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 Il buco nero della scuola italiana: le elementari

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ushikawa



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MessaggioOggetto: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Gio Ott 15, 2015 6:30 am

Promemoria primo messaggio :

http://gisrael.blogspot.it/2011/12/proposta-per-le-nuove-indicazioni.html
https://books.google.it/books/about/Aboliamo_la_scuola_media.html?id=GPiRrgEACAAJ&redir_esc=y

Questa nel titolo del thread è la tesi che Giorgio Israel, di recente scomparso, ha espresso nel libro "Abolire la scuola media", scritto insieme a Cesare Cornoldi, di idee diametralmente opposte. Si tratta di una tesi che ribalta il classico luogo comune secondo il quale il "buco nero" della scuola italiana sarebbero le scuole medie.

Personalmente concordo con il compianto Israel, e non parlo sulla base di una convinzione ideologica, ma sulla constatazione del materiale umano che ci troviamo in prima media. Ora lo so che quanto dirò farà infuriare tutte le sicuramente bravissime maestre che seguono il forum, ma io mi chiedo come siano possibili una serie di cose:

- i ragazzi in prima media non sono capaci di dare del lei ai professori;

- sono, come si dice senza che l'espressione abbia un significato preciso, "poco scolarizzati", cioè convinti che durante le ore di lezione possano fare un po' ciò che vogliono, distrarsi, chiacchierare, fare baccano, saltare tra i banchi, lanciare oggetti, prendere in giro compagni, consumare cibi e bevande, parlare senza alzare la mano, che possano dimenticare a casa il materiale e inventarsi le scuse più assurde, piangere per una interrogazione andata maluccio; aggiungamoci anche che non sanno segnarsi i compiti sul diario, svolgere i compiti a casa (magari da soli), ascoltare con attenzione, prendere appunti e così via;

- sono quasi sempre disastrosi sotto il profilo delle competenze: ignorano il significato di retta, di angolo, non ricordano le tabelline, non hanno quelle nozioni base in storia, geografia e scienze che pure dovrebbero avere, hanno grossi limiti dal punto di vista della costruzione della frase, sia nell'espressione scritta che, ancor di più, nell'espressione orale, fanno errori grammaticali marchiani e così via. Soprattutto, anche se all'apparenza svegli e intelligenti, difettano di quelle "competenze trasversali" così frequentemente nominate nei documenti ministeriali, cioè della capacità di usare le conoscenze in contesti diversi, di fare collegamenti, di usare il cervello per risolvere un problema.

- Sono sempre più scarsi dal punto di vista dell'espressione grafica, dal corsivo ai disegni, al punto che molti di loro sono al limite della disgrafia, pur non essendo minimamente disgrafici;

- Anche dal punto di vista della socializzazione, che dovrebbe essere un punto di forza della scuola primaria traboccante di prescrizioni pedagogiche, sono molto carenti, per non parlare dell'educazione e del rispetto tout-court.

- Gli obiettivi e i traguardi fissati dalle indicazioni nazionali per la fine della scuola primaia sembrano molto lontani dall'essere raggiunti.

Quello che è peggio è che questo quadro disastroso non riguarda tutti gli alunni: ci sono anche alunni, una minoranza, che hanno buone competenze in termini di socializzazione e didattici e in ogni classe e, a seconda della "maestra" di provenienza, le doti degli alunni variano di molto.

Personalmente trovo intollerabile proprio questa variabilità, come se alle elementari, pur con tutti gli interclasse del mondo, ogni maestra se ne andasse per conto proprio, da quella rigidissima (e rara) che inizia con il corsivo nei primi giorni della prima a quella che invece "l'importante è che si divertano".

Quindi alle medie ci troviamo con un materiale umano molto differenziato e di livello didattico anno dopo anno più basso.

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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 6:34 am

Mi pare che casi simili a quelli del biologo (non dell'agronomo) scarso in matematica che insegna proprio matematica alle medie riguardino delle percentuali molto modeste di professori e di alunni. Come spesso accade si cerca la pietra dello scandalo per screditare una intera categoria, che almeno nella mia esperienza lavora bene nella stragrande maggioranza dei casi, per quanto sia oggi appesantita da una età media piuttosto avanzata.

Il tema di una maggiore continuità con la scuola elementare è lo stesso che pone Cornoldi, che addirittura propugna l'abolizione delle medie e il loro riassorbimento da parte delle elementari. Il motivo per cui Cornoldi sembra preferire le primarie risiede nella maggiore intensità di un rapporto psicologico tra docente e discente e nella maggiore applicazione di teorie didattiche di origine pedagogica; non certo per la qualità o la quantità delle conoscenze insegnate nei cinque anni, che viene messa in dubbio da Israel.

