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 Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 8:07 pm

La scuola italiana è in fortissima crisi a causa della mancanza di selezione che si sta facendo nelle scuole italiane... è destino che i discenti italiani diventeranno sempre meno competenti e ciò alla lunga porterà all'inutilità del sistema scuola.

C'è una strada alternativa, e cioè il potenziamento dei corsi regionali, già esistenti; a mio avviso potrebbero essere strutturati nel seguente modo:

1) Co-gestione tra centri regionali e scuole professionali, utilizzando laboratori del centro regionale e aule della scuola (per le poche ore di materia teorica).
2) Personale (intendo quello non scolastico) a tempo indeterminato e non più pagato "a ore"... personale stabile dunque e soggetto a regolare turn over.
3) Esame di qualifica finale dopo 3 anni.
4) Primo anno esclusivamente al professionale statale, dove avviene il riorientamento.
5) Possibilità di escludere gli alunni con problemi disciplinari in modo immediato, su segnalazione di una delle due istituzioni.
6) Programmi orientati a un sapere pratico immediato.

In realtà il punto 1, 3, 4, 6 sono già concreti nelle scuole professionali più avanzate, in particolare una dell'emilia romagna.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:00 pm

Trovo tutto inaccettabile, per questioni che ho spiegato mille volte, ma vedo che agli insegnanti piace una scuola senza alunni.

Se non per i motivi che non ho ora voglia di ribadire, letti e discussi mille volte, dovresti considerare che questa "salvezza" determinerebbe la perdita di diversi posti di lavoro nella scuola per "normali" e nuove assunzioni (non tra docenti) nei corsi per ... (lascio aperto il campo: riempitelo tu) quelli che hanno bisogno (chissà come mai!) della "Possibilità di escludere gli alunni con problemi disciplinari in modo immediato, su segnalazione di una delle due istituzioni"
Non abbiamo già fatto abbastanza male alla scuola professionale? Serve il colpo di grazia?

Ora immagino si parlerà di dignità del lavoro artigianale, estetica caravaggesca del lavoro con le mani, liberazione dalla dittatura del libro di chi vuole solo la vanga...

Personalmente preferirei prendere a vangate chi non si arrende al libro. Ma in un scuola che non si sente incisiva si progettano meglio soluzioni "a studenti zero": elimina il problema alla radice.

Mi rimane il dubbio di cosa si voglia fare di quelli (non pochi) che si accaniscono con il percorso scolastico pure essendo adatti alla vanga. Li riorientiamo a forza?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:07 pm

vorrei capire come faresti la selezione.

Perchè da quanto hai detto altrove escluderesti parecchi a causa della non formazione dei docenti all'insegnamento. Facile è insegnare a chi è già bravo di suo-
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:12 pm

Ire ha scritto:
vorrei capire come faresti la selezione.

Perchè da quanto hai detto altrove escluderesti parecchi a causa della non formazione dei docenti all'insegnamento.  Facile è insegnare a chi è già bravo di suo-



Va da sé che, da chi ha queste belle idee mi aspetto la corsa a accaparrarsi i primi posti nei nuovi "professionali", e la garanzia che non si chiederà mai passaggio di ruolo
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:14 pm

lucetta10 ha scritto:
Trovo tutto inaccettabile, per questioni che ho spiegato mille volte, ma vedo che agli insegnanti piace una scuola senza alunni.

Se non per i motivi che non ho ora voglia di ribadire, letti e discussi mille volte, dovresti considerare che questa "salvezza" determinerebbe la perdita di diversi posti di lavoro nella scuola per "normali" e nuove assunzioni (non tra docenti) nei corsi per ... (lascio aperto il campo: riempitelo tu) quelli che hanno bisogno (chissà come mai!) della "Possibilità di escludere gli alunni con problemi disciplinari in modo immediato, su segnalazione di una delle due istituzioni"
Non abbiamo già fatto abbastanza male alla scuola professionale? Serve il colpo di grazia?

Ora immagino si parlerà di dignità del lavoro artigianale, estetica caravaggesca del lavoro con le mani, liberazione dalla dittatura del libro di chi vuole solo la vanga...

Personalmente preferirei prendere a vangate chi non si arrende al libro. Ma in un scuola che non si sente incisiva si progettano meglio soluzioni "a studenti zero": elimina il problema alla radice.

