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 Non essere mai usciti da scuola

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Non essere mai usciti da scuola   Ven Ott 09, 2015 10:52 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/news/tre-domande-ai-docenti-quali-sono-vostre-malattie-professionali-fate-parte-dell-opinione-pubbli

" Insomma quasi tutti concordano sul fatto che gli insegnanti (che sono circa un milione di persone) non fanno parte dell’Opinione Pubblica"

Secondo me è frutto del fatto che molti, forse la maggioranza, insegnanti non ha avuto esperienze di vita che siano esterne alla scuola: da studenti a precari a ruolisti, a DS (magari), ma nulla più.
La tanto paventata apertura mentale che i nostri studi ci avrebbero conferito, ci fa invece rimanere chiusi sul nostro piccolo mondo.

Questo è alla base dell'erronea convinzione che noi siamo speciali (nel bene o nel male) che noi siamo fuori dalla società, che noi dobbiamo "indicare la via", che noi siamo depositari del sapere e dei valori e quindi del giusto e dello sbagliato.

Noi siamo missionari, noi abbiamo maggiori doveri e minori diritti, perchè il nostro è un lavoro diverso dagli altri in quanto noi abbiamo IL compito importante: prenderci cura dei minori.

Tutte cazzate ovviamente, noi siamo dei professionisti come tutti gli altri, sostituibili e rinunciabili, e quando ce ne renderemo conto non sarà troppo presto, anzi.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 11:24 am

ushikawa ha scritto:
Grazie, Francesca. L'ideale sarebbe avere sia l'esperienza del mondo di fuori, sia quella del mondo di dentro.

Penso anche io!

P.S. Non sai l'angoscia che mi assale solo al pensiero di non riuscire a svolgere in maniera almeno dignitosa la professione di docente, naturalmente qualora me ne fosse data l'opportunità!
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 11:52 am

ushikawa ha scritto:
Lucetta10, non deviare il discorso.

Affermi provocatoriamente che gli insegnanti non debbano aver fatto lavori al di fuori della scuola, che non debbano conoscere le dinamiche del mondo del lavoro, dividi il mondo in puri e impuri e poi vieni a lamentarti dell'avanzata dei pedagogisti.

Hai chiaramente la concezione di una scuola separata dal resto della società, e in definitiva migliore di essa: ovviamente una scuola così intesa più che funzionale è autoreferenziale. La scuola per la scuola, non come strumento di realizzazione degli individui.

Ti ringrazio per avermi permesso di riflettere sull'ipotesi che sia proprio l'autoreferenzialità della scuola il suo grande male.


La scuola come è adesso è rovinata proprio dalla suo modo sbagliato di "aprirsi al mondo": i pedagogisti vengono "dal mondo" a dire alla scuola come dovrebbe fare, senza aver mai messo piede in aula. Poi arrivano i genitori, i manager, le fondazioni della cippa. Tutti ne sanno tanto, a parte noi perché siamo autoreferenziale e abbiamo sempre da imparare da chi lavora veramente. Pensiero forte contro pensiero debole.

La soluzione, da come la vedo io, dovrebbe essere che loro "entrassero" (per una volta con l'umiltà di chi non sa) a scuola non che la scuola uscisse da sé stessa, che magari guardassero a come funziona prima di cercare di appiopparle soluzioni nate per altri contesti (quello aziendale per esempio, che va tanto di moda, proprio ora che le aziende falliscono).

La preparazione dei nostri ragazzi è peggiorata anche quando si sono inventati la necessità del collegamento con il mondo del lavoro che ha portato a affibbiare alla scuola compiti che non ha, come quello di preparare una futura generazione di automi da fabbrica da dare in pasto a una classe imprenditoriale inadeguata che non riesce nemmeno a formare sé stessa, figuriamoci a dare indicazioni didattiche. Ci hanno fatto perfino venire il senso di colpa! Ogni giorno a piangere che la scuola non preparerebbe al mondo del lavoro, come se senza la nostra preparazione le aziende in Italia farebbero più fatturato della Cina. Ci stanno convincendo della bontà di una formazione come serve a loro (che tra l'altro stanno progressivamente sostituendo allo specializzato il lavoratore a cottimo) e non come renderebbe i nostri ragazzi versatili e soprattutto consapevoli.