Personalmente anche io sono dell'idea che il modo giusto per scassare definitivamente la scuola pubblica italiana sia quello di "primarizzare" le scuole medie, cioè puntare tutto, alla Cornoldi, sul rapporto tra docenti e alunni e sull'adozione di strategie pedagogiche; quello che andrebbe fatto a mio avviso è esattamente il contrario, cioè "secondarizzare" le elementari introducendo una maggiore attenzione alle conoscenze e una maggiore responsabilizzazione dell'alunno.

Spesso quando tra docenti si parla di questa o quella scuola si usa il concetto di "utenza": quella scuola ha una bella utenza, perché è in un quartiere "bene"; quella scuola ha una brutta utenza perché è in un quartiere popolare e malfamato. Io credo che questa idea segni il fallimento della scuola, che non è stata in grado di portare a un livello minimo tutti i suoi alunni che mantengono anche dal punto di vista culturale tutte le differenze sociali con le quali sono entrati.

Se invece di adagiarsi sul presunto livello degli abitanti della zona si iniziasse sin dalle elementari a cercare di dare a tutti gli alunni, compresi quelli che vivono situazioni di disagio, lo stesso bagaglio minimo di conoscenza, forse parleremo meno di utenza e più di integrazione sociale. Invece sembra che in alcuni casi un malinteso concetto di inclusione diventi un alibi per lasciare indietro tutta la classe, se non tutta la scuola, finendo così per l'aumentare, anziché diminuire, le differenze sociali.

Purtroppo la scuola primaria è considerata sia dai docenti che nelle aspettative dei genitori come la scuola che accoglie tutti e non giudica nessuno, nella quale nessuno rimane indietro (tranne tutti); non è più vista come il luogo dove si apprendono le conoscenze basilari per potersi trovare un proprio posto nella società, cioè leggere, scrivere e fare di conto. Sarebbe invece secondo me opportuno che le teorie psicopedagogiche così estensivamente applicate alle elementari venissero viste non come fine, ma come strumento finalizzato alla trasmissione delle conoscenze. Sarebbe anche opportuno che qualcuna delle teorie e delle prassi adottate alle elementari potesse essere sottoposta a verifica critica, come quei metodi di insegnamento/apprendimento della letto-scrittura tarati sulle esigenze degli alunni con disturbi dell'apprendimento, oppure l'idea, largamente diffusa, che alle elementari i voti debbano partire dall'otto e che mai e poi mai si possa segnalare col voto una situazione problematica. Sarebbe anche bello che l'asticella dell'apprendimento venisse alzata, specie negli ultimi due anni, e che almeno l'ultimo anno gli alunni venissero introdotti al sistema delle medie, imparando ad esempio cosa vuol dire lo studio autonomo multidisciplinare; per non parlare del raggiungimento di un livello minimo educazione, almeno all'interno del contesto scolastico, se proprio le famiglie se ne disinteressino per quello che riguarda loro.

I maestri e le maestre elementari non hanno grosse colpe: loro rispondono a quelle che sono le indicazioni esplicite del ministero, che li ha formati in un certo modo negli ultimi anni (alle elementari il turnover è stato maggiore che alle medie) e le aspettative dei genitori e dell'intera società. Sono gli stessi maestri e maestre che in molti casi hanno rinunciato al magistero che implica l'etimologia della loro professione e hanno virato più verso la cura che verso l'istruzione. Quelli che oggi resistono, quelli che parlano prima di rendimento e poi di ambientamento, sono una sparuta minoranza, malvista sia dai colleghi che dai genitori.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 6:42 am

PS per quanto riguarda la geografia e la matematica, andatevi a vedere come sono diverse le indicazioni nazionali per le due discipline: praticamente NULLA per la geografia, praticamente TUTTO per la matematica. Nel primo caso un nulla talmente generico da poter essere interpretato sia in maniera nozionistica che, all'opposto, in maniera iper-generica; nel secondo caso le conoscenze da trasmettere sono talmente imponenti che si corre il rischio di dover trascurare delle parti invece importanti.
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M@ri



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 10:05 am

Concorso con ushikawa. Il problema nasce alle elementari, dove vige la regole del *ma poverino, bisogna dargli tempo".

Ha 9 anni e.. non ha ancora interiorizzato le regole di convivenza civile? "Ma poverino, i suoi si sono separati quando aveva 3mesi.. Bisogna dargli tempo".
Ha 8anni e.. fa addizioni e sottrazioni con le dita? Ma poverino.. I suoi non sono nati in Italia. Bisogna dargli tempo.