Mi rimane il dubbio di cosa si voglia fare di quelli (non pochi) che si accaniscono con il percorso scolastico pure essendo adatti alla vanga. Li riorientiamo a forza?

L'eclusione serve al fatto che questi corsi regionali sono funestati dai peggiori (disciplinarmente) che vengono irresponsabilmente riorientati per tale ragioni da cdc inqualificabili.
Se si accaniscono a studiare ma hanno risultati che problema c'è? Se ce la fanno proseguono, altrimenti vengono riorientati, ma il riorientamento è sempre libero,la famiglia sceglie in piena coscienza, nessuno può essere costretto.
Il bene delle scuole professionali si fa selezionando i migliori e riorientando gli altri...
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:16 pm

lucetta10 ha scritto:
Ire ha scritto:
vorrei capire come faresti la selezione.

Perchè da quanto hai detto altrove escluderesti parecchi a causa della non formazione dei docenti all'insegnamento.  Facile è insegnare a chi è già bravo di suo-



Va da sé che, da chi ha queste belle idee mi aspetto la corsa a accaparrarsi i primi posti nei nuovi "professionali", e la garanzia che non si chiederà mai passaggio di ruolo

Ahah Lucetta, se io potessi lo farei di corsa.
Il dramma è che io agli IEFP e corsi analoghi nemmeno posso entrare, stante che lì stazionano docenti di lettere che scapperebbero via alla prima occasione (non sempre a onor del vero).
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:17 pm

Ire ha scritto:
vorrei capire come faresti la selezione.

Perchè da quanto hai detto altrove escluderesti parecchi a causa della non formazione dei docenti all'insegnamento.  Facile è insegnare a chi è già bravo di suo-

Non ho capito, in che senso?
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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:18 pm

precario.acciaio ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Trovo tutto inaccettabile, per questioni che ho spiegato mille volte, ma vedo che agli insegnanti piace una scuola senza alunni.

Se non per i motivi che non ho ora voglia di ribadire, letti e discussi mille volte, dovresti considerare che questa "salvezza" determinerebbe la perdita di diversi posti di lavoro nella scuola per "normali" e nuove assunzioni (non tra docenti) nei corsi per ... (lascio aperto il campo: riempitelo tu) quelli che hanno bisogno (chissà come mai!) della "Possibilità di escludere gli alunni con problemi disciplinari in modo immediato, su segnalazione di una delle due istituzioni"
Non abbiamo già fatto abbastanza male alla scuola professionale? Serve il colpo di grazia?

Ora immagino si parlerà di dignità del lavoro artigianale, estetica caravaggesca del lavoro con le mani, liberazione dalla dittatura del libro di chi vuole solo la vanga...

Personalmente preferirei prendere a vangate chi non si arrende al libro. Ma in un scuola che non si sente incisiva si progettano meglio soluzioni "a studenti zero": elimina il problema alla radice.

Mi rimane il dubbio di cosa si voglia fare di quelli (non pochi) che si accaniscono con il percorso scolastico pure essendo adatti alla vanga. Li riorientiamo a forza?

L'eclusione serve al fatto che questi corsi regionali sono funestati dai peggiori (disciplinarmente) che vengono irresponsabilmente riorientati per tale ragioni da cdc inqualificabili.
Se si accaniscono a studiare ma hanno risultati che problema c'è? Se ce la fanno proseguono, altrimenti vengono riorientati, ma il riorientamento è sempre libero,la famiglia sceglie in piena coscienza, nessuno può essere costretto.
Il bene delle scuole professionali si fa selezionando i migliori e riorientando gli altri...


Com'è che questo "riorientare" mi fa tanto Arancia Meccanica?

Hai mai notato che spesso i peggiori (disciplinarmente) sono anche i peggiori (didatticamente): chissà come mai? Facciamo finta di parlare dell'Iperuranio oppure vogliamo scoprire le carte?

Hai già scelto dove andrai a fare il precario dopo la "salvezza"?
Potremmo riorientare nei corsi regionali anche tutti gli insegnanti in esubero, anche se dubito se la cavino con le mani
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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:23 pm

precario.acciaio ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Ire ha scritto:
vorrei capire come faresti la selezione.

