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 Potenziamento o ripensamento

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AutoreMessaggio
Paolo Tuguri



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MessaggioOggetto: Potenziamento o ripensamento   Ven Ott 09, 2015 9:51 pm

L'emergenza didattica nelle scuole italiane di ogni ordine e grado deriva da due questioni non da poco.

Gli studenti hanno poca dimestichezza con l'Italiano.

Gli studenti hanno poca dimestichezza con la Matematica.

Senza conoscere tali discipline l'accesso a tutte le altre è quantomeno ostico.

Poste le responsabilità dell'intero corpo docente (tutte le discipline si insegnano in italiano, ciascuna disciplina ha fondamenti logico-matematici) siamo sicuri che implementarne ulteriormente il monte ore utilizzando il potenziamento abbia senso?

Non sarebbe forse il caso di ripensarne la didattica magari coordinandola interdisciplinarmente?
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Stellastellina1975



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento o ripensamento   Ven Ott 09, 2015 9:56 pm

Oh, finalmente leggo un post intelligente, di un docente che non pensa solo a tirare l'acqua al suo mulino, ma si preoccupa delle reali esigenze didattiche! BRAVO.

Ti rispondo io: nulla di questa riforma ha senso. Le assunzioni sul potenziamento vengono fatte esclusivamente per dare una risposta alla sentenza europea contro l'abuso del precariato. Al governo non frega un bel niente, nè di noi docenti, nè della scuola pubblica. Rassegnati.

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento o ripensamento   Ven Ott 09, 2015 10:26 pm

Paolo Tuguri ha scritto:
L'emergenza didattica nelle scuole italiane di ogni ordine e grado deriva da due questioni non da poco.

Gli studenti hanno poca dimestichezza con l'Italiano.

Gli studenti hanno poca dimestichezza con la Matematica.

Senza conoscere tali discipline l'accesso a tutte le altre è quantomeno ostico.

Poste le responsabilità dell'intero corpo docente (tutte le discipline si insegnano in italiano, ciascuna disciplina ha fondamenti logico-matematici) siamo sicuri che implementarne ulteriormente il monte ore utilizzando il potenziamento abbia senso?

Non sarebbe forse il caso di ripensarne la didattica magari coordinandola interdisciplinarmente?
Questo post sostiene implicitamente che se gli studenti non imparano la colpa è degli insegnanti che non sanno insegnare.

Cellulari, esuberanze, strafottenze, limitazioni mentali, copiature e rifiuti di fare compiti si suppone che non contino nulla.

Concordo che aumentare le ore in cui uno gioca col cellulare non serva a nulla, ma non credo che modificare la didattica o renderla interdisciplinare sia più utile.
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Paolo Tuguri



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento o ripensamento   Ven Ott 09, 2015 10:38 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Paolo Tuguri ha scritto:
L'emergenza didattica nelle scuole italiane di ogni ordine e grado deriva da due questioni non da poco.

Gli studenti hanno poca dimestichezza con l'Italiano.

Gli studenti hanno poca dimestichezza con la Matematica.

Senza conoscere tali discipline l'accesso a tutte le altre è quantomeno ostico.

Poste le responsabilità dell'intero corpo docente (tutte le discipline si insegnano in italiano, ciascuna disciplina ha fondamenti logico-matematici) siamo sicuri che implementarne ulteriormente il monte ore utilizzando il potenziamento abbia senso?

Non sarebbe forse il caso di ripensarne la didattica magari coordinandola interdisciplinarmente?
Questo post sostiene implicitamente che se gli studenti non imparano la colpa è degli insegnanti che non sanno insegnare.

Cellulari, esuberanze, strafottenze, limitazioni mentali, copiature e rifiuti di fare compiti si suppone che non contino nulla.

Concordo che aumentare le ore in cui uno gioca col cellulare non serva a nulla, ma non credo che modificare la didattica o renderla interdisciplinare sia più utile.