Ha 8anni e.. Non sa leggere, scrivere, parlare, mangia con le mani, quando è stanca urla d poi si accucci per terra ma non ha il sostegno!? "Ma poverina, è piccola,; i genitori non hanno tempo di portarla dalla NPI perché sono disoccupati, ma noi le abbiamo fatto il PDP e poi bisogna essere tanto dolci".
Hanno 10anni e non sanno scrivere i compiti sul diario, se scrivo che non li hanno fatti i genitori mi rispondono incazzosi "Non li hanno fatti perché non li hanno scritti". Eh, sì, ma poverini: glielo stiamo spiegando da 5anni, ma sono ancora piccoli.. Si sveglieranno alle medie.

E altre decine di esempi.

Il succo è, come scritto da altri cleghi, che l'asticella la spostano sempre più giù e così facendo si escludono quei pochi elementi brillanti che, se non hanno una famiglia in gamba, a scuola poi "tirano i remi in barca". E in effetti: perché impegnarsi, se vedi che chi "fa un po' come cazzo gli pare" non viene sanzionato dalla ptim autorità con cui ha a che fare, cioè la famiglia? Chi arriva in ritardo tutti i giorni lo fa perché la mamma se ne frega di quel che dice la maestra (e il preside non interviene), chi viene rimproverato perché non fa mai i compiti chiama "amammá" che ce lo dice al preside, chi non studia ha il 6 a prescindere, chi h 4 o 5 in italiano, matematica, storia, geografia è vietato bocciarlo o il preside ti dice che e colpa tua se il bambino ha quei voti e la mamma ti dice chd ti fa cacciare o lo porta via o lo dice alle altre mamme e fa cambiare scuola a tutti e allora si mette "6 con l'asterisco"..

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M@ri



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 10:08 am

Così, oltre a spostare l'asticella più in basso, si passa anche il p RT oblema ai colleghi delle medie..
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 10:14 am

M@ri ha scritto:
e allora si mette "6 con l'asterisco"..
E questa non l'ho mai capita. La prima regola del delinquente è nascondersi, non mettersi un cappello in testa, rosso e flashante.

6 con * significa fare falso in atto pubblico e sbandierarlo ai 4 venti.

Solo un docente può arrivare ad un tale livello di ingenuità (e sono stato buono).

Quando si fa falso in atto pubblico bisogna cercare invece di nascondersi bene e cominciare a gonfiare i voti già da gennaio.
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 10:28 am

ushikawa ha scritto:


Personalmente anche io sono dell'idea che il modo giusto per scassare definitivamente la scuola pubblica italiana sia quello di "primarizzare" le scuole medie, cioè puntare tutto, alla Cornoldi, sul rapporto tra docenti e alunni e sull'adozione di strategie pedagogiche; quello che andrebbe fatto a mio avviso è esattamente il contrario, cioè "secondarizzare" le elementari introducendo una maggiore attenzione alle conoscenze e una maggiore responsabilizzazione dell'alunno.



La verità sta probabilmente nel mezzo
Perchè è vero che nella primaria bisogna essere un po' più rigidi, ma alle medie non bisogna pensare di avere davanti dei piccoli adulti responsabili.
Le medie come tramite verso le superiori stanno fallendo anche perchè molti docenti pensano di insegnare a ragazzi di 11 anni allo stesso modo in cui insegnerebbero a ragazzi di 18.
Fra un insegnante della primaria che crede di stare all'asilo e uno delle medie che crede di stare al liceo non so chi sbagli di più.
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M@ri



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 11:45 am

Avido, il 6 con l'asterisco per me è una presa per il culo. Non è falso in atto pubblico. Poi contesti a voce, motivi, certo. E ti incazzi. Ma non cambia nulla, solo che ti rovini il fegato. Perché, per onestà e senso di giustizia, continui a farlo (cioè a contestare 'ste regalie e favori travestiti da "inclusione").

Più che gonfiare i voti da gennaio, però, bisognerebbe "sgonfiare" certi genitori.. Ma quando al figlio insegnano che le maestre sono le loro baby sitters, domestiche, tuttofare (e sono stata buona).. lì l'unica arma sarebbe il controllo delle nascite. Se questi sono i figli dei cohlioni di 30anni fa, tu immagina i nipoti =:0 !!
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 12:46 pm

M@ri ha scritto:
Avido, il 6 con l'asterisco per me è una  presa per il culo. Non è falso in atto pubblico. Poi contesti a voce, motivi, certo. E ti incazzi. Ma non cambia nulla, solo che ti rovini il fegato. Perché, per onestà e senso di giustizia, continui a  farlo (cioè a contestare 'ste regalie e favori travestiti da "inclusione").

Più che gonfiare i voti da gennaio, però, bisognerebbe "sgonfiare" certi genitori.. Ma quando al figlio insegnano che le maestre sono le loro baby sitters, domestiche, tuttofare (e sono stata buona).. lì l'unica arma sarebbe il controllo delle nascite. Se questi sono i figli dei cohlioni di 30anni fa, tu immagina i nipoti =:0 !!
Ci sono i corsi ed i ricorsi della storia: da Albert Einstein esce merda, dalla merda esce il concime, dal concime esce il grano, dal grano esce Albert Einstein.

