoli FASULLI: vanno reinderizzati in specifiche istituzioni regionali e locali preparatorie al mondo del lavoro che siamo però a loro volta un CONTESTO che abbia valore per il ragazzo stesso.

Detto in altre parole: l'istituzione è sovrana e deve decidere del bene degli utenti, alimentando se stessa, diventando contesto, diventando vita stessa, trionfo dell'Idea, lontana da ogni spregevole cinismo.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Due ragazze.   Gio Set 17, 2015 6:24 pm

Mi sembra, la tua, una idea di scuola fine a se stessa che non ha alcun motivo di essere.

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