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 Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 5:40 pm

Topic autoreferenziale. O quasi.
Spesso ho detto che preferivo materia a sostegno, vorrei esprimere perchè, sollevando un dibattito sulla questione.

Il sostegno in sè e per sè a me non dispiace, anzi, ma solo nel caso in cui l'alunno abbia un percorso differenziato; non voglio essere frainteso, non è una mera questione di preferenza, ma ho delle ragioni:

1) Nel caso di un differenziato c'è la possibilità di progettare un intervento educativo complesso che cambierà la vita del discente; è previsto anche l'inserimento nel mondo del lavoro protetto e la situazione è chiara e nettissima: l'alunno non deve prendere il diploma e il lavoro da fare è ben altro. Si deve agire simultaneamente sull'integrazione (favorendo momenti di interazione con il gruppo classe) e le materie scolastiche non sono un problema (perchè non è prevista la soglia di obiettivi minimi da raggiungere in materie totalmente estranee dalla competenza del docente.
Tendenzialmente il lavoro del docente di sostegno in questi casi è fondamentale.

2) Nel caso degli obiettivi minimi si richiede un lavoro assurdo e cioè il docente di sostegno dovrebbe essere in grado di seguire l'alunno in materie che non conosce, nemmeno nella rosea ipotesi in cui dovesse essere rispettata l'area (ma all'interno dell'area ci sono materie che un docente non può assolutamente conoscere, come il filosofo che non può anche sapere tedesco e inglese). Spesso quando un alunno ha gli o.m. si creano zone di attrito tra il docente di sostegno e curricolare, che si trovano a dover lavorare in una situazione strana: il docente curricolare valuterà un alunno preparato (o che ha contribuito a preparare) dal suo collega che potrebbe non sapere assolutamente nulla della materia in questione.

Cosa ne pensate, che siate curricolari o docenti di sostegno? Avete avuto esperienze in merito? Ritenete che un docente di sostegno con un obiettivo minimo possa svolgere un lavoro realmente utile didatticamente?


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enricat



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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 6:03 pm

IO sono una grande sostenitrice degli obiettivi minimi.

E' vero che la programmazione differenziata ti concede molta libertà e puoi dare sfogo alla fantasia progettando di tutto, ma io vorrei concedere a tutti e tutte la possibilità almeno di tentare gli obiettivi minimi. Tanti e tante insegnanti danno a prescindere il differenziato perchè è più facile, non hai rogne, non c'è il rischio bocciatura e lo fanno anche quando a volte ci sono potenzialità.

IO mi diverto di più con la programmazione differenziata, invento tante belle cose, sicuramente gli obiettivi minimi sono spesso una faticaccia ed effettivamente è difficile dare un aiuto concreto quando di quella materia magari non ne sai niente. Anche per questo son sempre stata contraria alla unificazione delle aree.
A volte gli obiettivi minimi servono anche per l'integrazione, comunque io quando me li trovo già "differenziati" da anni, cerco comunque di seguire il filo del resto della classe, dove possibile naturalmente. Ma anche quelli superdifferenziati non li porto mai fuori a fare quegli insulsi progettini ghettizzanti riservati solo ed esclusivamente ad alunni con disabilità. Questo mi porta a scontrarmi spesso con i colleghi curriculari, perchè rimaniamo a "rompere" in classe, di sostegno, perchè metto in dubbio il loro operato.
L'anno scorso seguivo un ragazzo che se ne fregava alla grande dell'ippoterapia, del laboratrio di ceramica e del mercatino di natale, non gli ho fatto fare niente di questa roba! quest'anno seguo una ragazza che invece è abituata a essere portata fuori dall'aula e a partecipare a stupidi progetti. Io l'ho tenuta semrpe in classe in questi giorni, ma lei mi chiede di uscire è stata abituata così e sarà difficile mediare tra il suo bisogno e desiderio e le mie convinzioni, la mia presunzione di essere convinta di sapere cosa è meglio per lei.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 6:40 pm

Non è una questione di lavorare di più o meno, il problema è che noi non abbiamo le competenze per gli o.m., almeno io parlo per me. Cinque anni fa ho fatto un anno con due ore in tedesco, l'anno dopo un anno con due ore in francese, e queste sono due materie della MIA area, sfido chiunque (per restare nella mia area) a padroneggiare inglese, francese, tedesco, italiano, storia, latino, filosofia).

In una situazione ideale saremmo impiegati solo in materie affini alle nostre, e in quel caso avremmo una maggiore possibilità di operare, sebbene io ritenga che il vero lavoro si compia sui differenziati.
Passano gli anni ma non riesco a non vedere gli o.m. come un modo per dare un diploma a ogni costo, oltre ogni possibile impedimento.