Ora siamo al concime; sono fiducioso per il futuro.
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stefy1879



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 1:30 pm

Concordo in parte con quanto detto fin qui dai colleghi. Il vero problema della scuola elementare oggi è la mancanza di disciplina di gran parte dell utenza , unita alla mancanza di collaborazione da parte di gran parte delle famiglie che non hanno capito che così facendo allevano un esercito di piccoli tiranni che un domani, nel mondo del lavoro, o dell università, la prenderanno nel....perché non ci sarà più paparino a sostenerli....
La cosa che mi fa rabbia , comunque è che in molte classi elementari per colpa di elementi indisciplinati non si riesce a fare bene il programma, o lo si rallenta oppure non c'è mai il tempo o lo spazio per valorizzare le poche eccelenze. E non parlo di bambini con problemi di apprendimento ma di comportamento...piccoli maleducati che un tempo si sarebbero presi una manicata di ceffoni dai genitori per certe cose e che oggi invece sono super tutelati...la soluzione non credo ci sia...perché il problema è insito nella nostra società.
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M@ri



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 1:48 pm

Grande avido :-D!
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Rianca



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 2:26 pm

Tutte queste riflessioni oggi come oggi sono INUTILI.....comandano i presidi e supervisori sono le famiglie ; noi maestre non contiamo NULLA, le indicazioni nazionali sono NULLA e perciò, dopo 40 anni nella scuola elementare io non capisco piú NULLA......tanta pedagogia e psicologia studiata in decine di corsi di aggiornamento(pagati da ME) tutto questo sforzo é NULLA.....e non ho ancora l'età per la pensione.....bimbi, mi dovrete sopportare ancora....
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 3:25 pm

Humboldt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Sono stata forse l'unica a non dire che i ragazzi arrivano con gravi lacune.
Si discuteva sul fatto che il triennio di medie debba essere, come dici tu, un buon momento per recuperare le competenze che mancano dalle elementari.
io contesto questo, ovvero che in tre soli anni questo sia possibile, e sostengo che la scuola media debba fornire competenze altrettanto di base che non può trascurare per recuperare quanto non si è fatto prima. Posso anche pensare che le indicazioni e i curricolo verticali siano solo decorativi, ma non posso privilegiare il recupero di quanto fatto in un altro ciclo a discapito (inevitabile) di quello che compete al mio: non posso mettermi ad approfondire i Greci se questo comporta non accennare nemmeno a Hitler.
Ha poi ragione uschikawa nel dire che ci sono abilità legate all'età, che non si possono fornire a buffo quando ci pare

quindi imparare poesie a memoria è un'abilità che, se non appresa alle elementari, non può più essere imparata?
Sei libera di approfondire gli argomenti di storia che credi, chi te lo impedisce?
Di Hitler poi tra giorni della memoria e& C. ne sanno e ne sapranno fin troppo...  
Penso che riprendere la nascita della democrazia in Grecia in prima media sia più importante che stare un mese sul feudalesimo, ma questo lo decide ogni insegnante, quello che contesto è che ci sia assolutamente un programma da rispettare perchè se non si "fa" un argomento i ragazzi vivranno in eterno nell'ignoranza.
Se qualcuno arriva con lacune in prima media mi sembra più che normale aiutarlo, si parla di prima media mica di terza superiore.





Di sicuro uno dei motivi per i quali devo rimanere un mese sul feudalesimo è che non si è esercitata adeguatamente la memoria alla scuola primaria. La memoria di un bambino di 7 anni non è assolutamente quella di uno di 12, su questo non si discute.
Sorvolo su cosa sia più utile tra Hitler e i Greci perché mi pare veramente una questione avvilente.
Nessuno mi impedisce di approfondire gli argomenti di storia, ma certo nessuno mi legittima a riprendere alle medie quelli che le indicazioni nazionali assegnano alla primaria.
Il programma non lo "rispetta" più nessuno se è per questo. Tra le teorie fuffodidattiche più in spolvero c'è quella che dice che il programma addirittura "non esiste" e che se la classe ha bisogno di solo esercizio con l'abaco posso progettare anche solo quello e lavorarci un anno, ma anche un triennio.
Il bagaglio di conoscenze indispensabili invece esiste eccome e la scuola media ne ha tante di sue da fornire per affrontare decentemente la scuola superiore. Come ha le sue abilità di base da fornire. Come posso pensare di trascurare queste (che sono formata per insegnare) per privilegiarne altre (per le quali dovrei sconfinare nell'ambito di un insegnante formato diversamente da me)? Perché senza quelle della primaria non si potrebbe "vivere senza"?
Qui non si parla di non "aiutare" le povere creature di prima media, e certo se non sanno scrivere difficilmente potrò insegnargli il riassunto, ma di non fermarci a fare solo quello, di non replicare la scuola primaria, anche perché i due cicli sono ormai UN UNICO ciclo e dovremmo semmai rafforzare il lavoro in verticale visto che la fusione a freddo degli IC è cosa vecchia e non ha sortito nessunissimo effetto sul piano della didattica.
I ragazzi e le loro famiglie vanno investiti della responsabilità personale di recuperare abilità (non conoscenze in questo caso) pregresse indispensabili per affrontare la scuola media. Senza fermare quello che devo fare, posso assegnare lavoro extra, dedicare momenti di recupero, ma certo non fermare l'intera classe a un livello di scuola primaria. Ripeto: quando alla verifica finale le carenze risultano troppe per affrontare il programma di scuola media, il singolo ragazzo si ferma e gli si dà un altro anno per recuperare
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 3:37 pm

