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 Disavventure parascolastiche

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MessaggioOggetto: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 5:47 pm

Il comune della mia scuola organizza ogni anno una giornata ecologica di sensibilizzazione sulla pulizia delle spiagge, in cui sono coinvolti tutti, a iniziare da tutte le scuole ubicate nel comune. In pratica ci si distribuisce tutti, cittadini, scolari, studenti, amministratori e dipendenti del comune, associazioni di volontariato, corpo forestale, militari della base NATO e chi più ne ha più ne metta nelle varie spiagge del territorio (alcune veramente da favola, specialmente se viste "fuori stagione"). Al termine della mattinata ci si ritrova tutti nel porto turistico per un rinfresco.
Anche quest'anno abbiamo aderito e d'accordo con uno degli assessori, che peraltro è una collega di una scuola in un altro comune, ci siamo organizzati per trasportare il nostro gruppo in una delle spiagge più distanti. Che poi è una delle più famose della nostra regione, con dune che non hanno nulla a che invidiare con quelle del Sahara.

Quest'anno però siamo incappati in una serie di imprevisti che ci hanno costretto a passare quasi tutta la mattinata in una rocambolesca serie di eventi, circoscrivendo l'escursione in spiaggia ad appena una mezz'oretta, giusto il tempo di riempire qualche sacco di immondizia lasciata ogni estate dai coglioni.

Il nostro corteo era composto da due pulmini mercedes del comune, la mia auto, l'auto di un genitore e il camioncino di un altro genitore.
Per raggiungere la spiaggia avremmo dovuto passare per una scorciatoia attraverso un varco nella base NATO, come fatto l'anno scorso. In effetti, i militari ci attendevano al varco, come da programma, invece il pulmino capofila ha tirato dritto per passare dall'accesso ordinario, da un altro comune. La ragione stava nel fatto che attraverso questa via, che aggira un sistema di stagni costieri, è possibile introdursi in una stradina riservata su fondo sabbioso che passa nel sistema retrodunale e permette di arrivare con i mezzi direttamente a ridosso della spiaggia, mentre passando dal territorio della base avremmo dovuto percorrere un chilometro a piedi.