P.s. Secondo me potrebbe essere utile trovare un accomodamento con l'alunna, una mediazione... magari parlandone anche con il cdc
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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 7:47 pm

Concordo con precario.acciaio. Quello degli obiettivi minimi è un escamotage a cui si è spesso costretti a ricorrere a causa del muro opposto da certe famiglie, che da un lato rifiutano la differenziata ma al tempo stesso pretendono che il figlio vada avanti con una valutazione differenziata. Differenziata nel senso che prescinde dai risultati ottenuti nel percorso curricolare.
Alcuni anni fa ci siamo trovati nella condizione di dover ammettere all'esame di stato un alunno portato avanti proprio in queste condizioni e, per l'effetto traino, altri 4 o 5 che non erano da ammettere. Il risultato è che la commissione, per quanto ben disposta a venire incontro a carenze più o meno lievi, come succede in molti esami, si è trovata costretta a bocciare all'esame 5 o 6 (non ricordo di preciso) di quei candidati, compreso lo studente che per 5 anni era stato ammesso alla classe successiva con gli obiettivi minimi.

Concordo sul fatto che l'insegnante di sostegno non è un tuttologo e non può offrire alcun sostegno didattico in materie che non sono di sua competenza. Può offrire sostegno nella metodologia seguita dallo studente, ma non può sostituirsi ad esso, perché il sostegno copre solo una parte dell'orario scolastico dello studente. Non può sostituirsi ad esso se studente e famiglia, come spesso accade, pretendono che si ottengano risultati solo con quelle 9-18 ore di presenza in classe dell'insegnante di sostegno, senza nessuna applicazione autonoma, perché la necessità dell'insegnante di sostegno diventa un alibi per non applicarsi autonomamente. Non può sostituirsi ad esso se, come spesso accade, la condizione di disabilità è stata aggravata dal susseguirsi di anni di accondiscendenza che hanno portato lo studente a non sviluppare mai quell'autoresponsabilità che dovrebbe permettergli di affrontare gli ostacoli di un percorso non facile.

Concordo sul fatto che spesso la programmazione per obiettivi minimi crea conflittualità all'interno del consiglio di classe, perché l'insegnante di sostegno si trova tra un'incudine e un martello. Da un lato pressato dalla famiglia, che pretende risultati che non potrebbero mai svilupparsi dato il contesto, dall'altro pressato dai docenti curricolari, che si trovano di fronte al dilemma di dover differenziare la classe tra figli e figliastri nella valutazione.

In 26 anni di insegnamento mi è capitato un solo caso di alunno per cui la programmazione per obiettivi minimi ha dato risultati fuori dall'immaginabile. Un alunno che, in accordo con la famiglia, era stato bocciato il primo anno in modo da fargli iniziare un percorso per obiettivi minimi con l'insegnante di sostegno. Quell'alunno aveva una forza di volontà incredibile, ci sbatteva la testa pur di ottenere risultati. Fino alla terza ha fruito del sostegno e della valutazione per obiettivi minimi. Dalla quarta ha chiesto di non beneficiare del sostegno: voleva farcela da solo. Abbiamo continuato ad usare una valutazione per obiettivi minimi. Ha fatto l'esame e alla fine si è rivelato il migliore della classe. Alcuni mesi dopo è partito per il Canada per lavorare, con il supporto logistico di parenti che aveva lì. L'ho incontrato alcuni anni dopo. Un ragazzo maturo (lo era già da studente) soddisfatto di quello che aveva realizzato finora. Diciamolo chiaro. Aveva una bellissima famiglia alle spalle, una famiglia che per 6 anni ha collaborato con gli insegnanti. Aveva una forza di volontà fuori dal comune, cosciente dei suoi limiti ma non trincerato dietro alibi. Aveva un corpo docente che finalmente poteva lavorare in sintonia con un obiettivo comune senza conflittualità interne.

