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 Il buco nero della scuola italiana: le elementari

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ushikawa



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MessaggioOggetto: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Gio Ott 15, 2015 6:30 am

Promemoria primo messaggio :

http://gisrael.blogspot.it/2011/12/proposta-per-le-nuove-indicazioni.html
https://books.google.it/books/about/Aboliamo_la_scuola_media.html?id=GPiRrgEACAAJ&redir_esc=y

Questa nel titolo del thread è la tesi che Giorgio Israel, di recente scomparso, ha espresso nel libro "Abolire la scuola media", scritto insieme a Cesare Cornoldi, di idee diametralmente opposte. Si tratta di una tesi che ribalta il classico luogo comune secondo il quale il "buco nero" della scuola italiana sarebbero le scuole medie.

Personalmente concordo con il compianto Israel, e non parlo sulla base di una convinzione ideologica, ma sulla constatazione del materiale umano che ci troviamo in prima media. Ora lo so che quanto dirò farà infuriare tutte le sicuramente bravissime maestre che seguono il forum, ma io mi chiedo come siano possibili una serie di cose:

- i ragazzi in prima media non sono capaci di dare del lei ai professori;

- sono, come si dice senza che l'espressione abbia un significato preciso, "poco scolarizzati", cioè convinti che durante le ore di lezione possano fare un po' ciò che vogliono, distrarsi, chiacchierare, fare baccano, saltare tra i banchi, lanciare oggetti, prendere in giro compagni, consumare cibi e bevande, parlare senza alzare la mano, che possano dimenticare a casa il materiale e inventarsi le scuse più assurde, piangere per una interrogazione andata maluccio; aggiungamoci anche che non sanno segnarsi i compiti sul diario, svolgere i compiti a casa (magari da soli), ascoltare con attenzione, prendere appunti e così via;

- sono quasi sempre disastrosi sotto il profilo delle competenze: ignorano il significato di retta, di angolo, non ricordano le tabelline, non hanno quelle nozioni base in storia, geografia e scienze che pure dovrebbero avere, hanno grossi limiti dal punto di vista della costruzione della frase, sia nell'espressione scritta che, ancor di più, nell'espressione orale, fanno errori grammaticali marchiani e così via. Soprattutto, anche se all'apparenza svegli e intelligenti, difettano di quelle "competenze trasversali" così frequentemente nominate nei documenti ministeriali, cioè della capacità di usare le conoscenze in contesti diversi, di fare collegamenti, di usare il cervello per risolvere un problema.

- Sono sempre più scarsi dal punto di vista dell'espressione grafica, dal corsivo ai disegni, al punto che molti di loro sono al limite della disgrafia, pur non essendo minimamente disgrafici;

- Anche dal punto di vista della socializzazione, che dovrebbe essere un punto di forza della scuola primaria traboccante di prescrizioni pedagogiche, sono molto carenti, per non parlare dell'educazione e del rispetto tout-court.

- Gli obiettivi e i traguardi fissati dalle indicazioni nazionali per la fine della scuola primaia sembrano molto lontani dall'essere raggiunti.

Quello che è peggio è che questo quadro disastroso non riguarda tutti gli alunni: ci sono anche alunni, una minoranza, che hanno buone competenze in termini di socializzazione e didattici e in ogni classe e, a seconda della "maestra" di provenienza, le doti degli alunni variano di molto.

Personalmente trovo intollerabile proprio questa variabilità, come se alle elementari, pur con tutti gli interclasse del mondo, ogni maestra se ne andasse per conto proprio, da quella rigidissima (e rara) che inizia con il corsivo nei primi giorni della prima a quella che invece "l'importante è che si divertano".

Quindi alle medie ci troviamo con un materiale umano molto differenziato e di livello didattico anno dopo anno più basso.

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Ven Ott 16, 2015 10:16 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Scusa, avido, ma dove l'avevate preso quel test?
E per quale motivo, prima di ammannirlo ai ragazzi, non lo avevate letto?
Era il test che avavano fatto l'anno prima nella stessa scuola.

