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 Non essere mai usciti da scuola

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Non essere mai usciti da scuola   Ven Ott 09, 2015 10:52 am

http://www.orizzontescuola.it/news/tre-domande-ai-docenti-quali-sono-vostre-malattie-professionali-fate-parte-dell-opinione-pubbli

" Insomma quasi tutti concordano sul fatto che gli insegnanti (che sono circa un milione di persone) non fanno parte dell’Opinione Pubblica"

Secondo me è frutto del fatto che molti, forse la maggioranza, insegnanti non ha avuto esperienze di vita che siano esterne alla scuola: da studenti a precari a ruolisti, a DS (magari), ma nulla più.
La tanto paventata apertura mentale che i nostri studi ci avrebbero conferito, ci fa invece rimanere chiusi sul nostro piccolo mondo.

Questo è alla base dell'erronea convinzione che noi siamo speciali (nel bene o nel male) che noi siamo fuori dalla società, che noi dobbiamo "indicare la via", che noi siamo depositari del sapere e dei valori e quindi del giusto e dello sbagliato.

Noi siamo missionari, noi abbiamo maggiori doveri e minori diritti, perchè il nostro è un lavoro diverso dagli altri in quanto noi abbiamo IL compito importante: prenderci cura dei minori.

Tutte cazzate ovviamente, noi siamo dei professionisti come tutti gli altri, sostituibili e rinunciabili, e quando ce ne renderemo conto non sarà troppo presto, anzi.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Ven Ott 09, 2015 11:10 am

mah....strani risultati.
alcuni li comprendo (le patologie: afonia, sordità...sono davvero molto plausibili).
altri risultati...meno (la definizione, errata, di "opinione pubblica" ma qui, purtroppo, si tratta più di ignoranza che altro. sì, nel corso degli anni ho trovato moltissimi colleghi indegni della laurea ricevuta).
il vero problema...quello che almeno a me salta agli occhi...non è stato non dico sottolineato...ma nemmeno "notato".
manca, è vero, un contatto diretto con l'esterno, con il mondo che sta fuori dalla scuola.
ma questo perché, almeno da quanto vedo in giro...moltissimi colleghi sono figli di insegnanti, mariti o mogli di insegnanti, genitori di insegnanti.
non intendo farne una colpa, ovvio.
plausibilmente chi è già dentro il mondo scuola è più informato delle possibilità e delle modalità di entrarci.
e, diciamocelo, è anche ben al corrente di tutti i lati positivi soprattutto se confrontati con il lavoro privato.
scontato quindi che il genitore insegnante, anche solo parlandone, vada ad influenzare le scelte lavorative del figlio che, guarda caso, sarà insegnante (o almeno ci proverà iniziando il percorso scolastico mirato all'insegnamento).
quindi...alle cene di famiglia, durante le occasioni sociali...percentualmente gli insgenanti si confronteranno con altri...insegnanti.
di ordini scolastici differenti, di città differenti e realtà differenti...ma sempre e solo con dipendenti statali.
perché ho notato questa particolarità che non vien citata dallo studio pubblicato nell'articolo di os?
semplice: son l'unica dipendente statale di famiglia.
mi guardano come un'aliena, mi ascoltano spesso con invidia seppur bonaria, io li ascolto e mi indigno con loro per le palesi differenze di trattamento economico e tutele che incontrano nel privato e non posso fare a meno di paragonare il loro mondo con il mio.
io, precaria quasi ventennale con l'ansia da assunzione ad ogni settembre, con la disoccupazione ad ogni estate con tutti i lati negativi di questa professione anche considerando lo stress, le responsabilità oggettive date dal lavoro a contatto con i minori...io precaria a volte in completa afonia e con un buon livello di sordità già prima degli 'anta...vivo comunque meglio di molti altri lavoratori.
grazie alla mia famiglia "di fuori" posso godermi al meglio  la mia posizione privilegiata (inutile negarlo, siam seri), tollerando meglio i tantissimi lati negativi e problematici che comunque nel nostro lavoro son presenti (inutile negare anche questo).
Codice:
Questo è alla base dell'erronea convinzione che noi siamo speciali (nel bene o nel male) che noi siamo fuori dalla società, che noi dobbiamo "indicare la via", che noi siamo depositari del sapere e dei valori e quindi del giusto e dello sbagliato.
quanto a questo...
non siamo speciali...ma il nostro lavoro lo è.
noi, volenti o nolenti, indichiamo la via e formiamo i futuri uomini (parlo soprattutto di elementari/medie/primi anni superiori), purtroppo non sempre la via indicata da noi è quella giusta e non sempre il nostro giusto lo è in assoluto.
anche negare questo mi parrrebbe folle...
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Ven Ott 09, 2015 11:30 am