Il risultato è che parla di scuola il Moretti di turno o lo psicologo del ciufolo dal piglio fiero, e molti colleghi a bocca aperta a ascoltare come se il verbo si fosse reincarnato, a battersi il petto che sì, siamo autoreferenziale, che ne sappiamo noi che abbiamo sempre fatto "solo" gli insegnanti (fa niente che ci si chiedano abilitazioni carpiate e precariato funambolico)!

Ci siamo messi a pretendere la scuola collegata alla realtà nel momento peggiore che abbia espresso la società degli ultimi decenni: becera, cafona, ignorante, IMPREPARATA. Dichiarando una sudditanza con la società che non sta da nessuna parte: NOI formiamo, non è la SOCIETA' che ci fornisce i suoi desiderata e noi che ci adattiamo. Oggi ti serve l'educazione stradale, domani ti serve l'educazione alla legalità, dopodomani il corso di tornio: pronti!

Se la scuola non è ancora migliore della società (e non lo credo assolutamente: ma possibile che un gelataio abbia più orgoglio del suo lavoro di noi!), deve sicuramente tendere ad esserlo, proprio per migliorare la società, non per farsi peggiorare da lei.
Se la società, come oggi, fa schifo, dobbiamo chiudere i nostri ragazzi a chiave dentro e fargli il lavaggio del cervello e dire a brutto muso a chi prova a mettere bocca, che le soluzioni siamo in grado di trovarcele da soli. E poi ci si lamenta che ai tavoli che contano non ci siano mai gli insegnanti!
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 11:57 am

avidodinformazioni ha scritto:
mordekayn ha scritto:
Non capisco il senso del discorso, onestamente. Forse un medico che ha fatto solo il medico lavorando solo in ospedale è fuori dalla realtà?

Peraltro vorrei anche capire dove stia il gran privilegio di lavorare nella scuola al posto di lavorare in una grande impresa...prendere meno soldi, uno stipendio più basso e stare anni a tempo determinato se proprio va bene (non a caso la scuola italiana è per lo più composta da personale di sesso femminile e proveniente dal sud italia vi sarete chiesti il motivo)?
Boh.
Neanche io capisco, però il dato di fatto è che gli insegnanti (in gran parte) non ritengono di fare parte dell'opinione pubblica.

Forse facendo la stessa intervista ai medici verrebbe fuori lo stesso risultato, ma al momento la certezza di "affiliamento spocchioso" (autoreferenzialità ?) ce l'abbiamo solo per i docenti.


Io invece non vedo nessun affiliamento: qui si procede tutti in ordine sparso!
Figuriamoci la spocchia: magari! sembra che chiunque ne sappia più di noi, che chiunque possa dare consiglio e dirsi migliori di un semplice "insegnante", che i migliori tra di noi siano quelli che hanno saputo redimere la loro immagine, altrimenti compromessa, avendo fatto altro.
Ci vorrebbe semmai una bella sferzata di orgoglio! Chiediamo ai medici come si fa (con meno soldi)


Ultima modifica di lucetta10 il Lun Ott 12, 2015 12:04 pm, modificato 1 volta
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 12:00 pm

Francesca4 ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Grazie, Francesca. L'ideale sarebbe avere sia l'esperienza del mondo di fuori, sia quella del mondo di dentro.

Penso anche io!

P.S. Non sai l'angoscia che mi assale solo al pensiero di non riuscire a svolgere in maniera almeno dignitosa la professione di docente, naturalmente qualora me ne fosse data l'opportunità!