Humboldt ha scritto:
Esempio di avido a parte (ma non troppo), la Geografia è tra le materie peggio insegnate alle medie, i ragazzi sono costretti ad imparare inutili nomi di fiumi, pianure, prodotti tipici e dove si trovano giacimenti di bauxite e poi ovviamente non sanno distinguere l'Est dall'Ovest o non sanno perchè in un posto fa freddo o caldo.
Le abilità si acquisiscono approfondendo, con l'esercizio continuo, le medie in questo sono troppo dispersive, se saltabecchiamo da un argomento all'altro per "finire il programma" tutto passa senza lasciar traccia, tranne nei soliti "bravi" che, chissà perchè, riteniamo  i modelli ideali di studente mentre sono più "avanti" degli altri per ragioni spesso extrascolastiche.



Ecco, appunto.
Non so in che scuola tu insegni, ma non si imparano ormai nomi di fiumi alle scuole medie da 10 anni almeno. Anche qui il nodo sta nelle indicazioni nazionali, che ti ostini a non voler considerare e che invece sono "indicazioni". Come si può arrivare in prima media senza conoscere i punti cardinali con un programma che prevede soltanto l'Italia in un quinquennio? Cosa vuoi approfondire sui punti cardinali? O li sai o non li sai, e invece siamo ancora al qua là, destra, sinistra... Chi non li sa si sforzi e venga "imparato" alla prossima lezione, non ci spreco certo un'unità didattica di un mese!
Ammettendo che io mi fermassi a rafforzare quanto non acquisito dalla primaria, per non saltabecchiare, non dovrei fornire una mappa mentale del mondo a ragazzi di 14 anni, che arriverebbero alla scuola superiore (dove della geografia si è fatto scempio!) senza sapere nemmeno dove sta l'Argentina. E tutti giù a dire quanto sono ignoranti gli adolescenti... Sapere quindi dov'è l'Ovest, ma non collocarci nulla.
La scuola media è una scuola di tre anni dotata dei suoi contenuti e dei suoi obiettivi, non è il momento di recupero della primaria: non c'è tempo e è impellente fornire nuovi elementi che preparino alla scuola superiore, il tutto muovendosi in un quadro infinitamente eterogeneo
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 6:11 pm

lucetta10 ha scritto:
 
Sorvolo su cosa sia più utile tra Hitler e i Greci perché mi pare veramente una questione avvilente.

No no non sorvoliamo. A cosa serve esattamente conoscere in ogni dettaglio l'Olocausto?
Salvini e i suoi elettori conoscono benissimo tutto quello che ha fatto Hitler ma questo non gli impedisce di essere dei razzisti, quanto è stato utile?
Invece di sicuro non sanno nulla delle basi della civiltà nate in Grecia, la democrazia, la filosofia, perfette da collegare in prima media col mito e l'epica, perfette per dei ragazzi di 11/12 anni che non sono affatto stupidi come li dipingete ma che iniziano a farsi domande sul perchè delle cose.

lucetta10 ha scritto:
 
per non saltabecchiare, non dovrei fornire una mappa mentale del mondo a ragazzi di 14 anni, che arriverebbero alla scuola superiore (dove della geografia si è fatto scempio!) senza sapere nemmeno dove sta l'Argentina

tu vuoi fornire ai ragazzi una serie di conoscenze senza confini, inclusa
"una mappa mentale del mondo" per paura addirittura che non facciano bene geografia alle superiori.
pensi che le medie preparino alle superiori o un po' credi che siano già le superiori?
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 9:09 pm

Humboldt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
 
Sorvolo su cosa sia più utile tra Hitler e i Greci perché mi pare veramente una questione avvilente.