Che sia messo a verbale che io RIFIUTO qualsiasi forma di dialogo e di confronto con chi, nel 2015, continua a dire che la donna è necessariamente più stressata dell'uomo perché lo sanno tutti che la donna deve fare il doppio lavoro sia in casa che fuori, mentre l'uomo no.

Specialmente se a dirlo è una donna, e magari una donna collega insegnante.

Perché se una donna, e in particolare una donna collega insegnante, pensa davvero questo, i casi sono due:

- o non è in grado di farsi rispettare nemmeno dal proprio compagno di vita e padre dei suoi figli, e quindi è inutile che piagnucoli che la colpa è del destino cosmico là fuori, se prima non chiarisce la situaizone privata in casa propria;

- oppure, peggio ancora, vuol dire che appartiene a quella categoria di donne che non sono affatto "lavoratrici che hanno da fare anche in casa", ma al contrario sono "casalinghe che in più fanno anche un piccolo lavoretto fuori", e che hanno (incautamente) scelto la professione di insegnante SOLO perché davano per scontato che questa fosse appunto un piccolo lavoretto comodo, leggero e poco impegnativo, e quindi ideale per una casalinga. Poi si rendono conto che non è vero, e allora lamentano di essere eccezionalmente massacrate di stress (il che può anche essere vero), e si convincono di essere molto più stressate dei maschi, e anche molto di più di qualsiasi altra donna lavoratrice che fa qualsiasi altro lavoro diverso dall'insegnamento (il che invece non è vero affatto, semmai siamo stressati tutti allo stesso modo).

L.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Ven Ott 09, 2015 7:10 pm

tellina ha scritto:

Codice:
Questo è alla base dell'erronea convinzione che noi siamo speciali (nel bene o nel male) che noi siamo fuori dalla società, che noi dobbiamo "indicare la via", che noi siamo depositari del sapere e dei valori e quindi del giusto e dello sbagliato.
quanto a questo...
non siamo speciali...ma il nostro lavoro lo è.

No cribbio, Tellina, eppure tu sei donna di grandissima saggezza!!

Il nostro lavoro è speciale quanto quello del geometra, del notaio, del chirurgo o dell'infermiera. Il lavoro di tutti contribuisce alla sussistenza della società e nessuno è speciale. In compenso però noi siamo pagati di meno.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Ven Ott 09, 2015 7:52 pm

Trovo l'osservazione degna di nota, e aggiungo che forse, tra le cause della deriva falso-buonista della scuola italiana c'è la circostanza che molti insegnanti non hanno mai provato direttamente le dinamiche e le professionalità in uso nel mondo esterno all'insegnamento.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Ven Ott 09, 2015 8:03 pm