Perchè da quanto hai detto altrove escluderesti parecchi a causa della non formazione dei docenti all'insegnamento.  Facile è insegnare a chi è già bravo di suo-



Va da sé che, da chi ha queste belle idee mi aspetto la corsa a accaparrarsi i primi posti nei nuovi "professionali", e la garanzia che non si chiederà mai passaggio di ruolo

Ahah Lucetta, se io potessi lo farei di corsa.
Il dramma è che io agli IEFP e corsi analoghi nemmeno posso entrare, stante che lì stazionano docenti di lettere che scapperebbero via alla prima occasione (non sempre a onor del vero).


Non ho nessun dubbio!
I docenti di lettere stazionano ovunque, non so chi si sia inventato che scrivere e comprendere un testo scritto sia un requisito di base come il pollice opponibile: immagino che si possa dare anche questo in deroga ai corsi regionali! Li vogliamo fare con i disegnini per non far perdere tempo e distogliere dal "sapere pratico immediato"?
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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:25 pm

Sì, penso che i docenti dovrebbero essere riorientati lì in assenza di posti nella scuola pubblica, se dipendesse da me le cose nel reclutamento sarebbero molto diverse.

Non è vero che i peggiori disciplinarmente sono i peggiori didatticamente, la mia esperienza ai professionali mi dice diversamente: esistono anche problematici disciplinarmente bravi, che lasciano poi perdere tutto.
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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:27 pm

lucetta10 ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Ire ha scritto:
vorrei capire come faresti la selezione.

Perchè da quanto hai detto altrove escluderesti parecchi a causa della non formazione dei docenti all'insegnamento.  Facile è insegnare a chi è già bravo di suo-



Va da sé che, da chi ha queste belle idee mi aspetto la corsa a accaparrarsi i primi posti nei nuovi "professionali", e la garanzia che non si chiederà mai passaggio di ruolo

Ahah Lucetta, se io potessi lo farei di corsa.
Il dramma è che io agli IEFP e corsi analoghi nemmeno posso entrare, stante che lì stazionano docenti di lettere che scapperebbero via alla prima occasione (non sempre a onor del vero).


Non ho nessun dubbio!
I docenti di lettere stazionano ovunque, non so chi si sia inventato che scrivere e comprendere un testo scritto sia un requisito di base come il pollice opponibile: immagino che si possa dare anche questo in deroga ai corsi regionali! Li vogliamo fare con i disegnini per non far perdere tempo e distogliere dal "sapere pratico immediato"?

Non hai capito. Intendo dire che ai docenti delle abilitazioni di lettere sono affidate troppe materie e che tutti i posti vanno a loro, non che non siano utili le loro materie.
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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:31 pm

precario.acciaio ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Ire ha scritto:
vorrei capire come faresti la selezione.

Perchè da quanto hai detto altrove escluderesti parecchi a causa della non formazione dei docenti all'insegnamento.  Facile è insegnare a chi è già bravo di suo-



Va da sé che, da chi ha queste belle idee mi aspetto la corsa a accaparrarsi i primi posti nei nuovi "professionali", e la garanzia che non si chiederà mai passaggio di ruolo

Ahah Lucetta, se io potessi lo farei di corsa.
Il dramma è che io agli IEFP e corsi analoghi nemmeno posso entrare, stante che lì stazionano docenti di lettere che scapperebbero via alla prima occasione (non sempre a onor del vero).


Non ho nessun dubbio!
I docenti di lettere stazionano ovunque, non so chi si sia inventato che scrivere e comprendere un testo scritto sia un requisito di base come il pollice opponibile: immagino che si possa dare anche questo in deroga ai corsi regionali! Li vogliamo fare con i disegnini per non far perdere tempo e distogliere dal "sapere pratico immediato"?

Non hai capito. Intendo dire che ai docenti delle abilitazioni di lettere sono affidate troppe materie e che tutti i posti vanno a loro, non che non siano utili le loro materie.

Invece le vorrebbero più giustamente quelli che sapevano benissimo che non avrebbero potuto insegnarle e a cui facevano pure schifo ai tempi dell'università ma che ora si sono accorti che con lettere si lavora!
Lasciamo perdere questo tema...
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:33 pm

lucetta10 ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Ire ha scritto:
vorrei capire come faresti la selezione.

Perchè da quanto hai detto altrove escluderesti parecchi a causa della non formazione dei docenti all'insegnamento.  Facile è insegnare a chi è già bravo di suo-



Va da sé che, da chi ha queste belle idee mi aspetto la corsa a accaparrarsi i primi posti nei nuovi "professionali", e la garanzia che non si chiederà mai passaggio di ruolo

Ahah Lucetta, se io potessi lo farei di corsa.
Il dramma è che io agli IEFP e corsi analoghi nemmeno posso entrare, stante che lì stazionano docenti di lettere che scapperebbero via alla prima occasione (non sempre a onor del vero).