Arriviamo alla stradina e dopo qualche centinaio di metri giungiamo ad un pozzangherone (praticamente uno stagno estemporaneo) che bloccava il percorso. Nei giorni scorsi, in Sardegna, abbiamo visto un bel po' di pioggia torrenziale. Uno degli autisti dei pulmini non si è perso d'animo e ha attraversato deciso il pozzangherone. Al che ho subito valutato la profondità del pozzangherone e l'opportunità di non rischiare di impantanarmi con la mia auto. Stessa valutazione fatta anche dal genitore che guidava l'altra auto. Ci siamo parcheggiati lasciando le auto e siamo saliti sugli altri mezzi e riprendendo il percorso.
Io e i due studenti che erano con me siamo saliti sul pulmino capofila.
Io (rivolto all'autista) - certo che è un bell'incosciente ad attraversare a scatola chiusa questi acquitrini
Autista - ma no, è tutto calcolato (più o meno...)
Io - vabbe', in fondo se ci areniamo ci sono braccia forti per spingere (riferito agli studenti)
Si prosegue perciò alternando guadi a tratti di strada asciutta, con qualcuno, fra gli studenti, che si divertiva a fare l'uccello del malaugurio. Tutto normale finché arriviamo alla regina delle pozzanghere. Praticamente uno stagno che sfociava nello stagno vicino (quello vero) e che invadeva la strada per qualcosa come 100-150 metri.
Io - ma questo è un fiume!
L'autista non si è perso d'animo e ha imboccato deciso il "guado", sollevando due muraglie d'acqua fangosa ai lati (gli altri si sono fermati prudentemente). A poche decine di metri dal sospirato traguardo, il pulmino perde colpi, si arena, e dopo un paio di secondi di slittamento a vuoto si abbassa paurosamente dal lato posteriore e si spegne. L'autista prova a rimettere in moto, ma nulla da fare.
Autista - Non si accende!
Io - Andiamo bene
Con calma apro lo sportello, che sfiora la superficie dell'acqua e prendo atto che avrei dovuto fare un salto in lungo di almeno un metro e mezzo per mettere i piedi sulla "sponda" limacciosa senza dover bagnarmi i piedi. No, peraltro invece di portarmi gli scarponi da trekking ho avuto la bella idea di mettermi le polacchine a suola liscia. Non era il caso di rischiare.
Studente (agli ultimi posti) - QUI STA ENTRANDO ACQUA DAL COFANO!
Mentre l'autista telefonava per far arrivare un fuoristrada con cavo (in realtà ci sarebbe voluto un'oretta prima dell'arrivo dei soccorsi) ho pensato alla cosa più logica da farsi per tirarci fuori dall'impiccio di stare come una massa di bamba all'interno di un'auto impantanata in mezzo ad un lago. Prendo i rotoli dei sacchi della spazzatura, ne strappo due e me li infilo nelle gambe, dopo di che scendo e guado. Azz! l'acqua arrivava poco sotto il ginocchio.
Visto il successo dell'idea, a turno hanno fatto tutti la stessa cosa. Qualcuno, divertito, si è sbizzarrito a improvvisare passeggiate nell'acqua, salvo poi scoprire che l'immancabile buchetto nel sacco finiva per bagnare i piedi.
Alla fine abbiamo lasciato l'autista ad attendere i soccorsi, mentre a piedi abbiamo raggiunto gli altri mezzi (che per fortuna non si sono avventurati) passando dalle dune. Tornati indietro abbiamo recuperato le altre macchine e siamo andati al varco della base militare (per fortuna la jeep dei militari è rimasta lì ad attenderci).
Ci siamo avventurati in un'altra strada sterrata, tra cespugli di lentisco e vacche radioattive al pascolo, solitamente percorsa da mezzi militari nelle esercitazioni, per fortuna del tutto abbordabile. Dopo qualche chilometro arriviamo al secondo varco, quello che porta alla spiaggia, ma un ruscellamento ha eroso tutta la terra della stradina di fronte al cancello, lasciando una mezza voragine di qualche decimetro di profondità. Da pazzi rischiare di spaccare la coppa dell'olio, perciò abbiamo lasciato i mezzi lì, ciascuno si è preso un sacco e abbiamo fatto l'ultimo pezzo a piedi.
Arriviamo in spiaggia, giusto il tempo di una mezzoretta per raccogliere un po' di schifezze, quanto basta per riempire il cassone del camioncino, e, gioia degli studenti, approfittare di fare qualche scalata delle dune più alte sotto un sole cocente (se lo fai d'estate ti prendi certi multoni...).
Arrivati ai mezzi prendiamo la strada del ritorno, superiamo le vacche radioattive al pascolo, usciamo dal campo di esercitazioni e imbocchiamo la strada per arrivare al porto.
Per scoprire che gli altri gruppi, arrivati in anticipo, si erano sbafati quasi tutto lasciandoci qualche avanzo.

Va be', in fondo è stata una mattinata inconsueta. Qualche giovincello è rimasto con le scarpe infradiciate, ma più che lamentarsi si è divertito. Al porto si era già sparsa la notizia.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 5:58 pm

Mi incuriosiscono le vacche radioattive
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 6:07 pm

vi è andata bene! ma avete rischiato eh...ma che autista avevate!
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 6:08 pm

Perché i multoni estivi?
Tu porti sulla tua auto studenti in gita? Non minori però vero?
Comunque...se ti legge paniscus ti corca...eheheh
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 6:27 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Mi incuriosiscono le vacche radioattive
È una delle basi più attive per le esercitazioni NATO (simulazioni di sbarchi et similia). Sembra che facciano uso di ordigni a uranio impoverito.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 6:30 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Mi incuriosiscono le vacche radioattive

Non so se hai mai sentito parlare di basi NATO, esercitazioni militari e di uranio impoverito che purtroppoo hanno coinvolto e coinvolgono ancora la Sardegna
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 6:40 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Mi incuriosiscono le vacche radioattive
È una delle basi più attive per le esercitazioni NATO (simulazioni di sbarchi et similia). Sembra che facciano uso di ordigni a uranio impoverito.
OK, spero che facciano uso di proiettili simili a quelli ad uranio impoverito, in fin dei conti i soldati devono impratichirsi a mirare e colpire, che il bersaglio si fori o no non è essenziale; io al posto della NATO non farei cazzate.