Ushi...aggiungi pure "nemmeno per interposta persona!".
Grazie lenar per la fiducia che riponi nella mia " grandissima saggezza" (wow questa la leggo anche alla mamma!)...
Ma vedo davvero una qualche forma di condizione speciale nel nostro lavoro...data soprattutto dal contatto diretto con un minore affidatoci da terzi e con questo non intendo "ci hanno affidato la loro formazione e il loro futuro"... Bensì proprio la responsabilità diretta della loro incolumità.
Un geometra ogni tanto può sbarellare, può chiudere un occhio, se per cinque minuti dovesse distrarsi...molto probabilmente dopo potrebbe correre ai ripari.
Per noi quei cinque minuti potrebbero davvero essere gli ultimi...
Non possiamo sbarellare, non possiamo avere cali di attenzione, mai, soprattutto se a contatto con minori molto minori
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Ven Ott 09, 2015 8:32 pm

ushikawa ha scritto:
Trovo l'osservazione degna di nota, e aggiungo che forse, tra le cause della deriva falso-buonista della scuola italiana c'è la circostanza che molti insegnanti non hanno mai provato direttamente le dinamiche e le professionalità in uso nel mondo esterno all'insegnamento.

Aggiungiamoci però anche che la maggior parte dei genitori non se le aspetta proprio, dall'insegnante, queste dinamiche di professionalità in uso nel mondo esterno: al contrario, si aspetta soprattutto che l'insegnante si comporti in modo sentimentale, coccoloso, materno, e sostanzialmente missionario (nell'accezione più emotiva e romantica del termine).

Se gli insegnanti in massa cominciassero ad assumere comportamenti più simili a quelli che ci si aspetta da un professionista in un'azienda, ovvero andare al sodo e poche svenevolezze, le famiglie li apprezzerebbero ancora meno.

L.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Ven Ott 09, 2015 9:05 pm

Ma sarà vero che la maggior parte di noi non ha esperienze fuori dalla scuola?
Forse una volta, quando si entrava in ruolo giovani e si iniziavano le supplenze dopo l'università. Oggi per insegnare ci vogliono studio e abilitazione/i, che ci si dovrà pur pagare in qualche modo!
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Sab Ott 10, 2015 6:23 am

paniscus_2.0 ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Trovo l'osservazione degna di nota, e aggiungo che forse, tra le cause della deriva falso-buonista della scuola italiana c'è la circostanza che molti insegnanti non hanno mai provato direttamente le dinamiche e le professionalità in uso nel mondo esterno all'insegnamento.

Aggiungiamoci però anche che la maggior parte dei genitori non se le aspetta proprio, dall'insegnante, queste dinamiche di professionalità in uso nel mondo esterno: al contrario, si aspetta soprattutto che l'insegnante si comporti in modo sentimentale, coccoloso, materno, e sostanzialmente missionario (nell'accezione più emotiva e romantica del termine).

Se gli insegnanti in massa cominciassero ad assumere comportamenti più simili a quelli che ci si aspetta da un professionista in un'azienda, ovvero andare al sodo e poche svenevolezze, le famiglie li apprezzerebbero ancora meno.

L.

Di questo non sono convinto. Le famiglie che si lagnano dei docenti ci saranno sempre, sia che vadano al sodo fino all'essere un po' bruschi, sia che invece siano svenevoli e coccolosi.

Il problema vero è che non conta tanto il singolo professore con il suo atteggiamento più o meno buonista, quanto la rappresentazione che la scuola, nel suo complesso, fa di sé. E oggi è la scuola a dire ai quattro venti (e a milioni di genitori) di voler essere sentimentale, materna e missionaria. E' la scuola che promette a tutti il successo formativo garantito, che proclama il proprio disprezzo nei confronti della trasmissione delle conoscenze, che pratica la facilitazione come fine e non come mezzo; è la scuola, specie quella dell'autonomia, che si presta ai ricatti da parte dei genitori; è la scuola che, in generale, aborre lo studio inteso sia come impegno, sia come acquisizione culturale. Ed è ancora la scuola stessa che fa passare il concetto, anche all'interno della classe docente, che gli insegnanti siano inadeguati, impreparati, qualche volta anche fannulloni, e che abbiano continuamente bisogno della stampella di pedagogisti, psicologi, medici e burocrati che debbano dire loro come bisogna fare didattica.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Sab Ott 10, 2015 6:45 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Che sia messo a verbale che io RIFIUTO qualsiasi forma di dialogo e di confronto con chi, nel 2015, continua a dire che la donna è necessariamente più stressata dell'uomo perché lo sanno tutti che la donna deve fare il doppio lavoro sia in casa che fuori, mentre l'uomo no.

