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 abilitazione in Romania

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AutoreMessaggio
mancarita



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MessaggioTitolo: abilitazione in Romania   Gio Set 24, 2015 2:52 pm

Promemoria primo messaggio :

Ciao a tutti. Volevo sapere se qualcuno di voi ha mai sentito parlare
oppure si è abilitato all'insegnamento in questa università
in Romania: Valahia University of Targoviste.
ho preso contatto con una scuola privata che per il primo anno
ha preso accordi con questa università estera.
Grezie per l' eventuale risposta.
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AutoreMessaggio
Mica73



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MessaggioTitolo: Re: abilitazione in Romania   Dom Dic 24, 2017 1:54 am

Dec ha scritto:
Chiedilo a lui perché solo quelli romeni e albanesi e non quelli polacchi, bulgari o svedesi. Può darsi che lui abbia un pregiudizio verso questi due paesi, ma questo non è un insulto, mentre è sicuramente un insulto dire che fa uscire il suono del vuoto spinto che ha nella scatola cranica e affermare con certezza che il suo curriculum di studi rispetto al tuo sia misero e scarno quando immagino che tu non lo conosca (hai ragione sul fatto che non ho letto tutto perché non ho tempo e perché il tenore delle argomentazioni non mi sembra che meriti particolare attenzione); strano che adesso tu non ripeta queste argomentazioni che pure ti ho evidenziato perché tu possa notarle meglio e ne citi altre che nessuno si è sognato di contestarti.
Quanto al fatto che sarei allineato al giobbe pensiero perché osservo che non è corretto scrivere che qualcuno ha il vuoto spinto nel cervello, mi sembra che la finezza dell'argomentazione si commenti da sola.

Troppo facile far finta di non capire il dove volesse arrivare, ma fai pure.

Per me il pregiudizio è un grave problema ma noto dalla tua affermazione che per te non lo è.
Il termine pregiudizio (dal latino prae, "prima" e iudicium, "giudizio") può assumere diversi significati, tutti in qualche modo collegati alla nozione di "giudizio prematuro", ossia parziale e basato su argomenti insufficienti o su una loro non completa o indiretta conoscenza.
Sul pregiudizio si arrampica il razzismo ; )
E per me nuovamente senza nessuna vergona di affermarlo nuovamente, chi ha pregiudizi e chi è razzista ha il vuoto spinto nella scatola cranica.

Ne ho conosciuti tanti di personaggi così sia all'estero che in Italia. Quando vai all'estero alcuni ti trattano da "italiano dire cosa fare altra, qui si studia sai non come da voi, chi sa cosa avrai studiato nel bel paese...", quando torni in Italia stesso discorso, gli studi che hai fatto all'estero per alcuni sono "regalati" frasi del tipo "a ma è una laurea straniera... a ma è una abilitazione straniera..." con il sorrisino ammiccante con il sottointeso che sarà un pezzo di carta stampato in casa dal vicino bravo con il computer : ) Poi quando sentono il nome dell'ateneo allora si genuflettono con espressioni di stupore e reverenza. Quanta ignoranza in chi non si è mai allontanato più di 15 km da casa sua... Li riconosco al volo i 'giobbi' ovunque sbucano fuori nel mondo, be almeno non ci sono solo in Italia...

E ripeto ulteriormente non ho dubbi che ho studiato assai più di lui ed in università assai più prestigiosa di qualunque ateneo italiano e questo rilevato in decine di classifiche internazionali, proprio nessuno dubbio per i titoli esteri pertanto. In Italia se gli dice bene avrà studiato nella mia stessa università e quindi nel primo ateneo italiano riconosciuto tale in tutte le classifiche internazionali, quindi avendo detto solamente la verità non debbo rimangiarmi nulla. Mentre lui il non troppo velato denigrare i miei studi esteri se lo può mangiare tutto boccone per boccone e sono stata anche troppo educata e gentile "...non ne riconoscerei nessuno..." trasformato poi in "...non riconoscerei solo quelli romeni ed albanesi...".
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Dec
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MessaggioTitolo: Re: abilitazione in Romania   Dom Dic 24, 2017 11:37 am