Io penso che il test d'ingresso abbia senso se i ragazzi hanno fatto la materia in precedenza, se la materia è nuova si parte da zero, chi se ne frega di cosa sanno, facciamo finta che non sappiano nulla; ecco perchè ho letto frettolosamente il documento, giusto per avere un'idea, non per verificarne la correttezza che davo per scontata.
Indipendentemente da questo, gli errori capitano, e non mi lamento neanche che alcuni studenti (studentesse per lo più) siano rimasti spiazzati, mi lamento che nessuno abbia fatto domande ed uno solo abbia avuto la chiarezza d'idee di metterci una pezza.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Ven Ott 16, 2015 10:19 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Humboldt ha scritto:
lucetta, allora davvero non capisco che vuoi dire.
Quali competenze che tu ritieni indispensabili mancano ai ragazzi che ti arrivano dalle elementari?
Cosa ti impedisce di fargli imparare a memoria qualcosa?
L'anno scorso nel test d'ingresso che abbiamo somministrato congiuntamente con scienze a circa 100 ragazzi di prima ITES c'era un quesito errato: Quando in Italia è estate che stagione è in Sud Africa? a) primavera b) autunno c) estate.

Su 100 solo uno ha avuto l'intuizione che c'era qualcosa che non andava e di aggiungere d) inverno e crocettarlo.

Che dite, è un problema oppure no ?

Sorvolo sulla temperatura d'ebollizione dell'acqua.


Non mi pare un buon esempio.
Un ragazzo che arriva alla scuola superiore non contesta un quesito (non lo contesta nemmeno l'80% dei candidati di un concorso, figuriamoci!), trova più probabile pensare di non averlo capito e mi pare normale. Questo non ci dice nulla della sua preparazione
Il problema è semmai chi ha sbagliato a porre il quesito, davvero un brutto biglietto da visita per la nuova scuola.
Parliamo piuttosto della temperatura di ebollizione dell'acqua
Stiamo parlando di stagioni non di precessione e parliamo di una ventina di domande con 4 opzioni di risposta ed una con 3 (quando le stagioni sono 4); e ripeto, 1 su 100; non pretendevo che tutti saltassero su, so benissimo che la soggezione tira brutti scherzi, ma 99 su 100 (circa) !
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Ven Ott 16, 2015 10:32 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Humboldt ha scritto:
lucetta, allora davvero non capisco che vuoi dire.
Quali competenze che tu ritieni indispensabili mancano ai ragazzi che ti arrivano dalle elementari?
Cosa ti impedisce di fargli imparare a memoria qualcosa?
L'anno scorso nel test d'ingresso che abbiamo somministrato congiuntamente con scienze a circa 100 ragazzi di prima ITES c'era un quesito errato: Quando in Italia è estate che stagione è in Sud Africa? a) primavera b) autunno c) estate.

Su 100 solo uno ha avuto l'intuizione che c'era qualcosa che non andava e di aggiungere d) inverno e crocettarlo.

Che dite, è un problema oppure no ?

Sorvolo sulla temperatura d'ebollizione dell'acqua.


Non mi pare un buon esempio.
Un ragazzo che arriva alla scuola superiore non contesta un quesito (non lo contesta nemmeno l'80% dei candidati di un concorso, figuriamoci!), trova più probabile pensare di non averlo capito e mi pare normale. Questo non ci dice nulla della sua preparazione
Il problema è semmai chi ha sbagliato a porre il quesito, davvero un brutto biglietto da visita per la nuova scuola.
Parliamo piuttosto della temperatura di ebollizione dell'acqua
Stiamo parlando di stagioni non di precessione e parliamo di una ventina di domande con 4 opzioni di risposta ed una con 3 (quando le stagioni sono 4); e ripeto, 1 su 100; non pretendevo che tutti saltassero su, so benissimo che la soggezione tira brutti scherzi, ma 99 su 100 (circa) !