Specialmente se a dirlo è una donna, e magari una donna collega insegnante.

Perché se una donna, e in particolare una donna collega insegnante, pensa davvero questo, i casi sono due:

- o non è in grado di farsi rispettare nemmeno dal proprio compagno di vita e padre dei suoi figli, e quindi è inutile che piagnucoli che la colpa è del destino cosmico là fuori, se prima non chiarisce la situaizone privata in casa propria;

- oppure, peggio ancora, vuol dire che appartiene a quella categoria di donne che non sono affatto "lavoratrici che hanno da fare anche in casa", ma al contrario sono "casalinghe che in più fanno anche un piccolo lavoretto fuori", e che hanno (incautamente) scelto la professione di insegnante SOLO perché davano per scontato che questa fosse appunto un piccolo lavoretto comodo, leggero e poco impegnativo, e quindi ideale per una casalinga. Poi si rendono conto che non è vero, e allora lamentano di essere eccezionalmente massacrate di stress (il che può anche essere vero), e si convincono di essere molto più stressate dei maschi, e anche molto di più di qualsiasi altra donna lavoratrice che fa qualsiasi altro lavoro diverso dall'insegnamento (il che invece non è vero affatto, semmai siamo stressati tutti allo stesso modo).

L.

Vabbè, ma nemmeno a prendere d'acido... siamo tutti diversi (e meno male)
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Sab Ott 10, 2015 6:59 am

lucetta10 ha scritto:
Ma sarà vero che la maggior parte di noi non ha esperienze fuori dalla scuola?
Forse una volta, quando si entrava in ruolo giovani e si iniziavano le supplenze dopo l'università. Oggi per insegnare ci vogliono studio e abilitazione/i, che ci si dovrà pur pagare in qualche modo!

Dopo 20, 10 o anche solo 5 anni di puro insegnamento si corre il rischio di dimenticare cosa succede di fuori.

Un docente quando guarda un proprio alunno dovrebbe sempre ricordare che quella persona domani dovrà sostenere un colloquio di lavoro o un esame universitario, dovrà sorbirsi i "le faremo sapere", dovrà subire licenziamenti e sopportare ingiustizie, dovrà fare i conti con persone più preparate di lui, o semplicemente più raccomandate; che dovrà scrivere delle lettere, compilare documenti fiscali, farsi intendere da burocrati, rapportarsi ad altri esseri umani.

Permettere tra le mura scolastiche il pari, come scrive Erri De Luca, vuol dire anche preparare i futuri uomini e le future donne al dispari che troveranno appena usciti da scuola, per far sì che quel dispari possa ridiventare pari. Al contrario se la scuola si adegua alle "potenzialità" dell'alunno, che spesso sono solo potenzialità socio-economico-culturali, e se in qualche modo instilla in lui l'idea che sia il mondo a doverglisi adeguare, e non il contrario, metterà quell'alunno nelle condizioni di mantenere il suo vantaggio, o a maggior ragione il suo svantaggio, per tutta la sua esistenza.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Sab Ott 10, 2015 7:31 am

lucetta10 ha scritto:
Ma sarà vero che la maggior parte di noi non ha esperienze fuori dalla scuola?
Forse una volta, quando si entrava in ruolo giovani e si iniziavano le supplenze dopo l'università. Oggi per insegnare ci vogliono studio e abilitazione/i, che ci si dovrà pur pagare in qualche modo!
Col precariato
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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Sab Ott 10, 2015 12:27 pm

ushikawa ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Ma sarà vero che la maggior parte di noi non ha esperienze fuori dalla scuola?
Forse una volta, quando si entrava in ruolo giovani e si iniziavano le supplenze dopo l'università. Oggi per insegnare ci vogliono studio e abilitazione/i, che ci si dovrà pur pagare in qualche modo!