Non ho nessun dubbio!
I docenti di lettere stazionano ovunque, non so chi si sia inventato che scrivere e comprendere un testo scritto sia un requisito di base come il pollice opponibile: immagino che si possa dare anche questo in deroga ai corsi regionali! Li vogliamo fare con i disegnini per non far perdere tempo e distogliere dal "sapere pratico immediato"?

Non hai capito. Intendo dire che ai docenti delle abilitazioni di lettere sono affidate troppe materie e che tutti i posti vanno a loro, non che non siano utili le loro materie.

Invece le vorrebbero più giustamente quelli che sapevano benissimo che non avrebbero potuto insegnarle e a cui facevano pure schifo ai tempi dell'università ma che ora si sono accorti che con lettere si lavora!
Lasciamo perdere questo tema...

La Storia non mi faceva schifo ai tempi dell'università, stante che ho svolto la maggioranza di esami su questo, credo quindi che non "mi facesse schifo" e nemmeno agli altri A37.... Stiamo andando in OT...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:35 pm

precario.acciaio ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
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precario.acciaio ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
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vorrei capire come faresti la selezione.

Perchè da quanto hai detto altrove escluderesti parecchi a causa della non formazione dei docenti all'insegnamento.  Facile è insegnare a chi è già bravo di suo-



Va da sé che, da chi ha queste belle idee mi aspetto la corsa a accaparrarsi i primi posti nei nuovi "professionali", e la garanzia che non si chiederà mai passaggio di ruolo

Ahah Lucetta, se io potessi lo farei di corsa.
Il dramma è che io agli IEFP e corsi analoghi nemmeno posso entrare, stante che lì stazionano docenti di lettere che scapperebbero via alla prima occasione (non sempre a onor del vero).


Non ho nessun dubbio!
I docenti di lettere stazionano ovunque, non so chi si sia inventato che scrivere e comprendere un testo scritto sia un requisito di base come il pollice opponibile: immagino che si possa dare anche questo in deroga ai corsi regionali! Li vogliamo fare con i disegnini per non far perdere tempo e distogliere dal "sapere pratico immediato"?

Non hai capito. Intendo dire che ai docenti delle abilitazioni di lettere sono affidate troppe materie e che tutti i posti vanno a loro, non che non siano utili le loro materie.

Invece le vorrebbero più giustamente quelli che sapevano benissimo che non avrebbero potuto insegnarle e a cui facevano pure schifo ai tempi dell'università ma che ora si sono accorti che con lettere si lavora!
Lasciamo perdere questo tema...

La Storia non mi faceva schifo ai tempi dell'università, stante che ho svolto la maggioranza di esami su questo, credo quindi che non "mi facesse schifo" e nemmeno agli altri A37.... Stiamo andando in OT...


e allora? non sapevi dove avresti potuto insegnarla e come avresti potuto insegnarla altrove?
troppo OT...
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:40 pm

Non capisci. Tu mi hai obiettato che le materie letterarie ora le vogliono coloro che prima le schifavano, e io ti ho detto che così non è, anche perchè, per farti un esempio che forse sarai in grado di capire: la A51 può insegnare al triennio la storia, la A37 non può insegnare al biennio la storia.
Comunque non c'entra niente, il topic è sui corsi regionali.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:43 pm

Mi pare evidente che lucetta,verosimilmente di ruolo,probabilmente intramata nella formazione classi e nell entourage del DS,non veda più gli studenti come futuri lavoratori o universitari,e nemmeno una scuola che deve preparare a qualcosa anche a costo di mandarne metà forzatamente ad un corso regionale..il concetto di studente cambia,diventa una risorsa,un iscritto, uno che magari paga il contributi volontario,e perde ogni importanza il suo futuro..ora c e,teniamolo stretto,fa numero,è prezioso...
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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:46 pm

Felipeto ha scritto:
Mi pare evidente che lucetta,verosimilmente di ruolo,probabilmente intramata nella formazione classi e nell entourage del DS,non veda più gli studenti come futuri lavoratori o universitari,e nemmeno una scuola che deve preparare a qualcosa anche a costo di mandarne metà forzatamente ad un corso regionale..il concetto di studente cambia,diventa una risorsa,un iscritto, uno che magari paga il contributi volontario,e perde ogni importanza il suo futuro..ora c e,teniamolo stretto,fa numero,è prezioso...



