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 I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 11:56 am

Quali due aspetti privilegeresti/privilegi effettivamente nella tua didattica? La domanda è per curricolari e sostegno.

1) Integrazione. L'alunno resta in classe e svolge un programma con attinenza, anche minima, con il programma della classe per farlo sentire parte di un gruppo. Se ad esempio la classe studia la storia egiziana, l'alunno fa una ricerca sulle piramidi e poi viene sollecitato a raccontarla alla classe.

2) Acquisizione delle capacità di base. L'alunno sta prevalentemente fuori dalla classe e acquisisce o rinforza le abilità di base che gli mancano, segnatamente l'utilizzo di euro.

Come armonizzereste le due strade e in quali percentuali indicative?

Ritardo medio grave, 1^ Alberghiero.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 12:07 pm

Il diritto ad essere assistito del disabile non deve ledere quello allo studio della classe..due anni fa andavo nella ora buca in aula sostegno, giocavo con loro ma in classe eviterei disabili mentali gravi,che emettono urli,grugniti e per i quali non ci sono speranze di recupero..due anni fa un ragazzo mentalmente normodotati ma sulla sedia a rotelle stava rigorosamente in classe e talvolta io stesso gli scrivevo gli appunti..i compagni uscivano alla campanella lasciandolo li...mi incaxzai come una belva e loro capirono..a turno,al termineezioni,uno di loro li accompagnava all uscita...
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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 2:27 pm

precario.acciaio ha scritto:
Quali due aspetti privilegeresti/privilegi effettivamente nella tua didattica? La domanda è per curricolari e sostegno.

1) Integrazione. L'alunno resta in classe e svolge un programma con attinenza, anche minima, con il programma della classe per farlo sentire parte di un gruppo. Se ad esempio la classe studia la storia egiziana, l'alunno fa una ricerca sulle piramidi e poi viene sollecitato a raccontarla alla classe.

2) Acquisizione delle capacità di base. L'alunno sta prevalentemente fuori dalla classe e acquisisce o rinforza le abilità di base che gli mancano, segnatamente l'utilizzo di euro.

Come armonizzereste le due strade e in quali percentuali indicative?

Ritardo medio grave, 1^ Alberghiero.
Lapsus, lo capisco, ma spia di una realtà: spesso li facciamo sentire parte di un gruppo sebbene non lo siano veramente; una vera e propria finzione.
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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 2:36 pm

Felipeto ha scritto:
Il diritto ad essere assistito del disabile non deve ledere quello allo studio della classe..due anni fa andavo nella ora buca in aula sostegno, giocavo con loro ma in classe eviterei disabili mentali gravi,che emettono urli,grugniti e per i quali non ci sono speranze di recupero..due anni fa un ragazzo mentalmente normodotati ma sulla sedia a rotelle stava rigorosamente in classe e talvolta io stesso gli scrivevo gli appunti..i compagni uscivano alla campanella lasciandolo li...mi incaxzai come una belva e loro capirono..a turno,al termineezioni,uno di loro li accompagnava all uscita...
Alcuni anni fa durante il tirocinio del TFA (quindi classe non mia), ebbi modo di osservare un disabile grave nelle ore che passava in classe (poche).
Il ragazzo aveva problemi fisici e mentali, seguiva un orario ridotto e sempre solo col sostegno; il corso era per OSS (o qualcosa di simile) acronimo per Operatrici Socio Sanitarie ........ badanti per gli amici.
La classe era composta da quasi solo ragazze, quasi solo straniere; il fatto che lui studiasse per diventare badante quando doveva essere badato sarebbe stato ironico se non avesse seguito la programmazione differenziata, comunque avere intorno a sé una trentina di future badanti doveva essere una situazione ideale no ?

No. Lui ovviamente faceva i suoi disegni ed i suoi ritagli, quindi non faceva una vera lezione simile a quella delle altre ed anche durante l'intervallo, le ragazze uscivano dalla classe ed andavano in bagno, al bar, a fumare, a chiacchierare, a sedurre ed a tirarsela, come era normale fare per delle quindicenni; lui solo in classe col prof di sostegno.

