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 Non essere mai usciti da scuola

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AutoreMessaggio
avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Non essere mai usciti da scuola   Ven Ott 09, 2015 10:52 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/news/tre-domande-ai-docenti-quali-sono-vostre-malattie-professionali-fate-parte-dell-opinione-pubbli

" Insomma quasi tutti concordano sul fatto che gli insegnanti (che sono circa un milione di persone) non fanno parte dell’Opinione Pubblica"

Secondo me è frutto del fatto che molti, forse la maggioranza, insegnanti non ha avuto esperienze di vita che siano esterne alla scuola: da studenti a precari a ruolisti, a DS (magari), ma nulla più.
La tanto paventata apertura mentale che i nostri studi ci avrebbero conferito, ci fa invece rimanere chiusi sul nostro piccolo mondo.

Questo è alla base dell'erronea convinzione che noi siamo speciali (nel bene o nel male) che noi siamo fuori dalla società, che noi dobbiamo "indicare la via", che noi siamo depositari del sapere e dei valori e quindi del giusto e dello sbagliato.

Noi siamo missionari, noi abbiamo maggiori doveri e minori diritti, perchè il nostro è un lavoro diverso dagli altri in quanto noi abbiamo IL compito importante: prenderci cura dei minori.

Tutte cazzate ovviamente, noi siamo dei professionisti come tutti gli altri, sostituibili e rinunciabili, e quando ce ne renderemo conto non sarà troppo presto, anzi.
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AutoreMessaggio
ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 8:01 pm

No, il tema non è mai stato quello del doppio lavoro, che in genere trovo troppo distraente.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 8:08 pm

ushikawa ha scritto:
No, il tema non è mai stato quello del doppio lavoro, che in genere trovo troppo distraente.


e infatti non si parlava del doppio lavoro e non ne ha parlato nessuno, ma di esperienze lavorative, fosse anche la cava o la missione spaziale poco importa, pur di annusare l'aria del mondo reale, per non essere "autoreferenziali".
Che l'esperienza lavorativa nel campo di interesse disciplinare sia un valore aggiunto alla didattica direi che nessuno si è sognato di negarlo. Mi sono fatta nemici sostenendo che dovessero dare punteggio in graduatoria le abilitazioni professionali e le pubblicazioni scientifiche, che il dottorato di ricerca dovesse essere abilitante: figurati!
Ma quella è preparazione nella propria materia, non "ora d'aria" dalla scuola per capire come si vive "là fuori"
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 8:22 pm

ushikawa ha scritto:

Se prendessimo ad esempio Paniscus, dovremmo concludere che la classe docente italiana non sia molto ben informata di ciò che avviene nei contesti lavorativi non statali: il diritto al congedo parentale frazionato... mi viene da ridere.

Se tu sei più informato di me, dovresti anche sapere che nei contesti lavorativi in cui non viene consentito di usufruire di diritti previsti per tutti, vuol dire che si commettono delle ILLEGALITA' che devono essere combattute, denunciate e sanzionate.

Che poi ci sia un sacco di gente che china il capo per non rischiare abusi e illegalità peggiori, ci credo... ma non per questo significa che dobbiamo assuefarci tutti all'idea che la normalità sia quella, e tantomeno significa che dobbiamo insegnare ai ragazzi che sia così.

Con la stessa logica, allora, dovremmo pure insegnare ai ragazzi che, se vogliono essere pronti per la vita vera nel mondo reale là fuori, dovranno essere pronti a lavorare in nero, a lavorare gratis, a evadere il fisco, a truffare il cliente o a dichiarare il falso, perché tanto si sa che il mondo del lavoro vero funziona così.

Tu sei disposto a rivolgerti ai ragazzi in questi termini? Io no, grazie.

L.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 8:25 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
ushikawa ha scritto:

Se prendessimo ad esempio Paniscus, dovremmo concludere che la classe docente italiana non sia molto ben informata di ciò che avviene nei contesti lavorativi non statali: il diritto al congedo parentale frazionato... mi viene da ridere.

Se tu sei più informato di me, dovresti anche sapere che nei contesti lavorativi in cui non viene consentito di usufruire di diritti previsti per tutti, vuol dire che si commettono delle ILLEGALITA' che devono essere combattute, denunciate e sanzionate.

Che poi ci sia un sacco di gente che china il capo  per non rischiare abusi e illegalità peggiori, ci credo... ma non per questo significa che dobbiamo assuefarci tutti all'idea che la normalità sia quella, e tantomeno significa che dobbiamo insegnare ai ragazzi che sia così.

Con la stessa logica, allora, dovremmo pure insegnare ai ragazzi che, se vogliono essere pronti per la vita vera nel mondo reale là fuori, dovranno essere pronti a lavorare in nero, a lavorare gratis, a evadere il fisco, a truffare il cliente o a dichiarare il falso, perché tanto si sa che il mondo del lavoro vero funziona così.

Tu sei disposto a rivolgerti ai ragazzi in questi termini? Io no, grazie.