Ora dovrò fare terapia per ritrovare la mia autostima!
A parte questa sfilza di imbecillità, hai qualcosa da dire?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:47 pm

precario.acciaio ha scritto:
Non capisci. Tu mi hai obiettato che le materie letterarie ora le vogliono coloro che prima le schifavano, e io ti ho detto che così non è, anche perchè, per farti un esempio che forse sarai in grado di capire: la A51 può insegnare al triennio la storia, la A37 non può insegnare al biennio la storia.
Comunque non c'entra niente, il topic è sui corsi regionali.


infatti, non c'entra niente: lasciamo cadere
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 9:55 pm

Si ho altro da dire
..hai paura della concorrenza dei centri regionali, paura che portino via i somari dalla tua scuola,paura che il tuo hotel avrà meno clienti...visione deleteria del mondo scuola quello dei numeri
.concausa del fallimento formativo ..il vostro problema è: i cr portano via iscritti? Quante prime abbiamo il prossimo anno?fine dei problemi
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 10:03 pm

Felipeto ha scritto:
Si ho altro da dire
..hai paura della concorrenza dei centri regionali, paura che portino via i somari dalla tua scuola,paura che il tuo hotel avrà meno clienti...visione deleteria del mondo scuola quello dei numeri
.concausa del fallimento formativo ..il vostro problema è: i cr portano via iscritti? Quante prime abbiamo il prossimo anno?fine dei problemi


ma che te ne frega di cosa ho paura io?

Quindi ammettiamo che stiamo immaginando la scuola per i somari? OH! Finalmente qualcuno che dice pane al pane! Non hai letto che ai corsi regionali non devono andare i reietti? Qualcuno direbbe che  fai parte di un "cdc inqualificabile"!
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 10:39 pm

In realtà sta già succedendo. Parlo della realtà lombarda. Anno su anno gli iscritti ai CFP regionali crescono. Al contrario i corrispondenti corsi professionali statali vanno a scomparire. 15 anni fa la più grande scuola del capoluogo della mia provincia era un IPSIA. Oggi la medesima scuola è ridotta ad un paio di scassatissime sezioni.

La ragione della migrazione degli iscritti dall'IPSIA ai CFP sta nel fatto che i CFP danno all'utenza quello che l'utenza vuole: un corso veramente professionalizzante.

A chi difende l'impianto post Gelmini dei professionali statali chiedo: ha senso un professionale alberghiero in cui, nel biennio iniziale si fanno 2 (ripeto 2, leggasi DUE!!!) ore settimanali di sala o di cucina? Nell'alberghiero vero, quello che esisteva prima del progetto 92, non quella schifezza che si sono inventati tra la metà degli anni 90 e l'alba della Gelmini, le ore di pratica erano la metà del quadro orario.

La verità che è non puoi obbligare l'asino a bere se non vuole sete così come non puoi appassionare alla letteratura secentesca uno che vorrebbe, banalmente, imparare ad essere un buon cuoco. Al limite puoi provare a convincerlo che gli serve anche conoscere la letteratura secentesca a patto che tu gli abbia fornito prima gli strumenti per formarsi ad essere un buon cuoco. Cosa che, purtroppo, i professionali statali attuali (non per loro volontà ne colpa) non riescono a fare.

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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mar Set 22, 2015 11:06 pm

Diciamola tutta sull alberghiero...è il professionale per antonomasia..mentre ad un elettricista una base teorica sui circuiti e su impianti serve,a chi passerà la vita a servire cappuccini o ad allestire tavolate non serve nulla che non sia pratica e quattro parole di inglese.punto.il cuoco è un artista,è già un livello superiore ,conosce le tradizioni,le spezie,..il cameriere no..è un lavoro monotono e limitante.il risultato di insegnare in cidesti istututi è l'essere derisi da pseudo professori di sala e ricevimento,non laureati a volte,che sono gli unici e contare in sede di s rutinio finale,come è giusto che sia..fisica,chimica,letteratura sono semplicemente ridicoli in queste scuole,che io non considerò nemmeno secondarie di secondo grado..l ipssar è una scuola pratica,e basta...
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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mer Set 23, 2015 8:15 am

Lenar ha scritto:
In realtà sta già succedendo. Parlo della realtà lombarda. Anno su anno gli iscritti ai CFP regionali crescono. Al contrario i corrispondenti corsi professionali statali vanno a scomparire. 15 anni fa la più grande scuola del capoluogo della mia provincia era un IPSIA. Oggi la medesima scuola è ridotta ad un paio di scassatissime sezioni.