Quella era integrazione ? Smettiamola di prenderci in giro, l'integrazione è possibile ed è perfino spontanea con i disabili che non hanno problemi troppo grossi, ma per quelli l'integrazione non deve essere il solo obiettivo; possono e devono seguire una programmazione conforme per obiettivi minimi, che gli lasci qualcosa di spendibile.
Negli altri casi la scuola non può che limitarsi a "fare la splendida" con leggi e leggine ricche di fuffa e povere di sostanza.
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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 3:23 pm

Io sinceramente farei tutte classi di livello, sottoporrei gli alunni che iniziano un ciclo alla misurazione del QI e, in base ai risultati, li metterei nelle classi di livello, farei distinzioni anche tra i normodotati quindi. Sarebbe stupendo, infatti i bravi non si annoierebbero mai, i meno dotati sarebbero comunque promossi perché si ridurrebbero gli obiettivi e tutti felici sarebbero...........
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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 7:15 pm

Idem
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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 8:39 pm

avidodinformazioni ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
Quali due aspetti privilegeresti/privilegi effettivamente nella tua didattica? La domanda è per curricolari e sostegno.

1) Integrazione. L'alunno resta in classe e svolge un programma con attinenza, anche minima, con il programma della classe per farlo sentire parte di un gruppo. Se ad esempio la classe studia la storia egiziana, l'alunno fa una ricerca sulle piramidi e poi viene sollecitato a raccontarla alla classe.

2) Acquisizione delle capacità di base. L'alunno sta prevalentemente fuori dalla classe e acquisisce o rinforza le abilità di base che gli mancano, segnatamente l'utilizzo di euro.

Come armonizzereste le due strade e in quali percentuali indicative?

Ritardo medio grave, 1^ Alberghiero.
Lapsus, lo capisco, ma spia di una realtà: spesso li facciamo sentire parte di un gruppo sebbene non lo siano veramente; una vera e propria finzione.

Non è un lapsus, è una realtà vera e propria: un alunno con differenziati potrà essere integrato al 100 % in una classe ma purtroppo resterà sempre uno iato tra lui e il resto della classe al termine del percorso scolastico... è importante, almeno nel percorso, cercare di far sentire l'alunno almeno parzialmente parte di un gruppo, ma assicuro che è un lavoro delicato e difficilissimo.
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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 8:43 pm

Felipeto ha scritto:
Il diritto ad essere assistito del disabile non deve ledere quello allo studio della classe..due anni fa andavo nella ora buca in aula sostegno, giocavo con loro ma in classe eviterei disabili mentali gravi,che emettono urli,grugniti e per i quali non ci sono speranze di recupero..due anni fa un ragazzo mentalmente normodotati ma sulla sedia a rotelle stava rigorosamente in classe e talvolta io stesso gli scrivevo gli appunti..i compagni uscivano alla campanella lasciandolo li...mi incaxzai come una belva e loro capirono..a turno,al termineezioni,uno di loro li accompagnava all uscita...

Sì concordo. Tuttavia occorre precisare che il ragazzo con ritardo medio a cui mi riferisco non ha nessuno dei comportamenti che possono distrarre una classe... i problemi però restano ugualmente:
1) Da curricolare e sostegno assieme vedo le due facce della medaglia. Il sostegno, anche quando è discreto e collaborativo, può essere una distrazione per la concentrazione.
2) Il caso del normodotato esula dal discorso perchè sicuramente aveva gli obiettivi minimi e non il differenziato.
3) Sul visitare i gravi in aula sostegno è una cosa ottima, che pochi hanno purtroppo la sensibilità di fare.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 8:47 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Felipeto ha scritto:
Il diritto ad essere assistito del disabile non deve ledere quello allo studio della classe..due anni fa andavo nella ora buca in aula sostegno, giocavo con loro ma in classe eviterei disabili mentali gravi,che emettono urli,grugniti e per i quali non ci sono speranze di recupero..due anni fa un ragazzo mentalmente normodotati ma sulla sedia a rotelle stava rigorosamente in classe e talvolta io stesso gli scrivevo gli appunti..i compagni uscivano alla campanella lasciandolo li...mi incaxzai come una belva e loro capirono..a turno,al termineezioni,uno di loro li accompagnava all uscita...
Alcuni anni fa durante il tirocinio del TFA (quindi classe non mia), ebbi modo di osservare un disabile grave nelle ore che passava in classe (poche).
Il ragazzo aveva problemi fisici e mentali, seguiva un orario ridotto e sempre solo col sostegno; il corso era per OSS (o qualcosa di simile) acronimo per Operatrici Socio Sanitarie ........ badanti per gli amici.
La classe era composta da quasi solo ragazze, quasi solo straniere; il fatto che lui studiasse per diventare badante quando doveva essere badato sarebbe stato ironico se non avesse seguito la programmazione differenziata, comunque avere intorno a sé una trentina di future badanti doveva essere una situazione ideale no ?

