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 Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione

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AutoreMessaggio
caminante



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MessaggioOggetto: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Lun Ott 05, 2015 7:57 pm

Promemoria primo messaggio :

Ciao,
so che questo tema è già stato trattato in passato su questo forum (mi sono letto i vecchi post) però vorrei chiedere un aggiornamento a chi è più esperto di me: se un docente preposto è obbligato a fare sorveglianza anti-fumo nel cortile della scuola, verrà retribuito in modo forfettario? Dovrà decidere l'ammontare della sanzione? In tal caso verrà istruito sui vari casi? Potrà ammonire verbalmente prima di far scattare la multa? E se non conosce l'allievo come farà a identificarlo? Ci dovrà essere il suo nome affisso nel luogo che sta controllando? Sarà possibile chiedere una rotazione della postazione in modo da controllare, magari nel secondo quadrimestre, un corridoio invece del cortile esterno? E se non viene accettata la rotazione può rifiutarsi di fare il controllore tutto l'anno e farlo solo per il primo quadrimestre?

Grazie in anticipo a chi mi chiarirà questi dubbi sulla figura del "preposto" nella sorveglianza anti-fumo.
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AutoreMessaggio
Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 5:10 pm

Non è che fumare sia irrefrenabile, è che ognuno è libero di fare quello che vuole, se non nuoce ad altri. Fumare in un luogo chiuso da fastidio perchè degenera la qualità dell'aria; in un luogo aperto invece no. Quindi fumare in un cortile dovrebbe essere concesso a chi ha voglia di farlo.
Nelle aule e nei corridoi della scuola invece no, per lo stesso motivo del cinema e del ristorante.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 5:47 pm

Evidentemente la ratio della norma, che sia condivisa da tutti o no, include anche un aspetto EDUCATIVO che è specifico della scuola, quindi non c'entra niente il fatto che fumare nel cortile sia direttamente dannoso per la salute altrui o meno: c'entra semmai il fatto che sia opportuno o meno che gli insegnanti fumino davanti agli alunni, solo perché "tanto si sta all'aperto".

E in questo concetto, francamente, non ci trovo niente di aberrante. Forse tu sei eccessivamente concentrato sulla situazione delle scuole superiori, in cui si pone il problema dei ragazzi stessi che fumano, ma siccome la norma vale per tutti gli ordini di scuola, comprese quelle per bambini più piccoli in cui mi pare evidente che il divieto sia rivolto soprattutto agli insegnanti o al personale tecnico, mi sembrerebbe il caso di pensare in maniera un po' più vasta.

A me personalmente, come madre, ha sempre dato molto fastidio che le maestre della materna e delle elementari dei miei figli fumassero davanti ai bambini, in orario di servizio scolastico normale, solo perché "tanto non erano in classe ma in giardino". Lo trovo estremamente diseducativo lo stesso, tanto più che per le maestre quello non è un momento di pausa dagli incarichi di lavoro, ma una parte del normale orario didattico.

Ma comunque, la discussione era arrivata da un'altra parte, e cioè non sui nostri pareri personali su quanto quella norma sia "giusta" o meno... bensì sull'affermazione che quella norma, secondo alcuni, sarebbe materialmente impossibile farla applicare.

E io insisto a dire che non vedo il perché.

Si è perfettamente riusciti a farla applicare in mille altri posti, non vedo perché debba essere impossibile solo a scuola.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 6:12 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma perché siete tutti così convinti che l'esigenza assoluta di fumare sia così irrefrenabile per masse enormi di gente, ma solo a scuola?

Non ho mai fumato, mi disgusta, non fumerò mai. Trovo però il divieto di fumare all'aperto senza senso.

Conosco diversi fumatori, e posso garantirti che se gli togli le sigarette per 5 ore diventano aggressivi.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 6:50 pm

Citazione :
Non ho mai fumato, mi disgusta, non fumerò mai. Trovo però il divieto di fumare all'aperto senza senso.

Conosco diversi fumatori, e posso garantirti che se gli togli le sigarette per 5 ore diventano aggressivi
.

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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 7:16 pm

mac67 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Ma perché siete tutti così convinti che l'esigenza assoluta di fumare sia così irrefrenabile per masse enormi di gente, ma solo a scuola?

Non ho mai fumato, mi disgusta, non fumerò mai. Trovo però il divieto di fumare all'aperto senza senso.