Nella maggior parte dei casi, invece, l'insegnante di sostegno si ritrova a fare il lavoro del suo studente, deve studiare materie che non conosce, deve prendere appunti, produrre riassunti per facilitare il lavoro che il suo studente non fa, perché alla fine pretende di conoscere in anticipo le domande che gli saranno poste sul riassunto del riassunto. Finché si ritrova, inevitabilmente, il collega curricolare che pone un paletto insormontabile. Da cui vengono i conflitti.
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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 8:38 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:




Concordo sul fatto che spesso la programmazione per obiettivi minimi crea conflittualità all'interno del consiglio di classe, perché l'insegnante di sostegno si trova tra un'incudine e un martello. Da un lato pressato dalla famiglia, che pretende risultati che non potrebbero mai svilupparsi dato il contesto, dall'altro pressato dai docenti curricolari, che si trovano di fronte al dilemma di dover differenziare la classe tra figli e figliastri nella valutazione.
Nella maggior parte dei casi, invece, l'insegnante di sostegno si ritrova a fare il lavoro del suo studente, deve studiare materie che non conosce, deve prendere appunti, produrre riassunti per facilitare il lavoro che il suo studente non fa, perché alla fine pretende di conoscere in anticipo le domande che gli saranno poste sul riassunto del riassunto. Finché si ritrova, inevitabilmente, il collega curricolare che pone un paletto insormontabile. Da cui vengono i conflitti.

Sono molto contento che qualcuno abbia finalmente il coraggio di dirlo, la verità sugli o.m. è questa, ed è a mio avviso una verità in stile "il re è nudo"... tutti lo sanno e nessuno lo dice. Spero che questo topic e questo tuo intervento inizino, almeno qui sul forum, a promuovere una lucida presa di coscienza...
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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 8:43 pm

Ho letto alcune cose che non riesco a mandar giù

1) "Nel caso degli obiettivi minimi si richiede un lavoro assurdo e cioè il docente di sostegno dovrebbe essere in grado di seguire l'alunno in materie che non conosce"

E' lo stesso lavoro che chiediamo ai nostri studenti; come possiamo pretendere che siano bravi in italiano e matematica se io che sono bravo in matematica posso rifiutarmi di sostenere in italiano e tu che sei bravo in italiano puoi rifiutarti di sostenere in matematica ?
Santo cielo non dobbiamo istruire Leopardi o Laplace, dobbiamo istruire un handicappato, dobbiamo imparare gli obiettivi minimi di una disciplina e predigerirglieli.

2) "io vorrei concedere a tutti e tutte la possibilità almeno di tentare gli obiettivi minimi"

C'è una terra di mezzo in cui si può propendere per l'una o per l'altra strada, ma nella maggior parte dei casi non c'è nulla da scegliere; alcuni ragazzi sono solo un po' "addormentati" e per loro il differenziato è un insulto; alcuni altri invece hanno le potenzialità intellettuali di uno scimpanzè (parlo duro lo so, ma non voglio girare intorno al problema), che cavolo di obiettivi minimi si possono perseguire ?

3) "anche quelli superdifferenziati non li porto mai fuori a fare quegli insulsi progettini ghettizzanti riservati solo ed esclusivamente ad alunni con disabilità. Questo mi porta a scontrarmi spesso con i colleghi curriculari, perchè rimaniamo a "rompere" in classe"

Cosa significa "integrazione" ? "stazionamento in prossimità" ? Il palestinese della striscia di Gaza è perfettamente integrato col soldato israeliano che lo tiene sotto tiro ? E' a pochi metri da lui !
Il disabile si integra con la classe quando fa le stesse cose (quindi se riesce a seguire con profitto gli obiettivi minimi) o se gioca con loro durante l'intervallo.
In tutti gli altri casi ci stiamo solo prendendo per il culo, con grave danno per il disabile che fa cose che non comprende e che non gli serviranno e per i normodotati che devono convivere con una palla al piede.

4) "Da un lato pressato dalla famiglia, che pretende risultati che non potrebbero mai svilupparsi dato il contesto, dall'altro pressato dai docenti curricolari, che si trovano di fronte al dilemma di dover differenziare la classe tra figli e figliastri nella valutazione."

Giustizia non è dare a tutti la stessa cosa ma ad ognuno ciò di cui ha bisogno.
Noi docenti curricolari dobbiamo smetterla di trattare tutti allo stesso modo, non ne siamo obbligati e nessuno ce lo chiede; i ragazzi sanno benissimo che esistono situazioni in cui è giusto fare due pesi e due misure; tutte le volte che le ho fatte nessuno dei normodotati si è mai lamentato.
Infine basta con l'assurda suddivisione in "principale e collaboratore", il docente di sostegno avrebbe titolo per operare su tutta la classe e per partecipare alla valutazione di tutti; se gli deleghiamo la valutazione del disabile, anche nella nostra materia, che male c'è ? Io passo sempre le verifiche scritte ai docenti di sostegno con un certo anticipo; verifica e soluzioni; gli chiedo se va bene e gli offro di modificarla o stravolgerla se lo ritengono opportuno; gli offro anche di sostituirsi a me nella correzione e valutazione.
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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 8:52 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ho letto alcune cose che non riesco a mandar giù

1) "Nel caso degli obiettivi minimi si richiede un lavoro assurdo e cioè il docente di sostegno dovrebbe essere in grado di seguire l'alunno in materie che non conosce"

E' lo stesso lavoro che chiediamo ai nostri studenti; come possiamo pretendere che siano bravi in italiano e matematica se io che sono bravo in matematica posso rifiutarmi di sostenere in italiano e tu che sei bravo in italiano puoi rifiutarti di sostenere in matematica ?
Santo cielo non dobbiamo istruire Leopardi o Laplace, dobbiamo istruire un handicappato, dobbiamo imparare gli obiettivi minimi di una disciplina e predigerirglieli.