No. Lui ovviamente faceva i suoi disegni ed i suoi ritagli, quindi non faceva una vera lezione simile a quella delle altre ed anche durante l'intervallo, le ragazze uscivano dalla classe ed andavano in bagno, al bar, a fumare, a chiacchierare, a sedurre ed a tirarsela, come era normale fare per delle quindicenni; lui solo in classe col prof di sostegno.

Quella era integrazione ? Smettiamola di prenderci in giro, l'integrazione è possibile ed è perfino spontanea con i disabili che non hanno problemi troppo grossi, ma per quelli l'integrazione non deve essere il solo obiettivo; possono e devono seguire una programmazione conforme per obiettivi minimi, che gli lasci qualcosa di spendibile.
Negli altri casi la scuola non può che limitarsi a "fare la splendida" con leggi e leggine ricche di fuffa e povere di sostanza.

Alcune soluzioni ci sono, ma vengono escluse a priori dalla normativa vigente. Organizzare laboratori interclasse con i ragazzi certificati di livello analogo e considerare la classe come punto di appoggio in occasioni specifiche (quando la classe guarda un film, o fa un percorso concordato curricolare - sostegno) potrebbe essere la soluzione, ma ripeto, la normativa vigente non lo consente...
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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 8:50 pm

Scuola70 ha scritto:
Io sinceramente farei tutte classi di livello, sottoporrei gli alunni che iniziano un ciclo alla misurazione del QI e, in base ai risultati, li metterei nelle classi di livello, farei distinzioni anche tra i normodotati quindi. Sarebbe stupendo, infatti i bravi non si annoierebbero mai, i meno dotati sarebbero comunque promossi perché si ridurrebbero gli obiettivi e tutti felici sarebbero...........

Non sono del tutto contrario, ma ci sono secondo me delle obiezioni che possono essere formulate:
1) In un sistema con classi di livello differenziato secondo il QI, quali titoli verrebbero rilasciati? Titoli uguali tra loro?
2) Il rischio sarebbe di dover frammentare in modo delirante l'istituzione scuola... ogni liceo avrebbe i suoi livelli, ogni professionale, ogni tecnico?
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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 9:13 pm

precario.acciaio ha scritto:
Scuola70 ha scritto:
Io sinceramente farei tutte classi di livello, sottoporrei gli alunni che iniziano un ciclo alla misurazione del QI e, in base ai risultati, li metterei nelle classi di livello, farei distinzioni anche tra i normodotati quindi. Sarebbe stupendo, infatti i bravi non si annoierebbero mai, i meno dotati sarebbero comunque promossi perché si ridurrebbero gli obiettivi e tutti felici sarebbero...........

Non sono del tutto contrario, ma ci sono secondo me delle obiezioni che possono essere formulate:
1) In un sistema con classi di livello differenziato secondo il QI, quali titoli verrebbero rilasciati? Titoli uguali tra loro?
2) Il rischio sarebbe di dover frammentare in modo delirante l'istituzione scuola... ogni liceo avrebbe i suoi livelli, ogni professionale, ogni tecnico?
Se vogliamo prendere sul serio la proposta (io non l'ho fatto), ricordiamo che il QI non è misurabile in maniera oggettiva e universalmente condivisa, non è come una lunghezza per cui esista il metro campione.
Ricordiamo poi che il QI è solo una delle variabili che influenzano l'apprendimento, l'impegno ed il percorso precedente sono due variabili ugualmente importanti.