Continua a non essere un buon esempio: non farlo passare per un distrattore o un test di intelligenza.
In molti, di fronte a un quesito anche platealmente sbagliato o lacunoso, preferiscono astenersi. La soggezione in questo caso può tranquillamente giustificare tutti e 99. L'1%, lungi dall'essere necessariamente il più brillante, potrebbe rivelarsi soltanto il più rompicoglioni.
Su una ventina di domande ci saranno state lacune più significative immagino
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 8:35 am

lucetta10 ha scritto:
Sono stata forse l'unica a non dire che i ragazzi arrivano con gravi lacune.
Si discuteva sul fatto che il triennio di medie debba essere, come dici tu, un buon momento per recuperare le competenze che mancano dalle elementari.
io contesto questo, ovvero che in tre soli anni questo sia possibile, e sostengo che la scuola media debba fornire competenze altrettanto di base che non può trascurare per recuperare quanto non si è fatto prima. Posso anche pensare che le indicazioni e i curricolo verticali siano solo decorativi, ma non posso privilegiare il recupero di quanto fatto in un altro ciclo a discapito (inevitabile) di quello che compete al mio: non posso mettermi ad approfondire i Greci se questo comporta non accennare nemmeno a Hitler.
Ha poi ragione uschikawa nel dire che ci sono abilità legate all'età, che non si possono fornire a buffo quando ci pare

quindi imparare poesie a memoria è un'abilità che, se non appresa alle elementari, non può più essere imparata?
Sei libera di approfondire gli argomenti di storia che credi, chi te lo impedisce?
Di Hitler poi tra giorni della memoria e& C. ne sanno e ne sapranno fin troppo...
Penso che riprendere la nascita della democrazia in Grecia in prima media sia più importante che stare un mese sul feudalesimo, ma questo lo decide ogni insegnante, quello che contesto è che ci sia assolutamente un programma da rispettare perchè se non si "fa" un argomento i ragazzi vivranno in eterno nell'ignoranza.
Se qualcuno arriva con lacune in prima media mi sembra più che normale aiutarlo, si parla di prima media mica di terza superiore.



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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 8:47 am

Esempio di avido a parte (ma non troppo), la Geografia è tra le materie peggio insegnate alle medie, i ragazzi sono costretti ad imparare inutili nomi di fiumi, pianure, prodotti tipici e dove si trovano giacimenti di bauxite e poi ovviamente non sanno distinguere l'Est dall'Ovest o non sanno perchè in un posto fa freddo o caldo.
Le abilità si acquisiscono approfondendo, con l'esercizio continuo, le medie in questo sono troppo dispersive, se saltabecchiamo da un argomento all'altro per "finire il programma" tutto passa senza lasciar traccia, tranne nei soliti "bravi" che, chissà perchè, riteniamo  i modelli ideali di studente mentre sono più "avanti" degli altri per ragioni spesso extrascolastiche.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 9:04 am

La geografia -che non sempre è insegnata nel modo descritto da Humboldt- è uno di quei casi in cui le indicazioni nazionali prevedono obiettivi talmente facili e generici da non garantire il raggiungimento di una conoscenza di base sufficiente, mentre i libri di testo sono spesso organizzati in maniera inutilmente nozionistica. In ogni caso imparare a memoria che la Mongolia ha come capitale Ulan Bator e presenta importanti giacimenti minerari è un esercizio tutt'altro che inutile.
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 9:22 am

beh, per fortuna non è sempre insegnata in questo modo ma, nella mia esperienza, abbastanza spesso purtroppo.
beh, l'esercizio non è mai inutile, il problema è che l'obiettivo è sempre quello di lasciargli abilità stabili che possano riutilizzare. Imparare informazioni per l'interrogazione e basta è solo un tipo di esercizio ma spesso diventa l'unico.
Credo sia più utile che un ragazzo sappia leggere una cartina, individuare il tipo di paesaggio, ricavare il  clima della Mongolia osservando la sua posizione geografica. Poi se è stata studiata anche bene la storia magari potrà ricordarsi che da quelle steppe provenivano gli Unni...
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 10:29 am

mmmm....
insegno alla primaria, che sia chiaro prima di leggere.