No no non sorvoliamo. A cosa serve esattamente conoscere in ogni dettaglio l'Olocausto?
Salvini e i suoi elettori conoscono benissimo tutto quello che ha fatto Hitler ma questo non gli impedisce di essere dei razzisti, quanto è stato utile?
Invece di sicuro non sanno nulla delle basi della civiltà nate in Grecia, la democrazia, la filosofia, perfette da collegare in prima media col mito e l'epica, perfette per dei ragazzi di 11/12 anni che non sono affatto stupidi come li dipingete ma che iniziano a farsi domande sul perchè delle cose.

lucetta10 ha scritto:
 
per non saltabecchiare, non dovrei fornire una mappa mentale del mondo a ragazzi di 14 anni, che arriverebbero alla scuola superiore (dove della geografia si è fatto scempio!) senza sapere nemmeno dove sta l'Argentina

tu vuoi fornire ai ragazzi una serie di conoscenze senza confini, inclusa
"una mappa mentale del mondo" per paura addirittura che non facciano bene geografia alle superiori.
pensi che le medie preparino alle superiori o un po' credi che siano già le superiori?


Allora, dettagliamo.
Dire che alla scuola media, ma direi a scuola in generale, si disquisisca sui dettagli dell'Olocausto è una sonora idiozia. Non lo sa soltanto chi a scuola insegna, ma banalmente tutti noi da studenti.
A parte questo e il salvinipensiero (che sicuramente si fonda su una approfondita conoscenza di ogni dettaglio della storia contemporanea: nessun dubbio), ciò che tu consideri utile non lo è per tutti, al punto che le indicazioni nazionali che con spirito di servizio ci inviti a ignorare NON INCLUDONO per la scuola secondaria di primo grado la storia greca. Sarebbe bello farla? Sarebbe utile? Sarebbe tanto carino da collegare con la guerra di Troia? Ops... non c'è tra ciò che si deve studiare alla scuola media. Come non ci sono tante cose.
Tra te che indichi come priorità la storia greca e il quisque de populo che vorrebbe si facesse educazione alla diseducazione del momento o guida pratica a Facebook non c'è differenza, e, anche se sembra più raffinato, la lista dei desiderata su cosa si dovrebbe fare in questi tre anni è talmente lunga, visto che ognuno ne ha un'opinione, che siamo abituati.
Mi fa poi ridere che sei partito dalla stringente necessità di recuperare in prima media le carenze della scuola primaria e sei arrivato a proiettare i nostri alunni, già in ritardo con le nozioni di scuola elementare, verso le vette della filosofia greca! E sarei io a voler fare delle medie una scuola superiore?
Geografia: ormai geografia si fa praticamente soltanto alla scuola media. Gemini l'ha falcidiata, è disciplina più che recessiva. Anche qui "nozioni senza confini" fa ridere e saprai che stride con l'idea di mappa mentale, che intende invece un'idea in generale, la capacità di orientarsi nello spazio, obiettivo specifico della geografia di scuola media. Pensare che non sia prioritario che un ragazzo di 15 anni  arrivi alle superiori sapendo che al polo fa freddo mi pare francamente assurdo.
Non si parla affatto di obiettivi alti, anzi, qui si difende il minimo sindacale, che già abbiamo ridimensionato tante volte. Ora dovremmo fare della scuola media il triennio di ripetizioni per la primaria, con un approfondimento di filosofia?
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 9:28 pm

Ovviamente non ci siamo capiti, è proprio il minimo sindacale che ci frega, e così facendo in 1000 ore di lettere alle medie metà dei ragazzi è già tanto se esce senza aver dimenticato come si scrive e dove si trova l'Australia sul mappamondo.
Per la storia poi l'importante è insegnarli 3 righi di ogni argomento in modo almeno da spiegare perbene agli alunni la questione dell'Olocausto, ah no scusate, anche su quella poco più che un accenno, però con parole forti e pregne in modo che si imprima nella loro coscienza e li faccia diventare migliori.
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 11:26 pm

dami ha scritto:


Inoltre bisogna tener conto che alla primaria non è praticamente possibile bocciare alunni non preparati. ...

ogni problema nasce da qui, alla primaria e poi anche alla scuola media, dal non voler ammettere che per qualcuno non è frutto di una cattiveria gratuita dell'insegnante di turno ma sarebbe la cosa più naturale possibile, perchè seguirebbe lo sviluppo naturale di ognuno (non arriviamo tutti nello stesso tempo alle cose). L'abolizione dell'esame di quinta elementare ha fatto tanti danni, ora possiamo ben dirlo.
Per il resto io trovo molta eterogenità nei ragazzi che arrivano alle medie e noto soprattutto quanto sia fondamentale l'educazione che hanno ricevuto in famiglia, molto ma molto più di quel che ha potuto fare la scuola elementare.
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Dom Ott 18, 2015 11:49 pm

giggi ha scritto:
dami ha scritto:
Inoltre bisogna tener conto che alla primaria non è praticamente possibile bocciare alunni non preparati. ...
ogni problema nasce da qui, alla primaria e poi anche alla scuola media, dal non voler ammettere che per qualcuno non è frutto di una cattiveria gratuita dell'insegnante di turno ma sarebbe la cosa più naturale possibile, perchè seguirebbe lo sviluppo naturale di ognuno (non arriviamo tutti nello stesso tempo alle cose). L'abolizione dell'esame di quinta elementare ha fatto tanti danni, ora possiamo ben dirlo.