L.


Ecco qualcosa del mondo del lavoro che potremmo insegnare ai nostri studenti.
Altro che "svegli"! Le aziende, le industrie, anche il grande magazzino ormai vuole solo lavoratori disposti a derogare sui diritti, altro che preparazione... ancora che stiamo a raccontarci storielle e a dare credito ai consigli interessati!
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 9:58 pm

Le illegalità ci sono anche nella scuola, ma sono molto più difficili da commettere che altrove.
La differenza è che nella scuola c'è un contratto a tempo indeterminato, fuori di solito il massimo che si riesce ad avere è il famoso contratto a tutele crescenti. Volete sapere cosa penso del contratto a tutele crescenti, della precarietà, della giungla del mondo del lavoro, di chi ha realizzato in Italia queste geniali riforme negli ultimi venti anni? Tutto il male possibile, e per quanto ho potuto ho combattuto. Ma la mia opinione non conta un granché e, soprattutto, non basta a farmi ignorare il problema o a liquidarlo semplicisticamente prendendomela con le sue vittime, aggiungendo al danno della loro condizione anche le beffe del benpensante che vuole rovesciar loro addosso la colpa della loro situazione.
Faccio un discorso impopolare, lo so. Ma nella scuola, tra i docenti, nella didattica, tra gli illuminati benpensanti prevale il discorso sui diritti e sulle educazioni. Di fuori, che ci piaccia o no, prevale il discorso sui doveri e sulle competenze. Sai fare questo? Bene. Lo sai fare entro domani? E' questo il fuori. Il discorso sui diritti e le educazioni e quello sui doveri e le competenze non si incrociano più come una volta, quando esisteva un bilanciamento tra i due aspetti, quando la società era diversa: quell'equilibrio saltato è stato fotografato dalla nostra costituzione, che non è affatto una costituzione di soli diritti come si vuol far credere. Oggi molti docenti non riescono a cogliere la realtà del mondo del lavoro attuale, forse non basta a comprenderla la testimonianza del proprio coniuge o dei propri figli, o le esperienze di venti o trent'anni prima, quando il mondo funzionava secondo altre regole. Indignarsi non serve, non basta. Serve contribuire, nel proprio piccolo, a ripristinare l'equilibrio perduto tra diritti e doveri, tra educazioni e competenze. E su questo sono sicuro che Paniscus e Lucetta si impegnino quotidianamente.
Però non mi vengano a dire che l'aver lavorato, sia nel proprio campo che in altri, non sia uno strumento in più da offrire ai propri studenti e a se stessi per capire meglio il mondo in cui tutti noi viviamo, professori compresi.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 10:27 pm

Che il mondo del lavoro faccia schifo l'ho detto da subito. Non ci piove.
Bisogna invece capire se sia compito della scuola fare da cassa di risonanza dello schifo (che tanto i ragazzi conoscono e che, se possibile, si immaginano anche peggiore di quello che è) o no.
Cosa deve offrire l'insegnante che ha sperimentato il mondo del lavoro ai suoi studenti? Una testimonianza? Ce n'è bisogno? Questo possono farlo papà e mamma la sera, con migliori argomenti (e più aggiornati) dei nostri.
La scuola costruisce il domani studiando lo ieri, sviluppa il pensiero critico e deve rimanere ferma sui valori al di là dell'hic et nunc, "in purezza" che significa in una posizione NON COMPROMISSORIA, in cui non c'è posto per il "che ci piaccia o no".

Ecco. Mi spingo a dire che compito prioritario della scuola non è quello di far comprendere il presente. A dire il vero questa fissazione della lettura del presente è tipica soltanto del NOSTRO presente, invaso dai "sociologi", questi studiosi pigri e senza studio, specialisti del nulla che pretendono, appunto, di spiegarci l'oggi, come se fosse possibile e avesse una qualche utilità.

"nella scuola prevale il discorso sui diritti e sulle educazioni": e invece cosa dovrebbe prevalere? C'è la possibilità di fare altrimenti? Vedo in giro tanti insegnanti che deprimono i propri alunni instillandogli la lamentela dello schiavo alla catena come se fosse una situazione inevitabile e ineluttabile.
L'indignazione non c'entra. C'entra quale crediamo sia il ruolo della scuola NEL mondo reale. Formare un lavoratore pronto a fare presto e bene? Instillare consapevolezza di quello che è o partire da quello che deve (e non "dovrebbe") essere?