Per sfatare un mito: l'uranio impoverito non ammazza perchè è radioattivo ma perchè è tossico (tipo cianuro); fa venire tumori nello stesso modo in cui li fa venire il catrame da sigaretta o il cromo esavalente.
L'uranio non è radiottivo tanto quanto si crede (un po' si) e quello impoverito lo è ancora meno.
Molto più radioattivo è il radon che ne scaturisce a seguito di decadimento; il radon si può concentrare nelle nostre cantine ed è pericoloso per chi vi stazionasse a lungo e con continuità (cantina-laboratorio).
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 6:54 pm

tellina ha scritto:
Perché i multoni estivi?
Gli ecosistemi dunali sono delicatissimi e, per le loro caratteristiche, sono fortemente esposti alla pressione antropica. In pochi decenni si può distruggere una duna anche semplicemente camminandoci sopra o scalandole e le dune sono proprio le più esposte ai bagnanti: la gente si diverte a scalarle oppure, se sono ricoperte da vegetazione le usa come cesso. Una volta distrutta, una duna non è più recuperabile se non con interventi piuttosto complicati e che richiedono anni e anni.
Per questo motivo sono protette ormai da tempo con il divieto di accesso. Oltre ad altri divieti finalizzati a proteggere la scomparsa delle spiagge, tipo l'insana abitudine di portarsi via la bottiglietta di sabbia o il barattolino di conchiglie come souvenir, l'accesso con auto, ecc.
Per ricostruire una spiaggia occorrono millenni. Una volta superata una soglia critica un ecosistema dunale è destinato a trasformarsi in una pietraia battuta dalle onde.

Se vuoi saperne di più ti posso far avere un opuscolo divulgativo che alcuni anni fa l'amministrazione provinciale di Cagliari pubblicò alcuni anni fa per sensibilizzare le scuole attraverso un progetto (Providune). È molto interessante oltre che istruttivo per chi è completamente digiuno. Se sei un'amante del mare scoprirai che molte delle normalissime azioni che fai d'estate quando sei al mare hanno un impatto distruttivo sulle spiagge.

Citazione :
Tu porti sulla tua auto studenti in gita? Non minori però vero?
In questa occasione sì. E sappi che sono minori. È il terzo anno che lo faccio e lo faccio con piena consapevolezza e per scelta personale, conoscendo perfettamente tutto il contesto e valutando l'opportunità di questa scelta. Perciò risparmiatemi tutto il tormentone, non sono un pazzo incosciente, è mia abitudine valutare i rischi di un contesto sapendo fin dove posso spingermi assumendomi una responsabilità diretta.

Invece sono 21 anni che non accompagno più una classe in un viaggio distruzione con pernottamento.

Citazione :
Comunque...se ti legge paniscus ti corca...eheheh
Estiqaatsi... :-D
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 6:56 pm

giovanna onnis ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Mi incuriosiscono le vacche radioattive

Non so se hai mai sentito parlare di basi NATO, esercitazioni militari e di uranio impoverito che purtroppoo hanno coinvolto e coinvolgono ancora la Sardegna

http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/09/18/news/poligono-di-teulada-i-militari-qui-niente-uranio-impoverito-1.9954772
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 7:00 pm

Uh mamma nonono non voglio saperne nulla.
Già ci vado pochissimo al mare...se poi devo sentirmi pure in colpa...
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raganella



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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 7:04 pm


Per chi non sapesse di cosa si parla:


https://www.google.it/search?q=le+dune+di+teulada&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ved=0CCwQsARqFQoTCNfLgPfjpsgCFUi1FAodWSgHOw&biw=1366&bih=657
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 7:22 pm

tellina ha scritto:
Uh mamma nonono non voglio saperne nulla.
Già ci vado pochissimo al mare...se poi devo sentirmi pure in colpa...
Non devi sentirti in colpa, semplicemente un po' più responsabile. Immagino che se vai in un bosco sai che una serie di azioni è bene non farle per preservarne l'integrità. Perché non fare lo stesso per la spiaggia?
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 7:23 pm

raganella ha scritto:

Per chi non sapesse di cosa si parla:


https://www.google.it/search?q=le+dune+di+teulada&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ved=0CCwQsARqFQoTCNfLgPfjpsgCFUi1FAodWSgHOw&biw=1366&bih=657

Nota come spiaggia de "Is arenas biancas". Spiaggia de "le sabbie bianche". Così chiamata per il colore bianchissimo tipico delle sabbie calcaree.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 8:16 pm