Mi fermo qui perché la disputa sta diventando oziosa, comunque ieri ho scorso i messaggi precedenti del topic e la posizione di giobbe non è certo isolata. Tu parli di razzismo, ma è solo un modo per squalificare l'interlocutore ed evitare di entrare nel merito. Il problema esiste, anche se tu fai finta di non vederlo: del resto basta guardare le pubblicità di chi propone di andare all'estero per conseguire l'abilitazione promettendo il pacchetto completo dietro congruo pagamento di denaro. Non ho detto che riguardi il tuo percorso di studi, che sarà serissimo come dici, e nemmeno la Romania più di altri paesi, ma l'idea che qualcuno che ha scritto in questo topic fosse in cerca di una scorciatoia non può non venirti. Bene se il miur vigila e non riconosce le abilitazioni poco serie, ma visto come opera nei confronti degli enti che operano in Italia permettimi di avere qualche dubbio.
Quanto a te, ribadisco che se in altri paesi il percorso è durissimo non c'è ragione di consigliare di andare all'estero, visto che alla favoletta dello scambio culturale non crede davvero nessuno (è un business che conviene a tutti, tanto è vero che si promette di stare all'estero il meno possibile; se una persona volesse davvero immergersi in un'altra cultura, più ci rimane meglio è); se prima dici che il percorso è molto più serio che in Italia e poi consigli a tutti di andarci, continuo a vederci poco chiaro.
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Mica73



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MessaggioTitolo: Re: abilitazione in Romania   Dom Dic 24, 2017 2:51 pm

Dec ha scritto:
Mi fermo qui perché la disputa sta diventando oziosa, comunque ieri ho scorso i messaggi precedenti del topic e la posizione di giobbe non è certo isolata. Tu parli di razzismo, ma è solo un modo per squalificare l'interlocutore ed evitare di entrare nel merito. Il problema esiste, anche se tu fai finta di non vederlo: del resto basta guardare le pubblicità di chi propone di andare all'estero per conseguire l'abilitazione promettendo il pacchetto completo dietro congruo pagamento di denaro. Non ho detto che riguardi il tuo percorso di studi, che sarà serissimo come dici, e nemmeno la Romania più di altri paesi, ma l'idea che qualcuno che ha scritto in questo topic fosse in cerca di una scorciatoia non può non venirti. Bene se il miur vigila e non riconosce le abilitazioni poco serie, ma visto come opera nei confronti degli enti che operano in Italia permettimi di avere qualche dubbio.
Quanto a te, ribadisco che se in altri paesi il percorso è durissimo non c'è ragione di consigliare di andare all'estero, visto che alla favoletta dello scambio culturale non crede davvero nessuno (è un business che conviene a tutti, tanto è vero che si promette di stare all'estero il meno possibile; se una persona volesse davvero immergersi in un'altra cultura, più ci rimane meglio è); se prima dici che il percorso è molto più serio che in Italia e poi consigli a tutti di andarci, continuo a vederci poco chiaro.


Finalmente hai espresso il tuo punto di vista palesemente, che intendiamoci mi era chiaro anche prima, non serve la preveggenza per capire dove volevi andare a parare. Ora si può parlare quasi in parità però : )

Il razzismo ed il pressapochismo che ha espresso "l'amico" è piuttosto palese, ma che sia solo lui o qualche migliaio di persone a pensarla in quel mondo è indifferente, del resto i pressapochisti ed i razzisti non sono due o tre. Magari lo fossero. Affermi che per non rispondere al problema mi nascondo dietro questo, ma c'è un problema? Comunque non è assolutamente così e l'ho dimostrato tanto è che replico e spiego argomentando assai approfonditamente il mio punto di vista. Poi se si passa sul personale o sul generalizzato e non per mia colpa o iniziativa, allora qualche 'pedata' la do serenamente e senza vergogne.