Ho letto tra il fastidio e l'ammissione. Parecchie cose le trovo ahimè drammaticamente attinenti alla mia esperienza altre le trovo solo una scotomizzazione in un altrove dove si possa trovare il colpevole per rassenerarsi di non essere parte in causa. Mentre provo tutto ciò vi chiedo:
In pratica, realisticamente cosa proponete a noi di primaria di fare, partendo dal presupposto che noi non si sia né ignoranti e neppure lavativi? Come si fa a far studiare chi non ha nessuna voglia di farlo? Come faccio a veicolare informazioni se per oltre 25 ore l'orario di classe non contempla aiuto pur avendo in classe un disabile particolarmente disturbante? Come far capire ai genitori che un orario a tempo pieno più due ore di attività sportiva giornaliera sono troppo perchè un bambino abbia energie residue per apprendere e non mi arrivi in classe già stanco alle otto di mattina? Come superare le difficoltà linguistiche, oltre un linguaggio veicolare di base, in classi ove oltre la metà dei componenti a casa parla un altra lingua? Come riuscire a fermare coloro che non arrivano al minimo delle competenze richieste senza dover passare dentro il tritacarne del preside genitori società psicologi pedagostisti sul "trauma" del pargolo?
In attesa di pragmatici consigli vi auguro buon sabato

: - )
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 12:34 pm

ushikawa ha scritto:
La geografia -che non sempre è insegnata nel modo descritto da Humboldt- è uno di quei casi in cui le indicazioni nazionali prevedono obiettivi talmente facili e generici da non garantire il raggiungimento di una conoscenza di base sufficiente, mentre i libri di testo sono spesso organizzati in maniera inutilmente nozionistica. In ogni caso imparare a memoria che la Mongolia ha come capitale Ulan Bator e presenta importanti giacimenti minerari è un esercizio tutt'altro che inutile.
Toglietemi una curiosità: in Mongolia, dopo Gengis Khan è più successo qualcosa di notevole ?

E' la mia impressione o è il paese più insignificante del mondo ?
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 12:46 pm

ghirettina ha scritto:
mmmm....
insegno alla primaria, che sia chiaro prima di leggere.

Ho letto tra il fastidio e l'ammissione. Parecchie cose le trovo ahimè drammaticamente attinenti alla mia esperienza altre le trovo solo una scotomizzazione in un altrove dove si possa trovare il colpevole per rassenerarsi di non essere parte in causa. Mentre provo tutto ciò vi chiedo:
In pratica, realisticamente cosa proponete a noi di primaria di fare, partendo dal presupposto che noi non si sia né ignoranti e neppure lavativi? Come si fa a far studiare chi non ha nessuna voglia di farlo? Come faccio a veicolare informazioni se per oltre 25 ore l'orario di classe non contempla aiuto pur avendo in classe un disabile particolarmente disturbante? Come far capire ai genitori che un orario a tempo pieno più due ore di attività sportiva giornaliera sono troppo perchè un bambino abbia energie residue per apprendere e non mi arrivi in classe già stanco alle otto di mattina? Come superare le difficoltà linguistiche, oltre un linguaggio veicolare di base, in classi ove oltre la metà dei componenti a casa parla un altra lingua? Come riuscire a fermare coloro che non arrivano al minimo delle competenze richieste senza dover passare dentro il tritacarne del preside genitori società psicologi pedagostisti sul "trauma" del pargolo?
In attesa di pragmatici consigli vi auguro buon sabato

: - )
Concordo pienamente; il vostro difetto è essere fuffodidattici; la colpa è che venite su come vi crescono a SFP.

Non lo dico con sarcasmo, voi siete eroi; io prenderei l'esaurimento in una settimana se fossi al posto vostro; il mondo vi vuole così e voi purtroppo lo accontentate, ma non è colpa vostra; non facendolo vi farebbero un mazzo tanto.