2) "io vorrei concedere a tutti e tutte la possibilità almeno di tentare gli obiettivi minimi"

C'è una terra di mezzo in cui si può propendere per l'una o per l'altra strada, ma nella maggior parte dei casi non c'è nulla da scegliere; alcuni ragazzi sono solo un po' "addormentati" e per loro il differenziato è un insulto; alcuni altri invece hanno le potenzialità intellettuali di uno scimpanzè (parlo duro lo so, ma non voglio girare intorno al problema), che cavolo di obiettivi minimi si possono perseguire ?

3) "anche quelli superdifferenziati non li porto mai fuori a fare quegli insulsi progettini ghettizzanti riservati solo ed esclusivamente ad alunni con disabilità. Questo mi porta a scontrarmi spesso con i colleghi curriculari, perchè rimaniamo a "rompere" in classe"

Cosa significa "integrazione" ? "stazionamento in prossimità" ? Il palestinese della striscia di Gaza è perfettamente integrato col soldato israeliano che lo tiene sotto tiro ? E' a pochi metri da lui !
Il disabile si integra con la classe quando fa le stesse cose (quindi se riesce a seguire con profitto gli obiettivi minimi) o se gioca con loro durante l'intervallo.
In tutti gli altri casi ci stiamo solo prendendo per il culo, con grave danno per il disabile che fa cose che non comprende e che non gli serviranno e per i normodotati che devono convivere con una palla al piede.

4) "Da un lato pressato dalla famiglia, che pretende risultati che non potrebbero mai svilupparsi dato il contesto, dall'altro pressato dai docenti curricolari, che si trovano di fronte al dilemma di dover differenziare la classe tra figli e figliastri nella valutazione."

Giustizia non è dare a tutti la stessa cosa ma ad ognuno ciò di cui ha bisogno.
Noi docenti curricolari dobbiamo smetterla di trattare tutti allo stesso modo, non ne siamo obbligati e nessuno ce lo chiede; i ragazzi sanno benissimo che esistono situazioni in cui è giusto fare due pesi e due misure; tutte le volte che le ho fatte nessuno dei normodotati si è mai lamentato.
Infine basta con l'assurda suddivisione in "principale e collaboratore", il docente di sostegno avrebbe titolo per operare su tutta la classe e per partecipare alla valutazione di tutti; se gli deleghiamo la valutazione del disabile, anche nella nostra materia, che male c'è ? Io passo sempre le verifiche scritte ai docenti di sostegno con un certo anticipo; verifica e soluzioni; gli chiedo se va bene e gli offro di modificarla o stravolgerla se lo ritengono opportuno; gli offro anche di sostituirsi a me nella correzione e valutazione.

1)Guarda che il livello che si richiede a un obiettivo minimo non è, come dici tu, da "handicappato"... pensi che riusciresti a fare sostegno in tedesco dall'oggi al domani? in una quarta? E come fai a decidere cosa privilegiare se non sai la materia? La fai troppo facile, suppongo tu non abbia fatto una sola ora di sostegno a obiettivi minimi nelle ultime 100 vite.

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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 8:58 pm

precario.acciaio ha scritto:
1)Guarda che il livello che si richiede a un obiettivo minimo non è, come dici tu, da "handicappato"... pensi che riusciresti a fare sostegno in tedesco dall'oggi al domani? in una quarta? E come fai a decidere cosa privilegiare se non sai la materia? La fai troppo facile, suppongo tu non abbia fatto una sola ora di sostegno a obiettivi minimi nelle ultime 100 vite.

Si hai ragione, su entrambe le cose, non ho mai fatto sostegno e soprattutto potrei pensare di imparare il tedesco cominciando dalla prima non certo dalla quarta.