Benissimo!
Questo è l'atteggiamento giusto, perché la scuola si fa bene lavorandoci dentro e preparandosi a farla, non facendosi dire da altri come si deve fare e aggiornandosi sempre su aspetti che con la didattica e i contenuti disciplinari non c'entrano niente perché Pinco Pallo ha detto che siamo carenti nella preparazione alla fila alla posta piuttosto che alla pigiatura dell'uva.
La scuola è assalita ultimamente da una inquietante e incomprensibile forza centrifuga
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 12:29 pm

mac67 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Ma sarà vero che la maggior parte di noi non ha esperienze fuori dalla scuola?
Forse una volta, quando si entrava in ruolo giovani e si iniziavano le supplenze dopo l'università. Oggi per insegnare ci vogliono studio e abilitazione/i, che ci si dovrà pur pagare in qualche modo!

Perché, quelli più giovani ci entrano?

Molti miei colleghi, capaci di lamentarsi per un'ora buca o per una prima classe in più del collega X, li manderei volentieri a zappare/lavare/servire/montare/attivitàascelta per una settimana per riprendere contatto con la realtà.



Figuriamoci! Aprirei gli orti direttamente fuori da alcune classi!
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Cloretta



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 12:41 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Secondo me è frutto del fatto che molti, forse la maggioranza, insegnanti non ha avuto esperienze di vita che siano esterne alla scuola: da studenti a precari a ruolisti, a DS (magari), ma nulla più.
La tanto paventata apertura mentale che i nostri studi ci avrebbero conferito, ci fa invece rimanere chiusi sul nostro piccolo mondo.

Non so se lo dici ironicamente, ma per quanto mi riguarda è la realtà. Avendo svolto mille altri lavori prima di approdare alla docenza, mi rendo conto perfettamente di quanto spaventosa sia la ristrettezza mentale - per non dire l'ignoranza crassa - dei docenti italiani. Mai incontrata (neanche tra i manovali e gli operai generici) una categoria di lavoratori così prona, così incapace di riflessione, così pigramente e irrimediabilmente adagiata sul microuniverso di piccole certezze che gli elargitori del salario mensile ingiungono di ossequiare.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 2:07 pm

Cloretta ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

Secondo me è frutto del fatto che molti, forse la maggioranza, insegnanti non ha avuto esperienze di vita che siano esterne alla scuola: da studenti a precari a ruolisti, a DS (magari), ma nulla più.
La tanto paventata apertura mentale che i nostri studi ci avrebbero conferito, ci fa invece rimanere chiusi sul nostro piccolo mondo.

Non so se lo dici ironicamente, ma per quanto mi riguarda è la realtà. Avendo svolto mille altri lavori prima di approdare alla docenza, mi rendo conto perfettamente di quanto spaventosa sia la ristrettezza mentale - per non dire l'ignoranza crassa - dei docenti italiani. Mai incontrata (neanche tra i manovali e gli operai generici) una categoria di lavoratori così prona, così incapace di riflessione, così pigramente e irrimediabilmente adagiata sul microuniverso di piccole certezze che gli elargitori del salario mensile ingiungono di ossequiare.
Non era ironico anche se la tua posizione è più oltranzista della mia.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 2:34 pm

Se gli insegnanti facessero più parte del mondo, saprebbero che non è affatto vero che serve una scuola che prepari al tornio, che alleni al coding, che adotti strampalate teorie pedagogiche o altrettanto stravaganti strategie comunitarie, che insegni ad imparare, che faccia educazione alla legalità oppure addestri a guidare la moto o che faccia leggere le poesie sullo smartphone. E forse si ribellerebbero, o quanto meno boicotterebbero pratiche che sono controproducenti.