Dopo 20, 10 o anche solo 5 anni di puro insegnamento si corre il rischio di dimenticare cosa succede di fuori.

Un docente quando guarda un proprio alunno dovrebbe sempre ricordare che quella persona domani dovrà sostenere un colloquio di lavoro o un esame universitario, dovrà sorbirsi i "le faremo sapere", dovrà subire licenziamenti e sopportare ingiustizie, dovrà fare i conti con persone più preparate di lui, o semplicemente più raccomandate; che dovrà scrivere delle lettere, compilare documenti fiscali, farsi intendere da burocrati, rapportarsi ad altri esseri umani.

Permettere tra le mura scolastiche il pari, come scrive Erri De Luca, vuol dire anche preparare i futuri uomini e le future donne al dispari che troveranno appena usciti da scuola, per far sì che quel dispari possa ridiventare pari. Al contrario se la scuola si adegua alle "potenzialità" dell'alunno, che spesso sono solo potenzialità socio-economico-culturali, e se in qualche modo instilla in lui l'idea che sia il mondo a doverglisi adeguare, e non il contrario, metterà quell'alunno nelle condizioni di mantenere il suo vantaggio, o a maggior ragione il suo svantaggio, per tutta la sua esistenza.

Intervento con cui mi trovo in pieno accordo. Ricordo bene un colloquio con una coppia di genitori i quali, disturbati dall'apparente durezza con cui in qualche occasione avevo trattato la figlia, una ragazzina provocatrice e priva di freni inibitori, mi invitarono a essere "meno insegnante e più amica". Ebbene, qualche anno più tardi, l'ex alunna ormai divenuta giovane donna mi disse di aver sentito la mancanza, negli anni del triennio, del rigore con cui avevo cercato di farle capire che il mondo non gira intorno a noi e a nostri problemi.
Evidentemente a maturazione avvenuta c'è ancora chi è in grado di riconoscere che certi atteggiamenti dei propri docenti sono stati finalizzati a corazzare e non ad avvilire.
Trattenere i ragazzi nel bozzolo in cui a volte noi stessi amiamo nasconderci non è sano, né per loro né per noi.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Sab Ott 10, 2015 2:07 pm

ushikawa ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Ma sarà vero che la maggior parte di noi non ha esperienze fuori dalla scuola?
Forse una volta, quando si entrava in ruolo giovani e si iniziavano le supplenze dopo l'università. Oggi per insegnare ci vogliono studio e abilitazione/i, che ci si dovrà pur pagare in qualche modo!

Dopo 20, 10 o anche solo 5 anni di puro insegnamento si corre il rischio di dimenticare cosa succede di fuori.

Un docente quando guarda un proprio alunno dovrebbe sempre ricordare che quella persona domani dovrà sostenere un colloquio di lavoro o un esame universitario, dovrà sorbirsi i "le faremo sapere", dovrà subire licenziamenti e sopportare ingiustizie, dovrà fare i conti con persone più preparate di lui, o semplicemente più raccomandate; che dovrà scrivere delle lettere, compilare documenti fiscali, farsi intendere da burocrati, rapportarsi ad altri esseri umani.




Siamo lontani anni luce. Per quanto mi riguarda dovremmo preparare i ragazzi in assenza di gravità dai 3 anni per avere qualche speranza che in futuro raddrizzino almeno un po' il mondo. D'altra parte "corrotto" significa compromesso con la realtà (che non mi pare sia in grande spolvero di questi tempi). Non è la realtà che insegna le cose di cui parli, ma la scuola, che non è nemmeno per sogno il luogo dell'annullamento delle tensioni, ma è quello in cui esiste una giustizia, in cui tutti sono uguali, in cui ci sono i voti. Smettiamola di giudicare la scuola a partire da "certa" scuola.
Pensandoci bene, metterei come requisito al concorso per docenti quello di non aver svolto NESSUNA attività lavorativa
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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Sab Ott 10, 2015 4:38 pm