Passiamo alla questione, la prima domanda da farsi seriamente è definire per bene  quale sia e se ci sia il problema dei titoli esteri ? Perché non l'ho ancora letto qui, come ho scritto mandiamo i nostri figli a studiare all'estero, ci prodighiamo ad insegnargli le lingue, poi però non ci piace la legge italiana sui riconoscimenti dei titoli di studio e professionali esteri ? Come mezza Italia avrebbe voluto lo ius soli, c'è gente in digiuno, però qui che concetto vorremmo far passare? Cittadini si, ma solo se spazzano le strade, i loro titoli di studio e professionali non li vogliamo ? Mi parli di coerenza poi ? : ) Ma i titoli che i nostri concittadini vanno a conseguire all'estero allora non li vogliamo poi far spendere qui da noi ? Coerenza dici ????

Se mischi due cose assai differenti, come giobbe, ma almeno te non hai fatto ammiccamenti generalisti su romeni o altro posto ovvero di quello che è il luogo che nell'italo pensiero del momento dell'idea senza fondamenti di ove si possa prendere diplomi a sbafo nello studiare all'estero, non se ne esce. La domanda precedente non è individuata ancora, si ricade nel circolo vizioso del pressapochismo e dello generalizzare, che si conclude con l'insulto più o meno velato su chi ha avuto formazione estera o mista. Poi se si esagera con la generalizzazione si ricade con l'insulto a milioni di persone straniere tutte assieme. Intendiamoci, all'estero ho messo sull'attenti più di qualche non cittadino italiano che insultava allo stesso modo noi italiani per gli stessi motivi qui in discussione 'in Italia i diplomi si prendono ai mercatini di Natale secondo qualcuno".

Analizziamo la questione in modo serio.

Premesso che non è possibile fare affermazioni generalizzate su dove si studi di più o di meno, meglio o peggio, Italia o Estero, questo semplicemente perché sia in Italia che all'estero l'offerta formativa è assi ampia. Ci sono diplomifici in Italia ci sono diplomifici all'estero. Ci sono eccellenze all'estero ed eccellenze in Italia. E poi c'è un infinito mondo di mezzo tra i due estremi...

Questo è un fatto incontrovertibile ed è tanto vero in Inghilterra, negli USA o in Romania come assolutamente vero in Italia ed in tutto il resto dell'Unione Europea o in qualsiasi altro posto del mondo.

Premesso che il procedimento di riconoscimento della professione è un procedimento assai ostico e lungo, richiede circa 6 mesi, ma anche un anno per la preparazione del solo fascicolo da presentare al MIUR, quattro mesi minimo ma anche più per scoprire l'opinione del Ministero poi.

Premesso che i costi per la preparazione del fascicolo sono assai alti, sia in termini di permanenza all'estero che di professionisti da pagare per le traduzioni, che di tasse per le legalizzazioni.

Premesso che il MIUR ha un ampio potere discrezionale in relazione i contenuti formativi conseguiti al non riconoscere o all'assegnare misure compensative sia di studio che di pratica nell'esercizio della professione ove lo stesso ravveda una differenza sostanziale nella formazione estera conseguita rispetto quello che è lo 'standard' italiano in vigore nel momento dell'analisi dell'istanza.
L'andare a conseguire una abilitazione all'estero in un 'diplomificio' è assai rischioso, è assai probabile che si buttino i soldi. Questo si evince chiaramente analizzando i dati pubblici dei riconoscimenti esteri concessi ad italiani, sono assai limitati, non le migliaia tirate in ballo qui in precedenza, si contano sulla punta delle dita di un mano. E' stato più volte chiesto di smentire quest'ultimo punto in questa discussione, e i dati non sono mai usciti fuori, mentre ho riportato i dati ufficiali che confermano quanto da me scritto.

Che il percorso estero sia 'tremendamente difficile' questo non l'ho scritto, potrebbe essere impegnativo come anche no per i motivi di cui sopra, ma anche in Italia ci sono diversi modelli di abilitazione che si sono succeduti nel tempo, come anche coesistono tutt'oggi, più o meno impegnativi, anche in conseguenza del fatto di ove li si consegua. Ma detto questo la procedure di riconoscimento è invece certo che è assai complessa e l'aver fatto i furbi pone sulla pratica una pesante ipoteca che si corre il rischio di non poter estinguere. Non si può dare un giudizio a priori sulla formazione estera, ma si può essere certi che la formazione straniera passerà le forche caudine prima di essere autorizzata in Italia e se approvata significa che è almeno sovrapponibile a quella impartita nel nostro Paese.