Cosa serve al mondo del lavoro? Non tornitori specializzati, né automi, ma quello che serve alla società nel suo complesso: gente sveglia, che sappia leggere, scrivere e fare di conto, che abbia fantasia. E, anche se l'industria su questo punto ci sente poco, l'approccio critico cerchiamo di aggiungerlo noi gratis.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 2:56 pm

Scusa ma quello che hai scritto non significa molto. La prima parte è apodittica. Perché mai?
Per la seconda. C'è qualcuno che possa rendere sveglio chi non lo è? Posso fare tanto per uno non sveglio e cose per lui utili... Salvo guarirlo. Cosa serve al mondo del lavoro non è un nostro problema
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 3:30 pm

Qual'è il tuo problema, Lucetta10? Avere più iscritti al classico e meno sciampisti?
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 3:55 pm

ushikawa ha scritto:
Il medico non ha il compito di insegnare niente a nessuno, né tanto meno di educare. L'insegnante sì.
L'aver svolto altra attività lavorativa costituisce un bagaglio culturale se non irrinunciabile, almeno utile a dare alla propria didattica un taglio meno autoreferenziale, ad avere una visione più aperta e più realistica sulle cose del mondo.

Tralasciando il pessimo articolo di cui stiamo discutendo in queste pagine, io continuo a non capire perché chi lavora nella scuola e svolge in modo professionale il mestiere per tutta la vita (volontariamente o involontariamente) debba essere considerato fuori dalla realtà. In Giappone il sushi-man sta anche 10 anni a cucinare solo riso..perché banalmente per poter far bene le cose (nonostante il mito della flessibilità lavorativa) occorrono anni e anni di pratica.
La scuola fa parte della realtà esattamente come lo studio di un medico,  l'ufficio di un'azienda, il banco della macelleria o il cern di Ginevra.
Chi pensa il contrario in realtà sta ponendo in essere un giudizio di valore, come se peraltro lavorare nel comparto dell'istruzione sia un grande privilegio. E' talmente tanto una goduria che poi gran parte del personale scolastico è donna e del sud, cioè in soldoni è la peggiore alternativa possibile escludendo tutte le altre (che al sud non ci sono neanche a livello teorico).
Lavorare nella scuola ha enormi svantaggi..anni di precariato, impossibilità una volta entrati di poterne uscire (chi ti assume dopo i trent'anni? nessuno), possibilità di carriera molto limitate (per voi docenti c'è la possibilità di diventare Dirigenti Scolastici, per me che sono assistente amm.vo ho la possibilità di diventare DSGA..entrambi gli avanzamenti di carriera in realtà sono una fregatura, se incroci lo stipendio con il carico di responsabilità e di lavoro), insomma una fregatura.
L'unico vantaggio forse forse è che è un settore in cui la donna è tutelata (anche troppo visto le possibilità di frazionamento) nell'esercizio del suo diritto alla maternità..mentre nel privato meno.
Per gli altri è conveniente trovare di meglio da fare nella vita..il ruolo e la sicurezza lavorativa (cmq non assoluti), basta una leggina ordinaria per mandarci a casetta tutti quanti una volta esaurità la mobilità) dopo settordicimila anni pur importante non deve far trascurare gli enormi svantaggi che nasconde più o meno implicitamente questa scelta.
E poi lavorare per gente incompetente (guardatevi che razza di gente han messo al Miur) e quindi nel perenne caos  a me non esalta, in tutta onestà...a volte ho la nausea.


Ultima modifica di mordekayn il Lun Ott 12, 2015 4:25 pm, modificato 2 volte
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 4:04 pm

Non volevo pungere sul vivo nessuno, né esprimere alcun giudizio di valore sulle persone, dicendo che un po' di esperienza al di fuori della scuola farebbe bene. E non perché la scuola debba diventare scuola-azienda o perché la scuola non faccia parte della realtà, ma perché gli studenti avranno bisogno di lavorare (destino triste, ma ineluttabile) e per il 90% di loro ciò non avverrà né a scuola, né all'università, ma in contesti molto diversi, forse troppo diversi sia dalla scuola che dalla famiglia che dal gruppo di amici.