Erano 100 volte meglio quelle maestre con la faccia da bulldog, ma non le abbiamo volute.

https://www.youtube.com/watch?v=N7U-zMJjAno
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Erodoto



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 2:58 pm

Le amenità fuffodidattiche e parapedagogiche sono state spacciate per anni tanto a SFP che nei corsi TFA, PAS come già ai tempi alle SSIS, quindi in tutti i canali formativi per chi si occupa di insegnamento. I danni prodotti sono quindi stati distribuiti dove più dove meno in tutti gli ordini di scuola del regno.
Che poi la scuola elementare abbia subito riforme e cambiamenti pesanti che l'hanno penalizzata è vero.
Ci siamo dimenticati che fino a 20 anni fa la nostra scuola elementare era da primi posti al mondo? Che è poi arretrata, è vero, ma si mantiene comunque in posizioni quantomeno dignitose.
Non lo stesso si può dire della scuola media che recenti statistiche danno al 77° posto nel mondo. Siamo tra gli ultimi in Europa e questo dovrebbe far pensare, ma ci insidiano anche paesi del sud del mondo, con tutto il rispetto per l'emisfero australe. Poi è anche vero che la preadolescenza è l'età critica per antonomasia, e oggi più che mai, ma è pure un fatto che mentre la scuola elementare ha subito riforme pesanti anche in anni recenti la scuola media no e forse sarebbe ora di metterci mano.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 3:38 pm

Dagli anni '90 in poi in campo scolastico e non le riforme sono state praticamente tutte delle controriforme; non c'è quindi nulla che ci rassicuri che una eventuale riforma delle medie sia utile e non distruttiva come le riforme Berlinguer, Moratti, Gelmini e Renzi-Giannini.

E' vero che il pensiero unico psicopedagogico è stato introdotto in ogni canale formativo, ma è pur vero che i professori delle medie hanno resistito maggiormente al suo attecchimento perché il ragazzino 11-13enne generalmente viene visto con più difficoltà come il cucciolo bisognoso di cure sostegno psicologico e comprensione del bambino 6-10enne (e, al contrario, quest'ultimo viene visto con più difficoltà come persona bisognosa di conoscenza).

Questo differente atteggiamento ha causato una scollatura tra primaria e secondaria che non ha portato alcuna conseguenza positiva.

Non sono a conoscenza di questa statistica che vedrebbe la scuola media al 77° posto nel mondo, né mi risulta nell'esperienza né nelle statistiche che il vecchio e indiscusso primato della scuola elementare italiana sia ancora tale.


Ultima modifica di ushikawa il Sab Ott 17, 2015 5:12 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 4:47 pm

Invece è il contrario, nell'adolescenza ci sono più difficoltà che nell'infanzia.
Ho la soluzione: mandare gli insegnanti delle medie alle elementari e viceversa :-)
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 5:12 pm

Humboldt ha scritto:
Invece è il contrario, nell'adolescenza ci sono più difficoltà che nell'infanzia.
Ho la soluzione: mandare gli insegnanti delle medie alle elementari e viceversa :-)
Ne ho una migliore: lavoro minorile; poi a 40 anni si va a scuola.
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 5:16 pm

Quello che volevo dire è che oggi come oggi l'idea di mettere una insufficienza a un bambino delle primarie viene considerato un crimine appena inferiore alle percosse; se proprio lo scolaro non raggiunge un livello minimo si consiglia la certificazione, e per non far certificare mezza classe si riducono gli insegnamenti all'osso (o anche meno), in un circolo vizioso che si ripercuote fino alle medie.
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 6:31 pm

ushikawa ha scritto:

Non sono a conoscenza di questa statistica che vedrebbe la scuola media al 77° posto nel mondo, né mi risulta nell'esperienza né nelle statistiche che il vecchio e indiscusso primato della scuola elementare italiana sia ancora tale.