Perché, quando c'era l'esame di quinta elementare si bocciava?
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Lun Ott 19, 2015 2:08 pm

al tempo in cui io ho fatto la scuola elementare sì che si bocciava, anche prima dell'esame eh, ma l'esame di quinta mamma mia che "gradino" .. mai visto bocciature alle lementari? io sì
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Lun Ott 19, 2015 2:37 pm

Humboldt ha scritto:
Ovviamente non ci siamo capiti, è proprio il minimo sindacale che ci frega, e così facendo in 1000 ore di lettere alle medie metà dei ragazzi è già tanto se esce senza aver dimenticato come si scrive e dove si trova l'Australia sul mappamondo.
Per la storia poi l'importante è insegnarli 3 righi di ogni argomento in modo almeno da spiegare perbene agli alunni la questione dell'Olocausto, ah no scusate, anche su quella poco più che un accenno, però con parole forti e pregne in modo che si imprima nella loro coscienza e li faccia diventare migliori.



Non mi è chiaro il motivo per cui sulla scuola media tutti hanno un propria idea, un proprio progetto, che non tiene mai presenti quelle che sono le indicazioni, come fosse un ciclo fluido sul quale si possono proiettare le fantasie pedagogiche di chiunque.
A parte generiche offese come quelle che leggo sopra e che non hanno nulla a che vedere con quello di cui si discuteva ma scelgono non si capisce per quale motivo la cialtronata da bar, sarebbe bello che si discutesse avendo almeno chiaro di cosa si parla, per non essere obbligati, appunto, alla scenetta poco più che parodica che leggo.
Cerco di recuperare il filo della conversazione. L'interlocutore invitava a dedicare il triennio della scuola media al recupero della carenze della scuola primaria, come se non ci fossero abilità specifiche utili della scuola media da affrontare nei tre anni.
Quindi invitava ad approfondire singoli argomenti graditi, qui schizzando in avanti fino a rendere edotti i nostri ragazzini nel frattempo intenti a recuperare la scrittura in corsivo, sulla filosofia greca, giudicata irrinunciabile.
Si cercava poi di dettagliate la pratica nell'irrinunciabile esercizio di prendere appunti (naturalmente!), abilità propria della scuola media ma adatta allo studio della civiltà greca al punto da poter derogare momentaneamente al recupero delle nozioni della primaria.
Si introduce la geografia senza evidentemente sapere di cosa si parla, quindi si nicchia sul tema.
Insomma: la confusione, quando si parla di scuola media, regna sovrana. Tutti pensano di poter dire cosa serve, tutti credono di sapere cosa si faccia, come se fosse normale considerarlo un ciclo "di servizio", in più "a richiesta".
Serve recuperare la primaria? Lo si faccia alle medie! Serve introdurre la filosofia greca? Lo si faccia alle medie!
Si dice di accenno e si propone invece l'approfondimento, come si fosse all'università addirittura con i corsi monografici!
I problemi della scuola media sono molti, ma almeno si dovrebbe, prima di parlare, capirne la natura.
Da quando è stato estesa la scuola dell'obbligo, la scuola media occupa una parte strana nel ciclo di studi: scuola "secondaria" ma aggregata alla "primaria" nel primo ciclo di studi.
Insieme al biennio delle superiori dovrebbe fornire la preparazione di base, quella orientativa, che l'interlocutore mette in macchietta ma che dovrebbe proprio servire a fornire quella visione di insieme che permette la scelta del proprio futuro percorso differenziato. Non mi è chiaro come questa funzione orientativa potrebbe mai essere assolta da una scuola che ferma i ragazzi al quinquennio precedente (e dovrebbe farlo senza ingenerare "noia"!) o che li vincola a singoli percorsi di approfondimento (che dovrebbero tenere conto dell'età e che per necessità quindi approfondirebbero fino a un certo punto!).
Si confonde la quantità con la qualità, come se il "poco" (e il "di nuovo" in questo caso) fosse garanzia del "bene". I problemi della scuola dell'obbligo sono molti, ma andrebbero tutti affrontati in verticale, tenendo come faro le indicazioni nazionali, che indicano obiettivi in larga parte irrinunciabili (semmai passibili di una riconsiderazione nella scansione). Fare "meno" ma "meglio" come si propone non risolve in nessun caso, sempre di riduzione del minimo sindacale stiamo parlando.
Ribadisco la necessità di una assunzione di responsabilità da parte di alunni e famiglie (vista l'età di cui si parla): le abilità di base sono quelle che sappiamo (o dovremmo sapere), chi non le possiede non può recuperarle una volta iniziato un nuovo ciclo, anche perché quello precedente dovrebbe certificarne il possesso già avvenuto. Chi non le ha rimanga dove si trova e recuperi. Dopo c'è altro (di importante) da fare. E questo vale naturalmente per TUTTI i cicli di studio, dall'asilo alla laurea magistrale
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Lun Ott 19, 2015 3:16 pm