Conosco diversi fumatori, e posso garantirti che se gli togli le sigarette per 5 ore diventano aggressivi.

Io sono un fumatore accanito, però se sono obbligato a farlo riesco a stare ore senza fumare e non lo faccio solo a scuola, lo faccio anche quando viaggio con i colleghi nella mia macchina perché non voglio appestare l'aria con il mio fumo. A prescindere che fumino o non.
Non sono per niente aggressivo. Se posso fumare, bene, se non posso me ne faccio serenamente una ragione.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 7:20 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
mac67 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Ma perché siete tutti così convinti che l'esigenza assoluta di fumare sia così irrefrenabile per masse enormi di gente, ma solo a scuola?

Non ho mai fumato, mi disgusta, non fumerò mai. Trovo però il divieto di fumare all'aperto senza senso.

Conosco diversi fumatori, e posso garantirti che se gli togli le sigarette per 5 ore diventano aggressivi.

Io sono un fumatore accanito, però se sono obbligato a farlo riesco a stare ore senza fumare e non lo faccio solo a scuola, lo faccio anche quando viaggio con i colleghi nella mia macchina perché non voglio appestare l'aria con il mio fumo. A prescindere che fumino o non.
Non sono per niente aggressivo. Se posso fumare, bene, se non posso me ne faccio serenamente una ragione.

Davvero ti fai viaggi di 5 ore in macchina senza nemmeno una sosta per una sigaretta?

Buona parte dei fumatori sviluppa una dipendenza tale da renderli nervosi in caso di astinenza di varie ore. Buon per te se non appartieni al gruppo.
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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 7:29 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Si è perfettamente riusciti a farla applicare in mille altri posti, non vedo perché debba essere impossibile solo a scuola.

Conosci un posto dove vige il divieto di fumo anche in spazi aperti su centinaia di metri quadri?

Negli ultimi 3 anni ho avuto occasione di passare in 5 scuole, compresa la mia e compresa la sede centrale. In nessuna si rispetta tassativamente il divieto, una è addirittura una scuola media inferiore, dove le persone (tutte adulte) fumano tranquillamente nel portico di ingresso, con tanto di portacenere a portata di mano. Nella mia scuola si fuma molto ma molto di meno.

Ho motivi per pensare che non si tratti di casi particolari. Presumo che la tua scuola sia una mosca bianca. Anzi, presumo che tu non ti accorga di quello che succede alle tue spalle nella tua scuola e non ti ci vedo a scorrazzare in un cortile inseguendo torme di ragazzini imboscati che cercano di accendersi una sigaretta.

Anch'io sono fermamente convinto che i miei studenti mi amino. Ciò non toglie che un paio di settimane fa è comparsa su un vetro della scuola un'incisione con la scritta "DESSI GAY". Evidentemente c'è almeno uno che non mi ama, anzi, presumo che non sia l'unico ;-)
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 7:39 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:

Anch'io sono fermamente convinto che i miei studenti mi amino. Ciò non toglie che un paio di settimane fa è comparsa su un vetro della scuola un'incisione con la scritta "DESSI GAY". Evidentemente c'è almeno uno che non mi ama, anzi, presumo che non sia l'unico ;-)

O forse ti ama e quella scritta è una sua speranza!
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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 7:46 pm

mac67 ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:
mac67 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Ma perché siete tutti così convinti che l'esigenza assoluta di fumare sia così irrefrenabile per masse enormi di gente, ma solo a scuola?

Non ho mai fumato, mi disgusta, non fumerò mai. Trovo però il divieto di fumare all'aperto senza senso.

Conosco diversi fumatori, e posso garantirti che se gli togli le sigarette per 5 ore diventano aggressivi.

Io sono un fumatore accanito, però se sono obbligato a farlo riesco a stare ore senza fumare e non lo faccio solo a scuola, lo faccio anche quando viaggio con i colleghi nella mia macchina perché non voglio appestare l'aria con il mio fumo. A prescindere che fumino o non.
Non sono per niente aggressivo. Se posso fumare, bene, se non posso me ne faccio serenamente una ragione.

Davvero ti fai viaggi di 5 ore in macchina senza nemmeno una sosta per una sigaretta?

Viaggi di 5 ore in macchina no, ma mi capita di salire in macchina all'uscita di scuola, dopo 4-5 ore di lezione senza potermi fumare la sigaretta.
Se posso me la fumo, se non posso non ne faccio una tragedia.