Orizzonte Scuola pubblicò qualcosa in merita un anno fa, più o meno.
La scuola primaria non è più ai livelli di 20 anni fa, tutto il nostro sistema è arretrato ma le scuole medie si confermavano, di gran lunga, l'anello debole.
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 6:42 pm

Le statistiche OCSE-PISA riguardano i quindicenni; forse ti riferisci alle indagini PIRLS e TIMSS 2011 nei quali si evidenzia un crollo delle competenze linguistiche e matematiche tra i 10 e i 15 anni.
La lettura della scuola media come anello debole è quella portata avanti da, guarda un po', Fondazione Agnelli e TreELLLE. http://www.orizzontescuola.it/node/24438
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 7:23 pm

ma 'sti studi a che servono? Non ce li abbiamo gli occhi?
ci lamentiamo che in prima media arrivano poco scolarizzati e disciplinati, fanno errori di ortografia e sanno a malapena contare. Questo ci impedirebbe di portare avanti i nostri mirabolanti programmi.
In terza media poi un terzo dei ragazzi ha difficoltà a trovare la Cina sul Mappamondo, uno non sapeva dove fosse l'Asia, ragazzo molto intelligente peraltro.
Dopo 3000 (per alcuni 4000) ore passate alle medie.
e non si sta parlando di Scampia...
E la colpa sarebbe delle elementari?
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 7:39 pm

Gli alunni arrivano in prima media poco scolarizzati e disciplinati, fanno frequenti errori di ortografia, in alcuni casi (pochi, fortunatamente) hanno problemi di calcolo.
Questo non impedisce di portare avanti i mirabolanti programmi, ma li ostacola, a volte molto. Quando in una classe il livello di scolarizzazione è basso per un numero consistente di persone si può perdere anche un intero quadrimestre per recuperare o per spiegare con più calma, viene spezzettata la didattica, la confusione in classe penalizza tutti e si viene costretti a ridurre molto il programma, magari riducendo le pretese proprio per le materie considerate meno importanti, come la geografia.
La scuola superiore di primo grado ancora oggi viene giustamente chiamata media, perché segna il passaggio tra la scuola elementare/primaria e quella superiore. Se l'asticella è troppo bassa alle elementari e rimane (giustamente) alta alle superiori è chiaro che la maggiore sofferenza sia degli alunni che della scuola nel suo complesso si concentri alle medie.
I prerequisiti sia didattici che di socializzazione per frequentare la scuola media devono essere costruiti alle elementari; se così non è non si pretenda dalle medie di fare bene sia il proprio lavoro che il recupero di quello che non è stato fatto in precedenza.

PS: professori che rinuncino a lavorare perché non hanno a disposizione alunni abbastanza buoni per rendimento o scolarizzazione io non ne conosco.
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 7:58 pm

ma anch'io non conosco professori che rinuncino a lavorare.
La questione è che molti insegnanti seguono quasi esclusivamente i libri di testo, spesso difficili,
e fin da subito sono seguiti solo da una parte della classe.
per mia esperienza basterebbe preparare lezioni in modo diverso (na faticaccia lo so)
per essere seguiti da tutti (o quasi) senza per questo annoiare i più "bravi"
Il punto è sempre quello di avere obiettivi concreti, senza l'affanno del "programma" e senza pensare che i due o tre migliori siano la regola, sono l'eccezione.

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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 8:08 pm

Humboldt ha scritto:
ma anch'io non conosco professori che rinuncino a lavorare.
La questione è che molti insegnanti seguono quasi esclusivamente i libri di testo, spesso difficili,
e fin da subito sono seguiti solo da una parte della classe.
per mia esperienza basterebbe preparare lezioni in modo diverso (na faticaccia lo so)

Boh, per me è esattamente il contrario: è seguire pedestremente il libro che mi risulterebbe una faticaccia infame e una rottura di scatole insopportabile... se non mi preparassi materiale mio, morirei di noia e annoierei ancora di più i miei studenti!