Se classi di livello devono essere, classi di livello siano, ma non basate sul QI.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 9:21 pm

Al di là del criterio (Q.I. o altro) l'opzione "classi di livello" esiste tra i docenti. Se poi l'intervento era ironico, non lo avevo capito...
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 9:32 pm

no ecco, era ironico
Q.I. ahahahah
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 9:45 pm

Humboldt ha scritto:
no ecco, era ironico
Q.I. ahahahah

Mi sa che non capisco dunque.
Il Q.I. comunque è ciò che determina il tipo di ritardo del ragazzo, noi non abbiamo competenze per non considerarlo.
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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Dom Set 27, 2015 10:29 pm

precario.acciaio ha scritto:
Humboldt ha scritto:
no ecco, era ironico
Q.I. ahahahah

Mi sa che non capisco dunque.
Il Q.I. comunque è ciò che determina il tipo di ritardo del ragazzo, noi non abbiamo competenze per non considerarlo.
Si ma nel vostro caso si fornisce un numero che da un'idea; se ti dico che il tuo ragazzo ha QI 75 ed invece ce l'ha 81 o 70 ti cambia qualcosa ? Comunque dovrai conoscerlo bene, individuare i suoi limiti ed i suoi bisogni, capire come comportarti con lui; nessuna di queste cose la deciderai leggendo una diagnosi, tutto con sperimentazione dal vivo.

Certo che se ti passano per 75 un 90 o un 60 allora tutto cambia.

L'idea stessa di "ritardo" è una fesseria; presuppone che la mente si sia sviluppata armoniosamente fino ad una certa età e sottointende che seppure lentamente possa progredire.

Il "ritardato" invece ha alcune funzioni compromesse, più di qualsiasi bambino, e non mi risulta che possa realmente progredire.

Mi ricordo che al TFA un docente di sostegno ci illustrava il suo lavoro con un suo ragazzo; diceva che lo aiutava ad imparare i nomi delle bidelle.

A che età i bambini imparano con difficoltà i nomi delle persone ? Due anni ? Lo fanno appena imparano a parlare; se quel ragazzo avesse avuto un ritardo a livello dei 2 anni allora avrebbe portato il pannolone e non si sarebbe potuto comunicare con lui se non chiamando l'acqua "mbua" ed il cibo "pappa".
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Lun Set 28, 2015 5:09 pm

Comunque stavolta non ero ironico, anche se consapevole del fatto che la mia idea di dividere gli alunni per livello non verrà mai attuata.
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Lun Set 28, 2015 10:08 pm

Scuola70 ha scritto:
Comunque stavolta non ero ironico, anche se consapevole del fatto che la mia idea di dividere gli alunni per livello non verrà mai attuata.

ah ok, allora ti potrei chiedere se ti capita spesso in una tua lezione di notare bravi che si annoiano e meno bravi che non riescono a seguire?
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Mar Set 29, 2015 6:35 am

L'idea di comporre classi per livello è una solenne sciocchezza, forse alimentata dal desiderio irrazionale di avere solo alunni "bravi".

Datemi invece un parere. Prima media, ritardo medio, ragazzo con delle capacità (legge e scrive, anche al computer, si esprime verbalmente in maniera corretta), ADHD con tempi di attenzione (molto) ridotti e tendente a improvvisi scatti di violenza e fughe; un insegnante di sostegno quasi fisso e uno o due AEC. E' giusto che stia quasi sempre fuori della classe?
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Mar Set 29, 2015 6:43 am

Per Humboldt: In realtà mi capita di avere alunni intelligenti più degli altri che comprendono al volo e si annoiano, mentre i meno bravi hanno difficoltà a seguire e alla fine preferiscono distrarsi, ovviamente dipende anche dal livello di coinvolgimento che riesco a creare, ma è una cosa che noto.
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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Mar Set 29, 2015 11:47 am

ushikawa ha scritto:
L'idea di comporre classi per livello è una solenne sciocchezza, forse alimentata dal desiderio irrazionale di avere solo alunni "bravi".