Tutto molto chiaro, si proceda senza indugio col programma, così chi arriva in prima media con delle carenze è abbandonato a se stesso, chi sa un sacco di cose si annoierà.
è infatti frequente questa situazione nelle classi ad inizio terza media.
Per il resto ci sono le famiglie; a cosa diavolo serva la scuola visto che ci devono pensare le famiglie non è dato sapere.

D'altra parte siamo alle medie, lezioni medie, vie di mezzo, ci saranno quei 5/6 felici di queste lezioni, che poi in diversi casi diventeranno insegnanti.
auguri
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Lun Ott 19, 2015 4:00 pm

Humboldt, oltre al tono polemico, che mi è ben chiaro, non ho ben capito cosa proponi.
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Lun Ott 19, 2015 5:49 pm

Humboldt ha scritto:
Tutto molto chiaro, si proceda senza indugio col programma, così chi arriva in prima media con delle carenze è abbandonato a se stesso, chi sa un sacco di cose si annoierà.
è infatti frequente questa situazione nelle classi ad inizio terza media.
Per il resto ci sono le famiglie; a cosa diavolo serva la scuola visto che ci devono pensare le famiglie non è dato sapere.

D'altra parte siamo alle medie, lezioni medie, vie di mezzo, ci saranno quei 5/6 felici di queste lezioni,  che poi in diversi casi diventeranno insegnanti.
auguri



Ma mi fai capire in base a quale principio si dovrebbe annoiare "chi sa un sacco di cose"? E cosa dovrebbe sapere? Ha fatto un programma di "primaria avanzata" con anticipo delle nozioni di scuola media in ogni disciplina? Di chi mai stai parlando? Se si ripetono le cose delle elementari si dovrebbe ingenerare interesse in questo straordinario esemplare di saccenza? Ma questo è il mondo alla rovescia, in cui in cui il recupero appassiona l'alunno "avanti" e il ciclo successivo recupera quello precedente, in una continua rincorsa alla nozione più facile da ribadire finché l'ultimo dei pargoli non abbia appreso l'abbiccì alternandolo felicemente a moduli su Aristotele!
Capisco che la logica sia un esercizio difficile da sostenere e la dialettica, che tanto piaceva alla civiltà greca di cui sostieni l'importanza a tutto pasto, ormai poco praticata, ma anche il sarcasmo andrebbe meglio supportato. Quello che scrivi invece è veramente poco ficcante oltre che platealmente incoerente


Ultima modifica di lucetta10 il Lun Ott 19, 2015 5:53 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Lun Ott 19, 2015 5:52 pm

ushikawa ha scritto:
Humboldt, oltre al tono polemico, che mi è ben chiaro, non ho ben capito cosa proponi.


a me pare chiaro invece: scuola media senza programmi suoi, ma dedicata al recupero delle carenze della scuola primaria e abbinata all'approfondimento di temi quali la civiltà greca e la filosofia, alla ricerca delle radici della civiltà occidentale. Potremmo ribattezzarlo: "tra il serio e il faceto" o "dalle stelle alle stalle"
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MessaggioOggetto: Re: Il buco nero della scuola italiana: le elementari   Gio Ott 22, 2015 12:37 pm

ushikawa ha scritto:
Humboldt, oltre al tono polemico, che mi è ben chiaro, non ho ben capito cosa proponi.

mah è che quando si entra nel concreto mi sa che non ci si capisce...
ovviamente siamo tutti d'accordo che in prima media preferiremmo avere studenti scolarizzati, magari omogeneamente e non omogeneizzatamente :-)
Però non sempre accade, in attesa di bacchette magiche penso che la prima media debba essere considerata anche una sesta elementare, quindi sia utile ripartire dalle conoscenze che hanno (anche lacunose) per dare una base comune alla la classe e contemporaneamente insegnare nuovi metodi.
io credo che il tempo e il modo ci sia.
Ripeto, per me la cosa peggiore è rischiare di lasciare indietro proprio quelli che hanno più bisogno.
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