Che i libri di testo siano "troppo difficili", però, non si può sentire, eh... il problema è esattamente contrario, a me i libri fanno cascare le braccia proprio perché sono sempre più infantilizzati, fumettizzati e ipersemplificati. E parlo di superiori, eh.
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 8:26 pm

ahahah allora alle superiori sono più facili che alle medie :-)
Ma infatti molti insegnanti preparano le lezioni e raggiungono buoni obiettivi, non mi piace che ci si lamenti "del materiale umano" e si scarichino colpe, soprattutto alle medie.
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Erodoto



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 8:47 pm

ushikawa ha scritto:

La lettura della scuola media come anello debole è quella portata avanti da, guarda un po', Fondazione Agnelli e TreELLLE. http://www.orizzontescuola.it/node/24438

A leggere i dati e conoscendo come funziona la scuola media come fai a dire che non ci sono delle criticità?
Basterebbe il discorso su chi insegna matematica alle medie per far suonare mille campanelli d'allarme.
Poi sul discorso di chi lavora alle medie, facciamo chiarezza: i bravi insegnanti che passano dalle medie per poi tentare il passaggio alla superiori nella maggior parte dei casi fanno bene il loro lavoro.
Il problema è costituito da tutti quelli che hanno scelto l'insegnamento come ripiego e hanno iniziato con quello che ritenevano il canale più accessibile e più facile, per poi proseguire la carriera e andare a fare danni altrove. L'agronomo che insegna matematica alla medie più essere un signor agronomo ma nella maggio parte dei casi non sarà un buon insegnante di matematica eppure magari avrà la faccia tosta per tentare pure il salto nel grado superiore. E torniamo all'origine, cioè la formazione insegnanti. La scuola media, sicuramente più delle elementari e delle superiori, si è prestata a far da valvola di sfogo e ammortizzatore sociale.
Mi convinco sempre di più che le medie andrebbero riformate e che servirebbe una maggior continuità con la scuola elementare. Il ciclo dell'obbligo dovrebbe diventare più omogeneo. Questo forse aiuterebbe i tanti colleghi in gamba che lavorano alle medie alle prese con un'utenza difficile sotto tanti punti di vista e con mille problematiche.


Infine una parola sulla Geografia alle medie: insegnassero davvero geo-grafia, a leggere una mappa, a collocare gli elementi naturali e antropici nello spazio. Invece no, geografia resta la sorellina povera e c'è chi la fa con taglio storico, economico, sociale ecc. poi ti trovi studenti che sono stati in vacanza in Tunisia e non hanno la minima idea di dove sia.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 9:17 pm

Erodoto ha scritto:
Il problema è costituito da tutti quelli che hanno scelto l'insegnamento come ripiego e hanno iniziato con quello che ritenevano il canale più accessibile e più facile, per poi proseguire la carriera e andare a fare danni altrove. L'agronomo che insegna matematica alla medie più essere un signor agronomo ma nella maggio parte dei casi non sarà un buon insegnante di matematica eppure magari avrà la faccia tosta per tentare pure il salto nel grado superiore.

Non mi risulta affatto che un laureato in agraria possa abilitarsi per insegnare matematica alle superiori.

Se l'agronomo che ha insegnato alle medie e che ha abilitazioni anche per le superiori chiede il passaggio di ruolo, lo chiederà per chimica, per biologia o per materie tecniche dell'istituto agrario, ma non certo per matematica.

L.
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Erodoto



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Sab Ott 17, 2015 11:24 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Erodoto ha scritto:
Il problema è costituito da tutti quelli che hanno scelto l'insegnamento come ripiego e hanno iniziato con quello che ritenevano il canale più accessibile e più facile, per poi proseguire la carriera e andare a fare danni altrove. L'agronomo che insegna matematica alla medie più essere un signor agronomo ma nella maggio parte dei casi non sarà un buon insegnante di matematica eppure magari avrà la faccia tosta per tentare pure il salto nel grado superiore.

Non mi risulta affatto che un laureato in agraria possa abilitarsi per insegnare matematica alle superiori.

Se l'agronomo che ha insegnato alle medie e che ha abilitazioni anche per le superiori chiede il passaggio di ruolo, lo chiederà per chimica, per biologia o per materie tecniche dell'istituto agrario, ma non certo per matematica.

L.

Ok, l'esempio non è calzante ma credo tu abbia capito lo stesso il cuore del problema.
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Il buco nero della scuola italiana: le elementari
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