Detto in soldoni: non è "piegarsi alle logiche dello sfruttamento", ad esempio, insegnare ai propri studenti a rispettare una consegna, né pretendere che sappiano strutturare un discorso formale in un italiano corretto, come si conviene, ad esempio, a un colloquio di lavoro, oppure insegnare a lavorare assieme agli altri, senza prevaricarli, a scrivere una lettera e così via. Tutte cose di cui chi è stato fuori della scuola conosce il valore per averlo vissuto direttamente sulla propria pelle; altro che lamentele per l'ora di buco.
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 4:08 pm

Il tuo pensiero è chiaro..ma a livello argomentativo manca una dimostrazione del  perché avere esperienza al di fuori del proprio lavoro migliori la qualità del lavoro che si svolge abitualmente.

Un medico specializzato in una determinata materia lavorerebbe meglio se per un paio di anni dovesse andare  a svolgere un  mestiere al di fuori della realtà ospedaliera?
Onestamente è un concetto che non sta in piedi, a mio avviso.

Mi stupisce che poi ci siano delle docenti come nell'articolo che hanno una concezione così grezza del lavoro che svolgono.

Peraltro l'opinione pubblica, la volontà generale, etc,etc..sono concetti insussistenti.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 4:14 pm

mordekayn ha scritto:
L'unico vantaggio forse forse è che è un settore in cui la donna è tutelata (anche troppo visto le possibilità di frazionamento) nell'esercizio del suo diritto alla maternità..mentre nel privato meno.

Ah, perché il diritto di frazionare il congedo parentale come si vuole, nel privato non c'è?... e quindi "è troppo"?

Non mi risulta affatto, vale per tutti i lavoratori dipendenti allo stesso modo...
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 4:16 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
mordekayn ha scritto:
 L'unico vantaggio forse forse è che è un settore in cui la donna è tutelata (anche troppo visto le possibilità di frazionamento) nell'esercizio del suo diritto alla maternità..mentre nel privato meno.

Ah, perché il diritto di frazionare il congedo parentale come si vuole, nel privato non c'è?... e quindi "è troppo"?

Non mi risulta affatto, vale per tutti i lavoratori dipendenti allo stesso modo...

Formalmente no, ma sostanzialmente..è un altro paio di maniche.
Cmq scava che ti scava, alla fine tutti questi privilegi di lavorare al miur appartengono più al mito che alla realtà.
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 4:22 pm

ushikawa ha scritto:
Non volevo pungere sul vivo nessuno, né esprimere alcun giudizio di valore sulle persone, dicendo che un po' di esperienza al di fuori della scuola farebbe bene. E non perché la scuola debba diventare scuola-azienda o perché la scuola non faccia parte della realtà, ma perché gli studenti avranno bisogno di lavorare (destino triste, ma ineluttabile) e per il 90% di loro ciò non avverrà né a scuola, né all'università, ma in contesti molto diversi, forse troppo diversi sia dalla scuola che dalla famiglia che dal gruppo di amici.

Detto in soldoni: non è "piegarsi alle logiche dello sfruttamento", ad esempio, insegnare ai propri studenti a rispettare una consegna, né pretendere che sappiano strutturare un discorso formale in un italiano corretto, come si conviene, ad esempio, a un colloquio di lavoro, oppure insegnare a lavorare assieme agli altri, senza prevaricarli, a scrivere una lettera e così via. Tutte cose di cui chi è stato fuori della scuola conosce il valore per averlo vissuto direttamente sulla propria pelle; altro che lamentele per l'ora di buco.

Ma se il massimo della didattica moderna è .dopo aver messo al macero la lim- il tablet (ottimo per imparare a scrivere in italiano ah, ah, ah), i bes , il successo formativo garantito l'invalsi e i quiz..hai voglia ad avvicinare la scuola al cosidetto concetto della "realtà" lavorativa ^_^
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 5:32 pm

A me sembra talmente ovvio... un docente di lingue che abbia avuto a che fare con un editore per delle traduzioni sa qualcosa che un suo collega che non l'abbia fatto non sa, e non mi riferisco certo all'abilità nel tradurre. Allo stesso modo un docente di italiano che abbia fatto ricerche bibliografiche, uno di diritto che abbia bazzicato il foro, uno di informatica che abbia lavorato per un produttore di software, uno di costruzioni che sia stato in cantiere, un docente di arte che abbia scritto per una rivista, un docente di scienze che abbia lavorato come biologo: e potrei continuare ancora.