Effettivamente da quest'ultimo punto di vista sono stato superficiale, ma tu forse hai preso una situazione un po' estrema.
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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 9:05 pm

avidodinformazioni ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
1)Guarda che il livello che si richiede a un obiettivo minimo non è, come dici tu, da "handicappato"... pensi che riusciresti a fare sostegno in tedesco dall'oggi al domani? in una quarta? E come fai a decidere cosa privilegiare se non sai la materia? La fai troppo facile, suppongo tu non abbia fatto una sola ora di sostegno a obiettivi minimi nelle ultime 100 vite.

Si hai ragione, su entrambe le cose, non ho mai fatto sostegno e soprattutto potrei pensare di imparare il tedesco cominciando dalla prima non certo dalla quarta.

Effettivamente da quest'ultimo punto di vista sono stato superficiale, ma tu forse hai preso una situazione un po' estrema.

Avido, questa situazione estrema a me è capitata numerose volte!!!
La prima volta è stata per un francese in seconda di alberghiero... io non ho mai fatto francese in vita mia e quindi credo di aver fatto solo danni.
La seconda volta è stato per tedesco in una terza in un alberghiero.
Per tutti gli anni in cui ho fatto sostegno ho avuto matematica. Perchè? Perchè la AD01 era terminata e nessun docente di quest'area era reperibile... finchè si è trattato di matematica in prima in un alberghiero la cosa era fattibile, ma quando si è trattato di stare in una terza al grafico per me era già proibitivo... Consideriamo inoltre il fatto che nella mia regione ci sono anche molti posti di docenti nei LICEI e potrebbe capitare a tutti di finire in quei posti!
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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 9:21 pm

precario.acciaio ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
1)Guarda che il livello che si richiede a un obiettivo minimo non è, come dici tu, da "handicappato"... pensi che riusciresti a fare sostegno in tedesco dall'oggi al domani? in una quarta? E come fai a decidere cosa privilegiare se non sai la materia? La fai troppo facile, suppongo tu non abbia fatto una sola ora di sostegno a obiettivi minimi nelle ultime 100 vite.

Si hai ragione, su entrambe le cose, non ho mai fatto sostegno e soprattutto potrei pensare di imparare il tedesco cominciando dalla prima non certo dalla quarta.

Effettivamente da quest'ultimo punto di vista sono stato superficiale, ma tu forse hai preso una situazione un po' estrema.

Avido, questa situazione estrema a me è capitata numerose volte!!!
La prima volta è stata per un francese in seconda di alberghiero... io non ho mai fatto francese in vita mia e quindi credo di aver fatto solo danni.
La seconda volta è stato per tedesco in una terza in un alberghiero.
Per tutti gli anni in cui ho fatto sostegno ho avuto matematica. Perchè? Perchè la AD01 era terminata e nessun docente di quest'area era reperibile... finchè si è trattato di matematica in prima in un alberghiero la cosa era fattibile, ma quando si è trattato di stare in una terza al grafico per me era già proibitivo... Consideriamo inoltre il fatto che nella mia regione ci sono anche molti posti di docenti nei LICEI e potrebbe capitare a tutti di finire in quei posti!
Per la matematica non mi sento di farti sconti; non tutti gli studenti hanno voglia di studiarla e sono portati a farlo, quindi non c'è niente di male se anche tu la pensi così, ma loro se la devono studiare lo stesso altrimenti scattano i brutti voti e le bocciature, e lo stesso devi fare tu.

Io mi farei due balle così a studiarmi Leopardi, dovrei partire da zero perchè di lui non ricordo assolutamente nulla, ma riuscirei a farlo.

Quanto al tedesco, ci (vi) viene in aiuto il MIUR che lesina sulle ore di sostegno; se devi sostenere il tuo alunno su 9 ore, perchè farlo proprio in quelle di tedesco ?
Io l'anno scorso non ho mai visto la docente di sostegno di una ragazza, insegnavo fisica e lei la sosteneva in altre materie.

Poi parliamoci chiaro, gli obiettivi minimi in alcune materie sono una presa in giro; se hai gli obiettivi minimi in inglese ed alla fine sai solo dire "the pen is on the table" con quell'inglese che ci fai ?
Tanto vale prevedere (per quelle materie) "forme alternative di sostegno"; capisci a mme.
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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 9:26 pm

avidodinformazioni ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
1)Guarda che il livello che si richiede a un obiettivo minimo non è, come dici tu, da "handicappato"... pensi che riusciresti a fare sostegno in tedesco dall'oggi al domani? in una quarta? E come fai a decidere cosa privilegiare se non sai la materia? La fai troppo facile, suppongo tu non abbia fatto una sola ora di sostegno a obiettivi minimi nelle ultime 100 vite.

Si hai ragione, su entrambe le cose, non ho mai fatto sostegno e soprattutto potrei pensare di imparare il tedesco cominciando dalla prima non certo dalla quarta.