Non capisco come mai i militari nato debbano "simulare" uno sbarco (stanno ancora aspettando la wehrmacht?).... Basta andare in Sicilia e sbarchi ne hanno finché vogliono.
.
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 9:08 pm

Felipeto ha scritto:
Non capisco come mai i militari nato debbano "simulare" uno sbarco (stanno ancora aspettando la wehrmacht?).... Basta andare in Sicilia e sbarchi ne hanno finché vogliono.
.
L'uomo ama così tanto la guerra che ha l'estrema necessità di giocare alla guerra anche quando crede o dice di essere in pace.
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 9:37 pm

Felipeto ha scritto:
Non capisco come mai i militari nato debbano "simulare" uno sbarco (stanno ancora aspettando la wehrmacht?).... Basta andare in Sicilia e sbarchi ne hanno finché vogliono.
.

Si vis pacem, para bellum
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 10:00 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
Felipeto ha scritto:
Non capisco come mai i militari nato debbano "simulare" uno sbarco (stanno ancora aspettando la wehrmacht?).... Basta andare in Sicilia e sbarchi ne hanno finché vogliono.
.
L'uomo ama così tanto la guerra che ha l'estrema necessità di giocare alla guerra anche quando crede o dice di essere in pace.
Penso fosse una battuta sugli sbarchi degli immigrati
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 10:11 pm

Beh si....dal punto di vista razionale abbiamo una marina militare e guardia costiera che utilizzano costosissime navi ed aerei per caricare a bordo e trasferire su territorio italiano qualche centinaio di clandestini ogni giorno..nel contempo l alleato nato si addestra a respingere militarmente un eventuale invasore sul territorio italiano..bisognerebbe solo capirsi...o meglio abolire sto carrozzone di pseudo Rambo che vive in mondo a parte
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 10:22 pm

Felipeto ha scritto:
Beh si....dal punto di vista razionale abbiamo una marina militare e guardia costiera che utilizzano costosissime navi ed aerei per caricare a bordo e trasferire su territorio italiano qualche centinaio di clandestini ogni giorno..nel contempo l alleato nato si addestra a respingere militarmente un eventuale invasore sul territorio italiano..bisognerebbe solo capirsi...o meglio abolire sto carrozzone di pseudo Rambo che vive in mondo a parte

L'Islanda sarebbe il tuo paradiso.
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 10:40 pm

Effettivamente la Sardegna è una regione molto militarizzata: mi ricordo, fino a qualche anno fa, che passando davanti alla Maddalena c'erano schierate numerose navi americane e numerosi sottomarini: questi ultimi si vedevano non di rado in navigazione, una volta ne incontrai uno che navigava addirittura, in una giornata con il mare grosso e quindi poche barche in giro, a circa 200 metri dall'imbocco di uno dei porti della costa: fotografai questo strano incontro ravvicinato.
Una cosa che mi sono sempre chiesto è la pericolosità degli ordigni nucleari che hanno sicuramente a bordo queste imbarcazioni, a livello di radiazioni; ho comunque saputo, dopo aver terminato il Politecnico di Milano, che anche all'interno del Politecnico, in pieno centro di Milano, c'era un mini reattore nucleare (non so se questa sia la definizione corretta, non sono un fisico) che qualche radiazione sicuramente l'aveva....

Morale: le radiazioni te le prendi anche dove meno te le aspetti, nelle meravigliose isole sarde così come nel centro di Milano...
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 10:51 pm

udl ha scritto:
Effettivamente la Sardegna è una regione molto militarizzata: mi ricordo, fino a qualche anno fa, che passando davanti alla Maddalena c'erano schierate numerose navi americane e numerosi sottomarini: questi ultimi si vedevano non di rado in navigazione, una volta ne incontrai uno che navigava addirittura, in una giornata con il mare grosso e quindi poche barche in giro, a circa 200 metri dall'imbocco di uno dei porti della costa: fotografai questo strano incontro ravvicinato.
Una cosa che mi sono sempre chiesto è la pericolosità degli ordigni nucleari che hanno sicuramente a bordo queste imbarcazioni, a livello di radiazioni; ho comunque saputo, dopo aver terminato il Politecnico di Milano, che anche all'interno del Politecnico, in pieno centro di Milano, c'era un mini reattore nucleare (non so se questa sia la definizione corretta, non sono un fisico) che qualche radiazione sicuramente l'aveva....

Morale: le radiazioni te le prendi anche dove meno te le aspetti, nelle meravigliose isole sarde così come nel centro di Milano...