Citazione :
Buona parte dei fumatori sviluppa una dipendenza tale da renderli nervosi in caso di astinenza di varie ore. Buon per te se non appartieni al gruppo.
Io la metterei su un altro piano. Il fumo ha un effetto sedativo sull'aggressività di molte persone. Non è che queste diventino aggressive se non fumano, piuttosto manifestano meno la loro aggressività quando fumano. Ci hai mai pensato? ;-)

Ti faccio tre esempi: paniscus, mac67 e me. Nessuno di voi due fuma eppure nel vostro modo di scrivere manifestate due personalità diametralmente opposte. Tu sei pacato, raramente ti ho visto uscire dalle righe. Paniscus è una molla, una scheggia di mortaio. Nel suo modo di scrivere traspare una certa aggressività verbale. Anch'io sono una scheggia di mortaio, all'occorrenza, e non mancano le occasioni in cui sbrocchi. Eppure riesco a sbroccare anche se ho la sigaretta in bocca. Come ti spieghi queste differenze di comportamento?

È probabile, a mio parere, che l'aggressività sia un aspetto "innato" della propria personalità che può essere più o meno assopito dagli effetti del fumo.
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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 7:47 pm

mac67 ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:

Anch'io sono fermamente convinto che i miei studenti mi amino. Ciò non toglie che un paio di settimane fa è comparsa su un vetro della scuola un'incisione con la scritta "DESSI GAY". Evidentemente c'è almeno uno che non mi ama, anzi, presumo che non sia l'unico ;-)

O forse ti ama e quella scritta è una sua speranza!

LOL!
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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 8:02 pm

mac67 ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:

Io sono un fumatore accanito, però se sono obbligato a farlo riesco a stare ore senza fumare e non lo faccio solo a scuola, lo faccio anche quando viaggio con i colleghi nella mia macchina perché non voglio appestare l'aria con il mio fumo. A prescindere che fumino o non.
Non sono per niente aggressivo. Se posso fumare, bene, se non posso me ne faccio serenamente una ragione.

Davvero ti fai viaggi di 5 ore in macchina senza nemmeno una sosta per una sigaretta?

Buona parte dei fumatori sviluppa una dipendenza tale da renderli nervosi in caso di astinenza di varie ore. Buon per te se non appartieni al gruppo.

Ma se anche fosse, non capisco proprio perché mai dovrebbe pensarci la normativa dello stato (e in particolare la normativa che regolamenta il ruolo di dipendenti del servizio pubblico preposti a compiti di istruzione e di educazione di minori) a garantire a tali persone il diritto ad assecondare e a perpetuare la loro dipendenza.

Se uno soffre di una dipendenza, sono eminentissimi fatti suoi, NON del suo datore di lavoro o degli utenti del suo lavoro.

E quindi spetta unicamente a lui l'onere di procurarsi i modi, i mezzi e il tempo per esercitare questa sua dipendenza nei momenti e nei luoghi che non confliggono con i suoi obblighi di lavoro o con il diritto degli altri a non essere infastiditi o condizionati da essa.
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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 8:10 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
mac67 ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:

Io sono un fumatore accanito, però se sono obbligato a farlo riesco a stare ore senza fumare e non lo faccio solo a scuola, lo faccio anche quando viaggio con i colleghi nella mia macchina perché non voglio appestare l'aria con il mio fumo. A prescindere che fumino o non.
Non sono per niente aggressivo. Se posso fumare, bene, se non posso me ne faccio serenamente una ragione.

Davvero ti fai viaggi di 5 ore in macchina senza nemmeno una sosta per una sigaretta?

Buona parte dei fumatori sviluppa una dipendenza tale da renderli nervosi in caso di astinenza di varie ore. Buon per te se non appartieni al gruppo.

Ma se anche fosse, non capisco proprio perché mai dovrebbe pensarci la normativa dello stato (e in particolare la normativa che regolamenta il ruolo di dipendenti del servizio pubblico preposti a compiti di istruzione e di educazione di minori) a garantire a tali persone il diritto ad assecondare e a perpetuare la loro dipendenza.

Se uno soffre di una dipendenza, sono eminentissimi fatti suoi, NON del suo datore di lavoro o degli utenti del suo lavoro.

E quindi spetta unicamente a lui l'onere di procurarsi i modi, i mezzi e il tempo per esercitare questa sua dipendenza nei momenti e nei luoghi che non confliggono con i suoi obblighi di lavoro o con il diritto degli altri a non essere infastiditi o condizionati da essa.