Se invece parliamo di corruzione ovvero di conseguire un titolo in una istituzione 'affidabile' dal punto di vista della preparazione, ma corrompendone i funzionari per il rilascio di false attestazioni di conseguimento degli studi, allora la questione è tutt'altra. Ma in questo caso la questione vale per l'estero nuovamente come per l'Italia. Sempre le statistiche internazionali, purtroppo consolidate da anni, ci dicono che siamo tra i paesi meno virtuosi in tutta Europa in termini di corruzione, se non ricordo male il 63° Paese al mondo, siamo tra gli ultimi posti assieme proprio ai Paesi dei quali giobbe si lamenta. Pertanto anche in questo caso di cosa ci lamentiamo ? Che una decina di persone corre il rischio di finire denunciata perché ha corrotto pubblici ufficiali per dichiarare che si sono conseguiti studi ed invece non è così oppure che qualcuno di loro la faccia franca? Ma questo è altro problema, le truffe sono truffe, ti posso riempire una mezzo forum con articoli di giornale di lauree ed esami comprati in Italia, per denaro o scambio di favori sessuali. Ma di nuovo non vedo i 'numeri' di italiani con titoli stranieri 'facili o meno che potrebbero essere' per preoccuparmi di questo aspetto.

E' chiaro che è un discorso assai complesso che non si può liquidare con mezza riga ? E' chiaro che l'eventuale problema non è 'nazione dipendente' ?

In conclusione:

- studiare all'estero è possibile.
- studiare all'estero è una bella e formativa esperienza, arricchisce non solo profesionalmente per gli specifici studi, ma anche umanamente;
Per me basta questo solo punto per dire che lo rifarei ancora e che se vorranno/potranno cercherò di farlo fare anche ai miei figli.
- studiare all'estero è però più costoso che farlo in Italia per un italiano se non di vive all'estero per altre ragioni, in particolare se si pensa di voler poi tornare e far valere i proprio studi qui, anche nel caso della scelta di Paesi con costi della vita inferiori a quello italiano.
- all'estero esiste come in Italia un ampia scelta formativa, sia di qualità che meno, non dipende dal Paese la qualità, ma dall'istituzione di studi specifica, esattamente come in Italia;
- studiare all'estero richiede la conoscenza della lingua straniera del Paese ove si vuole andare a studiare di buon livello B2/C1, oppure delle lingue veicolari 'professionali' quali inglese o francese, ma non per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento ove è necessaria la competenza della lingua nazionale.
- ottenere il riconoscimento in Italia è una procedura piuttosto costosa che richiede molto tempo e non è 'automatica' l'amministrazione ha un considerevole livello di discrezionalità nel riconoscimento;
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Dec
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MessaggioTitolo: Re: abilitazione in Romania   Dom Dic 24, 2017 3:06 pm

Post lunghissimo in cui alcune affermazioni sono condivisibili e altre molto meno. Cosa c'entri lo ius soli lo sai solo tu; e poi dici che sono io che mischio cose differenti. Nessuno nega che i titoli di studio conseguiti all'estero debbano essere riconosciuti dopo essere stati accuratamente vagliati. Il fatto che anche in Italia ci siano i diplomifici e che l'Italia non sia messa bene in quanto a corruzione è innegabile, ma non è un buon motivo per importare anche quella di altri paesi. Poi sulle conclusioni posso anche essere d'accordo ed è chiaro che ognuno fa le sue scelte in piena libertà.
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MessaggioTitolo: Re: abilitazione in Romania   Dom Dic 24, 2017 3:21 pm

Dec ha scritto:
Post lunghissimo in cui alcune affermazioni sono condivisibili e altre molto meno. Cosa c'entri lo ius soli lo sai solo tu; e poi dici che sono io che mischio cose differenti. Nessuno nega che i titoli di studio conseguiti all'estero debbano essere riconosciuti dopo essere stati accuratamente vagliati. Il fatto che anche in Italia ci siano i diplomifici e che l'Italia non sia messa bene in quanto a corruzione è innegabile, ma non è un buon motivo per importare anche quella di altri paesi. Poi sulle conclusioni posso anche essere d'accordo ed è chiaro che ognuno fa le sue scelte in piena libertà.