Se pensassimo il contrario dovremmo dedurre che il solo aver frequentato un ambiente di lavoro, invece di aver arricchito il bagaglio di conoscenze dell'insegnante, lo abbia al contrario impoverito, oppure che abbia ridotto al rimbambimento il docente che ha lavorato: si tratta, ovviamente, di una reductio ad absurdum.

Se prendessimo ad esempio Paniscus, dovremmo concludere che la classe docente italiana non sia molto ben informata di ciò che avviene nei contesti lavorativi non statali: il diritto al congedo parentale frazionato... mi viene da ridere.

Il gustoso elenco fornito da Mordekayn rappresenta tutta una serie di distorsioni che derivano in parte anche dal fatto che una classe docente poco consapevole non si è resa sufficientemente conto di quale sia il proprio compito, o almeno non abbastanza da abbozzare quanto meno una qualche forma di reazione.


Ultima modifica di ushikawa il Lun Ott 12, 2015 7:12 pm, modificato 1 volta
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 6:05 pm

Mica vi ascoltano, al massimo potete fare resistenza passiva.
Guarda qua che avevo scoperto  il 31 marzo 2015  ^_^
http://www.istruzione.lombardia.gov.it/wp-content/uploads/2014/01/protlo45_13all1.pdf


È importante ricordare che il latino e il greco non sono considerate lingue straniere bensì lingue
classiche per le quali non sono previsti né la dispensa dalla lingua scritta né l’esonero
dall’apprendimento scritto e orale delle stesse.


Spettacolare lol.
http://www.orizzontescuolaforum.net/t102432p150-certificazioni-per-tutti-esperimento

A forza di far riforme tanto per farle...questi sono i risultati.
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 7:05 pm

- Prof! ma perchè dobbiamo studiare?
- Perchè conoscere vuol dire diventare migliori, avere più opportunità, magari un giorno poter scegliere un lavoro che vi piace e non prendere il primo che capita.
- Prof, lei fra quali lavori ha scelto?
- ...
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 7:31 pm

Beh?fra quali hai scelto?non tenerci sulle spine
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 7:38 pm

ahah era un dialogo immaginario...
comunque per fortuna ho potuto scegliere.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 7:41 pm

Felipeto ha scritto:
Beh?fra quali hai scelto?non tenerci sulle spine
2500 € a Terni o 1450 a casa mia.

Anche scegliere tra disoccupazione e insegnare è una scelta non da tutti.

Chiunque può friggere patate in un fast food, chi insegna ha scelto di non farlo.

Non banalizziamo il valore della cultura, soprattutto non banaliziamo le lauree spendibili.

Per chi ha la faccia di bronzo: "ho scelto di fare un lavoro a 18 h settimanali e 3 mesi di ferie all'anno invece di farmi il mazzo come i tuoi genitori"; non è vero, ma loro che ne sanno !
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 7:53 pm

ushikawa ha scritto:
Qual'è il tuo problema, Lucetta10? Avere più iscritti al classico e meno sciampisti?



è un commento a cosa?

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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 7:54 pm

mordekayn ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Il medico non ha il compito di insegnare niente a nessuno, né tanto meno di educare. L'insegnante sì.
L'aver svolto altra attività lavorativa costituisce un bagaglio culturale se non irrinunciabile, almeno utile a dare alla propria didattica un taglio meno autoreferenziale, ad avere una visione più aperta e più realistica sulle cose del mondo.