Confondi il concetto di "colpa" con quello di "responsabilità" che, peraltro, ho esplicitato.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento o ripensamento   Sab Ott 10, 2015 12:48 am

Paolo Tuguri ha scritto:
Confondi il concetto di "colpa" con quello di "responsabilità" che, peraltro, ho esplicitato.
che io sappia la colpa è la responsabilità di un guaio che non doveva succedere e che i ragazzi rimanessero ignoranti non doveva succedere.
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franci75



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento o ripensamento   Sab Ott 10, 2015 9:31 am

Avido ti racconto però che ho un alunno, ripetente, mago però dell informatica, il mio assistente. Mi ha appena scaricato un documentario storico, messo su cd, ne ha dovuti vedere 2 o 3 a casa per scegliere quello secondo lui più appropriato al nostro tempo e a quanto da me spiegato. Allora forse sì....dovremmo ripensare un attimo alla didattica....
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento o ripensamento   Sab Ott 10, 2015 1:52 pm

franci75 ha scritto:
Avido ti racconto però che ho un alunno, ripetente, mago però dell informatica, il mio assistente. Mi ha appena scaricato un documentario storico, messo su cd, ne ha dovuti vedere 2 o 3 a casa per scegliere quello secondo lui più appropriato al nostro tempo e a quanto da me spiegato. Allora forse sì....dovremmo ripensare un attimo alla didattica....
Indubbiamente alcuni di loro hanno delle competenze.

Il valore delle persone non si vede in come fanno quel che gli piace fare ma in quel che devono fare anche se non gli piace; non per nulla, perchè la vita ti costringerà a fare molte cose che non desideri.

Mi correggano i musicisti se sbaglio: si può imparare a suonare la chitarra in due modi:

Iniziando immediatamente a suonare motivetti semplici per poi progredire gradualmente;

Iniziando a frantumare le balle a te ed agli altri che ti stanno intorno con le scale e le sequenze di accordi.

Il primo modo è più divertente, ma dopo 10 anni chi ha seguito il secondo, se non ha abbandonato, è un maestro di chitarra (il primo no).

Ho fatto un esempio estremo, ma è accostabile alle numerose didattiche innovative che vengono proposte (sempre diverse, forse perchè sempre insoddisfacenti); in 10 ore fatte bene di lezione frontale si imparano più cose che in 10 ore di scoperta ed esperienza laboratoriale o di gioco didattico; il problema è che 10 ore fatte BENE non le fa più nessuno.
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Paolo Tuguri



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento o ripensamento   Sab Ott 10, 2015 2:26 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Paolo Tuguri ha scritto:
Confondi il concetto di "colpa" con quello di "responsabilità" che, peraltro, ho esplicitato.
che io sappia la colpa è la responsabilità di un guaio che non doveva succedere e che i ragazzi rimanessero ignoranti non doveva succedere.

Non doveva succedere, se vuoi prenditene la colpa (ego te absolvo), io preferisco assumermene la responsabilità.

Non è colpa nostra se gli studenti non imparano, è nostra responsabilità fare in modo che non accada.

Non credo che potenziare  tout court il monte ore sia utile in tal senso, potrebbe essere persino dannoso se non si riflette bene sul modo in cui si potenzia e su chi siano i soggetti da coinvolgere.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento o ripensamento   Sab Ott 10, 2015 6:21 pm

Paolo Tuguri ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Paolo Tuguri ha scritto:
Confondi il concetto di "colpa" con quello di "responsabilità" che, peraltro, ho esplicitato.
che io sappia la colpa è la responsabilità di un guaio che non doveva succedere e che i ragazzi rimanessero ignoranti non doveva succedere.

Non doveva succedere, se vuoi prenditene la colpa (ego te absolvo), io preferisco assumermene la responsabilità.

Non è colpa nostra se gli studenti non imparano, è nostra responsabilità fare in modo che non accada.

Non credo che potenziare  tout court il monte ore sia utile in tal senso, potrebbe essere persino dannoso se non si riflette bene sul modo in cui si potenzia e su chi siano i soggetti da coinvolgere.
Perdonami se insisto, ma ritengo che la cosa sia importante.