Post lungo perché argomento complesso giuridicamente e socialmente.

Centra e come lo ius soli, se si vogliono fare a milioni nuovi cittadini, e comunque già lo sono e lo saranno sempre di più in ogni caso, non si può negare loro l'accesso alle professioni più qualificate e pertanto il riconoscimento dei loro studi stranieri eventualmente. Non si può negare loro l'opportunità di tornare a studiare anche nei loro Paesi ed eventualmente poi di voler lavorare qui, in particolare alle seconde e successive generazioni. I nuovi cittadini devono se vogliono debbono poter vivere completamente i loro 'mondi'. Abbiamo molti milioni di neo cittadini già oggi e vengono da tutto il mondo, anche senza le modifiche alla legge sulla cittadinanza è una questione assolutamente attuale che merita attenzione.
Avresti da ridire se ti scrivessi che ho più cittadinanza e che parlo 5 lingue : ) mi vorresti negare l'opportunità di andare a studiare dove più ho il piacere e l'interesse di farlo ? C'è qualcosa di male nel fatto che possiedo più cittadinanze ?

La legge sul riconoscimento degli studi esteri, assai vecchia perché faceva comodo a noi italiani un tempo quando emigravamo in massa, ma tornerà a farci comodo di nuovo purtroppo e delle professioni estere è una grande legge di civiltà ed applicata nel modo giusto è da difendere. L'UE in questo ha dato solo una riorganizzazione, ma l'impianto è nostro una volta tanto ed infatti non riconosciamo i soli titoli comunitari ma quelli di tutto il mondo.

Non è un buono prendere gli 'scarti' degli altri e ok, ma questo non è un buon motivo cambiare un legge di civiltà valida come l'attuale perché qualche 'scarto' forse esiste e ancora la questione non è dimostrata, attendo i numeri e le evidenze. Non metto in galera un quartiere intero perché forse nello stesso c'è una persona o una famiglia di ladroni ; )
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MessaggioTitolo: Re: abilitazione in Romania   Dom Dic 24, 2017 4:02 pm

Ora passi alle domande retoriche, perciò credo di non avere più nulla da dirti. Come hai capito benissimo, non conosco approfonditamente la questione e non mi interessa nemmeno più di tanto. Spero che tu abbia anche capito che non ho nessun pregiudizio nei confronti di nessun paese del mondo. Sono intervenuto solo perché la polemica con giobbe stava prendendo una direzione che non mi sembrava giusta.
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MessaggioTitolo: Re: abilitazione in Romania   Dom Dic 24, 2017 4:28 pm

Dec ha scritto:
Ora passi alle domande retoriche, perciò credo di non avere più nulla da dirti. Come hai capito benissimo, non conosco approfonditamente la questione e non mi interessa nemmeno più di tanto. Spero che tu abbia anche capito che non ho nessun pregiudizio nei confronti di nessun paese del mondo. Sono intervenuto solo perché la polemica con giobbe stava prendendo una direzione che non mi sembrava giusta.

Come vuoi, comprendo che sia argomento che non interessi a tutti, per qualche anno ancora ci si può permettere d'ignorare il fenomeno : )) però la mia non è retorica fine a se stessa, ma è argomentazione su temi di sociologia, diritto e politica.

La polemica con "l'amico" non si è spostata di una virgola, verso di lui la mia opinione è invariata le sue tesi vuote e non argomentate, ne dal punto di vista dei dati, ne da quello del diritto, ma neanche dal punto di vista filosofico o politico. Quindi le sue affermazioni rimangono becero vuoto spinto.
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abilitazione in Romania
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