Tralasciando il pessimo articolo di cui stiamo discutendo in queste pagine, io continuo a non capire perché chi lavora nella scuola e svolge in modo professionale il mestiere per tutta la vita (volontariamente o involontariamente) debba essere considerato fuori dalla realtà. In Giappone il sushi-man sta anche 10 anni a cucinare solo riso..perché banalmente per poter far bene le cose (nonostante il mito della flessibilità lavorativa) occorrono anni e anni di pratica.
La scuola fa parte della realtà esattamente come lo studio di un medico,  l'ufficio di un'azienda, il banco della macelleria o il cern di Ginevra.
Chi pensa il contrario in realtà sta ponendo in essere un giudizio di valore, come se peraltro lavorare nel comparto dell'istruzione sia un grande privilegio. E' talmente tanto una goduria che poi gran parte del personale scolastico è donna e del sud, cioè in soldoni è la peggiore alternativa possibile escludendo tutte le altre (che al sud non ci sono neanche a livello teorico).
Lavorare nella scuola ha enormi svantaggi..anni di precariato, impossibilità una volta entrati di poterne uscire (chi ti assume dopo i trent'anni? nessuno), possibilità di carriera molto limitate (per voi docenti c'è la possibilità di diventare Dirigenti Scolastici, per me che sono assistente amm.vo ho la possibilità di diventare DSGA..entrambi gli avanzamenti di carriera in realtà sono una fregatura, se incroci lo stipendio con il carico di responsabilità e di lavoro), insomma una fregatura.
L'unico vantaggio forse forse è che è un settore in cui la donna è tutelata (anche troppo visto le possibilità di frazionamento) nell'esercizio del suo diritto alla maternità..mentre nel privato meno.
Per gli altri è conveniente trovare di meglio da fare nella vita..il ruolo e la sicurezza lavorativa (cmq non assoluti), basta una leggina ordinaria per mandarci a casetta tutti quanti una volta esaurità la mobilità) dopo settordicimila anni pur importante non deve far trascurare gli enormi svantaggi che nasconde più o meno implicitamente questa scelta.
E poi lavorare per gente incompetente (guardatevi che razza di gente han messo al Miur) e quindi nel perenne caos  a me non esalta, in tutta onestà...a volte ho la nausea.


si dice "autoreferenziale" ed è una brutta cosa
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 8:00 pm

ushikawa ha scritto:
A me sembra talmente ovvio... un docente di lingue che abbia avuto a che fare con un editore per delle traduzioni sa qualcosa che un suo collega che non l'abbia fatto non sa, e non mi riferisco certo all'abilità nel tradurre. Allo stesso modo un docente di italiano che abbia fatto ricerche bibliografiche, uno di diritto che abbia bazzicato il foro, uno di informatica che abbia lavorato per un produttore di software, uno di costruzioni che sia stato in cantiere, un docente di arte che abbia scritto per una rivista, un docente di scienze che abbia lavorato come biologo: e potrei continuare ancora.

Se pensassimo il contrario dovremmo dedurre che il solo aver frequentato un ambiente di lavoro, invece di aver arricchito il bagaglio di conoscenze dell'insegnante, lo abbia al contrario impoverito, oppure che abbia ridotto al rimbambimento il docente che ha lavorato: si tratta, ovviamente, di una reductio ad absurdum.

Se prendessimo ad esempio Paniscus, dovremmo concludere che la classe docente italiana non sia molto ben informata di ciò che avviene nei contesti lavorativi non statali: il diritto al congedo parentale frazionato... mi viene da ridere.

Il gustoso elenco fornito da Mordekayn rappresenta tutta una serie di distorsioni che derivano in parte anche dal fatto che una classe docente poco consapevole non si è resa sufficientemente conto di quale sia il proprio compito, o almeno non abbastanza da abbozzare quanto meno una qualche forma di reazione.



Stiamo sviando in modo un po' furbetto.
Qui non si è mai parlato di esperienze professionali che arricchirebbero la preparazione disciplinare, ma di lavorare da qualche altra parte che non sia la scuola per non essere "fuori dalla realtà", incapaci di capire "come va il mondo" (da cui la contestazione di mordekayn), che è cosa ben diversa!
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Non essere mai usciti da scuola
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