La ragione della migrazione degli iscritti dall'IPSIA ai CFP sta nel fatto che i CFP danno all'utenza quello che l'utenza vuole: un corso veramente professionalizzante.

A chi difende l'impianto post Gelmini dei professionali statali chiedo: ha senso un professionale alberghiero in cui, nel biennio iniziale si fanno 2 (ripeto 2, leggasi DUE!!!) ore settimanali di sala o di cucina? Nell'alberghiero vero, quello che esisteva prima del progetto 92, non quella schifezza che si sono inventati tra la metà degli anni 90 e l'alba della Gelmini, le ore di pratica erano la metà del quadro orario.

La verità che è non puoi obbligare l'asino a bere se non vuole sete così come non puoi appassionare alla letteratura secentesca uno che vorrebbe, banalmente, imparare ad essere un buon cuoco. Al limite puoi provare a convincerlo che gli serve anche conoscere la letteratura secentesca a patto che tu gli abbia fornito prima gli strumenti per formarsi ad essere un buon cuoco. Cosa che, purtroppo, i professionali statali attuali (non per loro volontà ne colpa) non riescono a fare.


Proprio così, ed era la maggiore lamentela degli studenti del biennio, che si sentivano defraudati da una scuola che li obbligava a QUATTRO ore di matematica e DUE di fisica... Non sarebbe più opportuno ampliare l'offerta formativa dei licei Scientifici, aumentando lì le ore di lezione di fisica e matematica, facendo andare i ragazzi a scuola anche qualche pomeriggio?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mer Set 23, 2015 8:29 am

non ho capito una cosa: si sta parlando di riorientare i ragazzi per dare posti di lavoro ai docenti?

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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.   Mer Set 23, 2015 2:58 pm

Ire ha scritto:
non ho capito una cosa:  si sta parlando di riorientare i ragazzi per dare posti di lavoro ai docenti?


No, non credo sia questo il discorso. Personalmente credo che si parli di come ripensare il sistema scuola per renderlo coerente con i bisogni formativi espressi dai ragazzi.

Per quanto mi riguarda io vorrei una scuola con meno insegnanti che pontificano in classe "ex cathedra" e più tutor che seguono i ragazzi e li aiutano a crescere e migliorare. Mi piacerebbe una scuola che risponda davvero ai bisogni educativi di un ragazzo e che assecondi, almeno in parte, le sue inclinazioni piuttosto che imporre dall'alto cosa deve essere studiato.

Se si prende un quattordicenne e lo si obbliga a studiare la Divina Commedia, quel quattordicenne, molto probabilmente, una volta cresciuto, ricorderà sopratutto il fatto di essere stato forzato ad imparare quella noiosissima solfa. Non bisognerà poi sorprendersi se il quattordicenne, una volta cresciuto, andrà ad allargare le fila di quelli che leggono meno di un libro all'anno.

E' evidente che questo modo di fare scuola non funziona. Non funziona perché non va incontro ai bisogni dei ragazzi e non funziona perché viene applicato malamente: perché il sistema attuale possa funzionare si dovrebbe bocciare in maniera selvaggia per operare quella selezione darwiniana che farebbe emergere i migliori e consentirebbe davvero, ai pochi sopravvissuti, di raggiungere le competenze e le conoscenze elencate nelle linee guida... competenze e conoscenze talmente vaste ed articolate da non essere fisiologicamente alla portata di tutti, come dimostra l'altissima percentuale di promossi e di diplomati "con un calcio nel sedere" di cui tutti ci lamentiamo. Ma è altrettanto evidente che, nel contesto sociale attuale nessuno accetterebbe una scuola darwiniana ed esclusiva. Il modello che tutti vogliono (e che, oggettivamente, è maggiormente auspicabile nell'anno 2015) è quello di una scuola aperta ed inclusiva. Ma, per avere una scuola aperta ed inclusiva, si dovrebbe cambiare alla radice il modo con cui la scuola è pensata, organizzata e realizzata. Credo sia questo, in fondo, il topic di questo thread.

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Più corsi regionali, meno diplomi: la strategia della salvezza.
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