E ti pareva, Lucetta10... hai ragione, siamo lontani anni luce. Tu probabilmente vivi l'insegnamento per l'insegnamento, la conoscenza per la conoscenza, la cultura per la cultura. Io no: e sono fiero di non averlo mai fatto, e di non essermi nemmeno mai accontentato di come vanno le cose e di come gira il mondo, di non aver mai giudicato nessuno per quel che sa, ma per quel che fa.
Tu sei pura, Lucetta10: io invece sono "compromesso", io ho fatto i conti con questa realtà, ho fatto altri lavori, so (un minimo) come vanno le cose.
"Certa" scuola è pervasiva, e risulta difficile trovarne una differente: tanto difficile che Renzi si è inventato lo slogan scemo della "buona" scuola, così tutti potevano attingere ai propri ricordi scolastici negativi per immaginare una scuola diversa e dunque migliore.
Pensandoci bene, metterei come requisito al concorso per docenti quello di aver svolto ALMENO dieci anni di un'altra attività lavorativa: magari avremmo qualche spirito puro in meno e, contemporaneamente, qualche persona in meno rassegnata alle attuali teorie e prassi scolastiche, di cui l'unica cosa certa è il loro fallimento. O quanto meno avremmo più diversità di vedute, e quindi più cultura. Con e senza C maiuscola.
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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Sab Ott 10, 2015 5:20 pm

lucetta10 ha scritto:
Ma sarà vero che la maggior parte di noi non ha esperienze fuori dalla scuola?
Forse una volta, quando si entrava in ruolo giovani e si iniziavano le supplenze dopo l'università. Oggi per insegnare ci vogliono studio e abilitazione/i, che ci si dovrà pur pagare in qualche modo!

Perché, quelli più giovani ci entrano?

Molti miei colleghi, capaci di lamentarsi per un'ora buca o per una prima classe in più del collega X, li manderei volentieri a zappare/lavare/servire/montare/attivitàascelta per una settimana per riprendere contatto con la realtà.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Sab Ott 10, 2015 9:14 pm

ushikawa ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Che sia messo a verbale che io RIFIUTO qualsiasi forma di dialogo e di confronto con chi, nel 2015, continua a dire che la donna è necessariamente più stressata dell'uomo perché lo sanno tutti che la donna deve fare il doppio lavoro sia in casa che fuori, mentre l'uomo no.

Specialmente se a dirlo è una donna, e magari una donna collega insegnante.

Vabbè, ma nemmeno a prendere d'acido... siamo tutti diversi (e meno male)

Non capisco come si concili la tua strenua rivendicazione della necessità assoluta di una mentalità professionale di tipo aziendale, con questa tua difesa benevola delle colleghesse che mettono sempre (pubblicamente) al primo posto il proprio ruolo di casalinghitudine rispetto agli impegni della professione.

Nelle aziende è normale che le dipendenti donne piagnucolino che hanno il diritto all'orario più comodo perché loro sono femmine, e perché si sa che le femmine devono passare ore al giorno a stirare e a fare la spesa mentre i maschi no? E sopratttutto, è normale che vengano accontentate, se si esprimono così?
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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Sab Ott 10, 2015 9:24 pm

No, non è normale perché questo non accade.
Non rivendico affatto la necessità di una mentalità professionale di tipo aziendale: semmai esorto ad informarsi meglio di come funzionano le cose al di fuori della scuola. E a non generalizzare.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Dom Ott 11, 2015 4:27 pm