A parte La Maddalena, che comunque ora è smantellata, in realtà in Sardegna c'è il riserbo totale sull'effettivo impiego di ordigni a uranio impoverito. Ci sono cause in corso e sospetti più o meno fondati, ma poco si sa realmente.

Sul rischio di emissioni radioattive è tutto un altro paio di maniche. Quello che fa testo sono le misure di prevenzione e protezione adottate. Del resto, basta vivere in una casa con murature in tufo per essere esposti al decadimento del radon. E magari si assorbono più radiazioni vivendo 30 anni in una casa del genere di quante se ne assorbono frequentando il politecnico 5 anni.
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 11:14 pm

udl ha scritto:
Effettivamente la Sardegna è una regione molto militarizzata: mi ricordo, fino a qualche anno fa, che passando davanti alla Maddalena c'erano schierate numerose navi americane e numerosi sottomarini: questi ultimi si vedevano non di rado in navigazione, una volta ne incontrai uno che navigava addirittura, in una giornata con il mare grosso e quindi poche barche in giro, a circa 200 metri dall'imbocco di uno dei porti della costa: fotografai questo strano incontro ravvicinato.
Una cosa che mi sono sempre chiesto è la pericolosità degli ordigni nucleari che hanno sicuramente a bordo queste imbarcazioni, a livello di radiazioni; ho comunque saputo, dopo aver terminato il Politecnico di Milano, che anche all'interno del Politecnico, in pieno centro di Milano, c'era un mini reattore nucleare (non so se questa sia la definizione corretta, non sono un fisico) che qualche radiazione sicuramente l'aveva....

Morale: le radiazioni te le prendi anche dove meno te le aspetti, nelle meravigliose isole sarde così come nel centro di Milano...
Quand'ero ragazzo all'ITIS Pininfarina di Moncalieri si diventava periti nucleari e girava la bufala che ci fosse un mini reattore nucleare nel sotterraneo.

Non credo proprio che al poli di Milano ci sia nulla di radioattivo, se non qualche vecchio sensore di fumo (i sensori antincendio di vecchia generazione erano dotati di una micro carica ionizzante).

Quanto ai sottomarini, le radiazioni non sono sicuramente in grado di superare gli involucri delle testate.

Il vero pericolo nucleare consiste nella disseminazione incontrollata degli isotopi radioattivi.
Se un sottomarino o una nave avessero un grave incidente, se il carico si spaccasse e se fumi, liquami o polveri venissero diffuse, allora avremmo un bel problema; gli isotopi potrebbero essere assorbiti dai pesci e dall'uomo.
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 11:19 pm

Per quanto riguarda gli ordigni nucleari, qualche anno fa, parlando con un generale, questi mi disse che il centro di smistamento per l'Europa era la base di Camp Darby, fra Pisa e Livorno.
Questa base è l'unica in Europa (mi diceva) che dispone di un porto, per cui le navi che arrivavano dall'America scaricavano lì le bombe che poi venivano, tranquillamente, smistate in ogni parte d'Europa: infatti ironizzava sul fatto che per disinnescare una bomba della seconda guerra mondiale si evacuavano migliaia di persone, quando invece queste circolano liberamente, praticamente anche nelle città.

Invece, un'altra volta, un generale (in pensione) che era stato nei servizi segreti militari mi disse (non sto qui a fare il lungo racconto che mi fece) che erano affondati, nel Mediterraneo dal dopoguerra ad oggi, diversi sottomarini russi carichi di ordigni nucleari, come il Kursk nel 2000. Cosa succederà a queste bombe nei nostri mari nessuno lo sa


Ultima modifica di udl il Sab Ott 03, 2015 11:31 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Sab Ott 03, 2015 11:29 pm

Questo è il reattore del Politecnico:

http://milano.repubblica.it/dettaglio/batte-il-cuore-atomico-del-politecnico/1601992
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MessaggioOggetto: Re: Disavventure parascolastiche   Dom Ott 04, 2015 12:30 am

Il Kursk non è affondato nel mediterraneo.non ha rilasciato radiazioni significative nonostante sua stato squarciato dall esplosione del proprio siluro difettoso.
Dentro una centrale nucleare il livelli di radiazioni è bassissimo..purtroppo sono molto più a rischio le zone tufacee italiane per presenza di radon nel sottosuolo
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