Eccomi allora a riconfermare la mia posizione. Visto che credo fermamente che il ruolo della scuola non si fermi alla banale lettura del presente e che per la costruzione di un individuo migliore sia indispensabile sviluppare prima il senso critico e poi la "competenza" (che passa e va alla N riconversione), meglio la scuola come porto franco, zona di decompressione, e meglio l'insegnante autoreferenziale, magari anche un po' scemo ma integro: Siddhartha nel palazzo
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 10:42 pm

A giudicare dall'evoluzione del quadro politico, nazionale e non, credo che un po' di banale capacità di lettura del presente sia "vieppiù" necessaria, vista la crescente rarità di questa attitudine. Per aiutare le future generazioni in questo esercizio più che indagarsi sul quale sia il ruolo della scuola NEL mondo reale occorrerebbe intanto assicurarsi che la scuola SIA NEL mondo reale, a partire dai propri insegnanti che vivono nel contesto italiano ed europeo, e non in Canada, in Australia, in Cina o in Qatar.
Il senso critico privo di prassi operativa è destinato o a frustrazione o all'irrilevanza, oppure a diventare comoda ed elitaria posizione di testimonianza.
Sì, penso proprio che sporcarsi le mani faccia bene, anche ai professori. E ora scusate ma devo tornare al tornio, ho il turno notturno.
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Lun Ott 12, 2015 11:22 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Chiunque può friggere patate in un fast food, chi insegna ha scelto di non farlo.

Non banalizziamo il valore della cultura, soprattutto non banaliziamo le lauree spendibili.

Per chi ha la faccia di bronzo: "ho scelto di fare un lavoro a 18 h settimanali e 3 mesi di ferie all'anno invece di farmi il mazzo come i tuoi genitori"; non è vero, ma loro che ne sanno !

mica serve laurearsi per evitare di lavorare in un fast food,
e se uno ci tiene a passare l'estate al mare, basta un diploma per fare l'itp.
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Cloretta



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Mar Ott 13, 2015 12:13 am

Humboldt ha scritto:
- Prof! ma perchè dobbiamo studiare?
- Perchè conoscere vuol dire diventare migliori, avere più opportunità, magari un giorno poter scegliere un lavoro che vi piace e non prendere il primo che capita.
- Prof, lei fra quali lavori ha scelto?
- ...

Io ho scelto tra impiegata amministrativa di un'aziendina di moda e docenza nella scuola pubblica. E ho sicuramente scelto bene. E di sicuro ho avuto la possibilità di non prendere il primo lavoro che capitava. Perfino in un momento di crisi nera come questo, posso permettermi di scegliere la sede di lavoro che più mi aggrada. Pertanto non capisco davvero il senso di queste battutine.
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Humboldt



Messaggi : 169
Data d'iscrizione : 01.08.14

MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Mar Ott 13, 2015 7:07 pm

Cloretta ha scritto:
Humboldt ha scritto:
- Prof! ma perchè dobbiamo studiare?
- Perchè conoscere vuol dire diventare migliori, avere più opportunità, magari un giorno poter scegliere un lavoro che vi piace e non prendere il primo che capita.
- Prof, lei fra quali lavori ha scelto?
- ...

Io ho scelto tra impiegata amministrativa di un'aziendina di moda e docenza nella scuola pubblica. E ho sicuramente scelto bene. E di sicuro ho avuto la possibilità di non prendere il primo lavoro che capitava. Perfino in un momento di crisi nera come questo, posso permettermi di scegliere la sede di lavoro che più mi aggrada. Pertanto non capisco davvero il senso di queste battutine.

ecco, è l'informazione che volevo.
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: Non essere mai usciti da scuola   Mer Ott 14, 2015 1:04 am

Cloretta ha scritto:
Humboldt ha scritto:
- Prof! ma perchè dobbiamo studiare?
- Perchè conoscere vuol dire diventare migliori, avere più opportunità, magari un giorno poter scegliere un lavoro che vi piace e non prendere il primo che capita.
- Prof, lei fra quali lavori ha scelto?
- ...

Io ho scelto tra impiegata amministrativa di un'aziendina di moda e docenza nella scuola pubblica. E ho sicuramente scelto bene. E di sicuro ho avuto la possibilità di non prendere il primo lavoro che capitava. Perfino in un momento di crisi nera come questo, posso permettermi di scegliere la sede di lavoro che più mi aggrada. Pertanto non capisco davvero il senso di queste battutine.

Lo sfottò degli alunni è assolutamente comprensibile (la  docenza è percepita come ripiego)...e infatti il governo ha insistito fortemente nel coinvolgere nel processo della riforma della scuola pubblica (ovviamente per finta ma quest'aspetto  è a latere) gli "stakeholder" del dibattito in merito alla riforma della Buona Scuola (tanto inevitabilmente si va a parare su questo punto, c'è poco da fare), cioè praticamente tutti gli italiani che vivendo nella  cosidetta "realtà" non sono "autoreferenziali" (TAAC).
Eppure non vi fa riflettere che le altre riforme-che-ci-salveranno (ma anche no) sono state approvate o sono in corso di approvazione senza (finto) dibattito presso l'opinione pubblica (riforma del senato, della sanità, riforma del mercato del lavoro), mentre per quanto riguarda la scuola hanno proceduto in modo diverso (cioè hanno imbastito un anno di pseudoascolto raccogliendo per finta le istanze e le opinioni dei cittadini italiani) ?
Si capisce quello che voglio dire ( a volte mi viene il dubbio di non essere chiaro lol)?.
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