ci risiamo a motivare le opinioni altrui con le esperienze personali. non sono nata insegnante. anzi. ho avuto altre esperienze di lavoro prima della scuola. e allora, cosa cambia?
non per questo accetto come necessità il fatto che gli insegnati debbano sapere come va il mondo (che ormai pare coincida tout court per molti colleghi col mondo del lavoro).
le attuali teorie didattiche sono figlie del "fuori" la scuola, non certo del dentro.
anzi sono l'imbarazzante intromissione dei "non puri" che credono di sapere qualcosa mentre non sanno un c***o o che, in gloria al mondo "esterno" vorrebbero la scuola-azienda... quella sì al passo con la modernità!
Nella Firenze di una volta si chiudevano gli amministratori pubblici nella torre durante il mandato perché governassero secondo giustizia e senza condizionamenti, ora che è bello solo quello che puzza di società civile si chiede a chiunque di saper fare altro per fare quello che gli si richiede: boh!
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 6:26 am

Lucetta10, non deviare il discorso.

Affermi provocatoriamente che gli insegnanti non debbano aver fatto lavori al di fuori della scuola, che non debbano conoscere le dinamiche del mondo del lavoro, dividi il mondo in puri e impuri e poi vieni a lamentarti dell'avanzata dei pedagogisti.

Hai chiaramente la concezione di una scuola separata dal resto della società, e in definitiva migliore di essa: ovviamente una scuola così intesa più che funzionale è autoreferenziale. La scuola per la scuola, non come strumento di realizzazione degli individui.

Ti ringrazio per avermi permesso di riflettere sull'ipotesi che sia proprio l'autoreferenzialità della scuola il suo grande male.
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 7:41 am

Non capisco il senso del discorso, onestamente. Forse un medico che ha fatto solo il medico lavorando solo in ospedale è fuori dalla realtà?

Peraltro vorrei anche capire dove stia il gran privilegio di lavorare nella scuola al posto di lavorare in una grande impresa...prendere meno soldi, uno stipendio più basso e stare anni a tempo determinato se proprio va bene (non a caso la scuola italiana è per lo più composta da personale di sesso femminile e proveniente dal sud italia vi sarete chiesti il motivo)?
Boh.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 10:16 am

mordekayn ha scritto:
Non capisco il senso del discorso, onestamente. Forse un medico che ha fatto solo il medico lavorando solo in ospedale è fuori dalla realtà?

Peraltro vorrei anche capire dove stia il gran privilegio di lavorare nella scuola al posto di lavorare in una grande impresa...prendere meno soldi, uno stipendio più basso e stare anni a tempo determinato se proprio va bene (non a caso la scuola italiana è per lo più composta da personale di sesso femminile e proveniente dal sud italia vi sarete chiesti il motivo)?
Boh.
Neanche io capisco, però il dato di fatto è che gli insegnanti (in gran parte) non ritengono di fare parte dell'opinione pubblica.

Forse facendo la stessa intervista ai medici verrebbe fuori lo stesso risultato, ma al momento la certezza di "affiliamento spocchioso" (autoreferenzialità ?) ce l'abbiamo solo per i docenti.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 10:28 am

Il medico non ha il compito di insegnare niente a nessuno, né tanto meno di educare. L'insegnante sì.
L'aver svolto altra attività lavorativa costituisce un bagaglio culturale se non irrinunciabile, almeno utile a dare alla propria didattica un taglio meno autoreferenziale, ad avere una visione più aperta e più realistica sulle cose del mondo.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 11:11 am

ushikawa ha scritto:
Il medico non ha il compito di insegnare niente a nessuno, né tanto meno di educare. L'insegnante sì.
L'aver svolto altra attività lavorativa costituisce un bagaglio culturale se non irrinunciabile, almeno utile a dare alla propria didattica un taglio meno autoreferenziale, ad avere una visione più aperta e più realistica sulle cose del mondo.

Ushikawa volevo dirti che, insieme a questo, intendo quotare ogni parola di ogni singolo post che hai scritto in questo thread.
Grazie a persone come te mi sento meno sola nei miei ragionamenti!
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 11:14 am

Grazie, Francesca. L'ideale sarebbe avere sia l'esperienza del mondo di fuori, sia quella del mondo di dentro.
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Non essere mai usciti da scuola
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