Effettivamente da quest'ultimo punto di vista sono stato superficiale, ma tu forse hai preso una situazione un po' estrema.

Avido, questa situazione estrema a me è capitata numerose volte!!!
La prima volta è stata per un francese in seconda di alberghiero... io non ho mai fatto francese in vita mia e quindi credo di aver fatto solo danni.
La seconda volta è stato per tedesco in una terza in un alberghiero.
Per tutti gli anni in cui ho fatto sostegno ho avuto matematica. Perchè? Perchè la AD01 era terminata e nessun docente di quest'area era reperibile... finchè si è trattato di matematica in prima in un alberghiero la cosa era fattibile, ma quando si è trattato di stare in una terza al grafico per me era già proibitivo... Consideriamo inoltre il fatto che nella mia regione ci sono anche molti posti di docenti nei LICEI e potrebbe capitare a tutti di finire in quei posti!
Per la matematica non mi sento di farti sconti; non tutti gli studenti hanno voglia di studiarla e sono portati a farlo, quindi non c'è niente di male se anche tu la pensi così, ma loro se la devono studiare lo stesso altrimenti scattano i brutti voti e le bocciature, e lo stesso devi fare tu.

Io mi farei due balle così a studiarmi Leopardi, dovrei partire da zero perchè di lui non ricordo assolutamente nulla, ma riuscirei a farlo.

Quanto al tedesco, ci (vi) viene in aiuto il MIUR che lesina sulle ore di sostegno; se devi sostenere il tuo alunno su 9 ore, perchè farlo proprio in quelle di tedesco ?
Io l'anno scorso non ho mai visto la docente di sostegno di una ragazza, insegnavo fisica e lei la sosteneva in altre materie.

Poi parliamoci chiaro, gli obiettivi minimi in alcune materie sono una presa in giro; se hai gli obiettivi minimi in inglese ed alla fine sai solo dire "the pen is on the table" con quell'inglese che ci fai ?
Tanto vale prevedere (per quelle materie) "forme alternative di sostegno"; capisci a mme.

Stai ribaltando la frittata. Tu non sai il tedesco e quindi per il tedesco sarebbe meno grave l'assenza di sostegno?
Comunque, spero che un domani avvenga una liberalizzazione delle cattedre tra sostegno e materia: ti attendo a fare hegel in quinta e vediamo un po' cosa ti inventi...
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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 9:27 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Io l'anno scorso non ho mai visto la docente di sostegno di una ragazza, insegnavo fisica e lei la sosteneva in altre materie.

Questa ve la devo proprio raccontare:

Ad inizio anno con la docente ci siamo scambiati la mail, facciamo che fosse MariaFontana@libero.it; per tutto l'anno gli ho inviato in anticipo le verifiche, poi verso maggio mi risponde Maria Fontana e mi dice "ma che me le mandi a fare ste verifiche ?
Gli spiego che sono per aiutarla a concentrare il suo lavoro sulle cose importanti e lei mi risponde che non è la docente che pensavo.

Parlo con la docente e mi spiega che non ha mai ricevuto nessuna mail al suo indirizzo MariaFontina@libero.it

Non sapevo se ridere o piangere.
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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 9:35 pm

Scusate, ma perché si dice che con il differenziato non esiste il problema della bocciatura?

A me risulta che con il differenziato si bocci eccome, e che si bocci tanto di più quanto più il caso di handicap è grave.

Ovviamente non in senso "punitivo" per non essere riuscito a raggiungere gli obiettivi minimi (che appunto non ci sono), ma proprio come misura protettiva presa in pieno accordo con la famiglia, per far rimanere il ragazzo un anno in più, o eventualmente anche più di uno, in un ambiente controllato e rassicurante, e per ritardare il più possibile il momento fatale e inevitabile in cui dovrà essere rilasciato nel mondo reale là fuori... in cui non disporrà più di nessun sostegno sociale quotidiano (se non i progetti specifici per disabili adulti, che sono cosa ben diversa dall'inserimento in un ambiente comune a tutti) e quindi saranno solo ed esclusivamente cavoli della famiglia.

Non mi risulta che in tali casi le famiglie si oppongano alla bocciatura, anzi di solito considerano un bel sollievo il fatto che il problema sia rinviato di un anno o due. E lo dico senza nessun astio o critica verso di loro, che hanno tute le ragioni per essere preoccupati.

L.
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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 9:39 pm

avidodinformazioni ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Io l'anno scorso non ho mai visto la docente di sostegno di una ragazza, insegnavo fisica e lei la sosteneva in altre materie.