Tu usi la parola "responsabilità" impropriamente, in realtà ti stai riferendo al "compito".

E' compito dei docenti insegnare agli studenti.

E' sempre stato compito e si è sempre ritenuto che fosse responsabilità degli astrologi il prevedere il futuro attraverso la formulazione di oroscopi.

Che fosse il loro compito è lapalissiano; era loro responsabilità ? Erano loro i responsabili del 100 % di fallimenti a cui sono andati e vanno incontro ?
No, è responsabilità dell'inconsistenza dell'astrologia.

La differenza tra compito e responsabilità sta tutta nell'efficacia degli strumenti che si hanno a disposizione; abbiamo noi strumenti tanto efficaci da poter istruire ragazzi totalmente disinteressati all'apprendimento ? Li abbiamo per istruire ragazzi privi di idonee capacità intellettive ? Li abbiamo per istruire ragazzi privi di basi culturali adeguate ?
Secondo me no, quindi quando non porteremo a termine il nostro compito non saremo noi (nella maggior parte delle volte) i responsabili.
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Paolo Tuguri



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento o ripensamento   Sab Ott 10, 2015 7:30 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Paolo Tuguri ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Paolo Tuguri ha scritto:
Confondi il concetto di "colpa" con quello di "responsabilità" che, peraltro, ho esplicitato.
che io sappia la colpa è la responsabilità di un guaio che non doveva succedere e che i ragazzi rimanessero ignoranti non doveva succedere.

Non doveva succedere, se vuoi prenditene la colpa (ego te absolvo), io preferisco assumermene la responsabilità.

Non è colpa nostra se gli studenti non imparano, è nostra responsabilità fare in modo che non accada.

Non credo che potenziare  tout court il monte ore sia utile in tal senso, potrebbe essere persino dannoso se non si riflette bene sul modo in cui si potenzia e su chi siano i soggetti da coinvolgere.
Perdonami se insisto, ma ritengo che la cosa sia importante.

Tu usi la parola "responsabilità" impropriamente, in realtà ti stai riferendo al "compito".

E' compito dei docenti insegnare agli studenti.

E' sempre stato compito e si è sempre ritenuto che fosse responsabilità degli astrologi il prevedere il futuro attraverso la formulazione di oroscopi.

Che fosse il loro compito è lapalissiano; era loro responsabilità ? Erano loro i responsabili del 100 % di fallimenti a cui sono andati e vanno incontro ?
No, è responsabilità dell'inconsistenza dell'astrologia.

La differenza tra compito e responsabilità sta tutta nell'efficacia degli strumenti che si hanno a disposizione; abbiamo noi strumenti tanto efficaci da poter istruire ragazzi totalmente disinteressati all'apprendimento ? Li abbiamo per istruire ragazzi privi di idonee capacità intellettive ? Li abbiamo per istruire ragazzi privi di basi culturali adeguate ?
Secondo me no, quindi quando non porteremo a termine il nostro compito non saremo noi (nella maggior parte delle volte) i responsabili.

Insisti pure, anzi ti sono grato per l'attenzione ma prova a ribaltare la clessidra.

Siamo, noi insegnanti, certamente buona parte del problema, ma a me qui ed ora non interessa.
Siamo, noi insegnanti certamente buona parte della soluzione, questo a me sta a cuore.

La responsabilità viene prima del compito. Mi assumo una responsabilità se mi sento all'altezza del compito, altrimenti sarei disonesto prima di tutto con me stesso; non significa che lo porterò a termine ma di certo che farò di tutto perché questo avvenga.

Fare di tutto però richiede prima una seria riflessione sul modo in cui si agisce: questa è quella che io chiamo didattica.

Se Italiano e Matematica sono discipline in crisi ad essere in crisi è l'apprendimento. Non credo sia utile aumentarne le ore, credo altresì che sia controproducente. Sono convinto però che i docenti delle altre discipline debbano concorrere all'insegnamento di e in Italiano e non sottrarsi l confronto con le basi logico-matematiche su cui si fonda ogni discorso con pretese di scientificità .
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