Ma per favore, ci manca solo che mi accusi di essere responsabile del riscaldamento globale ogni volta che mi accendo una sigaretta. Se non fumo in uno spazio aperto è perché vige un divieto. Se il fumo ti dà fastidio puoi benissimo spostarti da un'altra parte.

E poi dicono che gli aggressivi sono i fumatori...
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 8:20 pm

Guarda che nessuno ti ha accusato del riscaldamento globale (e oltretutto non stavo nemmeno criticando le risposte tue, che invece condivido appieno, ma quelle di mac, che sosteneva il diritto del fumatore ad essere tutelato "perché ha una dipendenza", e quindi dovrebbe avere il diritto di sfogarla ogni volta che ne sente il bisogno, anche durante l'orario di lavoro, o in altre circostanze sociali qualsiasi).

Tu invece avevi detto qualcosa che mi sembra perfettamente ragionevole, ovvero che il anche il fumatore accanito, se è una persona equilibrata, può benissimo stare qualche ora senza fumare, se le circostanze lo richiedono, e che quindi non ha senso pretendere il diritto a una tutela speciale perchè io-poveretto-sono-dipendente-e-non-posso-farci-niente. E tu stesso, anche adesso, hai ribadito che se c'è un divieto lo rispetti, e che quindi non è vero che rivendichi tutta 'sta necessità assoluta di fumare ogni volta che te ne viene voglia.

Quindi, de che stamo a parlà?
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 9:01 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Evidentemente la ratio della norma, che sia condivisa da tutti o no, include anche un aspetto EDUCATIVO che è specifico della scuola, quindi non c'entra niente il fatto che fumare nel cortile sia direttamente dannoso per la salute altrui o meno: c'entra semmai il fatto che sia opportuno o meno che gli insegnanti fumino davanti agli alunni, solo perché "tanto si sta all'aperto".

Si è perfettamente riusciti a farla applicare in mille altri posti, non vedo perché debba essere impossibile solo a scuola.

Se è per questo è ancora più inopportuno che gli insegnanti INFRANGANO UN DIVIETO di fronte agli alunni, perchè in questo modo poi non possono più insegnare loro a rispettare le regole (altre regole, ben più importanti, o anche semplicemente in regolamento dell'istituto)!
In una situazione di diffusa infrazione del divieto di fumo, ben più educativo sarebbe rimuovere del tutto il divieto... così almeno la scuola potrebbe essere il luogo dove si rispettano le regole.
Perchè la regola del fumo, a scuola, NON si rispetta... non si riesce proprio... e lo dico da "uomo di principio" che ci tiene a rispettare rigorosamente certe regole, io non fumo ma se fossi un fumatore a scuola non porterei nemmeno le sigarette! (Infatti l'altro divieto molto poco rispettato, quello di non usare il cellulare, io lo rispetto non portandomi dietro neppure il cellulare!)
Solo così possiamo chiedere ai nostri allievi di rispettare le regole della buona educazione, della disciplina, della puntualità e della diligenza sulle quali si fonda poi l'attività didattica quotidiana.
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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 9:06 pm

Leggendo un po' tutte le opinioni penso che l'atteggiamento di Giancarlo sia quello maggiormente improntato al buonsenso.
Personalmente ho scelto di non imparare ad aspirare il fumo della sigaretta, perché ho sempre creduto che farlo mi avrebbe potuto dare piacere, ed allora avrei preso l'abitudine di fumare.
Penso però che il motivo fondamentale per cui non ho mai fumato sia da ricercare nel fatto che non mi sia mai stato impedito: come avrebbero mai potuto farlo mia madre o mia nonna che erano fumatrici abituali?
Insomma, non avevo alcun tabù o divieti da infrangere, convivevo pacificamente con delle fumatrici e per questo non è mai scattata in me la spinta a fumare.
In compenso ho sviluppato un atteggiamento estremamente tollerante verso chi fuma, perché comprendo le ragioni della dipendenza e certamente non ho mai condannato chi lo faccia (compreso mio marito), anche perché quando, da bambina, provavo a scoraggiare mia madre a farlo, per paura delle conseguenze, la risposta era che, a causa del nervosismo generato dall'invito a smettere, era necessario accenderne un'altra, per cui evitavo accuratamente di ripeterglielo: del resto sebbene non amassi il fumo, amavo lei e cercavo di non contrariarla.
Poi, dopo tanto tempo, ha preso da sola la decisione di smettere e da oltre dieci anni non fuma più.
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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 9:16 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
Ciò non toglie che un paio di settimane fa è comparsa su un vetro della scuola un'incisione con la scritta "DESSI GAY". Evidentemente c'è almeno uno che non mi ama, anzi, presumo che non sia l'unico ;-)
E se fosse che invece ti ama ? Potrebbe essere un auspicio.
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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 9:17 pm

mac67 ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:

Anch'io sono fermamente convinto che i miei studenti mi amino. Ciò non toglie che un paio di settimane fa è comparsa su un vetro della scuola un'incisione con la scritta "DESSI GAY". Evidentemente c'è almeno uno che non mi ama, anzi, presumo che non sia l'unico ;-)

O forse ti ama e quella scritta è una sua speranza!
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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 9:18 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Guarda che nessuno ti ha accusato del riscaldamento globale (e oltretutto non stavo nemmeno criticando le risposte tue, che invece condivido appieno, ma quelle di mac, che sosteneva il diritto del fumatore ad essere tutelato "perché ha una dipendenza", e quindi dovrebbe avere il diritto di sfogarla ogni volta che ne sente il bisogno, anche durante l'orario di lavoro, o in altre circostanze sociali qualsiasi).


Questa ricostruzione non corrisponde a quello che ho scritto. Non ho mai parlato di tutela, nè di diritto a dare sfogo alla propria dipendenza in qualsiasi circostanza. Lo hai dedotto tu, con qualche salto logico.

Ritengo che vietare di fumare in qualsiasi luogo che non sia casa propria sia un proposito alla stregua del volere raddrizzare le gambe ai cani. In aggiunta, lo ritengo incoerente quando chi promulga il divieto di fumare quasi ovunque è allo stesso tempo colui che le sigarette le vende.

Vietare il fumo nei locali chiusi risponde a un elementare principio: tutelare chi non fuma (tutela qui ci sta benissimo). Ma all'aperto e nelle pause, che senso ha?

Anni fa ho sentito il seguente aneddoto, che pare sia inglese: se c'è un cartello con scritto "vietato fumare" e c'è uno che fuma, gli faccio la multa. Se sotto lo stesso cartello c'è una folla che fuma, tolgo il cartello.


Ultima modifica di mac67 il Mar Ott 06, 2015 9:30 pm, modificato 1 volta
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 9:19 pm

avidodinformazioni ha scritto:
mac67 ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:

Anch'io sono fermamente convinto che i miei studenti mi amino. Ciò non toglie che un paio di settimane fa è comparsa su un vetro della scuola un'incisione con la scritta "DESSI GAY". Evidentemente c'è almeno uno che non mi ama, anzi, presumo che non sia l'unico ;-)

O forse ti ama e quella scritta è una sua speranza!
Mi hanno bruciato sul tempo.

Eheheh!

Fai proseliti, non sei contento?
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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 9:20 pm

Contentissimo.

Gente allegra il ciel l'aiuta.
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MessaggioOggetto: Re: Sorveglianza anti-fumo: retribuzione, logistica e rotazione   Mar Ott 06, 2015 9:40 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Guarda che nessuno ti ha accusato del riscaldamento globale (e oltretutto non stavo nemmeno criticando le risposte tue, che invece condivido appieno, ma quelle di mac, che sosteneva il diritto del fumatore ad essere tutelato "perché ha una dipendenza", e quindi dovrebbe avere il diritto di sfogarla ogni volta che ne sente il bisogno, anche durante l'orario di lavoro, o in altre circostanze sociali qualsiasi).

Tu invece avevi detto qualcosa che mi sembra perfettamente ragionevole, ovvero che il anche il fumatore accanito, se è una persona equilibrata, può benissimo stare qualche ora senza fumare, se le circostanze lo richiedono, e che quindi non ha senso pretendere il diritto a una tutela speciale perchè io-poveretto-sono-dipendente-e-non-posso-farci-niente. E tu stesso, anche adesso, hai ribadito che se c'è un divieto lo rispetti, e che quindi non è vero che rivendichi tutta 'sta necessità assoluta di fumare ogni volta che te ne viene voglia.

Quindi, de che stamo a parlà?

Avevo capito male, capita. E ne chiedo scusa :-)
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