Questa ve la devo proprio raccontare:

Ad inizio anno con la docente ci siamo scambiati la mail, facciamo che fosse MariaFontana@libero.it; per tutto l'anno gli ho inviato in anticipo le verifiche, poi verso maggio mi risponde Maria Fontana e mi dice "ma che me le mandi a fare ste verifiche ?
Gli spiego che sono per aiutarla a concentrare il suo lavoro sulle cose importanti e lei mi risponde che non è la docente che pensavo.

Parlo con la docente e mi spiega che non ha mai ricevuto nessuna mail al suo indirizzo MariaFontina@libero.it

Non sapevo se ridere o piangere.

Ma durante tutto l'anno, dopo due o tre volte che non ti rispondeva nulla e che non dava segni di essersi interessata alla cosa, non le avevi MAI chiesto riscontri su cosa pensava del materiale che le avevi mandato, o non le avevi nemmeno chiesto se per caso non l'avesse ricevuto???????
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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 9:43 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Scusate, ma perché si dice che con il differenziato non esiste il problema della bocciatura?

A me risulta che con il differenziato si bocci eccome, e che si bocci tanto di più quanto più il caso di handicap è grave.

Ovviamente non in senso "punitivo" per non essere riuscito a raggiungere gli obiettivi minimi (che appunto non ci sono), ma proprio come misura protettiva presa in pieno accordo con la famiglia, per far rimanere il ragazzo un anno in più, o eventualmente anche più di uno, in un ambiente controllato e rassicurante, e per ritardare il più possibile il momento fatale e inevitabile in cui dovrà essere rilasciato nel mondo reale là fuori... in cui non disporrà più di nessun sostegno sociale quotidiano (se non i progetti specifici per disabili adulti, che sono cosa ben diversa dall'inserimento in un ambiente comune a tutti) e quindi saranno solo ed esclusivamente cavoli della famiglia.

Non mi risulta che in tali casi le famiglie si oppongano alla bocciatura, anzi di solito considerano un bel sollievo il fatto che il problema sia rinviato di un anno o due. E lo dico senza nessun astio o critica verso di loro, che hanno tute le ragioni per essere preoccupati.

L.

Si può bocciare, nel caso appunto in cui metti in evidenza tu, ma senza il parere positivo della famiglia non è possibile (perchè il differenziato va modulato in base all'alunno e non è l'alunno a doversi confrontare con il programma)...
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 9:56 pm

Veramente a me risulta che la decisione sull'opportunità o meno di far ripetere un anno (per i motivi più svariati) spetti unicamente al consiglio di classe, che in casi problematici cerca sempre di fare tutto il possibile per agire in accordo con la famiglia, ma non vuol dire che sia obbligatorio.

Cioè, quella di chiedere il consenso della famiglia è una prassi diffusa (non solo per evitare ricorsi e grane giudiziarie, ma anche per evitare contrasti sul piano puramente umano, che potrebbero danneggiare il percorso didattico del ragazzo), ma non mi risulta che sia obbligatoria.

A me risulta che, anche in caso di handicap con programma differenziato, la legge consenta tranquillamente di bocciare anche senza l'approvazione della famiglia, se il consiglio di classe pensa sinceramente che questo FACCIA BENE alla formazione del ragazzo, e se è in grado di motivarlo adeguatamente.

Se invece mi sono persa qualcosa, e se adesso esiste una legge specifica che dice che in caso di differenziato non si può bocciare senza il consenso della famiglia, ti prego di citarmi gli estremi, perché proprio non li conosco.

grazie
L.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Lun Set 21, 2015 10:06 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Veramente a me risulta che la decisione sull'opportunità o meno di far ripetere un anno (per i motivi più svariati) spetti unicamente al consiglio di classe, che in casi problematici cerca sempre di fare tutto il possibile per agire in accordo con la famiglia, ma non vuol dire che sia obbligatorio.

Cioè, quella di chiedere il consenso della famiglia è una prassi diffusa (non solo per evitare ricorsi e grane giudiziarie, ma anche per evitare contrasti sul piano puramente umano, che potrebbero danneggiare il percorso didattico del ragazzo), ma non mi risulta che sia obbligatoria.

A me risulta che, anche in caso di handicap con programma differenziato, la legge consenta tranquillamente di bocciare anche senza l'approvazione della famiglia, se il consiglio di classe pensa sinceramente che questo FACCIA BENE alla formazione del ragazzo, e se è in grado di motivarlo adeguatamente.

Se invece mi sono persa qualcosa, e se adesso esiste una legge specifica che dice che in caso di differenziato non si può bocciare senza il consenso della famiglia, ti prego di citarmi gli estremi, perché proprio non li conosco.

grazie
L.