Datemi invece un parere. Prima media, ritardo medio, ragazzo con delle capacità (legge e scrive, anche al computer, si esprime verbalmente in maniera corretta), ADHD con tempi di attenzione (molto) ridotti e tendente a improvvisi scatti di violenza e fughe; un insegnante di sostegno quasi fisso e uno o due AEC. E' giusto che stia quasi sempre fuori della classe?
Se la domanda vuole una risposta ufficiale allora l'alunno deve stare in classe sempre.

Se vuoi una risposta ufficiosa, ha senso tenerlo nei brevi tempi di attenzione; quando non è più attento che ci resta a fare ? Le sedie soffrono il freddo ? Lui non è adatto a scaldarle, come ADHD immagino si alzi spesso !
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Mar Set 29, 2015 6:42 pm

Scuola70 ha scritto:
Per Humboldt: In realtà mi capita di avere alunni intelligenti più degli altri che comprendono al volo e si annoiano, mentre i meno bravi hanno difficoltà a seguire e alla fine preferiscono distrarsi, ovviamente dipende anche dal livello di coinvolgimento che riesco a creare, ma è una cosa che noto.

eh infatti, il livello di coinvolgimento, qualcosa di interessante è interessante per tutti, indipendentemente dal livello di scolarizzazione.
ovviamente per costruire una lezione interessante per tutti, occorre prepararsi molto bene avere passione per quello che si insegna. Alle medie non mi è quasi mai capitato di preparare bene una lezione e di avere problemi. Alle superiori forse è un po' diverso non so, dipenderà anche dalle materie, occorrerebbero più laboratori e attrezzature.
In una scuola ideale nessun professore dovrebbe insegnare qualcosa di cui non è appassionato, in questo modo, ovviamente, avrebbe molte più possibilità di coinvolgere e formare i ragazzi.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Mar Set 29, 2015 8:07 pm

Solite utopie...la curiosità e il piacere per l imparare cose nuove è soggettivo come tutto...oggi in classe una parte di alunni si è interessata,mi ha riempito di domande quando, studiando il tubo di pitot,hanno saputo che il malfunzionamento di uno stupidissimo tubo metallico con dei forellini ha provocato alcuni disastri aerei ..nel contempo alcune figliole ,mi accorsi poi , stavano discutendo sull attuale fidanzata di un ex di una di loro....miss Italia docet....
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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Mar Set 29, 2015 8:20 pm

bene felipeto capisco
allora immaginiamo di dividere i ragazzi a seconda del livello e dell'interesse, non pretenderai mica di insegnare solo nelle classi di alunni alfa?
come faresti lezione nella classe degli alunni beta?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Mar Set 29, 2015 9:21 pm

Ad alcuni ragazzi semplicemente non fotte un caxx di imparare nulla..puoi proporgli effetti speciali didattica iper interattiva ma al minimo accenno di impegno loro nisba.. Dopodiché dobbiamo finirla di pensare che un adolescente debba fare solo ciò che gli piace..la scuola deve avere strumenti impositivi...la certezza della bocciatura con due materie insufficienti, abolizione voto di consiglio POSsoNO essere uno spauracchio.. Dopodiché io consiglio a chi non trova un minimo di interesse per la scuola,anche dopo una prima bocciatura di rivolgersi altrove (formazione professionale)...
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: I differenziati (ritardi medio gravi) tra integrazione e acquisizione delle capacità di base.   Mar Set 29, 2015 10:12 pm

Ah bene quindi solo classi alfa.
E dove sarebbe la peculiarità dell'insegnante nel gestire una classe di ragazzi preparati, motivati, interessati?  
Evidentemente preparati, motivati, e interessati per ragioni loro, non grazie alla scuola, visto che la scuola non può nulla per quelli disinteressati. non ci sono effetti speciali che tengano, loro nisba.
Insomma la scuola non serve a un fico secco, fossi il governo inizierei a pensare a licenziamenti di massa.
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