Direi che il cdc non lo possa fare senza il parere della famiglia; la ragione è la seguente: il differenziato segue un PEI, qualora questo PEI dovesse essere di livello troppo alto rispetto al ragazzo occorerebbe cambiarlo e semplificarlo (ogni due mesi si può cambiare); non ne ho la certezza assoluta comunque che in pura teoria non possa essere fatto, ma almeno per la mia esperienza la questione non si è mai posta (perchè tutte le famiglie avrebbero fatto carte false pur di lasciare il ragazzo un anno in più a scuola, e mai si sarebbero opposte e inoltre, nella situazione ipotetica in cui ciò dovesse accadere, il ricorso sarebbe sicuro e sicuramente vinto).

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Mar Set 22, 2015 12:36 am

precario.acciaio ha scritto:
Stai ribaltando la frittata. Tu non sai il tedesco e quindi per il tedesco sarebbe meno grave l'assenza di sostegno?
Comunque, spero che un domani avvenga una liberalizzazione delle cattedre tra sostegno e materia: ti attendo a fare hegel in quinta e vediamo un po' cosa ti inventi...
Probabilmente avrei le mie difficoltà, ma pensi che il successo formativo del ragazzo sarebbe maggiormente ostacolato dai miei limiti o dai suoi ?

Per comprendere pienamente Hegel bisognerà sicuramente fare un percorso prima, ma gli obiettivi minimi non richiedono piena comprensione.
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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Mar Set 22, 2015 12:39 am

paniscus_2.0 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Io l'anno scorso non ho mai visto la docente di sostegno di una ragazza, insegnavo fisica e lei la sosteneva in altre materie.

Questa ve la devo proprio raccontare:

Ad inizio anno con la docente ci siamo scambiati la mail, facciamo che fosse MariaFontana@libero.it; per tutto l'anno gli ho inviato in anticipo le verifiche, poi verso maggio mi risponde Maria Fontana e mi dice "ma che me le mandi a fare ste verifiche ?
Gli spiego che sono per aiutarla a concentrare il suo lavoro sulle cose importanti e lei mi risponde che non è la docente che pensavo.

Parlo con la docente e mi spiega che non ha mai ricevuto nessuna mail al suo indirizzo MariaFontina@libero.it

Non sapevo se ridere o piangere.

Ma durante tutto l'anno, dopo due o tre volte che non ti rispondeva nulla e che non dava segni di essersi interessata alla cosa, non le avevi MAI chiesto riscontri su cosa pensava del materiale che le avevi mandato, o non le avevi nemmeno chiesto se per caso non l'avesse ricevuto???????
La ragazza arrivava al 6 ......

In Calabria diciamo: "non rimescolare la merda che poi fa puzza".
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Mar Set 22, 2015 7:38 am

precario.acciaio ha scritto:

Direi che il cdc non lo possa fare senza il parere della famiglia; la ragione è la seguente: il differenziato segue un PEI, qualora questo PEI dovesse essere di livello troppo alto rispetto al ragazzo occorerebbe cambiarlo e semplificarlo (ogni due mesi si può cambiare).

Anche chi ha un programma semplificato per obiettivi minimi segue un PEI.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Obiettivi minimi e differenziati. Parliamone.   Mar Set 22, 2015 9:45 am

paniscus_2.0 ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:

Direi che il cdc non lo possa fare senza il parere della famiglia; la ragione è la seguente: il differenziato segue un PEI, qualora questo PEI dovesse essere di livello troppo alto rispetto al ragazzo occorerebbe cambiarlo e semplificarlo (ogni due mesi si può cambiare).

Anche chi ha un programma semplificato per obiettivi minimi segue un PEI.

Con una differenza fondamentale:
1) Il PEI ad o.m. può essere ugualmente modificato, ma solo per quanto riguarda le strategie didattiche (modifica delle verifiche, eventuali tempi differenti ecc...), non certo per i contenuti, che appunto sono li o.m. delle diverse materie; l'alunno deve svolgere tutte le materie curricolari e svolgere tutte le verifiche.
2) Il PEI per diff. non ha nessun vincolo, nè nei contenuti, nè nella forma ed è quindi modificabile per intero in base all'alunno che si ha di fronte; come può quindi un cdc giustificare di aver bocciato il ragazzo, senza l'accordo dei genitori? I genitori potranno fare facilmente leva sui contenuti del programma, che nel caso del differenziato erano chiaramente troppo alti e andavano modificati... comunque è un caso che credo non si sia mai verificato.

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